Il panorama geopolitico internazionale sta attraversando una fase di tensione senza precedenti, dove le decisioni finanziarie sembrano correre di pari passo con i preparativi militari. Tra il rischio di un conflitto su vasta scala e una gestione economica che grava direttamente sulle tasche dei cittadini, l'analisi della situazione attuale rivela crepe profonde nel sistema occidentale.
La Schizofrenia Europea e il Rischio Escatologico
Secondo l'analisi di Roberto Nuzzo, la leadership europea attuale manifesta una sorta di "russofobia neurotica". Da un lato, Mosca viene descritta come debole e prossima al collasso; dall'altro, la stessa Europa si dichiara terrorizzata da una Russia potente e crudele. Questa narrazione contraddittoria starebbe alimentando un progetto concreto verso la Terza Guerra Mondiale, non più confinato alla semplice propaganda.
I segnali di questa escalation sono molteplici:
Il riarmo forzato richiesto dalla NATO (pari al 5% del PIL).
Il possibile ripristino della leva militare.
L'annuncio agli ospedali di prepararsi per un "ampio impegno militare" entro marzo 2026.
La questione Kaliningrad, dove un eventuale blocco della NATO potrebbe innescare una reazione russa di enormi proporzioni.
Asset Russi: Un Furto che Mina l'Euro?
Uno dei punti più critici riguarda il sequestro dei beni russi investiti in Europa, pari a circa 210 miliardi di euro. Questa decisione, approvata dall'UE l'11 dicembre scorso con il solo voto contrario di Slovacchia e Ungheria, è vista da molti esperti come un "autogol clamoroso". Oltre alla violazione dei trattati internazionali, questa mossa rischia di scatenare una fuga di capitali esteri dall'Eurozona, percepita ora come un mercato non più sicuro né affidabile.
A rincarare la dose è il Prof. Augusto Sinagra, che definisce questa operazione una "sfrontatezza" legale. Sinagra sottolinea come il rischio di ritorsioni russe su asset europei (di valore doppio rispetto a quelli sequestrati) abbia frenato l'appropriazione diretta, portando l'UE a optare per un prestito multimiliardario all'Ucraina.
Il Conto in Tasca agli Italiani: 220 Euro a Testa
L'impatto economico di queste scelte ricade direttamente sui contribuenti. Per finanziare la resistenza ucraina e il piano di riarmo, l'UE ha stanziato un prestito di circa 105 miliardi di dollari. Sinagra evidenzia un dato allarmante: per la quota spettante all'Italia, ogni cittadino si troverebbe a pagare circa 220 euro, oltre ai costi del PNRR e del riarmo bellico.
Questo scenario si inserisce in un clima di "disinformazione voluta", dove i titoli dei grandi quotidiani parlano di minaccia russa, mentre le istituzioni — dal Quirinale al Governo — spingono verso una politica di riarmo che sembra voler favorire più gli interessi industriali stranieri (e il risollevamento dell'economia tedesca) che la sicurezza nazionale.
Conclusioni: Verso un Conflitto "Brutale"
La risposta del Cremlino non si è fatta attendere. Vladimir Putin ha dichiarato lapidario che se l'Europa vuole la guerra, la Russia è pronta, ma avverte: "sarà brutale" e l'Europa potrebbe "non esistere più".
Mentre il Fondo Monetario Internazionale avverte che l'Ucraina necessita di 160 miliardi di dollari entro la primavera per evitare il fallimento, resta aperta una domanda fondamentale: fino a che punto i cittadini europei sono disposti a finanziare, economicamente e umanamente, una strategia che sembra portare verso un vicolo cieco globale?
🎙️ Servizio audio/video
Analisi completa di Roberto Nuzzo su Telecolor e su Radio Idea:
Il dottor Martin Haditsch, microbiologo, epidemiologo e virologo specializzato in medicina delle malattie infettive e tropicali, invita la cittadinanza a non farsi prendere dal panico, nonostante i toni allarmistici usati da alcune fonti istituzionali.
Chi è Martin Haditsch e perché c’è allarmismo?
Il professor Martin Haditsch è un esperto nel suo campo, che ha spesso preso posizione in webinar internazionali—tra cui un evento del luglio 2025 organizzato dal collegio tropicale australiano—contro la tendenza a generare paura per motivi poco chiari tropmed.org. La sua presa di posizione è rivolta espressamente all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), accusata di promuovere tensione e ansia per legittimare nuove politiche sanitarie e vaccinali.
Il Chikungunya: che virus è?
Il virus Chikungunya è noto da decenni (dal 1952), trasmesso esclusivamente dalle zanzare, soprattutto Aedes aegypti e Aedes albopictus, la cosiddetta “zanzara tigre”, ormai diffusa anche in Europa PMCResearchGate. Pur causando dolori muscolari intensi che possono durare diverse settimane, almeno il 40% delle infezioni è del tutto asintomatico.
I numeri: mortalità, letalità, rischio reale
Secondo Haditsch:
Il tasso di mortalità del Chikungunya si attesta attorno allo 0,1%.
Colpisce prevalentemente persone con gravi patologie preesistenti.
Di conseguenza, non c’è alcuna reale emergenza pandemica, e parlare di minaccia globale è, nella visione di Haditsch, una forzatura Wikipedia.
Vaccini: due nuove terapie in rapida approvazione
Gli allarmi dell’OMS arrivano in contemporanea al lancio rapido sul mercato di due vaccini contro il Chikungunya:
VIMKUNYA – vaccino a particelle simili a virus (virus-like particle), approvato negli USA e UE tra fine 2024 e inizio 2025 CDCWikipedia.
Secondo Haditsch questi approvazioni avvenute in tempi ristretti – e con campioni di soggetti relativamente piccoli – potrebbero nascondere criticità, sminuendo la fiducia del pubblico nelle vaccinazioni WikipediaCDC.
Allarme, ritiri temporanei e valutazioni aggiornate
Dati reali:
Nel maggio 2025, FDA e CDC americani hanno consigliato una pausa per l’uso di IXCHIQ negli over 60, dopo segnalazioni di eventi avversi gravi (inclusi due decessi tra i 62 e 89 anni) New York PostWikipedia.
Anche l’Ema aveva limitato l’uso negli over 65, sospensione revocata nel luglio 2025. Gli eventi gravi sono risultati rari rispetto alle oltre 36.000 dosi somministrate Reuters+1.
In Regno Unito, l’MHRA ha seguito lo stesso percorso, sospendendo temporaneamente IXCHIQ per gli over 65 Reuters.
Tabella riassuntiva
Aspetto
Dettagli principali
Trasmissione
Zanzare Aedes (anche tigre in Europa)
Mortalità
~0,1%, soprattutto in pazienti con gravi patologie
Vaccini disponibili
IXCHIQ (virus attenuato) e VIMKUNYA (virus-like particle)
Approvazioni
USA (dal 2023), UE (2024–2025)
Sospensioni
Uso limitato per anziani; revoche per casi gravi
Rischio pandemico
Esagerato secondo il prof. Haditsch
Conclusione
Il Chikungunya non è un nemico nuovo né sconosciuto: è noto da decenni, trasmesso da zanzare comuni e raramente letale. Il pericolo pandemico appare sproporzionato, secondo analisti come il professor Haditsch. I nuovi vaccini offrono una protezione, ma necessitano di trasparenza nelle valutazioni del rapporto rischio-beneficio, per preservare la fiducia pubblica.
Rimando alla nostra rubrica
Per approfondire con uno sguardo critico e informato, ascolta dalla voce di Roberto Nuzzo la nostra rubrica in onda su RadioIdea e Circuito Airplay interamente dedicata a questo tema:
Qui la trascrizione completa dell’intervista al Maresciallo Roberto Nuzzo.
Roberto Nuzzo: Salve, sono Roberto Nuzzo anche questa settimana in esclusiva per le radio del circuito Airplay vi presento la nostra rubrica di informazione trasmessa su Telecolor Buon Ascolto.
Presentatrice di Telecolor: Diamo il benvenuto al nostro ospite in collegamento, Roberto Nuzzo, Maresciallo dell'Aeronautica in riserva. Bentrovato, Roberto.
Roberto Nuzzo: Grazie a voi per l'invito.
Presentatrice: Oggi parliamo di quello che sembra essere un nuovo allarmismo pandemico, ovvero l'Organizzazione Mondiale della Sanità starebbe mettendo in guardia tutto il mondo in merito al virus Chikungunya.
Roberto Nuzzo: Dunque, ci risiamo. Nuovo allarmismo, pandemia. Ma di cosa si tratta? A parte i noti giornalisti-soloni dediti alla propaganda del regime farmaceutico, che hanno diramato solo allarmismo, ansia e confusione, nessuno ad oggi ne ha ancora parlato in senso compiuto, chiaro e serio. Per cui oggi lo facciamo noi.
Dunque, cominciamo col dire che il dottor Martin Haditsch, microbiologo, epidemiologo delle malattie infettive e medicina tropicale, quindi molto specializzato, e virologo – ma non da salotto televisivo come siamo abituati noi – ritiene che non vi sia alcun motivo di farsi prendere dal panico. E questo è il primo aspetto da prendere in considerazione.
Inoltre, ritiene che i timori di una minaccia mortale sono ampiamente esagerati. E anche qui in Italia non ci facciamo mancare nulla. Dovete sapere che questo patogeno virale è noto sin dal 1952 ed è trasmesso esclusivamente da zanzare. Sebbene provochi forti dolori muscolari che spesso possono durare diverse settimane, almeno il 40% delle infezioni passa completamente inosservato, silente, asintomatico, come si direbbe un tempo.
Il dottor Haditsch, virgolettato, ha detto: "Il tasso di mortalità è solo dello 0,1% circa e colpisce solo ed esclusivamente persone con gravi patologie preesistenti". Lui inoltre ha accusato l'OMS di allarmismo, giustamente, e strumentalizzazione di ogni malattia possibile, al fine di diffondere paura con lo scopo di promuovere agende di inoculazioni di ogni tipo, oltre alle politiche di restrizione dei diritti umani, e questo l'abbiamo vissuto recentemente.
La strategia dell'OMS mira a limitare gradualmente la sovranità nazionale e a trasferire i poteri decisionali a organizzazioni di livello superiore, come l'OMS stessa. Questo lo dice sempre il professor in questione. Sottolinea, lui, inoltre, la tempistica sospetta dell'avvertimento dell'OMS e del lancio sul mercato di due nuovi vaccini contro il Chikungunya. E se no perché si fa l'allarmismo? Per le punturine, no?
Quindi questi si chiamano Wimqunia e Ixchiq. Sono stati approvati in tempi brevi con un numero gestibile di soggetti testati.
Il dottor Haditsch mette in guardia da possibili effetti collaterali di queste inoculazioni e invita alla cautela. Virgolettato: "Queste procedure accelerate minano ulteriormente la fiducia, già compromessa, del pubblico nei confronti delle vaccinazioni".
Inoltre, lui ritiene che non vi sia alcun potenziale pandemico, quindi di pandemia non se ne parli perché altrimenti dicono soltanto delle eresie, sebbene la diffusione della zanzara tigre sia un fattore che potrebbe aumentare leggermente il rischio locale, regionale. Ma una pandemia globale come quella del SARS-CoV-2 non è assolutamente da temere, né da prendere in considerazione.
Nel frattempo il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie statunitense, il famigerato CDC degli Stati Uniti, ha diramato un avviso sugli americani affinché adottino maggiori precauzioni durante i viaggi... E non poteva mancare certo l'OMS, che ha lanciato l'allarme pandemia che potrebbe diffondersi in Europa.
Quindi speriamo di aver fatto un po' di chiarezza, perché se ne sta parlando tanto e a vanvera, come solito fanno i giornaloni che sono dediti soltanto a propaganda. Propaganda di Stato e farmaceutica.
Presentatrice: Cosa dobbiamo aspettarci quindi per i prossimi mesi, a suo giudizio?
Roberto Nuzzo: Mah, io dal mio punto di vista mi aspetto, dato l'esperienza che abbiamo vissuto negli ultimi cinque anni, un grande tam-tam attraverso, diciamo, i media mainstream di allarmismo, ma ci auguriamo che il contributo che abbiamo dato questa sera possa essere divulgato in lungo e in largo, perché quello che abbiamo detto è oggettivamente riportato dal professor Haditsch, ma anche da PubMed, quindi una documentazione scientifica di tutto rispetto. E stiamo parlando di un patogeno che ha oltre 70 anni, non è nato ieri. Quindi, invitiamo i cittadini italiani a stare tranquilli, sereni e non farsi prendere dal panico perché sicuramente non gioca il nostro favore.
Presentatrice: Grazie Roberto, magari prossimamente ritorneremo ancora sull'argomento. Grazie ancora Roberto Nuzzo, ricordo Maresciallo dell'Aeronautica in riserva per essere stato con noi. A presto.
Il maresciallo Roberto Nuzzo, già noto per le sue inchieste e interventi su temi di sanità e trasparenza, è stato recentemente intervistato da Telecolor, storica emittente televisiva con sede a Cremona e ampia diffusione nel Nord Italia. Durante l’intervista, trasmessa anche da IdeaNews per la diffusione su Radio Idea e ilCircuito Airplay, Nuzzo ha affrontato il delicato argomento dell’aumento dei casi oncologici, con particolare riferimento al fenomeno definito da alcuni “turbo-cancro”, sollevando la questione di un possibile legame tra queste diagnosi aggressive e la somministrazione dei vaccini anti-Covid a mRNA.
Nel corso dell’intervista, la conduttrice ha posto una domanda diretta:
“Maresciallo Nuzzo, secondo le sue ricerche, può esserci un collegamento tra la rapidità di alcuni tumori e i vaccini anti-Covid?”
Nuzzo ha risposto:
“Non si tratta di allarmare, ma di aprire un confronto pubblico basato sui dati. I numeri parlano chiaro, e oggi anche studi internazionali pongono l’accento sulla necessità di approfondire questo nesso.”
Tra i riferimenti forniti nel corso dell’intervista, vengono citati studi scientifici pubblicati su piattaforme come Preprints.org e articoli di approfondimento come quello apparso su Slay News, oltre al contributo del Dr. McCullough che denuncia oltre 560 mila decessi legati, secondo le sue analisi, alle campagne vaccinali.
IdeaNews si impegna da sempre a proporre notizie verificate, anche quando si discostano dalla narrativa dominante, dando spazio a voci e interrogativi che spesso trovano poco risalto nel dibattito pubblico.
Non è nostra intenzione generare allarmismo né diffondere notizie sensazionalistiche, ma riteniamo doveroso informare su problematiche rilevanti, specie quando toccano la salute collettiva.
Invitiamo i lettori ad approfondire direttamente dai documenti e dai video indicati qui sotto, per formarsi un'opinione consapevole:
FOX NEWS – Trump blocca i finanziamenti ai biolaboratori:
Due temi centrali stanno animando il dibattito pubblico negli Stati
Uniti: la regolamentazione delle tecnologie mRNA e la proibizione della
geoingegneria.
Minnesota: proposta di legge per classificare le iniezioni mRNA come "armi biologiche"
Nel Minnesota, è stata presentata una proposta di legge che mira a
classificare le iniezioni a mRNA, come alcuni vaccini anti-COVID, come
"armi biologiche". Questa iniziativa ha suscitato un acceso dibattito
tra sostenitori e oppositori, sollevando questioni etiche e
scientifiche.
Florida: approvata la legge SB 56 contro la geoingegneria
La Florida ha recentemente approvato il disegno di legge SB 56, che
vieta le attività di geoingegneria e modifica del clima nello stato. La
legge, che entrerà in vigore il 1° luglio 2025, proibisce l'iniezione,
il rilascio o la dispersione di sostanze chimiche nell'atmosfera con
l'intento di alterare la temperatura, le condizioni meteorologiche o
l'intensità della luce solare. [1]
Il provvedimento è stato sostenuto da una coalizione bipartisan di
legislatori, tra cui la senatrice Ileana Garcia, che ha sottolineato la
necessità di separare i fatti dalla finzione riguardo alle
preoccupazioni pubbliche sulla geoingegneria. [2]
Sanzioni severe per i trasgressori
La violazione della nuova normativa è considerata un reato di secondo
grado, punibile con una multa fino a 100.000 dollari. Inoltre, ogni
infrazione è trattata come un'offesa separata, aumentando le potenziali
sanzioni per i recidivi. [1]
Roberto Nuzzo su TG Telecolor e Radio Idea: "mRNA come arma biologica? Il Minnesota fa discutere"
Nel suo ultimo intervento su TG Telecolor trasmesso anche da Radio Idea, il nostro opinionista e divulgatore Roberto Nuzzo commenta la
proposta di legge presentata nel Minnesota, che mira a classificare le
iniezioni a mRNA come "armi biologiche". Nuzzo ne analizza le
implicazioni scientifiche, etiche e sociali, ponendo interrogativi sul
rapporto tra salute, libertà e trasparenza nelle decisioni politiche.
In un'epoca in cui il dibattito ambientale è più acceso che mai, e le politiche green sembrano subire continui colpi di scena, un'approfondita analisi condotta durante la trasmissione "L'Altra Verità" su Telecolor ha svelato trame complesse e retroscena inattesi. Questa discussione ha permesso di comprendere come la gestione delle risorse energetiche, sotto l’egida dei crediti di carbonio e la devastazione che generano, stia muovendosi a seguito dei piani verdi globali verso una direzione oscura che tocca direttamente il tessuto socioeconomico.
L'articolo che segue riassume gli interventi più significativi dell’ultima puntata e in particolare il parere di chi non ha paura a rivelare ciò che accade in questa parte d’Italia.
L'Analisi del Ricercatore Alessandro Leonardi
Il ricercatore indipendente Alessandro Leonardi ha offerto una prospettiva critica sulla gestione delle politiche ambientali in campo energetico. Citando una sua pubblicazione "Apocalisse Green", ha spiegato come il fenomeno che stiamo affrontando stia entrando nel pieno del vivo, rivelando l'impatto delle logiche di gestione della sostenibilità sul settore agricolo, ma anche la loro attuale diffusione fino al livello dei libri scolastici. Leonardi ha esposto come si possa credere ad un ripensamento sul green e ad una svolta rispetto alla rotta assunta in questi ultimi anni, mostrando invece che la retromarcia sul clima dell’ex-presidente Trump sia parte di un cambio di direzione studiata a tavolino per preparare la strada verso altre finalità. Leonardi, facendo anche riferimento a precise leggi di riferimento tra cui i regolamenti del Parlamento Europeo e ai decreti emanati del Governo Italiano, è stato molto critico e preciso nello spiegare che questo repentino cambio di programma vada collegato alla gestione del PNRR con progetti strategici, definiti tali in base alla legge n. 108, il tutto condito anche dall’esproprio dei territori per arrivare all’obbiettivo strategico energetico previsto per il 2030, citando anche i terreni, in base alle aree di esproprio previsti dalla transizione energetica: Vercellese, Sardegna e i tanti altri ancora. Ha continuato l’intervento riferendosi poi alle superpotenze come le multinazionali e Big Tech che dopo aver creato le basi per questo disegno green, stanno ultimando il primo percorso con il cambio di programma da un controllo energetico, tramite il green, all’apertura totale per la fase finale che è relativa all’intelligenza artificiale che si riassumerebbe in questo scenario di progetti faraonici dove necessitano i terreni e le energie necessarie per le farm di mega server, senza tener conto delle condizioni ambientali. In chiusura del suo intervento ha sottolineato quanto sia cruciale “ andare in Sardegna a vedere di persona” le condizioni del disastro creato da queste logiche green poiché è qui, che meglio che in altri territori si può cogliere il segnale dell’imbroglio che è celato dietro questi provvedimenti di facciata.
La Testimonianza di Walter Erriu (Associazione "Sa Defesa")
Il fondatore dell’Associazione “Sa Difesa”, Walter Erriu, ha descritto in maniera cruda e senza filtri, come a partire dal 2021 sia stata sancita la devastazione ambientale del proprio territorio. Ricordando in particolare l’approvazione di provvedimenti legislativi come il “decreto legislativo n° 199 del novembre del 2021”, durante le politiche pandemiche ed evidenziando come i territori della Sardegna in poco tempo siano diventati bersaglio da colpire da parte delle grandi potenze finanziarie, con investimenti finalizzati all’accaparramento dei terreni da usare, in vista dei progetti legati alla trasformazione delle risorse.
L’esponente dell’associazione ha esposto una parte della verità ricordando come “Black Rock” abbia anche un ruolo nel progetto energetico dell’Italia come sponsor dei progetti inerenti al Tyrrhenian Link che peraltro in questa occasione è stata definita “solo uno dei tre cavidotti, che arrivano poi in Italia” denunciando inoltre le diverse tipologie di protesta adottata dalla sua associazione e in collaborazione con altri comitati sardi in cui sono state utilizzate anche forme di contestazioni sul territorio e presso il porto di Oristano, senza tralasciare il lato inquietante di chi non vuole che certe dinamiche, diventino dominio pubblico; tutto condito con il problema delle installazioni non benefiche nel settore ambientale che pur di produrre si va ad annullare completamente. Non da ultimo ha criticato pesantemente anche i vertici regionali a partire dall’elezione della dottoressa Todde poiché di fatti i vari appelli, a partire dalla raccolte di firme, e i tentativi di referendum promossi per ostacolare questo scempio e chiedere aiuto all’opinione pubblica, hanno finito con l’infrangersi con il silenzio e l’immobilismo che va collegato alla gestione del potere.
Conclusione
Attraverso una lettura incrociata delle considerazioni espresse, appare evidente che l’attenzione ai grandi progetti green debba tenere in seria considerazione come i processi decisionali, le concessioni date al “progresso tecnologico e green”, gli accordi bilaterali che le istituzioni realizzano anche con finanziatori poco trasparenti siano, a vario titolo, collegati alla fase finale che mira alla devastazione, la distruzione della ricchezza in mano alle famiglie e delle persone; si conclude la parte saliente. La situazione descritta appare complessa e che in Sardegna si possa “fare uno schema di lavoro” per far capire l’entità del disastro al pubblico ed è per questa ragione che a nome di tutti gli interlocutori di questo dialogo voglio ringraziare Telecolor del lodevole impegno profuso nell’opera di informazione che unita a Radio Idea e al circuito Airplay contribuiscono a diffondere informazione di altissimo valore sociale a quanta più gente possibile. La registrazione di questa interessante conversazione e la libera nostra sintesi con i punti principali di Alessandro e Walter che fanno da analisi e denuncia sull’inganno legato alla svolta nel campo energetico, sono in onda su Radio Idea e le radio del circuito Airplay.
Quando, da due anni a questa parte, ne parlavamo a Radio Idea nella rubrica Idea News Magazine condotta da Roberto Nuzzo (in onda il lunedì e sabato alle 18:00 e il mercoledì alle 10:00):
ascoltabile oltre che in FM anche sul sito www.radioidea.it e in podcast nell'apposita sezione o anche sui nostri social, ci dicevate che non era vero nulla. Ora, grazie al grande lavoro comunicativo del Maresciallo AM Roberto Nuzzo, a Radio Idea, all'emittente Telecolor e a tutte le emittenti del Circuito Airplay, iniziano a parlarne anche i media nazionali. Ma non è tutto: è stata presentata da parte del presidente del "Comitato Nazionale Moratoria Geoingegneria" Maurizio Blo una petizione al Senato della Repubblica. Annunciata all’Assemblea del Senato nella seduta n. 201 del 25 giugno 2024, recante il numero 919, è stata assegnata alla 8a Commissione permanente (Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica), che ne curerà i seguiti secondo quanto previsto dall'articolo 141 del Regolamento del Senato. Continuate ad ascoltarci e sarete informati sul proseguo degli eventi.
Vi riproponiamo un servizio di Mediaset Infinity del 18 aprile 2024
Per chi volesse supportare la difficile lotta del "Comitato Nazionale Moratoria Geoingegneria" che si sta adoperando per il bene di tutti, può versare anche un piccolo contributo, al presidente: Blò Maurizio Michele IBAN: IT36Y3608105138294103994108 di Poste Italiane. Grazie.