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martedì 2 giugno 2026

Molfetta celebra l’80° della Repubblica: il messaggio del Commissario Gradone tra memoria storica, impegno civico e futuro


MOLFETTA 2 giugno 2026– In una Villa Comunale gremita e animata da un forte sentimento di partecipazione civile, la città di Molfetta ha celebrato solennemente l’80° anniversario della fondazione della Repubblica Italiana. Una ricorrenza che quest'anno assume un significato di transizione per la comunità locale: la cerimonia coincide infatti con gli ultimi giorni del mandato del Commissario Prefettizio, il dott. Armando Gradone, che passerà ufficialmente le consegne all'atto dell'insediamento del nuovo sindaco eletto, previsto nei giorni successivi al turno di ballottaggio del 7 e 8 giugno 2026.

La manifestazione, svoltasi alla presenza del Commissario Gradone, del nuovo Vescovo della Diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi, monsignor Domenico Basile, delle massime autorità civili e militari e di una fitta cittadinanza, si è aperta con la solenne Cerimonia dell'Alzabandiera. A fare da cornice sono state le rappresentanze delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma con i loro vessilli, insieme all'Associazione Nazionale Carabinieri, all'ANPI, l'associazione Eredi Della Storia e l'Associaizone Nazionale Invalidi Mutilati di Guerra.

Il momento della deposizione della corona d'alloro al Monumento ai Caduti ha rinnovato la profonda gratitudine verso chi ha sacrificato la vita per la libertà e i principi democratici.

Il riscatto storico e il tributo alle donne del 1946

Nel suo articolato intervento, il Commissario Gradone ha offerto una profonda rilettura storica del 2 giugno, ricordando un Paese capace di risorgere dalle macerie della dittatura e di due conflitti disastrosi. Il passaggio più toccante della prima parte del discorso è stato dedicato al debutto del suffragio universale, citando le parole della staffetta partigiana Teresa Vergalli (scomparsa nel maggio 2025):

«Il voto femminile fu vera rivoluzione culturale. Le donne avevano paura di sbagliare, di stropicciare la scheda... perché avevano mani forti da contadine, mani callose abituate alla vanca e alla zappa più che ai manufatti di carta... A loro dicevo: andate tranquille e siate libere di scegliere. La scelta questa volta è solo vostra».

A quella generazione, capace di generare il "miracolo economico" descritto da Giorgio Ruffolo come un formicaio brulicante di vitalità, e al sacrificio dei tanti emigranti – inclusi moltissimi molfettesi che hanno cercato fortuna all'estero – il Commissario ha espresso il più alto debito di riconoscenza della Repubblica.

La Costituzione e la difesa della democrazia dai "nuovi demoni"

Richiamando le definizioni di Roberto Benigni («la Costituzione più bella del mondo») e le storiche riflessioni di Piero Calamandrei sulla cooperazione internazionale come preludio agli «Stati Uniti d’Europa e del mondo», il dott. Gradone ha collegato i valori fondanti del 1948 alla complessa attualità geopolitica. Ha citato lo storico Tony Judt per ricordare che l’Europa post-nazionale è nata per «tenere a bada il passato» e per scongiurare il ritorno degli antichi demoni nazionalisti. Una lezione che purtroppo non è bastata: da oltre quattro anni, ha evidenziato il Commissario, un nuovo ottuso nazionalismo sta generando lutti e devastazioni nel cuore dell'Europa, così come le cronache quotidiane testimoniano ininterrotte violenze in Medio Oriente. Da qui il monito: celebrare il 2 giugno serve a dare alle giovani generazioni gli strumenti per difendere libertà, uguaglianza e giustizia.

Le sfide del presente: lavoro, welfare e legalità

Il cuore del messaggio si è poi concentrato sulle linee d'azione necessarie per "attuare la Costituzione" oggi, prendendo le mosse anche dall'ultimo rapporto annuale dell'Istat, che proprio quest'anno compie un secolo di vita. Gradone ha elencato le priorità per rinsaldare la fiducia dei cittadini:

  • Occupazione di qualità: La creazione di lavoro sicuro e ben retribuito per giovani e donne è la via maestra contro la desertificazione delle aree interne e la fuga dei cervelli all'estero.
  • Sostegno sociale e welfare: L'urgenza di migliorare le condizioni del ceto medio, ridurre la forbice tra ricchi e poveri e superare le storiche asimmetrie tra Nord e Sud.
  • Investimenti in istruzione: Esattamente come nel secondo dopoguerra, lo sviluppo esige robusti investimenti in scuola, sanità, ricerca e infrastrutture.
  • Rigore e legalità: L'azione pubblica deve essere presidio credibile di trasparenza e imparzialità, combattendo senza cedimenti ogni forma di illegalità.

Citando un monito di Papa Francesco legato all'insegnamento di Alcide De Gasperi, il Commissario ha ricordato che la bussola della politica non deve essere la polarizzazione tra destra e sinistra, bensì la capacità di «andare avanti, e andare avanti vuol dire andare verso la giustizia sociale».

Il coro dei bambini e il patto costituzionale

A incarnare visivamente il futuro della Repubblica sono stati i bambini e le bambine del Coro dell'Istituto Comprensivo "Scardigno-Savio", che, accompagnati dall'Associazione Musicale "Santa Cecilia" e con la coccarda tricolore appuntata sul petto, hanno arricchito la cerimonia. Le celebrazioni si sono chiuse sulle note dell'"Inno alla Gioia", un messaggio universale di pace e solidarietà.

Il Commissario Straordinario ha concluso il suo alto mandato molfettese affidando alla piazza le parole pronunciate da Norberto Bobbio nel trentennale della Repubblica:

«Se la cerimonia del 2 giugno ha un significato, questo non può essere altro che quello di riconfermare il patto costituzionale. Soprattutto, occorre non accontentarsi del già fatto. Bisogna essere sempre scontenti, aprire nuovi varchi alla partecipazione dei cittadini».