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venerdì 2 ottobre 2026

Alzheimer, quando la cura diventa responsabilità condivisa: alla Banca di Credito Cooperativo di Ostuni il confronto su fragilità, autonomia e dignità

giovedì 10 settembre 2026

Ceglie Messapica, dal fegato al cuore: un congresso per affrontare la MASLD come malattia sistemica

Il 18 e 19 settembre “Steatotic Liver Disease 2.0” riunirà internisti, epatologi, cardiologi, diabetologi, nefrologi e oncologi. Responsabile scientifica Emanuela Ciracì, direttrice della Medicina Interna dell’Ospedale di Ostuni

Guardare oltre il fegato per comprendere e affrontare una patologia che può coinvolgere diversi aspetti della salute del paziente. È uno dei punti centrali del congresso “Steatotic Liver Disease 2.0 – Un anno di novità per un approccio multidisciplinare ad una malattia sistemica”, in programma 18 e 19 settembre 2026 a Ceglie Messapica.

La due giorni si svolgerà nella Sala Congressi del Centro di Riabilitazione ASL Brindisi e sarà dedicata alle più recenti acquisizioni sulla MASLD, la malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica.

Responsabile scientifica è la dottoressa Emanuela Ciracì, direttrice dell'U.O.C. di Medicina Interna dell'Ospedale di Ostuni.

Una patologia oltre i confini dell’epatologia

Il programma scientifico parte dalla natura sistemica della MASLD e dalla necessità di valutare non soltanto gli esiti epatici, ma anche quelli extraepatici.

Da qui la scelta di coinvolgere professionisti provenienti da differenti specialità. Accanto a epatologi e internisti saranno presenti diabetologi, cardiologi, nefrologi e oncologi, insieme a infermieri, biologi, fisioterapisti e assistenti sanitari.

L'obiettivo è favorire una presa in carico capace di integrare le diverse competenze e costruire percorsi clinico-assistenziali condivisi.

Cinque sessioni scientifiche

Nel corso delle cinque sessioni saranno approfonditi i meccanismi della malattia, le nuove terapie metaboliche, la diagnosi precoce e il ruolo delle tecnologie digitali.

Spazio anche a epatiti virali, screening dell'epatocarcinoma, ecografia, sistemi intelligenti applicati alle lesioni epatiche e nuove frontiere terapeutiche dei tumori epato-biliari.

«Questo congresso dimostra come la competenza clinica, il lavoro di squadra e il confronto tra discipline possano trasformarsi in cure sempre più tempestive, personalizzate e vicine alla persona».

L'evento è destinato a 100 partecipanti, prevede 9 crediti ECM ed è a iscrizione gratuita e obbligatoria.

mercoledì 12 agosto 2026

Assistenza domiciliare: «In Puglia i pazienti fragili costretti in ospedale per una terapia che potrebbero fare a casa», la denuncia di Rocco Monaco (Utelit Consum)


Il presidente nazionale di Utelit Consum denuncia limiti orari e graduatorie dell’Assistenza Domiciliare Integrata in Puglia e chiama in causa Regione, ASL e Consiglio regionale: «Costringere un paziente al ricovero per una terapia che potrebbe ricevere a casa è uno spreco oltre che un problema di dignità»


L’Associazione Nazionale Consumatori Utelit Consum, sotto la guida del suo Presidente Nazionale Rocco Monaco, solleva una grave criticità che colpisce quotidianamente centinaia di cittadini e famiglie fragili in tutta la Regione Puglia: le inefficienze strutturali e i limiti orari dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).

Attualmente, persone in condizioni di estrema fragilità e non autosufficienza si trovano non solo costrette ad affrontare liste d’attesa e graduatorie per accedere alle cure a casa, ma devono anche fare i conti con un servizio erogato esclusivamente nella fascia oraria tra le 07:45 e le 13:30.


Una situazione che, secondo Utelit Consum, finisce per produrre un vero e proprio paradosso: quando una terapia non può essere garantita a domicilio negli orari necessari, l’alternativa diventa il ricovero ospedaliero, con conseguenze per il paziente e costi ben più elevati per la collettività.
 

Il confronto con le altre Regioni: «E poi ci vogliamo paragonare al Nord?»


Come fermamente evidenziato dal Presidente Nazionale Rocco Monaco: «Ci riempiamo spesso la bocca di grandi proclami, ma poi ci vogliamo davvero paragonare alle Regioni del Nord?».


Mentre in diverse realtà italiane, come Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Lazio, Toscana e Piemonte, l'Assistenza Domiciliare è ampiamente strutturata fino alle ore 20:00 e prevede la copertura o pronta reperibilità H24 (24 ore su 24, 7 giorni su 7) per i pazienti ad alta complessità e per la somministrazione di terapie salvavita, in Puglia il servizio si interrompe a metà giornata.


Un'organizzazione così rigida genera, secondo l’associazione, un paradosso insostenibile per la salute dei pazienti e per la stessa organizzazione sanitaria: terapie che potrebbero essere somministrate a domicilio rischiano di trasformarsi nella necessità di un ricovero ospedaliero.


Per Monaco il problema, dunque, non riguarda soltanto l’estensione dell’orario di un servizio, ma investe direttamente il modello di assistenza riservato alle persone più fragili e il modo in cui vengono utilizzate le risorse della sanità pubblica.


Le richieste ufficiali a Regione, ASL e Consiglio Regionale


Attraverso questa nota ufficiale, il Presidente Nazionale dell'Associazione Nazionale Consumatori Utelit Consum, Rocco Monaco, invia una segnalazione formale diretta al Presidente Antonio Decaro, all'Assessore Donato Pentassuglia, a tutti i Consiglieri Regionali e ai Direttori Generali delle ASL pugliesi, chiedendo di azzerare questo divario e adeguare la sanità pugliese agli standard delle regioni più avanzate d'Italia mediante:

  • L'eliminazione delle graduatorie di blocco per le prestazioni ADI a favore dei pazienti ad alta complessità e fragilità;

  • L'estensione della copertura oraria dell'ADI alle fasce pomeridiane e serali, almeno fino alle ore 20:00 e con turnazione/reperibilità H24 per le terapie infusionali complesse;

  • L'istituzione di un servizio rapido di continuità terapeutica ospedale-territorio per la gestione dei farmaci ad uso ospedaliero a domicilio.

«Non è ammissibile che la mancanza di un turno infermieristico pomeridiano trasformi gli ospedali pugliesi in parcheggi per terapie che in altre Regioni d'Italia vengono eseguite comodamente a casa H24. Chiediamo alle autorità sanitarie e ai consiglieri regionali risposte immediate e un piano di riorganizzazione dell'ADI che metta davvero al centro la dignità del paziente e l'uso efficiente delle risorse pubbliche», dichiara con forza il Presidente Nazionale Rocco Monaco.

martedì 21 luglio 2026

«Qui ho trovato la vera buona sanità»: nasce un appello per difendere l'ospedale di Ostuni

La testimonianza del giornalista e presidente A.I.D.O Rocco Monaco diventa un invito a sostenere il presidio e i suoi reparti, in vista anche dell'attivazione della nuova piastra operatoria.

Una riflessione profonda, che unisce la penna del giornalista, l’impegno sociale del Presidente dell’A.I.D.O. e la testimonianza diretta di un paziente trapiantato. Rocco Monaco, editore di "Sanità in Puglia Notizie", in­terviene con una lettera aperta indirizzata ai Consiglieri Regionali della provin­cia di Brindisi e ai vertici della sanità locale, tracciando un bilancio chiaro sulle eccellenze e sulle sfide future dell’Ospedale "Papa Francesco" di Ostuni.

 

«Sto toccando con mano in questi giorni, sulla mia pelle di paziente trapian­tato, cosa significa la vera buona sanità» esordisce Monaco, che lancia un plauso straordinario al reparto di Medicina Generale dell'Ospedale di Ostuni, guidato dalla Dott.ssa Emanuela Ciracì insieme allo staff medico di altissimo livello, alla caposala, la Dott.ssa Cavallo, e a tutto il personale infer­mieristico e OSS di eccezionale qualità. «Un reparto dove nulla è lasciato al caso: dalle cure alla pulizia, fino a una cucina interna che garantisce pasti preparati sul posto con cura. Ma se oggi questo reparto esprime standard otti­mali, il nostro pensiero grato va al compianto Prof. Pietro Gatti, scomparso prematuramente, che tanto ha fatto per costruire questo modello».




 

L'editore ricorda che l'Ospedale di Ostuni è un motore complesso che si regge su molti altri reparti operativi e strategici come la Chirurgia Generale, l'Ortopedia e Traumatologia, la Pneumologia, la Radiologia, il Laborato­rio Analisi e un Pronto Soccorso costantemente in prima linea. Una strut­tura che si prepara a un ulteriore salto di qualità: «Tra qualche mese partirà fi­nalmente anche la famosa nuova piastra di ultimissima generazione, un’opera tecnologica e strutturale fondamentale che proietterà il presidio nel futuro».

 

Da qui il richiamo alla politica regionale e brindisina, chiamata a vigilare sul presidio e a supportare la squadra di vertice composta dal Direttore Generale della ASL Brindisi, il Dott. Maurizio De Nuccio, dal Direttore Sanitario azien­dale, il Prof. Luigi Vernaglione, e dal Direttore Sanitario del presidio, il Dott. Antonio Lisena.

 

Infine, Monaco riserva una netta distinzione sull'impegno politico locale: «Un plauso sincero va a quegli esponenti della politica ostunese che hanno lottato storicamente, e continuano a farlo, per la salvaguardia dell’ospedale. C’è chi lavora concretamente dietro le quinte per il bene comune, a profonda diffe­renza di altri che purtroppo si vedono in corsia solo per fare passerella e scat­tare fotografie utili ai social, senza portare alcun risultato a casa. La sanità è un diritto dei cittadini, non un set fotografico. La politica regionale vigili e inter­venga concretamente per difendere la salute in un territorio che ospita milioni di turisti da tutto il mondo».

martedì 7 luglio 2026

Cieli Blu: perché chi dovrebbe essere dalla stessa parte a volte non lo è.

 


Un'analisi sui meccanismi umani che dividono chi combatte la stessa battaglia


Il paradosso del nemico interno

C'è un fenomeno antico quanto l'umanità che si ripete puntualmente ogni volta che nasce un movimento popolare: le critiche più feroci non arrivano dai nemici dichiarati, ma da chi sostiene di combattere la stessa battaglia.

Accade con i movimenti ambientalisti, accade nei partiti politici, accade nei movimenti per i diritti civili. E accade oggi, in modo evidente, attorno al DDL Cieli Blu.

Come mai persone che riconoscono l'esistenza della geoingegneria, che condividono la preoccupazione per i nostri cieli, che denunciano le stesse lobby e gli stessi poteri forti — si ritrovano a combattersi invece di unirsi?

La risposta non è semplice, ma è profondamente umana.


Il bisogno di identità e distinzione

Il primo meccanismo è psicologico e riguarda tutti noi: il bisogno di distinguersi.

In qualsiasi movimento che cresce e acquista visibilità, chi era presente fin dall'inizio tende a sviluppare un senso di "proprietà" della causa. Quando arriva una proposta concreta — come il DDL Cieli Blu — chi si sente custode originario del tema può percepire quella proposta non come un alleato, ma come una minaccia alla propria centralità.

Non è malafede. È un meccanismo di difesa dell'ego che opera spesso inconsciamente. Il risultato però è devastante: invece di rafforzare il fronte comune, si apre una frattura proprio nel momento in cui la causa ha più bisogno di unità.


La trappola del perfezionismo

Il secondo meccanismo è intellettuale: la ricerca della soluzione perfetta come nemico della soluzione possibile.

Alcuni dei critici al DDL Cieli Blu sollevano obiezioni tecniche e giuridiche genuine — alcune più fondate, altre meno. Ma il punto non è la perfezione formale di un testo di legge. Il punto è che una legge imperfetta che esiste vale infinitamente più di una legge perfetta che non vedrà mai la luce.

La storia ci insegna che ogni grande conquista legislativa è stata il risultato di compromessi, aggiustamenti, imperfezioni accettate in nome del progresso. Chi aspetta la condizione ideale per agire, in realtà non agisce mai.

Il cittadino comune che firma il DDL Cieli Blu non sta approvando un trattato internazionale. Sta mandando un segnale politico preciso e inequivocabile: vogliamo che il Parlamento si occupi di questo.


Il complotto nel complotto

Il terzo meccanismo è il più insidioso: la teoria del complotto applicata a chi denuncia i complotti.

Alcuni critici suggeriscono che il DDL Cieli Blu sia uno strumento di raccolta dati elettorali, una manovra politica, una trappola per ingenui. È una posizione che suona sofisticata e smaliziata — ma che in realtà produce un effetto preciso: la paralisi dell'azione.

Se ogni iniziativa concreta viene sospettata di essere una trappola, se ogni proposta viene smontata cercando il retroscena oscuro, il risultato è uno solo: non si fa nulla. E il nulla fa comodo solo a chi ha interesse che le cose rimangano come sono.

C'è una differenza fondamentale tra pensiero critico e cinismo paralizzante. Il primo analizza, distingue e propone alternative. Il secondo demolisce senza costruire nulla al suo posto.


L'ego e la visibilità

Il quarto meccanismo riguarda un aspetto che nell'era dei social media è diventato determinante: la visibilità come fine in sé.

In un ecosistema digitale dove l'attenzione è la valuta principale, la provocazione paga più della collaborazione. Criticare un movimento che raccoglie consenso garantisce visibilità immediata. Supportarlo, invece, significa condividere il palcoscenico.

Questo non significa che tutte le critiche siano opportunismo. Ma significa che dobbiamo imparare a distinguere chi critica per migliorare e chi critica per esistere.


Cosa ci dice tutto questo su di noi

Queste dinamiche non riguardano solo il DDL Cieli Blu. Ci parlano di qualcosa di più profondo: la difficoltà dell'essere umano a mantenere la rotta quando la posta in gioco diventa alta.

Quando una causa rimane marginale, è facile essere compatti. Quando inizia a diventare reale — quando le firme crescono, quando i parlamentari iniziano ad ascoltare, quando i media ne parlano — entrano in gioco interessi, ambizioni, paure. Ed è lì che molti cedono.

La maturità politica e civile si misura esattamente in quel momento: nella capacità di mettere la causa davanti all'ego, il risultato davanti alla perfezione, l'azione davanti al sospetto.


Perché vale comunque la pena firmare

A chi non conosce ancora il problema diciamo: i nostri cieli meritano attenzione e tutela. La geoingegneria non è fantascienza — è documentata, discussa nelle sedi istituzionali internazionali e riconosciuta da trattati che l'Italia ha già sottoscritto. Il DDL Cieli Blu chiede semplicemente che il nostro Parlamento prenda posizione.

A chi ha un'opinione contrastata diciamo: il dubbio è legittimo, ma l'inerzia no. Se anche solo una parte delle preoccupazioni sulla salute e sull'ambiente fosse fondata, il costo dell'inazione sarebbe incomparabilmente più alto del costo di una legge imperfetta.

A chi è contrario diciamo: non vi chiediamo di credere a tutto. Vi chiediamo di credere che i cittadini hanno il diritto di chiedere trasparenza su ciò che accade nei cieli sopra le loro teste. Questo è il cuore del DDL Cieli Blu. Nient'altro.


Conclusione

I movimenti che cambiano la storia non sono mai stati perfetti. Erano però uniti attorno a un obiettivo chiaro.

Il DDL Cieli Blu ha oggi oltre 43.578  firme e l'87% del quorum. Non è il risultato di una manovra politica — è il risultato di migliaia di cittadini comuni che hanno deciso che il loro cielo vale una firma.

Le divisioni interne fanno parte del percorso. Ma non devono fermarlo.

Firma ora su cieliblu.it — ogni voto conta.

Elaborazione: Radio Idea

sabato 4 luglio 2026

Pronto Soccorso: tra barelle e attese infinite. La battaglia per il diritto alla salute.



Le associazioni AsLimItaly e ALI APS lanciano un appello alle istituzioni per affrontare le criticità che stanno compromettendo il diritto alla salute di milioni di cittadini.

Negli ultimi dieci anni il sistema sanitario italiano ha attraversato una progressiva fase di indebolimento che oggi appare sempre più evidente agli occhi di cittadini, operatori sanitari e associazioni impegnate nella tutela dei diritti dei pazienti. Una situazione che, secondo le associazioni AsLimItaly e ALI APS, richiede interventi immediati e un confronto concreto con le istituzioni competenti.

Le due realtà associative chiedono la convocazione di un tavolo di confronto permanente finalizzato ad analizzare le principali criticità della sanità pubblica e a individuare soluzioni efficaci per garantire un'assistenza dignitosa agli ammalati, alle persone con disabilità e a tutti coloro che convivono con patologie gravi e croniche.

L'emergenza è sotto gli occhi di tutti. Ambulanze bloccate per ore davanti agli ospedali, Pronto Soccorso sovraffollati, corridoi occupati da barelle e personale sanitario costretto a lavorare in condizioni di forte stress rappresentano ormai una realtà quotidiana in numerose strutture del Paese.

Il Pronto Soccorso è diventato il simbolo più evidente della crisi che investe la sanità pubblica italiana. Tra le principali cause vi è il fenomeno del boarding, ovvero la permanenza prolungata dei pazienti già visitati e diagnosticati nelle aree di emergenza a causa della mancanza di posti letto disponibili nei reparti ospedalieri. Tale situazione genera un effetto domino che rallenta l'intero sistema e compromette la tempestività delle cure.

A questo si aggiunge la persistente debolezza della medicina territoriale. La carenza di servizi di prossimità e di strutture adeguatamente organizzate porta infatti migliaia di cittadini a rivolgersi ai Pronto Soccorso anche per problematiche non urgenti, aggravando ulteriormente il sovraffollamento e aumentando i tempi di attesa.

Secondo le associazioni presiedute dal dr. Alessandro Fucci, il momento impone una profonda revisione organizzativa capace di coniugare efficienza, sostenibilità e tutela della persona. Diverse soluzioni sono già state individuate da esperti e operatori del settore e potrebbero contribuire a migliorare significativamente la gestione dei flussi ospedalieri.

Tra queste vi è il potenziamento del Bed Management, un sistema di coordinamento finalizzato al monitoraggio costante dei posti letto disponibili, utile a velocizzare i ricoveri e a ridurre la permanenza impropria dei pazienti nei Pronto Soccorso.

Particolarmente rilevante appare anche l'introduzione diffusa dei percorsi Fast Track, che consentono ai pazienti con specifiche necessità specialistiche, come ad esempio quelle ortopediche, di essere indirizzati direttamente ai reparti competenti senza gravare sulle aree di emergenza.

Un ruolo centrale dovrebbe inoltre essere attribuito al rafforzamento della medicina territoriale attraverso Case della Comunità realmente operative e accessibili, capaci di garantire assistenza continuativa e di intercettare i casi a bassa complessità clinica prima che confluiscano negli ospedali.

Per AsLimItaly e ALI APS il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione italiana, non può essere compromesso da carenze organizzative, strutturali o di personale.

La crisi della sanità non riguarda soltanto gli addetti ai lavori: riguarda ogni cittadino. Per questo motivo, oggi più che mai, è necessario trasformare le criticità in un'opportunità di riforma, mettendo al centro le persone e il loro diritto a ricevere cure tempestive, appropriate e accessibili.

domenica 22 marzo 2026

IL CIELO SOPRA DI NOI: Manipolazione Climatica, Salute e Sovranità

Resoconto integrale del convegno sulla Geoingegneria: tra denunce scientifiche e azioni legali

Il silenzio delle istituzioni si è scontrato con la determinazione di una platea gremita e di un tavolo di relatori che ha deciso di affrontare uno dei temi più controversi del nostro tempo: la geoingegneria. Oltre 140 minuti di interventi hanno delineato un quadro in cui la protezione del clima sembra diventare il paravento per una trasformazione radicale dei nostri ecosistemi e della nostra stessa biologia.

1. La Trappola delle Politiche Europee: L’intervento di Francesca Donato

Avv. FrancescaDonato
L'Onorevole Francesca Donato, intervistata ultimamente dal nostro collaboratore ing. Mario Di Gregorio, (https://news.radioidea.it/) ha aperto il dibattito con un'analisi politica affilata, puntando il dito contro i finanziamenti milionari dell'Unione Europea.

"L’idea che l'uomo si metta a decidere di calibrare a suo piacimento le radiazioni solari è veramente folle. C’è la teoria del 'butterfly effect': un intervento localizzato può causare disastri imprevedibili dall'altra parte del mondo."

La Donato ha denunciato come programmi come Horizon Europe e il progetto LIFE stiano normalizzando la gestione artificiale del clima, sottraendo il potere decisionale ai cittadini per consegnarlo a una tecnocrazia che ignora deliberatamente il principio di precauzione.

2. La Battaglia Legale: L’Avvocato Frida Chialastri e il Diritto negato

Avv. Frida Chialastri

Un momento cruciale è stato l’intervento dell’Avvocato Frida Chialastri, che prossimamente avremo ai nostri microfoni con una intervista esclusiva, ha spiegato come la cittadinanza sia attualmente "disarmata" di fronte a fenomeni atmosferici anomali. La Chialastri ha evidenziato il paradosso di una giustizia che fatica a indagare su ciò che accade nei nostri cieli a causa di accordi internazionali opachi.

"Dobbiamo essere tutti a fare la nostra parte, a prestare piedi e pretendere risposte, pretendere l'intervento della politica. Non è più tempo di delegare."

L'avvocato ha sottolineato che il diritto alla salute e alla proprietà privata (terreni agricoli inquinati da ricadute chimiche) viene sistematicamente calpestato da protocolli che classificano come "sicurezza nazionale" attività che hanno un impatto diretto sulla vita quotidiana.

3. Nanopatologie e Documenti Ufficiali: Il grido della Dott.ssa Gatti

Dr. Antonietta Gatti 

La Dottoressa Antonietta Gatti ha portato prove scientifiche sulla tossicità dei metalli pesanti legati alla geoingegneria, in particolare l'alluminio. Ha citato i dati dell'EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) che ha dovuto ammettere i legami tra esposizione all'alluminio e malattie neurodegenerative.

 

"Ciò che non ci raccontano sono gli effetti avversi dell'alluminio su testicoli, embrioni e sistema nervoso. Queste nanoparticelle hanno il compito di 'caramellare' la nostra aria, ma a grossa concentrazione possono dare danni al DNA."

Mar. Roberto Nuzzo

 


In questo contesto, è stato fondamentale il ringraziamento pubblico al nostro collaboratore, il Maresciallo Nuzzo, descritto come la fonte chiave per l'accesso a documenti ufficiali che provano l'esistenza di accordi bilaterali (come quello tra Berlusconi e Bush del 2002) che stanziarono fondi ingenti per la "sperimentazione climatica" in Italia.


4. La Scienza in Guerra: Il Monito di Pier Giorgio Spaggiari

Prof. Piergiorgio Spaggiari
Il Professor Pier Giorgio Spaggiari, fisico e medico, ha alzato il tono del dibattito parlando di una vera e propria guerra antropologica.

"Siamo in guerra, onorevole. E non alludo a quella che si vede in TV. Si vuole limitare l'affollamento incredibile di questa Terra, che dicono non possa alimentare 8 miliardi di persone. Questo è il tema."

Spaggiari ha espresso il dolore di un uomo di scienza che vede la ricerca piegata a scopi di controllo sociale, dove il clima diventa un'arma per influenzare la produzione agricola e, di conseguenza, la sopravvivenza stessa delle popolazioni. Ha citato anche le tensioni geopolitiche globali, dalla Cina a Israele, come tessere di un unico mosaico di dominio tecnologico.

5. L'arma del Popolo: La Legge di Iniziativa Popolare

Il cuore dell'evento è stata la presentazione della Proposta di Legge di Iniziativa Popolare contro la Geoingegneria. Non solo una protesta, ma un atto legislativo concreto che chiede:

  • Il divieto assoluto di attività di irrorazione atmosferica non autorizzate e di manipolazione solare (SRM).
  • Trasparenza totale sugli accordi militari e civili riguardanti il meteo.
  • Monitoraggio indipendente: la creazione di laboratori cittadini per l'analisi delle acque e dei suoli, slegati dai finanziamenti governativi.

I relatori hanno esortato i presenti a raccogliere le firme, definendo la proposta di legge come "l'ultima trincea" per ristabilire la sovranità nazionale e la protezione della salute pubblica.

Conclusione

Il convegno si è chiuso con un'immagine potente: quella di una cittadinanza che smette di guardare il cielo con rassegnazione e inizia a guardare le istituzioni con pretesa di verità. Tra la denuncia scientifica della Dott.ssa Gatti e la strategia legale dell'Avv. Chialastri, emerge un movimento che non accetta più la "mitigazione del clima" come scusa per l'avvelenamento globale.

"La nostra libertà passa per la conoscenza di ciò che respiriamo. Firmare questa legge significa riprenderci l'aria, la terra e il futuro dei nostri figli."

Video completo della conferenza.

mercoledì 4 marzo 2026

Presso la Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, l’evento del Lions Club “Longevità – Un ruolo nuovo nella società di domani”

Il Lions Club Ostuni Host e Unitre promuovono un momento di riflessione sul ruolo delle nuove generazioni della longevità nella comunità contemporanea

Si terrà giovedì 5 marzo 2026, alle ore 17.30, presso la Sala Convegni della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, il convegno dal titolo “Longevità – Un ruolo nuovo nella società di domani”, promosso dal Lions Club Ostuni Host in collaborazione con Unitre Ostuni.

Un’occasione di confronto e approfondimento su uno dei temi più rilevanti per le società contemporanee: il valore della longevità e il contributo che le generazioni più mature possono offrire alla costruzione del futuro.

L’incontro rappresenta un momento di riflessione dedicato al ruolo sociale, culturale e umano della longevità, con l’obiettivo di mettere in luce il contributo che l’esperienza e la partecipazione attiva delle generazioni più adulte possono offrire alla vita delle comunità.

L’appuntamento si aprirà con i saluti di Isabella Rapanà, presidente del Lions Club Ostuni Host. Seguirà la relazione del dott. Giovanni Argentieri, medico specialista in geriatria, che offrirà una lettura scientifica e sociale del tema della longevità, affiancata da testimonianze intergenerazionali capaci di arricchire il dibattito con esperienze concrete.

A concludere i lavori saranno Teresa Legrottaglie, presidente dell’Associazione Amici della Biblioteca Diocesana, e Milena D’Amore, presidente di Unitre Ostuni. Il dibattito sarà moderato da Angela Carparelli, del Lions Club Ostuni Host.

L’iniziativa si svolgerà presso la Sala Convegni della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, che ancora una volta mette a disposizione della comunità i propri spazi per iniziative culturali e sociali, confermando il proprio impegno nel sostenere momenti di dialogo e crescita civile sul territorio.

Il convegno rappresenta dunque un’opportunità per riflettere sul valore della longevità non solo come dato demografico, ma come risorsa sociale capace di generare relazioni, trasmettere esperienze e contribuire alla costruzione di una società più consapevole e inclusiva.


lunedì 23 febbraio 2026

“Respira Ostuni – Giornata per la Prevenzione delle Patologie Respiratorie”, presso la Banca di Credito Cooperativo una giornata dedicata alla prevenzione


La prima edizione dell’iniziativa promossa dalla U.O.C. di Pneumologia del Presidio Ospedaliero “Papa Francesco” e dalla Croce Rossa Italiana – Comitato di Ostuni ha offerto screening gratuiti e attività informative alla cittadinanza, confermando il valore della sinergia tra sanità, volontariato e istituzioni del territorio

Una giornata interamente dedicata alla salute, alla prevenzione e alla sensibilizzazione della comunità. Si è svolta domenica 22 febbraio 2026, presso la sede della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, la prima edizione di “Respira Ostuni – Giornata per la Prevenzione delle Patologie Respiratorie”, iniziativa promossa dalla U.O.C. di Pneumologia e Terapia Semi-Intensiva Respiratoria del Presidio Ospedaliero “Papa Francesco” di Ostuni, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana – Comitato di Ostuni e con il patrocinio delle istituzioni sanitarie territoriali.

Dalle ore 9.00 alle ore 17.00, centinaia di cittadini hanno potuto usufruire gratuitamente di screening spirometrici, ecografie pleuro-polmonari e attività informative, in un clima di partecipazione e attenzione diffusa verso i temi della salute respiratoria.

Ad aprire la giornata è stato il dott. Pietro Pierluigi Bracciale, primario dell’Unità Operativa di Pneumologia dell’Ospedale di Ostuni, che ha evidenziato il percorso di riqualificazione e crescita professionale intrapreso dal presidio sanitario. «La prevenzione e lo screening sono strumenti fondamentali. È importante non fumare, sottoporsi ai controlli e rivolgersi al medico curante, soprattutto per chi svolge lavorazioni a rischio, a contatto con fumi e gas tossici», ha sottolineato, rimarcando l’impegno e l’eccellenza del personale medico e paramedico del reparto.

Il valore della prevenzione come cultura diffusa è stato ribadito anche dal presidente della Croce Rossa Italiana – Comitato di Ostuni, Gianluca Petraroli, che ha ricordato come l’associazione operi quotidianamente nella formazione al primo soccorso, nell’assistenza sanitaria e nelle attività di protezione civile, promuovendo corretti stili di vita e benessere sul territorio.

Alla giornata hanno preso parte anche rappresentanti del mondo scolastico, tra cui Saverio Ciraci e Rosanna Marzio, che hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra scuola e sanità nella promozione della salute tra i giovani, attraverso progetti biomedici e percorsi di educazione a corretti stili di vita.

Presente anche l’assessore ai Lavori Pubblici Angelo Brescia, che ha ricordato il ruolo determinante del reparto di Pneumologia e dell’intero Ospedale di Ostuni durante l’emergenza Covid, evidenziandone l’eccellenza e il contributo offerto non solo alla città, ma all’intera provincia e alla regione Puglia.

In questo contesto, la scelta della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni di ospitare l’iniziativa assume un significato che va oltre la mera disponibilità degli spazi. La BCC si conferma banca di comunità, attenta a sostenere progetti legati al benessere collettivo e alla prevenzione sanitaria, riconoscendo nella tutela della salute un elemento centrale per lo sviluppo sociale del territorio.

“Prendersi cura del respiro è prendersi cura della salute”: il messaggio che ha accompagnato la giornata sintetizza lo spirito dell’iniziativa, che ha visto convergere sanità pubblica, volontariato, istituzioni e banca cooperativa in un’azione condivisa a beneficio della cittadinanza.

La prima edizione di “Respira Ostuni” si chiude così con un bilancio positivo, ponendo le basi per future iniziative dedicate alla prevenzione e confermando la forza della collaborazione tra realtà territoriali impegnate nella promozione del benessere della comunità.