PMI SOTTO ASSEDIO: IL PESO DELLA BUROCRAZIA
Negli ultimi dati disponibili, solo nel 2023, tra verifiche fiscali, accertamenti, ispezioni e lettere di compliance, sono stati coinvolti circa 4 milioni di contribuenti, per la quasi totalità possessori di partita IVA. La percezione diffusa tra gli imprenditori è quella di essere costantemente nel mirino, con il rischio di sanzioni anche per errori formali dovuti alla complessità delle normative.
UN SISTEMA CHE FRENA IL LAVORO E RIDUCE I GUADAGNI
Un’impresa dovrebbe concentrarsi sulla crescita, sull’innovazione e sulla creazione di posti di lavoro. Invece, molte piccole attività passano più tempo a gestire scartoffie e a difendersi da controlli che spesso si sovrappongono. L’enorme quantità di normative, spesso contraddittorie, rende quasi impossibile essere sempre in regola. Il rischio? Un imprenditore può trovarsi sanzionato non per dolo, ma per difficoltà nel districarsi tra le innumerevoli leggi e regolamenti.
In Europa, la situazione italiana appare particolarmente pesante. Tra il 2019 e il 2024, nell’Unione Europea sono state approvate 13.000 nuove norme, mentre negli Stati Uniti, nello stesso periodo, ne sono state promulgate appena 5.500, di cui 2.000 a livello federale. Un divario che evidenzia il peso della burocrazia europea rispetto ad altri sistemi economici.
LE QUATTRO AREE PIÙ COLPITE DAI CONTROLLI
L’analisi della CGIA di Mestre ha suddiviso i controlli in quattro macro-aree:
- Ambiente e sicurezza sul lavoro: fino a 67 controlli possibili da parte di 13 enti differenti. Riguardano impianti, gestione dei rifiuti, scarichi, antincendio e formazione obbligatoria.
- Fisco: 30 ispezioni da parte di 6 enti diversi, con verifiche su imposte, IVA, dichiarazioni e adempimenti contabili.
- Contrattualistica e lavoro: 21 controlli da parte di 4 enti per verificare assunzioni, contributi, sicurezza e contratti.
- Aspetti amministrativi: 11 possibili verifiche condotte da 9 autorità tra Comune, Regione, Camere di Commercio e altri enti.
SERVONO MENO BUROCRAZIA E PIÙ SEMPLIFICAZIONE
Il sistema attuale non fa altro che scoraggiare gli imprenditori e ridurre la competitività delle PMI italiane. La soluzione? Semplificare le normative, ridurre le sovrapposizioni tra enti, digitalizzare i controlli per renderli meno invasivi e prevedere strumenti di assistenza anziché solo sanzioni. Anche l’Unione Europea si è resa conto dell’eccessiva mole di regolamentazioni e ha promesso interventi per ridurre i costi amministrativi per le imprese.
Il messaggio degli imprenditori è chiaro: vogliono lavorare, crescere e contribuire all’economia, ma per farlo hanno bisogno di regole più chiare e di uno Stato che sia un alleato, non un ostacolo.
Sentiamo ora il servizio trasmesso su Radio Idea e le emittenti del circuito Airplay con il parere di Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio Studi CGIA di Mestre.
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Paolo Zabeo |
Sicuramente molto "professionale" linguaggio chiaro forbito ma NON incomprensibile ..certo fa un po' ...specie almeno a me che nasco negli anni 70 con le prime radio libere...ma tant'è...il tempo che avanza e le tecnologie che migliorano! Spero non si arrivi mai però alla sostituzione della spontaneità umana! Buona vita a voi!
RispondiEliminaScusate...non volevo pubblicare da anonima. Segni del tempo che passa e della tecnologia che avanza...appunto!!!
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