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lunedì 20 aprile 2026

Indennità di accompagnamento: perché non è un aiuto economico ma un vero risarcimento dello Stato

Avv. Isabella Cusanno

Nell'ambito delle tutele per l'invalidità civile, l'indennità di accompagnamento è spesso oggetto di equivoci interpretativi. Molti cittadini la considerano, erroneamente, una forma di "assistenzialismo" o un supplemento alla pensione legato alla condizione economica. Tuttavia, come chiarito dall'Avvocato Isabella Cusanno, la natura giuridica di questo beneficio è profondamente diversa: si tratta di un indennizzo, ovvero di un vero e proprio risarcimento.

La distinzione tra assistenza e risarcimento

Perché questa definizione, sancita dalla legge e confermata dalla Cassazione, è così cruciale? La differenza non è solo terminologica, ma produce effetti pratici fondamentali:

  1. Indipendenza dal reddito: Trattandosi di un ristoro per una condizione di inabilità totale (l’impossibilità di deambulare o di compiere gli atti quotidiani senza assistenza), l’indennità spetta indipendentemente dal patrimonio o dal reddito del richiedente. Lo Stato interviene perché non è in grado di assicurare assistenza diretta in condizioni così estreme.

  2. Impignorabilità: In quanto risarcimento per un danno alla persona, l'indennità di accompagnamento rientra tra le somme non pignorabili. A differenza delle normali pensioni, non può essere aggredita dai creditori proprio per la sua natura risarcitoria.

  3. Compatibilità con altri beni: Il possesso di proprietà o altri redditi non pregiudica il diritto a riceverla, poiché l'indennizzo mira a coprire i costi di un'assistenza esterna costante, un dovere primario dello Stato verso il cittadino fragile.

I rischi della burocrazia: l'importanza della precisione

Avv. Isabella Cusanno
L'Avvocato Cusanno lancia un monito sulla compilazione dei moduli INPS. Con un sistema sempre più rigido e informatizzato, un errore banale — una casella non barrata o un dato mancante — può tradursi in lunghe battaglie legali, perdita di arretrati e necessità di ricorsi. Il consiglio è duplice:

  • Certificazioni chiare: Avere sempre a disposizione documentazione medica aggiornata e inequivocabile.
  • Verifica sui patronati: Anche quando ci si rivolge a intermediari, è fondamentale richiedere copia della domanda inviata per verificare che non siano state omesse precisazioni decisive.


Sospensione e ricoveri: cosa sapere

L'unico caso di esclusione previsto dalla Legge 18/1980 è il ricovero gratuito in strutture pubbliche (come le RSA a totale carico dello Stato) per un periodo superiore ai 30 giorni. In questo caso, poiché lo Stato sta già assolvendo direttamente al compito di assistenza, l'indennizzo viene sospeso. È obbligo del cittadino comunicare il ricovero: l'omissione, anche se paradossale in un sistema di banche dati collegate, può causare gravi problemi burocratici.

Le incognite della riforma 2027

Guardando al futuro, l'Avvocato Cusanno esprime perplessità sulla riforma del sistema di invalidità che entrerà a regime nel 2027. Sebbene la Legge 18/80 sull'accompagnamento resti formalmente intatta, il nuovo approccio "multidimensionale" delle commissioni mediche e l'eccessiva presenza del pubblico nella vita dell'individuo potrebbero irrigidire i criteri di valutazione. La preoccupazione è che l'invalido venga trattato più come "oggetto da tutelare" che come persona titolare di diritti inviolabili.


Questo approfondimento è tratto dall'intervista realizzata dall'Ing. Mario Di Gregorio per Idea News Magazine, che ringraziamo per aver offerto chiarezza su un tema così delicato e fondamentale per la dignità dei cittadini. 

Qui il podcast della trasmissione in onda su Radio Idea:



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domenica 16 marzo 2025

CONTROLLI SU PMI: UN LABIRINTO DI BUROCRAZIA E OSTACOLI INSOSTENIBILI

Essere imprenditori oggi in Italia significa affrontare ogni giorno una sfida che va ben oltre la gestione del proprio business. Il vero nemico non è solo il mercato o la concorrenza, ma un sistema di controlli e burocrazia che rischia di soffocare le piccole e medie imprese. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi CGIA di Mestre, una PMI potrebbe essere soggetta fino a 130 controlli all’anno da parte di ben 22 enti diversi. Una media impressionante: un controllo ogni tre giorni.

PMI SOTTO ASSEDIO: IL PESO DELLA BUROCRAZIA

Chi lavora nella legalità e rispetta le regole viene spesso sottoposto a un controllo continuo e asfissiante. Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, INPS, INAIL, Ispettorato del Lavoro, Vigili del Fuoco, Comuni e molte altre autorità possono ispezionare le aziende su diversi fronti: fisco, sicurezza sul lavoro, normative ambientali, contratti e adempimenti amministrativi. Il paradosso è che, mentre le imprese regolari vivono sotto la lente d’ingrandimento, chi opera nel sommerso ha molte più probabilità di sfuggire a questi controlli.

Negli ultimi dati disponibili, solo nel 2023, tra verifiche fiscali, accertamenti, ispezioni e lettere di compliance, sono stati coinvolti circa 4 milioni di contribuenti, per la quasi totalità possessori di partita IVA. La percezione diffusa tra gli imprenditori è quella di essere costantemente nel mirino, con il rischio di sanzioni anche per errori formali dovuti alla complessità delle normative.

UN SISTEMA CHE FRENA IL LAVORO E RIDUCE I GUADAGNI

Un’impresa dovrebbe concentrarsi sulla crescita, sull’innovazione e sulla creazione di posti di lavoro. Invece, molte piccole attività passano più tempo a gestire scartoffie e a difendersi da controlli che spesso si sovrappongono. L’enorme quantità di normative, spesso contraddittorie, rende quasi impossibile essere sempre in regola. Il rischio? Un imprenditore può trovarsi sanzionato non per dolo, ma per difficoltà nel districarsi tra le innumerevoli leggi e regolamenti.

In Europa, la situazione italiana appare particolarmente pesante. Tra il 2019 e il 2024, nell’Unione Europea sono state approvate 13.000 nuove norme, mentre negli Stati Uniti, nello stesso periodo, ne sono state promulgate appena 5.500, di cui 2.000 a livello federale. Un divario che evidenzia il peso della burocrazia europea rispetto ad altri sistemi economici.

LE QUATTRO AREE PIÙ COLPITE DAI CONTROLLI

L’analisi della CGIA di Mestre ha suddiviso i controlli in quattro macro-aree:

  • Ambiente e sicurezza sul lavoro: fino a 67 controlli possibili da parte di 13 enti differenti. Riguardano impianti, gestione dei rifiuti, scarichi, antincendio e formazione obbligatoria.
  • Fisco: 30 ispezioni da parte di 6 enti diversi, con verifiche su imposte, IVA, dichiarazioni e adempimenti contabili.
  • Contrattualistica e lavoro: 21 controlli da parte di 4 enti per verificare assunzioni, contributi, sicurezza e contratti.
  • Aspetti amministrativi: 11 possibili verifiche condotte da 9 autorità tra Comune, Regione, Camere di Commercio e altri enti.

SERVONO MENO BUROCRAZIA E PIÙ SEMPLIFICAZIONE

Il sistema attuale non fa altro che scoraggiare gli imprenditori e ridurre la competitività delle PMI italiane. La soluzione? Semplificare le normative, ridurre le sovrapposizioni tra enti, digitalizzare i controlli per renderli meno invasivi e prevedere strumenti di assistenza anziché solo sanzioni. Anche l’Unione Europea si è resa conto dell’eccessiva mole di regolamentazioni e ha promesso interventi per ridurre i costi amministrativi per le imprese.

Il messaggio degli imprenditori è chiaro: vogliono lavorare, crescere e contribuire all’economia, ma per farlo hanno bisogno di regole più chiare e di uno Stato che sia un alleato, non un ostacolo.

Sentiamo ora il servizio trasmesso su Radio Idea e le emittenti del circuito Airplay con il parere di Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio Studi CGIA di Mestre.

Paolo Zabeo