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| Avv. Isabella Cusanno |
Nell'ambito delle tutele per l'invalidità civile, l'indennità di accompagnamento è spesso oggetto di equivoci interpretativi. Molti cittadini la considerano, erroneamente, una forma di "assistenzialismo" o un supplemento alla pensione legato alla condizione economica. Tuttavia, come chiarito dall'Avvocato Isabella Cusanno, la natura giuridica di questo beneficio è profondamente diversa: si tratta di un indennizzo, ovvero di un vero e proprio risarcimento.
La distinzione tra assistenza e risarcimento
Perché questa definizione, sancita dalla legge e confermata dalla Cassazione, è così cruciale? La differenza non è solo terminologica, ma produce effetti pratici fondamentali:
Indipendenza dal reddito: Trattandosi di un ristoro per una condizione di inabilità totale (l’impossibilità di deambulare o di compiere gli atti quotidiani senza assistenza), l’indennità spetta indipendentemente dal patrimonio o dal reddito del richiedente. Lo Stato interviene perché non è in grado di assicurare assistenza diretta in condizioni così estreme.
Impignorabilità: In quanto risarcimento per un danno alla persona, l'indennità di accompagnamento rientra tra le somme non pignorabili. A differenza delle normali pensioni, non può essere aggredita dai creditori proprio per la sua natura risarcitoria.
- Compatibilità con altri beni: Il possesso di proprietà o altri redditi non pregiudica il diritto a riceverla, poiché l'indennizzo mira a coprire i costi di un'assistenza esterna costante, un dovere primario dello Stato verso il cittadino fragile.
I rischi della burocrazia: l'importanza della precisione
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| Avv. Isabella Cusanno |
- Certificazioni chiare: Avere sempre a disposizione documentazione medica aggiornata e inequivocabile.
- Verifica sui patronati: Anche quando ci si rivolge a intermediari, è fondamentale richiedere copia della domanda inviata per verificare che non siano state omesse precisazioni decisive.
Sospensione e ricoveri: cosa sapere
L'unico caso di esclusione previsto dalla Legge 18/1980 è il ricovero gratuito in strutture pubbliche (come le RSA a totale carico dello Stato) per un periodo superiore ai 30 giorni. In questo caso, poiché lo Stato sta già assolvendo direttamente al compito di assistenza, l'indennizzo viene sospeso. È obbligo del cittadino comunicare il ricovero: l'omissione, anche se paradossale in un sistema di banche dati collegate, può causare gravi problemi burocratici.
Le incognite della riforma 2027
Guardando al futuro, l'Avvocato Cusanno esprime perplessità sulla riforma del sistema di invalidità che entrerà a regime nel 2027. Sebbene la Legge 18/80 sull'accompagnamento resti formalmente intatta, il nuovo approccio "multidimensionale" delle commissioni mediche e l'eccessiva presenza del pubblico nella vita dell'individuo potrebbero irrigidire i criteri di valutazione. La preoccupazione è che l'invalido venga trattato più come "oggetto da tutelare" che come persona titolare di diritti inviolabili.
Questo approfondimento è tratto dall'intervista realizzata dall'Ing. Mario Di Gregorio per Idea News Magazine, che ringraziamo per aver offerto chiarezza su un tema così delicato e fondamentale per la dignità dei cittadini.
Qui il podcast della trasmissione in onda su Radio Idea:










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