mercoledì 13 maggio 2026

Tre candidati, nove temi, una scelta: il confronto che Molfetta merita


Il 24 e 25 maggio 2026 i cittadini di Molfetta sono chiamati a eleggere il nuovo sindaco. Tre candidati si contendono la guida della città con visioni, priorità e metodi di governo molto diversi tra loro. Per aiutare i molfettesi a orientarsi in modo informato e consapevole, abbiamo costruito questo strumento di confronto interattivo che mette a confronto — tema per tema, in modo paritetico — le proposte contenute nei tre programmi elettorali ufficiali.

Abbiamo scelto 9 temi chiave che toccano la vita quotidiana di tutti: il porto e l'economia del mare, il lungomare e la vasca di colmata, il commercio e il centro storico, la sicurezza urbana, le opportunità per i giovani, l'ambiente e la mobilità sostenibile, il welfare e la salute, la cultura e il turismo, la trasparenza amministrativa. Su ciascuno di questi argomenti potete leggere immediatamente — con un semplice clic — cosa propone ciascun candidato, con parole fedeli al suo programma.

I programmi originali sono documenti pubblici, depositati ufficialmente presso il Comune di Molfetta. Vi invitiamo a consultarli integralmente per approfondire ogni dettaglio prima di recarvi alle urne.

🤖 Come è stato realizzato questo articolo · Trasparenza totale

Vogliamo essere onesti con voi — cosa che, sappiamo bene, non sempre accade nel mondo dell'informazione digitale. Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'intelligenza artificiale Claude.ai, sviluppata da Anthropic. Lo diciamo chiaramente e con orgoglio, perché crediamo che la trasparenza sia il primo atto di rispetto verso i lettori. Spesso chi usa strumenti di AI non lo dichiara: noi sì.

L'obiettivo era semplice e ambizioso allo stesso tempo: dare ai cittadini di Molfetta uno strumento di confronto democratico immediato, capace di sintetizzare decine di pagine di programmi in risposte chiare, paritetiche e consultabili in pochi secondi. Non per sostituire la lettura dei programmi originali — che vi invitiamo caldamente a fare — ma per abbassare la soglia di accesso all'informazione politica e favorire una scelta di voto consapevole e ragionata.

Il metodo di lavoro si è articolato in tre fasi:

  1. Caricamento e lettura integrale dei tre PDF ufficiali. L'AI ha analizzato ogni pagina di ciascun programma senza selezione preventiva da parte nostra.
  2. Identificazione dei 9 macro-temi comuni. Sono stati individuati gli ambiti presenti in tutti e tre i programmi, quelli che più interessano la vita quotidiana dei molfettesi.
  3. Sintesi fedele, paritetica e neutrale. Per ogni tema, l'AI ha prodotto un paragrafo per candidato che rispecchia le proposte del suo programma, con identico spazio e identica struttura per tutti e tre, senza esprimere preferenze né giudizi politici.
⚠️ Le intelligenze artificiali possono commettere errori. Se riscontrate imprecisioni, inesattezze o contenuti che non rispecchiano fedelmente i programmi originali, vi preghiamo di segnalarcelo immediatamente attraverso i commenti o i contatti del blog. Provvederemo a correggere nel più breve tempo possibile.
Dibattito simulato · 9 temi a confronto · Clicca e confronta

Molfetta
al voto

Seleziona uno dei 9 temi qui sotto per leggere immediatamente le posizioni dei tre candidati sindaco, estratte fedelmente dai loro programmi ufficiali.

AL
Adamo Logrieco · Centro-destra
PM
Pietro Mastropasqua · Coalizione Popolare
MN
Manuel Flavio Minervini · Progressisti
La domanda
AL
Adamo Logrieco
FdI · UdC · Azzollini per Logrieco
Innovazione
PM
Pietro Mastropasqua
Coalizione Popolare · 11 liste civiche
Rigore
MN
Manuel Flavio Minervini
PD · M5S · AVS · Demos · Spazio Riformista
Comunità
🗳️
Seleziona un tema qui sopra per iniziare

Ogni tema mostra la posizione dei tre candidati
estratta fedelmente dal loro programma ufficiale.

Adamo Logrieco

Centro-destra (FdI, UdC). Slogan: «Cambiare senza sbagliare». Focus su porto commerciale, economia del mare, rigenerazione urbana e nuovi assessorati strategici.

Pietro Mastropasqua

Civico-moderato (11 liste). Slogan: «Ricostruiamo la città. Insieme.» Rigore, trasparenza radicale, scadenze misurabili e 10 impegni rendicontati ogni sei mesi.

Manuel Flavio Minervini

Progressisti (PD, M5S, AVS, Demos). Slogan: «Molfetta città della pace, a misura di tutti.» Welfare, diritti, partecipazione dal basso e transizione ecologica.

Contenuto elaborato dai programmi elettorali ufficiali dei candidati con il supporto di intelligenza artificiale (Claude.ai · Anthropic) · Elezioni Amministrative Molfetta · 24–25 maggio 2026 · Documento di informazione pubblica, non affiliato ad alcuna lista o candidato · Segnalate eventuali errori nei commenti: correggeremo immediatamente.

martedì 12 maggio 2026

“Qualsiasi cosa accada”, nell’incontro della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, il racconto di sogni e impresa dell’imprenditore visionario Fabrizio Bernini

Grande partecipazione per l’incontro dedicato al libro “Qualsiasi cosa accada”, una testimonianza di vita e resilienza che ha intrecciato impresa, territorio, umanità e cultura del Credito Cooperativo


Un incontro intenso, partecipato e carico di significati, capace di unire il racconto imprenditoriale alla dimensione più profonda dell’esperienza umana. Presso la Sala Convegni della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, si è svolta la presentazione del libro “Qualsiasi cosa accada”, dedicato alla storia di Fabrizio Bernini, imprenditore visionario, Cavaliere del Lavoro e Vicepresidente della BCC Banca Valdarno.


L’iniziativa, promossa dalla Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, in collaborazione con Taberna Libraria e Unitre Ostuni, ha rappresentato un momento di riflessione sul significato dell’impresa, sul rapporto tra innovazione e comunità e sul valore della perseveranza nei percorsi di vita e professionali.

A dialogare con il pubblico, Fabrizio Bernini e il giornalista e scrittore Filippo Boni, autore del volume, insieme alla Prof.ssa Milena D’Amore, Presidente Unitre Ostuni, e al Prof. Paolo Legrottaglie, Responsabile area eventi Taberna Libraria.


Nel corso dell’incontro è emersa con forza la figura di Bernini come esempio emblematico di imprenditoria legata ai valori del Credito Cooperativo, capace di coniugare innovazione tecnologica, attenzione al territorio e profonda umanità.


Fondatore della Zucchetti Centro Sistemi S.p.A., azienda leader nei settori software, robotica, automazione ed energie rinnovabili, Bernini ha ripercorso le tappe della propria esperienza personale e professionale, sottolineando il ruolo fondamentale dei sogni, della volontà e della capacità di rialzarsi dopo le difficoltà.


«L’idea del libro era quella di aiutare i giovani a provarci, a credere nei propri sogni», ha spiegato Bernini, ricordando come il proprio percorso sia nato in un piccolo garage e sia stato costruito attraverso sacrifici, intuizioni e determinazione. «Se ce l’ho fatta io, ce la può fare chiunque abbia volontà e voglia di inseguire i propri obiettivi».


Particolarmente significativo il passaggio dedicato al rapporto con il sistema del Credito Cooperativo, che Bernini ha definito decisivo in uno dei momenti più difficili della sua esperienza imprenditoriale. L’imprenditore ha raccontato di come, durante una complessa vicenda giudiziaria internazionale che rischiava di compromettere il futuro della propria azienda, sia stata proprio una BCC del territorio a sostenerlo concretamente.


«Nelle Banche di Credito Cooperativo c’è ancora la conoscenza della persona che hai davanti, non c’è soltanto un algoritmo», ha affermato Bernini, evidenziando il valore umano e mutualistico del credito cooperativo e il rapporto di fiducia costruito nel tempo con il territorio e con le persone.

Un tema, quello dell’economia attenta alle comunità e all’inclusione, richiamato anche nel corso dell’incontro attraverso una riflessione sul ruolo delle BCC nel sostenere giovani, famiglie e piccole imprese, soprattutto in una fase storica segnata da difficoltà economiche e dalla crescente emigrazione giovanile dai territori del Sud.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla dimensione umana della vicenda narrata nel libro. Filippo Boni ha sottolineato come “Qualsiasi cosa accada” non sia soltanto il racconto del successo di un imprenditore, ma soprattutto la storia di una famiglia segnata da sofferenze, sacrifici e grande dignità.

«Ada, la madre di Fabrizio, gli ha trasmesso per tutta la vita questa frase: “Qualsiasi cosa accada”. È diventata una lezione di forza, coraggio e speranza», ha spiegato Boni, mettendo in evidenza il valore universale della narrazione.


Nel corso del dialogo è emersa anche la scelta di Bernini di rifiutare importanti offerte economiche da parte di fondi internazionali pur di tutelare i propri lavoratori e mantenere il legame dell’azienda con il territorio.


«Non mi interessava diventare più ricco. Volevo poter continuare a guardare in faccia i miei dipendenti», ha raccontato Bernini, richiamando un modello imprenditoriale fondato non soltanto sul profitto, ma sulla responsabilità verso le persone e la comunità.


L’incontro ha rappresentato per la comunità un’importante occasione di confronto su un modello di impresa fondato su innovazione, responsabilità sociale, legame con il territorio e centralità della persona, valori che da sempre caratterizzano l’identità della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni.

lunedì 11 maggio 2026

Dipendenza da smartphone, a Bisceglie il confronto sul ruolo educativo dei genitori


Nella storica sala “Roma Intangibile” di Bisceglie si è svolto un incontro destinato a far discutere famiglie, educatori e mondo della scuola: il tema della dipendenza da smartphone e del recupero del primato educativo dei genitori. Un fenomeno ormai sempre più diffuso, che non riguarda soltanto il tempo trascorso davanti a uno schermo, ma il rapporto stesso tra giovani, relazioni sociali e realtà quotidiana.

L’iniziativa, promossa dal Comitato Progetto Uomo di Bisceglie guidato da Girolamo “Mimmo” Quatela, ha visto la partecipazione dell’avvocato Gianfranco Amato, presidente nazionale di Giuristi per la Vita, intervistato dall’ingegner Mario Di Gregorio per IdeaNews.


Nel corso dell’incontro è emerso un quadro preoccupante: ragazzi sempre più esposti ai rischi della rete, famiglie spesso impreparate e una tecnologia che, da strumento utile, rischia di trasformarsi in una vera dipendenza. L’avvocato Amato ha parlato apertamente di “giungla digitale”, sottolineando come i minori siano vulnerabili non solo ai contenuti inadatti, ma anche a fenomeni molto più gravi come il cyberadescamento e la pedopornografia.

Particolarmente significativo il richiamo alla responsabilità educativa dei genitori. Secondo Amato, molti adulti delegano inconsapevolmente agli algoritmi il compito di intrattenere o educare i figli, perdendo progressivamente autorevolezza all’interno della famiglia. Un passaggio che, secondo il relatore, rischia di creare generazioni sempre più isolate, fragili e dipendenti dalla validazione digitale.

Durante l’intervista realizzata da Mario Di Gregorio è stato affrontato anche il tema delle regole pratiche. L’avvocato ha ricordato come alcuni dei protagonisti della rivoluzione tecnologica — da Bill Gates a Steve Jobs — abbiano imposto forti limiti all’uso degli smartphone ai propri figli, evitando l’accesso precoce ai dispositivi e regolando rigidamente tempi e modalità di utilizzo.

Secondo Amato, il problema principale resta la scarsa consapevolezza. Molti genitori comprendono i rischi soltanto quando si manifestano conseguenze concrete sul piano psicologico, sociale o scolastico. Da qui l’importanza di incontri pubblici, percorsi formativi e del coinvolgimento delle scuole, chiamate sempre più spesso a collaborare con le famiglie per affrontare quella che è stata definita una vera emergenza educativa.

Molto forte anche il passaggio finale dedicato al valore dei limiti. Citando il filosofo francese Gustave Thibon, l’avvocato Amato ha paragonato le regole educative alle arterie del corpo umano: non una prigione, ma una struttura indispensabile per dare vita e direzione. Un’immagine che ha colpito il pubblico presente e che sintetizza bene il senso dell’intera serata.

Il servizio integrale con l’intervista realizzata dall’ingegner Mario Di Gregorio è disponibile sul canale YouTube di Radio Idea:

sabato 9 maggio 2026

Molfetta, maggio 1945: quel filo mai spezzato con la memoria delle sorelle De Bari

Le sorelle De Bari in una foto genrata con AI

Ci sono storie che non si lasciano archiviare. Restano lì, sospese nel tempo, sospinte dai racconti bisbigliati nelle cucine, dai ricordi custoditi con gelosia nelle famiglie e da quelle domande che una comunità continua a porsi, quasi per istinto, anche a distanza di ottantun'anni. La tragedia di Antonia e Giacomina De Bari appartiene esattamente a questo tipo di memoria: una ferita che Molfetta non ha mai smesso del tutto di sentire.

Era il 7 maggio del 1945. L’Italia si stiracchiava fuori dall'incubo della guerra, cercando un equilibrio precario tra la gioia della libertà e le macerie materiali e morali. In quei giorni carichi di un'elettricità strana, fatta di speranze ma anche di povertà e tensioni sotterranee, si consumò il dramma. Un attentato cruento che strappò la vita a due ragazze innocenti, finite nel tritacarne di una stagione spietata. Una vicenda che per troppo tempo è scivolata ai margini del dibattito pubblico, sopravvivendo quasi esclusivamente nella dimensione del racconto popolare.

Proprio per questo, l’incontro ospitato venerdì 8 maggio tra le mura di Palazzo Turtur ha assunto un peso specifico che va oltre la semplice commemorazione. L’associazione Eredi della Storia, sotto l'instancabile spinta del suo presidente Sergio Ragno, ha voluto fare qualcosa di più: ha cercato di restituire a questa pagina di cronaca la sua reale dignità storica.


Il lavoro di Ragno e dei suoi collaboratori emerge qui in tutta la sua concretezza. Non parliamo di una semplice associazione di appassionati, ma di un presidio che ha saputo trasformare la sede in un museo vivo, un luogo dove la storia "si fa" con le mani. È la cura quasi artigianale nel restaurare cimeli, nel catalogare documenti e nel tenere aperti spazi di riflessione che permette a Molfetta di non smarrire la propria identità. La forza del gruppo guidato da Sergio Ragno sta proprio in questa capacità operativa: saper aggregare competenze diverse per proteggere fisicamente i frammenti del passato prima che il tempo li riduca in polvere. 

Un impegno che ha portato a un risultato tangibile già nel giugno 2022, quando, proprio su forte impulso dell'associazione e dopo anni di ricerche avviate dal compianto Michele Spadavecchia, è stata finalmente inaugurata una strada dedicata alla memoria delle due sorelle. Quel tratto di via, che oggi congiunge il prolungamento di via don Samarelli con via Canonico de Beatis, non è solo toponomastica: è il segno visibile di una giustizia storica finalmente resa.

Accanto a questo impegno è risuonata la voce della professoressa Marta Pisani, figura di spicco della vita civile e culturale molfettese. Oggi Presidente della Commissione Comunale Pari Opportunità e storica anima della Consulta Femminile, la Pisani porta nella sua ricerca la stessa passione che ha caratterizzato i suoi incarichi istituzionali, tra cui quello di Vicesindaco e Assessore alle Politiche Sociali. Da sempre attenta ai diritti — come dimostra il suo impegno nel Tribunale del Malato — e autrice di romanzi incentrati sulla condizione femminile, la studiosa ha setacciato archivi e raccolto testimonianze per ridare voce a chi non l'ha avuta.

Con estrema delicatezza, la Pisani ha scelto di non svelare i segreti del suo prossimo lavoro, "Due fiori recisi al tramonto", di imminente uscita. Ha preferito invece raccontare il "dietro le quinte" di una ricerca durata oltre un anno, fatta di silenzi da interpretare e di lunghe ore passate ad ascoltare chi c’era. È stato forse il momento più intenso della serata: il richiamo alle memorie dei cittadini più anziani, ultimi ponti diretti con quel 1945. Alcuni di loro hanno portato con sé per una vita intera immagini nitide di quei giorni; testimonianze preziose che, se non raccolte oggi, rischierebbero di svanire con la scomparsa dei protagonisti.


È stato forse il momento più intenso della serata: il richiamo alle memorie dei cittadini più anziani. Alcuni di loro hanno portato con sé, per una vita intera, le immagini nitide di quei giorni di maggio. Sono loro gli ultimi ponti diretti con quel 1945; testimonianze preziose che, se non raccolte oggi, rischierebbero di svanire con la scomparsa dei protagonisti.

L’incontro ha così innescato una riflessione necessaria. Il pericolo, oggi, non è solo dimenticare i nomi o le date, ma perdere di vista il contesto umano, quel "clima" in cui certe tragedie maturano. È qui che l’impegno di figure come Ragno e la ricerca della Pisani si fondono: aiutare una città a guardarsi allo specchio, riconoscendo anche le proprie cicatrici per poter camminare con passo più sicuro verso il futuro.

In attesa di leggere il volume della Pisani, Palazzo Turtur ci ha lasciato una certezza: quella di una storia che non urla per avere attenzione, ma che aspetta solo di essere ascoltata con il rispetto che merita.

giovedì 7 maggio 2026

La Prima Pagina, il progetto editoriale nato nel web quando il digitale era una scommessa

Antonio Nesci ripercorre in radio le tappe che hanno portato alla costruzione di una rete editoriale diffusa in Italia e all’estero

Perugia – Trentatré anni di giornalismo, iniziati tra i banchi di scuola e arrivati fino alla costruzione di un network editoriale digitale diffuso in tutta Italia e all’estero. È il percorso raccontato da Antonio Nesci, editore de La Prima Pagina, protagonista di una lunga intervista andata in onda su WGBB Radio e condotta da Attilio Carbone.

Un racconto che parte dagli anni ’90, quando ancora adolescente Nesci muoveva i primi passi nella scrittura collaborando con testate locali e giornali scolastici. Dalle prime firme sulla carta stampata all’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti nel 2002, il suo percorso professionale si è sviluppato tra radio, televisione e nuove piattaforme digitali.

Nel 2009 nasce La Prima Pagina, progetto editoriale interamente online nato in un periodo in cui il giornalismo digitale in Italia era ancora agli inizi. Una scelta innovativa che negli anni ha permesso alla testata di crescere fino all’ingresso nel circuito Google News e alla costruzione di una rete editoriale diffusa in numerose città italiane.

Nel corso dell’intervista, Nesci ha sottolineato il valore della credibilità nell’informazione moderna, ricordando come il giornalismo debba continuare a mantenere al centro il rispetto dei fatti e dei lettori.

Ampio spazio anche all’apertura internazionale del progetto, con iniziative dedicate alle comunità italiane all’estero, soprattutto negli Stati Uniti e in Canada, e alla riflessione sulle trasformazioni del mondo dell’informazione.

L’intervento radiofonico si è trasformato così in un racconto umano e professionale che attraversa oltre tre decenni di cambiamenti nel settore editoriale, mantenendo come filo conduttore la passione per il giornalismo e il rapporto con le persone incontrate lungo il cammino professionale.

Italia-Cina, imprese, al via la Missione Business 2026 con il “Giardino di Eccellenze Italiane”

 

Dal 21 giugno al 3 luglio un percorso tra Nanchino, Shanghai e Zhejiang per favorire l’accesso delle aziende italiane al mercato cinese 

 

Un ponte operativo tra Italia e Cina per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese. È questo l’obiettivo della Missione Business Italia-Cina 2026, un’iniziativa che punta a creare opportunità concrete di sviluppo commerciale attraverso un programma strutturato di incontri istituzionali, relazioni strategiche e attività progettuali.

Il progetto “Giardino di Eccellenze Italiane”

Cuore dell’iniziativa è il progetto “Giardino di Eccellenze Italiane”, una piattaforma permanente dedicata alla promozione e alla rappresentanza delle aziende italiane nella Repubblica Popolare Cinese.

Il progetto prevede diverse linee operative:

·       Spazi di coworking e incubatore attrezzato a Shanghai, disponibili da marzo 2026, per supportare le imprese nell’ingresso nel mercato cinese

·       Uno showroom espositivo di circa 23 mila metri quadrati nella città di Wuhan, attivo da ottobre 2026, pensato come vetrina per il Made in Italy

·       Una piattaforma commerciale online, pronta da luglio 2026, per promuovere e vendere prodotti italiani direttamente sul mercato cinese

La missione: tappe e programma

La missione si svolgerà dal 21 giugno al 3 luglio 2026 e accompagnerà le aziende partecipanti in un percorso articolato tra le principali aree economiche del Paese.

Nanchino | 21-27 giugno

La prima tappa sarà dedicata a:

·       Incontri istituzionali con enti locali

·       Sessioni B2B con importatori e distributori

·       Attività di networking con operatori del mercato cinese

·       Approfondimenti commerciali

Shanghai | 27-30 giugno

A Shanghai si entrerà nel vivo del progetto:

·       Incontri istituzionali e commerciali

·       Attività legate al “Giardino di Eccellenze Italiane”

·       Analisi delle opportunità di sviluppo e collaborazione

Zhejiang | 1-2 luglio

La missione proseguirà con:

·       Visite operative aziendali

·       Incontri per collaborazioni progettuali

·       Approfondimenti industriali e strategici

Il rientro in Italia è previsto per il 3 luglio, con partenza da Shanghai.

Opportunità per le imprese

La partecipazione alla missione è gratuita, con le aziende chiamate a sostenere esclusivamente le spese di viaggio, vitto e alloggio.

L’iniziativa rappresenta un’occasione concreta per:

·       Conoscere direttamente il mercato cinese

·       Valutare opportunità commerciali

·       Avviare relazioni con interlocutori istituzionali e imprenditoriali

Il ruolo di EPROGECT

A supporto del progetto, la società EPROGECT si occupa delle iscrizioni, favorendo connessioni e relazioni tra il sistema imprenditoriale italiano e quello cinese.

L’obiettivo è trasformare la partecipazione delle imprese in presenza stabile e opportunità di business nel mercato asiatico, sempre più centrale negli equilibri economici globali.

Per adesioni:

Cell: 3488066418
Cell: 3343878796
E-mail: 
eprogect@libero.it