domenica 18 gennaio 2026

Il nostro modo di fare informazione: pluralita' di voci, pensiero critico e liberta' di giudizio.

 


Come ci muoviamo nell’informazione

I nostri spazi online non sono semplici raccoglitori di notizie, ma piattaforme pensate per stimolare il pensiero critico, per offrire materiali, opinioni e analisi che aprano a ulteriori riflessioni da parte di chi ci segue. Non diciamo “noi abbiamo ragione”, né pretendiamo di offrire verità assolute: riportiamo e selezioniamo argomenti, contributi e interpretazioni di altri autorevoli opinionisti, esperti, giornalisti e realtà culturali, perché riteniamo che meritino di essere ascoltati e messi in discussione.

La nostra è un’informazione di stimolo e confronto, non di imposizione. Il lettore non trova qui una linea di partito, ma spunti da cui partire per formarsi un proprio giudizio.

Ecco come abbiamo pensato i nostri principali portali:

https://www.ideanews.org è la nostra testata giornalistica più ampia e generica. Qui si pubblicano articoli di attualità, approfondimenti su eventi, cultura, società, reportage, cronache e temi di respiro civico. Si tratta di contenuti redatti o curati dalla redazione di IdeaNews con uno sguardo sul contesto sociale e culturale più vasto, spesso con riferimenti e contributi di esperti o organizzazioni coinvolte nelle varie tematiche trattate.

https://news.radioidea.it è concepito come notiziario quotidiano dove si pubblicano fatti, eventi, conferenze e aggiornamenti di varia natura relativi al territorio e alla comunità, con uno stile che facilita la lettura rapida e diretta delle informazioni. È pensato per chi vuole restare aggiornato sulle novità senza filtri inutilmente complicati.

https://www.radioeditori.it è uno spazio che funge da megafono per voci esterne e contributi di altri autori. Si legge analisi su questioni internazionali, geopolitica, economia, società, con scelte editoriali che privilegiano la pluralità di visioni e la messa in discussione delle narrazioni convenzionali. In pratica, qui trovano spazio contributi selezionati di altri autori che possono arricchire il dibattito pubblico.

In tutti e tre i portali non rivendichiamo certezze, ma piuttosto offriamo materiale e prospettive da cui partire. Il nostro obiettivo è quello di mettere in dialogo fatti, interpretazioni e punti di vista, lasciando al lettore la responsabilità e la libertà di formare il proprio giudizio critico. Questo approccio riflette la convinzione che la comunicazione sana non debba chiudere le domande ma aprirle.

Per completezza, ricordiamo che l’ecosistema informativo e culturale che ruota attorno alla nostra comunità comprende anche altri spazi complementari:
• il sito https://www.disconovita.it dedicato alla musica e agli spettacoli del Disconovità;
https://www.airplay.it         il portale del circuito radiofonico omonimo;
• e naturalmente https://www.radioidea.it   dove si può ascoltare la diretta radiofonica e i podcast con programmi, musica e approfondimenti settimanali.

In sintesi: non siamo qui per dire “come stanno le cose”; siamo qui per chiedere “come possiamo capirle meglio”, condividendo idee, analisi, punti di vista rispettosi e argomentati.

Archimede, Leonardo e le conoscenze fuori tempo: quando la storia non segue una linea retta


La storia ufficiale ama raccontarsi come un percorso ordinato: dall’ignoranza alla conoscenza, dal passato al progresso tecnologico. Eppure, osservando alcune figure chiave del pensiero umano, questa narrazione lineare inizia a mostrare crepe evidenti. Esistono momenti in cui il sapere sembra anticipare il proprio tempo, per poi arrestarsi, scomparire o essere riscoperto secoli dopo.

Uno degli esempi piu’ noti e’ quello di Archimede e del presunto “raggio di fuoco”, una tecnologia attribuita al matematico siracusano durante l’assedio romano di Siracusa nel III secolo a.C. Secondo fonti successive, superfici riflettenti avrebbero concentrato la luce solare fino a incendiare le navi nemiche. Le testimonianze dirette dell’epoca non lo confermano, ma la leggenda ha continuato a riemergere nel tempo, alimentata dal fatto che Archimede possedeva conoscenze di ottica, geometria e meccanica straordinariamente avanzate.

Al di la’ dell’effettivo utilizzo militare, il caso di Archimede pone una questione piu’ ampia: quanto erano evolute alcune competenze scientifiche nel mondo antico? Non si tratta di un’eccezione isolata.

Un esempio emblematico e’ Erone di Alessandria, vissuto nel I secolo d.C., spesso dimenticato nei manuali scolastici. Nei suoi scritti descrive la eolipila, considerata una proto–macchina a vapore, ma anche porte automatiche, meccanismi programmabili, sistemi pneumatici e idraulici complessi. Non si trattava di curiosita’ teoriche o giocattoli da laboratorio, ma di applicazioni pratiche di fisica e ingegneria. La domanda, dunque, non e’ “perche’ non ci sono arrivati prima”, ma “perche’ non si e’ proseguito”.

A distanza di quasi duemila anni, un’altra figura continua a creare disagio nella ricostruzione tradizionale del progresso: Leonardo da Vinci. Nei suoi taccuini compaiono studi sull’aerodinamica, macchine volanti, sistemi idraulici, veicoli corazzati e progetti che anticipano di secoli la tecnologia moderna. Molti di questi non furono realizzati non per errori concettuali, ma per limiti materiali, tecnici ed economici del suo tempo. Leonardo non fu un visionario isolato, ma un punto di raccordo tra saperi antichi e intuizioni moderne rimaste senza una continuita’ operativa.

La storia del sapere, infatti, non procede in modo continuo. Fratture politiche, sociali e culturali hanno interrotto la trasmissione di intere conoscenze, come dimostrano la perdita dei grandi centri di studio dell’antichita’ o il collasso delle strutture educative dopo la fine dell’Impero romano. Quando queste strutture vengono meno, il sapere non evolve: si spegne.

In questo contesto, la leggenda del raggio di Archimede assume un valore simbolico piu’ che bellico. Indica un livello di comprensione della natura difficile da collocare nella cronologia scolastica del progresso. Lo stesso vale per Leonardo, le cui intuizioni risultarono troppo avanzate per un’epoca incapace di svilupparle pienamente.


Negli ultimi decenni, a questa riflessione si e’ aggiunta un’altra suggestione: l’idea che in antichita’ esistessero strumenti capaci di tagliare o dividere blocchi di pietra attraverso “raggi” o energie dirette. Su questo punto e’ necessario essere chiari: non esiste alcuna fonte antica che parli di un dispositivo in grado di tagliare la pietra come un laser. Ne’ Archimede, ne’ Erone, ne’ Vitruvio descrivono strumenti capaci di sezionare megaliti o fondere materiali duri con un fascio diretto.

Da dove nasce allora questa idea? Dalla combinazione di tre elementi reali, spesso mescolati in modo improprio. Da un lato, le lavorazioni megalitiche impressionanti presenti in luoghi come Egitto, Peru’, Baalbek o Anatolia, caratterizzate da tagli precisi, superfici lisce e giunzioni millimetriche. Dall’altro, le conoscenze antiche su suono, vibrazione e risonanza: Erone e Ctesibio studiavano pneumatica, pressione e acustica come forze fisiche reali. Oggi sappiamo che vibrazioni e ultrasuoni possono indebolire i materiali e facilitare le fratture, ma facilitare non significa sezionare come un laser.

A pesare, spesso, e’ la retroproiezione moderna: osserviamo il passato con categorie tecnologiche contemporanee e attribuiamo agli antichi strumenti e intenzioni che non potevano avere. Questo errore di prospettiva alimenta miti piu’ che chiarire i fatti.

Le ricerche archeologiche indicano che la pietra veniva lavorata con seghe, sabbia abrasiva, rame, quarzo e acqua, attraverso tempi lunghissimi e una forza lavoro enorme. Una spiegazione meno spettacolare, ma solida, documentata e verificabile.

La questione, tuttavia, non scompare. Non per l’esistenza di armi segrete perdute, ma per l’evidenza di competenze matematiche, tecniche e materiali molto piu’ raffinate di quanto si sia disposti a riconoscere. Non un raggio misterioso, dunque, ma una cultura tecnica avanzata, oggi sottovalutata.

La vera questione non e’ stabilire se Archimede incendio’ navi con il Sole o se esistesse un raggio capace di tagliare la pietra. Il punto centrale e’ un altro: quante conoscenze sono state archiviate come mito perche’ prive di continuita’, non replicabili o troppo in anticipo sui tempi?

Archimede, Erone e Leonardo non sono miracoli isolati. Sono picchi di una conoscenza che non ha avuto seguito. Il vero mistero non e’ una tecnologia segreta perduta, ma quanto sapere pratico e’ andato perso semplicemente perche’ non e’ stato trasmesso.

venerdì 16 gennaio 2026

Venerdì 16 gennaio 2026, a Velletri, Luigi Del Vecchio presenta “Ostuni. Non mi cercare più…” in un incontro dedicato al tema dell’usura e della legalità

Un appuntamento di rilievo culturale e civile che, a partire dalla letteratura, apre una riflessione ampia e condivisa sul fenomeno dell’usura, sul ruolo delle istituzioni, sulla tutela delle comunità e sul senso della responsabilità collettiva

Venerdì 16 gennaio 2026, alle ore 17.00, a Velletri, presso la Concessionaria BMW SuperAuto T, in via dei Volsci 55, si terrà la presentazione del thriller “Ostuni. Non mi cercare più…”, di Luigi Del Vecchio, edito da Viola Editrice. L’ultima fatica letteraria dell’autore sarà protagonista di un appuntamento di particolare rilievo culturale e civile, dedicato al tema della legalità e del contrasto all’usura, a partire dalla letteratura come strumento di consapevolezza e responsabilità collettiva.

L’incontro non si limiterà alla dimensione narrativa dell’opera, ma si aprirà a un confronto più ampio sul fenomeno dell’usura, sulle sue implicazioni sociali ed economiche e sul ruolo delle istituzioni nel prevenire e contrastare una piaga che continua a colpire famiglie e imprese. Un dialogo che affonda le radici nell’esperienza professionale e umana dell’autore, maturata in anni di servizio nel contrasto all’illegalità economico-finanziaria.

Dopo i saluti istituzionali di Saverio Capolupo, già Comandante Generale della Guardia di Finanza, e di Paolo Cianci, Presidente dell’VIII Delegazione Lazio dell’International Police Association, l’incontro sarà moderato da Chiara Ercoli, Vice Sindaco del Comune di Velletri. Un appuntamento che ha un valore in grado di andare oltre alla classica presentazione editoriale, configurandolo come momento pubblico di riflessione e sensibilizzazione.

Il libro

“Ostuni. Non mi cercare più…”, edito da Viola Editrice, è il secondo capitolo della saga thriller ambientata nella città di Ostuni. Al centro del romanzo torna il Commissario Vito Berlingieri, chiamato ad affrontare un nuovo e inatteso riemergere del male dopo i drammatici fatti che avevano segnato la città. In un contesto che sembra aver ritrovato un fragile equilibrio, un elemento imprevisto incrina la quiete e riapre interrogativi rimasti sospesi, costringendo il protagonista a confrontarsi ancora una volta con il peso della memoria, con le zone d’ombra della realtà e con la sottile linea che separa normalità e disgregazione.

L’autore

Luigi Del Vecchio, Generale della Guardia di Finanza in congedo, ha costruito un percorso professionale segnato dal contrasto all’illegalità economica e dalla formazione giuridica e investigativa. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria, è consulente tecnico d’ufficio presso diverse Procure. Accanto all’attività professionale, svolge un intenso impegno culturale e sociale, convinto che la narrazione possa diventare strumento di conoscenza, prevenzione e responsabilità civile.

La presentazione di Velletri si inserisce nel percorso di diffusione delle opere di Luigi Del Vecchio, un itinerario culturale che intreccia territorio, legalità e memoria, restituendo al pubblico l’incontro con una voce autoriale consapevole, capace di coniugare rigore professionale, profondità umana e immaginazione narrativa, e di aprire uno spazio di riflessione su temi che toccano il cuore della vita civile.

giovedì 15 gennaio 2026

Premio Legalità 2026, Carditello laboratorio di responsabilità pubblica

Il Centro Studi Mameli riunisce alla Real Tenuta di Carditello magistratura, forze armate ed esponenti istituzionali per riaffermare una visione della legalità fondata sull’etica del dovere, sulla coerenza dei comportamenti e sulla credibilità dello Stato nei confronti dei cittadini.

La Real Tenuta di Carditello ha ospitato l’edizione 2026 del Premio Legalità, promosso dal Centro Studi Mameli, confermandosi come uno dei luoghi simbolici in cui la riflessione sulla legalità assume una dimensione concreta e operativa. L’iniziativa ha proposto una lettura della legalità come processo vivo, che prende forma nel quotidiano esercizio delle funzioni pubbliche e nel rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità.

La cerimonia ha messo al centro l’idea che il rispetto delle regole non sia un atto formale, ma una responsabilità che si traduce in scelte, decisioni e comportamenti coerenti. In questo senso, il Premio si configura come strumento di valorizzazione dell’esempio, più che come riconoscimento celebrativo.

A imprimere autorevolezza e solennità all’evento è stata la madrina Loredana Lanna, la cui presenza ha rafforzato il legame tra società civile e istituzioni, richiamando il ruolo educativo della manifestazione. Attorno a questa cornice simbolica si è sviluppato un confronto di alto profilo sui temi della responsabilità civica e della buona amministrazione.

Tra le figure centrali dell’edizione 2026 si è distinto Michele Grillo, consigliere presso la Presidenza del Consiglio e segretario generale di APAMRI. Il suo contributo ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una governance fondata su trasparenza, prevenzione e capacità di dialogo tra istituzioni e cittadini, evidenziando come la legalità sia anche un fattore di stabilità democratica.

Di particolare rilievo anche la presenza del magistrato Nicola Graziano, Presidente nazionale di UNICEF Italia, premiato per un percorso che coniuga rigore giuridico e attenzione ai diritti fondamentali, offrendo una visione del diritto come strumento di tutela delle persone. Accanto a lui, Laura Mazza ha contribuito ad arricchire il profilo istituzionale e culturale dell’iniziativa.

Il riconoscimento è stato assegnato a esponenti di primo piano della Magistratura e delle Forze Armate, indicati come interpreti credibili di uno Stato chiamato ad affrontare sfide complesse senza arretrare sul terreno dei valori. Tra i premiati figurano il dott. Carlo Fucci, il Generale di Corpo d’Armata Rodolfo Sganga, il Generale Salvatore D’Arpa, il Colonnello Biagio Chiariello e il Colonnello Gaetano Farina.

Il confronto è stato ulteriormente arricchito dagli interventi del dott. Enrico Quaranta, della magistrata Ilaria Grimaldi e del dott. Lucio Di Nosse, che hanno offerto chiavi di lettura puntuali sul contrasto alla criminalità e sulla trasparenza amministrativa come pilastri dello Stato di diritto.

Accompagnata dalle esecuzioni della Banda Musicale della Polizia Penitenziaria, la giornata si è chiusa riaffermando un messaggio chiaro: la legalità si consolida quando le istituzioni sanno essere credibili attraverso l’esempio. In questo senso, Carditello ha confermato il proprio ruolo di spazio civico, capace di ospitare una riflessione matura sul presente e sul futuro della responsabilità pubblica.

martedì 6 gennaio 2026

Elettricità nell'aria: La Finlandia rende reale il sogno di Tesla (ma con i piedi per terra)

HELSINKI, GENNAIO 2026 – Per oltre un secolo, l’idea di trasmettere energia elettrica attraverso l’aria senza l'ausilio di cavi è rimasta confinata nei taccuini di Nikola Tesla e nelle pagine di fantascienza. Tuttavia, all'alba del 2026, la Finlandia ha ufficialmente segnato il passaggio della trasmissione di energia wireless (WPT) dal laboratorio alle prime applicazioni reali, grazie a una serie di scoperte pionieristiche presso l'Università di Aalto.

La svolta tecnologica: Oltre l'induzione classica
Il cuore del successo finlandese risiede nel superamento dei limiti della ricarica wireless tradizionale (quella che oggi usiamo per gli smartphone), che richiede un contatto quasi perfetto tra dispositivo e base.
I ricercatori, guidati dal team di Nam Ha-Van e Prasad Jayathurathnage, hanno sviluppato un sistema basato sulla "soppressione della resistenza alle radiazioni". Utilizzando antenne a telaio con correnti ad ampiezze uguali e fasi opposte, il team è riuscito a cancellare le perdite di energia che normalmente si disperdono nello spazio.
I numeri del record:
  • Efficienza: Superiore all'80%.
  • Distanza: Trasmissione efficace fino a 18-20 centimetri, ovvero circa cinque volte il diametro dell'antenna utilizzata.
  • Libertà di movimento: A differenza del passato, il sistema è onnidirezionale; il dispositivo riceve energia indipendentemente dalla sua posizione o orientamento rispetto alla fonte.
Applicazioni pratiche: Cosa cambia nel 2026
Sebbene la notizia sia stata spesso travisata sui social come la fine immediata di ogni cavo elettrico domestico, le applicazioni attuali sono mirate e rivoluzionarie per settori specifici:
  1. Internet of Things (IoT) e Sensori: La ricarica wireless a distanza permette di alimentare migliaia di sensori industriali e domestici senza dover mai sostituire le batterie.
  2. Dispositivi Medici Impiantabili: Pacemaker e protesi possono ora essere ricaricati attraverso i tessuti umani in modo più efficiente, eliminando la necessità di interventi chirurgici per la sostituzione delle pile.
  3. Domotica senza cavi: Lampade e piccoli elettrodomestici possono ora essere alimentati semplicemente posizionandoli in un'area coperta dal segnale, senza doverli "centrare" su una piastra.
Il legame con Nikola Tesla
Il sistema richiama inevitabilmente la Wardenclyffe Tower di Tesla, ma con una differenza fondamentale: la scala. Mentre Tesla sognava di trasmettere energia a livello globale usando l'atmosfera come conduttore, la tecnologia finlandese del 2026 opera su distanze controllate e sicure, utilizzando onde radio a bassa frequenza per evitare rischi per la salute umana e interferenze con altri segnali wireless.
Sfide e Futuro
Nonostante l'entusiasmo, la strada verso la "città senza fili" è ancora lunga. Il costo delle infrastrutture e la necessità di standardizzare i ricevitori rimangono ostacoli significativi. Tuttavia, con i nuovi finanziamenti da oltre 25 milioni di euro concessi dal Consiglio della Ricerca di Finlandia all'Università di Aalto per la transizione energetica, il 2026 si conferma l'anno in cui il "cordone ombelicale" elettrico ha iniziato ufficialmente a spezzarsi.
Archeologia Energetica: Un ritorno al passato?
La scoperta finlandese solleva un interrogativo inquietante: stiamo davvero inventando qualcosa di nuovo o stiamo faticosamente riscoprendo una tecnologia già esistente nei secoli passati?
Negli ultimi anni, diverse teorie di ricerca indipendente hanno iniziato a guardare alle grandi strutture del passato non solo come monumenti funebri o religiosi, ma come vere e proprie macchine energetiche.
  • Le Piramidi di Giza: Numerosi studi fisici (tra cui quelli pubblicati sulla rivista Journal of Applied Physics) hanno confermato che la Grande Piramide può concentrare energia elettromagnetica nelle sue camere interne e sotto la sua base. La struttura in granito (pietra piezoelettrica) e il rivestimento in calcare isolante suggeriscono un design paragonabile a un gigantesco trasmettitore wireless.
  • Torri e Campanili del XIX Secolo: Prima della diffusione capillare dei cavi in rame, la presenza di obelischi, cupole rivestite in metallo e campanili dalle forme geometriche precise ha alimentato l'ipotesi che fossero estrattori di energia atmosferica (etere). Molti teorici sostengono che le "antenne" poste sopra gli edifici antichi servissero a captare l'elettricità statica dall'aria per illuminare le città o alimentare i sistemi locali, una tecnologia che sarebbe stata smantellata o nascosta con l'avvento dei monopoli energetici a pagamento.
Il parere critico: Il "Sogno Proibito" e i Progetti Secretati
Oggi, nel 2026, ci rendiamo conto che i progressi della Finlandia sono solo l'inizio di un faticoso ritorno a una realtà energetica che probabilmente era già presente in passato. Tuttavia, il cammino è ostacolato. Secondo molti esperti, i progetti originali di Nikola Tesla — che si ispiravano proprio alla risonanza della Terra e delle strutture piramidali — sono tuttora secretati o protetti da segreto militare
Il sospetto è che la visione di Tesla di un'energia libera e universale, simile a quella ipotizzata per le civiltà antiche, sia stata soppressa per salvaguardare enormi interessi commerciali
Un'energia "libera nell'aria", proprio come accadeva nelle antiche torri, priva di contatori e non centralizzata, che non può essere contata, tassata o interrotta, minerebbe alle basi l'attuale sistema economico basato sulla vendita al kilowattora e sul controllo delle infrastrutture fisiche
Finché l'elettricità rimarrà un prodotto di consumo vincolato al profitto, la tecnologia wireless moderna rimarrà probabilmente "addomesticata" e limitata a piccoli dispositivi, impedendoci di riconnetterci pienamente a quella "rete globale naturale" che i nostri antenati sembravano già conoscere e utilizzare. Siamo all'inizio di una riscoperta, ma la strada per liberare l'energia dai vincoli del mercato è ancora lunga e tortuosa.
Per ulteriori dettagli scientifici, è possibile consultare le pubblicazioni recenti dell'Università di Aalto o approfondire i progetti di ricerca sulla transizione energetica.

venerdì 2 gennaio 2026

Un 2025 di successi per lo scrittore Luigi Del Vecchio, tra il suo secondo romanzo, “Ostuni. Non mi cercare più…”, premi e impegno culturale

Nuove pubblicazioni editoriali, riconoscimenti accademici, premi letterari internazionali e un forte impegno sociale che confermano un percorso culturale in costante crescita

Un anno intenso, ricco di risultati letteraririconoscimenti istituzionali e iniziative a forte impatto sociale. Il 2025 si conferma come una tappa decisiva nel percorso culturale e umano di Luigi Del Vecchio, autore che ha saputo coniugare la scrittura thriller con un profondo senso di responsabilità civile e culturale.

Il momento culminante dell’anno è stato segnato dall’uscita del suo secondo romanzo, “Ostuni. Non mi cercare più…”, pubblicato da Viola Editrice nel mese di settembre. L’opera ha dato il via a un articolato tour promozionale che, partendo dalla città bianca, ha già toccato numerose città italiane, tra cui Roma, Bari, Napoli, Viterbo e Lucera, riscuotendo attenzione e partecipazione in contesti culturali diversi e qualificati.

Il 2025 è stato però anche l’anno della definitiva consacrazione del romanzo d’esordio, “Ostuni. Un’insospettabile presenza”. Dopo il Premio Internazionale Oscar Wilde ottenuto nel 2024, l’opera ha continuato a raccogliere importanti riconoscimenti, venendo premiata al Menotti Art Festival di Spoleto e ricevendo a Roma la Menzione d’Eccellenza del Premio Letterario Internazionale intitolato a Gioacchino Belli, promosso dall’Accademia Tiberina.

Accanto all’attività editoriale e ai riconoscimenti letterari, particolare rilievo assume l’impegno sociale che accompagna il lavoro dell’autore. Anche per Ostuni. Non mi cercare più… è infatti prevista la realizzazione di un audiolibro destinato ai ciechi e agli ipovedenti della Regione Puglia, una platea che supera i 3.300 utenti. Il progetto, sviluppato in collaborazione con il Centro regionale Audiolibro di Bari, prosegue un percorso già avviato con il primo romanzo e rappresenta uno degli aspetti più significativi della produzione di Del Vecchio.

Sul piano accademico e istituzionale, il mese di novembre ha segnato un ulteriore traguardo con la nomina di Luigi Del Vecchio ad Accademico Ordinario dell’Accademia Tiberina di Roma, storica istituzione di cultura e studi universitari fondata nel 1813. Un riconoscimento che lo inserisce in una tradizione prestigiosa, condivisa nel tempo da figure centrali della storia culturale italiana, e che rafforza il legame tra la sua attività letteraria e il mondo delle istituzioni culturali.

Il 2025 ha rappresentato anche un anno di significativa attenzione mediatica nazionale, che ha visto Luigi Del Vecchio protagonista in RAI per ben due volte. L’autore ha preso parte al documentario Ostuni, città a colori, trasmesso su RAI 5 all’interno del programma Di là dal fiume e tra gli alberi. Nel corso delle riprese, Del Vecchio è stato accompagnato in una conversazione intensa e suggestiva dalla giornalista Gemma Giorgini, tra le mura e i vicoli della città bianca, in un racconto che restituisce atmosfere, identità e memoria del territorio.

A questa partecipazione si è aggiunta, a breve distanza, la partecipazione dell'autore in un servizio all'interno della rubrica Mezzogiorno Italia su RAI TGR Puglia. Un’ulteriore occasione per raccontare il proprio percorso umano e letterario, soffermandosi sul thriller “Ostuni. Un’insospettabile presenza” e sui progetti narrativi futuri, ancora una volta attraverso le strade e i luoghi simbolo del centro storico di Ostuni.

Al centro della visione dell’autore resta una concezione della cultura come fondamento di una civiltà aperta e condivisa, non riservata a pochi ma accessibile e diffondibile da chiunque ne riconosca il valore. Un’idea che attraversa tanto la sua scrittura quanto il suo impegno pubblico, e che si traduce in una narrazione capace di parlare a pubblici diversi senza rinunciare alla complessità.

Lo sguardo è ora rivolto al futuro. È già iniziata la scrittura del terzo e conclusivo capitolo della trilogia ambientata a Ostuni, che porterà a compimento un percorso narrativo costruito tra atmosfere sospese, tensione psicologica e riflessione sul presente. Accanto a questo lavoro, resta aperto un progetto ambizioso, coltivato da mesi e affidato alle prospettive del 2026, che l’autore preferisce per ora lasciare in sospeso, come promessa e come sfida.

Il libro

“Ostuni. Non mi cercare più…”, edito da Viola Editrice, è il sequel del thriller “Ostuni. Un’insospettabile presenza”. Il romanzo riporta il lettore nella città bianca, attraversata da segreti irrisolti e memorie che riaffiorano improvvisamente. Le campagne, i vicoli e le atmosfere sospese di Ostuni diventano parte integrante della narrazione, costruendo una trama tesa e stratificata, in cui il mistero si intreccia con i conflitti interiori dei protagonisti e con una riflessione sull’identità.

L’autore

Luigi Del Vecchio, Generale della Guardia di Finanza in congedo, ha maturato una lunga esperienza professionale nel contrasto all’illegalità economica, affiancata a una solida formazione giuridica e investigativa. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria, è consulente tecnico d’ufficio presso le Procure di Napoli e Torre Annunziata. Parallelamente all’attività professionale, porta avanti un intenso impegno culturale e associativo. Dal 2022 vive a Ostuni, città che continua a rappresentare una fonte costante di ispirazione per la sua produzione letteraria.

martedì 30 dicembre 2025

Emergenza e Diritti: Il Bilancio dell'Avv. Olga Milanese tra Costituzione e Libertà


A distanza di anni dalla fase acuta della pandemia, il dibattito giuridico e civile sulle misure adottate resta quanto mai attuale
. In un’intervista esclusiva rilasciata a Mario Di Gregorio per Idea News Magazine, l’Avvocato Olga Milanese analizza con occhio critico il rapporto tra norme emergenziali e garanzie costituzionali.

Ascolta il servizio in onda su Radio Idea:

Il "sacrificio" del diritto al lavoro

Secondo l’Avv. Milanese, il diritto al lavoro è stato uno dei pilastri maggiormente sacrificati in nome dell'emergenza sanitaria. Se inizialmente il pregiudizio ha riguardato le attività commerciali legate alla libera circolazione, l’introduzione dell'obbligo vaccinale ha colpito direttamente l'accesso all'impiego.

"Il diritto al lavoro ha subito un enorme sacrificio... con la giustificazione della necessità di tutelare la salute dei cittadini che però tuttavia non trovava corrispondenza alle misure adottate ai danni dei lavoratori". L'avvocato sottolinea come il lavoro sia indissolubilmente legato alla dignità e alla sussistenza: "Il diritto al lavoro implica il diritto al sostentamento, alla possibilità di affrontare le esigenze quotidiane anche di salute".

La gerarchia dei diritti e la solidarietà

Un punto centrale della riflessione riguarda la gerarchia dei valori nella Carta Costituzionale. Milanese osserva come i Padri Costituenti scelsero di inserire i diritti legati alla libertà e al lavoro tra i principi supremi, mentre il diritto alla salute fu collocato all'Articolo 32.

La critica si estende anche al clima sociale generatosi durante l'emergenza:
  • Misure restrittive: Milanese paragona alcune limitazioni coercitive a modelli di stampo fascista o nazista, citando i divieti imposti ai bambini e agli studenti universitari senza certificazione.
  • Crisi della solidarietà: Viene denunciato il fenomeno della delazione, presentata erroneamente come comportamento eroico anziché come discriminazione tra concittadini.
Riforme per il futuro: Ridare voce ai cittadini

Guardando avanti, l'Avvocato - in qualità di Presidente dell'Associazione Umanità e Ragione - propone cambiamenti radicali per evitare che il sistema ceda nuovamente in futuro.

  • Referendum accessibile: Una riforma per rendere lo strumento di democrazia diretta utilizzabile dai cittadini senza la necessità di ingenti fondi o appoggi di partito.
  • Corte Costituzionale: Una modifica alle modalità di nomina dei giudici, attualmente di estrazione politica, per eliminare potenziali conflitti di interesse.

Il caso della Giudice Susanna Zanda

In chiusura, Milanese commenta l'assoluzione della giudice Zanda da parte della Cassazione, definendo il precedente procedimento disciplinare come una "sorta di persecuzione". Il rischio evidenziato è che la magistratura possa agire sotto il "timore di un procedimento ai propri danni", limitando l'indipendenza del diritto.

Intervista esclusiva realizzata da Mario Di Gregorio per Idea News Magazine.

Spazio ai lettori

  • Ritenete che il bilanciamento tra salute pubblica e libertà individuali sia stato equo o credete, come l'Avv. Milanese, che alcuni diritti siano stati "sradicati"?
  • Quale delle riforme costituzionali proposte (referendum o nomina dei giudici) ritenete più urgente per il futuro del Paese?
  • La vostra percezione della solidarietà sociale è cambiata dopo l'esperienza dei mesi emergenziali?

lunedì 29 dicembre 2025

Radio IAY, quattro eventi speciali per salutare il 2025 tra Bari e Brindisi


Una maratona musicale tra aperitivi, cene e party anni ’90 per festeggiare il Capodanno insieme all’emittente pugliese che si prepara a celebrare i suoi due anni di attività


Ci siamo: arriva il giorno più atteso dell’anno, quello in cui lasciarsi alle spalle pensieri e problemi per accogliere il nuovo anno a ritmo di musica. Sono molte le iniziative organizzate dalle radio pugliesi, ma l’attenzione è puntata su Radio IAY, l’emittente nostrana che a gennaio 2026 spegnerà le sue due candeline e che per San Silvestro propone una serie di appuntamenti imperdibili con i propri DJ.


Tre eventi a Bari per iniziare a festeggiare già dal 31 mattina:

• KLIMT di Modugno, dalle ore 12, con l’aperitivo che è ormai una tradizione per gli ascoltatori della radio.

• Glamour Cafè in via Melo, per un brindisi tra musica e atmosfera nel cuore della città.

• ALLTO SUSHI in via Mazzitelli (Poggiofranco), dove si attenderà la mezzanotte con cena e, a seguire, una lunga notte di musica e ballo.


Gran finale a Brindisi con due location che accoglieranno il pubblico tra cenone e after party:

• Taipan, in via San Lorenzo da Brindisi, con uno speciale party anni ’90 tra cena e dopocena.

• Rendez-Vous Bistrot, in via Conserva, per continuare a festeggiare in un’atmosfera elegante e coinvolgente.


Radio IAY invita tutti a partecipare agli appuntamenti per vivere un Capodanno all’insegna della musica, della convivialità e della buona energia.


Media partner dell’evento è la testata pugliese IN PUGLIA 24, guidata dal Direttore Alessandro Nardelli.


Infoline: 340/4103577

Bari, il Petruzzelli celebra l’eredità di Battisti con Mogol: un Capodanno dedicato alla musica e ai bambini dell’Unicef

La Nuova Fiera del Levante promuove un evento speciale il 1° gennaio: un concerto–racconto con orchestra e coro per sostenere i progetti dell’organizzazione internazionale

Sarà un Capodanno dal forte valore simbolico quello che si terrà giovedì 1° gennaio, alle ore 18, sul palcoscenico del Teatro Petruzzelli di Bari. Nuova Fiera del Levante ha scelto di inaugurare l’anno con una serata che unisce arte e responsabilità sociale, proponendo lo spettacolo Mi ritorni in mente, interamente dedicato al repertorio di Lucio Battisti e con la partecipazione straordinaria del suo storico autore, Mogol.

L’evento nasce nel quadro del protocollo triennale siglato lo scorso luglio tra Nuova Fiera del Levante e Unicef, a cui sarà devoluto l’intero ricavato della serata. Una scelta che ribadisce l’impegno della società guidata dal presidente Gaetano Frulli nel sostenere iniziative culturali in grado di generare impatti concreti nella vita dei più piccoli e delle categorie più fragili.

Sul palco, l’orchestra diretta dal Maestro Angelo Valori guiderà il pubblico in un viaggio musicale attraverso alcuni dei brani che hanno segnato la storia della canzone italiana: Mi ritorni in mente, I giardini di marzo, La canzone del sole, Amarsi un po’, Con il nastro rosa. Melodie che appartengono alla memoria collettiva e che nello spettacolo troveranno una nuova veste sonora grazie a arrangiamenti orchestrali contemporanei ma rispettosi dell’identità originaria dei brani.

Accanto all’orchestra, il contributo del coro Medit Voices arricchirà l’esperienza con una tessitura vocale capace di fondere tradizione e modernità, creando atmosfere luminose, intime e allo stesso tempo solenni.

La presenza di Mogol, voce narrante e memoria diretta della straordinaria stagione creativa condivisa con Battisti, offrirà al pubblico il privilegio di ascoltare aneddoti, riflessioni e racconti dietro la genesi di canzoni che hanno fatto la storia. Le sue parole accompagneranno la musica trasformando il concerto in uno spettacolo narrativo, un racconto emotivo che collega passato e presente.

La serata vuole essere un momento di festa, certo, ma anche un invito alla partecipazione civica: attraverso la cultura, un sostegno concreto per l’infanzia più vulnerabile. Un messaggio che rafforza il ruolo sociale della Fiera del Levante e del Petruzzelli come luoghi di diffusione non solo artistica, ma anche di valori condivisi.

Con Mi ritorni in mente, Bari apre così il nuovo anno celebrando la grande musica italiana e ricordando quanto possa essere potente la solidarietà quando trova nella cultura la sua forma più alta di espressione.

Sport e insigniti insieme nel segno del merito: Luciano Buonfiglio del CONI presidente onorario di APAMRI

Formalizzata a Roma la nomina del presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano a Presidente Onorario dell’Associazione Parlamentare di Amicizia con gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana, nel primo anno di attività dell’organismo

Nel quadro delle iniziative volte a rafforzare il proprio profilo istituzionale, l’APAMRI – Associazione Parlamentare di Amicizia con gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana – ha conferito la carica di Presidente Onorario al Commendatore Luciano Buonfiglio, presidente del CONI.

La nomina è stata formalizzata il 23 dicembre 2025 a Roma, su proposta del Segretario generale dell’Associazione, Commendatore Dott. Michele Grillo, nel corso di un incontro istituzionale svoltosi presso il CONI, durante il quale è stato consegnato il Gagliardetto Istituzionale dell’APAMRI.

L’Associazione, guidata dal Presidente nazionale Cav. Uff. Riccardo Di Matteo, ha espresso profondo apprezzamento per la disponibilità di Luciano Buonfiglio ad assumere un ruolo di rappresentanza simbolica e valoriale, riconoscendone il profilo di alto prestigio istituzionale e il contributo alla diffusione dei principi di merito, responsabilità e dignità civile.

La nomina si inserisce nel contesto delle celebrazioni per il primo anno di attività dell’APAMRI, ricorrenza che nel dicembre 2025 ha segnato un momento di bilancio e rilancio dell’azione associativa. L’obiettivo dell’Associazione resta quello di promuovere il valore del merito e dei principi costituzionali, costruendo una rete attiva tra i cittadini insigniti di onorificenze della Repubblica Italiana e favorendo un dialogo costante tra istituzioni e società civile.

martedì 23 dicembre 2025

Stati generali dell’onorificenza civile, APAMRI celebra un anno di attività e nomina Lino Banfi presidente onorario

Un incontro nazionale a Palazzo Valentini rilancia il valore del merito come fondamento della Repubblica, tra responsabilità civile, impegno istituzionale e nuove prospettive per il sociale

Nella Sala David Sassoli di Palazzo Valentini, a Roma, si sono svolti gli Stati generali dell’onorificenza civile promossi dall’Associazione Parlamentare di Amicizia con gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana (APAMRI), a un anno dalla nascita dell’associazione. Un appuntamento di rilievo nazionale che ha riunito delegati regionali e provinciali, rappresentanti delle istituzioni, magistrati, esponenti delle forze dell’ordine e del mondo del volontariato, con l’obiettivo di riaffermare il valore del merito come principio fondante della Repubblica e come responsabilità permanente verso la collettività.

La giornata ha rappresentato un momento di riflessione sul ruolo degli insigniti al Merito della Repubblica non solo come destinatari di un riconoscimento, ma come protagonisti attivi della vita civile, chiamati a mettere competenze, esperienza e autorevolezza al servizio della comunità e delle nuove generazioni.

Ad aprire i lavori è stato il Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, che ha richiamato il significato costituzionale dell’impegno civico e istituzionale:
«L’articolo 54 della Costituzione ci ricorda che servire lo Stato è un impegno che si fonda su fedeltà e onore. Non conta se si è in servizio o in quiescenza: ciò che conta è sentirsi, per tutta la vita, servitori dello Stato».

Nel corso dell’incontro è stata ufficializzata la nomina di Lino Banfi a presidente onorario dell’APAMRI. Una scelta che riconosce nell’attore pugliese non solo un Cavaliere di Gran Croce, ma una figura simbolica capace di incarnare, anche attraverso la cultura popolare, i valori di umanità, servizio e dignità civile che l’associazione intende promuovere.

Il presidente nazionale dell’APAMRI, Riccardo Di Matteo, ha tracciato un bilancio del primo anno di attività e illustrato le prospettive future dell’associazione:
«L’associazione è nata nel 2024 e oggi sta costruendo il proprio organigramma nazionale. Nel 2026 avvieremo numerosi progetti nel sociale e nel volontariato. Valorizzare il merito significa offrire esempi positivi alla collettività e lavorare per il benessere delle future generazioni».

Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra istituzioni e Parlamento, con l’intervento della presidente dei Parlamentari per APAMRI, l’onorevole Carla Giuliano, che ha espresso soddisfazione per la riuscita dell’iniziativa:
«È una giornata di cui vado orgogliosa. Ringrazio gli organizzatori e auspico che l’attività dell’associazione possa proseguire con forza, portando risultati concreti e duraturi».

Nel dibattito è emerso anche il tema della leadership femminile e della valorizzazione del ruolo delle donne nei percorsi di eccellenza istituzionale e professionale. Un punto ribadito dal segretario generale dell’APAMRI, Michele Grillo:
«Uno degli obiettivi centrali dell’APAMRI è esaltare il ruolo delle donne. Sin dall’inizio abbiamo condiviso alcuni obiettivi e tra i più importanti, crediamo che il lavoro delle donne debba essere riconosciuto come autentico titolo di merito».

Gli Stati generali dell’onorificenza civile hanno così segnato un passaggio importante nel percorso dell’APAMRI, configurandosi non solo come momento celebrativo, ma come avvio di una fase operativa orientata a rafforzare una rete nazionale impegnata a promuovere merito, responsabilità e coesione sociale, nel solco dei valori costituzionali della Repubblica.

Ascolta Radio Idea
Prendimi e portami ovunque!