martedì 4 agosto 2026

Dal successo di Ombre Festival a Baselice: continua il tour nazionale di Luigi Del Vecchio con il thriller ambientato a Ostuni


Il Generale scrittore sarà protagonista il 5 agosto della rassegna "Estate Baselicese" nello storico Palazzo Lembo. Un ritorno alle origini familiari tra letteratura, teatro, impegno sociale e una stagione ricca di appuntamenti in tutta Italia


Prosegue lungo tutta la Penisola il tour letterario di Luigi Del Vecchio, Generale della Guardia di Finanza in congedo che, dopo il successo riscosso nelle principali rassegne culturali italiane, farà tappa il prossimo 5 agosto alle 18.00, a Baselice, nell'Alto Sannio beneventano, per presentare il thriller “Ostuni. Non mi cercare più...”, secondo capitolo della trilogia ambientata nella Città Bianca e pubblicato da Viola Editrice.

L'incontro rientra nel programma dell'Estate Baselicese ed è patrocinato dal Comune di Baselice. Ad ospitare l'evento sarà lo storico Palazzo Lembo, prestigiosa dimora riconosciuta nel 2011 tra le “Meraviglie d'Italia”, alla presenza del Sindaco Massimo Maddalena e delle autorità cittadine.


A dialogare con l'autore saranno due autorevoli firme del giornalismo italiano: Francesco Del Vecchio, giornalista parlamentare e caposervizio politico dell'agenzia di stampa Askanews, per anni cronista al seguito di Silvio Berlusconi e quirinalista impegnato nel racconto dell'attività dei Presidenti della Repubblica, compreso l'attuale Capo dello Stato Sergio Mattarella, e Antonio Bianco, giornalista de Il Messaggero, già redattore di Paese Sera e direttore della testata Orizzonti Nuovi.


La tappa di Baselice assume per Luigi Del Vecchio un significato che va ben oltre la dimensione letteraria. Proprio il borgo sannita rappresenta infatti il paese d'origine della famiglia paterna dello scrittore, trasformando la presentazione in un ritorno alle proprie radici, carico di emozione e valore personale.


L'appuntamento arriva al termine di settimane particolarmente intense per l'autore, reduce dalla partecipazione alla VII edizione di Ombre Festival a Viterbo, una delle più importanti rassegne culturali nazionali, dove ha portato il proprio contributo nell'incontro dedicato al rapporto tra investigazione, cinema e narrativa thriller.


Il percorso di Del Vecchio continua così a consolidarsi nel panorama culturale italiano. Dopo il successo del romanzo d'esordio “Ostuni. Un'insospettabile presenza”, il secondo volume “Ostuni. Non mi cercare più...” sta attraversando l'Italia con un fitto calendario di presentazioni, confermando l'interesse di lettori, istituzioni e organizzatori verso una narrativa che intreccia mistero, memoria e identità del territorio.


Parallelamente all'attività editoriale, prosegue anche l'impegno teatrale dell’autore. In questa stagione estiva Del Vecchio è infatti impegnato con la compagnia Teatro Folletti e Folli, diretta da Dario Ubaldo Lacitignola, negli spettacoli “Femmina Infame. Il delitto di Emanuela Sansone”, tratto dall'opera di Dino Cassone, e “Kriminal-mente. Piccole confessioni criminali”, liberamente ispirato a “Delitti irrisolti” di Max Aub.


Accanto alla produzione culturale resta costante anche il suo impegno sociale. Nelle scorse settimane, presso il Centro Regionale Audiolibro Puglia, Del Vecchio ha concluso la registrazione dell'audiolibro di “Ostuni. Non mi cercare più...”, prestando gratuitamente la propria voce alla lettura integrale del romanzo. Un progetto destinato ai ciechi e agli ipovedenti della Regione Puglia, che consentirà a oltre 3.000 utenti di accedere all'opera in formato audio. Un'iniziativa che l'autore aveva già realizzato con il suo romanzo d'esordio, “Ostuni. Un'insospettabile presenza”, confermando la volontà di rendere la cultura sempre più inclusiva, accessibile e fruibile da tutti.


Il libro


“Ostuni. Non mi cercare più...”
, pubblicato da Viola Editrice, è il sequel del thriller “Ostuni. Un'insospettabile presenza”. Ambientato ancora una volta nella Città Bianca, il romanzo conduce il lettore tra vicoli, campagne e antichi misteri, dove il confine tra realtà e memoria si fa sempre più sottile. Un intreccio narrativo che unisce suspense, introspezione psicologica e profondo legame con il territorio.


L'autore


Luigi Del Vecchio, Generale di Brigata della Guardia di Finanza in congedo, è laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria, Accademico Ordinario dell'Accademia Tiberina di Roma, consulente tecnico presso le Procure di Napoli e Torre Annunziata, autore teatrale e scrittore. Parallelamente alla sua attività culturale, è impegnato in iniziative sociali dedicate alla promozione della lettura, della legalità e dell'accessibilità culturale, portando avanti un percorso che unisce esperienza istituzionale, narrativa e servizio alla comunità.


Con la tappa di Baselice prosegue così un percorso culturale che continua a unire letteratura, impegno civile e valorizzazione del territorio, confermando Luigi Del Vecchio tra le voci più apprezzate della narrativa italiana contemporanea.

venerdì 24 luglio 2026

“Non stop al fotovoltaico a terra” il Partito Politico “Io Voto”: «La maggioranza ostacola le rinnovabili e limita la libertà di scelta degli agricoltori»


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“Futuri Emergenti Italiani”, nella Banca di Credito Cooperativo di Ostuni presentata l’opera “LIMINAL”

La sede della BCC Ostuni ospita l’opera inedita “LIMINAL” della designer e artista pugliese Enrica Anastasia Marangio nell’ambito del progetto nazionale promosso dal Gruppo BCC Iccrea per valorizzare i talenti italiani under 35

La Banca di Credito Cooperativo di Ostuni conferma il proprio impegno nella promozione della cultura accogliendo, all’interno della propria sede, una nuova iniziativa dedicata all’arte contemporanea. È stata presentata presso la filiale di Largo Monsignor Italo Pignatelli, “LIMINAL”, opera inedita della designer e artista pugliese Enrica Anastasia Marangio, visitabile fino al 10 agosto negli orari di apertura al pubblico.

L’esposizione rientra nel progetto “Futuri Emergenti Italiani”, la più grande mostra diffusa d’Italia dedicata all’arte emergente under 35, promossa dal Gruppo BCC Iccrea nell’ambito del macro-progetto BCC Arte&Cultura, nato per valorizzare il patrimonio artistico e creativo dei territori attraverso la rete delle Banche di Credito Cooperativo.

L’iniziativa offre ai giovani artisti l’opportunità di esporre le proprie opere nei luoghi in cui sono nati o ai quali sono profondamente legati, creando un dialogo tra creatività contemporanea, comunità locali e identità territoriali.

Protagonista dell’edizione ospitata dalla BCC Ostuni è Enrica Anastasia Marangio, designer classe 1993 originaria della Puglia e oggi attiva a Milano, che attraverso la sua ricerca artistica coniuga design, sperimentazione materica e linguaggi dell’arte contemporanea.

L’opera “LIMINAL” nasce come installazione site specific, pensata per dialogare con gli spazi della banca e con il significato stesso del luogo che la ospita. Attraverso una struttura in ferro e vetro fuso, l’artista riflette sul concetto di attesa, interpretandolo come momento di passaggio tra ciò che si è e ciò che si sta per diventare.

La soglia diventa così il tema centrale dell’opera: uno spazio sospeso nel quale il corpo resta immobile mentre la mente continua a muoversi, trasformando l’attesa in occasione di riflessione, cambiamento e apertura verso il futuro.

Particolare attenzione è dedicata anche ai materiali utilizzati. Il ferro, il vetro, la luce e perfino i cavi elettrici, volutamente lasciati visibili, diventano parte integrante del racconto artistico, valorizzando il processo creativo e il lavoro artigianale che dà forma all’opera.

«Per me lavorare un materiale significa portarlo al limite delle sue possibilità. Anche ciò che normalmente viene nascosto, come i cavi o la struttura tecnica, diventa parte dell’opera e del suo significato. LIMINAL racconta proprio quel momento di passaggio tra ciò che siamo e ciò che stiamo per diventare», ha spiegato Enrica Anastasia Marangio.

L’artista ha inoltre sottolineato il valore personale dell’iniziativa, evidenziando l’importanza di poter esporre per la prima volta nella propria terra d’origine.

«È molto importante poter riportare il proprio lavoro nel territorio in cui si è nati. Progetti come questo permettono agli artisti di tornare nelle proprie comunità e di creare un legame tra il percorso professionale sviluppato altrove e le proprie radici. Ringrazio la Banca di Credito Cooperativo di Ostuni per l’accoglienza e per aver creduto in questo progetto», ha dichiarato.

Nel corso dell’inaugurazione è stato evidenziato anche il valore culturale dell’iniziativa all’interno del più ampio percorso promosso dal Gruppo BCC Iccrea.

«Questa iniziativa si inserisce in un progetto nazionale che valorizza il patrimonio artistico custodito dalle Banche di Credito Cooperativo e promuove i giovani talenti italiani. Anche la nostra banca conserva da decenni opere di artisti del territorio e continua ad aprire i propri spazi alla cultura, trasformando la sede in un luogo di incontro tra comunità, arte e creatività», ha sottolineato il Presidente della BCC Ostuni, Francesco Zaccaria.

Il presidente ha inoltre ricordato come il progetto BCC Arte&Cultura rappresenti la naturale evoluzione di una tradizione che vede da molti anni le Banche di Credito Cooperativo impegnate nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio artistico locale, favorendo la conoscenza delle opere attraverso esposizioni, visite e iniziative aperte alla cittadinanza.

Con “Futuri Emergenti Italiani”, la Banca di Credito Cooperativo di Ostuni rinnova così il proprio ruolo di banca di comunità, confermando la volontà di sostenere non soltanto lo sviluppo economico del territorio, ma anche la crescita culturale e la valorizzazione dei giovani talenti, offrendo ai cittadini nuovi spazi di incontro tra arte, innovazione e identità locale.

martedì 21 luglio 2026

«Qui ho trovato la vera buona sanità»: nasce un appello per difendere l'ospedale di Ostuni

La testimonianza del giornalista e presidente A.I.D.O Rocco Monaco diventa un invito a sostenere il presidio e i suoi reparti, in vista anche dell'attivazione della nuova piastra operatoria.

Una riflessione profonda, che unisce la penna del giornalista, l’impegno sociale del Presidente dell’A.I.D.O. e la testimonianza diretta di un paziente trapiantato. Rocco Monaco, editore di "Sanità in Puglia Notizie", in­terviene con una lettera aperta indirizzata ai Consiglieri Regionali della provin­cia di Brindisi e ai vertici della sanità locale, tracciando un bilancio chiaro sulle eccellenze e sulle sfide future dell’Ospedale "Papa Francesco" di Ostuni.

 

«Sto toccando con mano in questi giorni, sulla mia pelle di paziente trapian­tato, cosa significa la vera buona sanità» esordisce Monaco, che lancia un plauso straordinario al reparto di Medicina Generale dell'Ospedale di Ostuni, guidato dalla Dott.ssa Emanuela Ciracì insieme allo staff medico di altissimo livello, alla caposala, la Dott.ssa Cavallo, e a tutto il personale infer­mieristico e OSS di eccezionale qualità. «Un reparto dove nulla è lasciato al caso: dalle cure alla pulizia, fino a una cucina interna che garantisce pasti preparati sul posto con cura. Ma se oggi questo reparto esprime standard otti­mali, il nostro pensiero grato va al compianto Prof. Pietro Gatti, scomparso prematuramente, che tanto ha fatto per costruire questo modello».




 

L'editore ricorda che l'Ospedale di Ostuni è un motore complesso che si regge su molti altri reparti operativi e strategici come la Chirurgia Generale, l'Ortopedia e Traumatologia, la Pneumologia, la Radiologia, il Laborato­rio Analisi e un Pronto Soccorso costantemente in prima linea. Una strut­tura che si prepara a un ulteriore salto di qualità: «Tra qualche mese partirà fi­nalmente anche la famosa nuova piastra di ultimissima generazione, un’opera tecnologica e strutturale fondamentale che proietterà il presidio nel futuro».

 

Da qui il richiamo alla politica regionale e brindisina, chiamata a vigilare sul presidio e a supportare la squadra di vertice composta dal Direttore Generale della ASL Brindisi, il Dott. Maurizio De Nuccio, dal Direttore Sanitario azien­dale, il Prof. Luigi Vernaglione, e dal Direttore Sanitario del presidio, il Dott. Antonio Lisena.

 

Infine, Monaco riserva una netta distinzione sull'impegno politico locale: «Un plauso sincero va a quegli esponenti della politica ostunese che hanno lottato storicamente, e continuano a farlo, per la salvaguardia dell’ospedale. C’è chi lavora concretamente dietro le quinte per il bene comune, a profonda diffe­renza di altri che purtroppo si vedono in corsia solo per fare passerella e scat­tare fotografie utili ai social, senza portare alcun risultato a casa. La sanità è un diritto dei cittadini, non un set fotografico. La politica regionale vigili e inter­venga concretamente per difendere la salute in un territorio che ospita milioni di turisti da tutto il mondo».

sabato 18 luglio 2026

Luigi Del Vecchio torna all’Ombre Festival di Viterbo: il Generale scrittore ostunese tra i protagonisti della VII edizione

Dopo il successo del 2024, l’autore di “Ostuni. Non mi cercare più…” sarà nuovamente ospite della prestigiosa rassegna nazionale. Prosegue un’estate ricca di appuntamenti tra letteratura, teatro, televisione e impegno sociale.

Continua senza soste il tour nazionale dello scrittore Luigi Del Vecchio, che il prossimo 21 luglio, alle ore 21.15, sarà tra i protagonisti della VII edizione dell’Ombre Festival di Viterbo, una delle manifestazioni culturali più autorevoli del panorama italiano.

Nella suggestiva cornice di Piazza della Repubblica, il Generale della Guardia di Finanza in congedo presenterà il libro “Ostuni. Non mi cercare più…”, edito da Viola Editrice, nell’incontro dal titolo “Il thriller tra indagine e cinema. Quando la realtà incontra la forza delle immagini”.

Ad affiancarlo sarà Adriano Giotti, regista e sceneggiatore. A dialogare con gli autori saranno Marina Bernini e Paolo Casini.

Per Luigi Del Vecchio si tratta di un gradito ritorno. Lo scrittore era già stato protagonista dell’Ombre Festival nel 2024, quando presentò il suo romanzo d’esordio “Ostuni. Un’insospettabile presenza”. La nuova partecipazione conferma il rapporto consolidato con una rassegna che, anno dopo anno, richiama alcuni tra i più importanti protagonisti della cultura, della magistratura, del giornalismo e dello spettacolo italiani e che nell’edizione 2026 dedicherà inoltre un ampio spazio alla figura di San Francesco, nel ricordo degli ottocento anni dalla sua morte, oltre ad ospitare personalità di primo piano, tra cui il Procuratore Nicola Gratteri.

L’appuntamento di Viterbo rappresenta una nuova tappa di un percorso letterario che continua a raccogliere consensi in tutta Italia. “Ostuni. Non mi cercare più…”, secondo capitolo della trilogia ambientata nella Città Bianca, sta attraversando l’intero Paese con un fitto calendario di presentazioni, confermando il crescente interesse del pubblico e degli operatori culturali verso la narrativa di Del Vecchio. Nelle prossime settimane il tour farà tappa anche a Baselice, in provincia di Benevento.

L’estate dell’autore è caratterizzata da un’intensa attività che va ben oltre la promozione editoriale. Negli ultimi mesi Del Vecchio è stato protagonista di diverse interviste televisive e radiofoniche, mentre parallelamente è impegnato anche in ambito teatrale con gli spettacoli “Femmina Infame. Il delitto di Emanuela Sansone” e “La casa di bambola”, esperienze che testimoniano la sua costante attenzione verso linguaggi espressivi differenti.

L'autore ha inoltre concluso, presso il Centro Regionale Audiolibro Puglia, la registrazione dell’audiolibro di “Ostuni. Non mi cercare più…”, prestando personalmente la propria voce alla lettura del romanzo. Il progetto, destinato ai ciechi e agli ipovedenti della Regione Puglia, consentirà a oltre 3.000 utenti di accedere gratuitamente all’opera, confermando la volontà dell’autore di rendere la cultura sempre più accessibile e inclusiva.

Il libro

"Ostuni. Non mi cercare più...", pubblicato da Viola Editrice, è un thriller che intreccia indagine investigativa e tensione psicologica, ambientato nella suggestiva cornice della Città Bianca. La trama si sviluppa attorno a un caso complesso, in cui nulla è come appare e ogni dettaglio può rivelarsi decisivo. Attraverso un ritmo narrativo incalzante, il romanzo accompagna il lettore tra segreti, relazioni ambigue e verità nascoste, mantenendo alta la suspense fino alle ultime pagine. Particolare attenzione è dedicata alla costruzione dei personaggi, delineati con profondità e realismo, e all'ambientazione, che diventa parte integrante della storia, contribuendo a creare un'atmosfera intensa e coinvolgente.

L’autore

Luigi Del Vecchio, Generale di Brigata della Guardia di Finanza in congedo, è laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria, Accademico Ordinario dell’Accademia Tiberina di Roma, Vice Presidente Provinciale dell'U.N.U.C.I (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia e autore dei thriller ambientati a Ostuni. Parallelamente all’attività letteraria, porta avanti un costante impegno culturale, teatrale e sociale, distinguendosi per iniziative dedicate all’inclusione, alla legalità e alla diffusione della cultura.

 

Nel giorno del mio compleanno, ringrazio chi cammina con me e lancio una sfida alla visione di Bill Gates

Oggi, nel giorno del mio compleanno, il pensiero corre inevitabilmente a voi. A chi quotidianamente segue Radio Idea, a chi legge le notizie sui nostri portali e a chi interagisce con noi attraverso i canali social. Siete voi la linfa vitale di questo progetto: la vostra fiducia è il motore che ci spinge a non abbassare mai la guardia e a continuare a ricercare quella verità che spesso viene oscurata dal rumore di fondo.

La nostra storia, fatta di impegno sul territorio, di cronaca locale e di difesa dell’identità, è un viaggio che abbiamo costruito insieme, passo dopo passo, restando sempre ancorati alla realtà.

È in questo spirito di condivisione che rivolgo lo sguardo a un altro uomo che, tra pochi mesi, spegnerà le mie stesse candeline: Bill Gates. Ci separa l’oceano e una visione diametralmente opposta della vita, ma ci unisce il tragico paradosso del tempo che scorre. E proprio a lui, idealmente, vorrei rivolgere questo messaggio, da uomo a uomo: da chi non ha mai inseguito interessi economici per imporre politiche, a chi invece ha trasformato il profitto in una missione planetaria abilmente mascherata da filantropia.

Entrambi sappiamo che, quando non ci saremo più, nessuno di noi porterà il proprio patrimonio in paradiso. Ciò che resterà saranno le azioni compiute e i pensieri seminati. Io ho scelto di portare la gente a ragionare, a interrogarsi su tematiche cruciali per la nostra libertà e a difendere l’autenticità del nostro mondo. Lui, invece, ha scelto di trasformare il pianeta in un gigantesco laboratorio a cielo aperto, dove l’essere umano e la natura stessa diventano cavie di un esperimento tecnocratico senza fine.

Le contraddizioni della sua visione sono sotto gli occhi di tutti, anche se molti preferiscono far finta di niente. Gates promuove zanzare geneticamente modificate per “combattere la malaria”, come se non fosse lui stesso tra i maggiori finanziatori di programmi vaccinali che poi richiedono proprio quelle zanzare. Spinge con insistenza i vaccini a mRNA, tecnologia sperimentale che continua a sollevare dubbi seri su effetti a lungo termine, mentre accumula brevetti e influenza sulle politiche sanitarie globali. Investe pesantemente nel cacao sintetico prodotto in laboratorio, come se la natura – con i suoi cicli, i suoi contadini e il suo sole – fosse improvvisamente obsoleta. E dulcis in fundo, sostiene l’oscuramento del sole attraverso polveri riflettenti spruzzate in atmosfera, un’idea da fantascienza distopica che potrebbe alterare irreversibilmente i ritmi naturali, l’agricoltura e il clima stesso.

Noi, al contrario, diciamo no con forza. Il cacao deve restare frutto della terra, del lavoro dell’uomo e del sole, non una proteina sintetica uscita da un bioreattore. La vera vita nasce dai cicli naturali, non da un algoritmo o da un intervento umano che, con arroganza quasi divina, pretende di correggere la natura come se fosse un bug da fixare con un aggiornamento software.

Questa è la grande differenza: da una parte chi considera l’essere umano e la natura come qualcosa di sacro da proteggere, dall’altra chi li vede come sistemi imperfetti da ottimizzare, brevettare e controllare.

Al di là dei capitali accumulati, dei brevetti strategici e delle soluzioni tecnocratiche vendute come salvifiche, resta una sola domanda fondamentale: dove sta portando davvero il mondo questa visione?

A noi l’arduo compito di difendere la realtà, il buon senso e l’umanità naturale. Ai posteri l’ardua sentenza su chi ha veramente lavorato per il bene dell’umanità… e su chi, invece, ha solo giocato a fare Dio con il nostro pianeta.

giovedì 16 luglio 2026

La Banca di Credito Cooperativo di Ostuni apre le porte a “Futuri Emergenti Italiani”

Dal 21 luglio al 10 agosto la sede della BCC di Ostuni ospiterà LIMINAL, l'opera inedita dell'artista pugliese Enrica Anastasia Marangio, nell'ambito della più grande mostra diffusa d'Italia dedicata agli artisti emergenti under 35 promossa dal Gruppo BCC Iccrea

Dal 21 luglio al 10 agosto, presso la filiale Sede della BCC di Ostuni in Largo Monsignor Italo Pignatelli 2 a Ostuni, negli orari di apertura al pubblico, sarà esposta LIMINAL, opera inedita della giovane artista Enrica Anastasia Marangio.

L'inaugurazione della mostra si terrà alle ore 17:30 di martedì 21 luglio presso la stessa sede.

«Siamo profondamente orgogliosi di ospitare all’interno dei nostri locali un evento culturale di così grande rilievo che si inserisce nell'ambito di Futuri Emergenti Italiani, l'iniziativa promossa da BCC Arte&Cultura del Gruppo Bancario Iccrea per valorizzare i migliori talenti del panorama nazionale. Questa sinergia, insieme alla scelta di trasformare temporaneamente la Banca in uno spazio espositivo, rispecchia fedelmente la nostra missione di Credito Cooperativo: essere un punto di riferimento economico ma anche un motore di crescita sociale e culturale per il nostro Territorio, al quale restituire valore. Inaugurare questa mostra svelando un’opera inedita di Enrica Anastasia Marangio ci emoziona particolarmente. Sostenere una giovane designer e artista pugliese significa scommettere sul futuro e sulla creatività» - dichiara il Presidente della BCC di Ostuni Francesco Zaccaria.

Enrica Anastasia Marangio (classe 1993) è una designer e artista nata in Puglia, attualmente con base a Milano. Laureata in Design Industriale al Politecnico di Bari e con un Master in Fashion and Visual Culture presso l’Università IUAV di Venezia, sviluppa una pratica che intreccia progettazione, ricerca materica e sperimentazione.

Il suo percorso si articola tra Italia e Belgio, dove entra in contatto con contesti artistici e progettuali transdisciplinari. Ha collaborato con studi, brand e artigiani, lavorando tra product design, interior e sviluppo custom made. Dal 2017 al 2024 fonda Rito Collection Atelier, progetto che avvia una ricerca sul vetro e sulla vetrofusione come pratica narrativa e progettuale.

Oggi EAM Studio rappresenta la sintesi di una pratica indipendente orientata alla produzione di oggetti e opere sospese tra funzione e presenza scenica, sviluppate attraverso un approccio sperimentale, materico e processuale.

Esiste una soglia che non è ancora dentro e non è più fuori. La sala d'attesa di una banca è uno di questi luoghi: spazio liminale per definizione, sospeso tra il prima e il dopo, tra l'intenzione e il compimento.

Liminal abita questo interstizio. L'opera si presenta come un totem, un menhir domestico: due aste in tubolare rettangolare che reggono un disco in vetro fuso, irregolare, organico. La geometria è controllata ma non rigida — le aste saldate a L tradiscono un'inclinazione, quasi dettata dal peso, dalla stanchezza del sostenere. Come chi aspetta da troppo tempo.

Tra le due aste è sospeso un disco in vetro fuso. Irregolare, organico, volutamente imperfetto. Nella lontananza appare quieto. Per prossimità, la texture si rivela: il vetro trattiene la luce e la restituisce lentamente, come un lago immobile che riflette qualcosa che non si vede.

Due LED lo attraversano da dietro — il simbolo universale della pausa — e trasformano la materia in centro pulsante. I cavi elettrici sono lasciati a vista, dichiarando la propria presenza dentro la forma. Nessuna dissimulazione. Come in una sala operatoria, come nei circuiti di un androide che prende vita: il sistema nervoso dell'opera è esposto, visibile.

L'oggetto appare quieto, misurato. Ma quella quiete è il risultato di una forza compressa — equilibrio instabile tra controllo e fragilità, tra la solidità del metallo e la vulnerabilità del vetro.

Liminal riflette sulla condizione esistenziale dell'attesa come forma di attenzione: «L'attenzione è la forma più rara e pura della generosità.» Attendere significa rendersi disponibili, svuotarsi per ricevere. C'è qualcosa di sacro e potente nella zona d'indistinzione — in quel tempo sospeso in cui non si è ancora ciò che si sta per diventare.

L’iniziativa espositiva rientra in “Futuri Emergenti Italiani”, la mostra diffusa più grande d’Italia dedicata all’arte emergente under 35, promossa dal Gruppo Bancario Iccrea nell’ambito del macro-progetto BCC Arte&Cultura, dedicato alla valorizzazione dell’Arte e della Cultura dei territori custoditi dalle BCC e sostenuto da Fondosviluppo (Fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione).

Il progetto sull’arte emergente, lanciato in anteprima a dicembre dello scorso anno a Milano, presenta al pubblico le opere del catalogo “Futuri Emergenti Italiani” (Ecra – Edizioni del Credito Cooperativo, aprile 2026), una mappatura a cura di Cesare Biasini Selvaggi e di un comitato scientifico appositamente istituito (Mario Bronzino, Simone Ceschin, Anna Mostardi, Matteo Scabeni), con oltre 100 artisti under 35 selezionati che, dal nord al sud del Paese, incontrano le loro comunità di origine grazie alle Banche di Credito Cooperativo che li ospitano all’interno dei loro spazi.

mercoledì 15 luglio 2026

Generation Film Fest 2026, si chiude con successo la quinta edizione: Oria capitale del cinema tra inclusione, cultura e grandi protagonisti

Tre giornate intense di cinema, incontri, riflessioni e un messaggio importante dalla Premio Oscar Helen Mirren, hanno reso la città di Oria protagonista


Si chiude tra applausi, emozioni e grande partecipazione la quinta edizione del Generation Film Fest, che dal 10 al 12 luglio 2026 ha trasformato Oria in un meraviglioso luogo di cinema, cultura e impegno sociale. Un appuntamento ormai consolidato dell’estate pugliese, capace di unire spettacolo, formazione e inclusione, confermando la crescita costante della manifestazione ideata e diretta da Nadia Carbone.

Realizzato con il sostegno dell’Amministrazione Comunale di Oria, con il patrocinio della Regione Puglia – Assessorato alla Cultura e Conoscenza e di Apulia Film Commission, il festival ha proposto un programma articolato tra masterclass, talk d’autore, proiezioni sotto le stelle e incontri con protagonisti del panorama cinematografico nazionale e internazionale.


Importante anche il contributo delle realtà associative coinvolte, tra cui Divertendoci Insieme, Fiore di Loto – Centro Antiviolenza e A.M.I.C.I. Italia, che hanno rafforzato la dimensione sociale della manifestazione.

 

La manifestazione si è aperta nel segno dell’inclusione con la serata inaugurale “Generation Young – Il cinema dell’inclusione”, che ha subito delineato l’identità del festival: utilizzare il linguaggio cinematografico come strumento di sensibilizzazione e partecipazione.


La serata inaugurale ha preso il via con la masterclass dedicata agli studenti, del regista Antonio Delli Santi, autore del cortometraggio d’animazione “Ziki”, candidato ai Nastri d’Argento 2026, premiato dal festival per il suo valore artistico e civile. Durante l’incontro, Delli Santi ha approfondito il processo creativo dell’animazione, soffermandosi sull’importanza della narrazione visiva e sulla capacità del cinema di affrontare temi complessi con linguaggi accessibili.

 

Successivamente, il talk, con l’attrice Donatella Finocchiaro che ha raccontato il proprio legame con la Puglia e il ricordo dell’esperienza sul set di Galantuomini di Edoardo Winspeare, sottolineando come il cinema nasca dall’incontro tra persone e dalla libertà creativa degli autori. Ha inoltre evidenziato quanto sia fondamentale per un attore lasciarsi attraversare dalle storie e dai territori, trasformando ogni esperienza in un’occasione di crescita artistica e umana.


Accanto a lei, l’attore Gabriele Di Bello, che ha portato una testimonianza intensa sul valore dell’inclusione, raccontando il proprio percorso personale e professionale e ribadendo come il cinema possa essere uno spazio aperto a tutti. La sua frase «Dal cuore viene la bellezza» ha sintetizzato con forza il senso più profondo della serata, emozionando il pubblico presente.


La prima serata si è conclusa con la proiezione del film “Upside Down”, che ha accompagnato il pubblico in un’esperienza cinematografica suggestiva, rafforzando il messaggio di inclusione e apertura che ha caratterizzato l’intero festival.


La seconda serata ha posto al centro il rapporto tra cinema, donne, territorio e impegno sociale, confermando la vocazione del Generation Film Fest ad affrontare temi di forte attualità attraverso il linguaggio cinematografico.


Si è cominciato con l‘incontro pomeridiano di Marco Simon Puccioni, dedicato alla regia, con la proiezione del cortometraggio “Tutti giù per terra”, vincitore del Nastro d’Argento, che affronta il tema della violenza di genere. Puccioni ha approfondito il processo creativo dell’opera, evidenziando la responsabilità del cinema nel raccontare tematiche delicate con sensibilità e rigore.

 

Il talk d’autore, ha, invece, visto protagonisti Giampietro Preziosa, produttore per Inthelfilm, il regista Marco Simon Puccioni e il regista Edoardo Winspeare, offrendo una riflessione sullo stato del cinema italiano contemporaneo e sulle sfide del settore.


Giampietro Preziosa ha posto l’accento sulle opportunità produttive e sulle nuove prospettive del settore audiovisivo e Marco Simon Puccioni ha evidenziato il ruolo del cinema come strumento di denuncia e consapevolezza.


È stata, poi, la volta di Edoardo Winspeare ha ribadito l’importanza del legame con il territorio come fonte autentica di narrazione, mentre Celeste Casciaro ha condiviso la propria esperienza di attrice profondamente radicata nella realtà pugliese, sottolineando il valore delle storie locali nel contesto nazionale.


Un momento particolarmente significativo è stato il confronto con l’associazione Fiore di Loto – Centro Antiviolenza, premiata per il suo impegno nella tutela delle donne, che ha portato una testimonianza concreta sull’importanza del supporto alle vittime.


La seconda serata si è conclusa con la proiezione del film “Vita Mia”, che ha accompagnato il pubblico in un momento di riflessione e condivisione.


La terza e ultima serata ha rappresentato il culmine emotivo del festival, tra musica, cinema e riflessione.


Nel pomeriggio, l’avvocato Pietro Nuccio, manager di artisti internazionali come Helen Mirren e Taylor Hackford, è stato protagonista della masterclass dedicata agli studenti.


Dopo l’intenso intermezzo musicale del violinista M°Domenico Zezza, che ha emozionato il pubblico con celebri colonne sonore del cinema italiano, il palco ha accolto due grandi protagonisti: Anna Galiena e Marco Rossetti.


Pietro Nuccio è intervenuto sul palco, parlando del cinema che cambia.


Emozionante e inaspettato il contributo video della Premio Oscar Helen Mirren, con un invito importante, l’importanza di investire e ritornare nel Salento.

Il talk conclusivo ha offerto uno sguardo autentico sul mestiere dell’attore, tra aneddoti, ironia e riflessioni profonde. Anna Galiena ha sottolineato l’importanza della presenza scenica, dell’ascolto e della verità emotiva, invitando i giovani a vivere pienamente ogni istante creativo e a non temere la vulnerabilità. Marco Rossetti, invece, ha raccontato il proprio percorso professionale, soffermandosi sull’incontro con grandi maestri e sull’importanza della formazione continua come strumento per affinare il proprio linguaggio interpretativo.


Il dialogo ha accompagnato il pubblico verso la proiezione del film “Giorni Felici”, interpretato dagli stessi ospiti, suggellando una serata che ha unito intrattenimento e contenuto, leggerezza e profondità.


Tra gli ospiti sul Red Carpet anche il regista Andrea Di Salvatore, fresco vincitore del Globo d’Oro 2026, e Carmen De Gironimo, ideatrice del podcast “Come ti senti”.

Nel suo intervento finale, la direttrice artistica Nadia Carbone ha voluto ringraziare la squadra organizzativa, i volontari, i partner e tutte le realtà coinvolte, sottolineando come il festival sia il risultato di un lavoro collettivo capace di trasformare un’idea in realtà. «Siamo la prova che non esiste la parola impossibile», ha dichiarato, ribadendo la volontà di continuare a costruire uno spazio di condivisione e crescita per le nuove generazioni.


La quinta edizione consegna così alla città di Oria un festival ormai maturo, capace di coniugare qualità artistica, inclusione e impegno civile, rafforzando il legame tra cinema e territorio.


Spenti i riflettori sull’edizione 2026, il Generation Film Fest guarda già al futuro. L’appuntamento è al 2027, con l’obiettivo di continuare a crescere e portare ancora una volta il grande cinema nel cuore della Puglia.