Visualizzazione post con etichetta Sport. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sport. Mostra tutti i post

venerdì 14 agosto 2026

Alessio Sundas: «Il talento va dimostrato». Nasce il Principio di Valorizzazione per cambiare il calcio

Il procuratore sportivo punta su dati, algoritmi e analisi delle performance: al centro Algorithm.Soccer e un percorso dedicato soprattutto ai giovani tra i 13 e i 17 anni

Il calcio entra sempre più nell'era dei dati e Alessio Sundas vuole trasformare questa evoluzione in un nuovo metodo per individuare e sviluppare il talento. L'imprenditore e procuratore sportivo italiano presenta il “Principio di Valorizzazione di Sundas”, un modello che integra osservazione tradizionale, analisi delle prestazioni e percorsi individuali di crescita.

Alla base c'è una convinzione precisa: avere talento non significa automaticamente riuscire a trasformarlo in una carriera.

«Un talento nascosto è come un Van Gogh o un Monet chiuso in una stanza: può avere un valore enorme, ma se nessuno riesce a vederlo quel valore rischia di rimanere sconosciuto», sostiene Sundas.

La proposta non vuole sostituire scout, allenatori e osservatori con algoritmi. Al contrario, Sundas immagina una combinazione tra esperienza umana e parametri oggettivi.

L'obiettivo è riuscire a stabilire non soltanto se un giocatore sia promettente, ma perché lo sia, quali caratteristiche possieda e quali aspetti debba migliorare.

«Non possiamo limitarci a dire che un giocatore è forte. Dobbiamo spiegare perché. Il calcio deve passare dal “secondo me” al “dimostramelo”».

Lo strumento attraverso il quale applicare questo principio è Algorithm.Soccer, piattaforma che utilizza la ASM Measurement Unit, un'unità proprietaria pensata per analizzare differenti indicatori tecnici, atletici e tattici.

La misurazione diventa quindi il punto di partenza, non quello di arrivo: individuata una carenza, il passo successivo consiste nella costruzione di un programma personalizzato per migliorarla.

Particolare attenzione viene dedicata alla fascia tra 13 e 17 anni.

Per Sundas è proprio durante questa fase che l'analisi può assumere il maggiore valore formativo.

«Il dato non deve bocciare un ragazzo. Deve aiutarlo a capire quale strada seguire per migliorare».

La sfida è utilizzare tecnologia, analisi video e intelligenza artificiale per rendere più leggibile il potenziale dei calciatori anche in un mercato internazionale.

«Il futuro appartiene alla performance misurabile. Il talento resta fondamentale, ma bisogna riuscire a dimostrarne il valore».

sabato 8 agosto 2026

Italia fuori dal Mondiale? Alessio Sundas: «Prima di scegliere il commissario tecnico, si ripensi un sistema che non valorizza più i giovani»

Il procuratore sportivo lancia un appello al calcio italiano: «Nel mondo si allenano i calciatori con dati, algoritmi e intelligenza artificiale. Noi continuiamo a discutere solo di allenatori»

Cambiare il commissario tecnico non basta. Per tornare competitiva e riconquistare un posto ai prossimi Mondiali, l’Italia deve avere il coraggio di rivoluzionare il proprio modello di formazione dei giovani calciatori. Ne è convinto il procuratore sportivo Alessio Sundas, che interviene nel dibattito sul futuro del calcio italiano proponendo un cambio di paradigma basato sull’analisi scientifica delle prestazioni individuali.

Secondo Sundas, il vero ritardo del calcio italiano non riguarda il talento, ma il metodo con cui questo viene sviluppato.

«Negli ultimi vent’anni il calcio mondiale è cambiato profondamente. Le società più evolute utilizzano algoritmi, intelligenza artificiale, analisi video e valori metrici per misurare ogni singolo aspetto della prestazione di un calciatore. Ogni allenamento viene costruito sui dati reali dell’atleta. In Italia, invece, troppo spesso continuiamo ad allenare tutti allo stesso modo.»

Il procuratore sportivo spiega che ogni giocatore dovrebbe essere monitorato attraverso specifici indicatori tecnici, atletici e tattici, così da individuare con precisione i margini di miglioramento.

«È lo stesso principio della medicina. Prima si effettua una diagnosi, poi si prescrive una terapia. Nel calcio dovrebbe funzionare allo stesso modo: si analizzano le prestazioni, si individuano le carenze e si costruisce un percorso personalizzato per colmarle. Senza questo metodo diventa difficile valorizzare davvero un giovane talento.»

Per Sundas, il ricorso alle tecnologie rappresenta ormai uno standard nei Paesi che investono con decisione nello sviluppo dei propri settori giovanili.

«Le piattaforme di analisi permettono oggi di confrontare migliaia di dati e monitorare costantemente l’evoluzione di un atleta. Lo scouting moderno non può più basarsi esclusivamente sull’intuizione o sull’occhio dell’osservatore: deve essere supportato da dati oggettivi, misurabili e confrontabili.»

Una visione che, secondo il procuratore, non riguarda soltanto il professionismo ma l’intero movimento calcistico.

«Investire nella tecnologia significa investire nei giovani. Ogni ragazzo deve poter conoscere i propri punti di forza e le proprie criticità per migliorare costantemente. È questo il modo migliore per aumentare il livello medio del nostro calcio e costruire, nel tempo, una Nazionale più competitiva.»

Da qui l’appello rivolto ai club, ai settori giovanili e alle istituzioni sportive.

«L’Italia dispone di ragazzi di grande talento. Quello che manca è un sistema moderno di valorizzazione. Oggi spendiamo milioni per staff e strutture, ma dovremmo investire molto di più nella raccolta e nell’analisi dei dati. Il futuro del calcio passa da qui.»

Per Alessio Sundas, quindi, la strada per riportare l’Italia ai vertici internazionali non passa soltanto dalla scelta dell’allenatore giusto, ma soprattutto dalla capacità di innovare i metodi di formazione, introducendo strumenti tecnologici e modelli di sviluppo già adottati con successo in molte realtà calcistiche internazionali.

Un messaggio che si propone come uno stimolo al dibattito sul futuro del calcio italiano: non limitarsi a cambiare i protagonisti, ma ripensare il sistema che forma i protagonisti di domani.