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lunedì 31 agosto 2026

Dal 2017 alla “policrisi”: il Festival della Cooperazione Internazionale compie dieci anni e interroga il futuro

Crisi economiche, pandemia, emergenze ambientali e guerre hanno accompagnato la storia della manifestazione. Nel 2026 il decennale tra Ostuni, San Vito dei Normanni, Francavilla Fontana e Lucera

Quando il Festival della Cooperazione Internazionale muoveva i primi passi nel 2017, difficilmente si sarebbe potuto prevedere quanto rapidamente sarebbe cambiato il mondo nei dieci anni successivi.

Crisi economiche, pandemia, emergenze ambientali, guerre e tensioni geopolitiche hanno segnato un decennio nel quale fenomeni apparentemente differenti hanno finito sempre più spesso per intrecciarsi.

È quella che i promotori definiscono “policrisi” e dalla quale partirà la decima edizione del Festival, intitolata “Civiltà dell’amore, civiltà della terra”.

Un anniversario che non vuole guardare soltanto indietro

Il decennale sarà celebrato nell'autunno 2026 con un programma diffuso tra Ostuni, San Vito dei Normanni, Francavilla Fontana e Lucera.

Ma l'anniversario non sarà utilizzato soltanto per ripercorrere quanto realizzato nelle nove edizioni precedenti.

L'obiettivo dichiarato è interrogarsi su ciò che viene dopo, partendo da una constatazione: di fronte alla frammentazione del presente occorre tornare a individuare ciò che può unire persone e popoli.

Da qui il richiamo alla “civiltà dell’amore”, intesa come ricerca di un modello di convivenza fondato su pace, solidarietà, diritti, inclusione e custodia dell'umano.

Pensiero e azione nei “Dialoghi di civiltà”

Uno degli strumenti scelti saranno i nuovi “Dialoghi di civiltà”, che metteranno in relazione filosofia, società, geopolitica, cooperazione e responsabilità collettiva.

L'intenzione è evitare che la riflessione resti esclusivamente teorica, facendo dialogare il pensiero con esperienze e proposte concrete.

La stessa impostazione caratterizzerà gli approfondimenti sui conflitti in Ucraina, Palestina e Sud Sudan, utilizzati come punto di partenza per affrontare il tema della solidarietà internazionale e delle conseguenze delle guerre sulle persone più vulnerabili.

La custodia dell’umano

A promuovere il Festival sono la Rete Italiana Disabilità e Sviluppo e l'Associazione Italiana Amici di Follereau.

Nel 2026 particolare attenzione sarà dedicata ai vent'anni della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, attraverso il convegno nazionale “Salute e Inclusione”.

Nel programma entreranno inoltre il tema delle persone con demenza e le esperienze delle sette Comunità Amiche delle Persone con Demenza della Puglia.

Dal 7 all'11 ottobre, infine, Ostuni ospiterà il Campo studi AIFO.

Dieci anni dopo il primo appuntamento, il Festival riparte quindi dalla convinzione che le crisi del presente non possano essere affrontate soltanto separatamente, ma richiedano una nuova capacità di pensare insieme pace, ambiente, diritti e dignità della persona.

martedì 11 agosto 2026

“Visioni Future, dai sogni alla realtà”: inaugurata al Museo Civico di Ostuni la mostra promossa dal Gruppo Giovani Soci della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni


Fino al 31 agosto in esposizione le opere realizzate da dodici ragazzi del Villaggio SOS di Ostuni attraverso un percorso educativo dedicato all’intelligenza artificiale generativa


È stata inaugurata giovedì 7 agosto al Museo Civico di Ostuni, in Via Cattedrale, 15, la mostra “Visioni Future, dai sogni alla realtà”, progetto promosso dal Gruppo Giovani Soci della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni che ha coinvolto dodici ragazze e ragazzi del Villaggio SOS di Ostuni in un percorso educativo e creativo dedicato all’intelligenza artificiale generativa.


L’esposizione, visitabile fino al 31 agosto, rappresenta una nuova tappa di un progetto che nei mesi scorsi aveva visto le opere presentate per la prima volta negli spazi della Banca. L’iniziativa prosegue così il proprio percorso aprendosi a un pubblico ancora più ampio e confermando il valore della collaborazione tra cooperazione, realtà sociali e istituzioni culturali del territorio.


Un percorso tra tecnologia, creatività e futuro


Il progetto, curato dagli esperti di Aulab, si è sviluppato attraverso cinque incontri formativi basati sul metodo del learning by doing. I ragazzi sono stati accompagnati alla scoperta dei modelli di intelligenza artificiale generativa e delle tecniche di prompt engineering, sperimentando la realizzazione di immagini, illustrazioni, video e contenuti audio.

Il percorso si è tradotto nel progetto “Visualizza il tuo futuro con l’IA!”, durante il quale ogni ragazzo ha potuto mettere a frutto le competenze acquisite per realizzare delle bellissime rappresentazioni visive.


Le dodici opere esposte diventano così il racconto di altrettanti modi di guardare al domani. Sogni, emozioni, speranze e aspirazioni prendono forma attraverso la tecnologia, utilizzata non come fine ma come strumento creativo ed educativo capace di dare voce ai giovani.


Ad accogliere l’esposizione è il Museo Civico di Ostuni, nell’ambito di un percorso orientato a rafforzare il rapporto tra l’istituzione culturale e la comunità.


«Il Museo di Ostuni è ben lieto di ospitare questa mostra perché intercetta una direttrice di marcia del Museo: quella di aprirsi nei confronti della società e della realtà circostante, raccogliendone istanze ed esigenze. Un progetto come questo possiede una valenza sociale ed educativa particolarmente significativa», ha dichiarato il presidente dell’Istituzione Museo di Ostuni, Giuseppe Abbracciavento.


Abbracciavento ha posto l’accento anche sul rapporto tra tecnologia e persona: «Si parla spesso della necessità di conservare una “riserva di umanità” di fronte all’intelligenza artificiale. I lavori realizzati dai ragazzi dimostrano invece come possa esserci un vero riempimento di umanità, perché attraverso queste opere la tecnologia viene arricchita dalle relazioni, dall’incontro e dall’esperienza umana».


Una prospettiva che guarda anche all’evoluzione del Museo, con l’obiettivo, ha sottolineato Abbracciavento, di «restituire alla comunità un museo aperto al futuro, in grado di percorrere nuove strade».


Il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, Francesco Zaccaria, ha sottolineato il valore della prosecuzione del percorso espositivo e la capacità del progetto di creare una rete tra giovani, cooperazione e territorio.


«Siamo particolarmente soddisfatti che “Visioni Future” prosegua il proprio percorso all’interno del Museo Civico di Ostuni. Un progetto nato dalla collaborazione tra la nostra Banca, il Gruppo Giovani Soci e il Villaggio SOS continua così a incontrare la comunità e a raccontare le aspirazioni dei suoi giovani protagonisti», ha dichiarato Zaccaria.


«La cooperazione significa anche creare occasioni di crescita e costruire relazioni. Attraverso questo progetto l’intelligenza artificiale è diventata uno strumento al servizio della creatività e della capacità dei ragazzi di immaginare il proprio domani. Investire sui giovani significa investire sul futuro della comunità e accompagnarli significa offrire loro strumenti e opportunità perché possano diventarne protagonisti».

La nuova tappa espositiva conferma quindi la vocazione di “Visioni Future, dai sogni alla realtà” come progetto capace di mettere in relazione innovazione tecnologica, educazione e dimensione sociale, trasformando l’intelligenza artificiale in uno strumento attraverso il quale i giovani possono raccontarsi e dare forma alle proprie aspirazioni.

venerdì 7 agosto 2026

Ostuni, “Visioni Future” torna al Museo Civico: l’intelligenza artificiale racconta i sogni dei ragazzi

Dal 7 al 31 agosto torna in esposizione il progetto promosso dal Gruppo Giovani Soci che ha coinvolto dodici ragazze e ragazzi del Villaggio SOS di Ostuni in un percorso dedicato all’intelligenza artificiale generativa. Ingresso gratuito

Dal 7 agosto, a Ostuni, il Museo Civico torna ad ospitare la mostra “Visioni Future, dai sogni alla realtà”, il progetto che racconta come un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie possa diventare uno strumento per sostenere la creatività, sviluppare nuove competenze e dare forma alle aspirazioni delle giovani generazioni.

L'iniziativa, promossa dal Gruppo Giovani Soci, ha coinvolto dodici ragazze e ragazzi del Villaggio SOS di Ostuni, accompagnandoli alla scoperta delle possibilità offerte dall’intelligenza artificiale generativa.

Cinque incontri per scoprire l'intelligenza artificiale

Il percorso, avviato nei mesi scorsi e curato dagli esperti di Aulab, si è articolato in cinque incontri formativi basati sul metodo del learning by doing, con un approccio capace di affiancare alle conoscenze teoriche la sperimentazione diretta degli strumenti.

I partecipanti sono partiti dall'introduzione ai modelli di IA generativa per arrivare progressivamente all'applicazione di tecniche di prompt engineering, tra cui lo zero-shot prompting e il prompt chaining.

L'obiettivo non è stato soltanto quello di trasmettere competenze tecniche, ma anche di favorire lo sviluppo del pensiero critico e di un'autonomia progettuale nell'utilizzo delle nuove tecnologie.

Dai manga alle immagini fotorealistiche

Nel corso delle attività i ragazzi hanno sperimentato diverse forme di produzione digitale, arrivando a generare immagini fotorealistiche, illustrazioni in stile manga, video e tracce audio originali.

La tecnologia è diventata così uno strumento creativo attraverso il quale sperimentare linguaggi differenti e trasformare un'idea iniziale in un vero e proprio contenuto multimediale.

“Visualizza il tuo futuro con l’IA!”

Il percorso si è concluso con il project work individuale “Visualizza il tuo futuro con l’IA!”, attraverso il quale ciascun partecipante ha utilizzato quanto appreso per rappresentare le proprie aspirazioni professionali e le proprie passioni.

Sogni e obiettivi sono stati trasformati in scenari visivi digitali, rendendo concreta attraverso le immagini l'idea che ogni ragazzo ha del proprio futuro. Proprio questi lavori costituiscono il cuore dell'esposizione visitabile al Museo Civico.

Abbracciavento: «Un dialogo tra passato e futuro»

A sottolineare il valore dell'iniziativa è il presidente dell’Istituzione Museo di Ostuni, Giuseppe Abbracciavento.

«Accogliere al Museo Civico di Ostuni la mostra “Visioni Future, dai sogni alla realtà” significa ribadire il ruolo del museo come luogo di dialogo tra passato e futuro, capace di interpretare i cambiamenti della società e di offrire opportunità di crescita alle nuove generazioni. Le opere realizzate dai ragazzi del Villaggio SOS testimoniano come la creatività, sostenuta da un uso consapevole dell'intelligenza artificiale, possa trasformare idee, aspirazioni e talenti in progetti concreti».

«Il nostro museo non custodisce soltanto la memoria della comunità, ma vuole essere anche uno spazio aperto all'innovazione, all'inclusione e alla formazione, dove la cultura diventa uno strumento per immaginare e costruire il futuro. Ringrazio la BCC di Ostuni, il Gruppo Giovani Soci, la Federazione BCC Puglia e Basilicata, Aulab e tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa, offrendo ai giovani un'esperienza di grande valore umano, culturale e formativo».

La mostra fino al 31 agosto

Le opere realizzate dai ragazzi del Villaggio SOS resteranno in esposizione fino al 31 agosto. L'ingresso è gratuito.

La mostra sarà visitabile negli orari di apertura del Museo Civico: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 19, mentre il sabato e la domenica l'apertura sarà continuativa dalle 10 alle 19.

Il grande noir europeo fa tappa a Ostuni con Víctor del Árbol e «Le buone intenzioni»

Il pluripremiato maestro del noir europeo incontrerà il pubblico ostunese per presentare «Le buone intenzioni», il nuovo romanzo pubblicato da Elliot Edizioni.


La Pro Loco Ostuni APS, con la partecipazione dell'associazione Una Valle di Libri un appuntamento di grande prestigio dedicato alla narrativa internazionale. Sabato 8 agosto 2026, alle ore 19.30, nel Giardino del Centro di Cultura Donato Cirignola, in Corso Giuseppe Mazzini 18 a Ostuni, il pubblico potrà incontrare Víctor del Árbol, tra i più importanti autori del noir europeo contemporaneo, che presenterà il suo nuovo romanzo «Le buone intenzioni», pubblicato da Elliot Edizioni. Dialogherà con l’autore, Luigi Del Vecchio, Generale della Guardia di Finanza in congedo, autore del thriller “Ostuni. Non mi cercare più...”.


L'incontro rappresenta un'occasione unica per conoscere da vicino uno degli autori più apprezzati della narrativa internazionale, capace di conquistare critica e lettori con romanzi intensi, caratterizzati da una profonda analisi psicologica dei personaggi e da trame che superano i confini del classico thriller per affrontare le grandi contraddizioni dell'animo umano.


L'autore


Nato a Barcellona nel 1968, Víctor del Árbol ha lavorato per oltre vent'anni nella Policia de la Generalitat de Catalunya prima di dedicarsi completamente alla scrittura. Ha esordito nel 2006 con El peso de los muertos, vincitore del Premio Tiflos de Novela, iniziando un percorso letterario che lo ha consacrato tra i più importanti autori del panorama noir internazionale.


I suoi romanzi sono tradotti in numerosi Paesi e hanno ottenuto particolare successo in Francia, dove ha conquistato prestigiosi riconoscimenti come il Prix du Polar Européen, il Grand Prix de Littérature Policière e il Premio SNCF du Polar. Nel 2018 il Governo francese lo ha insignito del titolo di Chevalier des Arts et des Lettres, mentre in Spagna ha ricevuto il celebre Premio Nadal de Novela. Negli ultimi anni Elliot Edizioni ha pubblicato anche Il figlio del padre, Nessuno su questa terra e Il tempo delle belve, consolidando il forte legame tra lo scrittore catalano e il pubblico italiano.


Il libro


Con «Le buone intenzioni», tradotto in italiano da Pierpaolo Marchetti, Víctor del Árbol firma il capitolo conclusivo della "Trilogia del sicario senza nome", dando vita a un noir intenso e coinvolgente che intreccia mistero, memoria e grandi temi sociali.


Dopo anni di apparente tranquillità, il protagonista, un sicario senza nome, è costretto a tornare in azione per affrontare definitivamente il proprio passato. Parallelamente si sviluppa la vicenda della giornalista Clara Fité, determinata a riportare alla luce un oscuro caso di bambini scomparsi negli anni Novanta. Un quaderno rubato, ricco di annotazioni criptiche, finirà per legare i destini dei due protagonisti, trascinandoli in una spirale di violenza nella quale si intrecciano criminalità organizzata, speculazione immobiliare, criptovalute, segreti di Stato e vicende legate alla Chiesa.


Tra Barcellona e il misterioso luogo simbolico chiamato "La Montagna", passato e presente si fondono in una corsa senza tregua, dove nessuno è davvero innocente e ogni verità comporta un prezzo da pagare. Un romanzo che conferma ancora una volta la straordinaria capacità narrativa dell'autore di raccontare il lato più oscuro dell'essere umano senza rinunciare alla profondità emotiva.


L'appuntamento dell'8 agosto offrirà ai lettori l'opportunità di dialogare direttamente con uno dei grandi protagonisti della narrativa europea contemporanea, approfondendo i temi del romanzo e il percorso letterario di uno scrittore che, grazie alla forza delle sue storie, continua a conquistare lettori in tutto il mondo.

 

martedì 4 agosto 2026

Dal successo di Ombre Festival a Baselice: continua il tour nazionale di Luigi Del Vecchio con il thriller ambientato a Ostuni


Il Generale scrittore sarà protagonista il 5 agosto della rassegna "Estate Baselicese" nello storico Palazzo Lembo. Un ritorno alle origini familiari tra letteratura, teatro, impegno sociale e una stagione ricca di appuntamenti in tutta Italia


Prosegue lungo tutta la Penisola il tour letterario di Luigi Del Vecchio, Generale della Guardia di Finanza in congedo che, dopo il successo riscosso nelle principali rassegne culturali italiane, farà tappa il prossimo 5 agosto alle 18.00, a Baselice, nell'Alto Sannio beneventano, per presentare il thriller “Ostuni. Non mi cercare più...”, secondo capitolo della trilogia ambientata nella Città Bianca e pubblicato da Viola Editrice.

L'incontro rientra nel programma dell'Estate Baselicese ed è patrocinato dal Comune di Baselice. Ad ospitare l'evento sarà lo storico Palazzo Lembo, prestigiosa dimora riconosciuta nel 2011 tra le “Meraviglie d'Italia”, alla presenza del Sindaco Massimo Maddalena e delle autorità cittadine.


A dialogare con l'autore saranno due autorevoli firme del giornalismo italiano: Francesco Del Vecchio, giornalista parlamentare e caposervizio politico dell'agenzia di stampa Askanews, per anni cronista al seguito di Silvio Berlusconi e quirinalista impegnato nel racconto dell'attività dei Presidenti della Repubblica, compreso l'attuale Capo dello Stato Sergio Mattarella, e Antonio Bianco, giornalista de Il Messaggero, già redattore di Paese Sera e direttore della testata Orizzonti Nuovi.


La tappa di Baselice assume per Luigi Del Vecchio un significato che va ben oltre la dimensione letteraria. Proprio il borgo sannita rappresenta infatti il paese d'origine della famiglia paterna dello scrittore, trasformando la presentazione in un ritorno alle proprie radici, carico di emozione e valore personale.


L'appuntamento arriva al termine di settimane particolarmente intense per l'autore, reduce dalla partecipazione alla VII edizione di Ombre Festival a Viterbo, una delle più importanti rassegne culturali nazionali, dove ha portato il proprio contributo nell'incontro dedicato al rapporto tra investigazione, cinema e narrativa thriller.


Il percorso di Del Vecchio continua così a consolidarsi nel panorama culturale italiano. Dopo il successo del romanzo d'esordio “Ostuni. Un'insospettabile presenza”, il secondo volume “Ostuni. Non mi cercare più...” sta attraversando l'Italia con un fitto calendario di presentazioni, confermando l'interesse di lettori, istituzioni e organizzatori verso una narrativa che intreccia mistero, memoria e identità del territorio.


Parallelamente all'attività editoriale, prosegue anche l'impegno teatrale dell’autore. In questa stagione estiva Del Vecchio è infatti impegnato con la compagnia Teatro Folletti e Folli, diretta da Dario Ubaldo Lacitignola, negli spettacoli “Femmina Infame. Il delitto di Emanuela Sansone”, tratto dall'opera di Dino Cassone, e “Kriminal-mente. Piccole confessioni criminali”, liberamente ispirato a “Delitti irrisolti” di Max Aub.


Accanto alla produzione culturale resta costante anche il suo impegno sociale. Nelle scorse settimane, presso il Centro Regionale Audiolibro Puglia, Del Vecchio ha concluso la registrazione dell'audiolibro di “Ostuni. Non mi cercare più...”, prestando gratuitamente la propria voce alla lettura integrale del romanzo. Un progetto destinato ai ciechi e agli ipovedenti della Regione Puglia, che consentirà a oltre 3.000 utenti di accedere all'opera in formato audio. Un'iniziativa che l'autore aveva già realizzato con il suo romanzo d'esordio, “Ostuni. Un'insospettabile presenza”, confermando la volontà di rendere la cultura sempre più inclusiva, accessibile e fruibile da tutti.


Il libro


“Ostuni. Non mi cercare più...”
, pubblicato da Viola Editrice, è il sequel del thriller “Ostuni. Un'insospettabile presenza”. Ambientato ancora una volta nella Città Bianca, il romanzo conduce il lettore tra vicoli, campagne e antichi misteri, dove il confine tra realtà e memoria si fa sempre più sottile. Un intreccio narrativo che unisce suspense, introspezione psicologica e profondo legame con il territorio.


L'autore


Luigi Del Vecchio, Generale di Brigata della Guardia di Finanza in congedo, è laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria, Accademico Ordinario dell'Accademia Tiberina di Roma, consulente tecnico presso le Procure di Napoli e Torre Annunziata, autore teatrale e scrittore. Parallelamente alla sua attività culturale, è impegnato in iniziative sociali dedicate alla promozione della lettura, della legalità e dell'accessibilità culturale, portando avanti un percorso che unisce esperienza istituzionale, narrativa e servizio alla comunità.


Con la tappa di Baselice prosegue così un percorso culturale che continua a unire letteratura, impegno civile e valorizzazione del territorio, confermando Luigi Del Vecchio tra le voci più apprezzate della narrativa italiana contemporanea.

venerdì 24 luglio 2026

“Futuri Emergenti Italiani”, nella Banca di Credito Cooperativo di Ostuni presentata l’opera “LIMINAL”

La sede della BCC Ostuni ospita l’opera inedita “LIMINAL” della designer e artista pugliese Enrica Anastasia Marangio nell’ambito del progetto nazionale promosso dal Gruppo BCC Iccrea per valorizzare i talenti italiani under 35

La Banca di Credito Cooperativo di Ostuni conferma il proprio impegno nella promozione della cultura accogliendo, all’interno della propria sede, una nuova iniziativa dedicata all’arte contemporanea. È stata presentata presso la filiale di Largo Monsignor Italo Pignatelli, “LIMINAL”, opera inedita della designer e artista pugliese Enrica Anastasia Marangio, visitabile fino al 10 agosto negli orari di apertura al pubblico.

L’esposizione rientra nel progetto “Futuri Emergenti Italiani”, la più grande mostra diffusa d’Italia dedicata all’arte emergente under 35, promossa dal Gruppo BCC Iccrea nell’ambito del macro-progetto BCC Arte&Cultura, nato per valorizzare il patrimonio artistico e creativo dei territori attraverso la rete delle Banche di Credito Cooperativo.

L’iniziativa offre ai giovani artisti l’opportunità di esporre le proprie opere nei luoghi in cui sono nati o ai quali sono profondamente legati, creando un dialogo tra creatività contemporanea, comunità locali e identità territoriali.

Protagonista dell’edizione ospitata dalla BCC Ostuni è Enrica Anastasia Marangio, designer classe 1993 originaria della Puglia e oggi attiva a Milano, che attraverso la sua ricerca artistica coniuga design, sperimentazione materica e linguaggi dell’arte contemporanea.

L’opera “LIMINAL” nasce come installazione site specific, pensata per dialogare con gli spazi della banca e con il significato stesso del luogo che la ospita. Attraverso una struttura in ferro e vetro fuso, l’artista riflette sul concetto di attesa, interpretandolo come momento di passaggio tra ciò che si è e ciò che si sta per diventare.

La soglia diventa così il tema centrale dell’opera: uno spazio sospeso nel quale il corpo resta immobile mentre la mente continua a muoversi, trasformando l’attesa in occasione di riflessione, cambiamento e apertura verso il futuro.

Particolare attenzione è dedicata anche ai materiali utilizzati. Il ferro, il vetro, la luce e perfino i cavi elettrici, volutamente lasciati visibili, diventano parte integrante del racconto artistico, valorizzando il processo creativo e il lavoro artigianale che dà forma all’opera.

«Per me lavorare un materiale significa portarlo al limite delle sue possibilità. Anche ciò che normalmente viene nascosto, come i cavi o la struttura tecnica, diventa parte dell’opera e del suo significato. LIMINAL racconta proprio quel momento di passaggio tra ciò che siamo e ciò che stiamo per diventare», ha spiegato Enrica Anastasia Marangio.

L’artista ha inoltre sottolineato il valore personale dell’iniziativa, evidenziando l’importanza di poter esporre per la prima volta nella propria terra d’origine.

«È molto importante poter riportare il proprio lavoro nel territorio in cui si è nati. Progetti come questo permettono agli artisti di tornare nelle proprie comunità e di creare un legame tra il percorso professionale sviluppato altrove e le proprie radici. Ringrazio la Banca di Credito Cooperativo di Ostuni per l’accoglienza e per aver creduto in questo progetto», ha dichiarato.

Nel corso dell’inaugurazione è stato evidenziato anche il valore culturale dell’iniziativa all’interno del più ampio percorso promosso dal Gruppo BCC Iccrea.

«Questa iniziativa si inserisce in un progetto nazionale che valorizza il patrimonio artistico custodito dalle Banche di Credito Cooperativo e promuove i giovani talenti italiani. Anche la nostra banca conserva da decenni opere di artisti del territorio e continua ad aprire i propri spazi alla cultura, trasformando la sede in un luogo di incontro tra comunità, arte e creatività», ha sottolineato il Presidente della BCC Ostuni, Francesco Zaccaria.

Il presidente ha inoltre ricordato come il progetto BCC Arte&Cultura rappresenti la naturale evoluzione di una tradizione che vede da molti anni le Banche di Credito Cooperativo impegnate nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio artistico locale, favorendo la conoscenza delle opere attraverso esposizioni, visite e iniziative aperte alla cittadinanza.

Con “Futuri Emergenti Italiani”, la Banca di Credito Cooperativo di Ostuni rinnova così il proprio ruolo di banca di comunità, confermando la volontà di sostenere non soltanto lo sviluppo economico del territorio, ma anche la crescita culturale e la valorizzazione dei giovani talenti, offrendo ai cittadini nuovi spazi di incontro tra arte, innovazione e identità locale.

sabato 18 luglio 2026

Luigi Del Vecchio torna all’Ombre Festival di Viterbo: il Generale scrittore ostunese tra i protagonisti della VII edizione

Dopo il successo del 2024, l’autore di “Ostuni. Non mi cercare più…” sarà nuovamente ospite della prestigiosa rassegna nazionale. Prosegue un’estate ricca di appuntamenti tra letteratura, teatro, televisione e impegno sociale.

Continua senza soste il tour nazionale dello scrittore Luigi Del Vecchio, che il prossimo 21 luglio, alle ore 21.15, sarà tra i protagonisti della VII edizione dell’Ombre Festival di Viterbo, una delle manifestazioni culturali più autorevoli del panorama italiano.

Nella suggestiva cornice di Piazza della Repubblica, il Generale della Guardia di Finanza in congedo presenterà il libro “Ostuni. Non mi cercare più…”, edito da Viola Editrice, nell’incontro dal titolo “Il thriller tra indagine e cinema. Quando la realtà incontra la forza delle immagini”.

Ad affiancarlo sarà Adriano Giotti, regista e sceneggiatore. A dialogare con gli autori saranno Marina Bernini e Paolo Casini.

Per Luigi Del Vecchio si tratta di un gradito ritorno. Lo scrittore era già stato protagonista dell’Ombre Festival nel 2024, quando presentò il suo romanzo d’esordio “Ostuni. Un’insospettabile presenza”. La nuova partecipazione conferma il rapporto consolidato con una rassegna che, anno dopo anno, richiama alcuni tra i più importanti protagonisti della cultura, della magistratura, del giornalismo e dello spettacolo italiani e che nell’edizione 2026 dedicherà inoltre un ampio spazio alla figura di San Francesco, nel ricordo degli ottocento anni dalla sua morte, oltre ad ospitare personalità di primo piano, tra cui il Procuratore Nicola Gratteri.

L’appuntamento di Viterbo rappresenta una nuova tappa di un percorso letterario che continua a raccogliere consensi in tutta Italia. “Ostuni. Non mi cercare più…”, secondo capitolo della trilogia ambientata nella Città Bianca, sta attraversando l’intero Paese con un fitto calendario di presentazioni, confermando il crescente interesse del pubblico e degli operatori culturali verso la narrativa di Del Vecchio. Nelle prossime settimane il tour farà tappa anche a Baselice, in provincia di Benevento.

L’estate dell’autore è caratterizzata da un’intensa attività che va ben oltre la promozione editoriale. Negli ultimi mesi Del Vecchio è stato protagonista di diverse interviste televisive e radiofoniche, mentre parallelamente è impegnato anche in ambito teatrale con gli spettacoli “Femmina Infame. Il delitto di Emanuela Sansone” e “La casa di bambola”, esperienze che testimoniano la sua costante attenzione verso linguaggi espressivi differenti.

L'autore ha inoltre concluso, presso il Centro Regionale Audiolibro Puglia, la registrazione dell’audiolibro di “Ostuni. Non mi cercare più…”, prestando personalmente la propria voce alla lettura del romanzo. Il progetto, destinato ai ciechi e agli ipovedenti della Regione Puglia, consentirà a oltre 3.000 utenti di accedere gratuitamente all’opera, confermando la volontà dell’autore di rendere la cultura sempre più accessibile e inclusiva.

Il libro

"Ostuni. Non mi cercare più...", pubblicato da Viola Editrice, è un thriller che intreccia indagine investigativa e tensione psicologica, ambientato nella suggestiva cornice della Città Bianca. La trama si sviluppa attorno a un caso complesso, in cui nulla è come appare e ogni dettaglio può rivelarsi decisivo. Attraverso un ritmo narrativo incalzante, il romanzo accompagna il lettore tra segreti, relazioni ambigue e verità nascoste, mantenendo alta la suspense fino alle ultime pagine. Particolare attenzione è dedicata alla costruzione dei personaggi, delineati con profondità e realismo, e all'ambientazione, che diventa parte integrante della storia, contribuendo a creare un'atmosfera intensa e coinvolgente.

L’autore

Luigi Del Vecchio, Generale di Brigata della Guardia di Finanza in congedo, è laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria, Accademico Ordinario dell’Accademia Tiberina di Roma, Vice Presidente Provinciale dell'U.N.U.C.I (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia e autore dei thriller ambientati a Ostuni. Parallelamente all’attività letteraria, porta avanti un costante impegno culturale, teatrale e sociale, distinguendosi per iniziative dedicate all’inclusione, alla legalità e alla diffusione della cultura.

 

mercoledì 15 luglio 2026

Generation Film Fest 2026, si chiude con successo la quinta edizione: Oria capitale del cinema tra inclusione, cultura e grandi protagonisti

Tre giornate intense di cinema, incontri, riflessioni e un messaggio importante dalla Premio Oscar Helen Mirren, hanno reso la città di Oria protagonista


Si chiude tra applausi, emozioni e grande partecipazione la quinta edizione del Generation Film Fest, che dal 10 al 12 luglio 2026 ha trasformato Oria in un meraviglioso luogo di cinema, cultura e impegno sociale. Un appuntamento ormai consolidato dell’estate pugliese, capace di unire spettacolo, formazione e inclusione, confermando la crescita costante della manifestazione ideata e diretta da Nadia Carbone.

Realizzato con il sostegno dell’Amministrazione Comunale di Oria, con il patrocinio della Regione Puglia – Assessorato alla Cultura e Conoscenza e di Apulia Film Commission, il festival ha proposto un programma articolato tra masterclass, talk d’autore, proiezioni sotto le stelle e incontri con protagonisti del panorama cinematografico nazionale e internazionale.


Importante anche il contributo delle realtà associative coinvolte, tra cui Divertendoci Insieme, Fiore di Loto – Centro Antiviolenza e A.M.I.C.I. Italia, che hanno rafforzato la dimensione sociale della manifestazione.

 

La manifestazione si è aperta nel segno dell’inclusione con la serata inaugurale “Generation Young – Il cinema dell’inclusione”, che ha subito delineato l’identità del festival: utilizzare il linguaggio cinematografico come strumento di sensibilizzazione e partecipazione.


La serata inaugurale ha preso il via con la masterclass dedicata agli studenti, del regista Antonio Delli Santi, autore del cortometraggio d’animazione “Ziki”, candidato ai Nastri d’Argento 2026, premiato dal festival per il suo valore artistico e civile. Durante l’incontro, Delli Santi ha approfondito il processo creativo dell’animazione, soffermandosi sull’importanza della narrazione visiva e sulla capacità del cinema di affrontare temi complessi con linguaggi accessibili.

 

Successivamente, il talk, con l’attrice Donatella Finocchiaro che ha raccontato il proprio legame con la Puglia e il ricordo dell’esperienza sul set di Galantuomini di Edoardo Winspeare, sottolineando come il cinema nasca dall’incontro tra persone e dalla libertà creativa degli autori. Ha inoltre evidenziato quanto sia fondamentale per un attore lasciarsi attraversare dalle storie e dai territori, trasformando ogni esperienza in un’occasione di crescita artistica e umana.


Accanto a lei, l’attore Gabriele Di Bello, che ha portato una testimonianza intensa sul valore dell’inclusione, raccontando il proprio percorso personale e professionale e ribadendo come il cinema possa essere uno spazio aperto a tutti. La sua frase «Dal cuore viene la bellezza» ha sintetizzato con forza il senso più profondo della serata, emozionando il pubblico presente.


La prima serata si è conclusa con la proiezione del film “Upside Down”, che ha accompagnato il pubblico in un’esperienza cinematografica suggestiva, rafforzando il messaggio di inclusione e apertura che ha caratterizzato l’intero festival.


La seconda serata ha posto al centro il rapporto tra cinema, donne, territorio e impegno sociale, confermando la vocazione del Generation Film Fest ad affrontare temi di forte attualità attraverso il linguaggio cinematografico.


Si è cominciato con l‘incontro pomeridiano di Marco Simon Puccioni, dedicato alla regia, con la proiezione del cortometraggio “Tutti giù per terra”, vincitore del Nastro d’Argento, che affronta il tema della violenza di genere. Puccioni ha approfondito il processo creativo dell’opera, evidenziando la responsabilità del cinema nel raccontare tematiche delicate con sensibilità e rigore.

 

Il talk d’autore, ha, invece, visto protagonisti Giampietro Preziosa, produttore per Inthelfilm, il regista Marco Simon Puccioni e il regista Edoardo Winspeare, offrendo una riflessione sullo stato del cinema italiano contemporaneo e sulle sfide del settore.


Giampietro Preziosa ha posto l’accento sulle opportunità produttive e sulle nuove prospettive del settore audiovisivo e Marco Simon Puccioni ha evidenziato il ruolo del cinema come strumento di denuncia e consapevolezza.


È stata, poi, la volta di Edoardo Winspeare ha ribadito l’importanza del legame con il territorio come fonte autentica di narrazione, mentre Celeste Casciaro ha condiviso la propria esperienza di attrice profondamente radicata nella realtà pugliese, sottolineando il valore delle storie locali nel contesto nazionale.


Un momento particolarmente significativo è stato il confronto con l’associazione Fiore di Loto – Centro Antiviolenza, premiata per il suo impegno nella tutela delle donne, che ha portato una testimonianza concreta sull’importanza del supporto alle vittime.


La seconda serata si è conclusa con la proiezione del film “Vita Mia”, che ha accompagnato il pubblico in un momento di riflessione e condivisione.


La terza e ultima serata ha rappresentato il culmine emotivo del festival, tra musica, cinema e riflessione.


Nel pomeriggio, l’avvocato Pietro Nuccio, manager di artisti internazionali come Helen Mirren e Taylor Hackford, è stato protagonista della masterclass dedicata agli studenti.


Dopo l’intenso intermezzo musicale del violinista M°Domenico Zezza, che ha emozionato il pubblico con celebri colonne sonore del cinema italiano, il palco ha accolto due grandi protagonisti: Anna Galiena e Marco Rossetti.


Pietro Nuccio è intervenuto sul palco, parlando del cinema che cambia.


Emozionante e inaspettato il contributo video della Premio Oscar Helen Mirren, con un invito importante, l’importanza di investire e ritornare nel Salento.

Il talk conclusivo ha offerto uno sguardo autentico sul mestiere dell’attore, tra aneddoti, ironia e riflessioni profonde. Anna Galiena ha sottolineato l’importanza della presenza scenica, dell’ascolto e della verità emotiva, invitando i giovani a vivere pienamente ogni istante creativo e a non temere la vulnerabilità. Marco Rossetti, invece, ha raccontato il proprio percorso professionale, soffermandosi sull’incontro con grandi maestri e sull’importanza della formazione continua come strumento per affinare il proprio linguaggio interpretativo.


Il dialogo ha accompagnato il pubblico verso la proiezione del film “Giorni Felici”, interpretato dagli stessi ospiti, suggellando una serata che ha unito intrattenimento e contenuto, leggerezza e profondità.


Tra gli ospiti sul Red Carpet anche il regista Andrea Di Salvatore, fresco vincitore del Globo d’Oro 2026, e Carmen De Gironimo, ideatrice del podcast “Come ti senti”.

Nel suo intervento finale, la direttrice artistica Nadia Carbone ha voluto ringraziare la squadra organizzativa, i volontari, i partner e tutte le realtà coinvolte, sottolineando come il festival sia il risultato di un lavoro collettivo capace di trasformare un’idea in realtà. «Siamo la prova che non esiste la parola impossibile», ha dichiarato, ribadendo la volontà di continuare a costruire uno spazio di condivisione e crescita per le nuove generazioni.


La quinta edizione consegna così alla città di Oria un festival ormai maturo, capace di coniugare qualità artistica, inclusione e impegno civile, rafforzando il legame tra cinema e territorio.


Spenti i riflettori sull’edizione 2026, il Generation Film Fest guarda già al futuro. L’appuntamento è al 2027, con l’obiettivo di continuare a crescere e portare ancora una volta il grande cinema nel cuore della Puglia.


martedì 14 luglio 2026

Anna Turrisi nuova presidente del Lions Club Ceglie Messapica Terra dei Messapi

La professionista sanitaria guiderà il sodalizio per l’anno lionistico 2026/2027: al centro del mandato solidarietà, giovani, salute, inclusione e sostegno alle famiglie.

La dottoressa Anna Turrisi, laureata in Scienze Infermieristiche e in Psicologia, attualmente in servizio presso l’ASL di Grottaglie, è la nuova Presidente del Lions Club Ceglie Messapica Terra dei Messapi per l’anno lionistico 2026/2027. Succede a Rocco Urso.

L’elezione rappresenta il naturale riconoscimento di un percorso professionale e umano costruito in oltre trent’anni di attività nel settore sanitario, maturati in diverse strutture ospedaliere e nei servizi di pronto soccorso, ai quali ha sempre affiancato un costante impegno nel sociale, nel volontariato e nelle iniziative dedicate alle fasce più fragili della popolazione.

Nel corso della cerimonia di insediamento, svoltasi alla presenza delle autorità civili, delle autorità lionistiche e dei numerosi soci del club, la presidente Anna Turrisi ha illustrato le principali linee guida del programma che caratterizzerà il nuovo anno sociale.

Tra i progetti di maggiore rilievo figurano numerosi service di beneficenza, con particolare attenzione ai ragazzi e alle famiglie che vivono difficoltà economiche durante il percorso scolastico. Accanto a questa iniziativa, il programma prevede attività di solidarietà alimentare, campagne di screening sanitario, interventi a favore degli anziani, dei meno abbienti, dei giovani, attraverso l’istituzione di borse di studio, oltre a iniziative dedicate alla valorizzazione delle donne che si sono distinte per il loro contributo alla comunità e alla promozione dei diritti umani.

Un calendario ricco di appuntamenti che conferma la volontà del Lions Club di rafforzare la propria presenza sul territorio attraverso azioni concrete, capaci di rispondere ai bisogni della comunità e di promuovere i valori della solidarietà, del servizio e della partecipazione civica.

A sintetizzare lo spirito del nuovo mandato è il motto scelto dalla presidente Anna Turrisi, destinato ad accompagnare tutte le attività dell’anno lionistico 2026/2027:

«Da un piccolo gesto, una grande azione.»