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domenica 11 ottobre 2026

Liste d'attesa: quando la sanità non arriva in tempo, quali diritti ha davvero il cittadino?

Dalla visita fissata quando ormai non serve più all’impossibilità di trovare un appuntamento nei tempi indicati dal medico: il problema non è soltanto quanto bisogna aspettare, ma cosa succede quando l'attesa rende di fatto inutile una prestazione sanitaria.

di Miriana Catacchio

C’è una frase che un cittadino non dovrebbe mai sentirsi dire quando ha in mano una prescrizione sanitaria: “Non ci sono disponibilità”.

Perché dietro quelle quattro parole può esserci molto più di un semplice problema organizzativo. Può esserci una visita rimandata di mesi, un esame che perde la sua utilità clinica, una diagnosi che arriva troppo tardi o, nei casi più gravi, la necessità di rinunciare alle cure perché il costo del privato non è sostenibile per il bilancio familiare.

Il problema delle liste d’attesa è noto da anni e occupa ciclicamente il dibattito pubblico. Ma la vera domanda, quella sostanziale, è un’altra: quando il Servizio Sanitario pubblico non riesce a garantire una prestazione nei tempi previsti dalla legge, che cosa può concretamente fare il cittadino?

È da questo interrogativo che parte la nostra inchiesta.

Il caso simbolo: l'esame prescrittivo fissato dopo il parto

Un caso recente ha riportato il tema all’attenzione nazionale con disarmante chiarezza. A Salerno una donna incinta, arrivata al sesto mese di gravidanza, si è rivolta al Centro Unico di Prenotazione (CUP) per fissare un’ecografia morfologica. La prima disponibilità comunicata dagli operatori sarebbe stata nel gennaio 2027: un momento in cui la gravidanza sarebbe già terminata da tempo.

La vicenda, documentata dalle agenzie di stampa, ha suscitato un’ondata di indignazione perché non si tratta di una prestazione generica o differibile a piacimento: l’ecografia morfologica del secondo trimestre deve essere eseguita in una precisa e ristretta finestra biologica. Una prenotazione fissata dopo il parto non rappresenta una semplice attesa prolungata, ma annulla del tutto il senso e l'utilità clinica dell’esame.

Di fronte al rifiuto nei fatti del servizio pubblico, la donna si è vista costretta a rivolgersi alla sanità privata. Ed è qui che si apre il nodo centrale che riguarda milioni di italiani: se il servizio pubblico non garantisce la prestazione quando serve, chi deve sostenere il costo dell'alternativa?

La legge esiste, ma la burocrazia la rende un ostacolo

Una risposta normativa chiara in realtà esiste ed è definita dal Decreto Legislativo 29 aprile 1998, n. 124. L’articolo 3 stabilisce che le Regioni devono fissare i tempi massimi entro cui erogare le prestazioni. La stessa norma individua uno strumento preciso di garanzia: se la ASL non è in grado di garantire la visita nei tempi previsti, il cittadino ha diritto a richiedere che la prestazione venga erogata in regime di attività libero-professionale intramuraria (la cosiddetta intramoenia), sostenendo esclusivamente il costo del ticket e lasciando la differenza di tariffa a carico dell'azienda sanitaria. Per i soggetti esenti, l'intera prestazione deve essere coperta dalla ASL.

Tuttavia, esiste un equivoco diffuso che trae in inganno molti utenti: la legge non concede la possibilità di prenotare autonomamente presso un medico privato a propria scelta, pagare la fattura e poi pretenderne il rimborso a posteriori. La procedura deve essere preventivamente attivata e autorizzata secondo i canali formali stabiliti dalla propria Azienda Sanitaria e dalle disposizioni regionali.

Il nuovo Piano Nazionale 2026-2028 e le classi di priorità

Il quadro normativo ha visto un passaggio fondamentale con l'adozione del nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste d’Attesa (PNGLA 2026-2028), adottato dal Ministero della Salute il 26 giugno 2026 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 agosto 2026. Il provvedimento rafforza l'integrazione dei CUP, il monitoraggio delle agende e impone percorsi di tutela uniformi.

Per le prestazioni ambulatoriali di primo accesso vengono confermate le quattro classi fondamentali di priorità, che ogni medico prescrittore deve obbligatoriamente indicare sulla ricetta insieme al quesito diagnostico:

  • U (Urgente): da erogare entro 72 ore;
  • B (Breve): da erogare entro 10 giorni;
  • D (Differibile): entro 30 giorni per le visite specialistiche ed entro 60 giorni per gli accertamenti diagnostici;
  • P (Programmata): da erogare entro 120 giorni.

L'esistenza di queste classi dimostra che l'attesa non è una variabile indistinta. Il sistema sanitario non ha il solo compito di trovare un posto generico, ma deve garantire un appuntamento che sia clinicamente compatibile con la patologia del paziente.

La piaga delle "agende chiuse"

Accanto ai ritardi strutturali si colloca il fenomeno illegale delle cosiddette "agende chiuse": l'impossibilità totale di prenotare perché il sistema informatico non mostra date disponibili o blocca l'accesso alle liste.

Il Ministero della Salute ha ribadito più volte che la sospensione delle prenotazioni è vietata dalla legge. Il nuovo PNGLA 2026-2028 punta proprio a eliminare questo blocco imponendo la trasparenza e l'integrazione totale dei sistemi di prenotazione. Tuttavia, se il cittadino non conosce i propri diritti o non sa a quale ufficio inoltrare un reclamo formale, le norme rischiano di rimanere semplici enunciati sulla carta.

I dati della rinuncia: la sanità a due velocità

I dati ufficiali Istat fotografano la dimensione sociale del problema. Nel 2024 il 9,9% della popolazione italiana — circa 5,8 milioni di cittadini — ha dichiarato di aver dovuto rinunciare a visite o accertamenti specialistici necessari. La motivazione principale è riconducibile proprio alla lunghezza insostenibile delle liste d’attesa (6,8% della popolazione), seguita dalle difficoltà economiche.

Nello stesso periodo è cresciuta la quota di persone che hanno pagato interamente di tasca propria (out-of-pocket) l'ultima prestazione specialistica, passando dal 19,9% del 2023 al 23,9% del 2024. Questo travaso verso il privato crea un sistema discriminatorio: chi ha le disponibilità finanziarie risolve il problema pagando, chi non le ha è costretto ad aspettare, col rischio che la propria salute peggiori.

I segnali di ripresa: i dati AGENAS 2026

Un'inchiesta rigorosa deve saper analizzare il quadro nella sua interezza, compresi gli sforzi organizzativi in atto. I dati diffusi da AGENAS relativi al primo semestre 2026 mostrano un incremento dei volumi complessivi erogati dal Servizio Sanitario Nazionale rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente: le prenotazioni monitorate sono salite da 13,3 a 14,9 milioni, con oltre 1,6 milioni di prestazioni in più erogate entro i tempi limite.

AGENAS evidenzia miglioramenti nel rispetto dei tempi soprattutto per le classi di priorità Urgente (U) e Breve (B). Si tratta di segnali positivi che dimostrano come il sistema non sia immobile, anche se le medie nazionali nascondono spesso profonde sperequazioni tra le varie Regioni.

Le sei proposte per una riforma reale

Per superare l'emergenza non basta stanziare risorse a pioggia; occorre riorganizzare i processi operativi attraverso interventi strutturali:

  1. Unico sistema di prenotazione reale: Integrare nei CUP tutte le agende della sanità pubblica e del privato accreditato, evitando al cittadino estenuanti ricerche tra diverse strutture.
  2. Attivazione automatica della tutela: Se il CUP rileva che la prima data disponibile supera il limite della classe di priorità, la procedura di garanzia (intramoenia o struttura convenzionata) deve scattare in automatico senza che sia il cittadino a dover presentare moduli o PEC.
  3. Blocco informatico delle prenotazioni incompatibili: I sistemi informatici devono riconoscere le prestazioni tempo-dipendenti (come le ecografie ostetriche), impedendo la generazione di date cliniche prive di senso.
  4. Trasparenza totale sui dati pubblicati: Rendere consultabili i tempi medi reali, il numero di prestazioni erogate nei termini e quelle sforate, suddivise per presidio sanitario.
  5. Procedura di garanzia unica e semplificata: Eliminare le difformità regionali, consentendo all'utente di attivare il percorso di tutela direttamente dal portale di prenotazione con un semplice passaggio.
  6. Monitoraggio della domanda sommersa: Registrare non solo le prestazioni completate, ma anche i tentativi falliti, le agende bloccate e le rinunce formali per misurare il reale fabbisogno della popolazione.
Ascolta il servizio esclusivo su Youtube:

📦 BOX PRATICO: COSA FARE SE IL CUP NON GARANTISCE I TEMPI

Se la data proposta dal CUP supera i giorni previsti dalla classe di priorità (U, B, D, P) indicata sulla ricetta, puoi seguire questi passaggi:

  1. Verifica la ricetta: Assicurati che il medico di base abbia inserito il quesito diagnostico e barrato la lettera di priorità corretta.
  2. Richiedi la ricevuta di prenotazione: Fatti rilasciare la stampa che attesta la prima data disponibile comunicata dal CUP e l'eventuale indisponibilità di posti entro i limiti.
  3. Invia l'istanza di tutela: Compila il modulo di richiesta per l'accesso alle prestazioni in regime di attività libero-professionale (ex D.Lgs. 124/1998).
  4. Inoltra la PEC alla ASL: Spedisci la richiesta alla Direzione Generale e all'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) della tua ASL prima di rivolgerti a strutture private a pagamento.
  5. Attendi la presa in carico: L'Azienda Sanitaria dovrà riprogrammare la visita in tempi congrui o autorizzare la prestazione in intramoenia applicando il solo costo del ticket.

In breve

  • Le liste d'attesa rappresentano una barriera all'accesso alle cure: nel 2024 circa 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato a prestazioni sanitarie.
  • Il nuovo PNGLA 2026-2028 disciplina il governo dei tempi e ribadisce l'illegittimità delle agende chiuse.
  • Il D.Lgs. 124/1998 garantisce il diritto alle prestazioni in intramoenia al costo del ticket quando i tempi massimi non vengono rispettati.
  • L'accesso a queste tutele richiede un'attivazione formale preventiva e non corrisponde a un rimborso automatico delle visite private.

FAQ - Domande Frequenti

Cosa succede se l'operatore del CUP mi dice che le agende sono bloccate? La chiusura delle agende è espressamente vietata dalla legge. In questo caso è opportuno richiedere una dichiarazione scritta dell'impossibilità di prenotare e segnalare l'accaduto alla Direzione Sanitaria della ASL e ai servizi di tutela dei diritti del cittadino.

Se vado privatamente senza avvisare la ASL posso chiedere il rimborso delle spese? No. La normativa prevede che sia l'Azienda Sanitaria ad autorizzare ed erogare la prestazione in regime di attività libero-professionale al costo del ticket. Le spese sostenute in autonomia presso privati non sono rimborsabili a posteriori.

Come posso richiedere formalmente la visita in intramoenia al costo del ticket se il CUP supera i tempi? È necessario presentare alla Direzione Generale della propria ASL il modulo di richiesta per l'accesso alle prestazioni in ALPI (Attività Libero-Professionale Intramuraria), strutturato secondo l'art. 3, comma 13 del D.Lgs. 124/1998. Il modello permette al cittadino di esigere l'erogazione della prestazione nei tempi previsti dalla classe di priorità al solo costo del ticket (se dovuto), allegando la ricetta medica e l'attestazione delle date fornite dal CUP.

📄 Scarica e visualizza il Modulo di Istanza di Tutela (D.Lgs. 124/1998)

Utilizza questo modello ufficiale per richiedere l'erogazione della prestazione in regime di Attività Libero-Professionale Intramuraria (ALPI) al solo costo del ticket, qualora il CUP non rispetti i tempi massimi previsti dalla tua classe di priorità.

lunedì 20 aprile 2026

Indennità di accompagnamento: perché non è un aiuto economico ma un vero risarcimento dello Stato

Avv. Isabella Cusanno

Nell'ambito delle tutele per l'invalidità civile, l'indennità di accompagnamento è spesso oggetto di equivoci interpretativi. Molti cittadini la considerano, erroneamente, una forma di "assistenzialismo" o un supplemento alla pensione legato alla condizione economica. Tuttavia, come chiarito dall'Avvocato Isabella Cusanno, la natura giuridica di questo beneficio è profondamente diversa: si tratta di un indennizzo, ovvero di un vero e proprio risarcimento.

La distinzione tra assistenza e risarcimento

Perché questa definizione, sancita dalla legge e confermata dalla Cassazione, è così cruciale? La differenza non è solo terminologica, ma produce effetti pratici fondamentali:

  1. Indipendenza dal reddito: Trattandosi di un ristoro per una condizione di inabilità totale (l’impossibilità di deambulare o di compiere gli atti quotidiani senza assistenza), l’indennità spetta indipendentemente dal patrimonio o dal reddito del richiedente. Lo Stato interviene perché non è in grado di assicurare assistenza diretta in condizioni così estreme.

  2. Impignorabilità: In quanto risarcimento per un danno alla persona, l'indennità di accompagnamento rientra tra le somme non pignorabili. A differenza delle normali pensioni, non può essere aggredita dai creditori proprio per la sua natura risarcitoria.

  3. Compatibilità con altri beni: Il possesso di proprietà o altri redditi non pregiudica il diritto a riceverla, poiché l'indennizzo mira a coprire i costi di un'assistenza esterna costante, un dovere primario dello Stato verso il cittadino fragile.

I rischi della burocrazia: l'importanza della precisione

Avv. Isabella Cusanno
L'Avvocato Cusanno lancia un monito sulla compilazione dei moduli INPS. Con un sistema sempre più rigido e informatizzato, un errore banale — una casella non barrata o un dato mancante — può tradursi in lunghe battaglie legali, perdita di arretrati e necessità di ricorsi. Il consiglio è duplice:

  • Certificazioni chiare: Avere sempre a disposizione documentazione medica aggiornata e inequivocabile.
  • Verifica sui patronati: Anche quando ci si rivolge a intermediari, è fondamentale richiedere copia della domanda inviata per verificare che non siano state omesse precisazioni decisive.


Sospensione e ricoveri: cosa sapere

L'unico caso di esclusione previsto dalla Legge 18/1980 è il ricovero gratuito in strutture pubbliche (come le RSA a totale carico dello Stato) per un periodo superiore ai 30 giorni. In questo caso, poiché lo Stato sta già assolvendo direttamente al compito di assistenza, l'indennizzo viene sospeso. È obbligo del cittadino comunicare il ricovero: l'omissione, anche se paradossale in un sistema di banche dati collegate, può causare gravi problemi burocratici.

Le incognite della riforma 2027

Guardando al futuro, l'Avvocato Cusanno esprime perplessità sulla riforma del sistema di invalidità che entrerà a regime nel 2027. Sebbene la Legge 18/80 sull'accompagnamento resti formalmente intatta, il nuovo approccio "multidimensionale" delle commissioni mediche e l'eccessiva presenza del pubblico nella vita dell'individuo potrebbero irrigidire i criteri di valutazione. La preoccupazione è che l'invalido venga trattato più come "oggetto da tutelare" che come persona titolare di diritti inviolabili.


Questo approfondimento è tratto dall'intervista realizzata dall'Ing. Mario Di Gregorio per Idea News Magazine, che ringraziamo per aver offerto chiarezza su un tema così delicato e fondamentale per la dignità dei cittadini. 

Qui il podcast della trasmissione in onda su Radio Idea:



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martedì 30 dicembre 2025

Emergenza e Diritti: Il Bilancio dell'Avv. Olga Milanese tra Costituzione e Libertà


A distanza di anni dalla fase acuta della pandemia, il dibattito giuridico e civile sulle misure adottate resta quanto mai attuale
. In un’intervista esclusiva rilasciata a Mario Di Gregorio per Idea News Magazine, l’Avvocato Olga Milanese analizza con occhio critico il rapporto tra norme emergenziali e garanzie costituzionali.

Ascolta il servizio in onda su Radio Idea:

Il "sacrificio" del diritto al lavoro

Secondo l’Avv. Milanese, il diritto al lavoro è stato uno dei pilastri maggiormente sacrificati in nome dell'emergenza sanitaria. Se inizialmente il pregiudizio ha riguardato le attività commerciali legate alla libera circolazione, l’introduzione dell'obbligo vaccinale ha colpito direttamente l'accesso all'impiego.

"Il diritto al lavoro ha subito un enorme sacrificio... con la giustificazione della necessità di tutelare la salute dei cittadini che però tuttavia non trovava corrispondenza alle misure adottate ai danni dei lavoratori". L'avvocato sottolinea come il lavoro sia indissolubilmente legato alla dignità e alla sussistenza: "Il diritto al lavoro implica il diritto al sostentamento, alla possibilità di affrontare le esigenze quotidiane anche di salute".

La gerarchia dei diritti e la solidarietà

Un punto centrale della riflessione riguarda la gerarchia dei valori nella Carta Costituzionale. Milanese osserva come i Padri Costituenti scelsero di inserire i diritti legati alla libertà e al lavoro tra i principi supremi, mentre il diritto alla salute fu collocato all'Articolo 32.

La critica si estende anche al clima sociale generatosi durante l'emergenza:
  • Misure restrittive: Milanese paragona alcune limitazioni coercitive a modelli di stampo fascista o nazista, citando i divieti imposti ai bambini e agli studenti universitari senza certificazione.
  • Crisi della solidarietà: Viene denunciato il fenomeno della delazione, presentata erroneamente come comportamento eroico anziché come discriminazione tra concittadini.
Riforme per il futuro: Ridare voce ai cittadini

Guardando avanti, l'Avvocato - in qualità di Presidente dell'Associazione Umanità e Ragione - propone cambiamenti radicali per evitare che il sistema ceda nuovamente in futuro.

  • Referendum accessibile: Una riforma per rendere lo strumento di democrazia diretta utilizzabile dai cittadini senza la necessità di ingenti fondi o appoggi di partito.
  • Corte Costituzionale: Una modifica alle modalità di nomina dei giudici, attualmente di estrazione politica, per eliminare potenziali conflitti di interesse.

Il caso della Giudice Susanna Zanda

In chiusura, Milanese commenta l'assoluzione della giudice Zanda da parte della Cassazione, definendo il precedente procedimento disciplinare come una "sorta di persecuzione". Il rischio evidenziato è che la magistratura possa agire sotto il "timore di un procedimento ai propri danni", limitando l'indipendenza del diritto.

Intervista esclusiva realizzata da Mario Di Gregorio per Idea News Magazine.

Spazio ai lettori

  • Ritenete che il bilanciamento tra salute pubblica e libertà individuali sia stato equo o credete, come l'Avv. Milanese, che alcuni diritti siano stati "sradicati"?
  • Quale delle riforme costituzionali proposte (referendum o nomina dei giudici) ritenete più urgente per il futuro del Paese?
  • La vostra percezione della solidarietà sociale è cambiata dopo l'esperienza dei mesi emergenziali?

martedì 18 novembre 2025

La radio accende il Natale – Ether Weave Project firma la colonna sonora delle feste natalizie 2025

C’è un suono che non tramonta mai: quello della radio. E quando si unisce alla magia del Natale, nasce qualcosa che va oltre la musica. È da questo incontro che prende vita“La Radio accende il Natale”, il nuovo brano firmato Ether Weave Project, disponibile in radio dal 17 novembre 2025 con distribuzione EarOne.

Un progetto raffinato e profondamente evocativo, che si inserisce come terzo capitolo del percorso artistico di Ether Weave Project, confermando l’identità del gruppo: quella di un laboratorio sonoro dove melodia, emozione e memoria si intrecciano per accendere sentimenti autentici.

L’arrangiamento si apre con un’introduzione delicata di campanellini e archi che subito richiamano l’atmosfera natalizia. Il pianoforte, dolce e avvolgente, accompagna una voce limpida e sincera, fino a un ritornello corale che sprigiona calore e luminosità. Ogni elemento sonoro sembra costruito per evocare un’immagine precisa: una casa illuminata, una famiglia riunita, una radio accesa in sottofondo che scalda il silenzio dell’inverno.

Il testo, poetico e diretto, celebra il legame indissolubile tra la radio e il Natale, due simboli di presenza costante e umana. “Ogni nota è una carezza, ogni canzone un abbraccio”, recita un verso che riassume il senso del brano: la musica come gesto d’amore e la radio come sua voce più autentica.

“La Radio accende il Natale” è una canzone che attraversa il tempo e le generazioni, ricordando che — nonostante l’era digitale — la radio continua a unire, emozionare e far sognare.
Un messaggio semplice, ma potente: la vera magia del Natale non è negli schermi, ma nelle frequenze che parlano al cuore.

Con questo brano, Ether Weave Project regala un inno al calore, alla compagnia e alla speranza, invitando tutte le emittenti italiane a diffonderne il messaggio. Perché, come ricorda il titolo stesso, la radio accende il Natale… e continua a farlo, ogni anno, con la stessa emozione.

Disconovità dal 17 al 23 novembre 2025

Ecco il videoclip su Youtube:

domenica 10 novembre 2024

Sea, Sei in Puglia – naviga, gusta, scopri


La presentazione del progetto “Sea, Sei in Puglia – naviga, gusta, scopri”, è un’iniziativa che valorizza Molfetta come destinazione turistica di eccellenza, celebrando la sua identità marinara. Promosso dal Tour Operator AuthenticPugliaTours con il patrocinio della Regione Puglia tramite l’Agenzia PugliaPromozione e il Comune di Molfetta, il progetto si inserisce nell’ambito dell’avviso pubblico “Prodotti Turistici”, e mira a destagionalizzare i flussi turistici e a proporre esperienze autentiche a tema marittimo.

Molfetta sarà protagonista di una delle tappe della web  serie Puglia & Leggende II, che porta la firma di Alessio Giannone (in arte è Pinuccio). In coda al servizio scoprirete in anteprima il trailer. 

La web serie ci porterà virtualmente a conoscere:

- l'orma di Molfetta,
- gli Uri di Acaya a Vernole,
- la magia di Cassandra nella piccola Minervino Murge,
- la romanzata storia del cavaliere e il suo leopardo nell’arabeggiante Lucera,
- il rituale della Sandamoneca tra le gravine di Palagianello,
- la romantica storia della signura leta di Mesagne,
- il suggestivo racconto della torre dannata nell’assolata Nardò,
- la virtuosa corsa tra montagna e mare con i cento scalini a Vico del Gargano,
- passando per l’ambito tesoro della chioccia d’oro di Manduria,
- e l’affascinante racconto dello jazzo del demonio a Ruvo di Puglia.

lunedì 4 novembre 2024

Antonio Origgi: "L’inconscio non esiste! Scopri chi sei e vivi meglio".

Intervista a Antonio Origgi su "IdeaNews", la rubrica informativa che vi tiene aggiornati con interviste esclusive su autori e pensatori di grande spessore culturale. L'ingegner Mario Di Gregorio, ha intervistato Antonio Origgi, scrittore e ricercatore, che ci parla del suo ultimo saggio, "L’inconscio non esiste! Scopri chi sei e vivi meglio".