venerdì 11 settembre 2026

«Presidente Meloni, dalla Puglia 500mila firme»: Rocco Monaco di UTELIT CONSUM chiede preferenze e pensioni da almeno 1.000 euro per gli invalidi


Rocco Monaco, dopo aver affrontato cinque gravi patologie, lancia la petizione popolare nazionale: preferenze per eleggere deputati e senatori, pensioni di almeno 1.000 euro per invalidi e persone fragili, tempi certi per le cure e assistenza domiciliare uguale in tutta Italia


«Ripristinate le preferenze per eleggere Camera e Senato, altrimenti non voteremo chi non sosterrà questa battaglia». È il messaggio con cui Rocco Monaco, Presidente Nazionale di Utelit Consum APS, porta davanti al Parlamento la petizione popolare nazionale “Scegliere e vivere con dignità”, trasmessa ufficialmente l’8 settembre 2026 alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica. L’obiettivo è raggiungere 500mila firme e chiedere a tutte le forze politiche, senza distinzione tra maggioranza e opposizione, di pronunciarsi pubblicamente su sei proposte concrete.

Dopo il ritorno delle preferenze, la seconda grande battaglia riguarda invalidi e persone fragili, per i quali Utelit Consum chiede pensioni di almeno 1.000 euro al mese. Seguono tempi massimi nazionali per visite, esami e interventi, tutela dei caregiver, Assistenza Domiciliare Integrata dalle 7 alle 20 e una legge nazionale che garantisca gli stessi diritti nell’assistenza domiciliare in tutte le Regioni.

Con la lettera istituzionale firmata dal Presidente Nazionale Rocco Monaco, Utelit Consum chiede un riscontro scritto sui sei punti, l’individuazione di interlocutori istituzionali e la possibilità di essere ricevuta con una propria delegazione nelle sedi parlamentari. Monaco ha formalmente manifestato la disponibilità dell’Associazione a incontri e possibili audizioni.

«A 70 anni continuo a combattere per i più deboli»

La mobilitazione nasce anche dall’esperienza personale vissuta negli ultimi anni dal Presidente Nazionale di Utelit Consum, che ha conosciuto direttamente numerosi ospedali e diverse realtà sanitarie italiane.

«Negli ultimi cinque anni, a causa di un tumore, di una dissezione aortica, del trapianto renale e delle successive infezioni, ho conosciuto direttamente numerosi ospedali e diverse realtà sanitarie. Nei reparti ho incontrato e ascoltato pazienti e familiari provenienti da ogni parte d’Italia», racconta Monaco.

Un’esperienza che non cancella, ma anzi rafforza, il riconoscimento delle eccellenze presenti nel Servizio sanitario nazionale.

«Pur avendone conosciuto anche le difficoltà e le criticità, posso affermare di essere rinato tre volte grazie all’eccellenza della sanità italiana e alla competenza, alla dedizione e all’umanità dei suoi professionisti».

Da quanto vissuto personalmente e dalle testimonianze raccolte nei reparti nasce la decisione di trasformare quelle difficoltà in una battaglia nazionale.

«A 70 anni, dopo aver affrontato cinque gravi patologie, continuo a combattere per difendere i più deboli e le persone fragili. Questa iniziativa è promossa nella massima trasparenza, a titolo gratuito e con l’unica finalità di contribuire alla tutela dei cittadini che hanno più bisogno di ascolto, assistenza e diritti concreti», afferma Monaco.

I sei punti portati davanti al Parlamento


La petizione “Scegliere e vivere con dignità” concentra la mobilitazione su sei richieste:

1.    Ripristino delle preferenze per l’elezione della Camera e del Senato, superando le liste bloccate e restituendo ai cittadini la possibilità di scegliere direttamente chi li rappresenta.

2.    Tempi massimi nazionali per visite, esami e interventi, certi, esigibili e uniformi in tutta Italia, con monitoraggio pubblico e responsabilità effettive delle direzioni generali in caso di inadempienze sistematiche.

3.    Tutela concreta delle persone fragili e dei caregiver, attraverso percorsi semplici, continuità assistenziale, presa in carico reale e un referente chiaramente individuato per ogni situazione complessa.

4.    Pensioni di almeno 1.000 euro mensili per invalidi e persone fragili, affinché curarsi, alimentarsi e vivere dignitosamente siano diritti effettivamente garantiti.

5.    Assistenza Domiciliare Integrata dalle ore 7:00 alle ore 20:00 in tutte le Regioni, con un servizio adeguato ai bisogni clinici di malati cronici, persone non autosufficienti, trapiantati e cittadini fragili.

6.    Una legge nazionale per uniformare l’assistenza domiciliare, stabilendo livelli di servizio, personale, orari, controlli e diritti uguali in tutto il Paese ed eliminando le attuali disparità territoriali.

Una campagna apartitica rivolta a maggioranza e opposizione


Utelit Consum APS
ribadisce che la campagna non appartiene ad alcun partito. La petizione viene sottoposta con lo stesso spirito alle forze di maggioranza e opposizione, alle quali viene chiesto di esprimersi pubblicamente sulle sei proposte.

L’obiettivo nazionale è raggiungere almeno 500mila sottoscrizioni, con un primo traguardo pubblico fissato a 50mila firme e una successiva tappa di 100mila firme da presentare alle istituzioni.

L’appello ai cittadini: «Firmate e aprite un Comitato nella vostra città»

La partecipazione alla campagna e la sottoscrizione della petizione sono completamente gratuite. Utelit Consum invita cittadini, famiglie, associazioni, operatori sanitari e volontari a sostenere e diffondere l’iniziativa.

L’Associazione punta inoltre alla costituzione di un Comitato locale per la petizione in ogni città italiana, mettendo a disposizione materiali e indicazioni operative per chi intenda collaborare gratuitamente alla raccolta delle firme sul territorio.

La petizione può essere sottoscritta attraverso Utelit Consum – Petizione “Scegliere e vivere con dignità”.

giovedì 10 settembre 2026

Ceglie Messapica, dal fegato al cuore: un congresso per affrontare la MASLD come malattia sistemica

Il 18 e 19 settembre “Steatotic Liver Disease 2.0” riunirà internisti, epatologi, cardiologi, diabetologi, nefrologi e oncologi. Responsabile scientifica Emanuela Ciracì, direttrice della Medicina Interna dell’Ospedale di Ostuni

Guardare oltre il fegato per comprendere e affrontare una patologia che può coinvolgere diversi aspetti della salute del paziente. È uno dei punti centrali del congresso “Steatotic Liver Disease 2.0 – Un anno di novità per un approccio multidisciplinare ad una malattia sistemica”, in programma 18 e 19 settembre 2026 a Ceglie Messapica.

La due giorni si svolgerà nella Sala Congressi del Centro di Riabilitazione ASL Brindisi e sarà dedicata alle più recenti acquisizioni sulla MASLD, la malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica.

Responsabile scientifica è la dottoressa Emanuela Ciracì, direttrice dell'U.O.C. di Medicina Interna dell'Ospedale di Ostuni.

Una patologia oltre i confini dell’epatologia

Il programma scientifico parte dalla natura sistemica della MASLD e dalla necessità di valutare non soltanto gli esiti epatici, ma anche quelli extraepatici.

Da qui la scelta di coinvolgere professionisti provenienti da differenti specialità. Accanto a epatologi e internisti saranno presenti diabetologi, cardiologi, nefrologi e oncologi, insieme a infermieri, biologi, fisioterapisti e assistenti sanitari.

L'obiettivo è favorire una presa in carico capace di integrare le diverse competenze e costruire percorsi clinico-assistenziali condivisi.

Cinque sessioni scientifiche

Nel corso delle cinque sessioni saranno approfonditi i meccanismi della malattia, le nuove terapie metaboliche, la diagnosi precoce e il ruolo delle tecnologie digitali.

Spazio anche a epatiti virali, screening dell'epatocarcinoma, ecografia, sistemi intelligenti applicati alle lesioni epatiche e nuove frontiere terapeutiche dei tumori epato-biliari.

«Questo congresso dimostra come la competenza clinica, il lavoro di squadra e il confronto tra discipline possano trasformarsi in cure sempre più tempestive, personalizzate e vicine alla persona».

L'evento è destinato a 100 partecipanti, prevede 9 crediti ECM ed è a iscrizione gratuita e obbligatoria.

mercoledì 9 settembre 2026

CENA BIANCA SOTTO LE STELLE 2026 XVIII edizione

Domenica 6 Settembre 2026 - Ikebana Group in collaborazione con Rosanna Roxy Lovaglio Direttore Artistico e presentatrice hanno organizzato: la XVIII^ Edizione della CENA BIANCA SOTTO LE STELLE 2026 evento patrocinato dal Comune di Gravina in Puglia, diventato un cult e appuntamento fisso per la Città, questa volta presso Al Vecchio Crapo Ristorante-Pizzeria. 

Ricordando i tempi in cui i nostri genitori, i nostri nonni si riversavano nelle strade a dialogare a condividere idee, cibi, a cantare stornelli e perché no ad improvvisare balli in gruppo anche in camicia da notte. La Cena in Bianco più numerosa d’Italia, si è pensato ai balli in bianco del ‘500, alle feste in spiaggia anni ’60, agli aperitivi in Bianco anni ‘90, agli eventi Glamour in bianco in giro per il mondo. Niente plastica, niente lattine e niente carta in tavola insomma una Cena a difesa e rispetto per l’ ambiente. 

La Cena Bianca si contraddistingue da tutte le altre per le 5 E che la connotano: Eleganza, Estetica, Educazione, Etica Ecologia. I partecipanti hanno abbellito i propri tavoli con fiori, runner, alzatine, candelabri ed ornamenti vari, per cui ci sono state premiazioni: miglior Allestimento tavoli, Miglior Outfit Mister e Outfit Miss. 

L’esaltazione del bianco ha avuto il valore fortissimo della normalità, di un colore neutro, sobrio, semplice, elegante, pulito che ha le caratteristiche di uniformare tutto dando risalto ai volti delle persone. Un colore positivo, fotograficamente di grande impatto e suggestione. 


Dietro questo evento c’ è stata la voglia di centinaia di persone di fare tutti insieme un qualcosa di inconsueto e speciale, con un risultato bellissimo. Stare insieme con eleganza, degustando cibi tipicamente gravinesi( crostini con composta di diavolicchi, pancotto, ciambotto di cruschi e pomodorini, pallone di Gravina, ricotta locale, pane casereccio con lievito madre cotto a legna, pettole, zucchine alla poverella con menta delle nostre Murge. 

Una magia unica con una bellissima cartolina della bella Gravina, i tanti ringraziamenti e le tante mail e i post sui social testimoniano con parole e messaggi che questo evento è stato diverso dagli altri. 

 La CENA IN BIANCO SOTTO LE STELLE A GRAVINA IN PUGLIA quest’ anno è cominciata con la preghiera per benedire il cibo e gli astanti, erano presenti due sacerdoti Don Renato De Souza e Don Oliveira, subito dopo due cantanti lirici hanno intonato alcuni classici napoletani invitando a sventolare i tovaglioli di stoffa in segno di allegria in un contenitore al centro della nostra bella Gravina, infatti un’altra cartolina di Gravina “in bianco” si diffonderà sul web portando con sé i valori espressi dalle grandi “E”. 

Un evento sentito e che ha l’ intento di creare Turismo, cultura e soprattutto valorizzare talenti, creando anche inclusione. La presentatrice Rosanna Roxy Lovaglio ai microfoni ha ringraziato personalmente il Sindaco il Dottor Fedele Lagreca, chiedendo l’ intervento dell’ Assessore Avv. Antonella Lorusso per i saluti Istituzionali dell’ Amministrazione Comunale. 

Durante la Cena il partèrre era rappresentato dalla Talent Scout Mediaset e Rai Isabella Abiuso, da Luca Venturi discografico On The Set Amici, Sanremo e trasmissioni TV,dalla show girl cantante Serena De Bari proveniente da Amici di Maria De Filippi dalla Perfomer Ballerina Luisa Mancarella proveniente da l’ Operà di Berlino e da tanti  Artisti provenienti da trasmissioni televisive Nazionali. 

Ad ogni partecipante sono stati consegnati souvenir di Gravina e attestati di partecipazione all’ evento. Il tutto sotto l’ occhio vigile di fotografi e cameraman per immortalare i momenti salienti della Cena 2026 a Gravina in Puglia, il sound e il service audio/luci e palco è stato curato da Pino Loconsole per Ikebana Service.

Rosanna Lovaglio

lunedì 7 settembre 2026

Dalle vetrine italiane al mondo: “Window Display” festeggia dieci anni e guarda alle nuove sfide

Il 12 ottobre nella Sala degli Arazzi a Roma il decennale dell’iniziativa dell’Associazione Vetrinisti & Visual Europei. Internazionalizzazione, tecnologia e formazione al centro del percorso verso il futuro

Dieci anni sono un traguardo, ma possono diventare soprattutto un nuovo punto di partenza. È con questo spirito che “Window Display nel Mondo” si prepara a celebrare il proprio decennale, guardando alle trasformazioni che attendono la vetrinistica e il Visual Merchandising.

La giornata celebrativa si svolgerà lunedì 12 ottobre 2026 alle ore 15.00 a Roma, nella prestigiosa Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in via Veneto 33.

Un percorso sempre più internazionale

Promossa dall'Associazione Vetrinisti & Visual Europei, l'iniziativa ha costruito negli anni un percorso legato non soltanto alla valorizzazione della professione, ma anche alla formazione e all'internazionalizzazione del settore.

Il presidente Giuseppe Marco Pasquarella, insieme al Direttivo, è al lavoro per trasformare il decennale in un'occasione di confronto tra le diverse realtà che compongono questo mondo.

L'obiettivo è mettere in relazione esperienze, competenze e prospettive differenti, mantenendo come elemento comune la valorizzazione della creatività e del Made in Italy.

Tecnologia e nuove competenze cambiano il mestiere

Nel futuro del comparto avranno un peso crescente anche innovazione tecnologica e nuove competenze professionali.

Per questo il decennale intende sottolineare l'importanza della formazione e della collaborazione tra professionisti, scuole, imprese e istituzioni, chiamati a confrontarsi con nuovi strumenti e nuovi linguaggi della comunicazione.

In questo scenario cambia anche il concetto stesso di vetrina: non più soltanto luogo fisico di esposizione, ma strumento narrativo e comunicativo, capace di valorizzare prodotti, territori e identità.

Un riconoscimento alle diverse anime del settore

Nel corso della manifestazione saranno assegnati riconoscimenti nelle categorie Scuole, Concorso Vetrine 2026, Partner, Benemerenze Professionali e Istituzionali, Internazionale, Maestro d'Arte, Arte, Storytelling, Comunicazione, Giornalismo, Fotografia di Moda e Vetrina Internazionale.

Il decennale romano vuole quindi unire memoria e futuro: celebrare dieci anni di storia e contemporaneamente costruire le basi per una nuova stagione della vetrinistica e del Visual Merchandising.

Slug: window-display-dieci-anni-internazionalizzazione-vetrinistica

Meta Description: Window Display nel Mondo celebra dieci anni e guarda al futuro: il 12 ottobre a Roma focus su internazionalizzazione, formazione e innovazione.

Frase chiave: Window Display internazionalizzazione

venerdì 4 settembre 2026

DDL CIELI BLU SUPERA LE 50.000 FIRME. FRIDA CHIALASTRI: «ORA SERVE UNA RISPOSTA DALLE ISTITUZIONI»


La proposta di legge di iniziativa popolare “Cieli Blu – Divieto attività di ingegneria climatica (geoingegneria)” ha raggiunto e superato la soglia delle 50.000 firme necessarie per proseguire il proprio iter.

Un risultato che arriva dopo mesi di mobilitazione e che segna un passaggio importante per il comitato promotore, anche se la raccolta delle sottoscrizioni non è ancora conclusa. Il sito ufficiale dell’iniziativa conferma infatti che le firme nei Comuni potranno essere raccolte fino al 16 ottobre, mentre la raccolta online terminerà il 9 novembre 2026.

Per questo motivo il raggiungimento del quorum rappresenta un traguardo, ma non la conclusione del percorso.

L’INTERVISTA DI IDEANEWS

A fare il punto sulla situazione è Frida Chialastri, promotrice dell’iniziativa, intervistata dall’ingegner Mario Di Gregorio per IdeaNews Magazine.

Guarda l’intervista completa su YouTube

Nell’intervista viene ripercorsa la storia di Cieli Blu, a partire dalle osservazioni personali del cielo che, secondo il racconto della promotrice, hanno rappresentato il punto di partenza di un successivo approfondimento giuridico e documentale.

Chialastri ricorda inoltre l’incontro con il maresciallo Roberto Nuzzo e i convegni realizzati nel 2023, indicando in quella fase un momento significativo nella costruzione dell’iniziativa.

LA MOBILITAZIONE E IL RUOLO DELL’INFORMAZIONE

Il raggiungimento delle 50.000 firme è arrivato anche attraverso una rete di cittadini, associazioni, volontari e realtà dell’informazione che hanno contribuito alla conoscenza dell’iniziativa.

Tra queste, la promotrice cita il lavoro svolto da Radio Idea, IdeaNews, dal circuito Airplay e da Telecolor, insieme alle rubriche curate da Roberto Nuzzo-

Per Radio Idea, il percorso sul DDL Cieli Blu si inserisce nella collaborazione con il Maresciallo Roberto Nuzzo, iniziata nel novembre 2021 e proseguita nel tempo con numerosi appuntamenti settimanali dedicati all’ambiente, all’atmosfera e alle tematiche portate all’attenzione dell’opinione pubblica.

UN RISULTATO CHE NON CHIUDE LA RACCOLTA

Nel corso dell’intervista Chialastri sottolinea che l’obiettivo iniziale era quello di raccogliere un numero di firme superiore alla soglia minima.

Il superamento delle 50.000 sottoscrizioni viene quindi considerato un risultato importante, ma il comitato punta a proseguire la mobilitazione fino alla conclusione della raccolta.

Il motivo è anche procedurale: le firme raccolte nei Comuni e attraverso le diverse iniziative territoriali dovranno completare il loro percorso di verifica e gli adempimenti previsti prima del successivo iter istituzionale.

Il sito ufficiale di Cieli Blu invita infatti a continuare la raccolta, indicando nel 16 ottobre la scadenza per le firme nei Comuni e nel 9 novembre quella per la sottoscrizione online.

IL CONFRONTO POLITICO

Un altro tema affrontato nell’intervista riguarda il sostegno ricevuto da esponenti politici e realtà associative differenti.

Nell’intervista, Chialastri richiama in particolare il sostegno di Marco Rizzo e sottolinea il carattere trasversale che, a suo giudizio, dovrebbe avere l’iniziativa. Tra le adesioni e i sostegni raccolti attorno al DDL Cieli Blu figurano inoltre Amedeo Ciccanti e Domenico Scilipoti, oltre a diverse associazioni e realtà territoriali.

La promotrice rivendica un carattere trasversale della proposta e auspica che il tema venga affrontato dalle diverse forze politiche, indipendentemente dal loro orientamento.

LA QUESTIONE DELLE CRITICHE

Nel raccontare il percorso, Chialastri parla anche delle difficoltà incontrate e di quella che definisce una “campagna diffamatoria” nei confronti dell’iniziativa.

Si tratta, in questo caso, di una valutazione della promotrice e non di un fatto giudiziario accertato. La stessa Chialastri spiega di avere scelto di non concentrare le proprie energie in azioni giudiziarie, preferendo proseguire il lavoro sulla raccolta delle firme.

È un passaggio che testimonia quanto il tema rimanga divisivo e quanto il confronto sul DDL Cieli Blu continui a svilupparsi anche in un contesto caratterizzato da posizioni molto differenti.

GEOINGEGNERIA E SCIE DEGLI AEREI: DUE PIANI DA DISTINGUERE

La discussione sulla proposta di legge si inserisce in un dibattito più ampio sulla geoingegneria e sulle tecniche di modificazione meteorologica.

È importante, però, mantenere una distinzione tra l’esistenza documentata della ricerca sulla geoingegneria e l’affermazione secondo cui le normali scie degli aerei di linea costituirebbero irrorazioni chimiche clandestine.

La prima questione è oggetto di studi e discussioni scientifiche e istituzionali; la seconda richiede invece prove specifiche e verificabili.

Il fatto che esistano ricerche e ipotesi sulla modificazione della radiazione solare o sul cloud seeding non costituisce, di per sé, una dimostrazione dell’esistenza di programmi clandestini di irrorazione attraverso il traffico aereo civile.

È una distinzione fondamentale anche per affrontare il dibattito sul DDL Cieli Blu senza confondere dati documentati, interpretazioni e affermazioni ancora controverse.

COSA SUCCEDE ADESSO

Il raggiungimento delle 50.000 firme costituisce dunque un passaggio importante, ma non equivale ancora alla conclusione dell’iter.

La raccolta proseguirà fino alle scadenze previste. Successivamente saranno necessari gli adempimenti e le verifiche previsti dalla procedura per una proposta di legge di iniziativa popolare.

Solo a quel punto potrà svilupparsi il successivo percorso istituzionale e parlamentare.

Nel frattempo, il comitato promotore punta a raccogliere ulteriori sottoscrizioni, mentre il dibattito pubblico continua.

Per IdeaNews e per le radio del circuito Airplay, il raggiungimento del quorum rappresenta quindi non un punto di arrivo, ma una nuova fase dell’informazione su una vicenda che ha ormai assunto una dimensione nazionale.

Il tema resta aperto. E, proprio per questo, sarà importante seguire ciò che accadrà dopo la conclusione della raccolta firme, verificando documenti, procedure e posizioni delle istituzioni.

lunedì 31 agosto 2026

Dal 2017 alla “policrisi”: il Festival della Cooperazione Internazionale compie dieci anni e interroga il futuro

Crisi economiche, pandemia, emergenze ambientali e guerre hanno accompagnato la storia della manifestazione. Nel 2026 il decennale tra Ostuni, San Vito dei Normanni, Francavilla Fontana e Lucera

Quando il Festival della Cooperazione Internazionale muoveva i primi passi nel 2017, difficilmente si sarebbe potuto prevedere quanto rapidamente sarebbe cambiato il mondo nei dieci anni successivi.

Crisi economiche, pandemia, emergenze ambientali, guerre e tensioni geopolitiche hanno segnato un decennio nel quale fenomeni apparentemente differenti hanno finito sempre più spesso per intrecciarsi.

È quella che i promotori definiscono “policrisi” e dalla quale partirà la decima edizione del Festival, intitolata “Civiltà dell’amore, civiltà della terra”.

Un anniversario che non vuole guardare soltanto indietro

Il decennale sarà celebrato nell'autunno 2026 con un programma diffuso tra Ostuni, San Vito dei Normanni, Francavilla Fontana e Lucera.

Ma l'anniversario non sarà utilizzato soltanto per ripercorrere quanto realizzato nelle nove edizioni precedenti.

L'obiettivo dichiarato è interrogarsi su ciò che viene dopo, partendo da una constatazione: di fronte alla frammentazione del presente occorre tornare a individuare ciò che può unire persone e popoli.

Da qui il richiamo alla “civiltà dell’amore”, intesa come ricerca di un modello di convivenza fondato su pace, solidarietà, diritti, inclusione e custodia dell'umano.

Pensiero e azione nei “Dialoghi di civiltà”

Uno degli strumenti scelti saranno i nuovi “Dialoghi di civiltà”, che metteranno in relazione filosofia, società, geopolitica, cooperazione e responsabilità collettiva.

L'intenzione è evitare che la riflessione resti esclusivamente teorica, facendo dialogare il pensiero con esperienze e proposte concrete.

La stessa impostazione caratterizzerà gli approfondimenti sui conflitti in Ucraina, Palestina e Sud Sudan, utilizzati come punto di partenza per affrontare il tema della solidarietà internazionale e delle conseguenze delle guerre sulle persone più vulnerabili.

La custodia dell’umano

A promuovere il Festival sono la Rete Italiana Disabilità e Sviluppo e l'Associazione Italiana Amici di Follereau.

Nel 2026 particolare attenzione sarà dedicata ai vent'anni della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, attraverso il convegno nazionale “Salute e Inclusione”.

Nel programma entreranno inoltre il tema delle persone con demenza e le esperienze delle sette Comunità Amiche delle Persone con Demenza della Puglia.

Dal 7 all'11 ottobre, infine, Ostuni ospiterà il Campo studi AIFO.

Dieci anni dopo il primo appuntamento, il Festival riparte quindi dalla convinzione che le crisi del presente non possano essere affrontate soltanto separatamente, ma richiedano una nuova capacità di pensare insieme pace, ambiente, diritti e dignità della persona.

martedì 25 agosto 2026

«Non bruciamo i 300 milioni dei Giochi del Mediterraneo»: Monaco (Utelit Consum) elogia Ferrarese e rilancia periferie e riconversione dell’Ilva

Il Presidente Nazionale dell’Associazione Consumatori elogia il lavoro del Commissario Massimo Ferrarese e guarda oltre l’evento: «Il modello utilizzato per le opere diventi il punto di partenza per un progetto speciale dedicato alla città, senza dimenticare i lavoratori»

Mentre Taranto vive i XX Giochi del Mediterraneo e si trova al centro dell’attenzione nazionale e internazionale, il Presidente Nazionale di Utelit Consum, Rocco Monaco, parte dal risultato raggiunto con la realizzazione delle opere per guardare già alla sfida successiva: trasformare il grande evento sportivo in un punto di partenza per il futuro della città.

Per Monaco, il lavoro portato avanti dal Commissario Straordinario Massimo Ferrarese rappresenta un esempio concreto di capacità amministrativa e realizzativa che merita di essere riconosciuto, soprattutto alla luce dei tempi estremamente ridotti nei quali è stato necessario preparare Taranto a un appuntamento internazionale di questa portata.

«Siamo di fronte a un vero e proprio modello amministrativo ed esecutivo che merita di essere evidenziato a livello nazionale», dichiara Rocco Monaco. «Nonostante i tempi strettissimi, l’operato del Commissario Straordinario Massimo Ferrarese è stato impeccabile. È stato dimostrato che anche davanti a una sfida enorme è possibile realizzare infrastrutture di altissima qualità, rispettando le risorse pubbliche e raggiungendo gli obiettivi».

Dai Giochi alla città: «Adesso un progetto speciale per le periferie»

Secondo il Presidente Nazionale di Utelit Consum, tuttavia, proprio il successo dei Giochi deve aprire una nuova fase. Dopo gli importanti interventi realizzati per accogliere la manifestazione, l’attenzione deve progressivamente allargarsi alle altre necessità di una città che per decenni ha pagato un prezzo altissimo sul piano ambientale, sociale ed economico.

«Taranto è stata una città martoriata per troppi anni e oggi finalmente abbiamo davanti agli occhi un’immagine diversa», sottolinea Monaco. «Il lavoro realizzato per i Giochi dimostra quello che si può fare quando esistono obiettivi, responsabilità e capacità di portarli a termine. Adesso, però, bisogna continuare. Dopo gli interventi realizzati per la città in occasione dei Giochi, credo sia arrivato il momento di pensare a un progetto speciale dedicato alle periferie, perché il rilancio di Taranto deve riguardare tutto il territorio e tutti i cittadini».

L’obiettivo, secondo Utelit Consum, deve essere quello di evitare che l’eccezionale accelerazione impressa dai Giochi resti circoscritta alla manifestazione sportiva. Le infrastrutture realizzate devono continuare a vivere e, soprattutto, il metodo utilizzato per raggiungere questo risultato può rappresentare un riferimento per affrontare altre questioni strategiche della città.

«Il patrimonio realizzato continui a vivere»

Resta quindi centrale anche il futuro delle opere costruite e riqualificate per i Giochi del Mediterraneo.

«Abbiamo investito oltre 300 milioni di euro in impianti e infrastrutture che stanno regalando prestigio e visibilità a Taranto e alla Puglia. Non possiamo permettere che, una volta conclusi i Giochi, questo patrimonio perda progressivamente valore. Le strutture devono continuare a essere utilizzate per lo sport, i giovani, le associazioni e per creare nuove occasioni di sviluppo sociale ed economico», afferma Monaco.

Per il Presidente di Utelit Consum, è proprio la capacità di costruire un’eredità duratura a determinare il vero successo di un grande evento: non soltanto ciò che accade durante i giorni delle competizioni, ma soprattutto quello che rimane alla comunità negli anni successivi.

Il nodo Ilva: «Riconversione sì, ma salvando tutti i lavoratori»

Nel futuro immaginato da Monaco per Taranto entra inevitabilmente anche la grande questione industriale. Il Presidente Nazionale di Utelit Consum richiama la necessità di affrontare il tema dell’Ilva attraverso un progetto di riconversione capace di coniugare il futuro della città con la tutela dell’occupazione.

«Da decenni continuiamo a spendere risorse enormi senza riuscire a dare una soluzione definitiva. Io credo che serva un grande progetto di riconversione dell’Ilva, ma con un punto fermo: salvaguardare tutti i lavoratori», afferma Monaco. «Non possiamo pensare che la risposta sia lasciare per quindici o vent’anni delle persone in cassa integrazione. Sono lavoratori, professionalità e famiglie che devono tornare a essere protagonisti. Anche un percorso di riconversione e di eventuale smantellamento richiederebbe moltissime figure professionali: utilizziamo queste competenze, formiamo dove necessario e restituiamo a queste persone un ruolo produttivo».

L’appello di Rocco Monaco è dunque quello di non considerare i Giochi come un traguardo isolato, ma come la dimostrazione di ciò che Taranto può realizzare quando istituzioni, risorse e capacità amministrativa vengono indirizzate verso un obiettivo preciso.

«Ferrarese ha dimostrato che, anche partendo con tempi difficilissimi, i risultati possono arrivare. Adesso bisogna avere lo stesso coraggio per affrontare le altre grandi sfide di Taranto: far vivere le opere realizzate, intervenire seriamente sulle periferie e costruire una riconversione industriale che tuteli i lavoratori. I Giochi stanno mostrando al mondo una Taranto nuova: facciamo in modo che questa trasformazione continui anche quando le gare saranno finite», conclude il Presidente Nazionale di Utelit Consum.

lunedì 24 agosto 2026

Nuova Panda, Rialzi 4×4 prepara la sospensione rialzata ad aria

L’azienda di Margine Coperta lavora da circa nove mesi a una nuova soluzione dedicata all’ultima generazione della Panda


Dopo oltre trent’anni di esperienza legata alla Panda, Rialzi 4×4 guarda alla nuova generazione della vettura e lavora a un progetto di sospensioni rialzate ad aria.


L’azienda ha sede a Margine Coperta, frazione del comune di Massa e Cozzile, in provincia di Pistoia, ed è specializzata nella progettazione e realizzazione di kit di rialzo, molle, sospensioni, ammortizzatori rialzati e rinforzati e componenti per Panda e mezzi destinati all’off road.


La sua storia parte da una passione per la Panda nata nel 1992, mentre il Team Rialzi 4×4 è operativo dal 1998. Un percorso iniziato con semplici sperimentazioni e progressivamente evoluto attraverso lo sviluppo di soluzioni sempre più complesse.


L’ultima novità riguarda proprio la nuova Panda.


Da circa nove mesi Rialzi 4×4 sta infatti lavorando a una sospensione specifica basata su un sistema di sollevamento ad aria.


Il progetto punta a superare la configurazione basata esclusivamente sulla tradizionale molla, introducendo un elemento pneumatico all’interno del sistema di sospensione.


Si tratta di un nuovo passaggio nel percorso tecnico dell’azienda.


Dai primi rialzi degli anni Novanta si è arrivati alle modifiche sulla componentistica dell’avantreno, quindi alle sospensioni regolabili, filettate e maggiorate e ai più recenti kit nei quali è possibile intervenire su diversi parametri dell’assetto.


Adesso la nuova frontiera è rappresentata proprio dalla tecnologia ad aria.


Anche questa soluzione, secondo quanto indicato da Rialzi 4×4, viene sviluppata e costruita in Italia, mantenendo la filosofia produttiva seguita dall’azienda.


La nuova Panda diventa così il prossimo capitolo di un rapporto iniziato più di trent’anni fa: cambiano le generazioni dell’auto, ma Rialzi 4×4 continua a sviluppare nuove soluzioni per portarla oltre i limiti dell’utilizzo tradizionale.

venerdì 14 agosto 2026

Alessio Sundas: «Il talento va dimostrato». Nasce il Principio di Valorizzazione per cambiare il calcio

Il procuratore sportivo punta su dati, algoritmi e analisi delle performance: al centro Algorithm.Soccer e un percorso dedicato soprattutto ai giovani tra i 13 e i 17 anni

Il calcio entra sempre più nell'era dei dati e Alessio Sundas vuole trasformare questa evoluzione in un nuovo metodo per individuare e sviluppare il talento. L'imprenditore e procuratore sportivo italiano presenta il “Principio di Valorizzazione di Sundas”, un modello che integra osservazione tradizionale, analisi delle prestazioni e percorsi individuali di crescita.

Alla base c'è una convinzione precisa: avere talento non significa automaticamente riuscire a trasformarlo in una carriera.

«Un talento nascosto è come un Van Gogh o un Monet chiuso in una stanza: può avere un valore enorme, ma se nessuno riesce a vederlo quel valore rischia di rimanere sconosciuto», sostiene Sundas.

La proposta non vuole sostituire scout, allenatori e osservatori con algoritmi. Al contrario, Sundas immagina una combinazione tra esperienza umana e parametri oggettivi.

L'obiettivo è riuscire a stabilire non soltanto se un giocatore sia promettente, ma perché lo sia, quali caratteristiche possieda e quali aspetti debba migliorare.

«Non possiamo limitarci a dire che un giocatore è forte. Dobbiamo spiegare perché. Il calcio deve passare dal “secondo me” al “dimostramelo”».

Lo strumento attraverso il quale applicare questo principio è Algorithm.Soccer, piattaforma che utilizza la ASM Measurement Unit, un'unità proprietaria pensata per analizzare differenti indicatori tecnici, atletici e tattici.

La misurazione diventa quindi il punto di partenza, non quello di arrivo: individuata una carenza, il passo successivo consiste nella costruzione di un programma personalizzato per migliorarla.

Particolare attenzione viene dedicata alla fascia tra 13 e 17 anni.

Per Sundas è proprio durante questa fase che l'analisi può assumere il maggiore valore formativo.

«Il dato non deve bocciare un ragazzo. Deve aiutarlo a capire quale strada seguire per migliorare».

La sfida è utilizzare tecnologia, analisi video e intelligenza artificiale per rendere più leggibile il potenziale dei calciatori anche in un mercato internazionale.

«Il futuro appartiene alla performance misurabile. Il talento resta fondamentale, ma bisogna riuscire a dimostrarne il valore».

mercoledì 12 agosto 2026

Assistenza domiciliare: «In Puglia i pazienti fragili costretti in ospedale per una terapia che potrebbero fare a casa», la denuncia di Rocco Monaco (Utelit Consum)


Il presidente nazionale di Utelit Consum denuncia limiti orari e graduatorie dell’Assistenza Domiciliare Integrata in Puglia e chiama in causa Regione, ASL e Consiglio regionale: «Costringere un paziente al ricovero per una terapia che potrebbe ricevere a casa è uno spreco oltre che un problema di dignità»


L’Associazione Nazionale Consumatori Utelit Consum, sotto la guida del suo Presidente Nazionale Rocco Monaco, solleva una grave criticità che colpisce quotidianamente centinaia di cittadini e famiglie fragili in tutta la Regione Puglia: le inefficienze strutturali e i limiti orari dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).

Attualmente, persone in condizioni di estrema fragilità e non autosufficienza si trovano non solo costrette ad affrontare liste d’attesa e graduatorie per accedere alle cure a casa, ma devono anche fare i conti con un servizio erogato esclusivamente nella fascia oraria tra le 07:45 e le 13:30.


Una situazione che, secondo Utelit Consum, finisce per produrre un vero e proprio paradosso: quando una terapia non può essere garantita a domicilio negli orari necessari, l’alternativa diventa il ricovero ospedaliero, con conseguenze per il paziente e costi ben più elevati per la collettività.
 

Il confronto con le altre Regioni: «E poi ci vogliamo paragonare al Nord?»


Come fermamente evidenziato dal Presidente Nazionale Rocco Monaco: «Ci riempiamo spesso la bocca di grandi proclami, ma poi ci vogliamo davvero paragonare alle Regioni del Nord?».


Mentre in diverse realtà italiane, come Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Lazio, Toscana e Piemonte, l'Assistenza Domiciliare è ampiamente strutturata fino alle ore 20:00 e prevede la copertura o pronta reperibilità H24 (24 ore su 24, 7 giorni su 7) per i pazienti ad alta complessità e per la somministrazione di terapie salvavita, in Puglia il servizio si interrompe a metà giornata.


Un'organizzazione così rigida genera, secondo l’associazione, un paradosso insostenibile per la salute dei pazienti e per la stessa organizzazione sanitaria: terapie che potrebbero essere somministrate a domicilio rischiano di trasformarsi nella necessità di un ricovero ospedaliero.


Per Monaco il problema, dunque, non riguarda soltanto l’estensione dell’orario di un servizio, ma investe direttamente il modello di assistenza riservato alle persone più fragili e il modo in cui vengono utilizzate le risorse della sanità pubblica.


Le richieste ufficiali a Regione, ASL e Consiglio Regionale


Attraverso questa nota ufficiale, il Presidente Nazionale dell'Associazione Nazionale Consumatori Utelit Consum, Rocco Monaco, invia una segnalazione formale diretta al Presidente Antonio Decaro, all'Assessore Donato Pentassuglia, a tutti i Consiglieri Regionali e ai Direttori Generali delle ASL pugliesi, chiedendo di azzerare questo divario e adeguare la sanità pugliese agli standard delle regioni più avanzate d'Italia mediante:

  • L'eliminazione delle graduatorie di blocco per le prestazioni ADI a favore dei pazienti ad alta complessità e fragilità;

  • L'estensione della copertura oraria dell'ADI alle fasce pomeridiane e serali, almeno fino alle ore 20:00 e con turnazione/reperibilità H24 per le terapie infusionali complesse;

  • L'istituzione di un servizio rapido di continuità terapeutica ospedale-territorio per la gestione dei farmaci ad uso ospedaliero a domicilio.

«Non è ammissibile che la mancanza di un turno infermieristico pomeridiano trasformi gli ospedali pugliesi in parcheggi per terapie che in altre Regioni d'Italia vengono eseguite comodamente a casa H24. Chiediamo alle autorità sanitarie e ai consiglieri regionali risposte immediate e un piano di riorganizzazione dell'ADI che metta davvero al centro la dignità del paziente e l'uso efficiente delle risorse pubbliche», dichiara con forza il Presidente Nazionale Rocco Monaco.

martedì 11 agosto 2026

“Visioni Future, dai sogni alla realtà”: inaugurata al Museo Civico di Ostuni la mostra promossa dal Gruppo Giovani Soci della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni


Fino al 31 agosto in esposizione le opere realizzate da dodici ragazzi del Villaggio SOS di Ostuni attraverso un percorso educativo dedicato all’intelligenza artificiale generativa


È stata inaugurata giovedì 7 agosto al Museo Civico di Ostuni, in Via Cattedrale, 15, la mostra “Visioni Future, dai sogni alla realtà”, progetto promosso dal Gruppo Giovani Soci della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni che ha coinvolto dodici ragazze e ragazzi del Villaggio SOS di Ostuni in un percorso educativo e creativo dedicato all’intelligenza artificiale generativa.


L’esposizione, visitabile fino al 31 agosto, rappresenta una nuova tappa di un progetto che nei mesi scorsi aveva visto le opere presentate per la prima volta negli spazi della Banca. L’iniziativa prosegue così il proprio percorso aprendosi a un pubblico ancora più ampio e confermando il valore della collaborazione tra cooperazione, realtà sociali e istituzioni culturali del territorio.


Un percorso tra tecnologia, creatività e futuro


Il progetto, curato dagli esperti di Aulab, si è sviluppato attraverso cinque incontri formativi basati sul metodo del learning by doing. I ragazzi sono stati accompagnati alla scoperta dei modelli di intelligenza artificiale generativa e delle tecniche di prompt engineering, sperimentando la realizzazione di immagini, illustrazioni, video e contenuti audio.

Il percorso si è tradotto nel progetto “Visualizza il tuo futuro con l’IA!”, durante il quale ogni ragazzo ha potuto mettere a frutto le competenze acquisite per realizzare delle bellissime rappresentazioni visive.


Le dodici opere esposte diventano così il racconto di altrettanti modi di guardare al domani. Sogni, emozioni, speranze e aspirazioni prendono forma attraverso la tecnologia, utilizzata non come fine ma come strumento creativo ed educativo capace di dare voce ai giovani.


Ad accogliere l’esposizione è il Museo Civico di Ostuni, nell’ambito di un percorso orientato a rafforzare il rapporto tra l’istituzione culturale e la comunità.


«Il Museo di Ostuni è ben lieto di ospitare questa mostra perché intercetta una direttrice di marcia del Museo: quella di aprirsi nei confronti della società e della realtà circostante, raccogliendone istanze ed esigenze. Un progetto come questo possiede una valenza sociale ed educativa particolarmente significativa», ha dichiarato il presidente dell’Istituzione Museo di Ostuni, Giuseppe Abbracciavento.


Abbracciavento ha posto l’accento anche sul rapporto tra tecnologia e persona: «Si parla spesso della necessità di conservare una “riserva di umanità” di fronte all’intelligenza artificiale. I lavori realizzati dai ragazzi dimostrano invece come possa esserci un vero riempimento di umanità, perché attraverso queste opere la tecnologia viene arricchita dalle relazioni, dall’incontro e dall’esperienza umana».


Una prospettiva che guarda anche all’evoluzione del Museo, con l’obiettivo, ha sottolineato Abbracciavento, di «restituire alla comunità un museo aperto al futuro, in grado di percorrere nuove strade».


Il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, Francesco Zaccaria, ha sottolineato il valore della prosecuzione del percorso espositivo e la capacità del progetto di creare una rete tra giovani, cooperazione e territorio.


«Siamo particolarmente soddisfatti che “Visioni Future” prosegua il proprio percorso all’interno del Museo Civico di Ostuni. Un progetto nato dalla collaborazione tra la nostra Banca, il Gruppo Giovani Soci e il Villaggio SOS continua così a incontrare la comunità e a raccontare le aspirazioni dei suoi giovani protagonisti», ha dichiarato Zaccaria.


«La cooperazione significa anche creare occasioni di crescita e costruire relazioni. Attraverso questo progetto l’intelligenza artificiale è diventata uno strumento al servizio della creatività e della capacità dei ragazzi di immaginare il proprio domani. Investire sui giovani significa investire sul futuro della comunità e accompagnarli significa offrire loro strumenti e opportunità perché possano diventarne protagonisti».

La nuova tappa espositiva conferma quindi la vocazione di “Visioni Future, dai sogni alla realtà” come progetto capace di mettere in relazione innovazione tecnologica, educazione e dimensione sociale, trasformando l’intelligenza artificiale in uno strumento attraverso il quale i giovani possono raccontarsi e dare forma alle proprie aspirazioni.

sabato 8 agosto 2026

Italia fuori dal Mondiale? Alessio Sundas: «Prima di scegliere il commissario tecnico, si ripensi un sistema che non valorizza più i giovani»

Il procuratore sportivo lancia un appello al calcio italiano: «Nel mondo si allenano i calciatori con dati, algoritmi e intelligenza artificiale. Noi continuiamo a discutere solo di allenatori»

Cambiare il commissario tecnico non basta. Per tornare competitiva e riconquistare un posto ai prossimi Mondiali, l’Italia deve avere il coraggio di rivoluzionare il proprio modello di formazione dei giovani calciatori. Ne è convinto il procuratore sportivo Alessio Sundas, che interviene nel dibattito sul futuro del calcio italiano proponendo un cambio di paradigma basato sull’analisi scientifica delle prestazioni individuali.

Secondo Sundas, il vero ritardo del calcio italiano non riguarda il talento, ma il metodo con cui questo viene sviluppato.

«Negli ultimi vent’anni il calcio mondiale è cambiato profondamente. Le società più evolute utilizzano algoritmi, intelligenza artificiale, analisi video e valori metrici per misurare ogni singolo aspetto della prestazione di un calciatore. Ogni allenamento viene costruito sui dati reali dell’atleta. In Italia, invece, troppo spesso continuiamo ad allenare tutti allo stesso modo.»

Il procuratore sportivo spiega che ogni giocatore dovrebbe essere monitorato attraverso specifici indicatori tecnici, atletici e tattici, così da individuare con precisione i margini di miglioramento.

«È lo stesso principio della medicina. Prima si effettua una diagnosi, poi si prescrive una terapia. Nel calcio dovrebbe funzionare allo stesso modo: si analizzano le prestazioni, si individuano le carenze e si costruisce un percorso personalizzato per colmarle. Senza questo metodo diventa difficile valorizzare davvero un giovane talento.»

Per Sundas, il ricorso alle tecnologie rappresenta ormai uno standard nei Paesi che investono con decisione nello sviluppo dei propri settori giovanili.

«Le piattaforme di analisi permettono oggi di confrontare migliaia di dati e monitorare costantemente l’evoluzione di un atleta. Lo scouting moderno non può più basarsi esclusivamente sull’intuizione o sull’occhio dell’osservatore: deve essere supportato da dati oggettivi, misurabili e confrontabili.»

Una visione che, secondo il procuratore, non riguarda soltanto il professionismo ma l’intero movimento calcistico.

«Investire nella tecnologia significa investire nei giovani. Ogni ragazzo deve poter conoscere i propri punti di forza e le proprie criticità per migliorare costantemente. È questo il modo migliore per aumentare il livello medio del nostro calcio e costruire, nel tempo, una Nazionale più competitiva.»

Da qui l’appello rivolto ai club, ai settori giovanili e alle istituzioni sportive.

«L’Italia dispone di ragazzi di grande talento. Quello che manca è un sistema moderno di valorizzazione. Oggi spendiamo milioni per staff e strutture, ma dovremmo investire molto di più nella raccolta e nell’analisi dei dati. Il futuro del calcio passa da qui.»

Per Alessio Sundas, quindi, la strada per riportare l’Italia ai vertici internazionali non passa soltanto dalla scelta dell’allenatore giusto, ma soprattutto dalla capacità di innovare i metodi di formazione, introducendo strumenti tecnologici e modelli di sviluppo già adottati con successo in molte realtà calcistiche internazionali.

Un messaggio che si propone come uno stimolo al dibattito sul futuro del calcio italiano: non limitarsi a cambiare i protagonisti, ma ripensare il sistema che forma i protagonisti di domani.