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lunedì 1 giugno 2026

CNS-TS: l'alternativa gratuita a SPID e CIE che molti cittadini non conoscono


Negli ultimi anni l’accesso ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione è stato sempre più legato a sistemi come SPID e Carta d’Identità Elettronica (CIE). Tuttavia esiste anche una terza possibilità, spesso meno conosciuta ma già disponibile per milioni di cittadini: la CNS-TS, ovvero la Carta Nazionale dei Servizi integrata nella Tessera Sanitaria.

Si tratta di uno strumento ufficiale che consente di accedere a numerosi portali pubblici, tra cui INPS, Agenzia delle Entrate e servizi sanitari regionali, utilizzando la propria Tessera Sanitaria dotata di microchip insieme a un semplice lettore di smart card collegato al computer.

Come si ottiene

L’attivazione della CNS avviene presso gli sportelli della ASL che gestiscono il rilascio delle tessere sanitarie.

Chi possiede già una tessera con microchip può richiederne l’abilitazione come CNS. In caso di smarrimento o di tessera non aggiornata, viene emessa gratuitamente una nuova tessera, generalmente spedita al domicilio in pochi giorni.

Al momento della richiesta vengono rilasciati i codici di accesso iniziali (PIN, PUK e CIP), mentre la parte restante viene inviata successivamente tramite Email. Con questi dati e un software gratuito messo a disposizione dalle amministrazioni competenti è possibile completare l’attivazione e rendere la tessera utilizzabile come identità digitale.


Come funziona

Per utilizzare la CNS è sufficiente un lettore di smart card USB collegato al computer. Inserendo la Tessera Sanitaria e digitando il PIN si può accedere ai servizi online che supportano questo tipo di autenticazione.

È una soluzione pensata soprattutto per chi utilizza il computer in modo abituale e preferisce un sistema basato su supporto fisico, senza dipendere da smartphone o applicazioni aggiuntive.

I vantaggi

Il primo elemento rilevante è la gratuità: la CNS non comporta costi di abbonamento e sfrutta una tessera già in possesso del cittadino.

Un altro aspetto è la semplicità operativa. L’accesso avviene tramite tessera fisica e codice personale, senza necessità di installare app o configurare dispositivi mobili.

Rispetto alla Carta d’Identità Elettronica, che generalmente richiede uno smartphone con tecnologia NFC, l’app CieID, l’associazione del dispositivo e l’intero processo di autenticazione digitale tramite ecosistema mobile, la CNS mantiene un modello più diretto e legato esclusivamente al computer.

Per alcuni utenti questo approccio rappresenta una scelta più essenziale, perché riduce la dipendenza da applicazioni esterne e lascia il controllo dell’accesso concentrato su un dispositivo fisico.

L’unico limite

Il principale limite riguarda l’utilizzo da smartphone, poiché la CNS è pensata principalmente per l’uso tramite computer con lettore di smart card. Considerando che la Tessera Sanitaria è sempre con noi,  chi non dispone di un computer o non ha particolare dimestichezza con questi strumenti, è sempre possibile farsi assistere da un familiare, da un commercialista o da un CAF.

Uno strumento poco considerato

Nonostante sia riconosciuta dalla maggior parte dei servizi pubblici, la CNS-TS resta ancora poco utilizzata rispetto ad altre forme di identità digitale.

Eppure rappresenta una soluzione concreta, gratuita e ufficiale per accedere ai servizi online dello Stato in modo diretto, senza dover necessariamente adottare sistemi basati su applicazioni mobili o autenticazioni multistep.

Un esempio pratico di utilizzo

Una volta attivata, la CNS può essere utilizzata immediatamente per accedere ai portali istituzionali e verificare il proprio funzionamento.

Tra i servizi disponibili vi è anche la possibilità di sottoscrivere online proposte di legge di iniziativa popolare attraverso la piattaforma ufficiale del Ministero della Giustizia.

In questo contesto rientra anche il DDL “Cieli Blu”, una proposta di iniziativa popolare che può essere consultata e firmata tramite i sistemi di identità digitale riconosciuti.

Il link alla piattaforma ufficiale è il seguente:

Conclusione

La CNS-TS rimane una soluzione pratica e accessibile per chi desidera utilizzare i servizi digitali della Pubblica Amministrazione attraverso un sistema basato su tessera fisica e PIN personale. Una scelta che continua a essere utilizzata soprattutto da chi preferisce un approccio più tradizionale all’identità digitale, senza dipendere da applicazioni mobili o configurazioni complesse.

venerdì 12 settembre 2025

IT-Wallet, sì del Garante privacy alla sperimentazione: il primo passo verso il controllo totale


Il Garante approva la sperimentazione dell’IT-Wallet, ma i rischi di controllo totale e moneta digitale obbligatoria sono altissimi.

Ascolta il nostro esclusivo servizio:


Premessa
Arriva il via libera alla sperimentazione dell’IT-Wallet, il portafoglio digitale italiano che promette di semplificare la vita dei cittadini. In realtà, dietro questa veste rassicurante si nasconde un progetto che rischia di trasformarsi in uno strumento di controllo senza precedenti, con conseguenze pesantissime sulla libertà personale, sanitaria ed economica. Non è fantascienza: in alcune città della Cina sistemi simili hanno già dimostrato come, con un clic, sia possibile bloccare gli spostamenti, impedire l’accesso a servizi essenziali o paralizzare attività economiche.

Notizia
Parere favorevole del Garante privacy su due schemi di decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri relativi al Sistema di portafoglio digitale italiano (IT-Wallet), previsti dal programma di attuazione del PNRR. L’Autorità, data la complessità dei trattamenti posti in essere e dei rischi elevati presenti, ma in spirito di collaborazione istituzionale, ha chiesto al Dipartimento per la trasformazione digitale di approntare specifiche garanzie a tutela dei diritti e delle libertà degli interessati.

Il Sistema IT-Wallet intende semplificare l’accesso ai servizi pubblici e privati, consentendo una gestione più sicura dell’identità digitale e dei documenti personali e facilitando l’interazione tra cittadini, amministrazioni pubbliche e aziende. Proprio come un portafoglio fisico, l'IT-Wallet conterrà documenti in formato digitale da esibire all’occorrenza. In futuro, il Sistema sarà progressivamente aggiornato per garantire la compatibilità con le soluzioni europee di identità digitale (EUDI Wallet).

In questa fase di sperimentazione, per gli utenti che ne faranno richiesta, saranno disponibili le informazioni destinate ad attestare l’ISEE, il titolo di studio e accademico, i certificati di residenza, godimento dei diritti politici e iscrizione alle liste elettorali, la tessera sanitaria, la patente di guida e la carta europea della disabilità.

Le garanzie introdotte riguardano soprattutto l’individuazione dei ruoli dei soggetti coinvolti nei trattamenti e la definizione di misure volte ad evitare trattamenti ulteriori rispetto a quelli necessari per il funzionamento dell’IT-Wallet.

Il Garante, nel dare parere positivo, ricorda che sarà chiamato a esaminare le misure tecniche e organizzative adottate da un decreto del Dipartimento per la trasformazione digitale per assicurare il rispetto dei principi del GPDR e garantire un livello di sicurezza adeguato ai rischi, all’esito della valutazione d’impatto sulla protezione dei dati. L’Autorità dovrà anche essere consultata in merito al regolamento sulle procedure amministrative necessarie alla registrazione al Sistema e sul decreto relativo all’utilizzo dei cosiddetti Servizi Remunerativi, quelli forniti – a pagamento – dalle imprese.

Il Garante ha infine chiesto alla Presidenza del Consiglio dei ministri una relazione al termine del periodo di sperimentazione, che segnali, in particolare, le eventuali criticità rilevate e le misure individuate per porvi rimedio.

Conclusione
Il rischio è evidente: dietro la maschera della semplificazione burocratica si prepara un modello di controllo centralizzato, capace di limitare e condizionare la vita quotidiana di ogni cittadino. Una volta che il sistema sarà diffuso, collegarlo al portafoglio digitale e poi alla moneta digitale sarà solo questione di tempo. Più persone aderiscono, più diventerà difficile opporsi; meno aderiscono, più aumenta la possibilità che il progetto fallisca o venga ridimensionato.

Ecco perché il consiglio è chiaro: non aderire. È l’unico modo per impedire che un esperimento presentato come innocuo diventi domani una gabbia obbligatoria che rischia di soffocare libertà, autonomia e diritti fondamentali.