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lunedì 1 giugno 2026

La forza delle donne tra sacrificio e riscatto: Maria Pia Perrino racconta “La trattoria delle stelle comete”

Nel nuovo romanzo della scrittrice di Ceglie Messapica una storia ambientata in Puglia che intreccia povertà, amicizia, resilienza e solidarietà femminile, trasformando una trattoria in un luogo di rinascita e dignità.

La Puglia delle campagne, delle masserie e dei legami autentici fa da sfondo a “La trattoria delle stelle comete”, il nuovo romanzo della scrittrice pugliese Maria Pia Perrino, un racconto intenso che mette al centro la forza delle donne e la loro capacità di trasformare il dolore in opportunità di rinascita.

L’autrice, originaria di Ceglie Messapica, costruisce una narrazione che attraversa diverse stagioni della vita della protagonista, Rita, accompagnando il lettore in un percorso fatto di privazioni, affetti, perdite e conquiste personali. Un romanzo che trova nella dimensione umana e nei rapporti femminili il proprio nucleo più profondo.

Una bambina cresciuta tra la terra e la solitudine

La storia prende avvio in una campagna pugliese dove Rita cresce quasi da sola, in un piccolo campetto accanto a una masseria. I genitori, impegnati duramente nel lavoro dei campi, non possono dedicarle il tempo e le attenzioni di cui avrebbe bisogno. Quel luogo, tuttavia, diventa per la bambina molto più di uno spazio fisico: rappresenta una vera e propria casa dell’anima.

Come spiega la stessa autrice, il rapporto di Rita con la terra assume un significato identitario profondo. Quel campetto è rifugio, appartenenza, libertà e sicurezza. Quando la bambina viene affidata a un istituto per orfani, il distacco da quel mondo provoca una sofferenza devastante che si manifesta persino sul piano fisico. Rita smette di mangiare e si ammala gravemente, quasi incapace di sopravvivere lontano dalle proprie radici.

L’incontro con Riccardo e la scoperta della solidarietà

Nel periodo trascorso in ospedale, Rita incontra Riccardo, un bambino che condivide la sua stessa fragilità. Tra i due nasce un legame sincero e spontaneo che permette a entrambi di affrontare la malattia e ritrovare la forza per guarire.

Secondo Maria Pia Perrino, questo rapporto rappresenta la prima autentica esperienza di solidarietà vissuta dalla protagonista al di fuori della famiglia. Un incontro che insegna a Rita il valore dell’affetto, della fiducia e della vicinanza umana, elementi destinati a segnare profondamente il suo percorso di crescita.

La nascita della trattoria e il riscatto delle donne

Il cuore del romanzo arriva quando Rita entra in contatto con Clelia, una sarta del paese che diventa per lei una figura fondamentale. Da questo incontro prende forma una rete di relazioni femminili costruita attorno alla necessità di sopravvivere economicamente ma anche al bisogno di trovare uno spazio di libertà e autodeterminazione.

Nasce così “La trattoria delle stelle comete”, un’attività che inizialmente rappresenta una semplice opportunità lavorativa ma che, con il tempo, si trasforma in qualcosa di molto più grande. La trattoria diventa infatti un luogo di condivisione, sorellanza e crescita collettiva, capace di restituire dignità e consapevolezza a donne che la vita aveva spesso messo ai margini.

Per Rita, quel progetto rappresenta la possibilità di ricostruire se stessa, di scoprire nuove capacità e di trovare finalmente una forma di realizzazione personale che nemmeno il matrimonio era riuscito a garantirle.

Un romanzo che celebra la forza femminile

Tra colpi di scena, incontri e vicende che accompagnano la protagonista lungo tutta la sua esistenza, il romanzo mantiene sempre al centro il tema della solidarietà tra donne. È proprio questa rete di relazioni a diventare il motore del riscatto individuale e collettivo delle protagoniste.

Maria Pia Perrino racconta così una storia che parla di resilienza, amicizia, dignità e coraggio, dimostrando come anche nelle situazioni più difficili la condivisione possa trasformarsi in una straordinaria occasione di rinascita.

L’autrice

Maria Pia Perrino è nata a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi. Laureata in Giurisprudenza, ha lavorato per molti anni nella Regione Toscana occupandosi di diritti dei detenuti, minori e difesa civica. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo romanzo, “Finché vola l’aquilone”, segnalato al Premio Internazionale Mario Luzi. Successivamente ha dato alle stampe “Una famiglia leggera”, finalista allo stesso premio letterario, oltre a numerosi racconti pubblicati con diverse case editrici.

mercoledì 27 maggio 2026

“Vortice” di Francesca Carlini, un romanzo che attraversa le fragilità dell’animo umano tra memoria, smarrimento e rinascita


Un’opera intensa e introspettiva che esplora il peso delle emozioni irrisolte, il senso dell’abbandono e la necessità di fermarsi per ritrovare sé stessi, in una narrazione sospesa tra realtà e dimensione interiore


L’associazione “Lo specchio dell’Arte” di Manuela Montemezzani è lieta di promuovere “Vortice” di Francesca Carlini, un romanzo che affronta con sensibilità e profondità i temi della memoria, delle ferite invisibili e della crescita personale.

Attraverso una scrittura delicata e fortemente evocativa, l’autrice costruisce una narrazione capace di accompagnare il lettore dentro le zone più fragili dell’esistenza, là dove il passato continua a lasciare tracce e a influenzare il presente.

“Vortice” nasce da un’immagine onirica: una donna che si perde. Da questa intuizione prende forma un racconto che riflette sul modo in cui ogni essere umano convive con ciò che lo ha segnato. Alcune ferite si trasformano in cicatrici silenziose, altre rimangono aperte, continuando a modellare il carattere, le relazioni e la percezione di sé.

Nel romanzo, il vortice diventa simbolo di quel movimento interiore che travolge pensieri, ricordi ed emozioni. Non rappresenta soltanto il caos o il dolore, ma anche la possibilità di guardarsi dentro e affrontare ciò che troppo a lungo è stato nascosto o rimosso.


La protagonista, Sara, vive una quotidianità apparentemente stabile, costruita con rigore e controllo. Eppure il peso dell’abbandono e delle esperienze vissute continua a riaffiorare, insinuandosi nei silenzi e nelle fragilità più profonde. La sua storia diventa così il racconto di molte esistenze contemporanee: vite che procedono in equilibrio fino a quando un evento improvviso non interrompe il ritmo abituale e costringe a fermarsi.


È proprio in quella sospensione che il romanzo cambia prospettiva. Il dolore non viene raccontato come semplice sofferenza, ma come occasione di trasformazione. Francesca Carlini accompagna il lettore in una riflessione sull’identità, sul perdono e sulla capacità di accettare le proprie ombre senza lasciarsene travolgere.


L’atmosfera del libro si muove costantemente tra concretezza e dimensione onirica. I ricordi emergono come frammenti sospesi, le emozioni assumono una forma quasi tangibile e la realtà si intreccia con il paesaggio interiore della protagonista.

Ne nasce un romanzo intimo e universale, che invita a interrogarsi sul modo in cui ciascuno affronta il proprio passato e sulle possibilità di rinascita che possono nascere persino nei momenti più oscuri.

 

L’autrice

Francesca Carlini, nata nel 1971 a Sarzana, si è laureata in Lingue e Letterature Moderne all’Università di Pisa. Dopo diverse esperienze professionali è entrata nel mondo della scuola, dapprima come assistente tecnico e successivamente come docente di inglese.


Nel corso degli anni ha sviluppato una produzione letteraria attenta ai temi dell’educazione, della crescita personale e delle trasformazioni sociali contemporanee.


Nel 2021 pubblica “Prof!”, racconto dedicato al mondo scolastico. Nel 2022 esce “The Gothic Revival”, saggio sul gotico e sugli spazi narrativi, disponibile anche in inglese e spagnolo e insignito di numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali, tra cui il Premio Letterario Internazionale Charles Dickens.

Nel 2024 pubblica “La scuola che verrà, la scuola che vorrei”, opera dedicata al bullismo e alle dinamiche educative contemporanee, premiata in diversi concorsi letterari e accademici.

Nel 2025 arriva invece “Dino e la tecnologia”, racconto rivolto ai più giovani sul rapporto con l’innovazione tecnologica.


Con “Vortice”, Francesca Carlini propone un’opera intensa e profondamente umana, capace di trasformare il dolore e la fragilità in uno spazio di riflessione, consapevolezza e rinascita.

giovedì 9 aprile 2026

Viterbo – Il Generale Luigi Del Vecchio ha tenuto una Lectio Magistralis all’Università della Tuscia sul tema dell’usura nelle PMI femminili

L’8 aprile 2026 il convegno promosso da UNITUS, Radio Tuscia Events e Rotary Club Viterbo dedicato ai percorsi di prevenzione contro l’usura, con la Lectio Magistralis del Gen. Luigi Del Vecchio sull’evoluzione del fenomeno usurario e sulle strategie di contrasto si è svolto nell’Aula Magna dell’Ateneo viterbese

Il Gen. Dott. Luigi Del Vecchio, già Generale di Brigata della Guardia di Finanza, ha tenuto una Lectio Magistralis nell’ambito del convegno “Usura. Un’insospettabile presenza. Percorsi di prevenzione contro l’usura nelle PMI femminili”, svoltosi martedì 8 aprile 2026, dalle ore 9.30, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi della Tuscia a Viterbo.

L’intervento del Generale Del Vecchio, dal titolo “Identikit di un’insidia: l’evoluzione del fenomeno usurario e le strategie di contrasto nella carriera operativa”, ha offerto una riflessione sull’evoluzione del fenomeno usurario e sugli strumenti di contrasto maturati nell’esperienza operativa nel campo dei reati economico-finanziari.

Il Gen. Dott. Luigi Del Vecchio ha maturato una lunga carriera nella Guardia di Finanza, ricoprendo incarichi di responsabilità nel contrasto ai reati economico-finanziari e approfondendo in modo particolare le dinamiche investigative legate al fenomeno dell’usura. Accanto all’impegno professionale, svolge un’intensa attività culturale e divulgativa sui temi della legalità economica, partecipando a convegni e iniziative di sensibilizzazione rivolte a imprese, istituzioni e mondo accademico.

A margine del suo intervento, Del Vecchio ha sottolineato come «L’usura non sia soltanto un reato contro il patrimonio, ma una forma di aggressione alla libertà economica e alla dignità dell’imprenditore». Il Generale ha poi evidenziato che «La prevenzione passa attraverso informazione, consapevolezza e collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine e sistema produttivo», richiamando l’importanza di costruire una rete territoriale capace di intercettare i segnali di vulnerabilità prima che si trasformino in situazioni irreversibili.

Il convegno nasce dalla collaborazione tra il CUG UNITUS (Comitato Unico di Garanzia), Radio Tuscia Events e il Rotary Club Viterbo, con l’obiettivo di analizzare il fenomeno dell’usura e approfondire le dinamiche che possono rendere le piccole e medie imprese femminili maggiormente esposte ai rischi derivanti dall’esclusione finanziaria e dal cosiddetto “credit gap”.

Ad aprire i lavori sono state la Magnifica Rettrice dell’Università della Tuscia, Prof.ssa Tiziana Laureti, e la Presidente del CUG, Prof.ssa Sonia M. Melchiorre. È seguita una sessione tecnica dedicata ai dati sull’esclusione finanziaria, con il contributo di rappresentanti dell’Ateneo e della magistratura e anche di CNA Impresa Donna, Piccola Industria Viterbo e l'Unione Italiana Forense, oltre al patrocinio morale e operativo di figure chiave della magistratura locale, come la D.ssa Paola Conti, Sostituto Procuratore di Viterbo.

La mattinata è proseguita con una tavola rotonda moderata dalla D.ssa Vanessa Giraldo, che ha visto il confronto tra esponenti del mondo forense, imprenditoriale e associativo, tra cui CNA Impresa Donna, Piccola Industria Unindustria area di Viterbo, Unione Italiana Forense e Rotary Club Viterbo.

L’iniziativa si è proposta come occasione di approfondimento e sensibilizzazione su un fenomeno che incide in modo significativo sul tessuto economico locale, con particolare attenzione alla tutela e alla prevenzione a favore dell’imprenditoria femminile.

La conclusione dei lavori è stata affidata al CUG UNITUS, seguita da un momento conviviale offerto dall’azienda Coccia.

giovedì 26 marzo 2026

Venerdì 27 marzo, nella Sala Consiliare di Cisternino, sarà presentato il libro “Truffe agli anziani” di Pietro Battipede

Alle ore 18.00, nel Comune di Cisternino, un incontro pubblico promosso per approfondire il fenomeno delle truffe agli anziani tra analisi criminologica, prevenzione sanitaria e collaborazione tra forze dell’ordine e comunità

Venerdì 27 marzo, alle ore 18.00, nella Sala consiliare del Comune di Cisternino, si terrà la presentazione del libro “Truffe agli anziani”, firmato da Pietro Battipede e pubblicato da FenImprese Bari Editore. Un appuntamento di alto profilo civile e sociale, dedicato a uno dei fenomeni più insidiosi e in crescita nella società contemporanea.

L’iniziativa, ospitata dall’Amministrazione comunale, vedrà i saluti istituzionali del Sindaco Lorenzo Perrini e la partecipazione di rappresentanti delle forze dell’ordine e delle istituzioni locali, a conferma della centralità del tema nel dibattito pubblico.

Relatori dell’incontro saranno Pietro Battipede, già Dirigente della Polizia di Stato e autore di testi giuridici e di sicurezza privata, e Luigi Antonio Fino, Dirigente Medico ASL BA e Direttore Medico dei Presidi Ospedalieri della ASL Brindisi. A moderare il confronto sarà Alessandro Nardelli, Direttore di In Puglia 24.

Parteciperanno inoltre il Luogotenente CS Salvatore Pernice, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Cisternino, e la Dott.ssa Maria Antonietta Zullo, Comandante della Polizia Locale di Cisternino.

Il libro

Truffe agli anziani” nasce dall’esigenza concreta di analizzare, comprendere e contrastare un reato che non colpisce soltanto il patrimonio economico delle vittime, ma incide profondamente sulla loro sicurezza, dignità e fiducia nel prossimo.

L’opera si sviluppa in tre momenti strettamente interconnessi: una prima parte dedicata all’analisi teorica e criminologica del fenomeno; una seconda sezione operativa con casi concreti e simulazioni verosimili che illustrano le tecniche più diffuse – dal finto appartenente alle forze dell’ordine alla truffa del parente in difficoltà, fino alle nuove forme di raggiro digitale –; infine una parte orientata alla prevenzione, con strategie di difesa e modelli di comportamento rivolti a cittadini, familiari e operatori della sicurezza.

Completa il volume un racconto ispirato a un caso realmente accaduto, inserito come strumento di riflessione e coinvolgimento emotivo, affinché la consapevolezza non resti solo teorica ma diventi patrimonio condiviso.

Un progetto territoriale

L’incontro di Cisternino rappresenta il primo momento di un progetto più ampio che intende coinvolgere altri Comuni della provincia di Brindisi e di Bari, con l’obiettivo di costruire una rete di prevenzione fondata sulla collaborazione tra istituzioni, forze dell’ordine, operatori sanitari e cittadini.

Non una lezione accademica, ma un momento di confronto e ascolto, in cui l’esperienza investigativa e quella sanitaria dialogano con il territorio per trasformare la conoscenza in azione concreta di tutela delle persone più vulnerabili.

L’ingresso è libero.


giovedì 12 marzo 2026

“La verità che resta” di Giulio Trenta: quando la propria forza supera le difficoltà e diventa testimonianza

Un’opera intensa e necessaria che trasforma il dolore in parola, la fragilità in resistenza e la memoria in un atto di verità. Un libro che non consola, ma invita ad ascoltare, comprendere e assumersi la responsabilità di non distogliere lo sguardo.

“La verità che resta” è il nuovo libro di Giulio Trenta, pubblicato da Aletheia Editore. Un’opera di testimonianza civile che sceglie la verità come gesto di coraggio e restituisce voce a una storia autentica, cruda e profondamente umana.

Con una scrittura diretta, essenziale e priva di artifici, Giulio Trenta racconta la propria infanzia segnata dall’abbandono, dalla violenza e da un sistema incapace di proteggere i più fragili. Il volume si inserisce nel solco delle grandi narrazioni testimoniali contemporanee: opere che non cercano scorciatoie emotive, ma affrontano il dolore con lucidità e responsabilità.

“La verità che resta” non è soltanto il racconto di un’infanzia violata. È soprattutto la storia di una resistenza quotidiana, silenziosa e tenace. Un percorso di crescita duro e invisibile, in cui l’innocenza viene spezzata e la vita mostra il suo volto più spietato, ma in cui resta viva la possibilità di scegliere la dignità, l’affetto e la speranza come fondamento di una nuova identità.

Il libro

La verità che resta” è un’opera di testimonianza intensa e necessaria. L’autore ripercorre la propria esperienza tra memoria personale e riflessione adulta, raccontando cosa significhi crescere con i propri demoni, attraversare il trauma e tentare di ricostruire sé stessi.

Il racconto si muove tra episodi di emarginazione, discriminazione e solitudine, ma lascia spazio a una possibilità di riscatto. Non è una storia di facile redenzione, bensì un atto di verità: la voce di chi resta, di chi continua a portare con sé le tracce del passato senza smettere di lottare per una vita diversa.

Il libro affronta temi profondi e urgenti — l’infanzia violata, la discriminazione, l’abbandono istituzionale — e lo fa senza compiacimento, con una narrazione asciutta che invita alla consapevolezza. È un’opera che scuote le coscienze e richiama alla responsabilità collettiva, ricordando che anche dalle ferite più profonde può nascere una scelta concreta di speranza.

L’autore

Classe 2004, Giulio Trenta nasce in Bulgaria e si trasferisce in Italia nel 2012. Studia pianoforte dall’età di otto anni e frequenta per cinque anni i corsi pre-accademici presso l’Istituto Nazareth di Roma, convenzionato con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, partecipando anche al Coro dal 2012 al 2018.

Dal 2018 prosegue gli studi orientandosi verso il pianoforte jazz e l’improvvisazione. Nello stesso anno frequenta un corso di recitazione e canto presso il Teatro Sistina di Roma. Con il Coro dell’Accademia di Santa Cecilia partecipa a trasmissioni televisive su RAI 1 e si esibisce presso l’Auditorium Parco della Musica alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Ragazzo eclettico e dotato di una sensibilità fuori dal comune, esordisce in editoria con “Un caso a Roma”, romanzo in cui affronta le inquietudini della giovinezza attraverso una trama coinvolgente e introspettiva. “La verità che resta” rappresenta la sua seconda avventura editoriale, più matura e profondamente personale.

venerdì 20 febbraio 2026

Sabato 21 febbraio, a Ceglie Messapica, Luigi Del Vecchio presenta “Ostuni. Non mi cercare più…” al Castello Ducale

Alle ore 18.00, nella suggestiva cornice medievale della città antica, il secondo thriller dedicato al Commissario Vito Berlingieri diventa occasione di dialogo culturale tra istituzioni, scuola, musica e territorio

Sabato 21 febbraio, alle ore 18.00, nella suggestiva cornice del Castello Ducale di Ceglie Messapica, Luigi Del Vecchio presenterà il suo secondo thriller “Ostuni. Non mi cercare più…”, edito da Viola Editrice, riportando al centro dell’attenzione le indagini del Commissario Vito Berlingieri.

L’evento si svolge con il Patrocinio del Comune di Ceglie Messapica e grazie all’impegno dell’Associazione In Corso d’Arte, che insieme a Simone Gioia ha reso possibile l’iniziativa, contribuendo a inserire la presentazione all’interno di un percorso di valorizzazione culturale del territorio.

L’incontro rappresenta un ulteriore momento di confronto e riflessione, nel segno di quella dimensione culturale che la scrittura è capace di generare, al di là dei generi e dei temi affrontati, creando spazi di ascolto e condivisione.

Dialogherà con l’autore la Prof.ssa Valeria Leo, mentre il Maestro Ivano Barbiero accompagnerà la serata con interventi musicali al pianoforte, offrendo un intreccio armonico tra parola scritta e linguaggio musicale.

Particolarmente significativa sarà la presenza degli studenti dell’I.I.S.S. “C. Agostinelli” di Ceglie Messapica, resa possibile grazie alla collaborazione del Dirigente Scolastico Prof. Roberto Cennoma.

Il libro

Ostuni. Non mi cercare più…” è il secondo capitolo della saga thriller ambientata nella città bianca. Al centro della narrazione torna il Commissario Vito Berlingieri, chiamato a confrontarsi con il riemergere di ombre irrisolte in un contesto che sembra aver ritrovato un fragile equilibrio. Un romanzo che intreccia tensione narrativa e riflessione sulla memoria, affidando ai luoghi e alle atmosfere di Ostuni un ruolo centrale nel racconto.

L’autore


Luigi Del Vecchio, Generale di Brigata della Guardia di Finanza in congedo, ha maturato un lungo percorso professionale nel contrasto all’illegalità economico-finanziaria e nella formazione giuridica e investigativa. Accanto all’attività professionale, coltiva un costante impegno culturale e sociale, convinto che la narrazione possa rappresentare uno strumento di crescita civile e di consapevolezza collettiva.

La presentazione di Ceglie Messapica si inserisce nel percorso di diffusione delle opere di Luigi Del Vecchio, un itinerario culturale che intreccia territorio, memoria e legalità, rafforzando il legame tra produzione narrativa e comunità locali. L’ingresso è libero.


lunedì 16 febbraio 2026

Dal buio alla luce – Il viaggio artistico e spirituale di Rossella Battaglini

Dagli anni del buio interiore alla conquista di una luce piena e consapevole, l’artista senese ripercorre oltre mezzo secolo di pittura trasformando la propria storia personale in un racconto spirituale condiviso

La mostra In cammino alla ricerca della luce di Rossella Battaglini rappresenta molto più di un’esposizione antologica: è la sintesi di un percorso umano e creativo che attraversa oltre cinquant’anni di pittura. Protagonista è Rossella Battaglini, nata a Siena nel dicembre del 1944, artista attiva dal 1963, alla quale sono state dedicate numerose personali in Italia e all’estero, vincitrice di premi di rilievo e presente con le sue opere in collezioni pubbliche e private.

L’antologica riunisce un arco temporale ampio, dagli esordi negli anni Settanta fino ai lavori più recenti, offrendo una lettura complessiva di una ricerca che si sviluppa come un racconto esistenziale coerente. Le opere non sono accostate soltanto per ragioni cronologiche, ma compongono un itinerario simbolico che conduce dal buio alla luce, dalla tensione emotiva alla serenità interiore.

Un percorso che parte dall’ombra

Nei lavori più antichi emergono atmosfere cupe, tonalità scure, una forte tensione espressiva. È il riflesso di un periodo lungo e complesso della vita dell’artista, segnato anche dall’esperienza milanese, vissuta lontano dalle radici toscane e umbre. L’isolamento e la ricerca interiore trovano nella pittura uno spazio di elaborazione profonda.

Il buio non è soltanto una scelta cromatica, ma una dimensione simbolica che accompagna gran parte della produzione iniziale. Le tele raccontano una fase di attraversamento, in cui l’arte si fa strumento di indagine emotiva e spirituale.

La svolta e la rinascita

La traiettoria cambia progressivamente negli anni più recenti. Un periodo segnato da prove personali intense – tra cui la perdita del marito e una grave malattia – diventa paradossalmente il punto di svolta. L’esperienza del dolore, lungi dal chiudere il percorso in una dimensione definitiva di oscurità, apre uno spiraglio inatteso.

La luce entra progressivamente nella pittura, prima come presenza fragile, poi come elemento dominante. I colori si schiariscono, le composizioni si fanno più ariose, lo spazio si dilata. L’approdo alla luce non è improvviso, ma frutto di una maturazione lenta, che trova nell’età avanzata una forma di consapevolezza piena.

La mostra In cammino alla ricerca della luce di Rossella Battaglini si conclude simbolicamente proprio con questa immersione luminosa, che diventa sintesi di un’intera esistenza. Se per gran parte della vita l’ombra ha rappresentato il linguaggio privilegiato, negli ultimi anni la pittura si apre a una dimensione di serenità e fiducia.

La donazione alla diocesi: un gesto di compimento

L’antologica assume un valore ulteriore attraverso la decisione di donare le opere alla diocesi. Non si tratta soltanto di un atto formale, ma di una scelta che intreccia arte, fede e comunità. Le opere, mai inseguite dal mercato e mai piegate a logiche di lucro, trovano così una collocazione coerente con la dimensione spirituale che le attraversa.

La donazione rappresenta un compimento: l’affidamento di un’intera vita creativa a uno spazio che custodisce memoria e significato. È la trasformazione di un percorso personale in patrimonio condiviso.

Fede, silenzio e continuità

La spiritualità, presente fin dagli esordi in forma mai didascalica, emerge oggi con maggiore chiarezza. La fede diventa elemento strutturale del processo creativo, non come tema esplicito ma come orizzonte di senso. La luce, conquistata attraverso il dolore e la maturazione, non è soltanto un esito pittorico, ma una condizione interiore.

Dopo vent’anni lontana dalle esposizioni, l’antologica segna un ritorno pubblico che appare come una tappa conclusiva e insieme inaugurale. Conclusiva perché riassume un’intera esistenza; inaugurale perché apre alla possibilità di ulteriori sviluppi, anche se non necessariamente destinati alla visibilità.

La mostra In cammino alla ricerca della luce di Rossella Battaglini si configura così come un cammino quasi simbolico, un attraversamento che dall’ombra conduce alla luce, restituendo all’arte la sua funzione più autentica: dare forma alla verità di una vita e consegnarla, con discrezione, alla comunità.

lunedì 9 febbraio 2026

“L’ultimo m’accompagna”, quando la letteratura sceglie gli ultimi

Nei dieci racconti di Al Gallo il noir diventa strumento etico e narrativo per raccontare marginalità, memoria e contraddizioni di un Paese irrisolto.

C’è una letteratura che osserva dall’alto e una che, invece, cammina accanto. “L’ultimo m’accompagna” di Al Gallo appartiene senza esitazioni alla seconda categoria. La raccolta, promossa dall’associazione Lo specchio dell’Arte guidata da Manuela Montemezzani, si compone di dieci racconti che attraversano territori fisici e morali, mettendo a nudo un’umanità spezzata, feroce, spesso grottesca, ma mai priva di verità.

Il libro si muove tra noir, cronaca emotiva e riflessione sociale, costruendo un affresco corale che restituisce il volto meno raccontato dell’Italia: quello delle periferie, degli sconfitti, degli ambigui, dei sopravvissuti. Gallo non indulge nel compiacimento della miseria né cerca scorciatoie consolatorie. La sua scrittura è tagliente, ironica, spietata quando serve, ma capace di improvvise aperture liriche che amplificano l’impatto emotivo delle storie.

Ogni racconto è una fenditura nella realtà. Da quella crepa emergono personaggi che vivono sul confine: tra legalità e inganno, tra memoria e oblio, tra storia collettiva e destino individuale. L’umanità che popola queste pagine è fragile e contraddittoria, spesso moralmente ambigua, ma proprio per questo autentica.


La raccolta si apre con una figura femminile di grande forza narrativa. Domitilla, badante e prostituta part-time, si imbatte nel cadavere di un travestito e, contro ogni aspettativa, diventa parte attiva nello smascherare un sistema di criminalità ambientale, aiutata da un ex poliziotto. È un incipit che chiarisce subito la postura dell’autore: lo sguardo è rivolto agli ultimi, ma senza pietismo; la dignità nasce dall’azione, non dalla retorica.

Da qui il libro si espande in direzioni imprevedibili. Si attraversa la storia con Karloff, kapò, e Ribentroff, nazista, schiacciati dall’avanzata russa e dal peso delle proprie colpe. Si entra nella dimensione intima di un giovanissimo Neruda, alle prese con la distanza, il perdono e la paura di deludere. Si scende negli abissi letterali e morali con un sommozzatore truffaldino che scopre un allevamento clandestino di cozze, metafora perfetta di un’economia sommersa che si nutre di illegalità e silenzi.

Accanto a queste figure, Gallo costruisce una galleria di personaggi memorabili: l’ispettore Natale e la sua caccia a un’autoradio rubata nel caos di Gianturco; un giovane Conan Doyle che sventa una rapina, inconsapevole di stare muovendo i primi passi verso il mito; Saverio e l’assurda agenzia matrimoniale improvvisata all’aeroporto di Capodichino; fino a Riccardino, enfant prodige del raggiro, che trasforma ‘o trucco d’ ’o spicchietto in un business redditizio e spietato.

Il racconto che dà il titolo al volume funziona da chiave di lettura dell’intera raccolta. “L’ultimo m’accompagna” non è solo una formula per ottenere un passaggio, ma una dichiarazione di poetica: stare accanto agli ultimi, seguirli, ascoltarli, senza assolverli né condannarli. È la scelta di una letteratura che non si sottrae, che non osserva da lontano, ma si sporca le mani.

Napoletano, Alberto Gallo vive e scrive nella sua città, che diventa spesso spazio narrativo e mentale delle sue storie. Alla scrittura noir affianca racconti e sceneggiature, muovendosi con naturalezza tra registri diversi. Il suo sguardo è acuto, capace di cogliere il grottesco del reale e di restituirlo senza filtri, con una lucidità che colpisce.

Con “L’ultimo m’accompagna”, Al Gallo firma un libro che non cerca di piacere, ma di restare. Un’opera che attraversa tempi e generi per raccontare il presente attraverso chi, solitamente, non ha voce. Una letteratura che accompagna, appunto. Anche quando il viaggio è scomodo.

lunedì 2 febbraio 2026

Mercoledì 4 febbraio, Luigi Del Vecchio presenta il suo libro “Ostuni. Non mi cercare più…” all’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale

Un appuntamento di alto profilo accademico e istituzionale che unisce letteratura, legalità e riflessione civile, con la partecipazione del Rettore e del Procuratore della Repubblica

Mercoledì 4 febbraio, alle ore 11.30, l’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale ospiterà la presentazione del romanzo “Ostuni. Non mi cercare più…”, di Luigi Del Vecchio, edito da Viola Editrice. L’incontro si svolgerà presso la Biblioteca Umanistica “Giorgio Aprea”, nella palazzina di Lettere e Filosofia dell’Ateneo, nell’ambito delle attività culturali promosse dall’Università e dal network EUT+ – European University of Technology.

L’iniziativa rappresenta un momento di particolare rilievo culturale e istituzionale, capace di coniugare il linguaggio della narrativa con una riflessione di respiro universitario sui temi della legalità, della responsabilità e del rapporto tra memoria, società e istituzioni.

Dopo i saluti del RettoreMarco Dell’Isola, Rettore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, l’incontro sarà introdotto e moderato da Maurizio Esposito, Professore ordinario di Sociologia Generale dell’Ateneo. Dialogherà con l’autore Carlo Fucci, Procuratore della Repubblica di Cassino, contribuendo ad arricchire il confronto con una lettura istituzionale e giuridica dei temi affrontati. Sarà presente anche il Sindaco di Cassino, Enzo Salera, a testimonianza dell’attenzione delle istituzioni locali verso iniziative culturali di alto profilo.

Il libro

Ostuni. Non mi cercare più…” è il secondo capitolo della saga thriller ambientata nella città bianca. Al centro della narrazione torna il Commissario Vito Berlingieri, chiamato a confrontarsi con il riemergere di ombre irrisolte in un contesto che sembra aver ritrovato un fragile equilibrio. Un romanzo che intreccia tensione narrativa e riflessione sulla memoria, affidando ai luoghi e alle atmosfere di Ostuni un ruolo centrale nel racconto.

L’autore

Luigi Del Vecchio, Generale di Brigata della Guardia di Finanza in congedo, ha maturato un lungo percorso professionale nel contrasto all’illegalità economico-finanziaria e nella formazione giuridica e investigativa. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria, è consulente tecnico d’ufficio presso diverse Procure. Accanto all’attività professionale, svolge un intenso impegno culturale e sociale, convinto che la narrazione possa rappresentare uno strumento di conoscenza, prevenzione e responsabilità civile.

La presentazione di Cassino si inserisce nel percorso di diffusione delle opere di Luigi Del Vecchio, un itinerario culturale che intreccia letteratura, legalità e memoria, e che trova nell’ambiente universitario un luogo privilegiato di dialogo e approfondimento, rafforzando il legame tra produzione narrativa, riflessione accademica e impegno istituzionale.

venerdì 23 gennaio 2026

Aletheia Editore: l’associazione culturale che porta al centro la qualità, la cultura e le storie che meritano di essere lette



Un progetto editoriale che sceglie la lentezza, la cura dei testi e il dialogo con autori e lettori per restituire alla letteratura il suo valore più autentico


In un panorama editoriale spesso dominato dalla velocità, dall’effimero e da una sovrapproduzione di titoli, Aletheia Editore si distingue come una realtà che ha scelto di camminare in direzione opposta: quella della qualità, della cura e della profondità. Nata come associazione culturale dedicata alla natura, alla scrittura e alla valorizzazione artistica, Aletheia è oggi una casa editrice che mette al centro la missione di pubblicare romanzi, saggi e opere poetiche che lasciano un segno, capaci di parlare all’anima dei lettori.

Fondata da un collettivo di autori e professionisti che condividono una visione comune, Aletheia Editore cresce con un obiettivo chiaro: dare spazio a storie che hanno davvero qualcosa da dire. Un impegno che non si traduce soltanto nella selezione accurata dei testi, ma in un percorso che accompagna l’autore dalla prima idea alla pubblicazione, con un’attenzione artigianale al dettaglio.

«La nostra casa editrice è prima di tutto un luogo di dialogo culturale» spiegano i fondatori.

«Crediamo nella letteratura come atto di verità, bellezza e relazione. Ogni nostro libro nasce da un processo condiviso e da un profondo rispetto per la storia che stiamo portando nel mondo».

L’associazione culturale che sostiene il progetto editoriale promuove inoltre eventi, laboratori, incontri con autori, iniziative di lettura e percorsi formativi: un ecosistema culturale che mira a riportare al centro il valore della conoscenza, della creatività e dell’impegno divulgativo.


Il catalogo di Aletheia Editore spazia dalla narrativa contemporanea alle opere poetiche, dai romanzi che esplorano tematiche esistenziali alle storie che indagano il rapporto tra umanità e natura. Ogni progetto è selezionato con criteri chiari: originalità, profondità, qualità stilistica e valore culturale. In un’epoca in cui le storie si consumano in fretta, Aletheia vuole pubblicare libri che restano.

Grazie a una comunicazione moderna, attenta ai nuovi linguaggi digitali ma radicata nella tradizione culturale italiana, Aletheia si posiziona come un ponte tra passato e futuro, tra il mondo dei lettori più sensibili e quello degli autori in cerca di una voce autentica.

Aletheia Editore non pubblica semplici libri, ma esperienze narrative.

Storie che meritano il tempo dell’ascolto, storie che illuminano e che fanno crescere.

venerdì 16 gennaio 2026

Venerdì 16 gennaio 2026, a Velletri, Luigi Del Vecchio presenta “Ostuni. Non mi cercare più…” in un incontro dedicato al tema dell’usura e della legalità

Un appuntamento di rilievo culturale e civile che, a partire dalla letteratura, apre una riflessione ampia e condivisa sul fenomeno dell’usura, sul ruolo delle istituzioni, sulla tutela delle comunità e sul senso della responsabilità collettiva

Venerdì 16 gennaio 2026, alle ore 17.00, a Velletri, presso la Concessionaria BMW SuperAuto T, in via dei Volsci 55, si terrà la presentazione del thriller “Ostuni. Non mi cercare più…”, di Luigi Del Vecchio, edito da Viola Editrice. L’ultima fatica letteraria dell’autore sarà protagonista di un appuntamento di particolare rilievo culturale e civile, dedicato al tema della legalità e del contrasto all’usura, a partire dalla letteratura come strumento di consapevolezza e responsabilità collettiva.

L’incontro non si limiterà alla dimensione narrativa dell’opera, ma si aprirà a un confronto più ampio sul fenomeno dell’usura, sulle sue implicazioni sociali ed economiche e sul ruolo delle istituzioni nel prevenire e contrastare una piaga che continua a colpire famiglie e imprese. Un dialogo che affonda le radici nell’esperienza professionale e umana dell’autore, maturata in anni di servizio nel contrasto all’illegalità economico-finanziaria.

Dopo i saluti istituzionali di Saverio Capolupo, già Comandante Generale della Guardia di Finanza, e di Paolo Cianci, Presidente dell’VIII Delegazione Lazio dell’International Police Association, l’incontro sarà moderato da Chiara Ercoli, Vice Sindaco del Comune di Velletri. Un appuntamento che ha un valore in grado di andare oltre alla classica presentazione editoriale, configurandolo come momento pubblico di riflessione e sensibilizzazione.

Il libro

“Ostuni. Non mi cercare più…”, edito da Viola Editrice, è il secondo capitolo della saga thriller ambientata nella città di Ostuni. Al centro del romanzo torna il Commissario Vito Berlingieri, chiamato ad affrontare un nuovo e inatteso riemergere del male dopo i drammatici fatti che avevano segnato la città. In un contesto che sembra aver ritrovato un fragile equilibrio, un elemento imprevisto incrina la quiete e riapre interrogativi rimasti sospesi, costringendo il protagonista a confrontarsi ancora una volta con il peso della memoria, con le zone d’ombra della realtà e con la sottile linea che separa normalità e disgregazione.

L’autore

Luigi Del Vecchio, Generale della Guardia di Finanza in congedo, ha costruito un percorso professionale segnato dal contrasto all’illegalità economica e dalla formazione giuridica e investigativa. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria, è consulente tecnico d’ufficio presso diverse Procure. Accanto all’attività professionale, svolge un intenso impegno culturale e sociale, convinto che la narrazione possa diventare strumento di conoscenza, prevenzione e responsabilità civile.

La presentazione di Velletri si inserisce nel percorso di diffusione delle opere di Luigi Del Vecchio, un itinerario culturale che intreccia territorio, legalità e memoria, restituendo al pubblico l’incontro con una voce autoriale consapevole, capace di coniugare rigore professionale, profondità umana e immaginazione narrativa, e di aprire uno spazio di riflessione su temi che toccano il cuore della vita civile.

venerdì 2 gennaio 2026

Un 2025 di successi per lo scrittore Luigi Del Vecchio, tra il suo secondo romanzo, “Ostuni. Non mi cercare più…”, premi e impegno culturale

Nuove pubblicazioni editoriali, riconoscimenti accademici, premi letterari internazionali e un forte impegno sociale che confermano un percorso culturale in costante crescita

Un anno intenso, ricco di risultati letteraririconoscimenti istituzionali e iniziative a forte impatto sociale. Il 2025 si conferma come una tappa decisiva nel percorso culturale e umano di Luigi Del Vecchio, autore che ha saputo coniugare la scrittura thriller con un profondo senso di responsabilità civile e culturale.

Il momento culminante dell’anno è stato segnato dall’uscita del suo secondo romanzo, “Ostuni. Non mi cercare più…”, pubblicato da Viola Editrice nel mese di settembre. L’opera ha dato il via a un articolato tour promozionale che, partendo dalla città bianca, ha già toccato numerose città italiane, tra cui Roma, Bari, Napoli, Viterbo e Lucera, riscuotendo attenzione e partecipazione in contesti culturali diversi e qualificati.

Il 2025 è stato però anche l’anno della definitiva consacrazione del romanzo d’esordio, “Ostuni. Un’insospettabile presenza”. Dopo il Premio Internazionale Oscar Wilde ottenuto nel 2024, l’opera ha continuato a raccogliere importanti riconoscimenti, venendo premiata al Menotti Art Festival di Spoleto e ricevendo a Roma la Menzione d’Eccellenza del Premio Letterario Internazionale intitolato a Gioacchino Belli, promosso dall’Accademia Tiberina.

Accanto all’attività editoriale e ai riconoscimenti letterari, particolare rilievo assume l’impegno sociale che accompagna il lavoro dell’autore. Anche per Ostuni. Non mi cercare più… è infatti prevista la realizzazione di un audiolibro destinato ai ciechi e agli ipovedenti della Regione Puglia, una platea che supera i 3.300 utenti. Il progetto, sviluppato in collaborazione con il Centro regionale Audiolibro di Bari, prosegue un percorso già avviato con il primo romanzo e rappresenta uno degli aspetti più significativi della produzione di Del Vecchio.

Sul piano accademico e istituzionale, il mese di novembre ha segnato un ulteriore traguardo con la nomina di Luigi Del Vecchio ad Accademico Ordinario dell’Accademia Tiberina di Roma, storica istituzione di cultura e studi universitari fondata nel 1813. Un riconoscimento che lo inserisce in una tradizione prestigiosa, condivisa nel tempo da figure centrali della storia culturale italiana, e che rafforza il legame tra la sua attività letteraria e il mondo delle istituzioni culturali.

Il 2025 ha rappresentato anche un anno di significativa attenzione mediatica nazionale, che ha visto Luigi Del Vecchio protagonista in RAI per ben due volte. L’autore ha preso parte al documentario Ostuni, città a colori, trasmesso su RAI 5 all’interno del programma Di là dal fiume e tra gli alberi. Nel corso delle riprese, Del Vecchio è stato accompagnato in una conversazione intensa e suggestiva dalla giornalista Gemma Giorgini, tra le mura e i vicoli della città bianca, in un racconto che restituisce atmosfere, identità e memoria del territorio.

A questa partecipazione si è aggiunta, a breve distanza, la partecipazione dell'autore in un servizio all'interno della rubrica Mezzogiorno Italia su RAI TGR Puglia. Un’ulteriore occasione per raccontare il proprio percorso umano e letterario, soffermandosi sul thriller “Ostuni. Un’insospettabile presenza” e sui progetti narrativi futuri, ancora una volta attraverso le strade e i luoghi simbolo del centro storico di Ostuni.

Al centro della visione dell’autore resta una concezione della cultura come fondamento di una civiltà aperta e condivisa, non riservata a pochi ma accessibile e diffondibile da chiunque ne riconosca il valore. Un’idea che attraversa tanto la sua scrittura quanto il suo impegno pubblico, e che si traduce in una narrazione capace di parlare a pubblici diversi senza rinunciare alla complessità.

Lo sguardo è ora rivolto al futuro. È già iniziata la scrittura del terzo e conclusivo capitolo della trilogia ambientata a Ostuni, che porterà a compimento un percorso narrativo costruito tra atmosfere sospese, tensione psicologica e riflessione sul presente. Accanto a questo lavoro, resta aperto un progetto ambizioso, coltivato da mesi e affidato alle prospettive del 2026, che l’autore preferisce per ora lasciare in sospeso, come promessa e come sfida.

Il libro

“Ostuni. Non mi cercare più…”, edito da Viola Editrice, è il sequel del thriller “Ostuni. Un’insospettabile presenza”. Il romanzo riporta il lettore nella città bianca, attraversata da segreti irrisolti e memorie che riaffiorano improvvisamente. Le campagne, i vicoli e le atmosfere sospese di Ostuni diventano parte integrante della narrazione, costruendo una trama tesa e stratificata, in cui il mistero si intreccia con i conflitti interiori dei protagonisti e con una riflessione sull’identità.

L’autore

Luigi Del Vecchio, Generale della Guardia di Finanza in congedo, ha maturato una lunga esperienza professionale nel contrasto all’illegalità economica, affiancata a una solida formazione giuridica e investigativa. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria, è consulente tecnico d’ufficio presso le Procure di Napoli e Torre Annunziata. Parallelamente all’attività professionale, porta avanti un intenso impegno culturale e associativo. Dal 2022 vive a Ostuni, città che continua a rappresentare una fonte costante di ispirazione per la sua produzione letteraria.