lunedì 15 giugno 2026

San Francesco, gli Alfieri della Repubblica e il Coro “Antonio Legrottaglie”, la Banca di Credito Cooperativo di Ostuni ha celebrato valori, musica e comunità

L’iniziativa promossa dall’Associazione Amici della Biblioteca Diocesana “Raffaele Ferrigno” ha unito cultura, musica, impegno civile e testimonianze giovanili nel segno del messaggio francescano e della partecipazione comunitaria

Una serata intensa e ricca di significati quella ospitata presso la Sala Convegni della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, dove si è svolto l’incontro dal titolo “San Francesco, un’esplosione di vita”, promosso dall’Associazione Amici della Biblioteca Diocesana Pubblica “Raffaele Ferrigno”. Un appuntamento che ha saputo intrecciare riflessione culturaletestimonianze civiche e momenti musicali, offrendo alla comunità un’occasione di confronto sui valori che continuano a rappresentare un punto di riferimento per la società contemporanea.

L’evento si inserisce nel percorso di iniziative dedicate all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, una ricorrenza che invita non soltanto a ricordare una delle figure più importanti della storia cristiana, ma anche a riscoprirne l’attualità. A distanza di otto secoli, infatti, il messaggio del Santo di Assisi continua a parlare alle nuove generazioni attraverso temi oggi più che mai centrali: la pace, la fraternità universale, il rispetto della dignità umana, la solidarietà verso gli ultimi e la custodia del creato.

Nel corso della serata è stato evidenziato come la figura di San Francesco rappresenti ancora un modello capace di superare confini religiosi e culturali, proponendo una visione della società fondata sull’incontro, sul dialogo e sulla costruzione di relazioni autentiche. Il suo insegnamento è stato richiamato come una risposta concreta alle sfide del presente, in un tempo segnato da conflitti, divisioni sociali e crescenti forme di isolamento.

Particolare attenzione è stata dedicata al tema della fraternità, considerata non soltanto una virtù spirituale ma anche un principio fondamentale della convivenza civile. I relatori hanno sottolineato come la fraternità costituisca il presupposto per una società più inclusiva e partecipata, nella quale ogni persona possa sentirsi parte di una comunità capace di accogliere, ascoltare e valorizzare le differenze.

In questo contesto si è inserito uno dei momenti più significativi dell’incontro: la testimonianza dei giovani Karol Pastore ed Emanuele Amodio, insigniti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’onorificenza di Alfieri della Repubblica, riconoscimento attribuito a ragazze e ragazzi che si distinguono per comportamenti esemplari, impegno socialesolidarietà e senso civico.

La loro presenza ha rappresentato una concreta testimonianza di come i valori della cittadinanza attiva possano tradursi in esperienze reali e quotidiane. Attraverso il racconto del loro percorso personale, i due giovani hanno condiviso con il pubblico riflessioni sull’importanza dell’amicizia, della responsabilità e dell’impegno verso gli altri.

«È un momento che ci porta a ricordare il valore della cittadinanza e le motivazioni per cui ci è stato conferito questo importante riconoscimento, che apprezziamo tantissimo. Ci teniamo inoltre a ribadire il nostro ringraziamento ai docenti che ci hanno accompagnato nel nostro percorso» hanno spiegato i due ragazzi, sottolineando il ruolo fondamentale svolto dalla scuola nella loro crescita umana e formativa.

Le loro parole hanno evidenziato come il riconoscimento ricevuto non rappresenti soltanto un traguardo personale, ma anche il risultato di un percorso condiviso con insegnantifamiglie e compagni di scuola. Un messaggio particolarmente significativo per i più giovani presenti in sala, chiamati a riflettere sul valore dell’impegno quotidiano e della partecipazione alla vita della comunità.

A sottolineare il significato dell’esperienza vissuta dai due Alfieri della Repubblica è stato anche il Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, Francesco Zaccaria, che ha posto l’accento sulla forza educativa della loro storia.

«Questi ragazzi, compagni di banco, sono stati insieme in tutte le loro vicende e ci offrono oggi una testimonianza concreta dei valori dell’amicizia e della scuola. Il loro percorso dimostra quanto siano importanti le relazioni, la condivisione e il sostegno reciproco nella crescita delle nuove generazioni» ha affermato.

Le sue parole hanno richiamato l’attenzione sul ruolo della scuola come luogo privilegiato di formazione non soltanto culturale, ma anche umana e civica. Un ambiente nel quale si costruiscono relazioni, si apprendono i valori della collaborazione e si sviluppa il senso di appartenenza a una comunità.

Accanto ai momenti di riflessione e testimonianza, la serata ha riservato uno spazio importante alla musica, celebrando il venticinquesimo anniversario della fondazione del Coro “Antonio Legrottaglie”, realtà che da venticinque anni rappresenta un punto di riferimento nel panorama culturale locale.

Nel corso della sua storia, il coro ha svolto un ruolo significativo nella promozione della cultura musicale e nella valorizzazione del patrimonio artistico e spirituale del territorio, contribuendo a creare occasioni di incontro e condivisione attraverso il linguaggio universale della musica.

L’esibizione proposta durante l’evento ha accompagnato il pubblico in un percorso musicale ispirato ai valori francescani della pace, dell’amore e della fratellanza. Attraverso l’alternanza di brani sacri e profani, il coro ha saputo creare un’atmosfera di intensa partecipazione emotiva, offrendo un contributo artistico perfettamente in sintonia con i temi affrontati nel corso della serata.

Il venticinquesimo anniversario è stato anche l’occasione per ricordare la figura di Antonio Legrottaglie, al quale il coro è dedicato, e per rendere omaggio all’impegno dei familiari, dei direttori e dei numerosi maestri che negli anni hanno contribuito alla crescita del progetto, trasformandolo in una realtà consolidata e apprezzata dalla comunità.

L’incontro ha così assunto il valore di una vera e propria esperienza comunitaria, capace di mettere in dialogo mondi diversi: la spiritualità francescana, l’impegno civico dei giovani, il ruolo educativo della scuola e la forza aggregante della musica.

L’iniziativa ha inoltre confermato l’importanza della collaborazione tra associazionismoistituzioni culturaliscuola e territorio, dimostrando come la costruzione di una comunità coesa passi attraverso la creazione di occasioni di confrontopartecipazione crescita condivisa.

In questo quadro si inserisce il ruolo della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, che continua a distinguersi come luogo aperto alla cittadinanza e attento alla promozione di attività culturali e sociali, capaci di favorire il dialogo tra generazioni e di valorizzare le energie positive presenti sul territorio.

Attraverso iniziative come questa, culturamemoriamusica e testimonianza civile diventano strumenti concreti per rafforzare il senso di appartenenza, promuovere la partecipazione attiva e consolidare quei legami di fraternità e solidarietà che costituiscono il fondamento di una comunità viva e inclusiva. In questo senso, il messaggio di San Francesco continua a rappresentare una guida preziosa, capace di ispirare percorsi di crescita personale e collettiva anche nel mondo contemporaneo.

 

Premio Truth 2026, a Pozzuoli celebrate le eccellenze del Made in Italy agroalimentare

Grande successo per la seconda edizione dell’iniziativa dedicata a innovazione, sostenibilità e qualità. Premiati importanti gruppi e aziende italiane protagoniste del settore agroalimentare

Una serata dedicata alle eccellenze del Made in Italy, alla cultura del cibo e alle imprese che ogni giorno contribuiscono a valorizzare il patrimonio agroalimentare nazionale. Si è svolta nella prestigiosa cornice del Truth Restaurant & Events di Pozzuoli la seconda edizione del Premio Truth – “Il Cibo Protagonista del Cambiamento”, manifestazione che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale, accademico e culturale per celebrare le realtà che stanno contribuendo a costruire il futuro del settore agroalimentare italiano.

L’iniziativa si è confermata un importante momento di confronto e valorizzazione delle aziende che si distinguono per qualità, innovazione, sostenibilità e capacità di promuovere le identità territoriali italiane.

Una serata tra impresa, cultura e territorio

A guidare l’evento sono state le presentatrici Paola Mercurio e Magda Mancuso, che hanno accompagnato il pubblico attraverso le diverse fasi della manifestazione, raccontando le storie delle aziende premiate e dei protagonisti della serata.

L’apertura ufficiale è stata affidata a Dorotea Ragucci, CEO Founder di Truth Event e promotrice del Premio, insieme alla Prof.ssa Anna Maria Colao, presidente del Comitato Tecnico Scientifico dell’iniziativa, ordinario di Endocrinologia presso l’Università Federico II di Napoli, titolare della Cattedra UNESCO “Educazione alla Salute e Sviluppo Sostenibile” e vicepresidente del Consiglio Superiore di Sanità.

Nel suo intervento, la professoressa Colao ha sottolineato il ruolo fondamentale del cibo come elemento di salute, cultura, ricerca e sviluppo sostenibile, confermando la visione che ispira il progetto.

La manifestazione porta la firma di Alfredo Mariani, Art Director dell’iniziativa, mentre la direzione artistica della struttura è stata affidata a Fabio Ragucci. La serata è stata inoltre impreziosita dalle esibizioni dell’Arturo Caccavale Swing Quintet, che ha accompagnato gli ospiti con un raffinato repertorio musicale.

Le aziende premiate nella seconda edizione

Il Premio Truth 2026 ha celebrato alcune tra le più importanti realtà del panorama agroalimentare italiano.

Tra le aziende premiate figurano GranTerre, tra i principali gruppi dell’agroalimentare nazionale, Sanpellegrino, marchio simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo, Biffi Formec, Granata 1936, La Fiammante, Stuzzicante, Dorella – Oleificio Candela, O Sole ‘e Napule ed Enodelta.

I riconoscimenti sono stati consegnati da autorevoli rappresentanti del mondo istituzionale, accademico, culturale e professionale, trasformando la cerimonia in un momento di dialogo tra imprese, territori e istituzioni.

Particolarmente significativo il momento dedicato alla cooperazione internazionale che ha visto la partecipazione di Sua Eccellenza Ernest Ndabashinze, Ambasciatore del Burundi in Italia, e della diplomatica Fiume Giallo Imperatore, a testimonianza della crescente attenzione verso le opportunità di collaborazione tra culture e sistemi economici differenti.

Dorotea Ragucci: “Guardiamo già alla terza edizione”

Al termine della manifestazione, Dorotea Ragucci ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al successo dell’evento, evidenziando il valore di una rete costruita attorno alla promozione delle eccellenze italiane.

«Sono profondamente grata a tutti coloro che hanno reso possibile questa seconda edizione del Premio Truth. Questo risultato nasce dalla collaborazione, dalla passione e dalla volontà di raccontare un'Italia che ogni giorno lavora, innova e difende le proprie eccellenze. Il cibo è cultura, identità e futuro. Da questa energia ripartiamo già guardando alla terza edizione, con l'obiettivo di ampliare ancora di più il nostro sguardo verso il futuro del Made in Italy, sostenendo chi continua a creare valore attraverso qualità, ricerca e visione», ha dichiarato.

Il cibo come motore di cambiamento

La seconda edizione del Premio Truth ha confermato la propria missione: valorizzare quelle imprese e quei professionisti che trasformano innovazione, sostenibilità e qualità in opportunità di crescita per il Paese.

Un percorso che mette al centro il cibo non soltanto come risorsa economica, ma come elemento identitario capace di raccontare territori, tradizioni e competenze che rappresentano il cuore produttivo dell’Italia.

“Il Cibo Protagonista del Cambiamento” si conferma così una visione concreta del futuro, costruita attraverso il lavoro di aziende, imprenditori e professionisti che continuano a promuovere e innovare il patrimonio agroalimentare italiano.

sabato 13 giugno 2026

Generation Film Fest 2026, a Oria arrivano Edoardo Winspeare e Donatella Finocchiaro per la quinta edizione della rassegna

Dal 10 al 12 luglio 2026 torna il Generation Film Fest, la rassegna diretta da Nadia Carbone. Tre giornate dedicate a cinema, inclusione e formazione con la partecipazione di Edoardo Winspeare, Donatella Finocchiaro e altri protagonisti del panorama cinematografico nazionale e internazionale

Torna uno degli appuntamenti culturali più attesi dell'estate pugliese. Dal 10 al 12 luglio 2026 la città di Oria ospiterà la quinta edizione del Generation Film Fest, la rassegna cinematografica ideata e diretta da Nadia Carbone, che negli anni ha saputo costruire un percorso di crescita costante, diventando un punto di riferimento per gli appassionati di cinema, gli operatori del settore e le nuove generazioni.

La manifestazione, realizzata con il sostegno dell'Amministrazione Comunale di Oria guidata dal Sindaco Cosimo Ferretti e con il patrocinio della Regione Puglia – Assessorato alla Cultura e Conoscenza e di Apulia Film Commission, si conferma un progetto culturale capace di coniugare spettacolo, riflessione sociale, formazione e valorizzazione del territorio.

Anche per questa edizione il festival proporrà un percorso articolato attraverso le diverse anime del cinema contemporaneo, offrendo al pubblico occasioni di incontro con professionisti del settore, momenti di approfondimento, masterclass, talk e proiezioni capaci di affrontare tematiche di forte attualità e rilevanza sociale.

Tra gli ospiti già annunciati figura il regista Edoardo Winspeare, autore tra i più rappresentativi del cinema italiano contemporaneo, capace di raccontare il Mezzogiorno e le sue trasformazioni attraverso uno sguardo autentico, poetico e profondamente legato ai territori.

Ad arricchire il parterre della quinta edizione sarà anche l'attrice Donatella Finocchiaro, tra i volti più apprezzati del cinema italiano, protagonista di una carriera costellata di interpretazioni intense e riconoscimenti prestigiosi, capace di conquistare pubblico e critica grazie alla sua sensibilità artistica e alla versatilità dei suoi ruoli.

Il Generation Film Fest continuerà a dedicare ampio spazio alle tematiche dell'inclusione, della solidarietà e dell'impegno civile.

Tra i protagonisti delle serate del festival ci sarà anche Marco Simon Puccioni, regista e sceneggiatore da sempre attento ai temi dell'inclusione, dei diritti e delle trasformazioni sociali. Puccioni presenterà il cortometraggio “Tutti Giù per Terra”, opera che ha recentemente ottenuto una menzione speciale ai Nastri d’Argento 2026, distinguendosi per la qualità narrativa e per la capacità di affrontare con sensibilità e profondità temi di grande rilevanza umana e sociale.

Il cortometraggio è stato prodotto da Gianpietro Preziosa per Inthelfilm, realtà produttiva impegnata nella valorizzazione di progetti cinematografici capaci di coniugare qualità artistica e attenzione ai contenuti.

Il festival vedrà anche la collaborazione di associazioni e realtà impegnate quotidianamente nel sociale.

Si conferma, quindi, una visione del cinema non soltanto come intrattenimento ma anche come strumento di crescita culturale e partecipazione collettiva.

«Il Generation Film Fest continua il proprio percorso di crescita con l'obiettivo di offrire al territorio un evento capace di mettere in dialogo cinema, cultura e società», sottolinea la direttrice artistica Nadia Carbone. «Anche quest'anno abbiamo lavorato per costruire un'edizione che possa coinvolgere pubblici diversi, creando occasioni di confronto, formazione e valorizzazione del grande cinema».

Il programma completo della manifestazione, gli ospiti e tutti i dettagli dell'edizione 2026 saranno presentati ufficialmente nel corso di una conferenza stampa prevista nelle prossime settimane.

La quinta edizione del Generation Film Fest si prepara così ad accendere nuovamente i riflettori su Oria, confermando la vocazione della città ad essere luogo di incontro tra arte, creatività, cultura e nuove generazioni.

giovedì 11 giugno 2026

Cultura, giovani e comunità: presso la Banca di Credito Cooperativo di Ostuni l’incontro “San Francesco, un’esplosione di vita”


Al centro dell’iniziativa promossa dall’Associazione Amici della Biblioteca Diocesana Pubblica “R. Ferrigno”, l’ottavo centenario della morte San Francesco d’Assisi, le storie degli Alfieri della Repubblica Karol Pastore ed Emanuele Amodio e il venticinquesimo anniversario del coro “Antonio Legrottaglie”.

La sala convegni della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni ospiterà giovedì 11 giugno 2026, alle ore 18.00, un incontro promosso dall’Associazione Amici della Biblioteca Diocesana Pubblica “R. Ferrigno” di Ostuni dedicato a tre significative ricorrenze e testimonianze di valore umano, culturale e civile: l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, il riconoscimento degli Alfieri della Repubblica Karol Pastore ed Emanuele Amodio e il venticinquesimo anniversario della fondazione del Coro “Antonio Legrottaglie”.

L’appuntamento, intitolato “San Francesco. Un’esplosione di vita”, si propone come un’occasione di approfondimento e confronto sui valori della solidarietà, dell’impegno sociale, della fraternità e della partecipazione attiva alla vita della comunità, temi che continuano a caratterizzare il messaggio francescano e che trovano oggi concreta testimonianza nell’esperienza di giovani cittadini distintisi per il loro esempio civico.

Ad aprire i lavori saranno i saluti e gli interventi di Francesco Zaccaria, presidente della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, dell’ingegnere Natale Palmisano, dirigente dell’ITET “Pantanelli-Monnet”, e della professoressa Grazia Ugenti, docente dello stesso istituto.


Seguiranno le testimonianze di Karol Pastore ed Emanuele Amodio, insigniti del prestigioso riconoscimento di Alfieri della Repubblica dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che saranno protagonisti di un confronto dedicato ai temi dell’impegno civico, della crescita personale e del ruolo delle giovani generazioni nella costruzione del bene comune. Le loro storie saranno proposte come testimonianza concreta di cittadinanza attiva, responsabilità sociale e capacità di trasformare il talento e l’impegno personale in un contributo positivo per la comunità.


La presenza dei due giovani rappresenta un segnale importante per il territorio e per le nuove generazioni, chiamate a confrontarsi con modelli capaci di coniugare studio, sensibilità sociale e partecipazione alla vita civile.


L’iniziativa offrirà, inoltre, l’occasione per celebrare il 25° anniversario della fondazione del Coro “Antonio Legrottaglie”, realtà che negli anni ha contribuito alla diffusione della cultura musicale e alla valorizzazione del patrimonio artistico e spirituale del territorio.


Attraverso il ricordo del percorso compiuto dal coro e delle attività svolte nel corso di questi anni, sarà possibile ripercorrere una storia fatta di passione, impegno e partecipazione comunitaria.


L’incontro si propone come un momento di dialogo tra cultura, scuola, associazionismo e comunità locale, nel segno dei valori che hanno caratterizzato l’esperienza di San Francesco e che continuano a rappresentare un riferimento per la società contemporanea.

L’evento conferma inoltre il ruolo della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni come luogo aperto alla città e alle associazioni del territorio. Negli ultimi mesi la sala convegni ha ospitato numerose iniziative culturali, sociali e formative, consolidando la propria funzione di spazio di incontro, confronto e partecipazione per la comunità.

L’incontro è aperto alla cittadinanza.

lunedì 8 giugno 2026

Ulivi, agrivoltaico e politica: l'Italia che discute mentre il mondo corre

Il partito “Io Voto” interviene dopo la sentenza del TAR e accende il dibattito sulle energie rinnovabili. Al centro della polemica il rapporto tra tutela del territorio, innovazione e sviluppo economico.

C'è qualcosa di profondamente italiano nella vicenda degli ulivi, dell'agrivoltaico e della recente sentenza del TAR.

Non tanto per il contenuto della decisione, che appartiene alla sfera del diritto e che come tale va rispettata. Quanto per ciò che questa storia racconta del nostro Paese: una nazione che spesso riesce a trasformare ogni questione economica, industriale o tecnologica in una disputa ideologica senza fine.

Da una parte ci sono gli ulivi. Simbolo della Puglia, della sua storia e del suo paesaggio. Dall'altra ci sono gli impianti energetici, le esigenze delle imprese agricole, il costo dell'energia e la necessità di produrne di nuova.

Nel mezzo, come spesso accade, c'è la politica.

Il partito “Io Voto” ha scelto di intervenire nel dibattito sostenendo una tesi semplice: il problema non è soltanto una sentenza. Il problema è la difficoltà dell'Italia a decidere cosa vuole essere da grande.

«L'agricoltura del 2026 non è quella del 1951», osserva il movimento, ricordando come gli imprenditori agricoli siano oggi chiamati a confrontarsi con sfide che settant'anni fa semplicemente non esistevano: costi energetici elevati, competizione internazionale, innovazione tecnologica e nuovi modelli produttivi.

Il partito punta il dito contro quelle che definisce le contraddizioni trasversali degli schieramenti politici.

Da una parte ci sono forze che criticano il nucleare ma ostacolano numerosi progetti legati alle fonti rinnovabili. Dall'altra ci sono partiti che denunciano i costi della transizione ecologica ma rallentano le autorizzazioni per nuovi impianti energetici.

Alla fine tutti parlano di energia, ma gli impianti continuano a rimanere sulla carta.

«Il risultato è una paralisi che danneggia l'intero Paese», sostiene “Io Voto”.

Nel ragionamento del movimento trovano spazio anche alcuni esempi considerati virtuosi.

La Sardegna viene indicata come un territorio nel quale le energie rinnovabili potrebbero generare occupazione e investimenti significativi. La Toscana, invece, viene citata per il percorso avviato nell'individuazione delle aree idonee agli impianti fotovoltaici e per il rilancio della geotermia.

Programmare prima, discutere dopo. Una pratica che in Italia appare ancora rivoluzionaria.

C'è poi un altro aspetto che il partito ritiene sia stato poco considerato nella vicenda pugliese.

L'agricoltura moderna non è più quella dei racconti romantici e delle cartoline. È un settore economico che deve fare i conti con produttività, sostenibilità e redditività.

«Nessuno mette in discussione il valore storico, culturale e paesaggistico dell'olivicoltura pugliese», precisano da “Io Voto”. «Tuttavia la tutela del patrimonio agricolo non può trasformarsi in immobilismo».

Anche qui il punto non è eliminare il passato, ma evitare che diventi un ostacolo al futuro.

Alla fine il tema vero non riguarda gli ulivi, il fotovoltaico o una sentenza.

Riguarda la capacità di un Paese di prendere decisioni.

L'Italia può certamente scegliere di rallentare la diffusione delle energie rinnovabili, limitare l'agrivoltaico e mantenere procedure sempre più lunghe e complesse.

Può farlo.

Ma dovrebbe almeno avere l'onestà di spiegare ai cittadini che ogni rinvio ha un costo. Lo pagano le imprese. Lo pagano i lavoratori. Lo pagano le famiglie attraverso bollette più alte e minore competitività del sistema produttivo.

Per questo la riflessione lanciata da “Io Voto” va oltre la singola vicenda giudiziaria.

«L'Italia non può permettersi di bloccare innovazione, investimenti e agricoltura moderna», conclude il partito.

Resta però una domanda alla quale prima o poi qualcuno dovrà rispondere: mentre noi continuiamo a discutere se il futuro debba arrivare o meno, il resto del mondo cosa sta facendo?

mercoledì 3 giugno 2026

Industria Felix: analizzati 10mila bilanci per premiare le imprese più competitive di Basilicata, Calabria, Molise e Puglia

 


ACAYA (LE), mer 03 GIU 2026
- Sarà l’Acaya Golf Resort di Acaya, in provincia di Lecce, ad ospitare nel pomeriggio di venerdì 5 giugno il 72° evento di Industria Felix - L’Italia che compete, dedicato alle imprese più performanti delle regioni Basilicata, Calabria, Molise e Puglia. L’iniziativa rappresenta uno dei più importanti appuntamenti nazionali dedicati alla valorizzazione delle imprese più competitive del Mezzogiorno, basata su un’inchiesta giornalistica che ha analizzato circa 10mila bilanci di società con fatturati sopra i 2 milioni di euro e vedrà la partecipazione di imprenditori, manager, professionisti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico.

Il 72° evento (ingresso su invito) moderato dal giornalista Gianmarco Sansolino, è organizzato da Industria Felix Magazine, fondato e diretto da Michele Montemurro, in collaborazione con Cerved, con il patrocinio di Confindustria Puglia, del Politecnico di Bari, Università degli Studi della Basilicata, dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, dell’Università degli Studi di Foggia, del Tecnopolo del Mediterraneo per lo sviluppo sostenibile, con la media partnership di Askanews, con le partnership di Banca Mediolanum, Mediolanum Private Banking, ELITE (Euronext Group), M&L Consulting Group, EpyonVivida. IFM supporta “Sustainable development GOALS”.

I lavori prenderanno il via nel pomeriggio con i saluti di Nicola Delle Donne, presidente di Confindustria Puglia. Seguirà un confronto dedicato alle prospettive di crescita e sviluppo delle imprese del Sud, con il contributo di Valerio Locatelli, dottore commercialista e co-founder di M&L Consulting Group; Manlio Guadagnuolo, segretario generale del Tecnopolo del Mediterraneo per lo sviluppo sostenibile; Angelo Conte, socio di EpyonVivida; Stefano Giordano, wealth & estate Planning di Banca Mediolanum; Antonio Pellè, Relationship Manager di ELITE (Euronext Group); e Giovanni Reale, responsabile Equity capital markets di Banca Mediolanum.

Nel corso dell’evento saranno presentati approfondimenti economici e giornalistici sui principali trend dell’economia meridionale. Interverranno Giulio Isaia, area manager di Cerved Group, con una relazione dedicata all’andamento delle imprese del Sud e Michele Montemurro, fondatore e direttore responsabile di Industria Felix Magazine, che illustrerà i risultati dell’inchiesta sui bilanci delle società di capitali del Mezzogiorno.

Particolare rilievo sarà riservato alla cerimonia di conferimento delle menzioni di merito ai neo Cavalieri del Lavoro nominati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il riconoscimento sarà attribuito a Sergio Fontana, presidente di Farmalabor s.r.l. e a Giancarlo Negro, presidente di Links Management and Technology s.p.a., protagonisti di percorsi imprenditoriali distintisi per risultati, responsabilità sociale e capacità di innovazione.

A seguire si svolgerà la cerimonia di premiazione delle 75 imprese selezionate nell’ambito dell’inchiesta di Industria Felix Magazine, con la consegna delle Alte Onorificenze di Bilancio e la proiezione dello storytelling aziendale delle realtà premiate. Le conclusioni saranno affidate a Sebastiano Leo, assessore al Bilancio, Personale, Affari Generali e Finanze della Regione Puglia e a Cesare Pozzi, docente dell’Università Luiss Guido Carli, presidente di Dri d’Italia s.p.a. e portavoce del Comitato Scientifico di Industria Felix.

Nel corso della serata interverranno inoltre Marco Gabbiani e Ugo Lombardi e Piero Laterza di Banca Mediolanum, Michele Chieffi, dottore commercialista, Filippo Liverini, imprenditore, Francesco Lenoci, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Luigi Snichelotto, imprenditore.

L’appuntamento conferma il ruolo di Industria Felix come osservatorio privilegiato sulla competitività del sistema produttivo italiano e come occasione di confronto sulle strategie di sviluppo e crescita delle imprese del Mezzogiorno.

Qui di seguito i nomi delle 75 società che riceveranno le Alte onorificenze di bilancio tramite imprenditori e manager, distinte per sedi legali. 

BASILICATA (16): Matera (9): Alex S.p.a., Cave e Cantieri S.r.l., Clemente S.r.l., Datacontact S.r.l., Istituto di Vigilanza "L'aquila" Società Cooperativa, Organizzazione di Produttori Athena S.C.A R.L., Progetto Popolare Cooperativa Sociale Onlus, Sacel S.r.l., Tescom S.r.l.. Potenza (7): Autolinee Liscio S.p.a., Azzurra Società Semplificata a R.L., Edil Bradanica Calcestruzzi S.r.l., Felc S.r.l., Fiore S.r.l., Gda S.p.a., Spix Italia S.r.l.. 

CALABRIA (18): Catanzaro (6): Cal.Me. S.p.a., Camas Energy S.r.l., Lamezia Multiservizi S.p.a., Raffaele S.p.a., Scamar S.r.l., Tutto Calabria di A. Celli S.r.l.. Cosenza (5): Anmi Siss S.r.l., Cps S.r.l., Greco Ecology S.r.l., No.Do. e Servizi S.r.l., Sila S.p.a.. Crotone (3): Cantine Vincenzo Ippolito S.r.l. Agricola, Gruppo Oleario Portaro S.r.l., I.C.G. S.r.l.. Reggio Calabria (3): International Juices S.r.l., Tec.Al.Co. S.r.l., Vitasì Società Cooperativa Sociale - Impresa Sociale. Vibo Valentia (1): Vivisol Calabria S.r.l.. 

MOLISE (14): Campobasso (11): C.U.S. Consorzio Utilità Sociale Società Cooperativa Sociale, D.R. Multiservice S.r.l., Delta Impianti Industriali di Caposiena R. & C. S.r.l., Di Ciero S.r.l., La Molisana S.p.a., Laboratorio Niro S.r.l., M.B.C. S.r.l., Molisedea S.r.l., Ortofrutta Sol Sud Società Cooperativa Agricola Organizzazione di Produttori, Panificio Azzurro S.r.l., S.E.A. - Servizi e Ambiente S.p.a.. Isernia (3): Grafica Isernina S.r.l., Nej Donadio S.r.l., Teniamoci per mano Società Cooperativa Sociale. 

PUGLIA (27): Bari (9): Acquedotto Pugliese S.p.a., Autolinee Dover di Veccaro Cosimo S.r.l., Delizia S.p.a., Dicosola S.r.l., Domar S.p.a., Ifac S.p.a., Master Italy S.r.l., Non Solo Strade S.r.l., Sita Sud S.r.l.. Barletta Andria Trani (4): Cofra S.r.l., Idcert S.r.l. Società Benefit, Il Pastaio di Maffei Savino & C. S.r.l., Inart3 S.r.l.. Brindisi (1): Scaff System S.r.l.. Foggia (2): Garganica Residence S.r.l., Guardia Locale S.r.l.. Lecce (2): Affreschi & Affreschi S.r.l., Pellegrino Vending S.r.l.. Taranto (9): Castiglia S.r.l., Feni Gioielli di Marzano Maria Rosaria & C. S.r.l., Ilstudio Engineering & Consulting Studio S.r.l., Nuova Luce Società Cooperativa Sociale a R.L., Progeva S.r.l., Società Autotrasporti Eccezionali S.r.l., T & D S.r.l., Tecnology Project S.r.l., Zanzar S.p.a..


martedì 2 giugno 2026

Molfetta celebra l’80° della Repubblica: il messaggio del Commissario Gradone tra memoria storica, impegno civico e futuro


MOLFETTA 2 giugno 2026– In una Villa Comunale gremita e animata da un forte sentimento di partecipazione civile, la città di Molfetta ha celebrato solennemente l’80° anniversario della fondazione della Repubblica Italiana. Una ricorrenza che quest'anno assume un significato di transizione per la comunità locale: la cerimonia coincide infatti con gli ultimi giorni del mandato del Commissario Prefettizio, il dott. Armando Gradone, che passerà ufficialmente le consegne all'atto dell'insediamento del nuovo sindaco eletto, previsto nei giorni successivi al turno di ballottaggio del 7 e 8 giugno 2026.

La manifestazione, svoltasi alla presenza del Commissario Gradone, del nuovo Vescovo della Diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi, monsignor Domenico Basile, delle massime autorità civili e militari e di una fitta cittadinanza, si è aperta con la solenne Cerimonia dell'Alzabandiera. A fare da cornice sono state le rappresentanze delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma con i loro vessilli, insieme all'Associazione Nazionale Carabinieri, all'ANPI, l'associazione Eredi Della Storia e l'Associaizone Nazionale Invalidi Mutilati di Guerra.

Il momento della deposizione della corona d'alloro al Monumento ai Caduti ha rinnovato la profonda gratitudine verso chi ha sacrificato la vita per la libertà e i principi democratici.

Il riscatto storico e il tributo alle donne del 1946

Nel suo articolato intervento, il Commissario Gradone ha offerto una profonda rilettura storica del 2 giugno, ricordando un Paese capace di risorgere dalle macerie della dittatura e di due conflitti disastrosi. Il passaggio più toccante della prima parte del discorso è stato dedicato al debutto del suffragio universale, citando le parole della staffetta partigiana Teresa Vergalli (scomparsa nel maggio 2025):

«Il voto femminile fu vera rivoluzione culturale. Le donne avevano paura di sbagliare, di stropicciare la scheda... perché avevano mani forti da contadine, mani callose abituate alla vanca e alla zappa più che ai manufatti di carta... A loro dicevo: andate tranquille e siate libere di scegliere. La scelta questa volta è solo vostra».

A quella generazione, capace di generare il "miracolo economico" descritto da Giorgio Ruffolo come un formicaio brulicante di vitalità, e al sacrificio dei tanti emigranti – inclusi moltissimi molfettesi che hanno cercato fortuna all'estero – il Commissario ha espresso il più alto debito di riconoscenza della Repubblica.

La Costituzione e la difesa della democrazia dai "nuovi demoni"

Richiamando le definizioni di Roberto Benigni («la Costituzione più bella del mondo») e le storiche riflessioni di Piero Calamandrei sulla cooperazione internazionale come preludio agli «Stati Uniti d’Europa e del mondo», il dott. Gradone ha collegato i valori fondanti del 1948 alla complessa attualità geopolitica. Ha citato lo storico Tony Judt per ricordare che l’Europa post-nazionale è nata per «tenere a bada il passato» e per scongiurare il ritorno degli antichi demoni nazionalisti. Una lezione che purtroppo non è bastata: da oltre quattro anni, ha evidenziato il Commissario, un nuovo ottuso nazionalismo sta generando lutti e devastazioni nel cuore dell'Europa, così come le cronache quotidiane testimoniano ininterrotte violenze in Medio Oriente. Da qui il monito: celebrare il 2 giugno serve a dare alle giovani generazioni gli strumenti per difendere libertà, uguaglianza e giustizia.

Le sfide del presente: lavoro, welfare e legalità

Il cuore del messaggio si è poi concentrato sulle linee d'azione necessarie per "attuare la Costituzione" oggi, prendendo le mosse anche dall'ultimo rapporto annuale dell'Istat, che proprio quest'anno compie un secolo di vita. Gradone ha elencato le priorità per rinsaldare la fiducia dei cittadini:

  • Occupazione di qualità: La creazione di lavoro sicuro e ben retribuito per giovani e donne è la via maestra contro la desertificazione delle aree interne e la fuga dei cervelli all'estero.
  • Sostegno sociale e welfare: L'urgenza di migliorare le condizioni del ceto medio, ridurre la forbice tra ricchi e poveri e superare le storiche asimmetrie tra Nord e Sud.
  • Investimenti in istruzione: Esattamente come nel secondo dopoguerra, lo sviluppo esige robusti investimenti in scuola, sanità, ricerca e infrastrutture.
  • Rigore e legalità: L'azione pubblica deve essere presidio credibile di trasparenza e imparzialità, combattendo senza cedimenti ogni forma di illegalità.

Citando un monito di Papa Francesco legato all'insegnamento di Alcide De Gasperi, il Commissario ha ricordato che la bussola della politica non deve essere la polarizzazione tra destra e sinistra, bensì la capacità di «andare avanti, e andare avanti vuol dire andare verso la giustizia sociale».

Il coro dei bambini e il patto costituzionale

A incarnare visivamente il futuro della Repubblica sono stati i bambini e le bambine del Coro dell'Istituto Comprensivo "Scardigno-Savio", che, accompagnati dall'Associazione Musicale "Santa Cecilia" e con la coccarda tricolore appuntata sul petto, hanno arricchito la cerimonia. Le celebrazioni si sono chiuse sulle note dell'"Inno alla Gioia", un messaggio universale di pace e solidarietà.

Il Commissario Straordinario ha concluso il suo alto mandato molfettese affidando alla piazza le parole pronunciate da Norberto Bobbio nel trentennale della Repubblica:

«Se la cerimonia del 2 giugno ha un significato, questo non può essere altro che quello di riconfermare il patto costituzionale. Soprattutto, occorre non accontentarsi del già fatto. Bisogna essere sempre scontenti, aprire nuovi varchi alla partecipazione dei cittadini».

Abbattimento alberi a Bisceglie, i movimenti ambientalisti: «Manca la trasparenza, la presunta emergenza non giustifica il silenzio»

 

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

Verde pubblico: dichiarazioni del sindaco lacunose. Pretendiamo documenti e dati richiesti

Le dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa sul verde pubblico dal sindaco non sono una risposta alle nostre richieste formali di accesso civico a documenti, dati, informazioni.

Movimenti e associazioni invocano il rispetto del Codice della trasparenza e l'esposizione degli atti, perché si possano comprendere i criteri adottati per l’abbattimento negli ultimi due mesi di tantissimi alberi.

Le dichiarazioni del Sindaco sono irricevibili, non chiariscono i criteri agronomici adottati, i costi sostenuti per attuare l’eliminazione degli esemplari, le modalità con cui si è proceduto, la programmazione di altri interventi.

Ci asteniamo da giudizi tecnici sull’operato dei professionisti, ma riteniamo che il diritto di accedere a documenti, dati e informazioni sia inderogabile. Abbiamo la netta sensazione che la superficie verde scomparsa a Bisceglie potrebbe essere superiore a quella del Palazzuolo e della Villa comunale in quanto i numeri esibiti sono riferiti ad un periodo limitato.

Ancor più inquietante è la “natura emergenziale” degli interventi, della quale non si conoscono la motivazione e la fine. È insoddisfacente anche la promessa di realizzare il censimento del verde, in quanto non si conoscono tempi e costi. Noi lo chiediamo da anni: servivano le drammatiche vicende di aprile per trovare le risorse per finanziarlo, dopo venti lunghissimi anni dall'ultimo censimento?

Manca il bilancio arboreo, obbligatorio per Legge: se oggi vegetano alberi che a memoria d’uomo non hanno mai beneficiato di una manutenzione, ci domandiamo quale possa essere il futuro del patrimonio verde. Inoltre, dovrebbero spiegare, carte alla mano, come si compenserà la mattanza degli alberi, perché fino ad oggi abbiamo visto la messa a dimora di una decina di lecci, di dimensioni inferiori agli alberi abbattuti.

Questa presunta fase emergenziale non giustifica la sospensione dei diritti di trasparenza. Le barriere, ormai altissime, con movimenti e associazioni ambientaliste vanno abbattute per superare tutte le criticità in essere. Ma ci vorrebbe una volontà politica e amministrativa che nei fatti manca.

Bisceglie,01 giugno 2026

AMBIENTE GIUSTIZIA LAVORO

ITALIA NOSTRA sez. di Bisceglie

LEGAMBIENTE Bisceglie

LIBERA IL FUTURO Bisceglie

LIFE 9.41

PRO NATURA Bisceglie

lunedì 1 giugno 2026

La forza delle donne tra sacrificio e riscatto: Maria Pia Perrino racconta “La trattoria delle stelle comete”

Nel nuovo romanzo della scrittrice di Ceglie Messapica una storia ambientata in Puglia che intreccia povertà, amicizia, resilienza e solidarietà femminile, trasformando una trattoria in un luogo di rinascita e dignità.

La Puglia delle campagne, delle masserie e dei legami autentici fa da sfondo a “La trattoria delle stelle comete”, il nuovo romanzo della scrittrice pugliese Maria Pia Perrino, un racconto intenso che mette al centro la forza delle donne e la loro capacità di trasformare il dolore in opportunità di rinascita.

L’autrice, originaria di Ceglie Messapica, costruisce una narrazione che attraversa diverse stagioni della vita della protagonista, Rita, accompagnando il lettore in un percorso fatto di privazioni, affetti, perdite e conquiste personali. Un romanzo che trova nella dimensione umana e nei rapporti femminili il proprio nucleo più profondo.

Una bambina cresciuta tra la terra e la solitudine

La storia prende avvio in una campagna pugliese dove Rita cresce quasi da sola, in un piccolo campetto accanto a una masseria. I genitori, impegnati duramente nel lavoro dei campi, non possono dedicarle il tempo e le attenzioni di cui avrebbe bisogno. Quel luogo, tuttavia, diventa per la bambina molto più di uno spazio fisico: rappresenta una vera e propria casa dell’anima.

Come spiega la stessa autrice, il rapporto di Rita con la terra assume un significato identitario profondo. Quel campetto è rifugio, appartenenza, libertà e sicurezza. Quando la bambina viene affidata a un istituto per orfani, il distacco da quel mondo provoca una sofferenza devastante che si manifesta persino sul piano fisico. Rita smette di mangiare e si ammala gravemente, quasi incapace di sopravvivere lontano dalle proprie radici.

L’incontro con Riccardo e la scoperta della solidarietà

Nel periodo trascorso in ospedale, Rita incontra Riccardo, un bambino che condivide la sua stessa fragilità. Tra i due nasce un legame sincero e spontaneo che permette a entrambi di affrontare la malattia e ritrovare la forza per guarire.

Secondo Maria Pia Perrino, questo rapporto rappresenta la prima autentica esperienza di solidarietà vissuta dalla protagonista al di fuori della famiglia. Un incontro che insegna a Rita il valore dell’affetto, della fiducia e della vicinanza umana, elementi destinati a segnare profondamente il suo percorso di crescita.

La nascita della trattoria e il riscatto delle donne

Il cuore del romanzo arriva quando Rita entra in contatto con Clelia, una sarta del paese che diventa per lei una figura fondamentale. Da questo incontro prende forma una rete di relazioni femminili costruita attorno alla necessità di sopravvivere economicamente ma anche al bisogno di trovare uno spazio di libertà e autodeterminazione.

Nasce così “La trattoria delle stelle comete”, un’attività che inizialmente rappresenta una semplice opportunità lavorativa ma che, con il tempo, si trasforma in qualcosa di molto più grande. La trattoria diventa infatti un luogo di condivisione, sorellanza e crescita collettiva, capace di restituire dignità e consapevolezza a donne che la vita aveva spesso messo ai margini.

Per Rita, quel progetto rappresenta la possibilità di ricostruire se stessa, di scoprire nuove capacità e di trovare finalmente una forma di realizzazione personale che nemmeno il matrimonio era riuscito a garantirle.

Un romanzo che celebra la forza femminile

Tra colpi di scena, incontri e vicende che accompagnano la protagonista lungo tutta la sua esistenza, il romanzo mantiene sempre al centro il tema della solidarietà tra donne. È proprio questa rete di relazioni a diventare il motore del riscatto individuale e collettivo delle protagoniste.

Maria Pia Perrino racconta così una storia che parla di resilienza, amicizia, dignità e coraggio, dimostrando come anche nelle situazioni più difficili la condivisione possa trasformarsi in una straordinaria occasione di rinascita.

L’autrice

Maria Pia Perrino è nata a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi. Laureata in Giurisprudenza, ha lavorato per molti anni nella Regione Toscana occupandosi di diritti dei detenuti, minori e difesa civica. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo romanzo, “Finché vola l’aquilone”, segnalato al Premio Internazionale Mario Luzi. Successivamente ha dato alle stampe “Una famiglia leggera”, finalista allo stesso premio letterario, oltre a numerosi racconti pubblicati con diverse case editrici.

Luigi Zeno testimonial di “Cenando sotto un Cielo Diverso”: il giovane attore protagonista dell’edizione 2026

Il volto emergente del cinema e della televisione italiana sarà il testimonial ufficiale della manifestazione benefica ideata da Alfonsina Longobardi, in programma il 7 luglio a Ercolano

Luigi Zeno sarà il testimonial ufficiale dell’edizione 2026 di “Cenando sotto un Cielo Diverso”, uno degli appuntamenti charity più attesi del panorama campano, in programma il prossimo 7 luglio nella suggestiva cornice di Villa Tony – Complesso Zeno di Ercolano.

La scelta del giovane attore rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita della manifestazione ideata da Alfonsina Longobardi, che da anni coniuga solidarietà, inclusione sociale, cultura e valorizzazione delle eccellenze territoriali, coinvolgendo personalità del mondo dello spettacolo, della cucina, delle istituzioni e dell’imprenditoria.

Un volto giovane per un messaggio di inclusione

La presenza di Luigi Zeno rafforza il legame dell’evento con le nuove generazioni e contribuisce a dare ulteriore visibilità a un progetto che ha fatto della beneficenza e della sensibilizzazione sociale i propri pilastri.

L’attore si è distinto negli ultimi anni per un percorso artistico in costante crescita, conquistando l’attenzione del pubblico grazie alla partecipazione a produzioni di rilievo nazionale come “Minerva – La Scuola” per Netflix e “La Promessa di Patrizio” trasmessa dalla Rai.

La sua immagine, sempre più riconoscibile nel panorama audiovisivo italiano, si affianca perfettamente ai valori promossi dalla manifestazione, che punta a utilizzare il linguaggio della cultura e dello spettacolo per sostenere iniziative solidali e progetti dedicati alle persone più fragili.

I riconoscimenti conquistati

Nonostante la giovane età, Luigi Zeno può già vantare un curriculum ricco di riconoscimenti che testimoniano il talento e la qualità del lavoro svolto.

Tra i premi più significativi figurano il riconoscimento come Miglior Giovane Attore al Picentia Short Film Festival per il cortometraggio “La Linea Sottile”, il premio di Miglior Giovane Attore al Capri Hollywood International Film Festival, il titolo di Miglior Attore all’Hallelujah Film Festival di Castel Gandolfo e il Premio Giovani Talenti conferito dal Vesuvius Film Festival.

A questi si aggiungono importanti attestazioni ricevute presso il Senato della Repubblica e il Parlamento Europeo, riconoscimenti che hanno valorizzato non solo il percorso artistico del giovane interprete ma anche il suo impegno verso il mondo giovanile e le iniziative di carattere sociale.

Una manifestazione che unisce solidarietà e territorio

Nel corso degli anni “Cenando sotto un Cielo Diverso” è diventata un punto di riferimento per il mondo del volontariato e della beneficenza in Campania, grazie alla capacità di coinvolgere realtà diverse in un unico grande progetto solidale.

L’evento riunisce chef, artisti, professionisti, rappresentanti istituzionali e ospiti del mondo dello spettacolo con l’obiettivo di raccogliere fondi e promuovere iniziative a sostegno delle persone più vulnerabili, valorizzando al tempo stesso il patrimonio culturale e gastronomico del territorio.

Un percorso artistico in continua crescita

Con il ruolo di testimonial dell’edizione 2026, Luigi Zeno consolida ulteriormente la propria presenza nel panorama nazionale, confermandosi tra i giovani attori più promettenti della nuova generazione.

Cinema, televisione, premi e impegno sociale si intrecciano così in un percorso che guarda al futuro, dimostrando come la visibilità pubblica possa diventare uno strumento concreto per sostenere progetti di solidarietà e diffondere messaggi positivi di inclusione e partecipazione.

CNS-TS: l'alternativa gratuita a SPID e CIE che molti cittadini non conoscono


Negli ultimi anni l’accesso ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione è stato sempre più legato a sistemi come SPID e Carta d’Identità Elettronica (CIE). Tuttavia esiste anche una terza possibilità, spesso meno conosciuta ma già disponibile per milioni di cittadini: la CNS-TS, ovvero la Carta Nazionale dei Servizi integrata nella Tessera Sanitaria.

Si tratta di uno strumento ufficiale che consente di accedere a numerosi portali pubblici, tra cui INPS, Agenzia delle Entrate e servizi sanitari regionali, utilizzando la propria Tessera Sanitaria dotata di microchip insieme a un semplice lettore di smart card collegato al computer.

Come si ottiene

L’attivazione della CNS avviene presso gli sportelli della ASL che gestiscono il rilascio delle tessere sanitarie.

Chi possiede già una tessera con microchip può richiederne l’abilitazione come CNS. In caso di smarrimento o di tessera non aggiornata, viene emessa gratuitamente una nuova tessera, generalmente spedita al domicilio in pochi giorni.

Al momento della richiesta vengono rilasciati i codici di accesso iniziali (PIN, PUK e CIP), mentre la parte restante viene inviata successivamente tramite Email. Con questi dati e un software gratuito messo a disposizione dalle amministrazioni competenti è possibile completare l’attivazione e rendere la tessera utilizzabile come identità digitale.


Come funziona

Per utilizzare la CNS è sufficiente un lettore di smart card USB collegato al computer. Inserendo la Tessera Sanitaria e digitando il PIN si può accedere ai servizi online che supportano questo tipo di autenticazione.

È una soluzione pensata soprattutto per chi utilizza il computer in modo abituale e preferisce un sistema basato su supporto fisico, senza dipendere da smartphone o applicazioni aggiuntive.

I vantaggi

Il primo elemento rilevante è la gratuità: la CNS non comporta costi di abbonamento e sfrutta una tessera già in possesso del cittadino.

Un altro aspetto è la semplicità operativa. L’accesso avviene tramite tessera fisica e codice personale, senza necessità di installare app o configurare dispositivi mobili.

Rispetto alla Carta d’Identità Elettronica, che generalmente richiede uno smartphone con tecnologia NFC, l’app CieID, l’associazione del dispositivo e l’intero processo di autenticazione digitale tramite ecosistema mobile, la CNS mantiene un modello più diretto e legato esclusivamente al computer.

Per alcuni utenti questo approccio rappresenta una scelta più essenziale, perché riduce la dipendenza da applicazioni esterne e lascia il controllo dell’accesso concentrato su un dispositivo fisico.

L’unico limite

Il principale limite riguarda l’utilizzo da smartphone, poiché la CNS è pensata principalmente per l’uso tramite computer con lettore di smart card. Considerando che la Tessera Sanitaria è sempre con noi,  chi non dispone di un computer o non ha particolare dimestichezza con questi strumenti, è sempre possibile farsi assistere da un familiare, da un commercialista o da un CAF.

Uno strumento poco considerato

Nonostante sia riconosciuta dalla maggior parte dei servizi pubblici, la CNS-TS resta ancora poco utilizzata rispetto ad altre forme di identità digitale.

Eppure rappresenta una soluzione concreta, gratuita e ufficiale per accedere ai servizi online dello Stato in modo diretto, senza dover necessariamente adottare sistemi basati su applicazioni mobili o autenticazioni multistep.

Un esempio pratico di utilizzo

Una volta attivata, la CNS può essere utilizzata immediatamente per accedere ai portali istituzionali e verificare il proprio funzionamento.

Tra i servizi disponibili vi è anche la possibilità di sottoscrivere online proposte di legge di iniziativa popolare attraverso la piattaforma ufficiale del Ministero della Giustizia.

In questo contesto rientra anche il DDL “Cieli Blu”, una proposta di iniziativa popolare che può essere consultata e firmata tramite i sistemi di identità digitale riconosciuti.

Il link alla piattaforma ufficiale è il seguente:

Conclusione

La CNS-TS rimane una soluzione pratica e accessibile per chi desidera utilizzare i servizi digitali della Pubblica Amministrazione attraverso un sistema basato su tessera fisica e PIN personale. Una scelta che continua a essere utilizzata soprattutto da chi preferisce un approccio più tradizionale all’identità digitale, senza dipendere da applicazioni mobili o configurazioni complesse.

venerdì 29 maggio 2026

“Lasciato Indietro”, Dino Tropea presenta a Roma il romanzo sulle fragilità invisibili del nostro tempo

Al Mercato Italia, nell’ambito della rassegna “Libri tra i Banchi”, l’autore incontra il pubblico con un’opera autobiografica e sociale che attraversa salute mentale, abbandono, relazioni familiari e speranza

La letteratura entra negli spazi quotidiani della città per affrontare temi spesso lasciati ai margini: salute mentale, abbandono, solitudine, fragilità familiari, dignità umana e seconde possibilità. Sabato 30 maggio 2026, alle 11:30, il Mercato Italia di via Catania 70, nel Municipio II di Roma, ospiterà la presentazione del romanzo “Lasciato Indietro” di Dino Tropea, pubblicato da Armando Editore.

L’incontro rientra nella rassegna culturale “Libri tra i Banchi”, inserita nella Festa della Lettura del Municipio II e realizzata in collaborazione con l’associazione culturale Il Talento di Roma. Un appuntamento che porta il libro in un luogo di passaggio, relazione e vita quotidiana, trasformando il mercato in uno spazio di ascolto e confronto.

Una storia personale che diventa racconto sociale

“Lasciato Indietro” nasce dalla vicenda personale dell’autore, ma supera i confini dell’autobiografia per diventare una testimonianza umana e sociale. Dino Tropea racconta il percorso di un bambino cresciuto senza un padre, diventato uomo attraverso il mare, il volo, l’Accademia Navale, il lavoro e la costruzione di una famiglia.

Quando però quell’equilibrio si spezza, il protagonista si trova davanti alla parte più fragile di sé: la solitudine, la distanza emotiva dalla figlia, l’ansia, il crollo psicologico e la fatica di ritrovare un senso dopo la frattura.

Il romanzo diventa così il racconto di chi si sente escluso, non ascoltato, dimenticato da una società che corre troppo velocemente. Il titolo, “Lasciato Indietro”, non descrive soltanto una condizione individuale, ma una ferita collettiva: quella di tante persone che vivono il dolore in silenzio, senza riuscire a trovare luoghi capaci di accoglierlo.

Salute mentale e bisogno di nuove parole

Uno degli aspetti più significativi dell’opera è il modo in cui affronta il tema della salute mentale. Tropea porta al centro del racconto le crisi emotive, il bisogno di supporto psicologico, le difficoltà legate alle separazioni familiari e ai rapporti tra genitori e figli.

Sono temi spesso considerati privati, quasi da nascondere. Il romanzo, invece, li restituisce alla dimensione pubblica, mostrando quanto il disagio personale sia spesso collegato al modo in cui la società costruisce o rompe le relazioni.

Nel libro trovano spazio anche altre fragilità contemporanee: il lavoro precario, la burocrazia disumanizzata, la tecnologia invasiva, la perdita di relazioni autentiche e la sensazione di essere sempre più soli dentro comunità apparentemente connesse.

La resilienza come cammino reale

Al centro del romanzo emerge con forza il tema della resilienza, ma non come formula astratta o parola motivazionale. In “Lasciato Indietro”, la resilienza è una necessità concreta, quotidiana, spesso dolorosa: il tentativo di restare in piedi quando tutto sembra cedere.

Accanto alla resilienza, il libro custodisce il tema della speranza, intesa come possibilità di rinascita e resistenza interiore. Non una speranza semplice, né immediata, ma una luce che si costruisce attraversando la memoria, il dolore e la consapevolezza delle proprie ferite.

È proprio questa tensione tra caduta e ripartenza a rendere l’opera capace di parlare a un pubblico ampio, perché racconta una condizione umana riconoscibile: il bisogno di non essere definiti soltanto dalle proprie fratture.

“L’Asfalto dell’Anima”, quando il romanzo diventa immagine

Il percorso culturale di “Lasciato Indietro” è accompagnato anche dall’opera artistica “L’Asfalto dell’Anima”, realizzata dal Maestro Salvatore Fazio.

L’opera traduce in forma visiva l’universo emotivo del romanzo, dando immagine al peso del passato, al tempo perduto, alla frattura interiore, alla memoria familiare e al conflitto tra dolore e speranza.

Attraverso una simbologia intensa, Fazio restituisce la dimensione di un cammino umano complesso, fatto di smarrimento e desiderio di rinascita. L’“asfalto dell’anima” diventa così la strada interiore che molte persone percorrono ogni giorno, spesso senza essere viste, mentre cercano di non arrendersi alla disumanizzazione del presente.

Riconoscimenti e presentazioni nazionali

Il percorso editoriale di “Lasciato Indietro” ha già ottenuto importanti riconoscimenti. Il romanzo è stato selezionato e premiato con una Menzione Speciale a Casa Sanremo Writers 2025 ed è in gara al Premio Letterario Giovanni Comisso.

Nel tempo, l’opera è stata presentata in diversi luoghi culturali e istituzionali di rilievo, tra cui il Circolo Ufficiali della Marina Militare “Caio Duilio” di Roma, il Comune di Fiumicino, Palazzo Farnese a Capranica Prenestina, la Galleria Internazionale Area Contesa Arte & Design di Via Margutta e la manifestazione nazionale “Più Libri Più Liberi” alla Nuvola di Roma.

Un itinerario che conferma la capacità del libro di intrecciare esperienza personale, letteratura e impegno civile, portando nel dibattito pubblico questioni che riguardano da vicino la qualità delle relazioni e la tenuta emotiva della società contemporanea.

L’incontro al Mercato Italia

La presentazione romana sarà moderata dal regista e sceneggiatore Riccardo Ferrero. Interverranno la psicologa Sonia Buscemi e la mental coach ed europrogettista Maria Grazia Inbimbo, in un dialogo che metterà in relazione letteratura, vissuti personali, salute mentale e trasformazioni sociali.

La scelta del Mercato Italia non è casuale. Presentare un romanzo come “Lasciato Indietro” in uno spazio popolare e quotidiano significa avvicinare la cultura alle persone, uscire dai luoghi più tradizionali e creare un’occasione di comunità.

L’evento sarà aperto al pubblico fino a esaurimento posti. Sarà un momento per conoscere Dino Tropea, ascoltare la storia del libro e riflettere su tutte quelle vite che rischiano di restare ai margini, ma che attraverso la parola, l’arte e l’ascolto possono ancora trovare una possibilità di rinascita.