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lunedì 9 marzo 2026

Il grande teatro napoletano torna a Roma: Corrado Taranto porta in scena “Marito e Moglie, ossia Cani e Gatti”

Al Teatro Prati la storica commedia di Eduardo Scarpetta rivive nella versione resa celebre da Eduardo De Filippo. A Idea News Magazine l’intervista a Corrado Taranto.

Qui per Ideanews l'intervista esclusiva dell'ing. Mario Di Gregorio a Corrado Taranto:

Il teatro napoletano ha una caratteristica che lo rende immortale: riesce a far ridere e pensare nello stesso momento. È una tradizione costruita nel tempo, fatta di ritmo, ironia e rispetto assoluto per il pubblico. Una tradizione che continua a vivere sulle scene grazie ad artisti che ne custodiscono lo spirito e lo riportano davanti agli spettatori di oggi.

Dal 6 marzo al 19 aprile 2026, il palcoscenico del Teatro Prati a Roma ospita uno di quei testi che fanno parte della memoria storica della comicità italiana: Marito e Moglie, ossia Cani e Gatti, la celebre commedia scritta nel 1901 da Eduardo Scarpetta.

L’opera, resa popolare nella versione in due atti portata in scena nel 1970 da Eduardo De Filippo, torna oggi con un interprete che quella tradizione la conosce da vicino: Corrado Taranto.

La commedia, originariamente strutturata in tre atti, venne ridotta a due proprio per rendere il ritmo più serrato e moderno. Una scelta che, come spiega Taranto, non toglie nulla alla comicità del testo, anzi la rende più efficace. Il pubblico, infatti, viene coinvolto con maggiore continuità e la storia scorre con naturalezza, senza appesantimenti.

La regia dello spettacolo è firmata da Fabio Gravina, che ha lavorato con grande attenzione sui tempi comici, elemento fondamentale nel teatro brillante. Non è un dettaglio tecnico: nel teatro comico il tempo della battuta è tutto. Se arriva con un attimo di anticipo o di ritardo, la risata rischia di non arrivare.

Secondo Taranto, l’intera macchina scenica di Scarpetta è costruita su un delicato equilibrio di entrate, uscite e sovrapposizioni di dialoghi. È una struttura apparentemente leggera ma in realtà molto precisa, quasi musicale.

Nel cuore della storia c’è un gioco teatrale molto raffinato: un personaggio che recita nel recitare, fingendo un conflitto matrimoniale per dare una lezione a una giovane coppia. Un meccanismo che potrebbe facilmente scivolare nella caricatura, ma che l’attore affronta con un principio semplice e antico del mestiere: non recitare, ma interpretare.

Per Corrado Taranto questo spettacolo rappresenta anche un ritorno a un modo di fare teatro che richiama i suoi inizi. Un percorso che lo riporta alle radici della sua esperienza artistica, quando nel 1974 lavorava accanto a figure storiche come Nino Taranto e altri grandi protagonisti della scena napoletana.

C’è poi un altro elemento importante: il rapporto con il pubblico. In uno spazio raccolto come il Teatro Prati, la distanza tra attore e spettatore si riduce. Nel teatro comico questo cambia tutto. La risata arriva più diretta, si percepisce immediatamente, e per chi sta sul palco diventa energia pura.

Taranto sottolinea come la vera eredità ricevuta dalla sua famiglia teatrale – da suo padre Carlo Taranto e dallo zio Nino – non sia un modo particolare di recitare, ma qualcosa di più semplice e più serio: lavorare con professionalità e avere sempre il massimo rispetto per il pubblico.

Ed è forse proprio questo il segreto della lunga vita del teatro napoletano: non solo talento e comicità, ma disciplina, tradizione e amore per il mestiere.

L’intervista completa pubblicata su Facebook a Corrado Taranto è disponibile qui sotto.

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