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sabato 18 luglio 2026

Luigi Del Vecchio torna all’Ombre Festival di Viterbo: il Generale scrittore ostunese tra i protagonisti della VII edizione

Dopo il successo del 2024, l’autore di “Ostuni. Non mi cercare più…” sarà nuovamente ospite della prestigiosa rassegna nazionale. Prosegue un’estate ricca di appuntamenti tra letteratura, teatro, televisione e impegno sociale.

Continua senza soste il tour nazionale dello scrittore Luigi Del Vecchio, che il prossimo 21 luglio, alle ore 21.15, sarà tra i protagonisti della VII edizione dell’Ombre Festival di Viterbo, una delle manifestazioni culturali più autorevoli del panorama italiano.

Nella suggestiva cornice di Piazza della Repubblica, il Generale della Guardia di Finanza in congedo presenterà il libro “Ostuni. Non mi cercare più…”, edito da Viola Editrice, nell’incontro dal titolo “Il thriller tra indagine e cinema. Quando la realtà incontra la forza delle immagini”.

Ad affiancarlo sarà Adriano Giotti, regista e sceneggiatore. A dialogare con gli autori saranno Marina Bernini e Paolo Casini.

Per Luigi Del Vecchio si tratta di un gradito ritorno. Lo scrittore era già stato protagonista dell’Ombre Festival nel 2024, quando presentò il suo romanzo d’esordio “Ostuni. Un’insospettabile presenza”. La nuova partecipazione conferma il rapporto consolidato con una rassegna che, anno dopo anno, richiama alcuni tra i più importanti protagonisti della cultura, della magistratura, del giornalismo e dello spettacolo italiani e che nell’edizione 2026 dedicherà inoltre un ampio spazio alla figura di San Francesco, nel ricordo degli ottocento anni dalla sua morte, oltre ad ospitare personalità di primo piano, tra cui il Procuratore Nicola Gratteri.

L’appuntamento di Viterbo rappresenta una nuova tappa di un percorso letterario che continua a raccogliere consensi in tutta Italia. “Ostuni. Non mi cercare più…”, secondo capitolo della trilogia ambientata nella Città Bianca, sta attraversando l’intero Paese con un fitto calendario di presentazioni, confermando il crescente interesse del pubblico e degli operatori culturali verso la narrativa di Del Vecchio. Nelle prossime settimane il tour farà tappa anche a Baselice, in provincia di Benevento.

L’estate dell’autore è caratterizzata da un’intensa attività che va ben oltre la promozione editoriale. Negli ultimi mesi Del Vecchio è stato protagonista di diverse interviste televisive e radiofoniche, mentre parallelamente è impegnato anche in ambito teatrale con gli spettacoli “Femmina Infame. Il delitto di Emanuela Sansone” e “La casa di bambola”, esperienze che testimoniano la sua costante attenzione verso linguaggi espressivi differenti.

L'autore ha inoltre concluso, presso il Centro Regionale Audiolibro Puglia, la registrazione dell’audiolibro di “Ostuni. Non mi cercare più…”, prestando personalmente la propria voce alla lettura del romanzo. Il progetto, destinato ai ciechi e agli ipovedenti della Regione Puglia, consentirà a oltre 3.000 utenti di accedere gratuitamente all’opera, confermando la volontà dell’autore di rendere la cultura sempre più accessibile e inclusiva.

Il libro

"Ostuni. Non mi cercare più...", pubblicato da Viola Editrice, è un thriller che intreccia indagine investigativa e tensione psicologica, ambientato nella suggestiva cornice della Città Bianca. La trama si sviluppa attorno a un caso complesso, in cui nulla è come appare e ogni dettaglio può rivelarsi decisivo. Attraverso un ritmo narrativo incalzante, il romanzo accompagna il lettore tra segreti, relazioni ambigue e verità nascoste, mantenendo alta la suspense fino alle ultime pagine. Particolare attenzione è dedicata alla costruzione dei personaggi, delineati con profondità e realismo, e all'ambientazione, che diventa parte integrante della storia, contribuendo a creare un'atmosfera intensa e coinvolgente.

L’autore

Luigi Del Vecchio, Generale di Brigata della Guardia di Finanza in congedo, è laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria, Accademico Ordinario dell’Accademia Tiberina di Roma, Vice Presidente Provinciale dell'U.N.U.C.I (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d'Italia e autore dei thriller ambientati a Ostuni. Parallelamente all’attività letteraria, porta avanti un costante impegno culturale, teatrale e sociale, distinguendosi per iniziative dedicate all’inclusione, alla legalità e alla diffusione della cultura.

 

mercoledì 8 luglio 2026

Il grande cinema accende la Puglia: al via il Generation Film Fest 2026. Sul red carpet Anna Galiena, Edoardo Winspeare, Donatella Finocchiaro e un parterre di stelle.

Dal 10 al 12 luglio Oria diventa capitale del cinema tra red carpet, masterclass e grandi protagonisti del panorama nazionale e internazionale, tra cultura, inclusione e valorizzazione del territorio.


Ci sono storie che emozionano. Storie che fanno riflettere. Storie che cambiano il nostro modo di guardare il mondo. È da questa profonda convinzione che prende vita la quinta edizione del Generation Film Fest, in programma a Oria dal 10 al 12 luglio 2026, tra Palazzo Martini e il Chiostro Parco Montalbano.

Per tre giorni consecutivi, il festival trasformerà il territorio pugliese in un magnetico crocevia tra cinema, cultura e impegno sociale, dimostrando come il grande schermo possa diventare uno strumento di dialogo, confronto e condivisione autentica.

Ideato e guidato dall’energia della direttrice artistica Nadia Carbone, il Generation Film Fest cresce anno dopo anno, consolidandosi come uno degli appuntamenti culturali più significativi e attesi dell’estate pugliese. Una rassegna capace di evolversi, ampliare il proprio respiro e coinvolgere sempre più pubblico, professionisti e realtà del territorio, mantenendo al centro una visione chiara: fare del cinema un’esperienza viva, partecipata e accessibile.

Un appuntamento ormai consolidato dell’estate culturale pugliese, capace di unire cinema, formazione, inclusione e valorizzazione del territorio, con un programma ricco di proiezioni, talk, masterclass, press corner e incontri con protagonisti del panorama cinematografico nazionale e internazionale.


La Rassegna si svolge con il sostegno dell’Amministrazione Comunale di Oria e realtà imprenditoriali, con il patrocinio della Regione Puglia – Assessorato alla Cultura e Conoscenza e di Apulia Film Commission, confermando una crescita costante e una visione sempre più ampia.

Tra gli ospiti annunciati figurano Anna Galiena, Edoardo Winspeare, Donatella Finocchiaro, Marco Simon Puccioni, Celeste Casciaro, Marco Rossetti, Gabriele Di Bello, lo sceneggiatore Antonio Delli Santi, il produttore Giampietro Preziosa (Inthelfilm), l’avvocato Pietro Nuccio, manager di artisti internazionali come Helen Mirren e Taylor Hackford. Sarà presente anche il regista Andrea Di Salvatore che ha appena vinto il Globo d'Oro ed altri ospiti.



Il programma: Tre giornate, tre anime, un unico filo conduttore

Il programma della quinta edizione si articolerà in tre giornate tematiche. Ogni sera, dalle 20.00 alle 21.00, si accenderà anche il momento più glamour del Festival: il Press Corner e Photocall, che aprirà ufficialmente il red carpet con ospiti, fotografi e pubblico.

Venerdì 10 luglio – Generation Young: “Il cinema dell’inclusione”

La giornata inaugurale batte al ritmo delle nuove generazioni, esplorando il cinema come strumento universale per abbattere le barriere, sensibilizzare e generare cambiamento.

      Ore 18:00 | Masterclass “Corti d’autore” – Incontro con lo sceneggiatore e regista Antonio Delli Santi, seguito dalla proiezione del cortometraggio “Ziki”, finalista ai Nastri d’Argento 2026.

      Ore 20:00 – 21:00 | Press Corner e Photocall.

      Ore 21:00 | Cerimonia Inaugurale & Premiazione – Consegna del premio ad Antonio Delli Santi.

      Ore 21:30 | Talk d’Autore – Con l’attore Gabriele Di Bello e l’attrice pluripremiata Donatella Finocchiaro, con la partecipazione dell’associazione Divertendoci Insieme, impegnata nell’inclusione sociale e culturale delle persone con disabilità.

      Ore 22:30 | Cinema sotto le Stelle – Proiezione del film “Upside Down” di Luca Tornatore.

Sabato 11 luglio – “Il Cinema d’Autore”

Una giornata dedicata ai sentimenti, alle donne, alle relazioni e alle grandi storie contemporanee, profondamente legate all’identità del territorio.

      Ore 18:00 | Incontro con il Regista – Dialogo con il regista  Marco Simon Puccioni e proiezione del cortometraggio “Tutti giù per terra”, premiato ai Nastri d’Argento 2026 e prodotto da Giampietro Preziosa -Inthelfilm.

      Ore 20:00 – 21:00 | Press Corner e Photocall.

      Ore 21:00 | Notte dei Premi – Riconoscimenti e talk con il regista pluripremiato  Marco Simon Puccioni e il produttore Giampietro Preziosa. Intervento dell’associazione Fiorediloto – Centro antiviolenza, impegnata nel supporto alle donne vittime di violenza.

      Ore 21:30 | Talk d’Eccezione – Incontro con il grande regista Edoardo Winspeare e l’attrice Celeste Casciaro.

      Ore 22:30 | Proiezione Serale – Film “Vita Mia” di Edoardo Winspeare.

Domenica 12 luglio – “Il Cinema Italiano nel Mondo”

Il gran finale guarda oltre i confini nazionali, celebrando il dialogo tra culture e il legame tra talento italiano e industria cinematografica globale.

      Ore 18:00 | Masterclass di Profilo Globale – Incontro sul management internazionale con l’Avv. Pietro Nuccio, rappresentante di artisti come Helen Mirren e Taylor Hackford.

      Ore 20:00 – 21:00 | Press Corner e Photocall.

      Ore 21:00 | Il Premio Internazionale – Consegna del riconoscimento a Pietro Nuccio.

      Ore 21:30 | Talk di Chiusura – Con l’attrice internazionale Anna Galiena e l’attore  Marco Rossetti.

      Ore 22:30 | Grande Proiezione Finale – Film “Giorni Felici” di Simone Petralia.

La quinta edizione sarà fortemente caratterizzata dall’attenzione al sociale, grazie alla collaborazione con realtà impegnate sul territorio come Fiorediloto, Divertendoci Insieme e A.M.I.C.I. Italia, confermando la volontà del Festival di costruire un dialogo concreto con le comunità.

Nel corso della conferenza stampa, la direttrice artistica Nadia Carbone ha dichiarato: «Il nostro obiettivo è portare a Oria opere cinematografiche di qualità e creare occasioni di formazione e confronto generazionale. Il Festival vuole essere non solo un evento, ma un luogo di partecipazione e sensibilizzazione».

Il Sindaco Cosimo Ferretti ha evidenziato: «Il Generation Film Fest rappresenta un’importante occasione di promozione culturale e turistica per il territorio».

L’Assessore Imma Torchiani ha affermato: «È un evento capace di coinvolgere le nuove generazioni e rafforzare il ruolo culturale di Oria».

La quinta edizione del Generation Film Fest si prepara così ad accendere nuovamente i riflettori su Oria, rafforzando la vocazione della città come luogo di incontro tra cinema, creatività e impegno civile.

mercoledì 24 giugno 2026

Dall’Abruzzo al Lazio fino alla Puglia, continua il tour letterario di Luigi Del Vecchio: successo a Città Sant’Angelo, un’intervista a Roma e nuove tappe a Oria e Squinzano


Grande partecipazione all’evento internazionale “The Power of Reading” promosso dalla Global Peace & Prizes for Art. Per l’autore di “Ostuni. Non mi cercare più…” in programma un’intervista televisiva a Roma e due nuove presentazioni a Oria e Squinzano


Prosegue con crescente interesse il tour nazionale dello scrittore Luigi Del Vecchio, autore del thriller “Ostuni. Non mi cercare più…”, che nei giorni scorsi è stato protagonista di un prestigioso appuntamento culturale a Città Sant’Angelo, in provincia di Pescara, nell’ambito dell’evento internazionale “The Power of Reading” organizzato dall’Associazione Global Peace & Prizes for Art.


L’iniziativa, ospitata presso la Cantina D’Alesio Sciarr, ha registrato una significativa partecipazione di pubblico e ha rappresentato un’importante vetrina culturale per l’autore ostunese. L’evento, caratterizzato da una formula elegante e raffinata, ha visto la presenza di rappresentanti del mondo della cultura, delle professioni e dell’associazionismo, confermando l’attenzione che l’opera di Del Vecchio continua a suscitare anche fuori dai confini pugliesi.


Guidata dalla presidente Annalisa Biondo, la Global Peace & Prizes for Art promuove a livello internazionale iniziative dedicate alla pace, alla creatività e alla valorizzazione delle eccellenze artistiche e culturali. La presenza di Luigi Del Vecchio all’interno del programma ufficiale dell’associazione rappresenta un ulteriore riconoscimento del percorso letterario sviluppato dall’autore negli ultimi anni.


Il calendario degli appuntamenti proseguirà già il prossimo 25 giugno, quando Del Vecchio sarà ospite negli studi di Canale 10, emittente televisiva del Lazio, per partecipare alla rubrica letteraria “5 domande a…”, condotta dal giornalista del Messaggero e volto televisivo Andrea Contorni.


L’intervista sarà l’occasione per approfondire il percorso umano e professionale dell’autore, le tematiche affrontate nei suoi romanzi e il crescente interesse che la trilogia ambientata a Ostuni sta riscuotendo nel panorama culturale nazionale.


Il tour farà poi ritorno in Puglia con due importanti appuntamenti pubblici.


Il primo è in programma il 28 giugno a Oria, nel suggestivo Cortile della Chiesa di San Francesco d’Assisi, nell’ambito del cartellone dell’Estate Oritana 2026. L’evento, patrocinato dal Comune di Oria, è organizzato dal Rotary Club Oria e dall’Associazione Il Pozzo e l’Arancio. A moderare l’incontro saranno la Dott.ssa Maria Lucia Carone, già sindaco della città, e il Dott. Luca Carbone, presidente dell’associazione organizzatrice.

Il giorno successivo, 29 giugno, Luigi Del Vecchio sarà protagonista a Squinzano, presso la libreria Non Solo Copie, nell’ambito della rassegna culturale “Non Solo Libri”, promossa dal Comitato Territorio e Istituzioni. L’appuntamento, in programma alle ore 20.00 in via Santa Maria 33, sarà aperto dai saluti istituzionali del Sindaco di Squinzano, Avv. Mario Pede.

A dialogare con l’autore sarà il Dott. Leo Sisinni, che accompagnerà il pubblico alla scoperta dei temi, delle atmosfere e dei personaggi del thriller “Ostuni. Non mi cercare più…”. La serata sarà inoltre arricchita da un approfondimento dedicato al fenomeno dell’usura, argomento particolarmente vicino all’esperienza professionale del Generale Del Vecchio, che ne discuterà insieme al Dott. Thomas Invidia, cultore di Diritto Amministrativo e Diritto Privato dell’Università del Salento.

L’incontro si preannuncia come un momento di confronto che unirà letteratura, attualità e riflessione civile, offrendo al pubblico l’opportunità di conoscere da vicino sia l’autore sia il percorso umano e professionale che ha ispirato le sue opere.

Un percorso che unisce istituzioni, cultura e narrativa


Generale di Brigata della Guardia di Finanza in congedo, Accademico Ordinario dell’Accademia Tiberina di Roma, consulente tecnico presso le Procure di Napoli e Torre Annunziata e autore di numerose iniziative culturali e sociali, Luigi Del Vecchio continua a distinguersi per la capacità di coniugare esperienza professionale e attività letteraria.


Negli ultimi mesi il suo percorso è stato accompagnato da importanti riconoscimenti culturali, dalla partecipazione a programmi televisivi nazionali della RAI e da un crescente interesse verso la sua produzione narrativa.

Il libro


“Ostuni. Non mi cercare più…”, pubblicato da Viola Editrice, rappresenta il secondo capitolo della trilogia thriller ambientata nella Città Bianca. Attraverso una narrazione ricca di suspense, mistero e introspezione psicologica, il romanzo conduce il lettore tra vicoli, campagne e segreti di Ostuni, in una trama che intreccia memoria, identità e tensione narrativa.


L’autore


Luigi Del Vecchio, Generale di Brigata della Guardia di Finanza in congedo, è laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria. Nel corso della sua carriera ha ricoperto importanti incarichi di comando in Puglia, Calabria e Campania, operando anche nella Direzione Investigativa Antimafia. Oggi affianca all’attività professionale un intenso percorso culturale e letterario che lo ha portato a diventare una delle voci più apprezzate della narrativa thriller legata al territorio pugliese.

lunedì 15 giugno 2026

San Francesco, gli Alfieri della Repubblica e il Coro “Antonio Legrottaglie”, la Banca di Credito Cooperativo di Ostuni ha celebrato valori, musica e comunità

L’iniziativa promossa dall’Associazione Amici della Biblioteca Diocesana “Raffaele Ferrigno” ha unito cultura, musica, impegno civile e testimonianze giovanili nel segno del messaggio francescano e della partecipazione comunitaria

Una serata intensa e ricca di significati quella ospitata presso la Sala Convegni della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, dove si è svolto l’incontro dal titolo “San Francesco, un’esplosione di vita”, promosso dall’Associazione Amici della Biblioteca Diocesana Pubblica “Raffaele Ferrigno”. Un appuntamento che ha saputo intrecciare riflessione culturaletestimonianze civiche e momenti musicali, offrendo alla comunità un’occasione di confronto sui valori che continuano a rappresentare un punto di riferimento per la società contemporanea.

L’evento si inserisce nel percorso di iniziative dedicate all’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, una ricorrenza che invita non soltanto a ricordare una delle figure più importanti della storia cristiana, ma anche a riscoprirne l’attualità. A distanza di otto secoli, infatti, il messaggio del Santo di Assisi continua a parlare alle nuove generazioni attraverso temi oggi più che mai centrali: la pace, la fraternità universale, il rispetto della dignità umana, la solidarietà verso gli ultimi e la custodia del creato.

Nel corso della serata è stato evidenziato come la figura di San Francesco rappresenti ancora un modello capace di superare confini religiosi e culturali, proponendo una visione della società fondata sull’incontro, sul dialogo e sulla costruzione di relazioni autentiche. Il suo insegnamento è stato richiamato come una risposta concreta alle sfide del presente, in un tempo segnato da conflitti, divisioni sociali e crescenti forme di isolamento.

Particolare attenzione è stata dedicata al tema della fraternità, considerata non soltanto una virtù spirituale ma anche un principio fondamentale della convivenza civile. I relatori hanno sottolineato come la fraternità costituisca il presupposto per una società più inclusiva e partecipata, nella quale ogni persona possa sentirsi parte di una comunità capace di accogliere, ascoltare e valorizzare le differenze.

In questo contesto si è inserito uno dei momenti più significativi dell’incontro: la testimonianza dei giovani Karol Pastore ed Emanuele Amodio, insigniti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’onorificenza di Alfieri della Repubblica, riconoscimento attribuito a ragazze e ragazzi che si distinguono per comportamenti esemplari, impegno socialesolidarietà e senso civico.

La loro presenza ha rappresentato una concreta testimonianza di come i valori della cittadinanza attiva possano tradursi in esperienze reali e quotidiane. Attraverso il racconto del loro percorso personale, i due giovani hanno condiviso con il pubblico riflessioni sull’importanza dell’amicizia, della responsabilità e dell’impegno verso gli altri.

«È un momento che ci porta a ricordare il valore della cittadinanza e le motivazioni per cui ci è stato conferito questo importante riconoscimento, che apprezziamo tantissimo. Ci teniamo inoltre a ribadire il nostro ringraziamento ai docenti che ci hanno accompagnato nel nostro percorso» hanno spiegato i due ragazzi, sottolineando il ruolo fondamentale svolto dalla scuola nella loro crescita umana e formativa.

Le loro parole hanno evidenziato come il riconoscimento ricevuto non rappresenti soltanto un traguardo personale, ma anche il risultato di un percorso condiviso con insegnantifamiglie e compagni di scuola. Un messaggio particolarmente significativo per i più giovani presenti in sala, chiamati a riflettere sul valore dell’impegno quotidiano e della partecipazione alla vita della comunità.

A sottolineare il significato dell’esperienza vissuta dai due Alfieri della Repubblica è stato anche il Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, Francesco Zaccaria, che ha posto l’accento sulla forza educativa della loro storia.

«Questi ragazzi, compagni di banco, sono stati insieme in tutte le loro vicende e ci offrono oggi una testimonianza concreta dei valori dell’amicizia e della scuola. Il loro percorso dimostra quanto siano importanti le relazioni, la condivisione e il sostegno reciproco nella crescita delle nuove generazioni» ha affermato.

Le sue parole hanno richiamato l’attenzione sul ruolo della scuola come luogo privilegiato di formazione non soltanto culturale, ma anche umana e civica. Un ambiente nel quale si costruiscono relazioni, si apprendono i valori della collaborazione e si sviluppa il senso di appartenenza a una comunità.

Accanto ai momenti di riflessione e testimonianza, la serata ha riservato uno spazio importante alla musica, celebrando il venticinquesimo anniversario della fondazione del Coro “Antonio Legrottaglie”, realtà che da venticinque anni rappresenta un punto di riferimento nel panorama culturale locale.

Nel corso della sua storia, il coro ha svolto un ruolo significativo nella promozione della cultura musicale e nella valorizzazione del patrimonio artistico e spirituale del territorio, contribuendo a creare occasioni di incontro e condivisione attraverso il linguaggio universale della musica.

L’esibizione proposta durante l’evento ha accompagnato il pubblico in un percorso musicale ispirato ai valori francescani della pace, dell’amore e della fratellanza. Attraverso l’alternanza di brani sacri e profani, il coro ha saputo creare un’atmosfera di intensa partecipazione emotiva, offrendo un contributo artistico perfettamente in sintonia con i temi affrontati nel corso della serata.

Il venticinquesimo anniversario è stato anche l’occasione per ricordare la figura di Antonio Legrottaglie, al quale il coro è dedicato, e per rendere omaggio all’impegno dei familiari, dei direttori e dei numerosi maestri che negli anni hanno contribuito alla crescita del progetto, trasformandolo in una realtà consolidata e apprezzata dalla comunità.

L’incontro ha così assunto il valore di una vera e propria esperienza comunitaria, capace di mettere in dialogo mondi diversi: la spiritualità francescana, l’impegno civico dei giovani, il ruolo educativo della scuola e la forza aggregante della musica.

L’iniziativa ha inoltre confermato l’importanza della collaborazione tra associazionismoistituzioni culturaliscuola e territorio, dimostrando come la costruzione di una comunità coesa passi attraverso la creazione di occasioni di confrontopartecipazione crescita condivisa.

In questo quadro si inserisce il ruolo della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, che continua a distinguersi come luogo aperto alla cittadinanza e attento alla promozione di attività culturali e sociali, capaci di favorire il dialogo tra generazioni e di valorizzare le energie positive presenti sul territorio.

Attraverso iniziative come questa, culturamemoriamusica e testimonianza civile diventano strumenti concreti per rafforzare il senso di appartenenza, promuovere la partecipazione attiva e consolidare quei legami di fraternità e solidarietà che costituiscono il fondamento di una comunità viva e inclusiva. In questo senso, il messaggio di San Francesco continua a rappresentare una guida preziosa, capace di ispirare percorsi di crescita personale e collettiva anche nel mondo contemporaneo.

 

sabato 13 giugno 2026

Generation Film Fest 2026, a Oria arrivano Edoardo Winspeare e Donatella Finocchiaro per la quinta edizione della rassegna

Dal 10 al 12 luglio 2026 torna il Generation Film Fest, la rassegna diretta da Nadia Carbone. Tre giornate dedicate a cinema, inclusione e formazione con la partecipazione di Edoardo Winspeare, Donatella Finocchiaro e altri protagonisti del panorama cinematografico nazionale e internazionale

Torna uno degli appuntamenti culturali più attesi dell'estate pugliese. Dal 10 al 12 luglio 2026 la città di Oria ospiterà la quinta edizione del Generation Film Fest, la rassegna cinematografica ideata e diretta da Nadia Carbone, che negli anni ha saputo costruire un percorso di crescita costante, diventando un punto di riferimento per gli appassionati di cinema, gli operatori del settore e le nuove generazioni.

La manifestazione, realizzata con il sostegno dell'Amministrazione Comunale di Oria guidata dal Sindaco Cosimo Ferretti e con il patrocinio della Regione Puglia – Assessorato alla Cultura e Conoscenza e di Apulia Film Commission, si conferma un progetto culturale capace di coniugare spettacolo, riflessione sociale, formazione e valorizzazione del territorio.

Anche per questa edizione il festival proporrà un percorso articolato attraverso le diverse anime del cinema contemporaneo, offrendo al pubblico occasioni di incontro con professionisti del settore, momenti di approfondimento, masterclass, talk e proiezioni capaci di affrontare tematiche di forte attualità e rilevanza sociale.

Tra gli ospiti già annunciati figura il regista Edoardo Winspeare, autore tra i più rappresentativi del cinema italiano contemporaneo, capace di raccontare il Mezzogiorno e le sue trasformazioni attraverso uno sguardo autentico, poetico e profondamente legato ai territori.

Ad arricchire il parterre della quinta edizione sarà anche l'attrice Donatella Finocchiaro, tra i volti più apprezzati del cinema italiano, protagonista di una carriera costellata di interpretazioni intense e riconoscimenti prestigiosi, capace di conquistare pubblico e critica grazie alla sua sensibilità artistica e alla versatilità dei suoi ruoli.

Il Generation Film Fest continuerà a dedicare ampio spazio alle tematiche dell'inclusione, della solidarietà e dell'impegno civile.

Tra i protagonisti delle serate del festival ci sarà anche Marco Simon Puccioni, regista e sceneggiatore da sempre attento ai temi dell'inclusione, dei diritti e delle trasformazioni sociali. Puccioni presenterà il cortometraggio “Tutti Giù per Terra”, opera che ha recentemente ottenuto una menzione speciale ai Nastri d’Argento 2026, distinguendosi per la qualità narrativa e per la capacità di affrontare con sensibilità e profondità temi di grande rilevanza umana e sociale.

Il cortometraggio è stato prodotto da Gianpietro Preziosa per Inthelfilm, realtà produttiva impegnata nella valorizzazione di progetti cinematografici capaci di coniugare qualità artistica e attenzione ai contenuti.

Il festival vedrà anche la collaborazione di associazioni e realtà impegnate quotidianamente nel sociale.

Si conferma, quindi, una visione del cinema non soltanto come intrattenimento ma anche come strumento di crescita culturale e partecipazione collettiva.

«Il Generation Film Fest continua il proprio percorso di crescita con l'obiettivo di offrire al territorio un evento capace di mettere in dialogo cinema, cultura e società», sottolinea la direttrice artistica Nadia Carbone. «Anche quest'anno abbiamo lavorato per costruire un'edizione che possa coinvolgere pubblici diversi, creando occasioni di confronto, formazione e valorizzazione del grande cinema».

Il programma completo della manifestazione, gli ospiti e tutti i dettagli dell'edizione 2026 saranno presentati ufficialmente nel corso di una conferenza stampa prevista nelle prossime settimane.

La quinta edizione del Generation Film Fest si prepara così ad accendere nuovamente i riflettori su Oria, confermando la vocazione della città ad essere luogo di incontro tra arte, creatività, cultura e nuove generazioni.

lunedì 1 giugno 2026

La forza delle donne tra sacrificio e riscatto: Maria Pia Perrino racconta “La trattoria delle stelle comete”

Nel nuovo romanzo della scrittrice di Ceglie Messapica una storia ambientata in Puglia che intreccia povertà, amicizia, resilienza e solidarietà femminile, trasformando una trattoria in un luogo di rinascita e dignità.

La Puglia delle campagne, delle masserie e dei legami autentici fa da sfondo a “La trattoria delle stelle comete”, il nuovo romanzo della scrittrice pugliese Maria Pia Perrino, un racconto intenso che mette al centro la forza delle donne e la loro capacità di trasformare il dolore in opportunità di rinascita.

L’autrice, originaria di Ceglie Messapica, costruisce una narrazione che attraversa diverse stagioni della vita della protagonista, Rita, accompagnando il lettore in un percorso fatto di privazioni, affetti, perdite e conquiste personali. Un romanzo che trova nella dimensione umana e nei rapporti femminili il proprio nucleo più profondo.

Una bambina cresciuta tra la terra e la solitudine

La storia prende avvio in una campagna pugliese dove Rita cresce quasi da sola, in un piccolo campetto accanto a una masseria. I genitori, impegnati duramente nel lavoro dei campi, non possono dedicarle il tempo e le attenzioni di cui avrebbe bisogno. Quel luogo, tuttavia, diventa per la bambina molto più di uno spazio fisico: rappresenta una vera e propria casa dell’anima.

Come spiega la stessa autrice, il rapporto di Rita con la terra assume un significato identitario profondo. Quel campetto è rifugio, appartenenza, libertà e sicurezza. Quando la bambina viene affidata a un istituto per orfani, il distacco da quel mondo provoca una sofferenza devastante che si manifesta persino sul piano fisico. Rita smette di mangiare e si ammala gravemente, quasi incapace di sopravvivere lontano dalle proprie radici.

L’incontro con Riccardo e la scoperta della solidarietà

Nel periodo trascorso in ospedale, Rita incontra Riccardo, un bambino che condivide la sua stessa fragilità. Tra i due nasce un legame sincero e spontaneo che permette a entrambi di affrontare la malattia e ritrovare la forza per guarire.

Secondo Maria Pia Perrino, questo rapporto rappresenta la prima autentica esperienza di solidarietà vissuta dalla protagonista al di fuori della famiglia. Un incontro che insegna a Rita il valore dell’affetto, della fiducia e della vicinanza umana, elementi destinati a segnare profondamente il suo percorso di crescita.

La nascita della trattoria e il riscatto delle donne

Il cuore del romanzo arriva quando Rita entra in contatto con Clelia, una sarta del paese che diventa per lei una figura fondamentale. Da questo incontro prende forma una rete di relazioni femminili costruita attorno alla necessità di sopravvivere economicamente ma anche al bisogno di trovare uno spazio di libertà e autodeterminazione.

Nasce così “La trattoria delle stelle comete”, un’attività che inizialmente rappresenta una semplice opportunità lavorativa ma che, con il tempo, si trasforma in qualcosa di molto più grande. La trattoria diventa infatti un luogo di condivisione, sorellanza e crescita collettiva, capace di restituire dignità e consapevolezza a donne che la vita aveva spesso messo ai margini.

Per Rita, quel progetto rappresenta la possibilità di ricostruire se stessa, di scoprire nuove capacità e di trovare finalmente una forma di realizzazione personale che nemmeno il matrimonio era riuscito a garantirle.

Un romanzo che celebra la forza femminile

Tra colpi di scena, incontri e vicende che accompagnano la protagonista lungo tutta la sua esistenza, il romanzo mantiene sempre al centro il tema della solidarietà tra donne. È proprio questa rete di relazioni a diventare il motore del riscatto individuale e collettivo delle protagoniste.

Maria Pia Perrino racconta così una storia che parla di resilienza, amicizia, dignità e coraggio, dimostrando come anche nelle situazioni più difficili la condivisione possa trasformarsi in una straordinaria occasione di rinascita.

L’autrice

Maria Pia Perrino è nata a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi. Laureata in Giurisprudenza, ha lavorato per molti anni nella Regione Toscana occupandosi di diritti dei detenuti, minori e difesa civica. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo romanzo, “Finché vola l’aquilone”, segnalato al Premio Internazionale Mario Luzi. Successivamente ha dato alle stampe “Una famiglia leggera”, finalista allo stesso premio letterario, oltre a numerosi racconti pubblicati con diverse case editrici.

mercoledì 27 maggio 2026

“Vortice” di Francesca Carlini, un romanzo che attraversa le fragilità dell’animo umano tra memoria, smarrimento e rinascita


Un’opera intensa e introspettiva che esplora il peso delle emozioni irrisolte, il senso dell’abbandono e la necessità di fermarsi per ritrovare sé stessi, in una narrazione sospesa tra realtà e dimensione interiore


L’associazione “Lo specchio dell’Arte” di Manuela Montemezzani è lieta di promuovere “Vortice” di Francesca Carlini, un romanzo che affronta con sensibilità e profondità i temi della memoria, delle ferite invisibili e della crescita personale.

Attraverso una scrittura delicata e fortemente evocativa, l’autrice costruisce una narrazione capace di accompagnare il lettore dentro le zone più fragili dell’esistenza, là dove il passato continua a lasciare tracce e a influenzare il presente.

“Vortice” nasce da un’immagine onirica: una donna che si perde. Da questa intuizione prende forma un racconto che riflette sul modo in cui ogni essere umano convive con ciò che lo ha segnato. Alcune ferite si trasformano in cicatrici silenziose, altre rimangono aperte, continuando a modellare il carattere, le relazioni e la percezione di sé.

Nel romanzo, il vortice diventa simbolo di quel movimento interiore che travolge pensieri, ricordi ed emozioni. Non rappresenta soltanto il caos o il dolore, ma anche la possibilità di guardarsi dentro e affrontare ciò che troppo a lungo è stato nascosto o rimosso.


La protagonista, Sara, vive una quotidianità apparentemente stabile, costruita con rigore e controllo. Eppure il peso dell’abbandono e delle esperienze vissute continua a riaffiorare, insinuandosi nei silenzi e nelle fragilità più profonde. La sua storia diventa così il racconto di molte esistenze contemporanee: vite che procedono in equilibrio fino a quando un evento improvviso non interrompe il ritmo abituale e costringe a fermarsi.


È proprio in quella sospensione che il romanzo cambia prospettiva. Il dolore non viene raccontato come semplice sofferenza, ma come occasione di trasformazione. Francesca Carlini accompagna il lettore in una riflessione sull’identità, sul perdono e sulla capacità di accettare le proprie ombre senza lasciarsene travolgere.


L’atmosfera del libro si muove costantemente tra concretezza e dimensione onirica. I ricordi emergono come frammenti sospesi, le emozioni assumono una forma quasi tangibile e la realtà si intreccia con il paesaggio interiore della protagonista.

Ne nasce un romanzo intimo e universale, che invita a interrogarsi sul modo in cui ciascuno affronta il proprio passato e sulle possibilità di rinascita che possono nascere persino nei momenti più oscuri.

 

L’autrice

Francesca Carlini, nata nel 1971 a Sarzana, si è laureata in Lingue e Letterature Moderne all’Università di Pisa. Dopo diverse esperienze professionali è entrata nel mondo della scuola, dapprima come assistente tecnico e successivamente come docente di inglese.


Nel corso degli anni ha sviluppato una produzione letteraria attenta ai temi dell’educazione, della crescita personale e delle trasformazioni sociali contemporanee.


Nel 2021 pubblica “Prof!”, racconto dedicato al mondo scolastico. Nel 2022 esce “The Gothic Revival”, saggio sul gotico e sugli spazi narrativi, disponibile anche in inglese e spagnolo e insignito di numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Premio Letterario Internazionale Charles Dickens.

Nel 2024 pubblica “La scuola che verrà, la scuola che vorrei”, opera dedicata al bullismo e alle dinamiche educative contemporanee, premiata in diversi concorsi letterari e accademici.

Nel 2025 arriva invece “Dino e la tecnologia”, racconto rivolto ai più giovani sul rapporto con l’innovazione tecnologica.


Con “Vortice”, Francesca Carlini propone un’opera intensa e profondamente umana, capace di trasformare il dolore e la fragilità in uno spazio di riflessione, consapevolezza e rinascita.