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venerdì 25 settembre 2026

Hoboken Italian Festival: cent'anni di fede, musica e memoria tra Molfetta e l'America


C'è un ponte che da un secolo attraversa l'Atlantico e non ha mai smesso di reggere: quello che unisce Molfetta a Hoboken, nel New Jersey, nel nome della Madonna dei Martiri. Nel 2026 quel ponte ha compiuto cento anni, e la comunità molfettese d'America li ha celebrati con una festa che ha portato in scena fede, musica e memoria — restituendo, ancora una volta, il senso profondo di un legame che attraversa generazioni e oceani.

Un secolo di devozione sull'Hudson

Dal 10 al 13 settembre 2026 Hoboken si è vestita a festa per l'Hoboken Italian Festival – The Feast of Madonna dei Martiri, giunto alla sua edizione del centenario. Il cuore dell'evento è, come da tradizione, il "Feast Day" di sabato: una statua di circa 360 chili della Madonna dei Martiri viene portata in processione dalla chiesa di San Francesco fino alle rive dell'Hudson, dove si rinnova la rievocazione storica della "Blessing of the Fleet", la benedizione della flotta. Quest'anno la giornata si è chiusa con un primo, spettacolare show di droni sul fiume, per celebrare in grande stile il traguardo dei cento anni.

Le fonti americane concordano nel far risalire questa tradizione agli immigrati molfettesi che, arrivati a Hoboken nei primi decenni del Novecento, portarono con sé la devozione alla propria patrona. La Società Madonna dei Martiri, che ancora oggi organizza la festa dalla sua sede storica di 332 Adams Street, nacque proprio da quella prima comunità di emigrati — anche se le fonti oscillano tra il 1926 e il 1927 come anno esatto della fondazione formale.

Alla Messa del centenario, celebrata nella chiesa di San Francesco, hanno concelebrato il cardinale Joseph William Tobin, arcivescovo di Newark, il vescovo ausiliare Pedro Bismarck Chau e il vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, mons. Domenico Basile, giunto apposta dall'Italia per l'occasione insieme a una delegazione cittadina composta dal sindaco Manuel Minervini e dal presidente del consiglio comunale Leonardo Siragusa.

La parola del Sindaco: un legame che non si spezza mai

A rendere ancora più forte il significato di questo legame è arrivato il messaggio del sindaco di Molfetta, Manuel Flavio Minervini, pubblicato in occasione dei festeggiamenti patronali. Nel suo intervento il primo cittadino ha sottolineato come innovazione e tradizione possano convivere, ricordando che la festa dedicata a Maria SS. dei Martiri è "un rito collettivo che affonda le radici" nell'identità più profonda di Molfetta.

Il Sindaco ha insistito in particolare sul carattere marittimo e viscerale della devozione, spiegando che nei secoli i molfettesi non sono mai stati costretti a lasciare l'amore per le proprie tradizioni, ma hanno saputo portarle con sé in ogni forma di emigrazione, "camminando al fianco delle nostre tradizioni" pur nel mutare dei tempi. È un'immagine che restituisce perfettamente il senso del rapporto con Hoboken: non un ricordo nostalgico, ma un legame vivo, che si rinnova ogni anno attraverso un autentico pellegrinaggio a doppio senso.

Da una parte ci sono i molfettesi d'America che, come è ormai consuetudine, tornano nella città d'origine per vivere la festa patronale dell'8 settembre, ritrovando le luminarie, la processione e l'atmosfera del porto che i loro genitori o nonni portarono con sé attraversando l'oceano. Dall'altra, sempre più spesso, sono i molfettesi di Puglia — penso alle delegazioni istituzionali, al clero, alle famiglie e agli appassionati di musica e tradizioni — a intraprendere il viaggio inverso verso Hoboken, per partecipare in prima persona alla processione lungo l'Hudson e alla Blessing of the Fleet, chiudendo idealmente il cerchio di una devozione che, come ricorda il Sindaco, "porta il mare con sé ovunque vada".

Come ha scritto lo stesso Minervini, il messaggio si chiude con un augurio semplice e sentito: "buona festa patronale a tutte le molfettesi e a tutti i molfettesi" — un augurio che quest'anno, nel centenario di Hoboken, ha davvero attraversato l'oceano in entrambe le direzioni.

Verso un gemellaggio? Il tema discusso in Consiglio Comunale

Proprio in occasione del centenario, il legame tra le due città è tornato al centro del dibattito istituzionale. Diverse fonti collegate alla comunità molfettese d'oltreoceano riportano che il tema di un gemellaggio tra Molfetta e Hoboken sarebbe stato affrontato in sede di Consiglio Comunale, in un contesto che ha visto anche una delegazione molfettese particolarmente numerosa — istituzioni, clero e famiglie — recarsi nel New Jersey per le celebrazioni del centenario, insieme a una rappresentanza della Polizia Locale in divisa.

È bene essere precisi: al momento non risulta una delibera formale che sancisca un gemellaggio ufficiale tra le due città, come invece esiste dal 2015 con la vicina Little Ferry (comune del New Jersey dove oltre il 30% della popolazione ha origini molfettesi). Quello con Hoboken, per ora, resta un legame storico e devozionale fortissimo — probabilmente il più radicato tra tutte le comunità molfettesi all'estero — di cui però si è concretamente discusso in Consiglio, il che rende molto probabile un'evoluzione in questo senso nei prossimi mesi o anni. A tirare le fila di questi scambi culturali sono soprattutto l'associazione Oll Muvi — titolare del marchio "I Love Molfetta", guidata da Roberto Pansini, nominato International Ambassador della Società Madonna dei Martiri — e l'Associazione Molfettesi nel Mondo presieduta da Angela Amato, da anni impegnate nel tenere vivo il filo diretto tra le due sponde dell'Atlantico.

Un nome dietro la nascita della comunità: Domenico Catacchio


Chi furono i molfettesi che, un secolo fa, seppero trasformare un gruppo di emigrati in una comunità organizzata e capace di tramandare la propria devozione? Una testimonianza diretta arriva da un testo poco conosciuto ma prezioso: Corrado il Santo e Zibaldone di scritti vari, scritto da Pasquale Catacchio e pubblicato a Molfetta dall'editore Mezzina (1963).

Nel capitolo dedicato agli "emigrati molfettesi di Hoboken", l'autore ricostruisce come, negli anni difficili del fascismo, fu l'avvocato Domenico Catacchio a incoraggiare molti concittadini a emigrare verso la libera America. Una volta a Hoboken, Catacchio si adoperò per dare struttura e voce alla comunità: promosse un Segretariato del Popolo e un'Unione dei Molfettesi, aiutando gli emigrati a conoscere e far valere i propri diritti civili. Fu proprio nel rafforzarsi di questi legami comunitari, racconta il testo, che si intensificò anche la devozione condivisa alla Madonna dei Martiri, celebrata a Hoboken con la solenne processione della statua.

Dall'impegno di Catacchio nacque anche la Catacchio Management Corporation, una struttura che offriva agli emigrati servizi di cambio valuta, trasferimento di denaro, documenti di viaggio e assistenza per l'emigrazione — segno di un ruolo di riferimento pratico, oltre che simbolico, per l'intera comunità. Il libro racconta inoltre che Catacchio morì a Roma nel luglio 1955, dopo un intervento chirurgico, e che la sorella Ippolita ne proseguì l'opera benefica, arrivando a presiedere l'Associazione Nazionale Famiglie Emigrati per la provincia di Bari.

Resta materia per un approfondimento storico più ampio chiarire se il suo ruolo fosse quello di vero e proprio fondatore della Società Madonna dei Martiri, o piuttosto quello — comunque decisivo — di collante e organizzatore della comunità molfettese proprio negli anni in cui quella devozione si stava radicando stabilmente sull'altra sponda dell'Atlantico.

La Strana Sensazione torna a Hoboken dopo 15 anni

Tra gli appuntamenti più attesi del centenario c'è stato il ritorno sul palco americano de La Strana Sensazione, storica formazione musicale molfettese nata nel 1973 e oggi punto di riferimento della scena live cittadina. Il gruppo si era già esibito all'Hoboken Italian Festival nel 2011: il concerto del 2026 arriva quindi esattamente a quindici anni di distanza da quella prima tournée statunitense, un dettaglio che rende il ritorno ancora più significativo per il pubblico, tra molfettesi di prima generazione e le generazioni successive cresciute in America.


Il tour 2026 della band, promosso insieme all'Associazione Culturale "Musica e Tradizioni" di Molfetta e al Gruppo Fratres "Don Tonino Bello" di Molfetta, ha toccato Hoboken e New York nel periodo 11-17 settembre, in concomitanza con le celebrazioni del centenario del festival — proprio mentre a Molfetta, l'8 settembre, si viveva il momento clou della festa patronale. Una coincidenza di date che, ancora una volta, racconta due comunità che vivono la stessa devozione a distanza di pochi giorni e migliaia di chilometri.

Uno sguardo al futuro

Al di là dei festeggiamenti di quest'anno, il legame tra Molfetta e la comunità italoamericana del New Jersey resta un filo che si rinnova di continuo — attraverso il possibile futuro gemellaggio con Hoboken, il gemellaggio già attivo con Little Ferry, gli scambi di delegazioni e, soprattutto, momenti come questo, in cui la fede e la musica riportano a casa, anche solo per qualche giorno, chi ha portato Molfetta dall'altra parte dell'oceano.

Domande Frequenti (FAQ)

Che cos'è l'Hoboken Italian Festival e quando si svolge? È la tradizionale festa dedicata alla Madonna dei Martiri organizzata dalla comunità molfettese a Hoboken, nel New Jersey. Si tiene ogni anno a settembre (dal 10 al 13 settembre nell'edizione del centenario 2026) e culmina con la processione e la benedizione della flotta sul fiume Hudson.

Qual è l'origine della devozione alla Madonna dei Martiri a Hoboken? La tradizione è stata portata dagli emigrati molfettesi giunti nel New Jersey nei primi decenni del Novecento. Attorno al 1926-1927 nacque la Società Madonna dei Martiri per preservare le radici religiose e culturali della comunità.

Esiste un gemellaggio ufficiale tra Molfetta e Hoboken? Al momento non è ancora stata approvata una delibera ufficiale di gemellaggio con Hoboken, sebbene il tema sia stato discusso in Consiglio Comunale. Molfetta è invece ufficialmente gemellata dal 2015 con la vicina cittadina di Little Ferry.

Chi era Domenico Catacchio e che ruolo ha avuto per gli emigrati molfettesi? L'avvocato Domenico Catacchio fu una figura chiave per la comunità d'oltreoceano: aiutò molti concittadini a integrarsi negli Stati Uniti fondando il Segretariato del Popolo e la Catacchio Management Corporation per offrire assistenza legale, sociale e finanziaria.


Hoboken Italian Festival: A Century of Faith, Music, and Memories Between Molfetta and America

by Miriana Catacchio