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domenica 3 agosto 2025

Verso una Guerra Mondiale con il Consenso dell’Europa: Riarmo per le élite, Povertà per i Popoli


Il governo italiano ha chiesto un prestito da 14 miliardi per comprare armi!

Il governo italiano ha avanzato una richiesta per accedere al fondo europeo SAFE per la difesa, al fine di ricevere finanziamenti nel settore bellico. La richiesta prevedrebbe l’accesso a 14 miliardi di euro in cinque anni, con rimborsi da spalmare in 45 anni. Il fondo SAFE è una delle iniziative previste dal piano di riarmo lanciato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Esso prevede la raccolta di una somma fino a 150 miliardi di euro sui mercati, da erogare sotto forma di prestiti diretti agli Stati che ne fanno richiesta, e contempla l’avvio di procedure d’appalto comuni e semplificate. Hanno aderito al fondo altri 17 Paesi dell’UE, 12 dei quali hanno chiesto anche una deroga al Patto di Stabilità per aumentare i propri investimenti nell’industria delle armi al di fuori dei vincoli di debito da esso previsti.

La richiesta di adesione al fondo SAFE da parte dell’Italia sarebbe stata presentata nella notte di martedì 29 luglio, in seguito a un vertice tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e, tra gli altri, il ministro della Difesa Guido Crosetto. L’arrivo della domanda è stato confermato dal Commissario Europeo alla Difesa, Andrius Kubilius, che ha annunciato il «forte interesse» dei Paesi UE verso il fondo. Da quanto comunica Kubilius, le richieste di adesione mobiliterebbero un totale di «almeno 127 miliardi di euro» in potenziali appalti di difesa. «La tempestiva manifestazione di interesse consentirà alla Commissione di valutare la domanda e di prepararsi alla raccolta di fondi sui mercati dei capitali», si legge nel comunicato della Commissione, che ricorda anche che il termine per la presentazione formale delle richieste di adesione a SAFE è fissato al 30 novembre 2025. I dettagli delle richieste dei singoli Paesi non sono ancora noti, ma secondo le anticipazioni della stampa l’Italia avrebbe avanzato domanda per accedere a 14 miliardi per finanziare programmi di difesa già pianificati nel quinquennio 2026-2030.

Il fondo SAFE è una delle misure principali del piano di riarmo della Commissione Europea.

SAFE ha l’obiettivo di sostenere appalti congiunti tra gli Stati membri, incentivando la cooperazione industriale nel settore della difesa. I prestiti saranno erogati agli Stati che ne faranno richiesta sulla base di piani nazionali. Il piano si articola in due categorie principali di spese ammissibili: la prima riguarda munizioni, missili, sistemi di artiglieria e capacità di combattimento terrestre, inclusi droni e sistemi anti-drone; la seconda comprende difesa aerea e missilistica, capacità navali, trasporto aereo strategico, sistemi spaziali e tecnologie basate sull’intelligenza artificiale. Per richiedere i finanziamenti a un progetto, almeno il 65% del suo valore deve provenire da aziende del settore della difesa situate nell’UE, in Ucraina o in un Paese dello Spazio Economico Europeo o dell’Associazione Europea di Libero Scambio. La quota di componenti provenienti da Paesi terzi non potrà superare il 35%, a meno che non si tratti di subappalti inferiori al 15% del valore complessivo. In questo quadro, l’Unione ha aperto anche alla partecipazione di Paesi terzi selezionati, tra cui l’Ucraina e il Regno Unito.

Sono in tutto 18 i Paesi dell’UE che hanno chiesto l’accesso al fondo SAFE per la difesa; accanto all’Italia, figurano infatti anche Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Spagna e Ungheria. A questi si aggiungono i 16 Paesi che hanno chiesto una deroga al Patto di Stabilità per aumentare la spesa per la difesa nei prossimi anni. Tale misura, anch’essa centrale nel piano di riarmo, prevede che i Paesi aumentino la spesa per la difesa fino all’1,5% del proprio prodotto interno lordo annuo per quattro anni, ignorando i vincoli del Patto di Stabilità e ricorrendo a nuovo debito. Tale sospensione, sostiene von der Leyen, potrebbe generare fino a 650 miliardi di euro nel prossimo quadriennio che, uniti ai 150 messi a disposizione con SAFE, porterebbero il totale delle risorse mobilitate per il piano a 800 miliardi. A chiedere l’accesso a questa seconda misura sono stati, precisamente, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Ungheria.

Articolo di Dario Lucisano fonte: L'Indipendente

Chi ci guadagna da tutto questo? Di certo non i cittadini, che vedono aumentare le spese militari mentre sanità, scuola e servizi sociali arrancano. L'Europa delle élite sembra sempre più schierata con interessi estranei ai popoli, asservita a logiche belliche imposte da organismi sovranazionali.

La stampa tace, la politica obbedisce, e intanto la guerra diventa una realtà accettabile, quasi necessaria. Ma noi non ci stiamo.

IdeaNews continuerà a porre domande scomode e a difendere il diritto all’informazione indipendente.

Diteci cosa ne pensate nei commenti.

Ma davvero non è arrivato il momento di chiederci — anzi, di affermare con forza:
Uscire dalla NATO. Uscire dall’Unione Europea. Uscire dall’OMS!

domenica 11 maggio 2025

Aumentano i casi di tumore: l’intervista al maresciallo Nuzzo solleva interrogativi sui vaccini mRNA


Il maresciallo Roberto Nuzzo, già noto per le sue inchieste e interventi su temi di sanità e trasparenza, è stato recentemente intervistato da Telecolor, storica emittente televisiva con sede a Cremona e ampia diffusione nel Nord Italia. Durante l’intervista, trasmessa anche da IdeaNews per la diffusione su Radio Idea e il Circuito Airplay, Nuzzo ha affrontato il delicato argomento dell’aumento dei casi oncologici, con particolare riferimento al fenomeno definito da alcuni “turbo-cancro”, sollevando la questione di un possibile legame tra queste diagnosi aggressive e la somministrazione dei vaccini anti-Covid a mRNA.

Nel corso dell’intervista, la conduttrice ha posto una domanda diretta:
“Maresciallo Nuzzo, secondo le sue ricerche, può esserci un collegamento tra la rapidità di alcuni tumori e i vaccini anti-Covid?”
Nuzzo ha risposto:
“Non si tratta di allarmare, ma di aprire un confronto pubblico basato sui dati. I numeri parlano chiaro, e oggi anche studi internazionali pongono l’accento sulla necessità di approfondire questo nesso.”

Tra i riferimenti forniti nel corso dell’intervista, vengono citati studi scientifici pubblicati su piattaforme come Preprints.org e articoli di approfondimento come quello apparso su Slay News, oltre al contributo del Dr. McCullough che denuncia oltre 560 mila decessi legati, secondo le sue analisi, alle campagne vaccinali.

IdeaNews si impegna da sempre a proporre notizie verificate, anche quando si discostano dalla narrativa dominante, dando spazio a voci e interrogativi che spesso trovano poco risalto nel dibattito pubblico.

Non è nostra intenzione generare allarmismo né diffondere notizie sensazionalistiche, ma riteniamo doveroso informare su problematiche rilevanti, specie quando toccano la salute collettiva.

Invitiamo i lettori ad approfondire direttamente dai documenti e dai video indicati qui sotto, per formarsi un'opinione consapevole:

FOX NEWS – Trump blocca i finanziamenti ai biolaboratori:
Studio scientifico (Preprints, 15 aprile 2025):
Traduzione italiana in PDF dello studio:
Articolo su Slay News (Giappone conferma rischio “turbo cancer”):
Video del Dr. McCullough:
Post Facebook di Roberto Nuzzo sul tema tumori:
Roberto Nuzzo su Telecolor

lunedì 5 maggio 2025

Informare non per convincere, ma per svegliare: la nostra idea di giornalismo.


Verità scomode e libertà di scelta: la missione di IdeaNews 
Nel mondo dell’informazione, ciò che viene pubblicato non è sempre frutto di una valutazione basata su veridicità, rilevanza o accuratezza. Al contrario, il filtro principale con cui i direttori di testata scelgono cosa pubblicare è uno solo: a chi interessa e a quanti interessa. Non è una supposizione, ma un dato di fatto che si può osservare nei meccanismi interni delle redazioni: se un tema non "tira", viene scartato. Se invece ha potenziale virale, viene rilanciato — anche a costo di piegare il contenuto alla forma.

Vai a vedere: confronta la titolazione degli articoli scientifici con quelli pubblicati sui grandi quotidiani. Un titolo su Nature o The Lancet comunica i dati. Un titolo su una testata generalista cerca lo scandalo, la polemica, l’ironia, la divisione: “Clima impazzito o nuova bufala?”, “Vaccino obbligatorio? Ecco cosa ci nascondono”, “Fascicolo sanitario elettronico: controllo o progresso?”

Il problema è strutturale. I caporedattori hanno un compito chiaro: garantire lettori, condivisioni, traffico, e con essi introiti pubblicitari. E allora accade che:

  • gli argomenti scomodi vengano esclusi;
  • oppure trasformati in contenuti provocatori, emotivi, parziali;
  • oppure si attacchi direttamente chi li propone, ridicolizzandone le tesi.

Ancora più grave è il fenomeno della manipolazione interpretativa. Se un tema come il riscaldamento climatico, le scie chimiche, i vaccini o i conflitti internazionali viene ormai "catalogato" in un certo modo dal mainstream, allora l’interpretazione di quell’argomento verrà appiattita su quella linea. Anche se il giornalista o l'autore propone un'analisi diversa, equilibrata, supportata da dati: viene riformulata, o più semplicemente scartata.

E allora cosa resta al lettore?

Resta un flusso di informazioni che non stimola il pensiero critico ma lo sostituisce con una sensazione di conforto. Se la narrazione dominante dice "è così", chi propone alternative viene percepito come disturbante, e il pubblico finisce per sviluppare una vera e propria insofferenza verso ogni voce fuori dal coro. Come sottolineava Noam Chomsky, in democrazia la propaganda sostituisce la violenza come strumento di controllo: non costringe, ma persuade, orienta, rende naturale il pensiero unico.

Il ruolo di IdeaNews

In un contesto così condizionato, IdeaNews si pone in controtendenza. Il nostro obiettivo non è piacere a tutti, né cavalcare le mode informative. È semplice e radicale: dire la verità, con dati alla mano, anche quando non piace. Siamo consapevoli che la verità può essere divisiva, ma riteniamo sia peggio raccontare una versione annacquata e accettabile dei fatti.

Trattiamo temi complessi come il cambiamento climatico, le guerre, la sanità digitale, le monete elettroniche, senza timore di sembrare "contro" se le nostre fonti e verifiche ci portano a conclusioni diverse da quelle che troviamo nei titoli del giorno.

Siamo più divulgatori che opinionisti e per questo invitiamo sempre i nostri lettori a verificare ciò che scriviamo.  Non ci interessa convincere, ma fornire strumenti per comprendere. Chi arriva a conclusioni diverse è il benvenuto. Perché il dibattito onesto è il fondamento di una democrazia sana.

Come osservava un pensatore anonimo: “Il più radicale rivoluzionario rischia di diventare conservatore il giorno dopo la rivoluzione, se non ha capito cosa voleva cambiare davvero.”

Innovazione sì, ma non al prezzo della libertà

Ogni innovazione è benvenuta, se rappresenta un ampliamento delle possibilità, non una sostituzione obbligata. Un ascensore è una grande comodità, ma se vengono eliminate le scale, diventa anche un sistema di controllo: se si blocca, resti prigioniero. Lo stesso vale per la moneta digitale: può essere utile, veloce, tracciabile. Ma se sparisce il contante, diventa uno strumento per sorvegliare ogni transazione, ogni scelta economica, ogni movimento.

Il punto non è fermare il progresso, ma difendere il diritto alla scelta. L’innovazione che cancella il precedente invece di affiancarlo non è evoluzione, è imposizione. E ogni imposizione mascherata da modernità merita attenzione critica, non accettazione passiva. Anche questo è informare: mostrare i lati nascosti delle trasformazioni.

E tu? Ti sei mai chiesto se le notizie che leggi sono davvero libere, o solo filtrate per piacerti o per altri scopi?

mercoledì 12 marzo 2025

BRICS: SCACCO MATTO AL VECCHIO ORDINE – IL LIBRO CHE RIVELA CIÒ CHE I MAINSTREAM NON DICONO



Il mondo sta cambiando, le vecchie egemonie vacillano, e nuovi equilibri stanno ridefinendo il futuro geopolitico globale. Margherita Furlan, giornalista esperta di geopolitica, lo racconta nel suo libro "BRICS SCACCO MATTO: L'ULTIMA SCELTA VIVERE O MORIRE", un'opera imprescindibile per chi vuole comprendere cosa si muove dietro le quinte del potere e delle grandi manovre economiche e politiche.

Un'analisi spietata del mondo che verrà

Margherita Furlan ha partecipato al XVI° vertice dei BRICS a Kazan, in Russia, in rappresentanza del giornalismo italiano, vivendo in prima persona i momenti chiave di una svolta epocale. Il libro approfondisce il nuovo assetto mondiale che si sta delineando, dai corridoi energetici e commerciali alla dedollarizzazione, fino alla sfida lanciata dalle economie emergenti al vecchio ordine occidentale.

L’America perde il suo impero, l’Europa si trova a un bivio cruciale e l’Italia rischia di rimanere indietro. I BRICS, invece, avanzano con decisione, unendo paesi che vogliono liberarsi dalle vecchie logiche di dominio. Come scrive Furlan, il mondo non è più unipolare e coloro che un tempo dettavano le regole oggi si trovano a dover affrontare una realtà che non controllano più come prima.

Un’eredità giornalistica di grande valore

Furlan, giornalista con una lunga esperienza nel campo dell’informazione indipendente, già vice direttrice e co-fondatrice di Pandora TV accanto a Giulietto Chiesa e oggi direttore editoriale de La Casa del Sole TV, porta avanti un’inchiesta approfondita sulla dedollarizzazione, i nuovi corridoi energetici e commerciali, e il declino del vecchio ordine mondiale.

L’influenza di Giulietto Chiesa, scomparso il 26 aprile 2020, è ancora evidente nel suo lavoro. Chiesa è stato uno dei primi a intuire l’evoluzione delle dinamiche globali e l’ascesa di nuove potenze, denunciando la crisi dell’Occidente e il ruolo dei media nel manipolare l’informazione. Furlan ha raccolto questa eredità, proseguendo sulla strada dell’inchiesta libera e del giornalismo al servizio della verità.

Perché leggere questo libro?

"BRICS SCACCO MATTO" è un libro che ogni cittadino consapevole dovrebbe leggere. Offre strumenti di comprensione essenziali per orientarsi in un mondo che cambia velocemente e che i media mainstream spesso raccontano in modo distorto o incompleto.

Se vuoi capire dove sta andando l’economia mondiale, quali sono gli equilibri geopolitici emergenti e cosa significa davvero il declino dell’Occidente, questo libro è una lettura obbligata.

Non farti trovare impreparato: leggi, informati e preparati al futuro!

📖 "BRICS SCACCO MATTO: L'ULTIMA SCELTA VIVERE O MORIRE" di Margherita Furlan è disponibile ora. Non perdere l’opportunità di scoprire quello che altri preferiscono non farti sapere!

Acquistalo qui: https://amzn.eu/d/9Mb14Vw

Il notiziario di Pandora TV viene  ritrasmesso da: RadioIdea TV

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