lunedì 19 ottobre 2026

Ostuni, Luigi Del Vecchio è il nuovo Presidente dell'ANFI: insediato il Direttivo dell'Associazione Nazionale Finanzieri d'Italia


Cerimonia partecipata alla presenza del Capitano Raffaella Luongo, Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Ostuni, e dei rappresentanti delle associazioni cittadine. Il Generale di Brigata succede all'Avvocato Gianluca Schifone e traccia le linee del nuovo mandato: legalità, solidarietà, educazione fiscale e trasmissione dei valori del Corpo alle giovani generazioni


Ostuni ha accolto l'insediamento ufficiale del nuovo Consiglio Direttivo della locale sezione dell'Associazione Nazionale Finanzieri d'Italia (ANFI), nel corso di una cerimonia particolarmente sentita e partecipata che ha riunito soci, rappresentanti delle istituzioni militari e delle associazioni cittadine. Alla guida dell'organismo è stato eletto il Generale di Brigata della Guardia di Finanza in riserva Luigi Del Vecchio, già Vice Presidente Provinciale dell'Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia (UNUCI), che subentra all'Avvocato Gianluca Schifone.


L'insediamento segue il rinnovo delle cariche associative avvenuto lo scorso 3 ottobre e segna l'avvio di una nuova fase per la sezione ostunese, nel segno della continuità con i valori e le tradizioni del Corpo, ma anche della volontà di rafforzare la presenza dell'associazione nella vita sociale e culturale del territorio.


Ad affiancare il neo Presidente saranno il Vice Presidente Francesco Moro, i consiglieri Angelo Flore e Giuseppe Tuttolomondo, i sindaci Beniamino Farina e Francesco Marseglia e il segretario Cosimo Palmisano.


Particolarmente significativa la presenza del Capitano Raffaella Luongo, Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Ostuni, intervenuta alla cerimonia insieme ai rappresentanti delle associazioni militari e civili della città, a testimonianza del legame che continua a unire i finanzieri in servizio e quelli in congedo.


Il Generale Luigi Del Vecchio: «Continuiamo a essere finanzieri anche dopo il congedo»


Nel suo intervento di saluto, il Generale Luigi Del Vecchio ha sottolineato il valore dell'appartenenza al Corpo e la necessità di mantenere vivo, anche dopo la conclusione del servizio attivo, quello spirito di servizio che ha accompagnato la carriera professionale di ciascun finanziere.


«È stata un'elezione che ha determinato ancora una volta l'unità e la compattezza della Guardia di Finanza. In realtà, seppur in congedo, siamo e continuiamo a essere finanzieri», ha evidenziato il neo Presidente, richiamando il senso di identità e di appartenenza che caratterizza l'associazione.


Un concetto ribadito anche attraverso il ricordo dei suoi quarant'anni di servizio nella Guardia di Finanza, durante i quali ha maturato esperienze professionali e rapporti umani che continuano a rappresentare un riferimento nel suo percorso personale.


La nuova Presidenza intende valorizzare proprio questo patrimonio di competenze, esperienze e relazioni, promuovendo una presenza sempre più attiva dell'ANFI nella comunità ostunese.

Tra gli obiettivi indicati dal Generale figurano la realizzazione di iniziative culturali e solidali, la diffusione della cultura della legalità e dell'educazione fiscale, il sostegno alle persone in difficoltà e il rafforzamento del dialogo con le giovani generazioni.


Particolare attenzione sarà riservata alla trasmissione dei valori che, da oltre due secoli, accompagnano la storia della Guardia di Finanza, affinché l'esperienza degli appartenenti al Corpo possa continuare a rappresentare un punto di riferimento per la società civile.


Il valore della memoria e il legame tra generazioni


La cerimonia ha rappresentato anche un momento di memoria e riconoscenza verso quanti hanno contribuito, nel corso degli anni, alla crescita della sezione ostunese.

Nel suo intervento, Luigi Del Vecchio ha rivolto un particolare ringraziamento ad Antonio Zuccalà, ricordandone il lungo impegno nell'associazione e il ruolo di riferimento ricoperto nell'ambito della Guardia di Finanza di Ostuni.


Il Generale ha ripercorso alcuni momenti della propria esperienza professionale, ricordando il sostegno ricevuto da Zuccalà quando, da giovane ufficiale, prestava servizio nella città. Un rapporto di stima e amicizia consolidatosi nel tempo, che testimonia il valore dei legami umani costruiti all'interno del Corpo.


Commosso anche il ricordo di Cosimo Ferramosca, finanziere scomparso nei mesi scorsi, alla cui famiglia Del Vecchio ha rivolto un saluto affettuoso, annunciando l'intenzione di individuare un momento dedicato alla sua memoria.


Il neo Presidente ha inoltre ringraziato i componenti del nuovo Direttivo per la compattezza dimostrata sin dalle prime fasi del percorso associativo, sottolineando come la collaborazione e l'unità d'intenti rappresentino le condizioni fondamentali per affrontare le nuove responsabilità.


Il Capitano Raffaella Luongo: la trasmissione dei valori alle nuove generazioni


Uno dei momenti più significativi della cerimonia è stato l'intervento del Capitano Raffaella Luongo, Comandante della Compagnia della Guardia di Finanza di Ostuni, che ha espresso apprezzamento per l'iniziativa e per il ruolo svolto dall'associazione nel mantenere vivo il legame tra le diverse generazioni di finanzieri.


Richiamando anche la propria esperienza personale, maturata in un ambiente familiare legato alle istituzioni militari, il Capitano ha sottolineato l'importanza della trasmissione dei valori, dell'esempio e del senso di appartenenza.


«Sono sempre affascinata dal valore che si tramanda negli anni. Credo profondamente nella trasmissione di questi valori, soprattutto alle nuove generazioni», ha evidenziato Luongo, soffermandosi sul ruolo fondamentale dell'esperienza e dell'affiancamento professionale nella formazione dei giovani appartenenti al Corpo.


Il Comandante ha inoltre richiamato l'importanza dei rapporti umani all'interno dei reparti, descrivendo la Compagnia come una comunità nella quale il personale più esperto accompagna i nuovi arrivati nella crescita professionale e personale.


Una visione condivisa dal Generale Del Vecchio, che ha posto l'accento sulla necessità di avvicinare nuovamente i giovani alle istituzioni militari e di polizia, anche alla luce delle difficoltà di reclutamento che interessano diversi settori del comparto.


Secondo quanto evidenziato durante l'incontro, la Guardia di Finanza continuerebbe a mantenere livelli di interesse sostanzialmente stabili rispetto agli anni precedenti, un elemento interpretato come segnale della solidità e della riconoscibilità dei valori del Corpo.


Una nuova stagione per l'ANFI di Ostuni


Alla cerimonia hanno preso parte anche esponenti delle associazioni d'arma e delle realtà associative cittadine, tra cui rappresentanti dell'Associazione Arma Aeronautica, dell'UNUCI e del Rotary Club Ostuni Valle d'Itria Rosamarina, di cui Del Vecchio è socio.


La partecipazione delle diverse realtà territoriali ha confermato l'importanza del dialogo tra associazionismo militare, istituzioni e società civile, un rapporto che il nuovo Direttivo intende ulteriormente consolidare attraverso iniziative condivise.


Per il Generale Luigi Del Vecchio, già impegnato in attività culturali, letterarie e sociali a livello nazionale, la Presidenza dell'ANFI di Ostuni rappresenta un ulteriore incarico di responsabilità e servizio alla comunità.


La nuova fase associativa si apre dunque nel segno della continuità e del rinnovamento, con l'obiettivo di custodire la memoria e le tradizioni della Guardia di Finanza, valorizzando al tempo stesso il contributo che i finanzieri in congedo possono offrire alla crescita civile, culturale e sociale del territorio.


Un impegno che trova nella solidarietà, nella legalità e nella trasmissione dei valori alle nuove generazioni i suoi principali punti di riferimento.

Si è conclusa la X edizione del Festival della Cooperazione Internazionale: tre impegni concreti per pace, inclusione e comunità

Una settimana di incontri, testimonianze e confronto tra sei Comuni pugliesi. Dalla decima edizione tre impegni concreti su cooperazione, inclusione e comunità. 

Si è conclusa domenica 11 ottobre, con piena soddisfazione degli organizzatori e un significativo successo di pubblico, la X edizione del Festival della Cooperazione Internazionale, dedicata al tema “Civiltà dell’amore, civiltà della terra”.

 

Dal 5 all’11 ottobre Ostuni, Carovigno, San Vito dei Normanni, Francavilla Fontana, Latiano e Lucera hanno ospitato circa 20 iniziative, con oltre 2.500 partecipanti in presenza, ai quali si sono aggiunte le persone collegate online in occasione di alcuni appuntamenti. Alla manifestazione hanno preso parte inoltre circa 35 partecipanti al Campo di Studi AIFO, presenti a gran parte delle iniziative.

 

Il Festival è organizzato da AIFO Bologna, insieme ai gruppi pugliesi dell’associazione, e dalla RIDS, rete che riunisce diverse associazioni ed enti del Terzo Settore, con un contributo anche sul piano scientifico e culturale.

Una settimana di incontri, testimonianze e confronti dedicati alla pace, alla cooperazione internazionale, alla disabilità, alla salute, alle demenze, ai diritti e alla necessità di costruire nuove forme di convivenza tra persone, comunità e popoli.

Il coordinatore Franco Colizzi: «La civiltà dell’amore non è un’utopia»

A tracciare il bilancio è Franco Colizzi, medico psichiatra e coordinatore del Festival della Cooperazione Internazionale.

«Chiudiamo questa decima edizione con piena soddisfazione, non soltanto per il successo di pubblico, ma soprattutto per la ricchezza delle relazioni, delle testimonianze e delle esperienze condivise», ha sottolineato.

 

«Il tema “Civiltà dell’amore, civiltà della terra” poteva apparire utopico, lontano dalle possibilità del nostro tempo. I dibattiti e, in particolare, i quattro Dialoghi di Civiltà hanno invece dimostrato che nel mondo esistono già numerose esperienze, culturali e concrete, orientate verso nuovi principi di convivenza tra gruppi, Stati e popoli» ha spiegato.

 

Il Festival ha posto al centro la necessità di ripensare la “policrisi” contemporanea, segnata da guerre, disuguaglianze, fragilità sociali e contrapposizioni.

«Abbiamo bisogno di riscoprire l’amore concreto, fraterno, solidale e politico come principio capace di orientare le nostre scelte», ha aggiunto Colizzi.

Pace, disabilità e custodia dell’umano 

La decima edizione si è aperta a Carovigno, coinvolgendo gli studenti dell’Istituto “Sandro Pertini” in un incontro sulla cooperazione internazionale per le popolazioni della Palestina e dell’Ucraina, con le testimonianze di Susanna Bernoldi e Paolo Bergamaschi. Il confronto con i giovani è proseguito anche a Francavilla Fontana, mentre a San Vito dei Normanni il Festival ha approfondito le prospettive di cooperazione con le comunità colpite dai conflitti.

 

Uno dei momenti centrali è stato il Convegno nazionale “Salute e Inclusione: Progetto di vita indipendente”, ospitato il 7 ottobre dalla Banca di Credito Cooperativo di Ostuni. I lavori hanno riunito istituzioni, professionisti sanitari, mondo accademico e Terzo Settore intorno ai temi della riforma della disabilità, dell’autodeterminazione e della costruzione di progetti di vita personalizzati e partecipati.

Il principio emerso con forza è stato quello di costruire percorsi non soltanto per le persone, ma insieme alle persone.

 

Ampio spazio è stato dedicato anche alle Comunità Amiche delle Persone con Demenza, riunite a Ostuni per condividere esperienze e buone pratiche e promuovere territori più inclusivi e capaci di accompagnare le persone con demenza e le loro famiglie.

Sul versante culturale, i Dialoghi di Civiltà hanno affrontato i temi della convivenza, del convivialismo, della policrisi e della necessità di immaginare una nuova civiltà della terra. Tra gli appuntamenti più partecipati, quello dedicato a “Convivialismo o barbarie” e l’incontro sull’enciclica “Magnifica Humanitas”, con l’arcivescovo Giovanni Intini, il monaco di Bose Giandomenico Placentino, il professor Nello Ciraci, il dottor Franco Colizzi e la giornalista Lucia Bellaspiga.


Arte, teatro e cultura per raccontare la nonviolenza 

Il Festival ha utilizzato anche i linguaggi dell’arte e del teatro, con la mostra dell’artista brasiliana Miriam Duque De Paiva e lo spettacolo “Caino contro Abele – Fratello contro fratello”, dedicato alla memoria della volontaria AIFO Rosa Lofino.

A rendere ancora più partecipati gli appuntamenti sono stati anche i Portatori di Gioia di Ceglie Messapica.

 

La conclusione, domenica 11 ottobre, ad Ostuni è stata affidata all’incontro “La società dell’amore di Follereau”, seguito dai saluti ai relatori e ai partecipanti al Campo di Studi AIFO. Sempre domenica, a Lucera si sono vissuti vari momenti di spiritualità, intensi e molto partecipati.

Dal Festival tre impegni concreti 

La decima edizione si chiude soprattutto con tre impegni, nati dal confronto tra organizzatori, associazioni e istituzioni.


Il primo riguarda la cooperazione con l’Ucraina e la volontà di dare concreta attuazione al patto di collaborazione tra Ostuni, San Vito dei Normanni e la città ucraina di Kobleve, trasformando il rapporto istituzionale in iniziative effettive di solidarietà.

 

Il secondo riguarda la disabilità, con la proposta di avviare una forte campagna territoriale di informazione e formazione sul D.Lgs. 62/2024 e sul progetto di vita individualizzato e partecipato, preparando istituzioni, operatori e realtà sociali alle nuove modalità di presa in carico della persona.


Il terzo nasce dall’incontro delle Comunità Amiche delle Persone con Demenza e consiste nell’appello rivolto ai Comuni pugliesi ad aderire al progetto nazionale, coinvolgendo associazioni e territori e sviluppando nuove esperienze locali.

Tre direzioni diverse ma unite da un obiettivo comune: trasformare i principi della cooperazione, della solidarietà e dell’inclusione in azioni concrete.

 

«Il Festival si conclude, ma non si esaurisce il lavoro che abbiamo avviato. Le iniziative di questi giorni hanno prodotto riflessioni, relazioni e soprattutto impegni che vogliamo portare avanti insieme alle istituzioni e alle associazioni», ha concluso Colizzi.

Lo sguardo è già rivolto alla XI edizione del Festival della Cooperazione Internazionale, che inizierà a prendere forma nei prossimi mesi, facendo tesoro delle relazioni costruite e del crescente coinvolgimento dei territori.

La decima edizione lascia così un messaggio preciso: prendersi cura dell’umano significa trasformare il dialogo in responsabilità e la solidarietà in azione.

“Window Display nel Mondo”: grande successo a Roma per il decennale che celebra le eccellenze del Made in Italy


Al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dieci anni di formazione, creatività e internazionalizzazione. Il Presidente Giuseppe Marco Pasquarella rilancia la richiesta di riconoscimento professionale per vetrinisti e Visual Merchandiser. Al centro dell'evento anche giovani, innovazione e nuove tecnologie.

Dieci anni di storia, formazione, creatività e impegno per la valorizzazione del Made in Italy. Nella prestigiosa Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, a Roma, l'Associazione Vetrinisti & Visual Europei, presieduta dal Cav. Giuseppe Marco Pasquarella, ha celebrato il decennale di “Window Display nel Mondo”, alla presenza di rappresentanti istituzionali, professionisti, scuole, imprese e partner italiani ed europei.

Un appuntamento di grande rilievo che ha rappresentato non soltanto la celebrazione di un importante traguardo associativo, ma anche un'occasione di confronto sul futuro di una professione sempre più strategica per il commercio, la comunicazione visiva e la valorizzazione delle eccellenze italiane.


A moderare la cerimonia è stato il giornalista Michele Trombetta. Tra gli interventi istituzionali, quello della Vice Capo di Gabinetto Elena Lorenzini, che ha portato il saluto del Ministero, sottolineando il valore delle competenze, della creatività e della formazione in un sistema produttivo in continua trasformazione.


La rappresentante ministeriale ha evidenziato come la vetrina costituisca uno spazio attraverso il quale un'impresa racconta la propria identità e il valore dei propri prodotti. Particolare attenzione è stata riservata alle nuove generazioni e alla necessità di trasformare creatività e competenze in opportunità professionali.


Nel corso della cerimonia è stato inoltre richiamato l'impegno della Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy, presieduta dal Segretario Generale Michele Raccuglia per avvicinare i giovani al mondo delle imprese, valorizzare le competenze e favorire nuove occasioni di collaborazione.


Il presidente Giuseppe Marco Pasquarella: «Il Visual Merchandising è comunicazione, strategia e investimento»


Particolarmente significativo l'intervento del Presidente Giuseppe Marco Pasquarella, che ha ripercorso il cammino dell'Associazione, nata dieci anni fa con l'obiettivo di dare voce e rappresentanza a una categoria professionale troppo spesso considerata esclusivamente sotto il profilo estetico.


Oggi l'Associazione conta oltre 1.650 iscritti attivi e una rete di collaborazioni con scuole, imprese, istituzioni e realtà internazionali.


Nel suo discorso, Pasquarella ha ribadito che dietro ogni allestimento espositivo si trovano progettazione, conoscenza dei materiali, studio della luce, psicologia del consumatore, marketing e capacità di comunicare l'identità di un marchio.


La vetrina, dunque, non rappresenta soltanto uno strumento commerciale, ma anche un linguaggio culturale capace di raccontare il territorio, l'artigianato e il patrimonio produttivo italiano.


Uno dei passaggi centrali dell'intervento ha riguardato la richiesta di un riconoscimento professionale più definito per vetrinisti e Visual Merchandiser, anche attraverso un codice ATECO specifico, che permetta una maggiore identificazione e valorizzazione del settore.


Il Presidente ha inoltre richiamato l'importanza della formazione continua e delle nuove tecnologie, dall'intelligenza artificiale alla realtà aumentata, considerate opportunità per rafforzare la professione senza sostituire la sensibilità, la creatività e le competenze umane.


Ampio spazio è stato dedicato anche all'internazionalizzazione, con particolare riferimento alle collaborazioni europee e al rapporto avviato con il Design Institute of Spain.

Le premiazioni: protagoniste le scuole e la formazione


La cerimonia è proseguita con i riconoscimenti alle otto realtà formative che contribuiscono alla crescita professionale del settore:

  • Expovetrine School di Marco Catalani Roma;
  • Fantasia Carta Colore di Maria Teresa Pelosi Milano;
  • Forma Roma Academy di Stefania Picchi Roma;
  • Informazione di Monica Cavicchioni Mantova;
  • PGM Studio di Vetrinistica di Giuseppe Marco Pasquarella Petacciato-Campobasso;
  • Studio Vetrinistico d’Immagine, con ritiro del Maestro Roberto Comeri Torino;
  • Silvia Chialli Arthur Bach Sansepolcro Arezzo;
  • Visual Retail Academy di Valentina Gasperini Ravenna;

I premi sono stati consegnati dal Prof. Alessandro Faruffini e da Eleonora Antonucci.


Concorso Vetrine 2026: premiati creatività e talento


Grande attenzione è stata riservata al Concorso Vetrine 2026, che ha registrato 1.800 fotografie, 49 concorrenti e 23 premiati, confermando il valore della creatività e delle competenze professionali nell'allestimento degli spazi commerciali.


I premiati nelle diverse categorie:


Autunno:
Luigi Sorrentino, Elisa Travagliati, Ketty Zanzerin.

Inverno: Emanuela Cariello, Antonio Cordua, Mario Masiero, Andrea Memmolo.

Natale: Ugo Ceravolo, Giuseppe Palmino Giraulo, Lamberti Glamour, Maria Cartolano (Sanital), Marco Sparacino.

Primavera: Marina Cappello, Sergio Giannattasio, Tiziana Nigro, Lucia Pascarella.

Estate: Alberto Anticoli, Angela Caliendo, Anna Dell’Anno, Angela Ferraioli, Ennio Giannattasio, Rita Lubrano Lavadera, Giovanni Battista Valentino.

Le premiazioni sono state curate da Stefano Lopardo, Responsabile della Commissione Artistica.

I riconoscimenti ai partner


Nel corso dell'evento sono stati premiati anche i partner che hanno sostenuto le attività dell'Associazione: Il Fotografo, rappresentato da Mariarosa Bellodì; In Puglia 24, con il Direttore Alessandro Nardelli; Intersystem Group Roma, con l'Arch. Amer Alsalhi; Lideimmagine, con Alessandro Fongaro; Messe Frankfurt Italia; Pasticceria Internazionale; Spazio Libri, Lombardia TV e Radio Studio 107 Milano, rappresentati dalla Dott.ssa Sabrina Morelli.

I riconoscimenti sono stati consegnati dal Segretario Generale Monica Cavicchioni e dalla Responsabile Eventi Maria Teresa Pelosi.


Benemerenze professionali e istituzionali


Le benemerenze hanno riconosciuto l'impegno di Michele Trombetta, Veronica Della Posta e Lluis Carbonell per meriti professionali; di Elena Lorenzini e Giovanni Brugnoli per il contributo istituzionale; e del Dott. Juan Mellen, Presidente del Design Institute of Spain, per la cooperazione internazionale nel design.

Il Presidente Pasquarella ha inoltre nominato Andrea Memmolo Maestro d'Arte Decennale 2026, riconoscendone la creatività e la competenza professionale.


Le eccellenze del Made in Italy tra impresa, giornalismo, arte e fotografia

Cinque i riconoscimenti dedicati ai protagonisti dell'impresa, della comunicazione e dell'arte:

  • UNOAERRE – Premio Storytelling d'Impresa, per i cento anni di storia e la valorizzazione del Made in Italy. .
  • Pietro Senaldi – Premio Giornalismo, per il percorso professionale e il contributo all'informazione italiana.
  • Maestro Luigi Biasetto – Premio Eccellenza per l'Arte, per la creatività e l'innovazione nella pasticceria.
  • Lisa Carletta – Premio Fotografia di Moda, per il percorso artistico e le collaborazioni internazionali.
  • Antonio Serra – Premio Vetrina Internazionale Marras, per la capacità di trasformare gli spazi commerciali in ambienti artistici.

Filmati e interviste hanno accompagnato la cerimonia, approfondendo il rapporto tra storytelling d'impresa, giornalismo, artigianato, fotografia di moda e design.


Particolarmente interessante il confronto dedicato al ruolo della comunicazione e dell'informazione, durante il quale è stata sottolineata l'importanza di offrire ai cittadini strumenti per interpretare una realtà sempre più complessa, mantenendo alta la qualità e l'indipendenza del giornalismo.


È emersa inoltre una significativa analogia tra il mondo dell'informazione e quello della vetrinistica: entrambi, attraverso linguaggi differenti, hanno il compito di comunicare, valorizzare contenuti e orientare la comprensione del pubblico.

Dieci anni di storia, un futuro da costruire insieme


In chiusura, il Presidente Cav. Giuseppe Marco Pasquarella ha ringraziato il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, le autorità intervenute, il Consiglio Direttivo, i soci, le scuole, i partner e tutti i professionisti che hanno contribuito alla crescita dell'Associazione, rivolgendo un ringraziamento particolare al moderatore Michele Trombetta.


Il decennale rappresenta un nuovo punto di partenza per rafforzare la formazione, sostenere i giovani, promuovere il riconoscimento professionale e sviluppare collaborazioni nazionali ed europee.


Una prospettiva che guarda con attenzione all'evoluzione tecnologica, alle nuove competenze e alla capacità di coniugare tradizione e innovazione, senza perdere il valore umano e culturale della professione.

Dieci anni di impegno per valorizzare competenze, creatività e innovazione, portando il Visual Merchandising e il Made in Italy verso nuove prospettive internazionali.

domenica 18 ottobre 2026

Etica, amore e tradizione: viaggio nel mondo animale tra il Circo Armando Orfei a Molfetta e lo ZooSafari di Fasano


Dalle verifiche del benessere animale alla simbiosi tra addestratori e esemplari nati in cattività. Tra sacrifici delle famiglie circensi e magia per i più piccoli, la storica carovana fa tappa in città fino al 25 ottobre.

Di Miriana Catacchio

Quello tra animali e circo è un binomio storico, complesso e profondamente radicato nella cultura dello spettacolo dal vivo. Un tema attorno al quale si intrecciano sensibilità differenti, ma che ruota invariabilmente attorno al valore del rispetto, del benessere degli esemplari e della tutela del lavoro di intere famiglie itineranti.

Da un lato vi è il fondamentale ruolo svolto dalle associazioni di protezione animale e dalle autorità sanitarie (ASL), impegnate in rigidi e complessi controlli. Dalle autorizzazioni per i mezzi di trasporto idonei agli idonei regimi alimentari, passando per le dimensioni degli habitat e i microclimi: la verifica delle condizioni degli animali nell'ambito circense è oggi un requisito normativo e sanitario imprescindibile per garantire standard elevati di tutela.

Dall'altro lato vi sono i lavoratori del circo e gli addestratori, per i quali gli animali rappresentano molto più che semplici "compagni di lavoro". Si tratta di vere e proprie relazioni d'affetto e di convivenza quotidiana. Per chi cresce a contatto diretto con questi esemplari, si sviluppa una profonda simbiosi affettiva: storie ed esperienze del settore testimoniano come la separazione, la malattia o la perdita di un animale possano causare gravi traumi psicologici all'addestratore e forme di profonda depressione nell'animale stesso.

La vita in cattività e il confronto con la natura

Il dibattito sulla vita degli animali circensi richiede spesso una contestualizzazione oggettiva. Molti degli esemplari presenti negli spettacoli odierni non sono stati prelevati dal loro habitat naturale in tenera età, ma sono nati e cresciuti in cattività da più generazioni.

Il confronto con la vita allo stato selvaggio o con altre forme di custodia presenta dinamiche differenti:

  • In natura (es. nella savana): Gli animali affrontano la dura legge della sopravvivenza, la scarsità prolungata di cibo, il rischio di ferite letali durante la caccia o la possibilità di diventare essi stessi prede in condizioni di debolezza fisica.
  • Nelle strutture zoologiche: (es. Lo Zoo Safari) Sebbene garantiti nella nutrizione, gli animali possono soffrire la ristrettezza degli spazi o il disturbo costante dei visitatori, con rischi legati al lancio improprio di cibo processato (snack, dolciumi o alimenti non idonei) che ne mettono a rischio la salute nonostante i divieti.
  • Nel contesto circense: (es. Circo Armando Orfei) L'animale è inserito in una routine di interazione costante con l'uomo, seguito da veterinari dedicati, nutrito con diete bilanciate e stimolato attraverso l'addestramento dolce e la relazione affettiva con il domatore.

Sanità animale: controlli continui, vaccinazioni e assistenza veterinaria  

Un aspetto cruciale ma spesso poco evidenziato riguarda la tutela medico-sanitaria di cui godono gli esemplari che vivono sia nel circo sia nei parchi faunistici. A differenza della fauna selvatica, esposta a parassiti, epidemie e al decesso per infezioni curabili, gli animali gestiti dall'uomo sono inseriti in un protocollo di profilassi continuo. 

Vengono sottoposti a vaccinazioni periodiche, controlli ematologici e trattamenti antiparassitari, avvalendosi dell'assistenza di medici veterinari specializzati pronti ad intervenire H24 in caso di patologie o traumi. 
Una copertura sanitaria costante che ne allunga notevolmente la vita media rispetto ai propri simili in natura.

I sacrifici della vita itinerante e la gioia dei bambini

Se la vita degli animali richiede attenzioni e sacrifici quotidiani, non da meno è quella delle famiglie circensi. Dietro le luci della pista si cela il quotidiano lavoro di maestranze, artisti e operatori che vivono in itinere, affrontando spostamenti continui, la gestione scolastica dei figli in viaggio e la manutenzione di complesse strutture logistiche. Una dedizione mossa dalla passione per un’arte antica che continua a regalare meraviglia.

Per i più piccoli, la visita al circo rappresenta spesso la prima opportunità reale per osservare da vicino animali straordinari che fino a quel momento hanno conosciuto soltanto attraverso libri, foto o schermi digitali. Un momento di stupore che unisce le famiglie ed educa al contatto visivo con la maestosità della natura.

Il Circo Armando Orfei a Molfetta fino al 25 Ottobre

In questo solco di tradizione e grande spettacolo si inserisce la tappa cittadina del Circo Armando Orfei, presente a Molfetta fino al 25 ottobre.

La carovana porta in pista un programma ricco di magia, acrobazie ed esibizioni di artisti di livello internazionale, affiancati da un parco animali variegato e curato nei minimi dettagli. Gli spettatori potranno ammirare da vicino:

  • Tigri maestose;
  • Cammelli, dromedari e zebre;
  • Lama peruviani e vatussi indiani;
  • Mucche scozzesi e i simpaticissimi pony.

Un'occasione per vivere la magia dello spettacolo viaggiante, sostenere il lavoro degli artisti e riscoprire il fascino di una tradizione secolare.

Per orari degli spettacoli, informazioni e prenotazioni è o per conoscere le prossime tappe del Circo Armando Orfei è possibile consultare il sito ufficiale: circoarmandoorfei.com Oppure su Facebook: https://www.facebook.com/Armandoorfeicircus

Oltre il circo: l'esperienza dello ZooSafari di Fasano

Accanto allo spettacolo itinerante, la Puglia ospita un'altra eccellenza dedicata alla fauna: lo ZooSafari di Fasano (Fasanolandia), secondo parco faunistico più grande d'Europa e punto di riferimento per la salvaguardia delle specie a rischio.

La struttura offre un'esperienza immersiva su oltre 140 ettari, suddivisa in aree tematiche facilmente fruibili:

  • Il Safari guidato (in auto/bus): Un percorso per osservare in semi-libertà leoni, tigri, giraffe, elefanti, rinoceronti e zebre.
  • L'Area Pedonale e dei Primati: Un itinerario immerso nel verde dedicato a gorilla, scimpanzé e lemuri.
  • Il Metrozoo e il Lago dei Grandi Mammiferi: Un trenino panoramico per ammirare dall'alto ippopotami, orsi e babbuini.
  • Sala Tropicale e Sea Lion Aquarium: Padiglioni con rettili, anfibi, leoni marini, foche e pinguini.

Un polo didattico e naturalistico che arricchisce l'offerta regionale, unendo intrattenimento per famiglie e conservazione della biodiversità.

Per, informazioni e prenotazioni sullo ZooSafari-Fantasilandia di Fasano è possibile consultare il sito ufficiale:https://zoosafari.it/  oppure la pagina FaceBook https://www.facebook.com/zoosafarifasano

In Breve

  • Controlli e norme: Il ruolo delle associazioni e delle ASL garantisce la verifica costante di habitat, trasporti e alimentazione degli animali nei circhi.
  • Relazione e affetto: Tra addestratori ed esemplari nati in cattività si crea un legame affettivo e simbiotico profondo, basato su cura e rispetto quotidiano.
  • L'appuntamento a Molfetta: Il Circo Armando Orfei propone i suoi spettacoli con artisti internazionali e tantissimi animali fino al 25 ottobre.
  • L'eccellenza dello ZooSafari: A Fasano la Puglia ospita il secondo parco faunistico più grande d'Europa, un punto di riferimento per la conservazione della biodiversità diviso tra safari guidato, area primati e percorsi didattici.

FAQ (Domande Frequenti)

  1. Dove si trova e fino a quando resterà il Circo Armando Orfei a Molfetta?
    Il Circo Armando Orfei è installato a Molfetta e terrà i propri spettacoli fino al 25 ottobre.
  2. Quali animali si possono ammirare negli spettacoli del Circo Armando Orfei?
    Il circo ospita tigri, cammelli, dromedari, zebre, lama peruviani, vatussi indiani, mucche scozzesi e pony.
  3. Come vengono garantite le condizioni di benessere degli animali nel circo?
    Gli animali sono sottoposti a rigidi controlli veterinari e sanitari da parte delle ASL competenti, che verificano idoneità dei mezzi di trasporto, diete alimentari e spazi di ricovero.
  4.  Che cos'è lo ZooSafari di Fasano e come è strutturato?
    Lo ZooSafari di Fasano (Fasanolandia) è uno dei parchi faunistici più grandi d'Europa. È strutturato in diverse aree tematiche: il Safari in auto tra animali in semi-libertà, l'area pedonale con i primati, il percorso panoramico Metrozoo per i grandi mammiferi e la Sala Tropicale con l'Acquario dei leoni marini.
  5. Qual è la differenza tra un circo itinerante e un parco faunistico come lo ZooSafari?
    Mentre il circo è uno spettacolo viaggiante d'arte e maestria d'addestramento incentrato sulla relazione itinerante tra artista e animale, lo ZooSafari è un parco stanziale di oltre 140 ettari focalizzato sulla conservazione delle specie, sulla ricerca scientifica e sulla didattica ambientale.