mercoledì 8 luglio 2026

Il grande cinema accende la Puglia: al via il Generation Film Fest 2026. Sul red carpet Anna Galiena, Edoardo Winspeare, Donatella Finocchiaro e un parterre di stelle.

Dal 10 al 12 luglio Oria diventa capitale del cinema tra red carpet, masterclass e grandi protagonisti del panorama nazionale e internazionale, tra cultura, inclusione e valorizzazione del territorio.


Ci sono storie che emozionano. Storie che fanno riflettere. Storie che cambiano il nostro modo di guardare il mondo. È da questa profonda convinzione che prende vita la quinta edizione del Generation Film Fest, in programma a Oria dal 10 al 12 luglio 2026, tra Palazzo Martini e il Chiostro Parco Montalbano.

Per tre giorni consecutivi, il festival trasformerà il territorio pugliese in un magnetico crocevia tra cinema, cultura e impegno sociale, dimostrando come il grande schermo possa diventare uno strumento di dialogo, confronto e condivisione autentica.

Ideato e guidato dall’energia della direttrice artistica Nadia Carbone, il Generation Film Fest cresce anno dopo anno, consolidandosi come uno degli appuntamenti culturali più significativi e attesi dell’estate pugliese. Una rassegna capace di evolversi, ampliare il proprio respiro e coinvolgere sempre più pubblico, professionisti e realtà del territorio, mantenendo al centro una visione chiara: fare del cinema un’esperienza viva, partecipata e accessibile.

Un appuntamento ormai consolidato dell’estate culturale pugliese, capace di unire cinema, formazione, inclusione e valorizzazione del territorio, con un programma ricco di proiezioni, talk, masterclass, press corner e incontri con protagonisti del panorama cinematografico nazionale e internazionale.


La Rassegna si svolge con il sostegno dell’Amministrazione Comunale di Oria e realtà imprenditoriali, con il patrocinio della Regione Puglia – Assessorato alla Cultura e Conoscenza e di Apulia Film Commission, confermando una crescita costante e una visione sempre più ampia.

Tra gli ospiti annunciati figurano Anna Galiena, Edoardo Winspeare, Donatella Finocchiaro, Marco Simon Puccioni, Celeste Casciaro, Marco Rossetti, Gabriele Di Bello, lo sceneggiatore Antonio Delli Santi, il produttore Giampietro Preziosa (Inthelfilm), l’avvocato Pietro Nuccio, manager di artisti internazionali come Helen Mirren e Taylor Hackford. Sarà presente anche il regista Andrea Di Salvatore che ha appena vinto il Globo d'Oro ed altri ospiti.



Il programma: Tre giornate, tre anime, un unico filo conduttore

Il programma della quinta edizione si articolerà in tre giornate tematiche. Ogni sera, dalle 20.00 alle 21.00, si accenderà anche il momento più glamour del Festival: il Press Corner e Photocall, che aprirà ufficialmente il red carpet con ospiti, fotografi e pubblico.

Venerdì 10 luglio – Generation Young: “Il cinema dell’inclusione”

La giornata inaugurale batte al ritmo delle nuove generazioni, esplorando il cinema come strumento universale per abbattere le barriere, sensibilizzare e generare cambiamento.

      Ore 18:00 | Masterclass “Corti d’autore” – Incontro con lo sceneggiatore e regista Antonio Delli Santi, seguito dalla proiezione del cortometraggio “Ziki”, finalista ai Nastri d’Argento 2026.

      Ore 20:00 – 21:00 | Press Corner e Photocall.

      Ore 21:00 | Cerimonia Inaugurale & Premiazione – Consegna del premio ad Antonio Delli Santi.

      Ore 21:30 | Talk d’Autore – Con l’attore Gabriele Di Bello e l’attrice pluripremiata Donatella Finocchiaro, con la partecipazione dell’associazione Divertendoci Insieme, impegnata nell’inclusione sociale e culturale delle persone con disabilità.

      Ore 22:30 | Cinema sotto le Stelle – Proiezione del film “Upside Down” di Luca Tornatore.

Sabato 11 luglio – “Il Cinema d’Autore”

Una giornata dedicata ai sentimenti, alle donne, alle relazioni e alle grandi storie contemporanee, profondamente legate all’identità del territorio.

      Ore 18:00 | Incontro con il Regista – Dialogo con il regista  Marco Simon Puccioni e proiezione del cortometraggio “Tutti giù per terra”, premiato ai Nastri d’Argento 2026 e prodotto da Giampietro Preziosa -Inthelfilm.

      Ore 20:00 – 21:00 | Press Corner e Photocall.

      Ore 21:00 | Notte dei Premi – Riconoscimenti e talk con il regista pluripremiato  Marco Simon Puccioni e il produttore Giampietro Preziosa. Intervento dell’associazione Fiorediloto – Centro antiviolenza, impegnata nel supporto alle donne vittime di violenza.

      Ore 21:30 | Talk d’Eccezione – Incontro con il grande regista Edoardo Winspeare e l’attrice Celeste Casciaro.

      Ore 22:30 | Proiezione Serale – Film “Vita Mia” di Edoardo Winspeare.

Domenica 12 luglio – “Il Cinema Italiano nel Mondo”

Il gran finale guarda oltre i confini nazionali, celebrando il dialogo tra culture e il legame tra talento italiano e industria cinematografica globale.

      Ore 18:00 | Masterclass di Profilo Globale – Incontro sul management internazionale con l’Avv. Pietro Nuccio, rappresentante di artisti come Helen Mirren e Taylor Hackford.

      Ore 20:00 – 21:00 | Press Corner e Photocall.

      Ore 21:00 | Il Premio Internazionale – Consegna del riconoscimento a Pietro Nuccio.

      Ore 21:30 | Talk di Chiusura – Con l’attrice internazionale Anna Galiena e l’attore  Marco Rossetti.

      Ore 22:30 | Grande Proiezione Finale – Film “Giorni Felici” di Simone Petralia.

La quinta edizione sarà fortemente caratterizzata dall’attenzione al sociale, grazie alla collaborazione con realtà impegnate sul territorio come Fiorediloto, Divertendoci Insieme e A.M.I.C.I. Italia, confermando la volontà del Festival di costruire un dialogo concreto con le comunità.

Nel corso della conferenza stampa, la direttrice artistica Nadia Carbone ha dichiarato: «Il nostro obiettivo è portare a Oria opere cinematografiche di qualità e creare occasioni di formazione e confronto generazionale. Il Festival vuole essere non solo un evento, ma un luogo di partecipazione e sensibilizzazione».

Il Sindaco Cosimo Ferretti ha evidenziato: «Il Generation Film Fest rappresenta un’importante occasione di promozione culturale e turistica per il territorio».

L’Assessore Imma Torchiani ha affermato: «È un evento capace di coinvolgere le nuove generazioni e rafforzare il ruolo culturale di Oria».

La quinta edizione del Generation Film Fest si prepara così ad accendere nuovamente i riflettori su Oria, rafforzando la vocazione della città come luogo di incontro tra cinema, creatività e impegno civile.

martedì 7 luglio 2026

Roberto Nuzzo lascia la scena pubblica dopo sei anni di impegno: il grazie di Radio Idea per oltre quattro anni di collaborazione

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del Maresciallo Roberto Nuzzo in quiescenza, con la quale comunica la decisione di ritirarsi dalla scena pubblica dopo oltre sei anni di attività divulgativa e di impegno civile. Una scelta che, come lui stesso precisa, nasce in piena autonomia e serenità, ritenendo concluso il percorso che lo ha visto protagonista prima nell'approfondimento della vicenda pandemica e successivamente nello studio della geoingegneria.

Nel suo messaggio Roberto Nuzzo ripercorre il lavoro svolto in questi anni, ricordando le centinaia di interviste realizzate insieme alla redazione di Telecolor, i numerosi convegni, gli studi, le ricerche e le iniziative che, a suo giudizio, hanno contribuito ad accendere il dibattito pubblico su temi spesso poco affrontati dai media tradizionali. Rivolge inoltre un sentito ringraziamento a tutte le persone, alle associazioni, ai professionisti e agli organi di informazione che gli hanno dato spazio e fiducia, tra cui anche Radio Idea.

Per la nostra emittente questa non è soltanto la pubblicazione di una lettera, ma anche l'occasione per ricordare un percorso umano e professionale iniziato nel novembre 2021.


Luigi Catacchio e Roberto Nuzzo

Ho avuto l'onore di conoscere Roberto Nuzzo durante un viaggio verso Roma per una riunione della Federazione della Terza Repubblica, progetto politico del quale fu ideatore e che successivamente si concluse quando gli indirizzi della presidenza non furono più condivisi.

Da quel primo incontro nacque una collaborazione destinata a durare nel tempo. Dalla metà di novembre 2021 Radio Idea ha infatti ospitato con continuità il format IdeaNews con l'opinionista e divulgatore Roberto Nuzzo. Fino ad oggi sono trascorse circa 243 settimane, corrispondenti ad altrettante puntate settimanali, che hanno rappresentato un importante spazio di approfondimento e confronto per i nostri ascoltatori.

Nel corso degli anni abbiamo inoltre ritenuto doveroso candidare Roberto Nuzzo all'Alto Riconoscimento "Virtù e Conoscenza", promosso dall'Associazione di Promozione Sociale MediterraneaMente di Porto Cesareo, quale attestazione dell'impegno divulgativo e della costanza con cui ha sostenuto le proprie convinzioni.

Al di là delle diverse opinioni che ciascuno può avere sui temi affrontati, desideriamo ringraziarlo per la disponibilità, la correttezza nei rapporti umani e la passione con cui ha portato avanti il proprio lavoro divulgativo.

Riproponiamo inoltre il servizio realizzato dalla nostra giornalista Anna Mirabile nel novembre 2021, testimonianza del primo periodo della nostra collaborazione e del percorso che sarebbe poi proseguito negli anni successivi.

A nome di tutta Radio Idea, grazie Roberto per il tempo, la dedizione e la disponibilità dimostrati in questi anni.

Come sosteniamo da sempre:

"Dire: Tanto non cambia nulla significa accettare passivamente che tutto resti com'è."

Di seguito pubblichiamo integralmente la lettera aperta di Roberto Nuzzo.

7 luglio 2026
          Sono trascorsi più di sei anni dal giorno in cui ho fatto un "passo avanti", riguardo la difesa della Costituzione e dei Diritti umani, a causa della vicenda pandemica.
          Ma mai avrei immaginato che questo impegno sociale, esclusivamente legato al dovere di cittadino (ma anche dovuto ad un giuramento), mi avrebbe assorbito così tanto e così a lungo. Per cui ho ritenuto opportuno e necessario informare pubblicente che il mio ritiro dalla scena pubblica è frutto di una libera scelta, serena e presa in autonomia alla luce della conclusione della mia ricerca sulla geoingegneria.

          Dal luglio del 2022 ad agosto oggi assieme alla redazione del TG Telecolor  abbiamo sviluppato 270 interviste (tutte debitamente documentate con fonti accreditate), di cui almeno 200 dedicate alla geoingegneria.

          Come ho spesso detto in diverse occasioni pubbliche: "Il mio impegno sociale non sarà per sempre, per cui avrà una scadenza.

          In tutti questi anni ho cercato di fare del mio meglio e sempre con assoluto disinteresse, pagando di tasca mia ogni spostamento per manifestazioni (nella prima fase del mio impegno: 2020 - 2022), stesso discorso per i convegni sulla geoingegneria (seconda fase 2023 - 2026).

          Periodo della mia vita in cui ho ricercato e studiato, dedicando tutto il tempo a mia disposizione, al punto di sacrificare tutti i miei interessi, e persino me stesso, al fine per dare il mio nassimo contributo per il bene comune di un popolo vilipeso e violentato da una classe politica che dovrebbe stare nelle patrie galere.

          Ho incontrato moltissime persone, ho ricevuto notevoli attestati di stima e incoraggiamenti che mi hanno dato forza per andare avanti e fino in fondo. 

          Ringrazio tutti coloro che in qualche modo mi hanno dato voce (stampa, radio, social, TV). Ma un particolare e accorato ringraziamento lo rivolgo a Telecolor, poiché grazie alla fiducia che è stata riposta sulla mia persona, in quanto emerito sconosciuto e senza alcuna esperienza giornalistica, mi è stato affidato un appuntamento settimanale attraverso cui ho potuto rappresentare al grande pubblico tutte le informazioni che nel corso del tempo ho reperito.

          Sono più che certo che senza il supporto mediatico di questa grande televisione, soprattutto dal punto di vista della serietà e professionalità, oggi non avremmo la consapevolezza che abbiamo acquisito. 

          Ed è proprio grazie a questo che hanno avuto luogo sia il Ddl Cieli Blu, che la petizione per la moratoria della geoingegneria e anche  la denuncia penale da parte dell'amministrazione comunale di Francavilla Marittima.

          Detto questo, alla luce dei traguardi raggiunti (consapevolezza sia sulla vicenda pandemica che sulla geoingegneria), ritengo di aver esaurito il mio compito. Soprattutto dopo l'ultimo successo, e mi riferisco al Ddl Cieli Blu.

          Infatti, grazie alla sua eco e alla poderosa risonanza mediatica, tale da creare un poderoso movimento d'opinione, la problematica legata alla geoingegneria ha fatto un salto di qualita: da tematica sociale e divenuta oggetto di un dibattito politico. 

          Tutto ciò che ho fatto è sempre stato finalizzato al raggiungimento di uno scopo ben preciso: portare il crimine della geoingegneria sia in Parlamento che nei Tribunali.

          Questi obiettivi ritengo di averli raggiunti, per cui ho maturato la convinzione che il mio ruolo è giunto al capolinea.

          Chiudo questo ciclo della mia vita nella certezza di aver fatto tutto ciò che rientrava nelle mie possibilità, con serietà, con senso di responsabilità e senza risparmio di risorse ed energie. Questo, nonostante sei anni di calunnie, ingiurie e provocazioni verso la mia persona.

          Ringrazio fin da ora tutti coloro che in questi anni mi hanno supportato e aiutato, in particolar modo Telecolor (con cui mi lega un profondo sentimento di stima e riconoscenza), e nello stesso tempo auguro a tutti noi tutto il meglio, con l'auspicio che il Ddl Cieli blu possa risolvere il problema della geoingegneria. 

          Concludendo, i profili social non saranno rimossi poiché essi rapprentano la storia del mio impegno, ma a partire da oggi non saranno più alimentati. 

          Porgo i miei ringraziamenti a: Telecolor, gli studi Legali Alfonsa Ginex e Frida Chialastri, il prof Piergiorgio Spaggiari per avermi affiancato in alcuni convegni, l'associazione nazionale Moratoria Geoingegneria, Raffaella Regoli, Radio Idea News, 9mq, Becciolini Network, Radio Start 1, Quotidian Post, e tutti coloro che mi hanno stimato e supportato in anonimato.           

Un caro saluto! 
RN

Cieli Blu: perché chi dovrebbe essere dalla stessa parte a volte non lo è.

 


Un'analisi sui meccanismi umani che dividono chi combatte la stessa battaglia


Il paradosso del nemico interno

C'è un fenomeno antico quanto l'umanità che si ripete puntualmente ogni volta che nasce un movimento popolare: le critiche più feroci non arrivano dai nemici dichiarati, ma da chi sostiene di combattere la stessa battaglia.

Accade con i movimenti ambientalisti, accade nei partiti politici, accade nei movimenti per i diritti civili. E accade oggi, in modo evidente, attorno al DDL Cieli Blu.

Come mai persone che riconoscono l'esistenza della geoingegneria, che condividono la preoccupazione per i nostri cieli, che denunciano le stesse lobby e gli stessi poteri forti — si ritrovano a combattersi invece di unirsi?

La risposta non è semplice, ma è profondamente umana.


Il bisogno di identità e distinzione

Il primo meccanismo è psicologico e riguarda tutti noi: il bisogno di distinguersi.

In qualsiasi movimento che cresce e acquista visibilità, chi era presente fin dall'inizio tende a sviluppare un senso di "proprietà" della causa. Quando arriva una proposta concreta — come il DDL Cieli Blu — chi si sente custode originario del tema può percepire quella proposta non come un alleato, ma come una minaccia alla propria centralità.

Non è malafede. È un meccanismo di difesa dell'ego che opera spesso inconsciamente. Il risultato però è devastante: invece di rafforzare il fronte comune, si apre una frattura proprio nel momento in cui la causa ha più bisogno di unità.


La trappola del perfezionismo

Il secondo meccanismo è intellettuale: la ricerca della soluzione perfetta come nemico della soluzione possibile.

Alcuni dei critici al DDL Cieli Blu sollevano obiezioni tecniche e giuridiche genuine — alcune più fondate, altre meno. Ma il punto non è la perfezione formale di un testo di legge. Il punto è che una legge imperfetta che esiste vale infinitamente più di una legge perfetta che non vedrà mai la luce.

La storia ci insegna che ogni grande conquista legislativa è stata il risultato di compromessi, aggiustamenti, imperfezioni accettate in nome del progresso. Chi aspetta la condizione ideale per agire, in realtà non agisce mai.

Il cittadino comune che firma il DDL Cieli Blu non sta approvando un trattato internazionale. Sta mandando un segnale politico preciso e inequivocabile: vogliamo che il Parlamento si occupi di questo.


Il complotto nel complotto

Il terzo meccanismo è il più insidioso: la teoria del complotto applicata a chi denuncia i complotti.

Alcuni critici suggeriscono che il DDL Cieli Blu sia uno strumento di raccolta dati elettorali, una manovra politica, una trappola per ingenui. È una posizione che suona sofisticata e smaliziata — ma che in realtà produce un effetto preciso: la paralisi dell'azione.

Se ogni iniziativa concreta viene sospettata di essere una trappola, se ogni proposta viene smontata cercando il retroscena oscuro, il risultato è uno solo: non si fa nulla. E il nulla fa comodo solo a chi ha interesse che le cose rimangano come sono.

C'è una differenza fondamentale tra pensiero critico e cinismo paralizzante. Il primo analizza, distingue e propone alternative. Il secondo demolisce senza costruire nulla al suo posto.


L'ego e la visibilità

Il quarto meccanismo riguarda un aspetto che nell'era dei social media è diventato determinante: la visibilità come fine in sé.

In un ecosistema digitale dove l'attenzione è la valuta principale, la provocazione paga più della collaborazione. Criticare un movimento che raccoglie consenso garantisce visibilità immediata. Supportarlo, invece, significa condividere il palcoscenico.

Questo non significa che tutte le critiche siano opportunismo. Ma significa che dobbiamo imparare a distinguere chi critica per migliorare e chi critica per esistere.


Cosa ci dice tutto questo su di noi

Queste dinamiche non riguardano solo il DDL Cieli Blu. Ci parlano di qualcosa di più profondo: la difficoltà dell'essere umano a mantenere la rotta quando la posta in gioco diventa alta.

Quando una causa rimane marginale, è facile essere compatti. Quando inizia a diventare reale — quando le firme crescono, quando i parlamentari iniziano ad ascoltare, quando i media ne parlano — entrano in gioco interessi, ambizioni, paure. Ed è lì che molti cedono.

La maturità politica e civile si misura esattamente in quel momento: nella capacità di mettere la causa davanti all'ego, il risultato davanti alla perfezione, l'azione davanti al sospetto.


Perché vale comunque la pena firmare

A chi non conosce ancora il problema diciamo: i nostri cieli meritano attenzione e tutela. La geoingegneria non è fantascienza — è documentata, discussa nelle sedi istituzionali internazionali e riconosciuta da trattati che l'Italia ha già sottoscritto. Il DDL Cieli Blu chiede semplicemente che il nostro Parlamento prenda posizione.

A chi ha un'opinione contrastata diciamo: il dubbio è legittimo, ma l'inerzia no. Se anche solo una parte delle preoccupazioni sulla salute e sull'ambiente fosse fondata, il costo dell'inazione sarebbe incomparabilmente più alto del costo di una legge imperfetta.

A chi è contrario diciamo: non vi chiediamo di credere a tutto. Vi chiediamo di credere che i cittadini hanno il diritto di chiedere trasparenza su ciò che accade nei cieli sopra le loro teste. Questo è il cuore del DDL Cieli Blu. Nient'altro.


Conclusione

I movimenti che cambiano la storia non sono mai stati perfetti. Erano però uniti attorno a un obiettivo chiaro.

Il DDL Cieli Blu ha oggi oltre 43.578  firme e l'87% del quorum. Non è il risultato di una manovra politica — è il risultato di migliaia di cittadini comuni che hanno deciso che il loro cielo vale una firma.

Le divisioni interne fanno parte del percorso. Ma non devono fermarlo.

Firma ora su cieliblu.it — ogni voto conta.

Elaborazione: Radio Idea

sabato 4 luglio 2026

Pronto Soccorso: tra barelle e attese infinite. La battaglia per il diritto alla salute.



Le associazioni AsLimItaly e ALI APS lanciano un appello alle istituzioni per affrontare le criticità che stanno compromettendo il diritto alla salute di milioni di cittadini.

Negli ultimi dieci anni il sistema sanitario italiano ha attraversato una progressiva fase di indebolimento che oggi appare sempre più evidente agli occhi di cittadini, operatori sanitari e associazioni impegnate nella tutela dei diritti dei pazienti. Una situazione che, secondo le associazioni AsLimItaly e ALI APS, richiede interventi immediati e un confronto concreto con le istituzioni competenti.

Le due realtà associative chiedono la convocazione di un tavolo di confronto permanente finalizzato ad analizzare le principali criticità della sanità pubblica e a individuare soluzioni efficaci per garantire un'assistenza dignitosa agli ammalati, alle persone con disabilità e a tutti coloro che convivono con patologie gravi e croniche.

L'emergenza è sotto gli occhi di tutti. Ambulanze bloccate per ore davanti agli ospedali, Pronto Soccorso sovraffollati, corridoi occupati da barelle e personale sanitario costretto a lavorare in condizioni di forte stress rappresentano ormai una realtà quotidiana in numerose strutture del Paese.

Il Pronto Soccorso è diventato il simbolo più evidente della crisi che investe la sanità pubblica italiana. Tra le principali cause vi è il fenomeno del boarding, ovvero la permanenza prolungata dei pazienti già visitati e diagnosticati nelle aree di emergenza a causa della mancanza di posti letto disponibili nei reparti ospedalieri. Tale situazione genera un effetto domino che rallenta l'intero sistema e compromette la tempestività delle cure.

A questo si aggiunge la persistente debolezza della medicina territoriale. La carenza di servizi di prossimità e di strutture adeguatamente organizzate porta infatti migliaia di cittadini a rivolgersi ai Pronto Soccorso anche per problematiche non urgenti, aggravando ulteriormente il sovraffollamento e aumentando i tempi di attesa.

Secondo le associazioni presiedute dal dr. Alessandro Fucci, il momento impone una profonda revisione organizzativa capace di coniugare efficienza, sostenibilità e tutela della persona. Diverse soluzioni sono già state individuate da esperti e operatori del settore e potrebbero contribuire a migliorare significativamente la gestione dei flussi ospedalieri.

Tra queste vi è il potenziamento del Bed Management, un sistema di coordinamento finalizzato al monitoraggio costante dei posti letto disponibili, utile a velocizzare i ricoveri e a ridurre la permanenza impropria dei pazienti nei Pronto Soccorso.

Particolarmente rilevante appare anche l'introduzione diffusa dei percorsi Fast Track, che consentono ai pazienti con specifiche necessità specialistiche, come ad esempio quelle ortopediche, di essere indirizzati direttamente ai reparti competenti senza gravare sulle aree di emergenza.

Un ruolo centrale dovrebbe inoltre essere attribuito al rafforzamento della medicina territoriale attraverso Case della Comunità realmente operative e accessibili, capaci di garantire assistenza continuativa e di intercettare i casi a bassa complessità clinica prima che confluiscano negli ospedali.

Per AsLimItaly e ALI APS il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione italiana, non può essere compromesso da carenze organizzative, strutturali o di personale.

La crisi della sanità non riguarda soltanto gli addetti ai lavori: riguarda ogni cittadino. Per questo motivo, oggi più che mai, è necessario trasformare le criticità in un'opportunità di riforma, mettendo al centro le persone e il loro diritto a ricevere cure tempestive, appropriate e accessibili.

giovedì 2 luglio 2026

International Fashion Week 2026: a Bagheria la moda si eleva a spettacolo d’arte tra haute couture, maison blasonate e visioni di lusso contemporaneo


L'ottava edizione dell'evento firmato Camera Nazionale Giovani Fashion Designer – UNSIC consacra Bagheria tra le capitali del fashion internazionale, premiando i grandi protagonisti dell'alta moda e investendo sulle nuove generazioni di designer.

A Bagheria trionfo di eccellenza tra griffe internazionali, personalità di grande prestigio e nuove generazioni creative per l’International Fashion Week 2026. Un’esplosione di eleganza scenografica, visione creativa e lusso contemporaneo ha avvolto la cornice storica di Palazzo Villarosa, trasformato per l’occasione in un autentico scrigno di haute couture, dove la moda ha assunto i contorni di un’esperienza artistica totale.

 

L’evento, firmato dalla Camera Nazionale Giovani Fashion Designer, associazione di settore moda UNSIC, e guidata sapientemente dalla sua presidente Alessandra Giulivo – anche impeccabile conduttrice della serata – ha confermato una visione chiara e potente: trasformare la moda in esperienza totale, tra spettacolo, cultura e valorizzazione del talento, facendo brillare Bagheria come una capitale internazionale della moda, tra glamour, ricerca stilistica e pura emozione scenica.

 

L’International Fashion Week 2026 si è imposta come un viaggio immersivo nell’estetica del futuro: un universo dove la passerella diventa palcoscenico emozionale e ogni collezione si traduce in un manifesto di stile, identità e potenza creativa.

Le creazioni in scena hanno raccontato una femminilità magnetica, scolpita, audace e profondamente sofisticata, capace di fondere couture, ricerca materica e visione avanguardistica. Tessuti strutturati, lavorazioni sartoriali d’alta gamma, drappeggi scenografici e dettagli preziosi hanno dato vita a una narrazione visiva dal forte impatto editoriale, consacrando una donna-icona contemporanea: libera, sensuale, autorevole, protagonista assoluta del proprio immaginario estetico.

Un’ottava edizione vibrante, intensa, arricchita da momenti di grande suggestione scenica e dalla consegna dei prestigiosi Golden Muse Award 2026, vero cuore pulsante dell’evento e simbolo di eccellenza assoluta, ricerca stilistica e innovazione nel panorama fashion contemporaneo.

Lo stilista Franco Ciambella ha espresso una visione sartoriale di altissimo profilo e raffinata ricerca sartoriale, mentre Addy van den Krommenacker ha portato in scena una couture internazionale dal forte impatto scenico e dal respiro globale. Valentina Vidrașcu ha presentato una narrazione stilistica legata alle proprie radici culturali reinterpretate in chiave moderna, mentre la Maison Celestino ha confermato la propria eccellenza attraverso una raffinata tradizione sartoriale italiana. Il brand Mimì et Mamà ha proposto una visione giovane e contemporanea di grande identità stilistica e Rogowskie Bridal ha concluso il percorso stilistico con una collezione dedicata al mondo sposa, tra eleganza e innovazione.

 

Presente anche il direttore della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer, Dario Caminiti, che ha curato la gestione operativa della sfilata, contribuendo al perfetto svolgimento dell’evento.

Spazio, anche, al progetto “New Generations”, giunto alla sua quarta edizione, che ha acceso i riflettori sui nuovi talenti della moda. I giovani designer Chiara Ruperto e Gabriele Villanova, finalisti del concorso, rispettivamente primo e secondo classificato, si sono distinti per una progettualità fresca, visionaria e già sorprendentemente matura, capace di dialogare con i codici dell’alta moda.

Nel parterre istituzionale, la presenza del presidente nazionale di UNSIC Domenico Mamone ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa, evidenziando il ruolo della moda come motore culturale, economico e identitario del Made in Italy. Accanto a lui, istituzioni, ospiti, personalità di grande prestigio del panorama politico e culturale come il deputato regionale dell’ARS, Salvatore Geraci ed i rappresentanti del sistema UNSIC e degli enti collegati, hanno riconosciuto nell’International Fashion Week una piattaforma di altissimo livello, capace di unire territorio, formazione e sistema moda in una visione contemporanea e internazionale.

 

L’impatto estetico della sfilata è stato ulteriormente esaltato dal lavoro beauty firmato dall’hair e make up artist Francesco Cogliandro ed il suo team, costruendo look editoriali intensi e raffinati.

È stata inoltre conferita una targa di riconoscimento all’azienda enologica Cantine Brugnano, per il contributo offerto nella cura del cocktail di benvenuto in occasione dell’inaugurazione del red carpet, espressione di eccellenza del territorio e valorizzazione delle produzioni locali.

La manifestazione si consacra così come un’esperienza totale: non un semplice evento, ma un racconto estetico potente, immersivo e indimenticabile, dove la moda diventa arte viva, linguaggio universale e pura emozione scenica.

A concludere il programma degli appuntamenti istituzionali è stato l’incontro del presidente e del direttore della Camera Nazionale Giovani Fashion Designer con l’Accademia di Belle Arti di Palermo, il 30 giugno, presso la sede del corso di progettazione la della moda, proseguendo il dialogo tra formazione, industria creativa e nuove generazioni di talento.

venerdì 26 giugno 2026

Bagheria si illumina di haute couture: l’International Fashion Week accende il Mediterraneo

Presentata l’iniziativa presso la Sala Piersanti Mattarella del Palazzo dei Normanni di Palermo. Moda, cultura, arte e spettacolo: un evento che parla il linguaggio universale dello stile


È stata presentata nella prestigiosa cornice istituzionale della Sala Piersanti Mattarella del Palazzo dei Normanni di Palermo, l’International Fashion Week, iniziativa firmata dalla Camera Nazionale Giovani Fashion Designer, associazione di settore moda dell’UNSIC, capace di intrecciare moda, design, cultura, formazione e valorizzazione del territorio in una visione contemporanea e dal respiro internazionale.

Ad aprire la conferenza stampa è stata la presidente della CNGFD, Alessandra Giulivo, che ha definito la manifestazione «un appuntamento ormai molto atteso a livello nazionale», sottolineando come l'evento sia diventato negli anni un progetto itinerante capace di accendere i riflettori su territori diversi, mettendo in rete eccellenze del Made in Italy, stilisti internazionali e nuove generazioni.


L’evento andrà in scena dal 28 al 30 giugno, trasformando Bagheria in un palcoscenico diffuso di creatività, dove estetica, ricerca stilistica e contaminazioni artistiche daranno vita a un racconto immersivo dedicato al futuro della moda. Non sarà soltanto una rassegna di sfilate, ma un’esperienza totale: un vero fashion system experience, in cui la città diventerà un set a cielo aperto tra eleganza scenografica, performance, installazioni e ospiti di rilievo internazionale.

Tra i momenti più attesi, il suggestivo défilé del 29 giugno alle ore 20, quando l’iconica scalinata e le colonne di Palazzo Villarosa si trasformeranno in una passerella monumentale sospesa tra storia e contemporaneità. Un luogo simbolico che diventerà teatro di una narrazione estetica fatta di luce, architettura e haute couture.


«L’obiettivo è portare la moda dove può dialogare con il territorio e promuovere il patrimonio culturale», ha spiegato Alessandra Giulivo. «La scelta di luoghi storici diventa il palcoscenico ideale per unire creatività, tradizione e innovazione. L’International Fashion Week vuole essere una leva strategica per promuovere non soltanto la moda, ma anche l’artigianato e tutte le eccellenze produttive».

Le collezioni in passerella esploreranno nuove frontiere espressive: visioni audaci, sartorialità evoluta, ricerca materica e dialogo tra tradizione e innovazione tecnologica saranno le direttrici creative degli stilisti protagonisti.

Maison, brand e nomi altisonanti della moda del calibro di Franco Ciambella, Addy Van Den Krommenacker, Maison Celestino, Valentina Vidrascu, Mimì et Mamà e Rogowskie Bridal saranno insigniti del prestigioso Golden Muse Award 2026.


«Al centro dell’evento ci sono le eccellenze del Made in Italy, ambasciatrici di qualità, sartorialità e creatività», ha dichiarato Giulivo. «Ogni collezione racconta storie di tessuti pregiati, lavorazioni artigianali e dettagli curati. Gli stilisti internazionali portano contaminazioni culturali e idee nuove, trasformando la manifestazione in un laboratorio globale di ricerca e innovazione».

Particolare attenzione viene riservata alle nuove generazioni attraverso il concorso “New Generations”, dedicato agli studenti delle accademie e degli istituti di moda.

I due finalisti, Gabriele Villanova e Chiara Ruperto, presenteranno i capi realizzati partendo dai bozzetti selezionati da una commissione tecnica. I loro lavori sfileranno per la prima volta durante l’evento del 29 giugno.

Al vincitore sarà assegnata una borsa di studio, uno stage professionale presso la maison De Santis by Martin Alvarez e una dotazione di software professionali messi a disposizione da Pro2Dev, per un percorso concreto di inserimento nel settore moda.

Durante la conferenza stampa l’onorevole Salvatore Geraci, deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana, ha messo al centro proprio i giovani: «Il messaggio è forte e fresco. Vogliamo dare ai talenti emergenti una vetrina importante e la possibilità di dimostrare il proprio valore. Moda, giovani, sviluppo e cultura possono camminare insieme e rappresentano una concreta opportunità di crescita per chi decide di investire il proprio talento».

Anche il presidente regionale UNSIC Sicilia, Salvatore Falzone, ha rimarcato il valore dell'iniziativa: «La moda rappresenta uno dei settori più prestigiosi dell’economia italiana. Significa impresa, lavoro, formazione e opportunità per i giovani. Manifestazioni come questa contribuiscono a creare valore, favorire nuove opportunità e rafforzare il legame tra tradizione e futuro».


Nel corso dell’incontro è intervenuto anche Giovanni Minutella, direttore provinciale dell'ENASC, che ha sottolineato il valore culturale e sociale dell’iniziativa: «Eventi come questo rappresentano un’occasione straordinaria per valorizzare il territorio e creare connessioni tra cultura, impresa e creatività. La moda diventa così uno strumento di promozione e sviluppo, capace di raccontare l’identità dei luoghi e di offrire nuove prospettive ai giovani».



Prima dell’inizio delle sfilate, alle ore 17, Palazzo Villarosa ospiterà un talk televisivo con eccellenze italiane curato da Piero Muscari, seguito alle ore 19 dal red carpet, momento di incontro tra ospiti, stilisti e protagonisti del fashion system internazionale.

Tra luci scenografiche, installazioni artistiche, musica e atmosfere immersive, Villarosa si trasformerà in una vera e propria cattedrale contemporanea della moda, dove ogni collezione diventerà racconto, emozione e visione.

È ufficialmente iniziato il countdown per l’International Fashion Week: un evento destinato a lasciare un segno indelebile, trasformando Bagheria in un nuovo epicentro del glamour mediterraneo e della creatività internazionale.