mercoledì 18 marzo 2026

Il talento italiano in vetrina: al via il concorso nazionale dedicato al Made in Italy, creatività e tricolore al centro


Promosso dall’Associazione Vetrinisti & Visual Europei e approvato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il concorso nazionale “Il Made in Italy in Vetrina” rientra tra le iniziative ufficiali della Giornata Nazionale del Made in Italy del 15 aprile ed è rivolto a vetrinisti, visual merchandiser, scuole, commercianti e artigiani.

L’eccellenza italiana torna protagonista nei centri urbani di tutta la Penisola grazie al concorso nazionale “Il Made in Italy in Vetrina”, promosso dall’Associazione Vetrinisti & Visual Europei e approvato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) nell’ambito delle iniziative ufficiali della Giornata Nazionale del Made in Italy, che si celebra ogni anno il 15 aprile.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare il talento creativo e la capacità comunicativa delle vetrine commerciali, trasformandole in veri e propri palcoscenici della cultura, dell’artigianato e della produzione italiana.

Il progetto, completamente gratuito, è rivolto a Vetrinisti, Visual Merchandiser, Scuole di ogni ordine e grado, Commercianti e Artigiani, chiamati a raccontare attraverso gli allestimenti l’identità e la bellezza del Made in Italy.

«Vogliamo rendere omaggio al Made in Italy partendo dalle nostre città, dai luoghi in cui la creatività incontra il commercio e l’artigianato» afferma il Cav. Giuseppe Marco Pasquarella, presidente dell’Associazione Vetrinisti & Visual Europei. «Le vetrine rappresentano un linguaggio visivo straordinario, capace di raccontare la nostra identità nazionale e di trasformare ogni allestimento in un messaggio di orgoglio e appartenenza.»

Iscrizione e modalità di partecipazione


Per partecipare inviare una email a vetrinistievisualeuropei@gmail.com, allegando:

1.    Nome e cognome (specificando la qualifica);

2.    Denominazione dell’attività o nome punto vendita e data dell’allestimento (che dovrà restare visibile almeno fino al 16 aprile 2026);

3.    Indirizzo completo e contatti telefonici;

4.    Una o più foto in alta risoluzione dell’allestimento (preferibilmente in notturna e prive di riflessi) entro il 26 marzo 2026.

Tema e regolamento

Le vetrine dovranno ispirarsi al tema della primavera, con decorazioni che richiamino il Tricolore e celebrino il Made in Italy in tutte le sue espressioni. Non sono previste limitazioni merceologiche: potranno partecipare attività di abbigliamento, casalinghi, gioiellerie, calzature, librerie, bar, pasticcerie, mobilifici, concessionarie d’auto e molte altre realtà del commercio e dell’artigianato.

Elemento centrale del concorso sarà la creatività, intesa come motore capace di valorizzare il patrimonio produttivo, culturale e artistico italiano.

«Il nostro invito è rivolto a professionisti, commercianti e giovani studenti» aggiunge Pasquarella. «Crediamo che il Made in Italy debba essere raccontato con passione e immaginazione, trasformando ogni vetrina in una piccola opera d’arte capace di parlare al pubblico e di celebrare l’ingegno italiano.»

La premiazione

I vincitori saranno premiati a Roma nel mese di aprile, nel corso di una cerimonia ufficiale che si terrà presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Un momento di riconoscimento e valorizzazione del talento creativo italiano, che attraverso la semplicità di una vetrina saprà raccontare al pubblico la forza e l’identità del Made in Italy.


Ostuni, il Generale Luigi Del Vecchio nominato delegato provinciale di rappresentanza dell’APAMRI

Il Generale di Brigata della Guardia di Finanza in congedo guiderà la rappresentanza dell’Associazione Parlamentare di Amicizia con gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana nel Comune di Ostuni.

Il Cav. Antonio Giaimis, Delegato e Coordinatore della Regione Puglia dell’Associazione Parlamentare di Amicizia con gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana – APAMRI, ha nominato il Generale di Brigata della Guardia di Finanza in congedo Luigi Del Vecchio Delegato Provinciale di Rappresentanza della medesima Associazione per il Comune di Ostuni.

La nomina di Del Vecchio, ufficiale con oltre quarant’anni di servizio svolto in territori ad alta densità criminale come Puglia, Calabria e Campania, oltre che nella Direzione Investigativa Antimafia, giunge al termine di un percorso con cui l’alta istituzione – nata nel 2024 – ha voluto riconoscere e valorizzare il suo costante impegno nel sociale.

L’APAMRI, il cui Presidente Nazionale è il Cav. Uff. Riccardo Di Matteo e il Segretario Generale il Comm. dott. Michele Grillo, promuove su scala nazionale iniziative nel sociale e nel volontariato con l’obiettivo di valorizzare il merito come fondamento della Repubblica, del servizio e della dignità civile, della responsabilità verso le future generazioni e della coesione sociale, nel solco dei principi dettati dalla Carta Costituzionale.

Del Vecchio, oggi anche Vice Presidente Provinciale dell’U.N.U.C.I. – Sezione di Brindisi, mette a disposizione dell’associazione la propria esperienza professionale e il suo impegno culturale. Al centro del suo operato si colloca il tema della legalità, con particolare attenzione alla lotta all’usura, interpretata non solo come fenomeno repressivo ma come questione di responsabilità collettiva e di tutela sociale.

Questo impegno trova spazio anche nella sua produzione letteraria. Nei thriller “Ostuni. Un’insospettabile presenza” e “Ostuni. Non mi cercare più…”, pubblicati da Viola Editrice, il tema dell’usura emerge come elemento narrativo e simbolico, a conferma della volontà dell’autore di utilizzare la scrittura come strumento di promozione della legalità e di diffusione della cultura costituzionale.

Luigi Del Vecchio, nato a Napoli il 24 agosto 1962, risiede a Ostuni dal giugno 2022. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Economico Finanziaria, è Generale di Brigata della Guardia di Finanza in congedo. Dopo aver frequentato l’Accademia del Corpo ha prestato servizio in Puglia, Calabria e Campania. Nel suo ultimo incarico ha diretto la Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Napoli, la più grande in Italia. Ostuni, sua prima sede di servizio e oggi città di residenza, è anche l’ambientazione del suo romanzo d’esordio.

«L’APAMRI nasce con l’obiettivo di valorizzare il merito e l’impegno civile come pilastri della nostra Repubblica», dichiara il Cav. Uff. Riccardo Di Matteo, Presidente Nazionale dell’associazione. «La nomina del Generale Del Vecchio rappresenta un valore aggiunto per il territorio di Ostuni e per tutta la nostra organizzazione, che potrà contare su una figura di grande esperienza istituzionale e di profondo senso dello Stato».

«La scelta del Generale Del Vecchio è frutto di un’attenta valutazione del suo percorso umano e professionale», afferma il Cav. Antonio Giaimis, Delegato e Coordinatore della Regione Puglia di APAMRI «La sua presenza rafforzerà ulteriormente l’azione dell’associazione sul territorio pugliese, contribuendo a diffondere i valori del merito, della solidarietà e della partecipazione civica».

«L’APAMRI è un progetto che guarda al futuro, fondato sulla valorizzazione delle persone che si sono distinte per impegno e responsabilità verso la comunità», sottolinea il Comm. dott. Michele Grillo, Segretario Generale dell’associazione. «La collaborazione con figure come il Generale Del Vecchio rappresenta un passo importante per rafforzare la nostra presenza e il nostro impegno sociale».

«Accolgo questa nomina con senso di responsabilità e spirito di servizio», dichiara Luigi Del Vecchio«Metterò a disposizione dell’associazione la mia esperienza e il mio impegno affinché i valori della legalità, del merito e della solidarietà possano trovare sempre maggiore spazio nel nostro territorio e nella vita delle comunità». Prosegue Del Vecchio «Ritengo fondamentale promuovere una cultura del rispetto delle regole e del senso civico, soprattutto tra le nuove generazioni, affinché il valore del merito possa continuare a essere un riferimento concreto per la crescita della nostra società. In questo percorso, Ostuni rappresenta per me non solo una città di residenza, ma una comunità alla quale restituire, con impegno e dedizione, quanto ricevuto nel corso della mia esperienza professionale e umana».


lunedì 16 marzo 2026

Bari, comunicazione e ospitalità: successo per l’evento “L’arte di comunicare: tra spazio, obiettivo e algoritmo”

Svoltosi a Bari l’incontro promosso da ValoreCasa Plus e AETB per approfondire strategie, tecnologie e strumenti utili a valorizzare immobili e strutture extralberghiere

Venerdì 13 marzo, presso la sede di ValoreCasa Plus a Bari, si è svolto l’evento “L’arte di comunicare: tra spazio, obiettivo e algoritmo”, un incontro dedicato al mondo delle strutture ricettive, che ha riunito operatori del settore, professionisti e gestori di immobili interessati ad approfondire nuove strategie di comunicazione e gestione delle strutture.

L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto operativo su come valorizzare immobili e strutture extralberghiere attraverso una combinazione efficace di estetica, tecnologia e strategia imprenditoriale. Nel corso dell’incontro sono stati analizzati i principali strumenti che oggi permettono di rendere una struttura più attrattiva sul mercato turistico, partendo dalla valorizzazione degli spazi fino alle tecniche di gestione dei prezzi e della visibilità online.

Il programma ha visto il contributo di diversi professionisti del settore che hanno approfondito le cinque fasi fondamentali per trasformare un immobile in un progetto ricettivo competitivo e sostenibile. Antonella Pomponio ha illustrato il ruolo dell’home staging come strumento capace di valorizzare gli ambienti e creare un forte impatto visivo per i potenziali ospiti. Claudio Cimaglia ha invece affrontato il tema dello shooting fotografico professionale, elemento decisivo per trasformare l’allestimento di uno spazio in un’immagine capace di comunicare qualità e identità.

Sul fronte digitale, Claudio Cecinati ha approfondito il ruolo del web design e dei siti dedicati alle strutture ricettive, evidenziando come immagini, contenuti e architettura del sito possano incidere in modo significativo sulle performance commerciali. Alex Abate ha invece illustrato le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale applicata alla comunicazione e ai processi creativi, sottolineando come le nuove tecnologie possano diventare un alleato concreto per gli operatori del settore.

A completare il quadro è stato l’intervento di Ivan Longo, che ha affrontato il tema del revenue e price management, illustrando come una gestione strategica dei prezzi rappresenti oggi uno degli strumenti principali per trasformare la visibilità online e il valore percepito di una struttura in risultati economici concreti.

L’incontro ha confermato la crescente attenzione verso una gestione sempre più professionale del comparto extralberghiero e immobiliare, ambiti in cui comunicazione, innovazione tecnologica e competenze manageriali assumono un ruolo determinante.

L’iniziativa è stata realizzata con il supporto di AETB – Associazione Extralberghiero Terra di Bari – Confcommercio Bari Bat e di ValoreCasa Plus, nell’ambito delle attività di promozione e formazione rivolte agli operatori del territorio.

sabato 14 marzo 2026

Semmama (Tunisia) capitale delle culture pastorali: oltre 20 nazionalità alla Festa dei Pastori

Tra le montagne della Tunisia centrale, a circa venti chilometri dalla città di Sbeitla, si prepara a tornare uno degli eventi culturali più originali del Mediterraneo. Dal 25 al 29 marzo 2026, sull’altopiano del Centro Culturale delle Arti e dei Mestieri di Djebel Semmama, nel governatorato di Kasserine, si svolgerà la quattordicesima edizione di “عيد الرعاة” (Festa dei Pastori), un festival internazionale che riunisce artisti, pastori, designer e ricercatori provenienti da diverse regioni montane del mondo.

L’edizione 2026 assume un significato particolare perché si inserisce nel quadro dell’International Year of Rangelands and Pastoralists, proclamato dalle United Nations e dalla Food and Agriculture Organization per valorizzare il ruolo delle comunità pastorali nella gestione sostenibile dei territori. Secondo la FAO, i sistemi pastorali rappresentano una risorsa fondamentale per centinaia di milioni di persone nel mondo e contribuiscono alla conservazione degli ecosistemi nelle regioni aride e montane.

Nata come iniziativa locale e diventata negli anni un appuntamento internazionale, la Festa dei Pastori si svolge nel Centro Culturale delle Arti e dei Mestieri di Djebel Semmama, fondato nel 2018 grazie all’impegno degli abitanti della regione. Il centro è stato creato con l’obiettivo di preservare e trasmettere l’identità pastorale e i saperi tradizionali berberi, promuovendo allo stesso tempo attività artistiche, educative e artigianali capaci di rafforzare lo sviluppo culturale ed economico della comunità locale.

Il festival rappresenta oggi un punto di incontro tra culture montane provenienti da diversi continenti. Per l’edizione 2026 sono attesi circa trecento partecipanti tra artisti, visitatori e membri delle comunità pastorali, con delegazioni provenienti da oltre venti paesi. Tra queste, un ruolo importante sarà svolto anche dall’Italia, con la partecipazione di musicisti e designer che porteranno a Semmama l’esperienza delle tradizioni pastorali del Mediterraneo.


Tra gli ospiti musicali figurano il gruppo italiano Erggio, accanto ai Shepherds of Semmama dalla Tunisia, agli Échos de l’Anatolie dalla Turchia e alla  Hunza Troupe  dal Pakistan. Accanto ai concerti, il festival ospiterà workshop artistici e cinematografici dedicati alle trasformazioni del mondo rurale e ai cambiamenti ambientali, con la partecipazione di autori e ricercatori provenienti da Europa, Nord Africa e Stati Uniti.

In questo contesto si inserisce anche il workshop internazionale di design ecologico “كيميائيو الرّاڨوبة – Les Alchimistes de la Ragouba”, diretto da Marwa Gdima e ospitato dal 25 al 29 marzo 2026 presso il Centre Culturel Montagnard de Semmama. Ispirato alla celebre frase di Paulo Coelho, «Tout est une seule chose» dal romanzo L’Alchimiste, il laboratorio invita i partecipanti a raccontare il territorio attraverso materiali naturali come argilla, halfa, legno selvatico, lana, pietra e cactus, trasformando la materia in forme, segni e poesia.

Al workshop partecipano artisti e ricercatori provenienti da diversi paesi: dalla Tunisia Zeineb Ghrabi (botanista), Chaima Zaafouri, Karim Belkadhi, Oumayma Boularès, Khaled Khayati, Yamen Abdelli e Saïd Badri; dalla Spagna Pep Aymerich, Oriol Tuca e Pablo Velasco Bertolotto; dall’Algeria Besma Lebbibi e Moussa Douar; e dall’Italia Ludobica Parentini, Fedeliano Nacucchi e Luca Di Terlizzi.

Accanto ai laboratori artistici, l’edizione 2026 ospiterà anche una sezione cinematografica dedicata al mondo pastorale e alla transumanza, diretta dal regista tunisino Jalel Faizi. Tra i film presentati figurano And the Wind Remains the Wind”, diretto da Héloïse Abbosh e Noéma Sabourin (Francia–Libano), Transhumant Voices” di Paula Escribano (Spagna) e Rogo” del regista italiano Michele Vicenti.

All’interno di questa programmazione nasce anche Cinema Trig, un’iniziativa cinematografica e culturale che esplora, attraverso il linguaggio del cinema e dell’immagine, i percorsi della transumanza pastorale nella regione centro-occidentale della Tunisia. Il progetto prende il nome dalla parola “Trig”, che indica gli antichi sentieri percorsi per secoli dai pastori e dalle loro greggi attraverso montagne e pianure, portando con sé storie di paesaggi, comunità e memoria.

Il progetto propone un viaggio visivo e umano nel mondo pastorale, dove il cinema incontra la memoria e la natura per raccontare la bellezza delle montagne e delle steppe tunisine e riportare alla luce le storie umane radicate in questi territori.

A guidare il progetto sono diverse figure del mondo del cinema e della ricerca audiovisiva, tra cui Héloïse Abbosh, Paula Escribano, la regista francese Mathilde Rouxel, il ricercatore e specialista nel restauro di archivi sonori e cinematografici Ossen El Sawaf (Egitto–Francia), Laura Delaterrossa (Spagna) e Jack Siverand (Stati Uniti).

All’incrocio tra arte, memoria ed ecologia, Cinema Trig mira a far rivivere lo spirito del nomadismo pastorale trasformando le antiche rotte della transumanza in uno spazio culturale e cinematografico aperto. Proiezioni, incontri artistici e workshop accompagneranno il pubblico alla scoperta dei paesaggi e delle storie umane che attraversano queste montagne.

Il progetto intende inoltre superare l’immagine stereotipata con cui queste regioni sono state spesso rappresentate, considerate per lungo tempo spazi marginali o semplici oggetti di consumo mediatico e turistico. Cinema Trig propone invece una nuova lettura di questa geografia, presentandola come uno spazio vivo di creatività, memoria e conoscenza.

In questa visione, i pastori e le terre che attraversano diventano custodi dei paesaggi e della memoria culturale, al centro di una nuova narrazione cinematografica capace di riconnettere le persone con il proprio territorio e di aprire nuove prospettive di immaginazione e creazione.

Il programma alterna musica, laboratori creativi, incontri culturali e momenti dedicati alla gastronomia pastorale. Tra gli appuntamenti più attesi figurano il pranzo con i pastori della Murgia italiana, la festa culinaria “Gastrono Mont” dedicata al patrimonio alimentare delle montagne e il carnevale della montagna “CarnaJbal”, che chiuderà la manifestazione con una grande celebrazione popolare.

Negli anni la Festa dei Pastori è diventata anche un importante motore per la valorizzazione turistica della regione di Kasserine. Durante i giorni del festival, le strutture ricettive della zona registrano spesso il tutto esaurito, attirando visitatori da diverse regioni della Tunisia e dall’estero. Per questo motivo l’edizione 2026 vedrà anche la partecipazione di operatori del turismo e agenzie di viaggio interessati a promuovere la regione come destinazione di turismo culturale e rurale.

In un contesto globale in cui le comunità pastorali affrontano sfide legate ai cambiamenti climatici e alla trasformazione delle economie rurali, la Festa dei Pastori di Semmama si propone come uno spazio di incontro tra tradizione e innovazione, dove l’arte diventa uno strumento per raccontare la memoria dei territori e immaginare nuove forme di resilienza culturale e ambientale.

Per informazioni e aggiornamenti sull’evento è possibile consultare le pagine ufficiali:

giovedì 12 marzo 2026

“La verità che resta” di Giulio Trenta: quando la propria forza supera le difficoltà e diventa testimonianza

Un’opera intensa e necessaria che trasforma il dolore in parola, la fragilità in resistenza e la memoria in un atto di verità. Un libro che non consola, ma invita ad ascoltare, comprendere e assumersi la responsabilità di non distogliere lo sguardo.

“La verità che resta” è il nuovo libro di Giulio Trenta, pubblicato da Aletheia Editore. Un’opera di testimonianza civile che sceglie la verità come gesto di coraggio e restituisce voce a una storia autentica, cruda e profondamente umana.

Con una scrittura diretta, essenziale e priva di artifici, Giulio Trenta racconta la propria infanzia segnata dall’abbandono, dalla violenza e da un sistema incapace di proteggere i più fragili. Il volume si inserisce nel solco delle grandi narrazioni testimoniali contemporanee: opere che non cercano scorciatoie emotive, ma affrontano il dolore con lucidità e responsabilità.

“La verità che resta” non è soltanto il racconto di un’infanzia violata. È soprattutto la storia di una resistenza quotidiana, silenziosa e tenace. Un percorso di crescita duro e invisibile, in cui l’innocenza viene spezzata e la vita mostra il suo volto più spietato, ma in cui resta viva la possibilità di scegliere la dignità, l’affetto e la speranza come fondamento di una nuova identità.

Il libro

La verità che resta” è un’opera di testimonianza intensa e necessaria. L’autore ripercorre la propria esperienza tra memoria personale e riflessione adulta, raccontando cosa significhi crescere con i propri demoni, attraversare il trauma e tentare di ricostruire sé stessi.

Il racconto si muove tra episodi di emarginazione, discriminazione e solitudine, ma lascia spazio a una possibilità di riscatto. Non è una storia di facile redenzione, bensì un atto di verità: la voce di chi resta, di chi continua a portare con sé le tracce del passato senza smettere di lottare per una vita diversa.

Il libro affronta temi profondi e urgenti — l’infanzia violata, la discriminazione, l’abbandono istituzionale — e lo fa senza compiacimento, con una narrazione asciutta che invita alla consapevolezza. È un’opera che scuote le coscienze e richiama alla responsabilità collettiva, ricordando che anche dalle ferite più profonde può nascere una scelta concreta di speranza.

L’autore

Classe 2004, Giulio Trenta nasce in Bulgaria e si trasferisce in Italia nel 2012. Studia pianoforte dall’età di otto anni e frequenta per cinque anni i corsi pre-accademici presso l’Istituto Nazareth di Roma, convenzionato con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, partecipando anche al Coro dal 2012 al 2018.

Dal 2018 prosegue gli studi orientandosi verso il pianoforte jazz e l’improvvisazione. Nello stesso anno frequenta un corso di recitazione e canto presso il Teatro Sistina di Roma. Con il Coro dell’Accademia di Santa Cecilia partecipa a trasmissioni televisive su RAI 1 e si esibisce presso l’Auditorium Parco della Musica alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Ragazzo eclettico e dotato di una sensibilità fuori dal comune, esordisce in editoria con “Un caso a Roma”, romanzo in cui affronta le inquietudini della giovinezza attraverso una trama coinvolgente e introspettiva. “La verità che resta” rappresenta la sua seconda avventura editoriale, più matura e profondamente personale.

lunedì 9 marzo 2026

Property Management tra rendita e tutele, a Bari un confronto tra professionisti del settore immobiliare

Il grande teatro napoletano torna a Roma: Corrado Taranto porta in scena “Marito e Moglie, ossia Cani e Gatti”

Al Teatro Prati la storica commedia di Eduardo Scarpetta rivive nella versione resa celebre da Eduardo De Filippo. A Idea News Magazine l’intervista a Corrado Taranto.

Qui per Ideanews l'intervista esclusiva dell'ing. Mario Di Gregorio a Corrado Taranto:

Il teatro napoletano ha una caratteristica che lo rende immortale: riesce a far ridere e pensare nello stesso momento. È una tradizione costruita nel tempo, fatta di ritmo, ironia e rispetto assoluto per il pubblico. Una tradizione che continua a vivere sulle scene grazie ad artisti che ne custodiscono lo spirito e lo riportano davanti agli spettatori di oggi.

Dal 6 marzo al 19 aprile 2026, il palcoscenico del Teatro Prati a Roma ospita uno di quei testi che fanno parte della memoria storica della comicità italiana: Marito e Moglie, ossia Cani e Gatti, la celebre commedia scritta nel 1901 da Eduardo Scarpetta.

L’opera, resa popolare nella versione in due atti portata in scena nel 1970 da Eduardo De Filippo, torna oggi con un interprete che quella tradizione la conosce da vicino: Corrado Taranto.

La commedia, originariamente strutturata in tre atti, venne ridotta a due proprio per rendere il ritmo più serrato e moderno. Una scelta che, come spiega Taranto, non toglie nulla alla comicità del testo, anzi la rende più efficace. Il pubblico, infatti, viene coinvolto con maggiore continuità e la storia scorre con naturalezza, senza appesantimenti.

La regia dello spettacolo è firmata da Fabio Gravina, che ha lavorato con grande attenzione sui tempi comici, elemento fondamentale nel teatro brillante. Non è un dettaglio tecnico: nel teatro comico il tempo della battuta è tutto. Se arriva con un attimo di anticipo o di ritardo, la risata rischia di non arrivare.

Secondo Taranto, l’intera macchina scenica di Scarpetta è costruita su un delicato equilibrio di entrate, uscite e sovrapposizioni di dialoghi. È una struttura apparentemente leggera ma in realtà molto precisa, quasi musicale.

Nel cuore della storia c’è un gioco teatrale molto raffinato: un personaggio che recita nel recitare, fingendo un conflitto matrimoniale per dare una lezione a una giovane coppia. Un meccanismo che potrebbe facilmente scivolare nella caricatura, ma che l’attore affronta con un principio semplice e antico del mestiere: non recitare, ma interpretare.

Per Corrado Taranto questo spettacolo rappresenta anche un ritorno a un modo di fare teatro che richiama i suoi inizi. Un percorso che lo riporta alle radici della sua esperienza artistica, quando nel 1974 lavorava accanto a figure storiche come Nino Taranto e altri grandi protagonisti della scena napoletana.

C’è poi un altro elemento importante: il rapporto con il pubblico. In uno spazio raccolto come il Teatro Prati, la distanza tra attore e spettatore si riduce. Nel teatro comico questo cambia tutto. La risata arriva più diretta, si percepisce immediatamente, e per chi sta sul palco diventa energia pura.

Taranto sottolinea come la vera eredità ricevuta dalla sua famiglia teatrale – da suo padre Carlo Taranto e dallo zio Nino – non sia un modo particolare di recitare, ma qualcosa di più semplice e più serio: lavorare con professionalità e avere sempre il massimo rispetto per il pubblico.

Ed è forse proprio questo il segreto della lunga vita del teatro napoletano: non solo talento e comicità, ma disciplina, tradizione e amore per il mestiere.

L’intervista completa pubblicata su Facebook a Corrado Taranto è disponibile qui sotto.

mercoledì 4 marzo 2026

Presso la Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, l’evento del Lions Club “Longevità – Un ruolo nuovo nella società di domani”

Il Lions Club Ostuni Host e Unitre promuovono un momento di riflessione sul ruolo delle nuove generazioni della longevità nella comunità contemporanea

Si terrà giovedì 5 marzo 2026, alle ore 17.30, presso la Sala Convegni della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, il convegno dal titolo “Longevità – Un ruolo nuovo nella società di domani”, promosso dal Lions Club Ostuni Host in collaborazione con Unitre Ostuni.

Un’occasione di confronto e approfondimento su uno dei temi più rilevanti per le società contemporanee: il valore della longevità e il contributo che le generazioni più mature possono offrire alla costruzione del futuro.

L’incontro rappresenta un momento di riflessione dedicato al ruolo sociale, culturale e umano della longevità, con l’obiettivo di mettere in luce il contributo che l’esperienza e la partecipazione attiva delle generazioni più adulte possono offrire alla vita delle comunità.

L’appuntamento si aprirà con i saluti di Isabella Rapanà, presidente del Lions Club Ostuni Host. Seguirà la relazione del dott. Giovanni Argentieri, medico specialista in geriatria, che offrirà una lettura scientifica e sociale del tema della longevità, affiancata da testimonianze intergenerazionali capaci di arricchire il dibattito con esperienze concrete.

A concludere i lavori saranno Teresa Legrottaglie, presidente dell’Associazione Amici della Biblioteca Diocesana, e Milena D’Amore, presidente di Unitre Ostuni. Il dibattito sarà moderato da Angela Carparelli, del Lions Club Ostuni Host.

L’iniziativa si svolgerà presso la Sala Convegni della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, che ancora una volta mette a disposizione della comunità i propri spazi per iniziative culturali e sociali, confermando il proprio impegno nel sostenere momenti di dialogo e crescita civile sul territorio.

Il convegno rappresenta dunque un’opportunità per riflettere sul valore della longevità non solo come dato demografico, ma come risorsa sociale capace di generare relazioni, trasmettere esperienze e contribuire alla costruzione di una società più consapevole e inclusiva.


Bari, il Generale Luigi Del Vecchio interviene sul tema dell’usura al Circolo Unificato dell’Esercito


Alle ore 18.30, in un incontro promosso dall’U.N.U.C.I. – Sezione di Bari, si affronteranno profili normativi, aspetti investigativi e strumenti di tutela delle vittime

Giovedì 5 marzo, alle ore 18.30, presso il Circolo Unificato dell’Esercito di Bari, il Generale di Brigata della Guardia di Finanza in congedo Luigi Del Vecchio interverrà in un incontro pubblico dedicato al tema dell’usura, fenomeno criminale antico ma ancora oggi di drammatica attualità.

L’iniziativa è promossa dall’U.N.U.C.I. – Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia, Sezione di Bari, presieduta dal Gen. B. Francesco (Verio) Lancianese, che dialogherà con l’ospite nel corso della serata. Sarà presente il Comandante Militare dell’Esercito, a testimonianza del rilievo istituzionale dell’appuntamento.

Il tema dell’usura, lo studio dei profili normativi, l’analisi degli strumenti investigativi di contrasto e repressione di tale reato hanno rappresentato una pagina significativa e impegnativa della lunga carriera professionale di Del Vecchio nel Corpo della Guardia di Finanza. Un’esperienza maturata sul campo che sarà al centro del suo intervento.

Nel dibattito verranno affrontati i fattori che alimentano il fenomeno: le difficoltà economiche che spingono le vittime a rivolgersi allo strozzino, il sovraindebitamento, la ludopatia, la necessità di liquidità immediata, la perdita del lavoro o eventi improvvisi come malattie.

Particolare attenzione sarà dedicata alle categorie maggiormente esposte al rischio – piccoli imprenditori, commercianti, lavoratori dipendenti e pensionati – e al ruolo dello Stato nel sostegno alle vittime attraverso i fondi di solidarietà, strumenti che presuppongono tuttavia la denuncia dell’usuraio, passaggio spesso ostacolato da paura e vergogna.



Del Vecchio, oggi anche Vice Presidente Provinciale dell’U.N.U.C.I. – Sezione di Brindisi, offrirà una riflessione che intreccia esperienza professionale e impegno culturale, sottolineando come la lotta all’usura non sia solo questione repressiva ma anche responsabilità collettiva.

Il legame tra legalità e narrazione trova spazio anche nella sua produzione letteraria. Nei thriller “Ostuni. Un’insospettabile presenza” e “Ostuni. Non mi cercare più…”, editi da Viola Editrice, il tema dell’usura emerge come elemento narrativo e simbolico, a conferma della volontà dell’autore di utilizzare la scrittura come strumento di promozione della legalità e di diffusione della cultura costituzionale.

L’incontro di Bari si inserisce nel più ampio percorso di divulgazione e sensibilizzazione che Luigi Del Vecchio porta avanti da anni, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione su un fenomeno spesso sommerso ma profondamente lesivo della dignità economica e sociale delle persone.

 

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