mercoledì 21 gennaio 2026

U.N.U.C.I. Brindisi, il Gen. Luigi Del Vecchio nuovo Vice Presidente provinciale

Rinnovato il direttivo dell’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo: esperienza operativa, senso delle istituzioni e impegno civile al centro della nuova governance

Il Generale di Brigata Luigi Del Vecchio è stato nominato Vice Presidente Provinciale dell’U.N.U.C.I. – Unione Nazionale Ufficiali in Congedo, Sezione di Brindisi. La designazione è maturata a seguito del rinnovo degli organi direttivi dell’associazione, che a livello nazionale riunisce oltre 23.000 ufficiali in congedo delle Forze Armate e delle Forze di Polizia.

Alla guida della sezione brindisina è stato riconfermato per il secondo mandato l’Avv. Gianni Convertini, già Ufficiale dei Carabinieri. Il nuovo Direttivo vede inoltre la presenza dei già Capitani Bonaventura Tanzarella, Domenico Franciosa, Francesco Lisco e Mino Leone, chiamati a collaborare nel nuovo corso associativo.

La nomina di Del Vecchio valorizza un profilo professionale di assoluto rilievo. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria, è Accademico Ordinario dell’Accademia Tiberina di Roma, storica istituzione fondata nel 1813. In quarant’anni di servizio nella Guardia di Finanza ha ricoperto incarichi di comando in aree ad alta densità criminale come Puglia, Calabria e Campania, distinguendosi anche per l’attività svolta in seno alla Direzione Investigativa Antimafia. Per il percorso professionale è stato insignito della Medaglia Mauriziana al merito per dieci lustri di carriera militare.

Accanto all’attività istituzionale, Del Vecchio è impegnato da tempo nel tessuto associativo e sociale. È componente del Rotary Club Ostuni, dove ricopre incarichi direttivi, socio dell’International Police Association – VIII Delegazione dei Castelli Romani – e dell’A.N.F.I. Ostuni, mantenendo un forte legame con il territorio.

Parallelamente, Del Vecchio ha sviluppato un riconosciuto percorso letterario. Autore di thriller ambientati a Ostuni, è attualmente impegnato nel tour nazionale di presentazione del romanzo “Ostuni. Non mi cercare più…”, edito da Viola Editrice, che segue il successo dell’opera d’esordio “Ostuni. Un’insospettabile presenza”.

«L’U.N.U.C.I. è una comunità di valori, memoria e responsabilità», «un luogo in cui l’esperienza maturata negli anni può continuare a essere messa al servizio della collettività», ha evidenziato Del Vecchio, sottolineando il significato dell’incarico ricevuto.

martedì 20 gennaio 2026

Presso la Banca di Credito Cooperativo di Ostuni un incontro su “Economia e Pace – Impresa Sostenibile”

 La Sala Convegni della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni ospiterà, il 21 gennaio, un appuntamento promosso assieme a Federcasse e Progetto Policoro per approfondire il valore dell’impresa sostenibile e il ruolo delle comunità nei tempi complessi della contemporaneità

Mercoledì 21 gennaio 2026, alle ore 17:00, la Sala Convegni della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, in Largo Monsignor Italo Pignatelli 2, ospiterà l’incontro aperto al pubblico, dal titolo “Economia e Pace – Impresa sostenibile”, ideato e promosso dall’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni.

L’appuntamento, nasce dalla volontà di promuovere una riflessione ampia e condivisa sui temi dell’economia civile, della pace e della responsabilità sociale, ponendo al centro la dignità della persona, il lavoro e il ruolo delle comunità nei contesti di crescente complessità sociale ed economica.

L’iniziativa rappresenta un momento di confronto rivolto a istituzioni, imprese, giovani e comunità, con l’obiettivo di approfondire il valore dell’impresa sostenibile come strumento capace di generare non solo crescita economica, ma anche coesione sociale, inclusione e sviluppo umano dei territori.

In questo quadro si inserisce il Progetto Policoro Brindisi-Ostuni, promosso dalla Chiesa italiana per accompagnare i giovani nella costruzione di percorsi di lavoro dignitoso e di imprenditorialità responsabile, attraverso l’animazione di comunità, il sostegno alle idee imprenditoriali e la promozione di reti territoriali, con particolare attenzione all’economia sociale e al protagonismo giovanile.

In tale contesto si colloca anche la convenzione per il microcredito stipulata tra l’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni e la Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, nata all’interno del Progetto Policoro e finalizzata a sostenere l’imprenditoria giovanile, consentendo ai giovani di accedere a strumenti concreti per l’avvio di una propria attività grazie anche a un fondo di garanzia messo a disposizione dall’Arcidiocesi, favorendo percorsi di autonomia lavorativa e sviluppo responsabile in coerenza con i principi dell’economia civile e solidale.

Il programma dell’incontro prevede i saluti introduttivi del Dott. Francesco Mario Zaccaria, Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni. Seguiranno gli interventi di:

·       Avv. Augusto dell’Erba, Presidente di Federcasse;

·       Dott. Sergio Gatti, Direttore Generale di Federcasse, membro del Comitato Scientifico Organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici in Italia e tra i fondatori della Scuola di Economia Civile;

·       Erika Basile, Animatrice di Comunità del Progetto Policoro Brindisi-Ostuni.

Le conclusioni saranno affidate a S.E. Rev.ma Mons. Giovanni Intini, Arcivescovo di Brindisi-Ostuni.

L’incontro del 21 gennaio si inserisce nel più ampio impegno dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, del Progetto Policoro e della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni nel promuovere una cultura economica centrata sulla persona, sull’inclusione, sulla pace e sulla responsabilità condivisa, valorizzando il ruolo delle comunità locali come protagoniste dei processi di sviluppo e di coesione sociale.




domenica 18 gennaio 2026

Il nostro modo di fare informazione: pluralità di voci, pensiero critico e libertà di giudizio.


Come ci muoviamo nell’informazione

I nostri spazi online non sono semplici raccoglitori di notizie, ma piattaforme pensate per stimolare il pensiero critico, per offrire materiali, opinioni e analisi che aprano a ulteriori riflessioni da parte di chi ci segue. Non diciamo “noi abbiamo ragione”, né pretendiamo di offrire verità assolute: riportiamo e selezioniamo argomenti, contributi e interpretazioni di altri autorevoli opinionisti, esperti, giornalisti e realtà culturali, perché riteniamo che meritino di essere ascoltati e messi in discussione.

La nostra è un’informazione di stimolo e confronto, non di imposizione. Il lettore non trova qui una linea di partito, ma spunti da cui partire per formarsi un proprio giudizio.

Ecco come abbiamo pensato i nostri principali portali:

https://www.ideanews.org è la nostra testata giornalistica più ampia e generica. Qui si pubblicano articoli di attualità, approfondimenti su eventi, cultura, società, reportage, cronache e temi di respiro civico. Si tratta di contenuti redatti o curati dalla redazione di IdeaNews con uno sguardo sul contesto sociale e culturale più vasto, spesso con riferimenti e contributi di esperti o organizzazioni coinvolte nelle varie tematiche trattate.

https://news.radioidea.it è concepito come notiziario quotidiano dove si pubblicano fatti, eventi, conferenze e aggiornamenti di varia natura relativi al territorio e alla comunità, con uno stile che facilita la lettura rapida e diretta delle informazioni. È pensato per chi vuole restare aggiornato sulle novità senza filtri inutilmente complicati.

https://www.radioeditori.it è uno spazio che funge da megafono per voci esterne e contributi di altri autori. Si legge analisi su questioni internazionali, geopolitica, economia, società, con scelte editoriali che privilegiano la pluralità di visioni e la messa in discussione delle narrazioni convenzionali. In pratica, qui trovano spazio contributi selezionati di altri autori che possono arricchire il dibattito pubblico.

In tutti e tre i portali non rivendichiamo certezze, ma piuttosto offriamo materiale e prospettive da cui partire. Il nostro obiettivo è quello di mettere in dialogo fatti, interpretazioni e punti di vista, lasciando al lettore la responsabilità e la libertà di formare il proprio giudizio critico. Questo approccio riflette la convinzione che la comunicazione sana non debba chiudere le domande ma aprirle.

Per completezza, ricordiamo che l’ecosistema informativo e culturale che ruota attorno alla nostra comunità comprende anche altri spazi complementari:

• il sito https://www.disconovita.it dedicato alla musica e agli spettacoli del Disconovità;
https://www.airplay.it il portale del circuito radiofonico omonimo;
https://www.festivalcanzoneitaliana.com progetto culturale dedicato alla musica italiana, agli autori e agli interpreti, con particolare attenzione alle produzioni e ai percorsi artistici indipendenti;
• e naturalmente https://www.radioidea.it dove si puo' ascoltare la diretta radiofonica e i podcast con programmi, musica e approfondimenti settimanali.

In sintesi: non siamo qui per dire “come stanno le cose”; siamo qui per chiedere “come possiamo capirle meglio”, condividendo idee, analisi, punti di vista rispettosi e argomentati.

Archimede, Leonardo e le conoscenze fuori tempo: quando la storia non segue una linea retta


La storia ufficiale ama raccontarsi come un percorso ordinato: dall’ignoranza alla conoscenza, dal passato al progresso tecnologico. Eppure, osservando alcune figure chiave del pensiero umano, questa narrazione lineare inizia a mostrare crepe evidenti. Esistono momenti in cui il sapere sembra anticipare il proprio tempo, per poi arrestarsi, scomparire o essere riscoperto secoli dopo.

Uno degli esempi piu’ noti e’ quello di Archimede e del presunto “raggio di fuoco”, una tecnologia attribuita al matematico siracusano durante l’assedio romano di Siracusa nel III secolo a.C. Secondo fonti successive, superfici riflettenti avrebbero concentrato la luce solare fino a incendiare le navi nemiche. Le testimonianze dirette dell’epoca non lo confermano, ma la leggenda ha continuato a riemergere nel tempo, alimentata dal fatto che Archimede possedeva conoscenze di ottica, geometria e meccanica straordinariamente avanzate.

Al di la’ dell’effettivo utilizzo militare, il caso di Archimede pone una questione piu’ ampia: quanto erano evolute alcune competenze scientifiche nel mondo antico? Non si tratta di un’eccezione isolata.

Un esempio emblematico e’ Erone di Alessandria, vissuto nel I secolo d.C., spesso dimenticato nei manuali scolastici. Nei suoi scritti descrive la eolipila, considerata una proto–macchina a vapore, ma anche porte automatiche, meccanismi programmabili, sistemi pneumatici e idraulici complessi. Non si trattava di curiosita’ teoriche o giocattoli da laboratorio, ma di applicazioni pratiche di fisica e ingegneria. La domanda, dunque, non e’ “perche’ non ci sono arrivati prima”, ma “perche’ non si e’ proseguito”.

A distanza di quasi duemila anni, un’altra figura continua a creare disagio nella ricostruzione tradizionale del progresso: Leonardo da Vinci. Nei suoi taccuini compaiono studi sull’aerodinamica, macchine volanti, sistemi idraulici, veicoli corazzati e progetti che anticipano di secoli la tecnologia moderna. Molti di questi non furono realizzati non per errori concettuali, ma per limiti materiali, tecnici ed economici del suo tempo. Leonardo non fu un visionario isolato, ma un punto di raccordo tra saperi antichi e intuizioni moderne rimaste senza una continuita’ operativa.

La storia del sapere, infatti, non procede in modo continuo. Fratture politiche, sociali e culturali hanno interrotto la trasmissione di intere conoscenze, come dimostrano la perdita dei grandi centri di studio dell’antichita’ o il collasso delle strutture educative dopo la fine dell’Impero romano. Quando queste strutture vengono meno, il sapere non evolve: si spegne.

In questo contesto, la leggenda del raggio di Archimede assume un valore simbolico piu’ che bellico. Indica un livello di comprensione della natura difficile da collocare nella cronologia scolastica del progresso. Lo stesso vale per Leonardo, le cui intuizioni risultarono troppo avanzate per un’epoca incapace di svilupparle pienamente.


Negli ultimi decenni, a questa riflessione si e’ aggiunta un’altra suggestione: l’idea che in antichita’ esistessero strumenti capaci di tagliare o dividere blocchi di pietra attraverso “raggi” o energie dirette. Su questo punto e’ necessario essere chiari: non esiste alcuna fonte antica che parli di un dispositivo in grado di tagliare la pietra come un laser. Ne’ Archimede, ne’ Erone, ne’ Vitruvio descrivono strumenti capaci di sezionare megaliti o fondere materiali duri con un fascio diretto.

Da dove nasce allora questa idea? Dalla combinazione di tre elementi reali, spesso mescolati in modo improprio. Da un lato, le lavorazioni megalitiche impressionanti presenti in luoghi come Egitto, Peru’, Baalbek o Anatolia, caratterizzate da tagli precisi, superfici lisce e giunzioni millimetriche. Dall’altro, le conoscenze antiche su suono, vibrazione e risonanza: Erone e Ctesibio studiavano pneumatica, pressione e acustica come forze fisiche reali. Oggi sappiamo che vibrazioni e ultrasuoni possono indebolire i materiali e facilitare le fratture, ma facilitare non significa sezionare come un laser.

A pesare, spesso, e’ la retroproiezione moderna: osserviamo il passato con categorie tecnologiche contemporanee e attribuiamo agli antichi strumenti e intenzioni che non potevano avere. Questo errore di prospettiva alimenta miti piu’ che chiarire i fatti.

Le ricerche archeologiche indicano che la pietra veniva lavorata con seghe, sabbia abrasiva, rame, quarzo e acqua, attraverso tempi lunghissimi e una forza lavoro enorme. Una spiegazione meno spettacolare, ma solida, documentata e verificabile.

La questione, tuttavia, non scompare. Non per l’esistenza di armi segrete perdute, ma per l’evidenza di competenze matematiche, tecniche e materiali molto piu’ raffinate di quanto si sia disposti a riconoscere. Non un raggio misterioso, dunque, ma una cultura tecnica avanzata, oggi sottovalutata.

La vera questione non e’ stabilire se Archimede incendio’ navi con il Sole o se esistesse un raggio capace di tagliare la pietra. Il punto centrale e’ un altro: quante conoscenze sono state archiviate come mito perche’ prive di continuita’, non replicabili o troppo in anticipo sui tempi?

Archimede, Erone e Leonardo non sono miracoli isolati. Sono picchi di una conoscenza che non ha avuto seguito. Il vero mistero non e’ una tecnologia segreta perduta, ma quanto sapere pratico e’ andato perso semplicemente perche’ non e’ stato trasmesso.

venerdì 16 gennaio 2026

Venerdì 16 gennaio 2026, a Velletri, Luigi Del Vecchio presenta “Ostuni. Non mi cercare più…” in un incontro dedicato al tema dell’usura e della legalità

Un appuntamento di rilievo culturale e civile che, a partire dalla letteratura, apre una riflessione ampia e condivisa sul fenomeno dell’usura, sul ruolo delle istituzioni, sulla tutela delle comunità e sul senso della responsabilità collettiva

Venerdì 16 gennaio 2026, alle ore 17.00, a Velletri, presso la Concessionaria BMW SuperAuto T, in via dei Volsci 55, si terrà la presentazione del thriller “Ostuni. Non mi cercare più…”, di Luigi Del Vecchio, edito da Viola Editrice. L’ultima fatica letteraria dell’autore sarà protagonista di un appuntamento di particolare rilievo culturale e civile, dedicato al tema della legalità e del contrasto all’usura, a partire dalla letteratura come strumento di consapevolezza e responsabilità collettiva.

L’incontro non si limiterà alla dimensione narrativa dell’opera, ma si aprirà a un confronto più ampio sul fenomeno dell’usura, sulle sue implicazioni sociali ed economiche e sul ruolo delle istituzioni nel prevenire e contrastare una piaga che continua a colpire famiglie e imprese. Un dialogo che affonda le radici nell’esperienza professionale e umana dell’autore, maturata in anni di servizio nel contrasto all’illegalità economico-finanziaria.

Dopo i saluti istituzionali di Saverio Capolupo, già Comandante Generale della Guardia di Finanza, e di Paolo Cianci, Presidente dell’VIII Delegazione Lazio dell’International Police Association, l’incontro sarà moderato da Chiara Ercoli, Vice Sindaco del Comune di Velletri. Un appuntamento che ha un valore in grado di andare oltre alla classica presentazione editoriale, configurandolo come momento pubblico di riflessione e sensibilizzazione.

Il libro

“Ostuni. Non mi cercare più…”, edito da Viola Editrice, è il secondo capitolo della saga thriller ambientata nella città di Ostuni. Al centro del romanzo torna il Commissario Vito Berlingieri, chiamato ad affrontare un nuovo e inatteso riemergere del male dopo i drammatici fatti che avevano segnato la città. In un contesto che sembra aver ritrovato un fragile equilibrio, un elemento imprevisto incrina la quiete e riapre interrogativi rimasti sospesi, costringendo il protagonista a confrontarsi ancora una volta con il peso della memoria, con le zone d’ombra della realtà e con la sottile linea che separa normalità e disgregazione.

L’autore

Luigi Del Vecchio, Generale della Guardia di Finanza in congedo, ha costruito un percorso professionale segnato dal contrasto all’illegalità economica e dalla formazione giuridica e investigativa. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria, è consulente tecnico d’ufficio presso diverse Procure. Accanto all’attività professionale, svolge un intenso impegno culturale e sociale, convinto che la narrazione possa diventare strumento di conoscenza, prevenzione e responsabilità civile.

La presentazione di Velletri si inserisce nel percorso di diffusione delle opere di Luigi Del Vecchio, un itinerario culturale che intreccia territorio, legalità e memoria, restituendo al pubblico l’incontro con una voce autoriale consapevole, capace di coniugare rigore professionale, profondità umana e immaginazione narrativa, e di aprire uno spazio di riflessione su temi che toccano il cuore della vita civile.

giovedì 15 gennaio 2026

Premio Legalità 2026, Carditello laboratorio di responsabilità pubblica

Il Centro Studi Mameli riunisce alla Real Tenuta di Carditello magistratura, forze armate ed esponenti istituzionali per riaffermare una visione della legalità fondata sull’etica del dovere, sulla coerenza dei comportamenti e sulla credibilità dello Stato nei confronti dei cittadini.

La Real Tenuta di Carditello ha ospitato l’edizione 2026 del Premio Legalità, promosso dal Centro Studi Mameli, confermandosi come uno dei luoghi simbolici in cui la riflessione sulla legalità assume una dimensione concreta e operativa. L’iniziativa ha proposto una lettura della legalità come processo vivo, che prende forma nel quotidiano esercizio delle funzioni pubbliche e nel rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità.

La cerimonia ha messo al centro l’idea che il rispetto delle regole non sia un atto formale, ma una responsabilità che si traduce in scelte, decisioni e comportamenti coerenti. In questo senso, il Premio si configura come strumento di valorizzazione dell’esempio, più che come riconoscimento celebrativo.

A imprimere autorevolezza e solennità all’evento è stata la madrina Loredana Lanna, la cui presenza ha rafforzato il legame tra società civile e istituzioni, richiamando il ruolo educativo della manifestazione. Attorno a questa cornice simbolica si è sviluppato un confronto di alto profilo sui temi della responsabilità civica e della buona amministrazione.

Tra le figure centrali dell’edizione 2026 si è distinto Michele Grillo, consigliere presso la Presidenza del Consiglio e segretario generale di APAMRI. Il suo contributo ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una governance fondata su trasparenza, prevenzione e capacità di dialogo tra istituzioni e cittadini, evidenziando come la legalità sia anche un fattore di stabilità democratica.

Di particolare rilievo anche la presenza del magistrato Nicola Graziano, Presidente nazionale di UNICEF Italia, premiato per un percorso che coniuga rigore giuridico e attenzione ai diritti fondamentali, offrendo una visione del diritto come strumento di tutela delle persone. Accanto a lui, Laura Mazza ha contribuito ad arricchire il profilo istituzionale e culturale dell’iniziativa.

Il riconoscimento è stato assegnato a esponenti di primo piano della Magistratura e delle Forze Armate, indicati come interpreti credibili di uno Stato chiamato ad affrontare sfide complesse senza arretrare sul terreno dei valori. Tra i premiati figurano il dott. Carlo Fucci, il Generale di Corpo d’Armata Rodolfo Sganga, il Generale Salvatore D’Arpa, il Colonnello Biagio Chiariello e il Colonnello Gaetano Farina.

Il confronto è stato ulteriormente arricchito dagli interventi del dott. Enrico Quaranta, della magistrata Ilaria Grimaldi e del dott. Lucio Di Nosse, che hanno offerto chiavi di lettura puntuali sul contrasto alla criminalità e sulla trasparenza amministrativa come pilastri dello Stato di diritto.

Accompagnata dalle esecuzioni della Banda Musicale della Polizia Penitenziaria, la giornata si è chiusa riaffermando un messaggio chiaro: la legalità si consolida quando le istituzioni sanno essere credibili attraverso l’esempio. In questo senso, Carditello ha confermato il proprio ruolo di spazio civico, capace di ospitare una riflessione matura sul presente e sul futuro della responsabilità pubblica.

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