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martedì 25 agosto 2026

«Non bruciamo i 300 milioni dei Giochi del Mediterraneo»: Monaco (Utelit Consum) elogia Ferrarese e rilancia periferie e riconversione dell’Ilva

Il Presidente Nazionale dell’Associazione Consumatori elogia il lavoro del Commissario Massimo Ferrarese e guarda oltre l’evento: «Il modello utilizzato per le opere diventi il punto di partenza per un progetto speciale dedicato alla città, senza dimenticare i lavoratori»

Mentre Taranto vive i XX Giochi del Mediterraneo e si trova al centro dell’attenzione nazionale e internazionale, il Presidente Nazionale di Utelit Consum, Rocco Monaco, parte dal risultato raggiunto con la realizzazione delle opere per guardare già alla sfida successiva: trasformare il grande evento sportivo in un punto di partenza per il futuro della città.

Per Monaco, il lavoro portato avanti dal Commissario Straordinario Massimo Ferrarese rappresenta un esempio concreto di capacità amministrativa e realizzativa che merita di essere riconosciuto, soprattutto alla luce dei tempi estremamente ridotti nei quali è stato necessario preparare Taranto a un appuntamento internazionale di questa portata.

«Siamo di fronte a un vero e proprio modello amministrativo ed esecutivo che merita di essere evidenziato a livello nazionale», dichiara Rocco Monaco. «Nonostante i tempi strettissimi, l’operato del Commissario Straordinario Massimo Ferrarese è stato impeccabile. È stato dimostrato che anche davanti a una sfida enorme è possibile realizzare infrastrutture di altissima qualità, rispettando le risorse pubbliche e raggiungendo gli obiettivi».

Dai Giochi alla città: «Adesso un progetto speciale per le periferie»

Secondo il Presidente Nazionale di Utelit Consum, tuttavia, proprio il successo dei Giochi deve aprire una nuova fase. Dopo gli importanti interventi realizzati per accogliere la manifestazione, l’attenzione deve progressivamente allargarsi alle altre necessità di una città che per decenni ha pagato un prezzo altissimo sul piano ambientale, sociale ed economico.

«Taranto è stata una città martoriata per troppi anni e oggi finalmente abbiamo davanti agli occhi un’immagine diversa», sottolinea Monaco. «Il lavoro realizzato per i Giochi dimostra quello che si può fare quando esistono obiettivi, responsabilità e capacità di portarli a termine. Adesso, però, bisogna continuare. Dopo gli interventi realizzati per la città in occasione dei Giochi, credo sia arrivato il momento di pensare a un progetto speciale dedicato alle periferie, perché il rilancio di Taranto deve riguardare tutto il territorio e tutti i cittadini».

L’obiettivo, secondo Utelit Consum, deve essere quello di evitare che l’eccezionale accelerazione impressa dai Giochi resti circoscritta alla manifestazione sportiva. Le infrastrutture realizzate devono continuare a vivere e, soprattutto, il metodo utilizzato per raggiungere questo risultato può rappresentare un riferimento per affrontare altre questioni strategiche della città.

«Il patrimonio realizzato continui a vivere»

Resta quindi centrale anche il futuro delle opere costruite e riqualificate per i Giochi del Mediterraneo.

«Abbiamo investito oltre 300 milioni di euro in impianti e infrastrutture che stanno regalando prestigio e visibilità a Taranto e alla Puglia. Non possiamo permettere che, una volta conclusi i Giochi, questo patrimonio perda progressivamente valore. Le strutture devono continuare a essere utilizzate per lo sport, i giovani, le associazioni e per creare nuove occasioni di sviluppo sociale ed economico», afferma Monaco.

Per il Presidente di Utelit Consum, è proprio la capacità di costruire un’eredità duratura a determinare il vero successo di un grande evento: non soltanto ciò che accade durante i giorni delle competizioni, ma soprattutto quello che rimane alla comunità negli anni successivi.

Il nodo Ilva: «Riconversione sì, ma salvando tutti i lavoratori»

Nel futuro immaginato da Monaco per Taranto entra inevitabilmente anche la grande questione industriale. Il Presidente Nazionale di Utelit Consum richiama la necessità di affrontare il tema dell’Ilva attraverso un progetto di riconversione capace di coniugare il futuro della città con la tutela dell’occupazione.

«Da decenni continuiamo a spendere risorse enormi senza riuscire a dare una soluzione definitiva. Io credo che serva un grande progetto di riconversione dell’Ilva, ma con un punto fermo: salvaguardare tutti i lavoratori», afferma Monaco. «Non possiamo pensare che la risposta sia lasciare per quindici o vent’anni delle persone in cassa integrazione. Sono lavoratori, professionalità e famiglie che devono tornare a essere protagonisti. Anche un percorso di riconversione e di eventuale smantellamento richiederebbe moltissime figure professionali: utilizziamo queste competenze, formiamo dove necessario e restituiamo a queste persone un ruolo produttivo».

L’appello di Rocco Monaco è dunque quello di non considerare i Giochi come un traguardo isolato, ma come la dimostrazione di ciò che Taranto può realizzare quando istituzioni, risorse e capacità amministrativa vengono indirizzate verso un obiettivo preciso.

«Ferrarese ha dimostrato che, anche partendo con tempi difficilissimi, i risultati possono arrivare. Adesso bisogna avere lo stesso coraggio per affrontare le altre grandi sfide di Taranto: far vivere le opere realizzate, intervenire seriamente sulle periferie e costruire una riconversione industriale che tuteli i lavoratori. I Giochi stanno mostrando al mondo una Taranto nuova: facciamo in modo che questa trasformazione continui anche quando le gare saranno finite», conclude il Presidente Nazionale di Utelit Consum.

lunedì 24 agosto 2026

Nuova Panda, Rialzi 4×4 prepara la sospensione rialzata ad aria

L’azienda di Margine Coperta lavora da circa nove mesi a una nuova soluzione dedicata all’ultima generazione della Panda


Dopo oltre trent’anni di esperienza legata alla Panda, Rialzi 4×4 guarda alla nuova generazione della vettura e lavora a un progetto di sospensioni rialzate ad aria.


L’azienda ha sede a Margine Coperta, frazione del comune di Massa e Cozzile, in provincia di Pistoia, ed è specializzata nella progettazione e realizzazione di kit di rialzo, molle, sospensioni, ammortizzatori rialzati e rinforzati e componenti per Panda e mezzi destinati all’off road.


La sua storia parte da una passione per la Panda nata nel 1992, mentre il Team Rialzi 4×4 è operativo dal 1998. Un percorso iniziato con semplici sperimentazioni e progressivamente evoluto attraverso lo sviluppo di soluzioni sempre più complesse.


L’ultima novità riguarda proprio la nuova Panda.


Da circa nove mesi Rialzi 4×4 sta infatti lavorando a una sospensione specifica basata su un sistema di sollevamento ad aria.


Il progetto punta a superare la configurazione basata esclusivamente sulla tradizionale molla, introducendo un elemento pneumatico all’interno del sistema di sospensione.


Si tratta di un nuovo passaggio nel percorso tecnico dell’azienda.


Dai primi rialzi degli anni Novanta si è arrivati alle modifiche sulla componentistica dell’avantreno, quindi alle sospensioni regolabili, filettate e maggiorate e ai più recenti kit nei quali è possibile intervenire su diversi parametri dell’assetto.


Adesso la nuova frontiera è rappresentata proprio dalla tecnologia ad aria.


Anche questa soluzione, secondo quanto indicato da Rialzi 4×4, viene sviluppata e costruita in Italia, mantenendo la filosofia produttiva seguita dall’azienda.


La nuova Panda diventa così il prossimo capitolo di un rapporto iniziato più di trent’anni fa: cambiano le generazioni dell’auto, ma Rialzi 4×4 continua a sviluppare nuove soluzioni per portarla oltre i limiti dell’utilizzo tradizionale.

giovedì 7 maggio 2026

La Prima Pagina, il progetto editoriale nato nel web quando il digitale era una scommessa

Antonio Nesci ripercorre in radio le tappe che hanno portato alla costruzione di una rete editoriale diffusa in Italia e all’estero

Perugia – Trentatré anni di giornalismo, iniziati tra i banchi di scuola e arrivati fino alla costruzione di un network editoriale digitale diffuso in tutta Italia e all’estero. È il percorso raccontato da Antonio Nesci, editore de La Prima Pagina, protagonista di una lunga intervista andata in onda su WGBB Radio e condotta da Attilio Carbone.

Un racconto che parte dagli anni ’90, quando ancora adolescente Nesci muoveva i primi passi nella scrittura collaborando con testate locali e giornali scolastici. Dalle prime firme sulla carta stampata all’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti nel 2002, il suo percorso professionale si è sviluppato tra radio, televisione e nuove piattaforme digitali.

Nel 2009 nasce La Prima Pagina, progetto editoriale interamente online nato in un periodo in cui il giornalismo digitale in Italia era ancora agli inizi. Una scelta innovativa che negli anni ha permesso alla testata di crescere fino all’ingresso nel circuito Google News e alla costruzione di una rete editoriale diffusa in numerose città italiane.

Nel corso dell’intervista, Nesci ha sottolineato il valore della credibilità nell’informazione moderna, ricordando come il giornalismo debba continuare a mantenere al centro il rispetto dei fatti e dei lettori.

Ampio spazio anche all’apertura internazionale del progetto, con iniziative dedicate alle comunità italiane all’estero, soprattutto negli Stati Uniti e in Canada, e alla riflessione sulle trasformazioni del mondo dell’informazione.

L’intervento radiofonico si è trasformato così in un racconto umano e professionale che attraversa oltre tre decenni di cambiamenti nel settore editoriale, mantenendo come filo conduttore la passione per il giornalismo e il rapporto con le persone incontrate lungo il cammino professionale.

martedì 23 dicembre 2025

Perugia, segnalazione alla Prefettura per l’OMRI al Rettore Marianelli

Proposta avanzata per l’impegno accademico e istituzionale e per il contributo al dialogo tra università, territorio e bene comune

Il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, professor Massimiliano Marianelli, è stato segnalato alla Prefettura per il conferimento di un’Onorificenza dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. La proposta è stata avanzata da Antonio Nesci, direttore responsabile del quotidiano nazionale online La Prima Pagina.

La notizia della segnalazione è stata anticipata in diretta nazionale su Canale Italia, nel corso del programma Notizie Oggi condotto da Massimo Martire.

La segnalazione mette in luce un percorso caratterizzato da rigore scientifico, sensibilità culturale e attenzione alla dimensione umana dell’istituzione universitaria. In particolare, viene valorizzato il lavoro svolto nel rafforzare l’identità dell’ateneo come spazio di responsabilità condivisa e di apertura verso il territorio.

Durante il mandato rettorale, Marianelli ha promosso una visione dell’università come luogo di servizio pubblico, capace di dialogare con le istituzioni e di incidere positivamente sul tessuto sociale e culturale. Un approccio che ha contribuito a consolidare il ruolo dell’Università di Perugia come punto di riferimento nel panorama accademico nazionale.

La proposta di onorificenza rappresenta dunque un riconoscimento alla coerenza del percorso umano e professionale del Rettore, improntato alla costruzione di relazioni, alla valorizzazione delle competenze e alla promozione di una cultura del bene comune.

venerdì 12 dicembre 2025

Sinergitaly: “La Cucina Italiana Patrimonio UNESCO è una vittoria nazionale costruita dai territori”. Omaggio alle eccellenze

Dal trionfo a Nuova Delhi al ruolo di chef, ristoratori e produttori di Puglia: una rete di qualità che contribuisce a rafforzare l’immagine dell’Italia nel mondo

L’Associazione Sinergitaly, guidata dal Cav. Uff. Console Onorario della Repubblica Ceca in Puglia Riccardo Di Matteo, accoglie con entusiasmo il riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO, celebrato a Nuova Delhi alla presenza del Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Un risultato storico che premia l’identità gastronomica italiana e, allo stesso tempo, la capacità del Paese di esprimere una cultura che unisce tradizione, creatività, sostenibilità e un forte valore sociale.

Il contributo determinante della filiera agroalimentare italiana — dalle istituzioni agli chef, dai ristoratori ai produttori, dalle associazioni alla rete diplomatica — rappresenta la dimensione corale di questo successo. Il riconoscimento UNESCO non riguarda solo la cucina come insieme di ricette, ma una visione, un modo di vivere e un patrimonio culturale che affonda le radici nei territori e nelle comunità.


In questo quadro, Sinergitaly sottolinea con particolare orgoglio il ruolo della Puglia e delle sue eccellenze, che da anni contribuiscono a diffondere l’immagine dell’Italia nel mondo attraverso qualità, autenticità e innovazione. Tra queste spicca Pietro Zito, chef di Antichi Sapori ad Andria, considerato una delle voci più autorevoli della cucina di territorio, celebrato in paesi come Giappone e Cina. La sua filosofia gastronomica, radicata nella cultura agricola pugliese, rappresenta l’essenza stessa del patrimonio immateriale riconosciuto dall’UNESCO: rispetto per la terra, stagionalità, ritualità e sapienza contadina.

L’omaggio di Sinergitaly si estende anche a Villa Carafa, al Ristorante Il Pescatore e a Saporosa di Luca Sanguedolce, realtà che incarnano la capacità della Puglia di coniugare ricerca, tradizione e qualità. Tutte sono state premiate a Roma da Riccardo Di Matteo, riconoscimento che oggi assume un valore ancora più significativo alla luce del traguardo UNESCO. A queste eccellenze si affianca il Frantoio Muraglia, ambasciatore dell’olio pugliese nel mondo, simbolo di una cultura produttiva capace di trasformare la tradizione olearia in un linguaggio di design e identità territoriale.

Il successo ottenuto dall’Italia è dunque il risultato di un articolato ecosistema fatto di competenze, professionalità e storie che attraversano tutto il Paese. Sinergitaly ribadisce il proprio impegno nel sostenere e promuovere queste realtà, consapevole che il valore culturale della cucina italiana si rafforza attraverso il lavoro quotidiano di chi, nei ristoranti, nei frantoi e nelle aziende agricole, preserva e rinnova un patrimonio tramandato da generazioni.

Il riconoscimento UNESCO non è un punto di arrivo, ma una nuova opportunità: quella di continuare a valorizzare il ruolo dei territori, delle eccellenze e dei talenti che rendono la cucina italiana una delle espressioni culturali più amate e riconosciute al mondo. La Puglia, con i suoi protagonisti, ne è ancora una volta una delle testimonianze più luminose.

venerdì 5 dicembre 2025

APAMRI esprime cordoglio per la scomparsa del Maresciallo Marco Lomagistro

L’Associazione Parlamentare di Amicizia tra gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana, si unisce al dolore dell’Arma dei Carabinieri e della comunità di Tursi per la perdita del giovane Comandante, simbolo di dedizione e servizio allo Stato

L’APAMRI, Associazione Parlamentare di Amicizia tra gli Insigniti al Merito della Repubblica Italiana, con profondo dolore e sincera commozione, si unisce al lutto che ha colpito l’Arma dei Carabinieri e l’intera comunità di Tursi (MT) per l’improvvisa scomparsa del Maresciallo Marco Lomagistro, di 31 anni, Comandante della Stazione Carabinieri della città.


Il Maresciallo Lomagistro era universalmente riconosciuto come un militare esemplare, un punto di riferimento per i cittadini e un carabiniere che incarnava quotidianamente i valori più alti dell’Istituzione, distinguendosi per dedizione, correttezza e un profondo senso del dovere. La sua scomparsa rappresenta una perdita gravissima.


L’APAMRI, con il Presidente dei Parlamentari, On. Carla Giuliano, gli Insigniti Cav. Uff. Riccardo Di Matteo, il Segretario Comm. Dott. Michele Grillo, il Cav. Vito Cicirelli, delegato APAMRI della Basilicata e segretario provinciale del SIULP Matera, insieme a tutte le delegazioni nazionali, regionali, provinciali e territoriali e ai soci, si stringe con la massima vicinanza e affetto intorno alla famiglia del Maresciallo Lomagistro in questo momento di indicibile dolore.


Il cordoglio dell’associazione va inoltre ai suoi cari e a tutti i colleghi del Comando Provinciale di Matera, con l’impegno solenne di onorare e tenere vivo il ricordo del suo prezioso operato.


L’On. Carla Giuliano dichiara: «Esprimo profondo cordoglio e la mia più sentita vicinanza all’Arma dei Carabinieri, ai familiari, agli amici e ai colleghi del maresciallo Marco Lomagistro, giovane comandante della stazione dei carabinieri di Tursi, scomparso la mattina di sabato 29 novembre».


Prosegue: «Una perdita gravissima per l’Arma dei Carabinieri e per l’intero Paese, che dice addio a un servitore dello Stato, esempio di dedizione, correttezza e senso del dovere».


Sottolinea l’On. Giuliano: «La sua scomparsa lascia un enorme vuoto e ci invita alla riflessione sull’importanza di assicurare a tutte le nostre forze dell’ordine ambienti e condizioni di servizio più attente a garantirne il più possibile il benessere psicofisico, contrastando fenomeni e condizioni di lavoro che possono portare a situazioni di stress elevato e continuativo».


Conclude: «Come istituzioni dobbiamo agire per tutelare con azioni concrete coloro che ogni giorno garantiscono la nostra sicurezza».

domenica 16 marzo 2025

Narrazione e percezione: le strategie che influenzano il pensiero collettivo


Il confine sottile tra informazione, propaganda e percezione della realtà

Negli ultimi anni, la società ha vissuto una serie di eventi globali che hanno stravolto la vita quotidiana, ma soprattutto hanno mostrato quanto sia facile manipolare l’opinione pubblica. Dall’emergenza sanitaria alla crisi energetica, dal cambiamento climatico alla guerra, ogni crisi è stata accompagnata da una narrazione dominante, accettata senza riserve da molti e imposta dai media mainstream senza spazio per il dissenso. (Fonte: Esempio di Studio)

Chiunque cercasse di analizzare criticamente questi fenomeni veniva tacciato di essere un complottista, un negazionista o un disinformato. Questo non è casuale: si tratta di un meccanismo ben preciso, che possiamo definire ipnosi collettiva. Analizziamo alcuni degli esempi più eclatanti degli ultimi cinque anni.

  1. L'emergenza Covid e la narrazione unica

La pandemia è stata il primo grande esperimento su larga scala di controllo totale della popolazione attraverso la paura. Restrizioni, lockdown, pass sanitari: tutto imposto come unica soluzione possibile, mentre ogni opinione contraria veniva censurata. (Fonte: Rapporto OMS) La pressione psicologica e sociale ha portato alla divisione netta tra “buoni” e “cattivi”, vaccinati e non vaccinati. Inoltre, una massiccia campagna di persuasione ha indotto la popolazione a vaccinarsi con sieri che si sono poi dimostrati farmaci non adeguatamente testati. (Fonte: Studio Lancet) Le conseguenze sono state drammatiche: un aumento significativo di malori improvvisi, effetti avversi gravi e perfino morti improvvise. Nonostante emergessero studi e testimonianze su questi effetti collaterali, ogni tentativo di discuterne apertamente è stato bollato come disinformazione o sistematicamente censurato. (Fonte: Database EudraVigilance)

  1. La crisi climatica e il senso di colpa indotto

Da Greta Thunberg all’eco-ansia, la narrativa mediatica ha trasformato il cambiamento climatico in una questione morale più che scientifica. Soluzioni drastiche imposte senza dibattito: eliminazione delle auto a combustione, case “green”, restrizioni sui consumi. (Fonte: IPCC) Si colpevolizzano i cittadini mentre le grandi multinazionali continuano indisturbate a inquinare. Inoltre, il concetto di emergenza globale viene utilizzato per giustificare politiche restrittive senza una reale alternativa sostenibile per i cittadini comuni. Anche qui, chi solleva dubbi viene ridicolizzato o accusato di negazionismo. (Fonte: Rapporto Greenpeace)


  1. Guerra in Ucraina: la narrazione a senso unico

Una delle manipolazioni più evidenti degli ultimi anni: ogni informazione che non rientrava nello schema ufficiale “Russia cattiva – Ucraina vittima” veniva bollata come propaganda. (Fonte: BBC) Zelensky trasformato in eroe mediatico, mentre il dibattito su negoziati e pace veniva soffocato. Gli effetti della guerra sulle economie europee erano prevedibili, ma sono stati nascosti o minimizzati fino a quando non è stato troppo tardi. (Fonte: Financial Times) Il sostegno finanziario e militare senza limiti, giustificato dalla narrativa imposta, ha portato a un'escalation continua senza spazio per una vera discussione su soluzioni diplomatiche. (Fonte: The Economist)

  1. Inflazione e crisi economica: colpa tua, non del sistema

Aumento incontrollato dei prezzi, crisi energetica, aumento delle tasse: il costo della vita è esploso, ma la colpa è sempre attribuita a fattori esterni (guerra, cambiamento climatico, speculazioni). (Fonte: BCE) L’Europa si impoverisce, le piccole imprese chiudono, ma la priorità politica è spendere miliardi in armamenti. Chi mette in discussione le politiche economiche viene accusato di essere anti-europeista o populista. (Fonte: Eurostat)

  1. Il futuro: cibo sintetico e controllo digitale?

Le nuove battaglie sono già in corso: la sostituzione della carne con insetti e prodotti artificiali viene spinta con la scusa della sostenibilità. (Fonte: FAO) Il controllo finanziario attraverso la digitalizzazione completa del denaro (euro digitale, eliminazione del contante) rischia di limitare ulteriormente la libertà economica. (Fonte: Banca Mondiale) Intelligenza artificiale e censura: la gestione dell’informazione sarà sempre più filtrata dagli algoritmi e da chi li controlla. (Fonte: MIT Technology Review)

  1. Il Conflitto nella Striscia di Gaza: Informazione o Propaganda?

Un altro esempio lampante di manipolazione mediatica riguarda il conflitto nella Striscia di Gaza. (Fonte: Al Jazeera) Da un lato, le immagini di distruzione e sofferenza vengono usate per spingere l’opinione pubblica in una direzione ben precisa, mentre dall’altro si censurano o minimizzano notizie che non si allineano alla narrazione dominante. (Fonte: The Guardian)

  1. Identità Digitale e Controllo Sociale

Un aspetto fondamentale del futuro controllo sociale è la digitalizzazione dell’identità. (Fonte: World Economic Forum) L’introduzione di sistemi di identità digitale, associati a valute elettroniche e sistemi di credito sociale, rischia di portare a una perdita di autonomia senza precedenti. (Fonte: IMF)

Conclusione: svegliarsi dall’ipnosi collettiva

Questi esempi mostrano chiaramente un meccanismo ricorrente: creare una crisi, fornire un’unica soluzione, impedire ogni dibattito. Il problema non è credere o meno a ogni singola narrazione, ma capire il pattern ripetitivo di manipolazione che viene applicato ogni volta. (Fonte: Harvard Business Review)

Il primo passo per uscire dall’ipnosi collettiva è porsi delle domande: chi ci guadagna? Perché le alternative non vengono mai discusse? Perché chi dissente viene immediatamente etichettato come pericoloso?

Finché continueremo a subire queste dinamiche senza consapevolezza, saremo spettatori di una realtà costruita da altri. Ma se iniziamo a vedere i fili che muovono il teatrino, possiamo almeno decidere di non essere più marionette.

Disclaimer: Tutte le informazioni riportate in questo articolo non rappresentano opinioni personali, ma sono il risultato di un'approfondita ricerca. Su richiesta, siamo disponibili a fornire le fonti utilizzate.

Dopo aver letto questo articolo, vi sentite più consapevoli delle strategie di influenza che ci circondano? Quali sono gli strumenti che utilizzate per distinguere tra informazione e manipolazione?

Qui un messaggio di Lucia Giovannini: