giovedì 17 settembre 2026

Simona Carannante, la voce che non si è mai spenta


di Antonio Auricchio

Dalle poesie scritte da bambina al palcoscenico, dal cinema a 26 anni alla maternità e all’insegnamento. Poi il ritorno alla scrittura con L’Ultima Voce della Sibilla. La storia di un’autrice dei Campi Flegrei per la quale, dopo vent’anni, strade apparentemente lontane sembrano tornare a incontrarsi.

POZZUOLI – Napoli- ITALIA Ci sono vocazioni che esplodono subito e altre che attraversano silenziosamente una vita intera, aspettando il momento in cui tutte le esperienze accumulate trovino finalmente un punto d’incontro.

Quella di Simona Carannante, autrice puteolana de L’Ultima Voce della Sibilla, comincia molto prima del suo ultimo libro. Comincia da bambina, quando scrive poesie, danza, interpreta e sale sui palcoscenici scoprendo una sensazione destinata a non abbandonarla più: raccontare storie, attraverso parole, corpo e immagini, è il luogo nel quale si sente a casa.

«Scrivevo già da piccola. Le poesie erano un modo naturale di esprimermi. Ho partecipato anche a concorsi letterari, tra cui uno che raccoglieva 767 autori. Contemporaneamente c’erano la danza, il palcoscenico, l’interpretazione. Allora non avrei saputo mettere insieme tutte queste cose. Oggi mi accorgo che appartenevano probabilmente alla stessa parte di me».

Il cinema a 26 anni

Quella passione trova presto una forma concreta. Carannante studia interpretazione all’Actor’s Center di Roma e Milano con Michael Margotta, approfondendo il metodo Stanislavski, la costruzione del personaggio e l’analisi del testo.

Nel 2006, a 26 anni, arriva davanti alla macchina da presa come protagonista del film L’Ultima Stella. Potrebbe essere l’inizio di una strada già tracciata. Seguono altri provini e, racconta, anche la selezione per un progetto al quale avrebbe preso parte Luca Ward.

Ma qualcosa si ferma.

«Ero giovane e avevo ancora paure e pregiudizi rispetto al mondo del cinema. Avevo anche un’idea molto forte della famiglia e della vita che desideravo costruire. Oggi non giudico quella ragazza: fece le scelte che in quel momento sentiva di poter fare».

Il cinema si allontana. Almeno apparentemente.

Gli anni della vita - Nello stesso 2006 Carannante consegue la laurea in Lingue e Letterature Straniere all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Seguiranno un Master in Direzione e Strategie d’Impresa, diversi percorsi professionali, l’insegnamento, la formazione, l’orientamento dei giovani e la progettazione culturale.

Nel 2008 pubblica Storie di un Bilancio. La scrittura narrativa e poetica continua ad accompagnarla anche quando la quotidianità sembra portarla altrove.

Poi diventa madre. Oggi suo figlio ha 15 anni.
Lavoro, famiglia e responsabilità occupano inevitabilmente lo spazio che prima apparteneva anche al palcoscenico e alla macchina da presa.

Eppure qualcosa rimane.
«Ci sono stati momenti nei quali ho pensato di essermi allontanata dalla mia strada. Ma quella voce dentro di me non si è mai spenta. Potevo cambiare lavoro, avere altre priorità, non trovarmi più su un set. Continuavo però a scrivere, immaginare, osservare le persone. Continuavo a vedere storie».

«Quando scrivo, vedo»
È proprio il verbo vedere a raccontare forse meglio di qualsiasi curriculum il legame rimasto tra scrittura e cinema.

«Quando scrivo non arrivano soltanto le parole. Vedo le scene. Vedo i personaggi muoversi, immagino i luoghi, la luce, un’espressione, persino i silenzi. A volte ho la sensazione di assistere alla scena prima ancora di averla terminata sulla pagina».

Poesia, danza, interpretazione, cinema e letteratura smettono allora di apparire esperienze scollegate.

Sembrano linguaggi differenti attraverso i quali, negli anni, la stessa esigenza creativa ha continuato a cercare spazio.

E forse proprio gli anni apparentemente più lontani dal cinema hanno aggiunto qualcosa.

«Per molto tempo ho pensato che stessi facendo altro. Oggi penso invece che stessi vivendo. E vivere mi ha dato ciò che a 26 anni non potevo avere: persone incontrate, responsabilità, felicità, paure, fragilità. Se avessi continuato allora, probabilmente avrei raccontato altre storie. Oggi scrivo con tutto quello che sono diventata».


Il ritorno della Sibilla

C’è poi Pozzuoli. -  Ci sono i Campi Flegrei.

Cuma, il Lago d’Averno, la Solfatara, Baia, il Rione Terra. Un paesaggio nel quale acqua, fuoco, vulcani, rovine e mito convivono con la quotidianità di migliaia di persone.

È da questa terra che emerge L’Ultima Voce della Sibilla.

La figura antica diventa il punto d’incontro tra memoria personale, mito, identità e territorio.

«La Sibilla appartiene alla mia terra, ma allo stesso tempo può parlare a tutti. Ci mette davanti a ciò che non riusciamo a controllare completamente: il futuro, il destino, la paura. Qui il passato non è qualcosa di lontano. È nelle pietre, nel paesaggio, sotto i nostri piedi. E forse, mentre cercavo la sua voce, stavo ritrovando anche la mia».

Nei Campi Flegrei, del resto, persino l’immobilità è un’illusione.

«Viviamo in una terra che respira. A volte quasi ce ne dimentichiamo, poi è lei stessa a ricordarcelo. Qui bellezza e fragilità convivono continuamente. Crescere con questa consapevolezza credo abbia influenzato profondamente anche il mio modo di guardare la vita».

Il parallelismo con il suo percorso è inevitabile: anche ciò che per anni sembrava immobile, in realtà, continuava a muoversi sotto la superficie.

Una storia ancora aperta

Oggi Carannante non separa più nettamente la scrittrice dalla donna che ha conosciuto il cinema.

«Quando scrivo vedo. Immagino i volti, i movimenti, i luoghi, la luce. Non so quale forma potranno assumere domani le storie che sto scrivendo e non voglio stabilirlo prima. Saranno il lavoro, gli incontri e il tempo a decidere fin dove potranno arrivare».

L’Ultima Voce della Sibilla, del resto, nasce dentro un universo fortemente visivo: il Mediterraneo, le grotte, l’acqua e il fuoco, le rovine, il sottosuolo, il mito e una terra che continua a muoversi sotto la vita degli uomini.

Un immaginario profondamente flegreo, ma costruito intorno a domande che non appartengono soltanto ai Campi Flegrei.

Alla fine rimane una domanda.

Che cosa direbbe oggi Simona Carannante alla ragazza di 26 anni che si trovava davanti a una macchina da presa?

«Le direi di avere meno paura. Ma non le chiederei di cancellare ciò che è venuto dopo, perché senza quella vita non sarei la donna che sono. Non avrei mio figlio, non avrei incontrato tante persone, non avrei conosciuto certe fragilità e probabilmente non scriverei nello stesso modo».

Le direi soltanto: fidati.

Quella voce non se ne andrà».
Forse è qui che si ricompongono i pezzi.
La bambina che scriveva poesie. Il palcoscenico. La giovane attrice. La laureata. L’insegnante. La madre. La progettista culturale. L’autrice.
Non vite differenti, ma capitoli della stessa storia.
E forse Simona Carannante non sta davvero tornando a qualcosa che aveva lasciato.
Forse ci stava andando incontro da vent’anni.
Nei Campi Flegrei la Sibilla interrogava ciò che ancora doveva accadere.
Questa volta non serve chiederle di predire il futuro.
La parte più interessante della storia potrebbe essere proprio quella che deve ancora essere scritta.

Francavilla Fontana, il centrodestra incontra la città: «Costruire un’alternativa forte, coesa e aperta»

Giovedì 17 settembre il centrodestra si ritrova a Palazzo Imperiali per un confronto sul dopo Denuzzo. Sul tavolo servizi, mobilità, rifiuti e rilancio della città

Un momento pubblico per fare il punto sulla situazione politico-amministrativa della città, evidenziare le criticità e avviare un confronto, per iniziare a costruire una proposta alternativa per il futuro di Francavilla Fontana. È l’obiettivo dell’incontro “Francavilla Fontana – Futuro e Prospettive”, promosso dalle forze del centrodestra e in programma giovedì 17 settembre 2026 alle ore 18, nell’Atrio di Palazzo Imperiali, in via Municipio 8.

A promuovere l’iniziativa sono Fratelli d’Italia, Forza Italia, Insieme con Iaia, Prima Francavilla e Lega per Salvini Premier. Interverranno Michele Iaia, consigliere comunale e segretario cittadino di Fratelli d’Italia; Alessio Curto, consigliere comunale e segretario cittadino di Forza Italia; Francesco Birtolo, consigliere comunale della lista civica Insieme con Iaia; Angelo Zullino, presidente della lista civica Prima Francavilla; e Giovanni Iurlaro, segretario cittadino della Lega per Salvini Premier.

Fratelli d’Italia: «Non un cartello elettorale, ma un’alleanza politica»

Per Fratelli d’Italia, l’incontro rappresenta l’inizio di un percorso politico che punta a superare la semplice aggregazione in vista delle elezioni. Una scelta che il partito lega al giudizio espresso sull’attuale fase amministrativa della città, ritenuta caratterizzata da un «deficit di guida politico-amministrativa».

«Abbiamo sempre creduto nella necessità di un’alleanza politica, più che di un cartello elettorale. Non basta vincere le elezioni per governare», è la posizione espressa da Fratelli d’Italia, che punta alla costruzione di «un modello di governo alternativo, di centrodestra, coerente, capace di tracciare le linee per un rilancio di Francavilla Fontana».

La prospettiva indicata è quella di una coalizione aperta anche ad altre realtà, sulla base di una convergenza programmatica e valoriale che, secondo il partito, non deve necessariamente limitarsi alle forze promotrici dell’incontro.

Forza Italia: «Una visione per far tornare protagonista Francavilla»

Forza Italia rivendica il ruolo della propria componente moderata e liberale nella costruzione della proposta alternativa.

«Una Forza Italia moderata e liberale sarà uno dei pilastri della coalizione che rilancia la sua idea di città», afferma il segretario cittadino e consigliere comunale Alessio Curto.

Secondo Curto, Francavilla Fontana attraverserebbe una fase di «difficile stallo politico-amministrativo». Per il segretario azzurro, il ruolo dell’opposizione non deve esaurirsi nella critica all’amministrazione comunale, ma tradursi nella costruzione di una proposta capace di restituire alla città un ruolo da protagonista nel panorama pugliese.

Insieme con Iaia: «Serve una proposta concreta per il futuro della città»

La lista civica Insieme con Iaia, rappresentata dal consigliere comunale Francesco Birtolo, porterà il contributo della componente civica al confronto sulle prospettive amministrative di Francavilla Fontana.

«Questo incontro rappresenta un’occasione importante per confrontarci con i cittadini e iniziare a costruire insieme una proposta seria e concreta per il futuro di Francavilla Fontana. Crediamo che dalle diverse sensibilità presenti possa nascere un progetto capace di mettere al centro le reali esigenze della nostra comunità», dichiara Birtolo.

«Il nostro contributo sarà improntato all’ascolto e alla concretezza. Francavilla ha bisogno di una visione chiara, di programmazione e di risposte sui problemi quotidiani: su questi temi vogliamo confrontarci con le altre forze della coalizione e soprattutto con i cittadini», aggiunge il consigliere comunale.

Prima Francavilla: «Sotto la lente l’attuazione del Pums»

Il movimento civico Prima Francavilla porterà al centro dell’incontro il tema della mobilità urbana e, in particolare, lo stato di attuazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums).

La domanda posta dal movimento riguarda gli effetti concreti prodotti sulla vita quotidiana dei cittadini dagli interventi, dai progetti e dai finanziamenti annunciati negli ultimi anni.

Il Pums, secondo Prima Francavilla, deve essere considerato non soltanto in relazione a piste ciclabili, parcheggi e rotatorie, ma come uno strumento complessivo per intervenire su mobilità, sicurezza e vivibilità urbana. Il movimento chiede quindi di conoscere lo stato di attuazione del Piano, gli interventi effettivamente realizzati, le risorse impegnate e le modalità attraverso le quali sarà garantito il coinvolgimento dei cittadini nel monitoraggio.

«Non cerchiamo polemiche: chiediamo trasparenza, partecipazione e risultati verificabili. Perché amministrare significa rendere conto delle scelte», sottolinea il movimento.

Lega per Salvini Premier: «Priorità a Canale Reale e raccolta rifiuti»

Il segretario cittadino della Lega per Salvini Premier Giovanni Iurlaro porterà al confronto due questioni: la manutenzione del Canale Reale e il servizio di raccolta porta a porta dei rifiuti.

Sul primo fronte, la Lega chiede chiarezza sulle somme riscosse dal Consorzio di Bonifica dell’Arneo, sugli interventi effettuati negli ultimi cinque anni e sui tempi per la pulizia e la messa in sicurezza del canale, proponendo anche un tavolo tra Comune, Consorzio e Regione Puglia.

Sul fronte dei rifiuti, Iurlaro sollecita maggiori controlli sul rispetto del contratto da parte della ditta appaltatrice, interventi contro gli abbandoni nelle campagne e un confronto sulla Tari e sulle modalità della raccolta.

«Amministrare non significa fare annunci, ma garantire servizi che funzionino», afferma Iurlaro, annunciando un’opposizione «seria, documentata e senza sconti, sempre dalla parte dei cittadini».

L’appuntamento del 17 settembre si propone dunque come una prima occasione pubblica per mettere a confronto le diverse sensibilità che compongono il centrodestra francavillese e avviare una discussione sui temi amministrativi e sulle prospettive future della città.

lunedì 14 settembre 2026

CACCIA, CRESCE LA MOBILITAZIONE CONTRO IL DDL: L’INTERVISTA A GIANCARLO DE SALVO

 

La campagna NO DDL Caccia rilancia la raccolta firme per contrastare il provvedimento e propone due quesiti referendari. Ne parliamo con Giancarlo De Salvo, presidente dell’Associazione Rispetto per tutti gli animali.

La caccia torna al centro del confronto politico e sociale. Il tema, da sempre capace di dividere l’opinione pubblica, è oggi nuovamente al centro dell’attenzione per l’iter parlamentare del DDL Caccia e per la mobilitazione delle associazioni che ne contestano contenuti e finalità.

Tra queste c’è l’Associazione Rispetto per tutti gli animali, presieduta da Giancarlo De Salvo, che ha promosso la campagna “NO DDL Caccia”, affiancandola a una raccolta di firme per due quesiti referendari.

L’INIZIATIVA CONTRO IL DDL

La posizione dell’associazione è netta: il nuovo intervento legislativo viene considerato un arretramento sul piano della tutela della fauna selvatica.

Sul sito ufficiale della campagna vengono contestate, tra le altre cose, le modifiche prospettate alla disciplina della caccia e l’eventuale ampliamento delle specie interessate dall’attività venatoria. Si tratta però di valutazioni e argomentazioni proprie dei promotori, che vanno distinte dal contenuto normativo effettivamente approvato dal Parlamento.

L’iter parlamentare è infatti ancora oggetto di confronto. Il Senato indica che il disegno di legge di iniziativa popolare S.1656, intitolato “Stop caccia! Stop uccisioni degli animali per divertimento”, è stato assorbito nel testo S.1552, adottato come testo base nel prosieguo dell’esame parlamentare.

I DUE QUESITI REFERENDARI

La campagna promossa da Rispetto per tutti gli animali propone due distinti quesiti.

Il primo riguarda l’articolo 842 del Codice civile, norma che disciplina l’accesso ai fondi privati per l’esercizio della caccia. I promotori chiedono di eliminare le disposizioni che consentono l’ingresso dei cacciatori nei fondi privati in determinate condizioni.

Il secondo quesito punta invece all’abrogazione dell’articolo 19-ter, con l’obiettivo dichiarato dai promotori di rendere illegale la caccia in Italia.

La raccolta delle firme è stata annunciata anche attraverso iniziative territoriali. Un esempio arriva dal Comune di Marsala, che nei giorni scorsi ha pubblicato l’avviso relativo alla raccolta delle firme trasmesse proprio da Giancarlo De Salvo in qualità di legale rappresentante dell’Associazione Rispetto per tutti gli animali APS.

IL PUNTO DI VISTA DI GIANCARLO DE SALVO

Per comprendere meglio le ragioni della mobilitazione abbiamo intervistato Giancarlo De Salvo, presidente dell’Associazione Rispetto per tutti gli animali.

Con lui abbiamo affrontato quattro questioni: le ragioni dell’opposizione al DDL Caccia, gli obiettivi dei due quesiti referendari, il tema della gestione della fauna selvatica e le modalità attraverso le quali i cittadini possono sostenere l’iniziativa.

Un confronto che parte da una posizione dichiaratamente contraria alla caccia, ma che consente di entrare nel merito delle motivazioni portate avanti dai promotori della campagna.

GUARDA L’INTERVISTA

Nell’intervista, realizzata a cura di Miriana Catacchio, Giancarlo De Salvo illustra la posizione dell’Associazione Rispetto per tutti gli animali e spiega perché ritiene necessario intervenire sul quadro normativo attuale.

UNA QUESTIONE CHE RESTA APERTA

Al di là delle diverse posizioni, la questione della caccia continua a porre interrogativi che riguardano non soltanto l’attività venatoria, ma anche la gestione della fauna selvatica, la tutela della biodiversità, i diritti dei proprietari dei terreni e la sicurezza di chi frequenta boschi e aree rurali.

Il confronto, dunque, non può limitarsi allo scontro tra favorevoli e contrari. Occorre verificare quali siano effettivamente le modifiche legislative proposte, quali conseguenze potrebbero produrre e quali alternative vengano indicate per la gestione degli animali selvatici.

La campagna NO DDL Caccia ha scelto la strada della mobilitazione e dello strumento referendario. Saranno ora le istituzioni, e successivamente eventualmente i cittadini attraverso gli strumenti previsti dalla legge, a determinare il futuro della disciplina.

IN BREVE

La campagna NO DDL Caccia, promossa dall’Associazione Rispetto per tutti gli animali, contesta il nuovo intervento legislativo sulla caccia.

I promotori sostengono due quesiti referendari: uno relativo all’articolo 842 del Codice civile e uno all’articolo 19-ter.

Giancarlo De Salvo, presidente dell’associazione, spiega nell’intervista le ragioni della mobilitazione e gli obiettivi della campagna.

Per approfondire l’iniziativa è possibile consultare il sito ufficiale della campagna NO DDL Caccia.

Campagna NO DDL Caccia

sabato 12 settembre 2026

Barcelona, el escaparate frente al reto digital: “Christmas in September” explora nuevas formas de atraer al consumidor

El 17 de septiembre, Bernadí Hub acogerá una mesa redonda internacional sobre atracción estratégica y seducción comercial. Giuseppe Marco Pasquarella, presidente de Vetrinisti & Visual Europei, participará en el debate sobre el futuro del visual merchandising

¿Qué puede hacer que una persona se detenga ante un escaparate, entre en una tienda y decida permanecer en ella cuando puede encontrar, comparar y comprar prácticamente cualquier producto desde su smartphone?

Esta es una de las preguntas que marcarán “Christmas in September – Attrattività strategica e seduzione commerciale”, el encuentro que se celebrará el 17 de septiembre en Bernadí Hub, en Barcelona, en colaboración con Vetrinisti & Visual Europei.

La iniciativa utilizará la Navidad como un auténtico laboratorio para analizar los mecanismos de la atracción comercial y reflexionar sobre el papel que pueden seguir desempeñando las tiendas físicas en un mercado cada vez más condicionado por las herramientas digitales.

Cuando atraer se convierte en una estrategia

El debate partirá de una cuestión fundamental: ¿la seducción comercial es simplemente decoración o forma parte de una verdadera estrategia?

En este contexto, el escaparate deja de ser únicamente un espacio donde exponer productos y pasa a formar parte de un proyecto más amplio, capaz de conectar al consumidor con el espacio, el producto y la identidad de la marca.

La atención, la emoción, el deseo y la relación se convierten así en elementos fundamentales para diferenciar la experiencia física de la rapidez que ofrece una compra realizada a través de una pantalla.

El presidente Giuseppe Marco Pasquarella: «Atraer es un oficio»

Entre los protagonistas del encuentro estará Giuseppe Marco Pasquarella, presidente de Vetrinisti & Visual Europei, que participará tanto en la mesa redonda como en el workshop dedicado a la profesión.

Su intervención partirá de una idea precisa: «Atraer es un oficio».

Una afirmación que pretende superar una visión del visual merchandising vinculada exclusivamente a la estética. La capacidad de atraer requiere método, técnica, conocimiento, planificación y autoría.

El profesional se convierte así en una figura capaz de diseñar una experiencia comercial y de establecer una relación entre los distintos elementos que componen el espacio.

¿Quién seduce realmente al consumidor?

“Christmas in September” planteará también una cuestión sobre el origen de la capacidad de atracción: ¿es el producto el que seduce, el espacio, la marca o el profesional que diseña la experiencia?

La reflexión permitirá profundizar en el papel de la técnica y de la autoría dentro del visual merchandising, pero también en la necesidad de construir una capacidad de atracción que pueda mantenerse en el tiempo.

No se trata únicamente de captar una mirada durante unos segundos, sino de crear las condiciones para que esa atención se transforme en interés y relación.

La Navidad como observatorio del comercio

La elección de la Navidad como punto de partida responde a su fuerte dimensión emocional y simbólica.

Durante este periodo, escaparates, iluminación, ambientación y espacios comerciales adquieren una relevancia especial. Por ello, el contexto navideño se utilizará para analizar cuestiones que van mucho más allá de una campaña estacional.

El objetivo será comprender cómo la planificación de los espacios y de las atmósferas puede seguir representando un elemento estratégico para el comercio físico en un mundo en el que una parte importante de la relación entre consumidor y producto se desarrolla ya en el entorno digital.

Un encuentro internacional en Barcelona

El encuentro será presentado por Arantxa Bernadí y moderado por Lluís Carbonell.

Junto a Giuseppe Marco Pasquarella participarán Pablo Soto, Lisardo Mendo, Ingo Kerstjens, Anna Rubí y Maria Callís.

El 17 de septiembre, Bernadí Hub se convertirá así en un espacio de reflexión internacional sobre el presente y el futuro del visual merchandising y de la comunicación comercial.

La cuestión de fondo será cómo conseguir que el espacio físico siga teniendo capacidad de atracción cuando todo parece estar al alcance de un clic. Una respuesta que “Christmas in September” buscará precisamente en la profesionalización del proceso: la atracción no puede dejarse al azar, sino que debe diseñarse.

venerdì 11 settembre 2026

«Presidente Meloni, dalla Puglia 500mila firme»: Rocco Monaco di UTELIT CONSUM chiede preferenze e pensioni da almeno 1.000 euro per gli invalidi


Rocco Monaco, dopo aver affrontato cinque gravi patologie, lancia la petizione popolare nazionale: preferenze per eleggere deputati e senatori, pensioni di almeno 1.000 euro per invalidi e persone fragili, tempi certi per le cure e assistenza domiciliare uguale in tutta Italia


«Ripristinate le preferenze per eleggere Camera e Senato, altrimenti non voteremo chi non sosterrà questa battaglia». È il messaggio con cui Rocco Monaco, Presidente Nazionale di Utelit Consum APS, porta davanti al Parlamento la petizione popolare nazionale “Scegliere e vivere con dignità”, trasmessa ufficialmente l’8 settembre 2026 alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica. L’obiettivo è raggiungere 500mila firme e chiedere a tutte le forze politiche, senza distinzione tra maggioranza e opposizione, di pronunciarsi pubblicamente su sei proposte concrete.

Dopo il ritorno delle preferenze, la seconda grande battaglia riguarda invalidi e persone fragili, per i quali Utelit Consum chiede pensioni di almeno 1.000 euro al mese. Seguono tempi massimi nazionali per visite, esami e interventi, tutela dei caregiver, Assistenza Domiciliare Integrata dalle 7 alle 20 e una legge nazionale che garantisca gli stessi diritti nell’assistenza domiciliare in tutte le Regioni.

Con la lettera istituzionale firmata dal Presidente Nazionale Rocco Monaco, Utelit Consum chiede un riscontro scritto sui sei punti, l’individuazione di interlocutori istituzionali e la possibilità di essere ricevuta con una propria delegazione nelle sedi parlamentari. Monaco ha formalmente manifestato la disponibilità dell’Associazione a incontri e possibili audizioni.

«A 70 anni continuo a combattere per i più deboli»

La mobilitazione nasce anche dall’esperienza personale vissuta negli ultimi anni dal Presidente Nazionale di Utelit Consum, che ha conosciuto direttamente numerosi ospedali e diverse realtà sanitarie italiane.

«Negli ultimi cinque anni, a causa di un tumore, di una dissezione aortica, del trapianto renale e delle successive infezioni, ho conosciuto direttamente numerosi ospedali e diverse realtà sanitarie. Nei reparti ho incontrato e ascoltato pazienti e familiari provenienti da ogni parte d’Italia», racconta Monaco.

Un’esperienza che non cancella, ma anzi rafforza, il riconoscimento delle eccellenze presenti nel Servizio sanitario nazionale.

«Pur avendone conosciuto anche le difficoltà e le criticità, posso affermare di essere rinato tre volte grazie all’eccellenza della sanità italiana e alla competenza, alla dedizione e all’umanità dei suoi professionisti».

Da quanto vissuto personalmente e dalle testimonianze raccolte nei reparti nasce la decisione di trasformare quelle difficoltà in una battaglia nazionale.

«A 70 anni, dopo aver affrontato cinque gravi patologie, continuo a combattere per difendere i più deboli e le persone fragili. Questa iniziativa è promossa nella massima trasparenza, a titolo gratuito e con l’unica finalità di contribuire alla tutela dei cittadini che hanno più bisogno di ascolto, assistenza e diritti concreti», afferma Monaco.

I sei punti portati davanti al Parlamento


La petizione “Scegliere e vivere con dignità” concentra la mobilitazione su sei richieste:

1.    Ripristino delle preferenze per l’elezione della Camera e del Senato, superando le liste bloccate e restituendo ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente chi li rappresenta.

2.    Tempi massimi nazionali per visite, esami e interventi, certi, esigibili e uniformi in tutta Italia, con monitoraggio pubblico e responsabilità effettive delle direzioni generali in caso di inadempienze sistematiche.

3.    Tutela concreta delle persone fragili e dei caregiver, attraverso percorsi semplici, continuità assistenziale, presa in carico reale e un referente chiaramente individuato per ogni situazione complessa.

4.    Pensioni di almeno 1.000 euro mensili per invalidi e persone fragili, affinché curarsi, alimentarsi e vivere dignitosamente siano diritti effettivamente garantiti.

5.    Assistenza Domiciliare Integrata dalle ore 7:00 alle ore 20:00 in tutte le Regioni, con un servizio adeguato ai bisogni clinici di malati cronici, persone non autosufficienti, trapiantati e cittadini fragili.

6.    Una legge nazionale per uniformare l’assistenza domiciliare, stabilendo livelli di servizio, personale, orari, controlli e diritti uguali in tutto il Paese ed eliminando le attuali disparità territoriali.

Una campagna apartitica rivolta a maggioranza e opposizione


Utelit Consum APS
ribadisce che la campagna non appartiene ad alcun partito. La petizione viene sottoposta con lo stesso spirito alle forze di maggioranza e opposizione, alle quali viene chiesto di esprimersi pubblicamente sulle sei proposte.

L’obiettivo nazionale è raggiungere almeno 500mila sottoscrizioni, con un primo traguardo pubblico fissato a 50mila firme e una successiva tappa di 100mila firme da presentare alle istituzioni.

L’appello ai cittadini: «Firmate e aprite un Comitato nella vostra città»

La partecipazione alla campagna e la sottoscrizione della petizione sono completamente gratuite. Utelit Consum invita cittadini, famiglie, associazioni, operatori sanitari e volontari a sostenere e diffondere l’iniziativa.

L’Associazione punta inoltre alla costituzione di un Comitato locale per la petizione in ogni città italiana, mettendo a disposizione materiali e indicazioni operative per chi intenda collaborare gratuitamente alla raccolta delle firme sul territorio.

La petizione può essere sottoscritta attraverso Utelit Consum – Petizione “Scegliere e vivere con dignità”.

giovedì 10 settembre 2026

Ceglie Messapica, dal fegato al cuore: un congresso per affrontare la MASLD come malattia sistemica

Il 18 e 19 settembre “Steatotic Liver Disease 2.0” riunirà internisti, epatologi, cardiologi, diabetologi, nefrologi e oncologi. Responsabile scientifica Emanuela Ciracì, direttrice della Medicina Interna dell’Ospedale di Ostuni

Guardare oltre il fegato per comprendere e affrontare una patologia che può coinvolgere diversi aspetti della salute del paziente. È uno dei punti centrali del congresso “Steatotic Liver Disease 2.0 – Un anno di novità per un approccio multidisciplinare ad una malattia sistemica”, in programma 18 e 19 settembre 2026 a Ceglie Messapica.

La due giorni si svolgerà nella Sala Congressi del Centro di Riabilitazione ASL Brindisi e sarà dedicata alle più recenti acquisizioni sulla MASLD, la malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica.

Responsabile scientifica è la dottoressa Emanuela Ciracì, direttrice dell'U.O.C. di Medicina Interna dell'Ospedale di Ostuni.

Una patologia oltre i confini dell’epatologia

Il programma scientifico parte dalla natura sistemica della MASLD e dalla necessità di valutare non soltanto gli esiti epatici, ma anche quelli extraepatici.

Da qui la scelta di coinvolgere professionisti provenienti da differenti specialità. Accanto a epatologi e internisti saranno presenti diabetologi, cardiologi, nefrologi e oncologi, insieme a infermieri, biologi, fisioterapisti e assistenti sanitari.

L'obiettivo è favorire una presa in carico capace di integrare le diverse competenze e costruire percorsi clinico-assistenziali condivisi.

Cinque sessioni scientifiche

Nel corso delle cinque sessioni saranno approfonditi i meccanismi della malattia, le nuove terapie metaboliche, la diagnosi precoce e il ruolo delle tecnologie digitali.

Spazio anche a epatiti virali, screening dell'epatocarcinoma, ecografia, sistemi intelligenti applicati alle lesioni epatiche e nuove frontiere terapeutiche dei tumori epato-biliari.

«Questo congresso dimostra come la competenza clinica, il lavoro di squadra e il confronto tra discipline possano trasformarsi in cure sempre più tempestive, personalizzate e vicine alla persona».

L'evento è destinato a 100 partecipanti, prevede 9 crediti ECM ed è a iscrizione gratuita e obbligatoria.

mercoledì 9 settembre 2026

CENA BIANCA SOTTO LE STELLE 2026 XVIII edizione

Domenica 6 Settembre 2026 - Ikebana Group in collaborazione con Rosanna Roxy Lovaglio Direttore Artistico e presentatrice hanno organizzato: la XVIII^ Edizione della CENA BIANCA SOTTO LE STELLE 2026 evento patrocinato dal Comune di Gravina in Puglia, diventato un cult e appuntamento fisso per la Città, questa volta presso Al Vecchio Crapo Ristorante-Pizzeria. 

Ricordando i tempi in cui i nostri genitori, i nostri nonni si riversavano nelle strade a dialogare a condividere idee, cibi, a cantare stornelli e perché no ad improvvisare balli in gruppo anche in camicia da notte. La Cena in Bianco più numerosa d’Italia, si è pensato ai balli in bianco del ‘500, alle feste in spiaggia anni ’60, agli aperitivi in Bianco anni ‘90, agli eventi Glamour in bianco in giro per il mondo. Niente plastica, niente lattine e niente carta in tavola insomma una Cena a difesa e rispetto per l’ ambiente. 

La Cena Bianca si contraddistingue da tutte le altre per le 5 E che la connotano: Eleganza, Estetica, Educazione, Etica Ecologia. I partecipanti hanno abbellito i propri tavoli con fiori, runner, alzatine, candelabri ed ornamenti vari, per cui ci sono state premiazioni: miglior Allestimento tavoli, Miglior Outfit Mister e Outfit Miss. 

L’esaltazione del bianco ha avuto il valore fortissimo della normalità, di un colore neutro, sobrio, semplice, elegante, pulito che ha le caratteristiche di uniformare tutto dando risalto ai volti delle persone. Un colore positivo, fotograficamente di grande impatto e suggestione. 


Dietro questo evento c’ è stata la voglia di centinaia di persone di fare tutti insieme un qualcosa di inconsueto e speciale, con un risultato bellissimo. Stare insieme con eleganza, degustando cibi tipicamente gravinesi( crostini con composta di diavolicchi, pancotto, ciambotto di cruschi e pomodorini, pallone di Gravina, ricotta locale, pane casereccio con lievito madre cotto a legna, pettole, zucchine alla poverella con menta delle nostre Murge. 

Una magia unica con una bellissima cartolina della bella Gravina, i tanti ringraziamenti e le tante mail e i post sui social testimoniano con parole e messaggi che questo evento è stato diverso dagli altri. 

 La CENA IN BIANCO SOTTO LE STELLE A GRAVINA IN PUGLIA quest’ anno è cominciata con la preghiera per benedire il cibo e gli astanti, erano presenti due sacerdoti Don Renato De Souza e Don Oliveira, subito dopo due cantanti lirici hanno intonato alcuni classici napoletani invitando a sventolare i tovaglioli di stoffa in segno di allegria in un contenitore al centro della nostra bella Gravina, infatti un’altra cartolina di Gravina “in bianco” si diffonderà sul web portando con sé i valori espressi dalle grandi “E”. 

Un evento sentito e che ha l’ intento di creare Turismo, cultura e soprattutto valorizzare talenti, creando anche inclusione. La presentatrice Rosanna Roxy Lovaglio ai microfoni ha ringraziato personalmente il Sindaco il Dottor Fedele Lagreca, chiedendo l’ intervento dell’ Assessore Avv. Antonella Lorusso per i saluti Istituzionali dell’ Amministrazione Comunale. 

Durante la Cena il partèrre era rappresentato dalla Talent Scout Mediaset e Rai Isabella Abiuso, da Luca Venturi discografico On The Set Amici, Sanremo e trasmissioni TV,dalla show girl cantante Serena De Bari proveniente da Amici di Maria De Filippi dalla Perfomer Ballerina Luisa Mancarella proveniente da l’ Operà di Berlino e da tanti  Artisti provenienti da trasmissioni televisive Nazionali. 

Ad ogni partecipante sono stati consegnati souvenir di Gravina e attestati di partecipazione all’ evento. Il tutto sotto l’ occhio vigile di fotografi e cameraman per immortalare i momenti salienti della Cena 2026 a Gravina in Puglia, il sound e il service audio/luci e palco è stato curato da Pino Loconsole per Ikebana Service.

Rosanna Lovaglio

lunedì 7 settembre 2026

Dalle vetrine italiane al mondo: “Window Display” festeggia dieci anni e guarda alle nuove sfide

Il 12 ottobre nella Sala degli Arazzi a Roma il decennale dell’iniziativa dell’Associazione Vetrinisti & Visual Europei. Internazionalizzazione, tecnologia e formazione al centro del percorso verso il futuro

Dieci anni sono un traguardo, ma possono diventare soprattutto un nuovo punto di partenza. È con questo spirito che “Window Display nel Mondo” si prepara a celebrare il proprio decennale, guardando alle trasformazioni che attendono la vetrinistica e il Visual Merchandising.

La giornata celebrativa si svolgerà lunedì 12 ottobre 2026 alle ore 15.00 a Roma, nella prestigiosa Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in via Veneto 33.

Un percorso sempre più internazionale

Promossa dall'Associazione Vetrinisti & Visual Europei, l'iniziativa ha costruito negli anni un percorso legato non soltanto alla valorizzazione della professione, ma anche alla formazione e all'internazionalizzazione del settore.

Il presidente Giuseppe Marco Pasquarella, insieme al Direttivo, è al lavoro per trasformare il decennale in un'occasione di confronto tra le diverse realtà che compongono questo mondo.

L'obiettivo è mettere in relazione esperienze, competenze e prospettive differenti, mantenendo come elemento comune la valorizzazione della creatività e del Made in Italy.

Tecnologia e nuove competenze cambiano il mestiere

Nel futuro del comparto avranno un peso crescente anche innovazione tecnologica e nuove competenze professionali.

Per questo il decennale intende sottolineare l'importanza della formazione e della collaborazione tra professionisti, scuole, imprese e istituzioni, chiamati a confrontarsi con nuovi strumenti e nuovi linguaggi della comunicazione.

In questo scenario cambia anche il concetto stesso di vetrina: non più soltanto luogo fisico di esposizione, ma strumento narrativo e comunicativo, capace di valorizzare prodotti, territori e identità.

Un riconoscimento alle diverse anime del settore

Nel corso della manifestazione saranno assegnati riconoscimenti nelle categorie Scuole, Concorso Vetrine 2026, Partner, Benemerenze Professionali e Istituzionali, Internazionale, Maestro d'Arte, Arte, Storytelling, Comunicazione, Giornalismo, Fotografia di Moda e Vetrina Internazionale.

Il decennale romano vuole quindi unire memoria e futuro: celebrare dieci anni di storia e contemporaneamente costruire le basi per una nuova stagione della vetrinistica e del Visual Merchandising.

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Meta Description: Window Display nel Mondo celebra dieci anni e guarda al futuro: il 12 ottobre a Roma focus su internazionalizzazione, formazione e innovazione.

Frase chiave: Window Display internazionalizzazione

venerdì 4 settembre 2026

DDL CIELI BLU SUPERA LE 50.000 FIRME. FRIDA CHIALASTRI: «ORA SERVE UNA RISPOSTA DALLE ISTITUZIONI»


La proposta di legge di iniziativa popolare “Cieli Blu – Divieto attività di ingegneria climatica (geoingegneria)” ha raggiunto e superato la soglia delle 50.000 firme necessarie per proseguire il proprio iter.

Un risultato che arriva dopo mesi di mobilitazione e che segna un passaggio importante per il comitato promotore, anche se la raccolta delle sottoscrizioni non è ancora conclusa. Il sito ufficiale dell’iniziativa conferma infatti che le firme nei Comuni potranno essere raccolte fino al 16 ottobre, mentre la raccolta online terminerà il 9 novembre 2026.

Per questo motivo il raggiungimento del quorum rappresenta un traguardo, ma non la conclusione del percorso.

L’INTERVISTA DI IDEANEWS

A fare il punto sulla situazione è Frida Chialastri, promotrice dell’iniziativa, intervistata dall’ingegner Mario Di Gregorio per IdeaNews Magazine.

Guarda l’intervista completa su YouTube

Nell’intervista viene ripercorsa la storia di Cieli Blu, a partire dalle osservazioni personali del cielo che, secondo il racconto della promotrice, hanno rappresentato il punto di partenza di un successivo approfondimento giuridico e documentale.

Chialastri ricorda inoltre l’incontro con il maresciallo Roberto Nuzzo e i convegni realizzati nel 2023, indicando in quella fase un momento significativo nella costruzione dell’iniziativa.

LA MOBILITAZIONE E IL RUOLO DELL’INFORMAZIONE

Il raggiungimento delle 50.000 firme è arrivato anche attraverso una rete di cittadini, associazioni, volontari e realtà dell’informazione che hanno contribuito alla conoscenza dell’iniziativa.

Tra queste, la promotrice cita il lavoro svolto da Radio Idea, IdeaNews, dal circuito Airplay e da Telecolor, insieme alle rubriche curate da Roberto Nuzzo-

Per Radio Idea, il percorso sul DDL Cieli Blu si inserisce nella collaborazione con il Maresciallo Roberto Nuzzo, iniziata nel novembre 2021 e proseguita nel tempo con numerosi appuntamenti settimanali dedicati all’ambiente, all’atmosfera e alle tematiche portate all’attenzione dell’opinione pubblica.

UN RISULTATO CHE NON CHIUDE LA RACCOLTA

Nel corso dell’intervista Chialastri sottolinea che l’obiettivo iniziale era quello di raccogliere un numero di firme superiore alla soglia minima.

Il superamento delle 50.000 sottoscrizioni viene quindi considerato un risultato importante, ma il comitato punta a proseguire la mobilitazione fino alla conclusione della raccolta.

Il motivo è anche procedurale: le firme raccolte nei Comuni e attraverso le diverse iniziative territoriali dovranno completare il loro percorso di verifica e gli adempimenti previsti prima del successivo iter istituzionale.

Il sito ufficiale di Cieli Blu invita infatti a continuare la raccolta, indicando nel 16 ottobre la scadenza per le firme nei Comuni e nel 9 novembre quella per la sottoscrizione online.

IL CONFRONTO POLITICO

Un altro tema affrontato nell’intervista riguarda il sostegno ricevuto da esponenti politici e realtà associative differenti.

Nell’intervista, Chialastri richiama in particolare il sostegno di Marco Rizzo e sottolinea il carattere trasversale che, a suo giudizio, dovrebbe avere l’iniziativa. Tra le adesioni e i sostegni raccolti attorno al DDL Cieli Blu figurano inoltre Amedeo Ciccanti e Domenico Scilipoti, oltre a diverse associazioni e realtà territoriali.

La promotrice rivendica un carattere trasversale della proposta e auspica che il tema venga affrontato dalle diverse forze politiche, indipendentemente dal loro orientamento.

LA QUESTIONE DELLE CRITICHE

Nel raccontare il percorso, Chialastri parla anche delle difficoltà incontrate e di quella che definisce una “campagna diffamatoria” nei confronti dell’iniziativa.

Si tratta, in questo caso, di una valutazione della promotrice e non di un fatto giudiziario accertato. La stessa Chialastri spiega di avere scelto di non concentrare le proprie energie in azioni giudiziarie, preferendo proseguire il lavoro sulla raccolta delle firme.

È un passaggio che testimonia quanto il tema rimanga divisivo e quanto il confronto sul DDL Cieli Blu continui a svilupparsi anche in un contesto caratterizzato da posizioni molto differenti.

GEOINGEGNERIA E SCIE DEGLI AEREI: DUE PIANI DA DISTINGUERE

La discussione sulla proposta di legge si inserisce in un dibattito più ampio sulla geoingegneria e sulle tecniche di modificazione meteorologica.

È importante, però, mantenere una distinzione tra l’esistenza documentata della ricerca sulla geoingegneria e l’affermazione secondo cui le normali scie degli aerei di linea costituirebbero irrorazioni chimiche clandestine.

La prima questione è oggetto di studi e discussioni scientifiche e istituzionali; la seconda richiede invece prove specifiche e verificabili.

Il fatto che esistano ricerche e ipotesi sulla modificazione della radiazione solare o sul cloud seeding non costituisce, di per sé, una dimostrazione dell’esistenza di programmi clandestini di irrorazione attraverso il traffico aereo civile.

È una distinzione fondamentale anche per affrontare il dibattito sul DDL Cieli Blu senza confondere dati documentati, interpretazioni e affermazioni ancora controverse.

COSA SUCCEDE ADESSO

Il raggiungimento delle 50.000 firme costituisce dunque un passaggio importante, ma non equivale ancora alla conclusione dell’iter.

La raccolta proseguirà fino alle scadenze previste. Successivamente saranno necessari gli adempimenti e le verifiche previsti dalla procedura per una proposta di legge di iniziativa popolare.

Solo a quel punto potrà svilupparsi il successivo percorso istituzionale e parlamentare.

Nel frattempo, il comitato promotore punta a raccogliere ulteriori sottoscrizioni, mentre il dibattito pubblico continua.

Per IdeaNews e per le radio del circuito Airplay, il raggiungimento del quorum rappresenta quindi non un punto di arrivo, ma una nuova fase dell’informazione su una vicenda che ha ormai assunto una dimensione nazionale.

Il tema resta aperto. E, proprio per questo, sarà importante seguire ciò che accadrà dopo la conclusione della raccolta firme, verificando documenti, procedure e posizioni delle istituzioni.

lunedì 31 agosto 2026

Dal 2017 alla “policrisi”: il Festival della Cooperazione Internazionale compie dieci anni e interroga il futuro

Crisi economiche, pandemia, emergenze ambientali e guerre hanno accompagnato la storia della manifestazione. Nel 2026 il decennale tra Ostuni, San Vito dei Normanni, Francavilla Fontana e Lucera

Quando il Festival della Cooperazione Internazionale muoveva i primi passi nel 2017, difficilmente si sarebbe potuto prevedere quanto rapidamente sarebbe cambiato il mondo nei dieci anni successivi.

Crisi economiche, pandemia, emergenze ambientali, guerre e tensioni geopolitiche hanno segnato un decennio nel quale fenomeni apparentemente differenti hanno finito sempre più spesso per intrecciarsi.

È quella che i promotori definiscono “policrisi” e dalla quale partirà la decima edizione del Festival, intitolata “Civiltà dell’amore, civiltà della terra”.

Un anniversario che non vuole guardare soltanto indietro

Il decennale sarà celebrato nell'autunno 2026 con un programma diffuso tra Ostuni, San Vito dei Normanni, Francavilla Fontana e Lucera.

Ma l'anniversario non sarà utilizzato soltanto per ripercorrere quanto realizzato nelle nove edizioni precedenti.

L'obiettivo dichiarato è interrogarsi su ciò che viene dopo, partendo da una constatazione: di fronte alla frammentazione del presente occorre tornare a individuare ciò che può unire persone e popoli.

Da qui il richiamo alla “civiltà dell’amore”, intesa come ricerca di un modello di convivenza fondato su pace, solidarietà, diritti, inclusione e custodia dell'umano.

Pensiero e azione nei “Dialoghi di civiltà”

Uno degli strumenti scelti saranno i nuovi “Dialoghi di civiltà”, che metteranno in relazione filosofia, società, geopolitica, cooperazione e responsabilità collettiva.

L'intenzione è evitare che la riflessione resti esclusivamente teorica, facendo dialogare il pensiero con esperienze e proposte concrete.

La stessa impostazione caratterizzerà gli approfondimenti sui conflitti in Ucraina, Palestina e Sud Sudan, utilizzati come punto di partenza per affrontare il tema della solidarietà internazionale e delle conseguenze delle guerre sulle persone più vulnerabili.

La custodia dell’umano

A promuovere il Festival sono la Rete Italiana Disabilità e Sviluppo e l'Associazione Italiana Amici di Follereau.

Nel 2026 particolare attenzione sarà dedicata ai vent'anni della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, attraverso il convegno nazionale “Salute e Inclusione”.

Nel programma entreranno inoltre il tema delle persone con demenza e le esperienze delle sette Comunità Amiche delle Persone con Demenza della Puglia.

Dal 7 all'11 ottobre, infine, Ostuni ospiterà il Campo studi AIFO.

Dieci anni dopo il primo appuntamento, il Festival riparte quindi dalla convinzione che le crisi del presente non possano essere affrontate soltanto separatamente, ma richiedano una nuova capacità di pensare insieme pace, ambiente, diritti e dignità della persona.