venerdì 7 agosto 2026

Ostuni, “Visioni Future” torna al Museo Civico: l’intelligenza artificiale racconta i sogni dei ragazzi

Dal 7 al 31 agosto torna in esposizione il progetto promosso dal Gruppo Giovani Soci che ha coinvolto dodici ragazze e ragazzi del Villaggio SOS di Ostuni in un percorso dedicato all’intelligenza artificiale generativa. Ingresso gratuito

Dal 7 agosto, a Ostuni, il Museo Civico torna ad ospitare la mostra “Visioni Future, dai sogni alla realtà”, il progetto che racconta come un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie possa diventare uno strumento per sostenere la creatività, sviluppare nuove competenze e dare forma alle aspirazioni delle giovani generazioni.

L'iniziativa, promossa dal Gruppo Giovani Soci, ha coinvolto dodici ragazze e ragazzi del Villaggio SOS di Ostuni, accompagnandoli alla scoperta delle possibilità offerte dall’intelligenza artificiale generativa.

Cinque incontri per scoprire l'intelligenza artificiale

Il percorso, avviato nei mesi scorsi e curato dagli esperti di Aulab, si è articolato in cinque incontri formativi basati sul metodo del learning by doing, con un approccio capace di affiancare alle conoscenze teoriche la sperimentazione diretta degli strumenti.

I partecipanti sono partiti dall'introduzione ai modelli di IA generativa per arrivare progressivamente all'applicazione di tecniche di prompt engineering, tra cui lo zero-shot prompting e il prompt chaining.

L'obiettivo non è stato soltanto quello di trasmettere competenze tecniche, ma anche di favorire lo sviluppo del pensiero critico e di un'autonomia progettuale nell'utilizzo delle nuove tecnologie.

Dai manga alle immagini fotorealistiche

Nel corso delle attività i ragazzi hanno sperimentato diverse forme di produzione digitale, arrivando a generare immagini fotorealistiche, illustrazioni in stile manga, video e tracce audio originali.

La tecnologia è diventata così uno strumento creativo attraverso il quale sperimentare linguaggi differenti e trasformare un'idea iniziale in un vero e proprio contenuto multimediale.

“Visualizza il tuo futuro con l’IA!”

Il percorso si è concluso con il project work individuale “Visualizza il tuo futuro con l’IA!”, attraverso il quale ciascun partecipante ha utilizzato quanto appreso per rappresentare le proprie aspirazioni professionali e le proprie passioni.

Sogni e obiettivi sono stati trasformati in scenari visivi digitali, rendendo concreta attraverso le immagini l'idea che ogni ragazzo ha del proprio futuro. Proprio questi lavori costituiscono il cuore dell'esposizione visitabile al Museo Civico.

Abbracciavento: «Un dialogo tra passato e futuro»

A sottolineare il valore dell'iniziativa è il presidente dell’Istituzione Museo di Ostuni, Giuseppe Abbracciavento.

«Accogliere al Museo Civico di Ostuni la mostra “Visioni Future, dai sogni alla realtà” significa ribadire il ruolo del museo come luogo di dialogo tra passato e futuro, capace di interpretare i cambiamenti della società e di offrire opportunità di crescita alle nuove generazioni. Le opere realizzate dai ragazzi del Villaggio SOS testimoniano come la creatività, sostenuta da un uso consapevole dell'intelligenza artificiale, possa trasformare idee, aspirazioni e talenti in progetti concreti».

«Il nostro museo non custodisce soltanto la memoria della comunità, ma vuole essere anche uno spazio aperto all'innovazione, all'inclusione e alla formazione, dove la cultura diventa uno strumento per immaginare e costruire il futuro. Ringrazio la BCC di Ostuni, il Gruppo Giovani Soci, la Federazione BCC Puglia e Basilicata, Aulab e tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa, offrendo ai giovani un'esperienza di grande valore umano, culturale e formativo».

La mostra fino al 31 agosto

Le opere realizzate dai ragazzi del Villaggio SOS resteranno in esposizione fino al 31 agosto. L'ingresso è gratuito.

La mostra sarà visitabile negli orari di apertura del Museo Civico: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 19, mentre il sabato e la domenica l'apertura sarà continuativa dalle 10 alle 19.

Il grande noir europeo fa tappa a Ostuni con Víctor del Árbol e «Le buone intenzioni»

Il pluripremiato maestro del noir europeo incontrerà il pubblico ostunese per presentare «Le buone intenzioni», il nuovo romanzo pubblicato da Elliot Edizioni.


La Pro Loco Ostuni APS, con la partecipazione dell'associazione Una Valle di Libri un appuntamento di grande prestigio dedicato alla narrativa internazionale. Sabato 8 agosto 2026, alle ore 19.30, nel Giardino del Centro di Cultura Donato Cirignola, in Corso Giuseppe Mazzini 18 a Ostuni, il pubblico potrà incontrare Víctor del Árbol, tra i più importanti autori del noir europeo contemporaneo, che presenterà il suo nuovo romanzo «Le buone intenzioni», pubblicato da Elliot Edizioni. Dialogherà con l’autore, Luigi Del Vecchio, Generale della Guardia di Finanza in congedo, autore del thriller “Ostuni. Non mi cercare più...”.


L'incontro rappresenta un'occasione unica per conoscere da vicino uno degli autori più apprezzati della narrativa internazionale, capace di conquistare critica e lettori con romanzi intensi, caratterizzati da una profonda analisi psicologica dei personaggi e da trame che superano i confini del classico thriller per affrontare le grandi contraddizioni dell'animo umano.


L'autore


Nato a Barcellona nel 1968, Víctor del Árbol ha lavorato per oltre vent'anni nella Policia de la Generalitat de Catalunya prima di dedicarsi completamente alla scrittura. Ha esordito nel 2006 con El peso de los muertos, vincitore del Premio Tiflos de Novela, iniziando un percorso letterario che lo ha consacrato tra i più importanti autori del panorama noir internazionale.


I suoi romanzi sono tradotti in numerosi Paesi e hanno ottenuto particolare successo in Francia, dove ha conquistato prestigiosi riconoscimenti come il Prix du Polar Européen, il Grand Prix de Littérature Policière e il Premio SNCF du Polar. Nel 2018 il Governo francese lo ha insignito del titolo di Chevalier des Arts et des Lettres, mentre in Spagna ha ricevuto il celebre Premio Nadal de Novela. Negli ultimi anni Elliot Edizioni ha pubblicato anche Il figlio del padre, Nessuno su questa terra e Il tempo delle belve, consolidando il forte legame tra lo scrittore catalano e il pubblico italiano.


Il libro


Con «Le buone intenzioni», tradotto in italiano da Pierpaolo Marchetti, Víctor del Árbol firma il capitolo conclusivo della "Trilogia del sicario senza nome", dando vita a un noir intenso e coinvolgente che intreccia mistero, memoria e grandi temi sociali.


Dopo anni di apparente tranquillità, il protagonista, un sicario senza nome, è costretto a tornare in azione per affrontare definitivamente il proprio passato. Parallelamente si sviluppa la vicenda della giornalista Clara Fité, determinata a riportare alla luce un oscuro caso di bambini scomparsi negli anni Novanta. Un quaderno rubato, ricco di annotazioni criptiche, finirà per legare i destini dei due protagonisti, trascinandoli in una spirale di violenza nella quale si intrecciano criminalità organizzata, speculazione immobiliare, criptovalute, segreti di Stato e vicende legate alla Chiesa.


Tra Barcellona e il misterioso luogo simbolico chiamato "La Montagna", passato e presente si fondono in una corsa senza tregua, dove nessuno è davvero innocente e ogni verità comporta un prezzo da pagare. Un romanzo che conferma ancora una volta la straordinaria capacità narrativa dell'autore di raccontare il lato più oscuro dell'essere umano senza rinunciare alla profondità emotiva.


L'appuntamento dell'8 agosto offrirà ai lettori l'opportunità di dialogare direttamente con uno dei grandi protagonisti della narrativa europea contemporanea, approfondendo i temi del romanzo e il percorso letterario di uno scrittore che, grazie alla forza delle sue storie, continua a conquistare lettori in tutto il mondo.

 

giovedì 6 agosto 2026

Boom di firme per il DDL Cieli Blu: il "Click Day" del 5 agosto spinge la legge popolare verso il quorum

Un’accelerazione improvvisa e programmata porta la proposta di legge contro la geoingegneria oltre il 93% delle sottoscrizioni necessarie. Decisiva la mobilitazione coordinata sui canali digitali.

ROMA – Un balzo verticale che ha colto di sorpresa i monitoraggi meno attenti, ma che in realtà è il frutto di una strategia pianificata da settimane. Tra la notte del 5 agosto e la notte del 6 agosto, la proposta di legge di iniziativa popolare denominata "DDL Cieli Blu" – volta a introdurre il divieto assoluto di modifiche artificiali del meteo e attività di geoingegneria nello spazio aereo italiano – ha registrato un’impennata straordinaria sulla piattaforma del Ministero della Giustizia.
I numeri parlano chiaro: in circa 21 ore si è passati da 46.831 a 47.143 firme, con un incremento netto di 312 nuove sottoscrizioni. Calcolando le sole ore diurne di effettiva attività degli utenti, la media è schizzata a circa 24 firme all'ora, contro una media dei giorni precedenti che si attestava a circa 54 firme al giorno. Una crescita esponenziale superiore al 400%.
La causa del balzo: la strategia del "5 Agosto"
Nessun mistero o anomalia tecnica: dietro questo exploit numerico c’è una precisa operazione di mobilitazione digitale. Da tempo, comitati promotori e testimonial storici della campagna avevano cerchiato di rosso sul calendario la data del 5 agosto, lanciando lo slogan coordinato "Io ci sarò!".
L'annuncio ufficiale: Personaggi pubblici di forte richiamo per questa specifica campagna (come ad esempio Enrico Montesano tramite i suoi canali ufficiali) avevano lanciato una chiamata alle armi digitale con lo slogan esplicito: "Io ci sarò il 5 Agosto!".
L'obiettivo dei promotori era chiaro: sfruttare la viralità dei canali social proprietari (in particolare mega-gruppi Telegram e pagine Facebook) per concentrare le firme digitali tramite SPID e CIE in un unico "Click Day". La risposta della community di riferimento è stata immediata, riattivando migliaia di cittadini che avevano fino a quel momento procrastinato la firma cartacea nei Comuni.
I numeri verso il traguardo dei 50.000
Con questa potente spinta, la proposta di legge ha ufficialmente superato il 93% del quorum richiesto (fissato a 50.000 firme per la presentazione in Parlamento). Se fino alla fine di luglio il contatore avanzava in modo lento e lineare, la giornata del 5 agosto ha dimostrato la capacità di mobilitazione digitale della base a sostegno del testo.
La scadenza generale per la raccolta è fissata per il 6 novembre 2026, ma a questo ritmo l'obiettivo numerico potrebbe essere raggiunto e superato con largo anticipo rispetto ai termini di legge.
Per firmare con CIE, TS-CNS o SPID  ecco il link diretto: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6500012

martedì 4 agosto 2026

Dal successo di Ombre Festival a Baselice: continua il tour nazionale di Luigi Del Vecchio con il thriller ambientato a Ostuni


Il Generale scrittore sarà protagonista il 5 agosto della rassegna "Estate Baselicese" nello storico Palazzo Lembo. Un ritorno alle origini familiari tra letteratura, teatro, impegno sociale e una stagione ricca di appuntamenti in tutta Italia


Prosegue lungo tutta la Penisola il tour letterario di Luigi Del Vecchio, Generale della Guardia di Finanza in congedo che, dopo il successo riscosso nelle principali rassegne culturali italiane, farà tappa il prossimo 5 agosto alle 18.00, a Baselice, nell'Alto Sannio beneventano, per presentare il thriller “Ostuni. Non mi cercare più...”, secondo capitolo della trilogia ambientata nella Città Bianca e pubblicato da Viola Editrice.

L'incontro rientra nel programma dell'Estate Baselicese ed è patrocinato dal Comune di Baselice. Ad ospitare l'evento sarà lo storico Palazzo Lembo, prestigiosa dimora riconosciuta nel 2011 tra le “Meraviglie d'Italia”, alla presenza del Sindaco Massimo Maddalena e delle autorità cittadine.


A dialogare con l'autore saranno due autorevoli firme del giornalismo italiano: Francesco Del Vecchio, giornalista parlamentare e caposervizio politico dell'agenzia di stampa Askanews, per anni cronista al seguito di Silvio Berlusconi e quirinalista impegnato nel racconto dell'attività dei Presidenti della Repubblica, compreso l'attuale Capo dello Stato Sergio Mattarella, e Antonio Bianco, giornalista de Il Messaggero, già redattore di Paese Sera e direttore della testata Orizzonti Nuovi.


La tappa di Baselice assume per Luigi Del Vecchio un significato che va ben oltre la dimensione letteraria. Proprio il borgo sannita rappresenta infatti il paese d'origine della famiglia paterna dello scrittore, trasformando la presentazione in un ritorno alle proprie radici, carico di emozione e valore personale.


L'appuntamento arriva al termine di settimane particolarmente intense per l'autore, reduce dalla partecipazione alla VII edizione di Ombre Festival a Viterbo, una delle più importanti rassegne culturali nazionali, dove ha portato il proprio contributo nell'incontro dedicato al rapporto tra investigazione, cinema e narrativa thriller.


Il percorso di Del Vecchio continua così a consolidarsi nel panorama culturale italiano. Dopo il successo del romanzo d'esordio “Ostuni. Un'insospettabile presenza”, il secondo volume “Ostuni. Non mi cercare più...” sta attraversando l'Italia con un fitto calendario di presentazioni, confermando l'interesse di lettori, istituzioni e organizzatori verso una narrativa che intreccia mistero, memoria e identità del territorio.


Parallelamente all'attività editoriale, prosegue anche l'impegno teatrale dell’autore. In questa stagione estiva Del Vecchio è infatti impegnato con la compagnia Teatro Folletti e Folli, diretta da Dario Ubaldo Lacitignola, negli spettacoli “Femmina Infame. Il delitto di Emanuela Sansone”, tratto dall'opera di Dino Cassone, e “Kriminal-mente. Piccole confessioni criminali”, liberamente ispirato a “Delitti irrisolti” di Max Aub.


Accanto alla produzione culturale resta costante anche il suo impegno sociale. Nelle scorse settimane, presso il Centro Regionale Audiolibro Puglia, Del Vecchio ha concluso la registrazione dell'audiolibro di “Ostuni. Non mi cercare più...”, prestando gratuitamente la propria voce alla lettura integrale del romanzo. Un progetto destinato ai ciechi e agli ipovedenti della Regione Puglia, che consentirà a oltre 3.000 utenti di accedere all'opera in formato audio. Un'iniziativa che l'autore aveva già realizzato con il suo romanzo d'esordio, “Ostuni. Un'insospettabile presenza”, confermando la volontà di rendere la cultura sempre più inclusiva, accessibile e fruibile da tutti.


Il libro


“Ostuni. Non mi cercare più...”
, pubblicato da Viola Editrice, è il sequel del thriller “Ostuni. Un'insospettabile presenza”. Ambientato ancora una volta nella Città Bianca, il romanzo conduce il lettore tra vicoli, campagne e antichi misteri, dove il confine tra realtà e memoria si fa sempre più sottile. Un intreccio narrativo che unisce suspense, introspezione psicologica e profondo legame con il territorio.


L'autore


Luigi Del Vecchio, Generale di Brigata della Guardia di Finanza in congedo, è laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria, Accademico Ordinario dell'Accademia Tiberina di Roma, consulente tecnico presso le Procure di Napoli e Torre Annunziata, autore teatrale e scrittore. Parallelamente alla sua attività culturale, è impegnato in iniziative sociali dedicate alla promozione della lettura, della legalità e dell'accessibilità culturale, portando avanti un percorso che unisce esperienza istituzionale, narrativa e servizio alla comunità.


Con la tappa di Baselice prosegue così un percorso culturale che continua a unire letteratura, impegno civile e valorizzazione del territorio, confermando Luigi Del Vecchio tra le voci più apprezzate della narrativa italiana contemporanea.

venerdì 24 luglio 2026

“Non stop al fotovoltaico a terra” il Partito Politico “Io Voto”: «La maggioranza ostacola le rinnovabili e limita la libertà di scelta degli agricoltori»


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“Futuri Emergenti Italiani”, nella Banca di Credito Cooperativo di Ostuni presentata l’opera “LIMINAL”

La sede della BCC Ostuni ospita l’opera inedita “LIMINAL” della designer e artista pugliese Enrica Anastasia Marangio nell’ambito del progetto nazionale promosso dal Gruppo BCC Iccrea per valorizzare i talenti italiani under 35

La Banca di Credito Cooperativo di Ostuni conferma il proprio impegno nella promozione della cultura accogliendo, all’interno della propria sede, una nuova iniziativa dedicata all’arte contemporanea. È stata presentata presso la filiale di Largo Monsignor Italo Pignatelli, “LIMINAL”, opera inedita della designer e artista pugliese Enrica Anastasia Marangio, visitabile fino al 10 agosto negli orari di apertura al pubblico.

L’esposizione rientra nel progetto “Futuri Emergenti Italiani”, la più grande mostra diffusa d’Italia dedicata all’arte emergente under 35, promossa dal Gruppo BCC Iccrea nell’ambito del macro-progetto BCC Arte&Cultura, nato per valorizzare il patrimonio artistico e creativo dei territori attraverso la rete delle Banche di Credito Cooperativo.

L’iniziativa offre ai giovani artisti l’opportunità di esporre le proprie opere nei luoghi in cui sono nati o ai quali sono profondamente legati, creando un dialogo tra creatività contemporanea, comunità locali e identità territoriali.

Protagonista dell’edizione ospitata dalla BCC Ostuni è Enrica Anastasia Marangio, designer classe 1993 originaria della Puglia e oggi attiva a Milano, che attraverso la sua ricerca artistica coniuga design, sperimentazione materica e linguaggi dell’arte contemporanea.

L’opera “LIMINAL” nasce come installazione site specific, pensata per dialogare con gli spazi della banca e con il significato stesso del luogo che la ospita. Attraverso una struttura in ferro e vetro fuso, l’artista riflette sul concetto di attesa, interpretandolo come momento di passaggio tra ciò che si è e ciò che si sta per diventare.

La soglia diventa così il tema centrale dell’opera: uno spazio sospeso nel quale il corpo resta immobile mentre la mente continua a muoversi, trasformando l’attesa in occasione di riflessione, cambiamento e apertura verso il futuro.

Particolare attenzione è dedicata anche ai materiali utilizzati. Il ferro, il vetro, la luce e perfino i cavi elettrici, volutamente lasciati visibili, diventano parte integrante del racconto artistico, valorizzando il processo creativo e il lavoro artigianale che dà forma all’opera.

«Per me lavorare un materiale significa portarlo al limite delle sue possibilità. Anche ciò che normalmente viene nascosto, come i cavi o la struttura tecnica, diventa parte dell’opera e del suo significato. LIMINAL racconta proprio quel momento di passaggio tra ciò che siamo e ciò che stiamo per diventare», ha spiegato Enrica Anastasia Marangio.

L’artista ha inoltre sottolineato il valore personale dell’iniziativa, evidenziando l’importanza di poter esporre per la prima volta nella propria terra d’origine.

«È molto importante poter riportare il proprio lavoro nel territorio in cui si è nati. Progetti come questo permettono agli artisti di tornare nelle proprie comunità e di creare un legame tra il percorso professionale sviluppato altrove e le proprie radici. Ringrazio la Banca di Credito Cooperativo di Ostuni per l’accoglienza e per aver creduto in questo progetto», ha dichiarato.

Nel corso dell’inaugurazione è stato evidenziato anche il valore culturale dell’iniziativa all’interno del più ampio percorso promosso dal Gruppo BCC Iccrea.

«Questa iniziativa si inserisce in un progetto nazionale che valorizza il patrimonio artistico custodito dalle Banche di Credito Cooperativo e promuove i giovani talenti italiani. Anche la nostra banca conserva da decenni opere di artisti del territorio e continua ad aprire i propri spazi alla cultura, trasformando la sede in un luogo di incontro tra comunità, arte e creatività», ha sottolineato il Presidente della BCC Ostuni, Francesco Zaccaria.

Il presidente ha inoltre ricordato come il progetto BCC Arte&Cultura rappresenti la naturale evoluzione di una tradizione che vede da molti anni le Banche di Credito Cooperativo impegnate nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio artistico locale, favorendo la conoscenza delle opere attraverso esposizioni, visite e iniziative aperte alla cittadinanza.

Con “Futuri Emergenti Italiani”, la Banca di Credito Cooperativo di Ostuni rinnova così il proprio ruolo di banca di comunità, confermando la volontà di sostenere non soltanto lo sviluppo economico del territorio, ma anche la crescita culturale e la valorizzazione dei giovani talenti, offrendo ai cittadini nuovi spazi di incontro tra arte, innovazione e identità locale.

martedì 21 luglio 2026

«Qui ho trovato la vera buona sanità»: nasce un appello per difendere l'ospedale di Ostuni

La testimonianza del giornalista e presidente A.I.D.O Rocco Monaco diventa un invito a sostenere il presidio e i suoi reparti, in vista anche dell'attivazione della nuova piastra operatoria.

Una riflessione profonda, che unisce la penna del giornalista, l’impegno sociale del Presidente dell’A.I.D.O. e la testimonianza diretta di un paziente trapiantato. Rocco Monaco, editore di "Sanità in Puglia Notizie", in­terviene con una lettera aperta indirizzata ai Consiglieri Regionali della provin­cia di Brindisi e ai vertici della sanità locale, tracciando un bilancio chiaro sulle eccellenze e sulle sfide future dell’Ospedale "Papa Francesco" di Ostuni.

 

«Sto toccando con mano in questi giorni, sulla mia pelle di paziente trapian­tato, cosa significa la vera buona sanità» esordisce Monaco, che lancia un plauso straordinario al reparto di Medicina Generale dell'Ospedale di Ostuni, guidato dalla Dott.ssa Emanuela Ciracì insieme allo staff medico di altissimo livello, alla caposala, la Dott.ssa Cavallo, e a tutto il personale infer­mieristico e OSS di eccezionale qualità. «Un reparto dove nulla è lasciato al caso: dalle cure alla pulizia, fino a una cucina interna che garantisce pasti preparati sul posto con cura. Ma se oggi questo reparto esprime standard otti­mali, il nostro pensiero grato va al compianto Prof. Pietro Gatti, scomparso prematuramente, che tanto ha fatto per costruire questo modello».




 

L'editore ricorda che l'Ospedale di Ostuni è un motore complesso che si regge su molti altri reparti operativi e strategici come la Chirurgia Generale, l'Ortopedia e Traumatologia, la Pneumologia, la Radiologia, il Laborato­rio Analisi e un Pronto Soccorso costantemente in prima linea. Una strut­tura che si prepara a un ulteriore salto di qualità: «Tra qualche mese partirà fi­nalmente anche la famosa nuova piastra di ultimissima generazione, un’opera tecnologica e strutturale fondamentale che proietterà il presidio nel futuro».

 

Da qui il richiamo alla politica regionale e brindisina, chiamata a vigilare sul presidio e a supportare la squadra di vertice composta dal Direttore Generale della ASL Brindisi, il Dott. Maurizio De Nuccio, dal Direttore Sanitario azien­dale, il Prof. Luigi Vernaglione, e dal Direttore Sanitario del presidio, il Dott. Antonio Lisena.

 

Infine, Monaco riserva una netta distinzione sull'impegno politico locale: «Un plauso sincero va a quegli esponenti della politica ostunese che hanno lottato storicamente, e continuano a farlo, per la salvaguardia dell’ospedale. C’è chi lavora concretamente dietro le quinte per il bene comune, a profonda diffe­renza di altri che purtroppo si vedono in corsia solo per fare passerella e scat­tare fotografie utili ai social, senza portare alcun risultato a casa. La sanità è un diritto dei cittadini, non un set fotografico. La politica regionale vigili e inter­venga concretamente per difendere la salute in un territorio che ospita milioni di turisti da tutto il mondo».

sabato 18 luglio 2026

Luigi Del Vecchio torna all’Ombre Festival di Viterbo: il Generale scrittore ostunese tra i protagonisti della VII edizione

Dopo il successo del 2024, l’autore di “Ostuni. Non mi cercare più…” sarà nuovamente ospite della prestigiosa rassegna nazionale. Prosegue un’estate ricca di appuntamenti tra letteratura, teatro, televisione e impegno sociale.

Continua senza soste il tour nazionale dello scrittore Luigi Del Vecchio, che il prossimo 21 luglio, alle ore 21.15, sarà tra i protagonisti della VII edizione dell’Ombre Festival di Viterbo, una delle manifestazioni culturali più autorevoli del panorama italiano.

Nella suggestiva cornice di Piazza della Repubblica, il Generale della Guardia di Finanza in congedo presenterà il libro “Ostuni. Non mi cercare più…”, edito da Viola Editrice, nell’incontro dal titolo “Il thriller tra indagine e cinema. Quando la realtà incontra la forza delle immagini”.

Ad affiancarlo sarà Adriano Giotti, regista e sceneggiatore. A dialogare con gli autori saranno Marina Bernini e Paolo Casini.

Per Luigi Del Vecchio si tratta di un gradito ritorno. Lo scrittore era già stato protagonista dell’Ombre Festival nel 2024, quando presentò il suo romanzo d’esordio “Ostuni. Un’insospettabile presenza”. La nuova partecipazione conferma il rapporto consolidato con una rassegna che, anno dopo anno, richiama alcuni tra i più importanti protagonisti della cultura, della magistratura, del giornalismo e dello spettacolo italiani e che nell’edizione 2026 dedicherà inoltre un ampio spazio alla figura di San Francesco, nel ricordo degli ottocento anni dalla sua morte, oltre ad ospitare personalità di primo piano, tra cui il Procuratore Nicola Gratteri.

L’appuntamento di Viterbo rappresenta una nuova tappa di un percorso letterario che continua a raccogliere consensi in tutta Italia. “Ostuni. Non mi cercare più…”, secondo capitolo della trilogia ambientata nella Città Bianca, sta attraversando l’intero Paese con un fitto calendario di presentazioni, confermando il crescente interesse del pubblico e degli operatori culturali verso la narrativa di Del Vecchio. Nelle prossime settimane il tour farà tappa anche a Baselice, in provincia di Benevento.

L’estate dell’autore è caratterizzata da un’intensa attività che va ben oltre la promozione editoriale. Negli ultimi mesi Del Vecchio è stato protagonista di diverse interviste televisive e radiofoniche, mentre parallelamente è impegnato anche in ambito teatrale con gli spettacoli “Femmina Infame. Il delitto di Emanuela Sansone” e “La casa di bambola”, esperienze che testimoniano la sua costante attenzione verso linguaggi espressivi differenti.

L'autore ha inoltre concluso, presso il Centro Regionale Audiolibro Puglia, la registrazione dell’audiolibro di “Ostuni. Non mi cercare più…”, prestando personalmente la propria voce alla lettura del romanzo. Il progetto, destinato ai ciechi e agli ipovedenti della Regione Puglia, consentirà a oltre 3.000 utenti di accedere gratuitamente all’opera, confermando la volontà dell’autore di rendere la cultura sempre più accessibile e inclusiva.

Il libro

"Ostuni. Non mi cercare più...", pubblicato da Viola Editrice, è un thriller che intreccia indagine investigativa e tensione psicologica, ambientato nella suggestiva cornice della Città Bianca. La trama si sviluppa attorno a un caso complesso, in cui nulla è come appare e ogni dettaglio può rivelarsi decisivo. Attraverso un ritmo narrativo incalzante, il romanzo accompagna il lettore tra segreti, relazioni ambigue e verità nascoste, mantenendo alta la suspense fino alle ultime pagine. Particolare attenzione è dedicata alla costruzione dei personaggi, delineati con profondità e realismo, e all'ambientazione, che diventa parte integrante della storia, contribuendo a creare un'atmosfera intensa e coinvolgente.

L’autore

Luigi Del Vecchio, Generale di Brigata della Guardia di Finanza in congedo, è laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria, Accademico Ordinario dell’Accademia Tiberina di Roma, Vice Presidente Provinciale dell'U.N.U.C.I (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia e autore dei thriller ambientati a Ostuni. Parallelamente all’attività letteraria, porta avanti un costante impegno culturale, teatrale e sociale, distinguendosi per iniziative dedicate all’inclusione, alla legalità e alla diffusione della cultura.

 

Nel giorno del mio compleanno, ringrazio chi cammina con me e lancio una sfida alla visione di Bill Gates

Oggi, nel giorno del mio compleanno, il pensiero corre inevitabilmente a voi. A chi quotidianamente segue Radio Idea, a chi legge le notizie sui nostri portali e a chi interagisce con noi attraverso i canali social. Siete voi la linfa vitale di questo progetto: la vostra fiducia è il motore che ci spinge a non abbassare mai la guardia e a continuare a ricercare quella verità che spesso viene oscurata dal rumore di fondo.

La nostra storia, fatta di impegno sul territorio, di cronaca locale e di difesa dell’identità, è un viaggio che abbiamo costruito insieme, passo dopo passo, restando sempre ancorati alla realtà.

È in questo spirito di condivisione che rivolgo lo sguardo a un altro uomo che, tra pochi mesi, spegnerà le mie stesse candeline: Bill Gates. Ci separa l’oceano e una visione diametralmente opposta della vita, ma ci unisce il tragico paradosso del tempo che scorre. E proprio a lui, idealmente, vorrei rivolgere questo messaggio, da uomo a uomo: da chi non ha mai inseguito interessi economici per imporre politiche, a chi invece ha trasformato il profitto in una missione planetaria abilmente mascherata da filantropia.

Entrambi sappiamo che, quando non ci saremo più, nessuno di noi porterà il proprio patrimonio in paradiso. Ciò che resterà saranno le azioni compiute e i pensieri seminati. Io ho scelto di portare la gente a ragionare, a interrogarsi su tematiche cruciali per la nostra libertà e a difendere l’autenticità del nostro mondo. Lui, invece, ha scelto di trasformare il pianeta in un gigantesco laboratorio a cielo aperto, dove l’essere umano e la natura stessa diventano cavie di un esperimento tecnocratico senza fine.

Le contraddizioni della sua visione sono sotto gli occhi di tutti, anche se molti preferiscono far finta di niente. Gates promuove zanzare geneticamente modificate per “combattere la malaria”, come se non fosse lui stesso tra i maggiori finanziatori di programmi vaccinali che poi richiedono proprio quelle zanzare. Spinge con insistenza i vaccini a mRNA, tecnologia sperimentale che continua a sollevare dubbi seri su effetti a lungo termine, mentre accumula brevetti e influenza sulle politiche sanitarie globali. Investe pesantemente nel cacao sintetico prodotto in laboratorio, come se la natura – con i suoi cicli, i suoi contadini e il suo sole – fosse improvvisamente obsoleta. E dulcis in fundo, sostiene l’oscuramento del sole attraverso polveri riflettenti spruzzate in atmosfera, un’idea da fantascienza distopica che potrebbe alterare irreversibilmente i ritmi naturali, l’agricoltura e il clima stesso.

Noi, al contrario, diciamo no con forza. Il cacao deve restare frutto della terra, del lavoro dell’uomo e del sole, non una proteina sintetica uscita da un bioreattore. La vera vita nasce dai cicli naturali, non da un algoritmo o da un intervento umano che, con arroganza quasi divina, pretende di correggere la natura come se fosse un bug da fixare con un aggiornamento software.

Questa è la grande differenza: da una parte chi considera l’essere umano e la natura come qualcosa di sacro da proteggere, dall’altra chi li vede come sistemi imperfetti da ottimizzare, brevettare e controllare.

Al di là dei capitali accumulati, dei brevetti strategici e delle soluzioni tecnocratiche vendute come salvifiche, resta una sola domanda fondamentale: dove sta portando davvero il mondo questa visione?

A noi l’arduo compito di difendere la realtà, il buon senso e l’umanità naturale. Ai posteri l’ardua sentenza su chi ha veramente lavorato per il bene dell’umanità… e su chi, invece, ha solo giocato a fare Dio con il nostro pianeta.