sabato 14 marzo 2026

Semmama (Tunisia) capitale delle culture pastorali: oltre 20 nazionalità alla Festa dei Pastori


                                                 

Tra le montagne della Tunisia centrale, a circa venti chilometri dalla città di Sbeitla, si prepara a tornare uno degli eventi culturali più originali del Mediterraneo. Dal 25 al 29 marzo 2026, sull’altopiano del Centro Culturale delle Arti e dei Mestieri di Djebel Semmama, nel governatorato di Kasserine, si svolgerà la quattordicesima edizione di “عيد الرعاة” (Festa dei Pastori), un festival internazionale che riunisce artisti, pastori, designer e ricercatori provenienti da diverse regioni montane del mondo.

L’edizione 2026 assume un significato particolare perché si inserisce nel quadro dell’International Year of Rangelands and Pastoralists, proclamato dalle United Nations e dalla Food and Agriculture Organization per valorizzare il ruolo delle comunità pastorali nella gestione sostenibile dei territori. Secondo la FAO, i sistemi pastorali rappresentano una risorsa fondamentale per centinaia di milioni di persone nel mondo e contribuiscono alla conservazione degli ecosistemi nelle regioni aride e montane.

Nata come iniziativa locale e diventata negli anni un appuntamento internazionale, la Festa dei Pastori si svolge nel Centro Culturale delle Arti e dei Mestieri di Djebel Semmama, fondato nel 2018 grazie all’impegno degli abitanti della regione. Il centro è stato creato con l’obiettivo di preservare e trasmettere l’identità pastorale e i saperi tradizionali berberi, promuovendo allo stesso tempo attività artistiche, educative e artigianali capaci di rafforzare lo sviluppo culturale ed economico della comunità locale.

Il festival rappresenta oggi un punto di incontro tra culture montane provenienti da diversi continenti. Per l’edizione 2026 sono attesi circa trecento partecipanti tra artisti, visitatori e membri delle comunità pastorali, con delegazioni provenienti da oltre venti paesi. Tra queste, un ruolo importante sarà svolto anche dall’Italia, con la partecipazione di musicisti e designer che porteranno a Semmama l’esperienza delle tradizioni pastorali del Mediterraneo.




Tra gli ospiti musicali figurano il gruppo italiano Erggio, accanto ai Shepherds of Semmama dalla Tunisia, agli Échos de l’Anatolie dalla Turchia e alla  Hunza Troupe  dal Pakistan. Accanto ai concerti, il festival ospiterà workshop artistici e cinematografici dedicati alle trasformazioni del mondo rurale e ai cambiamenti ambientali, con la partecipazione di autori e ricercatori provenienti da Europa, Nord Africa e Stati Uniti.



In questo contesto si inserisce anche il workshop internazionale di design ecologico “كيميائيو الرّاڨوبة – Les Alchimistes de la Ragouba”, diretto da Marwa Gdima e ospitato dal 25 al 29 marzo 2026 presso il Centre Culturel Montagnard de Semmama. Ispirato alla celebre frase di Paulo Coelho, «Tout est une seule chose» dal romanzo L’Alchimiste, il laboratorio invita i partecipanti a raccontare il territorio attraverso materiali naturali come argilla, halfa, legno selvatico, lana, pietra e cactus, trasformando la materia in forme, segni e poesia.


Al workshop partecipano artisti e ricercatori provenienti da diversi paesi: dalla Tunisia Zeineb Ghrabi (botanista), Chaima Zaafouri, Karim Belkadhi, Oumayma Boularès, Khaled Khayati, Yamen Abdelli e Saïd Badri; dalla Spagna Pep Aymerich, Oriol Tuca e Pablo Velasco Bertolotto; dall’Algeria Besma Lebbibi e Moussa Douar; e dall’Italia Ludobica Parentini, Fedeliano Nacucchi e Luca Di Terlizzi.

Accanto ai laboratori artistici, l’edizione 2026 ospiterà anche una sezione cinematografica dedicata al mondo pastorale e alla transumanza, diretta dal regista tunisino Jalel Faizi. Tra i film presentati figurano And the Wind Remains the Wind”, diretto da Héloïse Abbosh e Noéma Sabourin (Francia–Libano), Transhumant Voices” di Paula Escribano (Spagna) e Rogo” del regista italiano Michele Vicenti.

All’interno di questa programmazione nasce anche Cinema Trig, un’iniziativa cinematografica e culturale che esplora, attraverso il linguaggio del cinema e dell’immagine, i percorsi della transumanza pastorale nella regione centro-occidentale della Tunisia. Il progetto prende il nome dalla parola “Trig”, che indica gli antichi sentieri percorsi per secoli dai pastori e dalle loro greggi attraverso montagne e pianure, portando con sé storie di paesaggi, comunità e memoria.

Il progetto propone un viaggio visivo e umano nel mondo pastorale, dove il cinema incontra la memoria e la natura per raccontare la bellezza delle montagne e delle steppe tunisine e riportare alla luce le storie umane radicate in questi territori.

A guidare il progetto sono diverse figure del mondo del cinema e della ricerca audiovisiva, tra cui Héloïse Abbosh, Paula Escribano, la regista francese Mathilde Rouxel, il ricercatore e specialista nel restauro di archivi sonori e cinematografici Ossen El Sawaf (Egitto–Francia), Laura Delaterrossa (Spagna) e Jack Siverand (Stati Uniti).



All’incrocio tra arte, memoria ed ecologia, Cinema Trig mira a far rivivere lo spirito del nomadismo pastorale trasformando le antiche rotte della transumanza in uno spazio culturale e cinematografico aperto. Proiezioni, incontri artistici e workshop accompagneranno il pubblico alla scoperta dei paesaggi e delle storie umane che attraversano queste montagne.

Il progetto intende inoltre superare l’immagine stereotipata con cui queste regioni sono state spesso rappresentate, considerate per lungo tempo spazi marginali o semplici oggetti di consumo mediatico e turistico. Cinema Trig propone invece una nuova lettura di questa geografia, presentandola come uno spazio vivo di creatività, memoria e conoscenza.

In questa visione, i pastori e le terre che attraversano diventano custodi dei paesaggi e della memoria culturale, al centro di una nuova narrazione cinematografica capace di riconnettere le persone con il proprio territorio e di aprire nuove prospettive di immaginazione e creazione.

Il programma alterna musica, laboratori creativi, incontri culturali e momenti dedicati alla gastronomia pastorale. Tra gli appuntamenti più attesi figurano il pranzo con i pastori della Murgia italiana, la festa culinaria “Gastrono Mont” dedicata al patrimonio alimentare delle montagne e il carnevale della montagna “CarnaJbal”, che chiuderà la manifestazione con una grande celebrazione popolare.

Negli anni la Festa dei Pastori è diventata anche un importante motore per la valorizzazione turistica della regione di Kasserine. Durante i giorni del festival, le strutture ricettive della zona registrano spesso il tutto esaurito, attirando visitatori da diverse regioni della Tunisia e dall’estero. Per questo motivo l’edizione 2026 vedrà anche la partecipazione di operatori del turismo e agenzie di viaggio interessati a promuovere la regione come destinazione di turismo culturale e rurale.

In un contesto globale in cui le comunità pastorali affrontano sfide legate ai cambiamenti climatici e alla trasformazione delle economie rurali, la Festa dei Pastori di Semmama si propone come uno spazio di incontro tra tradizione e innovazione, dove l’arte diventa uno strumento per raccontare la memoria dei territori e immaginare nuove forme di resilienza culturale e ambientale.


Per informazioni e aggiornamenti sull’evento è possibile consultare le pagine ufficiali:

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