mercoledì 15 luglio 2026

Generation Film Fest 2026, si chiude con successo la quinta edizione: Oria capitale del cinema tra inclusione, cultura e grandi protagonisti

Tre giornate intense di cinema, incontri, riflessioni e un messaggio importante dalla Premio Oscar Helen Mirren, hanno reso la città di Oria protagonista


Si chiude tra applausi, emozioni e grande partecipazione la quinta edizione del Generation Film Fest, che dal 10 al 12 luglio 2026 ha trasformato Oria in un meraviglioso luogo di cinema, cultura e impegno sociale. Un appuntamento ormai consolidato dell’estate pugliese, capace di unire spettacolo, formazione e inclusione, confermando la crescita costante della manifestazione ideata e diretta da Nadia Carbone.

Realizzato con il sostegno dell’Amministrazione Comunale di Oria, con il patrocinio della Regione Puglia – Assessorato alla Cultura e Conoscenza e di Apulia Film Commission, il festival ha proposto un programma articolato tra masterclass, talk d’autore, proiezioni sotto le stelle e incontri con protagonisti del panorama cinematografico nazionale e internazionale.


Importante anche il contributo delle realtà associative coinvolte, tra cui Divertendoci Insieme, Fiore di Loto – Centro Antiviolenza e A.M.I.C.I. Italia, che hanno rafforzato la dimensione sociale della manifestazione.

 

La manifestazione si è aperta nel segno dell’inclusione con la serata inaugurale “Generation Young – Il cinema dell’inclusione”, che ha subito delineato l’identità del festival: utilizzare il linguaggio cinematografico come strumento di sensibilizzazione e partecipazione.


La serata inaugurale ha preso il via con la masterclass dedicata agli studenti, del regista Antonio Delli Santi, autore del cortometraggio d’animazione “Ziki”, candidato ai Nastri d’Argento 2026, premiato dal festival per il suo valore artistico e civile. Durante l’incontro, Delli Santi ha approfondito il processo creativo dell’animazione, soffermandosi sull’importanza della narrazione visiva e sulla capacità del cinema di affrontare temi complessi con linguaggi accessibili.

 

Successivamente, il talk, con l’attrice Donatella Finocchiaro che ha raccontato il proprio legame con la Puglia e il ricordo dell’esperienza sul set di Galantuomini di Edoardo Winspeare, sottolineando come il cinema nasca dall’incontro tra persone e dalla libertà creativa degli autori. Ha inoltre evidenziato quanto sia fondamentale per un attore lasciarsi attraversare dalle storie e dai territori, trasformando ogni esperienza in un’occasione di crescita artistica e umana.


Accanto a lei, l’attore Gabriele Di Bello, che ha portato una testimonianza intensa sul valore dell’inclusione, raccontando il proprio percorso personale e professionale e ribadendo come il cinema possa essere uno spazio aperto a tutti. La sua frase «Dal cuore viene la bellezza» ha sintetizzato con forza il senso più profondo della serata, emozionando il pubblico presente.


La prima serata si è conclusa con la proiezione del film “Upside Down”, che ha accompagnato il pubblico in un’esperienza cinematografica suggestiva, rafforzando il messaggio di inclusione e apertura che ha caratterizzato l’intero festival.


La seconda serata ha posto al centro il rapporto tra cinema, donne, territorio e impegno sociale, confermando la vocazione del Generation Film Fest ad affrontare temi di forte attualità attraverso il linguaggio cinematografico.


Si è cominciato con l‘incontro pomeridiano di Marco Simon Puccioni, dedicato alla regia, con la proiezione del cortometraggio “Tutti giù per terra”, vincitore del Nastro d’Argento, che affronta il tema della violenza di genere. Puccioni ha approfondito il processo creativo dell’opera, evidenziando la responsabilità del cinema nel raccontare tematiche delicate con sensibilità e rigore.

 

Il talk d’autore, ha, invece, visto protagonisti Giampietro Preziosa, produttore per Inthelfilm, il regista Marco Simon Puccioni e il regista Edoardo Winspeare, offrendo una riflessione sullo stato del cinema italiano contemporaneo e sulle sfide del settore.


Giampietro Preziosa ha posto l’accento sulle opportunità produttive e sulle nuove prospettive del settore audiovisivo e Marco Simon Puccioni ha evidenziato il ruolo del cinema come strumento di denuncia e consapevolezza.


È stata, poi, la volta di Edoardo Winspeare ha ribadito l’importanza del legame con il territorio come fonte autentica di narrazione, mentre Celeste Casciaro ha condiviso la propria esperienza di attrice profondamente radicata nella realtà pugliese, sottolineando il valore delle storie locali nel contesto nazionale.


Un momento particolarmente significativo è stato il confronto con l’associazione Fiore di Loto – Centro Antiviolenza, premiata per il suo impegno nella tutela delle donne, che ha portato una testimonianza concreta sull’importanza del supporto alle vittime.


La seconda serata si è conclusa con la proiezione del film “Vita Mia”, che ha accompagnato il pubblico in un momento di riflessione e condivisione.


La terza e ultima serata ha rappresentato il culmine emotivo del festival, tra musica, cinema e riflessione.


Nel pomeriggio, l’avvocato Pietro Nuccio, manager di artisti internazionali come Helen Mirren e Taylor Hackford, è stato protagonista della masterclass dedicata agli studenti.


Dopo l’intenso intermezzo musicale del violinista M°Domenico Zezza, che ha emozionato il pubblico con celebri colonne sonore del cinema italiano, il palco ha accolto due grandi protagonisti: Anna Galiena e Marco Rossetti.


Pietro Nuccio è intervenuto sul palco, parlando del cinema che cambia.


Emozionante e inaspettato il contributo video della Premio Oscar Helen Mirren, con un invito importante, l’importanza di investire e ritornare nel Salento.

Il talk conclusivo ha offerto uno sguardo autentico sul mestiere dell’attore, tra aneddoti, ironia e riflessioni profonde. Anna Galiena ha sottolineato l’importanza della presenza scenica, dell’ascolto e della verità emotiva, invitando i giovani a vivere pienamente ogni istante creativo e a non temere la vulnerabilità. Marco Rossetti, invece, ha raccontato il proprio percorso professionale, soffermandosi sull’incontro con grandi maestri e sull’importanza della formazione continua come strumento per affinare il proprio linguaggio interpretativo.


Il dialogo ha accompagnato il pubblico verso la proiezione del film “Giorni Felici”, interpretato dagli stessi ospiti, suggellando una serata che ha unito intrattenimento e contenuto, leggerezza e profondità.


Tra gli ospiti sul Red Carpet anche il regista Andrea Di Salvatore, fresco vincitore del Globo d’Oro 2026, e Carmen De Gironimo, ideatrice del podcast “Come ti senti”.

Nel suo intervento finale, la direttrice artistica Nadia Carbone ha voluto ringraziare la squadra organizzativa, i volontari, i partner e tutte le realtà coinvolte, sottolineando come il festival sia il risultato di un lavoro collettivo capace di trasformare un’idea in realtà. «Siamo la prova che non esiste la parola impossibile», ha dichiarato, ribadendo la volontà di continuare a costruire uno spazio di condivisione e crescita per le nuove generazioni.


La quinta edizione consegna così alla città di Oria un festival ormai maturo, capace di coniugare qualità artistica, inclusione e impegno civile, rafforzando il legame tra cinema e territorio.


Spenti i riflettori sull’edizione 2026, il Generation Film Fest guarda già al futuro. L’appuntamento è al 2027, con l’obiettivo di continuare a crescere e portare ancora una volta il grande cinema nel cuore della Puglia.


martedì 14 luglio 2026

Anna Turrisi nuova presidente del Lions Club Ceglie Messapica Terra dei Messapi

La professionista sanitaria guiderà il sodalizio per l’anno lionistico 2026/2027: al centro del mandato solidarietà, giovani, salute, inclusione e sostegno alle famiglie.

La dottoressa Anna Turrisi, laureata in Scienze Infermieristiche e in Psicologia, attualmente in servizio presso l’ASL di Grottaglie, è la nuova Presidente del Lions Club Ceglie Messapica Terra dei Messapi per l’anno lionistico 2026/2027. Succede a Rocco Urso.

L’elezione rappresenta il naturale riconoscimento di un percorso professionale e umano costruito in oltre trent’anni di attività nel settore sanitario, maturati in diverse strutture ospedaliere e nei servizi di pronto soccorso, ai quali ha sempre affiancato un costante impegno nel sociale, nel volontariato e nelle iniziative dedicate alle fasce più fragili della popolazione.

Nel corso della cerimonia di insediamento, svoltasi alla presenza delle autorità civili, delle autorità lionistiche e dei numerosi soci del club, la presidente Anna Turrisi ha illustrato le principali linee guida del programma che caratterizzerà il nuovo anno sociale.

Tra i progetti di maggiore rilievo figurano numerosi service di beneficenza, con particolare attenzione ai ragazzi e alle famiglie che vivono difficoltà economiche durante il percorso scolastico. Accanto a questa iniziativa, il programma prevede attività di solidarietà alimentare, campagne di screening sanitario, interventi a favore degli anziani, dei meno abbienti, dei giovani, attraverso l’istituzione di borse di studio, oltre a iniziative dedicate alla valorizzazione delle donne che si sono distinte per il loro contributo alla comunità e alla promozione dei diritti umani.

Un calendario ricco di appuntamenti che conferma la volontà del Lions Club di rafforzare la propria presenza sul territorio attraverso azioni concrete, capaci di rispondere ai bisogni della comunità e di promuovere i valori della solidarietà, del servizio e della partecipazione civica.

A sintetizzare lo spirito del nuovo mandato è il motto scelto dalla presidente Anna Turrisi, destinato ad accompagnare tutte le attività dell’anno lionistico 2026/2027:

«Da un piccolo gesto, una grande azione.»

lunedì 13 luglio 2026

Roma celebra il talento contemporaneo: proclamati i vincitori del I Premio Internazionale di Arti Visive "Antonio Canova"

Al Refettorio della Camera dei Deputati si è conclusa la prima edizione del concorso promosso dall'Accademia Tiberina, dedicato alla valorizzazione dell'arte contemporanea nel nome del maestro del Neoclassicismo

ROMA – Si è conclusa con una partecipazione significativa e un elevato livello artistico la prima edizione del Concorso Internazionale di Arti Visive "Antonio Canova", promosso dall'Accademia Tiberina e ideato dal direttore del Dipartimento di Arti Visive, Francesco Scolaro. La cerimonia finale si è svolta il 10 luglio nella prestigiosa cornice del Refettorio della Camera dei Deputati di Palazzo San Macuto, confermando il crescente prestigio di un'iniziativa nata per valorizzare il talento artistico contemporaneo e promuovere la cultura attraverso il linguaggio universale dell'arte.

La manifestazione è stata organizzata in collaborazione con l'Accademia Culturale Internazionale Cartagine 2.0, presieduta da Alessandro Della Posta, con il patrocinio dell'Università degli Studi Guglielmo Marconi e dell'Associazione Levi Montalcini.

Ad aprire la cerimonia sono stati i saluti istituzionali, seguiti dalla Lectio Magistralis dedicata ad Antonio Canova, tenuta da Francesco Scolaro, storico dell'arte e presidente esecutivo del Premio, che ha ripercorso il valore e l'eredità culturale del grande maestro del Neoclassicismo.

Nel corso della manifestazione sono stati consegnati gli attestati ai componenti della giuria, presieduta da Simonetta Lucchi e composta da Antonio Barbuto, Massimiliano Passuti, Francesca Cencetti, Bruna Rapetti, Elisabetta Castello e Arnaldo Baruffaldi, ringraziati per il lavoro svolto nella valutazione delle opere.

I vincitori della sezione Fotografia

Al termine dei lavori della commissione giudicatrice, che ha ratificato ufficialmente i risultati il 20 giugno 2026, è stata proclamata la graduatoria della prima edizione del Premio.

Per la sezione Fotografia, il Primo Premio è stato assegnato ad Alessandro Dalla Bona con l'opera "Mani", premiata per la forza espressiva e la capacità di raccontare l'umanità attraverso un'immagine di grande intensità.

Il Secondo Premio è andato a Marco Cometto con "La materia rivelata", mentre il Terzo Premio è stato conferito a Paola Chiappini con "Ghiaccio".

I premi della sezione Pittura

Nella sezione Pittura, il Primo Premio è stato attribuito a Otello Natalini con l'opera "Ballerina", giudicata la migliore per originalità, eleganza compositiva e valore artistico.

Il Secondo Premio è stato assegnato a Giuliana Arcangelelli con "Metamorfosi", mentre il Terzo Premio è andato a Giovanni Curto con "Il Viaggio".

La Menzione d'Onore è stata conferita a Michele Saliano ("Col tempo"), Zehava Neter ("Behind the Silence") e Viola Fusha ("Vecchi Ricordi").

Le Menzioni di Merito sono state invece assegnate a Lucrezia Radogna ("Emily"), Paride Bianco ("Acqua"), Donatella Masciarri ("Ricordi Fluttuanti") e Saverio Mininni ("Monocromo Metafisico").

La commissione ha espresso apprezzamento per l'elevata qualità delle opere presentate, sottolineando come questa prima edizione abbia evidenziato artisti di notevole valore.

Premi speciali alla cultura, al giornalismo e alla carriera

Tra i momenti più significativi della cerimonia, la consegna del Premio Antonio Canova alle pittrici Paola Levi Montalcini e Daniela De Scorpio, entrambe ricordate con riconoscimenti alla memoria. Le motivazioni sono state lette da Antonietta Micali. Il premio dedicato a Paola Levi Montalcini è stato ritirato dalla nipote Piera Levi Montalcini, mentre la famiglia di Daniela De Scorpio ha rappresentato l'artista durante la cerimonia.

Sono stati inoltre conferiti i Premi alla Cultura e alla Carriera a Franco Antonio Pinardi, Claudia Geromel Levi Montalcini, Marcello Merlino, Mattea Micello, Pasquale Marasco e Konstantinos Spiropoulos, personalità distintesi per il contributo offerto alla cultura e alla società.

Il Premio Giornalismo e Comunicazione è stato assegnato ai giornalisti Lorenzo Palma di TGCOM24-Mediaset e Michela Diamanti di Magazine.

L'Accademia Culturale Internazionale Cartagine 2.0 ha inoltre conferito il Premio Culturale Internazionale Cartagine al consigliere comunale di Albano Laziale Marco Moresco, riconoscimento consegnato dal presidente Alessandro Della Posta, dalla coordinatrice Veronica Della Posta e dall'accademica Sabrina Morelli.

Tra gli ospiti erano presenti anche Giorgio Biavati con la moglie Elisabetta Fogazzaro, Patrizio Pelizzi, Massimiliano Terzo, Alessandra Dolci e numerosi rappresentanti del mondo delle istituzioni, dell'arte e della cultura.

La cerimonia si è conclusa con il tradizionale momento conviviale e con le fotografie di rito, suggellando il successo della prima edizione del Premio Internazionale di Arti Visive "Antonio Canova", destinato a diventare un importante appuntamento nel panorama artistico e culturale italiano.

mercoledì 8 luglio 2026

Il grande cinema accende la Puglia: al via il Generation Film Fest 2026. Sul red carpet Anna Galiena, Edoardo Winspeare, Donatella Finocchiaro e un parterre di stelle.

Dal 10 al 12 luglio Oria diventa capitale del cinema tra red carpet, masterclass e grandi protagonisti del panorama nazionale e internazionale, tra cultura, inclusione e valorizzazione del territorio.


Ci sono storie che emozionano. Storie che fanno riflettere. Storie che cambiano il nostro modo di guardare il mondo. È da questa profonda convinzione che prende vita la quinta edizione del Generation Film Fest, in programma a Oria dal 10 al 12 luglio 2026, tra Palazzo Martini e il Chiostro Parco Montalbano.

Per tre giorni consecutivi, il festival trasformerà il territorio pugliese in un magnetico crocevia tra cinema, cultura e impegno sociale, dimostrando come il grande schermo possa diventare uno strumento di dialogo, confronto e condivisione autentica.

Ideato e guidato dall’energia della direttrice artistica Nadia Carbone, il Generation Film Fest cresce anno dopo anno, consolidandosi come uno degli appuntamenti culturali più significativi e attesi dell’estate pugliese. Una rassegna capace di evolversi, ampliare il proprio respiro e coinvolgere sempre più pubblico, professionisti e realtà del territorio, mantenendo al centro una visione chiara: fare del cinema un’esperienza viva, partecipata e accessibile.

Un appuntamento ormai consolidato dell’estate culturale pugliese, capace di unire cinema, formazione, inclusione e valorizzazione del territorio, con un programma ricco di proiezioni, talk, masterclass, press corner e incontri con protagonisti del panorama cinematografico nazionale e internazionale.


La Rassegna si svolge con il sostegno dell’Amministrazione Comunale di Oria e realtà imprenditoriali, con il patrocinio della Regione Puglia – Assessorato alla Cultura e Conoscenza e di Apulia Film Commission, confermando una crescita costante e una visione sempre più ampia.

Tra gli ospiti annunciati figurano Anna Galiena, Edoardo Winspeare, Donatella Finocchiaro, Marco Simon Puccioni, Celeste Casciaro, Marco Rossetti, Gabriele Di Bello, lo sceneggiatore Antonio Delli Santi, il produttore Giampietro Preziosa (Inthelfilm), l’avvocato Pietro Nuccio, manager di artisti internazionali come Helen Mirren e Taylor Hackford. Sarà presente anche il regista Andrea Di Salvatore che ha appena vinto il Globo d'Oro ed altri ospiti.



Il programma: Tre giornate, tre anime, un unico filo conduttore

Il programma della quinta edizione si articolerà in tre giornate tematiche. Ogni sera, dalle 20.00 alle 21.00, si accenderà anche il momento più glamour del Festival: il Press Corner e Photocall, che aprirà ufficialmente il red carpet con ospiti, fotografi e pubblico.

Venerdì 10 luglio – Generation Young: “Il cinema dell’inclusione”

La giornata inaugurale batte al ritmo delle nuove generazioni, esplorando il cinema come strumento universale per abbattere le barriere, sensibilizzare e generare cambiamento.

      Ore 18:00 | Masterclass “Corti d’autore” – Incontro con lo sceneggiatore e regista Antonio Delli Santi, seguito dalla proiezione del cortometraggio “Ziki”, finalista ai Nastri d’Argento 2026.

      Ore 20:00 – 21:00 | Press Corner e Photocall.

      Ore 21:00 | Cerimonia Inaugurale & Premiazione – Consegna del premio ad Antonio Delli Santi.

      Ore 21:30 | Talk d’Autore – Con l’attore Gabriele Di Bello e l’attrice pluripremiata Donatella Finocchiaro, con la partecipazione dell’associazione Divertendoci Insieme, impegnata nell’inclusione sociale e culturale delle persone con disabilità.

      Ore 22:30 | Cinema sotto le Stelle – Proiezione del film “Upside Down” di Luca Tornatore.

Sabato 11 luglio – “Il Cinema d’Autore”

Una giornata dedicata ai sentimenti, alle donne, alle relazioni e alle grandi storie contemporanee, profondamente legate all’identità del territorio.

      Ore 18:00 | Incontro con il Regista – Dialogo con il regista  Marco Simon Puccioni e proiezione del cortometraggio “Tutti giù per terra”, premiato ai Nastri d’Argento 2026 e prodotto da Giampietro Preziosa -Inthelfilm.

      Ore 20:00 – 21:00 | Press Corner e Photocall.

      Ore 21:00 | Notte dei Premi – Riconoscimenti e talk con il regista pluripremiato  Marco Simon Puccioni e il produttore Giampietro Preziosa. Intervento dell’associazione Fiorediloto – Centro antiviolenza, impegnata nel supporto alle donne vittime di violenza.

      Ore 21:30 | Talk d’Eccezione – Incontro con il grande regista Edoardo Winspeare e l’attrice Celeste Casciaro.

      Ore 22:30 | Proiezione Serale – Film “Vita Mia” di Edoardo Winspeare.

Domenica 12 luglio – “Il Cinema Italiano nel Mondo”

Il gran finale guarda oltre i confini nazionali, celebrando il dialogo tra culture e il legame tra talento italiano e industria cinematografica globale.

      Ore 18:00 | Masterclass di Profilo Globale – Incontro sul management internazionale con l’Avv. Pietro Nuccio, rappresentante di artisti come Helen Mirren e Taylor Hackford.

      Ore 20:00 – 21:00 | Press Corner e Photocall.

      Ore 21:00 | Il Premio Internazionale – Consegna del riconoscimento a Pietro Nuccio.

      Ore 21:30 | Talk di Chiusura – Con l’attrice internazionale Anna Galiena e l’attore  Marco Rossetti.

      Ore 22:30 | Grande Proiezione Finale – Film “Giorni Felici” di Simone Petralia.

La quinta edizione sarà fortemente caratterizzata dall’attenzione al sociale, grazie alla collaborazione con realtà impegnate sul territorio come Fiorediloto, Divertendoci Insieme e A.M.I.C.I. Italia, confermando la volontà del Festival di costruire un dialogo concreto con le comunità.

Nel corso della conferenza stampa, la direttrice artistica Nadia Carbone ha dichiarato: «Il nostro obiettivo è portare a Oria opere cinematografiche di qualità e creare occasioni di formazione e confronto generazionale. Il Festival vuole essere non solo un evento, ma un luogo di partecipazione e sensibilizzazione».

Il Sindaco Cosimo Ferretti ha evidenziato: «Il Generation Film Fest rappresenta un’importante occasione di promozione culturale e turistica per il territorio».

L’Assessore Imma Torchiani ha affermato: «È un evento capace di coinvolgere le nuove generazioni e rafforzare il ruolo culturale di Oria».

La quinta edizione del Generation Film Fest si prepara così ad accendere nuovamente i riflettori su Oria, rafforzando la vocazione della città come luogo di incontro tra cinema, creatività e impegno civile.

martedì 7 luglio 2026

Roberto Nuzzo lascia la scena pubblica dopo sei anni di impegno: il grazie di Radio Idea per oltre quattro anni di collaborazione

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del Maresciallo Roberto Nuzzo in quiescenza, con la quale comunica la decisione di ritirarsi dalla scena pubblica dopo oltre sei anni di attività divulgativa e di impegno civile. Una scelta che, come lui stesso precisa, nasce in piena autonomia e serenità, ritenendo concluso il percorso che lo ha visto protagonista prima nell'approfondimento della vicenda pandemica e successivamente nello studio della geoingegneria.

Nel suo messaggio Roberto Nuzzo ripercorre il lavoro svolto in questi anni, ricordando le centinaia di interviste realizzate insieme alla redazione di Telecolor, i numerosi convegni, gli studi, le ricerche e le iniziative che, a suo giudizio, hanno contribuito ad accendere il dibattito pubblico su temi spesso poco affrontati dai media tradizionali. Rivolge inoltre un sentito ringraziamento a tutte le persone, alle associazioni, ai professionisti e agli organi di informazione che gli hanno dato spazio e fiducia, tra cui anche Radio Idea.

Per la nostra emittente questa non è soltanto la pubblicazione di una lettera, ma anche l'occasione per ricordare un percorso umano e professionale iniziato nel novembre 2021.


Luigi Catacchio e Roberto Nuzzo

Ho avuto l'onore di conoscere Roberto Nuzzo durante un viaggio verso Roma per una riunione della Federazione della Terza Repubblica, progetto politico del quale fu ideatore e che successivamente si concluse quando gli indirizzi della presidenza non furono più condivisi.

Da quel primo incontro nacque una collaborazione destinata a durare nel tempo. Dalla metà di novembre 2021 Radio Idea ha infatti ospitato con continuità il format IdeaNews con l'opinionista e divulgatore Roberto Nuzzo. Fino ad oggi sono trascorse circa 243 settimane, corrispondenti ad altrettante puntate settimanali, che hanno rappresentato un importante spazio di approfondimento e confronto per i nostri ascoltatori.

Nel corso degli anni abbiamo inoltre ritenuto doveroso candidare Roberto Nuzzo all'Alto Riconoscimento "Virtù e Conoscenza", promosso dall'Associazione di Promozione Sociale MediterraneaMente di Porto Cesareo, quale attestazione dell'impegno divulgativo e della costanza con cui ha sostenuto le proprie convinzioni.

Al di là delle diverse opinioni che ciascuno può avere sui temi affrontati, desideriamo ringraziarlo per la disponibilità, la correttezza nei rapporti umani e la passione con cui ha portato avanti il proprio lavoro divulgativo.

Riproponiamo inoltre il servizio realizzato dalla nostra giornalista Anna Mirabile nel novembre 2021, testimonianza del primo periodo della nostra collaborazione e del percorso che sarebbe poi proseguito negli anni successivi.

A nome di tutta Radio Idea, grazie Roberto per il tempo, la dedizione e la disponibilità dimostrati in questi anni.

Come sosteniamo da sempre:

"Dire: Tanto non cambia nulla significa accettare passivamente che tutto resti com'è."

Di seguito pubblichiamo integralmente la lettera aperta di Roberto Nuzzo.

7 luglio 2026
          Sono trascorsi più di sei anni dal giorno in cui ho fatto un "passo avanti", riguardo la difesa della Costituzione e dei Diritti umani, a causa della vicenda pandemica.
          Ma mai avrei immaginato che questo impegno sociale, esclusivamente legato al dovere di cittadino (ma anche dovuto ad un giuramento), mi avrebbe assorbito così tanto e così a lungo. Per cui ho ritenuto opportuno e necessario informare pubblicente che il mio ritiro dalla scena pubblica è frutto di una libera scelta, serena e presa in autonomia alla luce della conclusione della mia ricerca sulla geoingegneria.

          Dal luglio del 2022 ad agosto oggi assieme alla redazione del TG Telecolor  abbiamo sviluppato 270 interviste (tutte debitamente documentate con fonti accreditate), di cui almeno 200 dedicate alla geoingegneria.

          Come ho spesso detto in diverse occasioni pubbliche: "Il mio impegno sociale non sarà per sempre, per cui avrà una scadenza.

          In tutti questi anni ho cercato di fare del mio meglio e sempre con assoluto disinteresse, pagando di tasca mia ogni spostamento per manifestazioni (nella prima fase del mio impegno: 2020 - 2022), stesso discorso per i convegni sulla geoingegneria (seconda fase 2023 - 2026).

          Periodo della mia vita in cui ho ricercato e studiato, dedicando tutto il tempo a mia disposizione, al punto di sacrificare tutti i miei interessi, e persino me stesso, al fine per dare il mio nassimo contributo per il bene comune di un popolo vilipeso e violentato da una classe politica che dovrebbe stare nelle patrie galere.

          Ho incontrato moltissime persone, ho ricevuto notevoli attestati di stima e incoraggiamenti che mi hanno dato forza per andare avanti e fino in fondo. 

          Ringrazio tutti coloro che in qualche modo mi hanno dato voce (stampa, radio, social, TV). Ma un particolare e accorato ringraziamento lo rivolgo a Telecolor, poiché grazie alla fiducia che è stata riposta sulla mia persona, in quanto emerito sconosciuto e senza alcuna esperienza giornalistica, mi è stato affidato un appuntamento settimanale attraverso cui ho potuto rappresentare al grande pubblico tutte le informazioni che nel corso del tempo ho reperito.

          Sono più che certo che senza il supporto mediatico di questa grande televisione, soprattutto dal punto di vista della serietà e professionalità, oggi non avremmo la consapevolezza che abbiamo acquisito. 

          Ed è proprio grazie a questo che hanno avuto luogo sia il Ddl Cieli Blu, che la petizione per la moratoria della geoingegneria e anche  la denuncia penale da parte dell'amministrazione comunale di Francavilla Marittima.

          Detto questo, alla luce dei traguardi raggiunti (consapevolezza sia sulla vicenda pandemica che sulla geoingegneria), ritengo di aver esaurito il mio compito. Soprattutto dopo l'ultimo successo, e mi riferisco al Ddl Cieli Blu.

          Infatti, grazie alla sua eco e alla poderosa risonanza mediatica, tale da creare un poderoso movimento d'opinione, la problematica legata alla geoingegneria ha fatto un salto di qualita: da tematica sociale e divenuta oggetto di un dibattito politico. 

          Tutto ciò che ho fatto è sempre stato finalizzato al raggiungimento di uno scopo ben preciso: portare il crimine della geoingegneria sia in Parlamento che nei Tribunali.

          Questi obiettivi ritengo di averli raggiunti, per cui ho maturato la convinzione che il mio ruolo è giunto al capolinea.

          Chiudo questo ciclo della mia vita nella certezza di aver fatto tutto ciò che rientrava nelle mie possibilità, con serietà, con senso di responsabilità e senza risparmio di risorse ed energie. Questo, nonostante sei anni di calunnie, ingiurie e provocazioni verso la mia persona.

          Ringrazio fin da ora tutti coloro che in questi anni mi hanno supportato e aiutato, in particolar modo Telecolor (con cui mi lega un profondo sentimento di stima e riconoscenza), e nello stesso tempo auguro a tutti noi tutto il meglio, con l'auspicio che il Ddl Cieli blu possa risolvere il problema della geoingegneria. 

          Concludendo, i profili social non saranno rimossi poiché essi rapprentano la storia del mio impegno, ma a partire da oggi non saranno più alimentati. 

          Porgo i miei ringraziamenti a: Telecolor, gli studi Legali Alfonsa Ginex e Frida Chialastri, il prof Piergiorgio Spaggiari per avermi affiancato in alcuni convegni, l'associazione nazionale Moratoria Geoingegneria, Raffaella Regoli, Radio Idea News, 9mq, Becciolini Network, Radio Start 1, Quotidian Post, e tutti coloro che mi hanno stimato e supportato in anonimato.           

Un caro saluto! 
RN

Cieli Blu: perché chi dovrebbe essere dalla stessa parte a volte non lo è.

 


Un'analisi sui meccanismi umani che dividono chi combatte la stessa battaglia


Il paradosso del nemico interno

C'è un fenomeno antico quanto l'umanità che si ripete puntualmente ogni volta che nasce un movimento popolare: le critiche più feroci non arrivano dai nemici dichiarati, ma da chi sostiene di combattere la stessa battaglia.

Accade con i movimenti ambientalisti, accade nei partiti politici, accade nei movimenti per i diritti civili. E accade oggi, in modo evidente, attorno al DDL Cieli Blu.

Come mai persone che riconoscono l'esistenza della geoingegneria, che condividono la preoccupazione per i nostri cieli, che denunciano le stesse lobby e gli stessi poteri forti — si ritrovano a combattersi invece di unirsi?

La risposta non è semplice, ma è profondamente umana.


Il bisogno di identità e distinzione

Il primo meccanismo è psicologico e riguarda tutti noi: il bisogno di distinguersi.

In qualsiasi movimento che cresce e acquista visibilità, chi era presente fin dall'inizio tende a sviluppare un senso di "proprietà" della causa. Quando arriva una proposta concreta — come il DDL Cieli Blu — chi si sente custode originario del tema può percepire quella proposta non come un alleato, ma come una minaccia alla propria centralità.

Non è malafede. È un meccanismo di difesa dell'ego che opera spesso inconsciamente. Il risultato però è devastante: invece di rafforzare il fronte comune, si apre una frattura proprio nel momento in cui la causa ha più bisogno di unità.


La trappola del perfezionismo

Il secondo meccanismo è intellettuale: la ricerca della soluzione perfetta come nemico della soluzione possibile.

Alcuni dei critici al DDL Cieli Blu sollevano obiezioni tecniche e giuridiche genuine — alcune più fondate, altre meno. Ma il punto non è la perfezione formale di un testo di legge. Il punto è che una legge imperfetta che esiste vale infinitamente più di una legge perfetta che non vedrà mai la luce.

La storia ci insegna che ogni grande conquista legislativa è stata il risultato di compromessi, aggiustamenti, imperfezioni accettate in nome del progresso. Chi aspetta la condizione ideale per agire, in realtà non agisce mai.

Il cittadino comune che firma il DDL Cieli Blu non sta approvando un trattato internazionale. Sta mandando un segnale politico preciso e inequivocabile: vogliamo che il Parlamento si occupi di questo.


Il complotto nel complotto

Il terzo meccanismo è il più insidioso: la teoria del complotto applicata a chi denuncia i complotti.

Alcuni critici suggeriscono che il DDL Cieli Blu sia uno strumento di raccolta dati elettorali, una manovra politica, una trappola per ingenui. È una posizione che suona sofisticata e smaliziata — ma che in realtà produce un effetto preciso: la paralisi dell'azione.

Se ogni iniziativa concreta viene sospettata di essere una trappola, se ogni proposta viene smontata cercando il retroscena oscuro, il risultato è uno solo: non si fa nulla. E il nulla fa comodo solo a chi ha interesse che le cose rimangano come sono.

C'è una differenza fondamentale tra pensiero critico e cinismo paralizzante. Il primo analizza, distingue e propone alternative. Il secondo demolisce senza costruire nulla al suo posto.


L'ego e la visibilità

Il quarto meccanismo riguarda un aspetto che nell'era dei social media è diventato determinante: la visibilità come fine in sé.

In un ecosistema digitale dove l'attenzione è la valuta principale, la provocazione paga più della collaborazione. Criticare un movimento che raccoglie consenso garantisce visibilità immediata. Supportarlo, invece, significa condividere il palcoscenico.

Questo non significa che tutte le critiche siano opportunismo. Ma significa che dobbiamo imparare a distinguere chi critica per migliorare e chi critica per esistere.


Cosa ci dice tutto questo su di noi

Queste dinamiche non riguardano solo il DDL Cieli Blu. Ci parlano di qualcosa di più profondo: la difficoltà dell'essere umano a mantenere la rotta quando la posta in gioco diventa alta.

Quando una causa rimane marginale, è facile essere compatti. Quando inizia a diventare reale — quando le firme crescono, quando i parlamentari iniziano ad ascoltare, quando i media ne parlano — entrano in gioco interessi, ambizioni, paure. Ed è lì che molti cedono.

La maturità politica e civile si misura esattamente in quel momento: nella capacità di mettere la causa davanti all'ego, il risultato davanti alla perfezione, l'azione davanti al sospetto.


Perché vale comunque la pena firmare

A chi non conosce ancora il problema diciamo: i nostri cieli meritano attenzione e tutela. La geoingegneria non è fantascienza — è documentata, discussa nelle sedi istituzionali internazionali e riconosciuta da trattati che l'Italia ha già sottoscritto. Il DDL Cieli Blu chiede semplicemente che il nostro Parlamento prenda posizione.

A chi ha un'opinione contrastata diciamo: il dubbio è legittimo, ma l'inerzia no. Se anche solo una parte delle preoccupazioni sulla salute e sull'ambiente fosse fondata, il costo dell'inazione sarebbe incomparabilmente più alto del costo di una legge imperfetta.

A chi è contrario diciamo: non vi chiediamo di credere a tutto. Vi chiediamo di credere che i cittadini hanno il diritto di chiedere trasparenza su ciò che accade nei cieli sopra le loro teste. Questo è il cuore del DDL Cieli Blu. Nient'altro.


Conclusione

I movimenti che cambiano la storia non sono mai stati perfetti. Erano però uniti attorno a un obiettivo chiaro.

Il DDL Cieli Blu ha oggi oltre 43.578  firme e l'87% del quorum. Non è il risultato di una manovra politica — è il risultato di migliaia di cittadini comuni che hanno deciso che il loro cielo vale una firma.

Le divisioni interne fanno parte del percorso. Ma non devono fermarlo.

Firma ora su cieliblu.it — ogni voto conta.

Elaborazione: Radio Idea