lunedì 23 settembre 2024

Gianfranco Sorangelo intervista: Valentina Parisse

MINIMAL è il nuovo singolo di VALENTINA PARISSE, disponibile da venerdì 30 agosto, su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica. Il brano, pubblicato dalla label indipendente LAB e distribuito da Universal, segna il ritorno dell'artista dopo oltre un anno trascorso in studio di registrazione per la preparazione del prossimo progetto discografico e rappresenta un nuovo capitolo nel suo percorso musicale caratterizzato da sonorità nuove e con intrecci pop e rock estremamente attuali.

Con MINIMAL, brano scritto dall’artista, prodotto da Renzo Stone e mixato dal rinomato ingegnere del suono Chris Lord Alge (già 5 volte vincitore del Grammy Award nonché produttore esecutivo dell’intero progetto), VALENTINA PARISSE ci porta in un mondo in cui il rumore della quotidianità viene messo a tacere per fare spazio a momenti di intimità e connessione (Tutto questo rumore come si silenzia? / Non sai che casino che ho nella testa). Un invito a vivere appieno il momento presente, senza fretta e senza interferenze (Non avere fretta / che nessun altro è invitato alla nostra festa), ma anche a godersi la vita in modo semplice e intenso.

Il brano celebra poi il legame esclusivo tra due persone (Restiamo noi due sotto questa coperta / sulla stessa frequenza) e l'importanza di condividere in modo libero e autentico i momenti con la persona amata, lontani dalle distrazioni del mondo esterno (Chi se ne frega se il resto ci aspetta e Facciamo come ci pare / per non sentire nient’altro che te, che me), trasmettendo un messaggio di indipendenza emotiva e ribellione verso le convenzioni.

Grazie al suo sound contemporaneo, MINIMAL è un'esplosione di freschezza: vivace, coinvolgente e irresistibilmente ritmato. La traccia si evolve con un crescendo che culmina in un ritornello esplosivo, creando un climax che accende l'energia e fa venire voglia di ballare.

Il mood di MINIMAL è liberi di essere liberi ma è anche soprattutto un ritorno alla semplicità” racconta VALENTINA PARISSE: “dare importanza alla libertà di espressione e alla forza dello stare insieme che infonde agli individui la necessità di apprezzare i momenti più intimi e di avere cura delle piccole cose rispetto alle costrizioni e i ritmi asfissianti che la nostra società ci impone rendendoci sempre votati all’essere performanti”.

Valentina Parisse con Minimal è Disconovità dal 23 al 29 settembre 2024

Ascolta l'intervista esclusiva su Radio Idea e Circuito Airplay

giovedì 19 settembre 2024

HA FINITO LA SUA PARTITA, SCHILLACI...

 Dedicato a Totò

di Anna Turletti


LA MORTE POCHE ORE FA, a soli 59 anni di Totò Schillaci, famoso ex calciatore italiano, ha creato un grande vuoto nel mondo del calcio e tra i suoi numerosi ammiratori. Nato il 1 dicembre 1964 a Palermo, Schillaci è divenuto famoso soprattutto per la sua eccezionale performance ai Mondiali di Italia ’90. Con sei gol segnati, ha portato la squadra italiana fino alla semifinale e si è meritato il titolo di capocannoniere del torneo, nonché un pallone d’oro. “Tutti affettuosamente lo chiamiamo Totò”, si diceva di colui che divenne una leggenda in quegli anni, non solo per le sue doti tecniche, bensì anche per la sua grinta e passione, sfoggiate sul campo.

Dopo aver iniziato la sua carriera calcistica nel Messina, ha avuto l’opportunità di giocare per squadre rinomate come Juventus e Inter, dove si è distinto come un attaccante velocissimo e implacabile davanti alla porta. Grazie alla sua determinazione e alla capacità di segnare gol decisivi, è diventato un simbolo del calcio italiano negli anni ’90. 




Pur avendo una carriera internazionale relativamente breve, la sua performance durante i Mondiali del ’90 lo ha consacrato come uno dei giocatori più amati nella storia del calcio italiano. E’ stato anche il primo giocatore italiano ad avere militato con successo, verso fine carriera, in una squadra giapponese, dopo aver giocato nella Juventus e nell’Inter.

Successivamente al ritiro dal calcio professionistico, Schillaci si impegnò in diverse attività, tra le quali la gestione di una scuola di calcio, con l’obiettivo di trasmettere alle giovani generazioni sia la sua passione che la sua esperienza. In aggiunta, è stato presente in trasmissioni televisive, mantenendo così un rapporto continuativo con il pubblico. 




Negli ultimi tempi era tornato alla ribalta per problemi di salute: recentemente si era tornati a scrivere sulle testate giornalistiche, specie quelli sportive, che da tempo combatteva contro una malattia grave, ma nessuno aveva specificamente rivelato da quanto tempo e di quale malattia si trattasse.

Ma ora che purtroppo, dopo l’aggravamento di questi ultimi giorni di cui era trapelata notizia, abbiamo avuto la conferma che si trattava di un tumore, nello specifico al colon, il nostro pensiero è corso alla perdita recente e inaspettata di altri campioni famosi del calcio (e non solo!!!) come Vialli, Mihailovich, Pelè (anche lui malato di tumore al colon!) e altri, ai quali è stata per esempio associata, dopo un periodo di ritorno alla salute, una recidiva oncologica feroce e una morte in tempi rapidi.

E sempre il nostro pensiero è volato alle parole di famosi dottori onesti, spesso avversati, denigrati ed emarginati dai regimi farmaceutico-sanitari, finanche dei premi nobel come il compianto Dottore francese Luc Montagnier, i quali avevano avvertito il mondo delle probabili e temibili correlazioni tra la somministrazione di sieri genici a mRNA, i problemi al sistema immunitario (legati alla proteina spike?) e di conseguenza l’insorgenza di temibili turbo-cancri, come quelli che la statistica ci conferma essere cresciuti mostruosamente, come un incubo, tra giovani, adulti e anziani, in questi ultimi 2-3 anni. Ma per Schillaci non sapremo mai che cosa realmente è successo…




Ora però il nostro pensiero torna a Totò, giocatore verace del Sud, mai snob e sempre combattente sul campo: il suo addio lascia uno sconcerto profondo nel mondo del calcio, ma resterà per sempre nei cuori dei tifosi come un campione indimenticabile. Schillaci, uno degli eroi di Italia ’90, che ha fatto sognare un intero Paese per poco tempo, rimarrà sempre un simbolo.

Anna

lunedì 16 settembre 2024

GUERRA A GEOINGEGNERIA E 5G: intervista esclusiva al Dott. Agostino Ciucci


Si è tenuto a Castrì di Lecce un importante evento nazionale, organizzato dal Sindaco, per discutere di tematiche scottanti come la geoingegneria e il 5G. All'incontro hanno partecipato esperti provenienti da diversi ambiti, tra cui il Maresciallo AM Roberto Nuzzo, il prof. Piergiorgio Spaggiari, il dr. Agostino Ciucci, il dr. Gaetano Tursi, l'arch. Maurizio Ambrosini e Lorenzo Cannataro dei Guardiani del Cielo.

Roberto Nuzzo ha introdotto la conferenza lodando il ruolo dell'amministrazione locale e dei sindaci nell'affrontare queste tematiche cruciali. Ha inoltre offerto una panoramica sull'uso militare della geoingegneria e sul controverso impatto del 5G, sottolineando i potenziali rischi per la salute e la libertà individuale. Nuzzo ha invitato il pubblico a rimanere informato e critico rispetto alle narrazioni ufficiali, promuovendo un dialogo aperto sui pericoli legati a queste tecnologie.

Oggi abbiamo il piacere di intervistare il dott. Agostino Ciucci, medico del pronto soccorso e protagonista attivo nell'evento di Castrì, per approfondire questi temi e capire meglio la sua visione, soprattutto in relazione alla sua esperienza nel campo medico.

Il Dott. Agostino Ciucci è una figura nota nella città di Lecce, non solo per il suo ruolo di medico chirurgo presso il pronto soccorso dell'Ospedale Vito Fazzi, ma anche per la sua candidatura a sindaco e il suo impegno nelle recenti elezioni comunali. 

Oltre alla sua carriera medica, il Dott. Ciucci ha ricoperto un ruolo di grande importanza nella gestione delle emergenze durante la pandemia, dimostrandosi un punto di riferimento per la comunità leccese. 

È noto anche per le sue posizioni critiche nei confronti dei protocolli ministeriali durante l'emergenza sanitaria, difendendo con tenacia la sua idea di "scienza e coscienza" al servizio della persona.

Qui pubblichiamo le 4 parti dell'intervista esclusiva al Dott. Agostino Ciucci realizzata per il Circuito Airplay e Radio Idea dall'Ing. Mario Di Gregorio.

Prima parte:
Seconda parte:
Terza parte:
Quarta ed ultima  parte:

domenica 15 settembre 2024

SASINAE - FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA CANZONE 2025


Al Sasinae Festival seconda edizione, possono partecipare artisti singoli o costituiti in gruppo, italiani e stranieri, interpreti e cantautori, con un brano edito o inedito. La domanda va inviata entro il 31 gennaio 2025. 

Presidente di Giuria: Rory DI BENEDETTO (Autore multiplatino, produttore, manager e Talent Scout di case discografiche: Warner, Sony, Universal, Sugar);

Direttore Artistico Antonio CHINDAMO (Produttore Discografico, titolare di Auditoria Records);

Direttore Musicale: Joele MICELLI (Violinista e Compositore: collaborazioni con Marco Mengoni, Marco Ferradini, ….).

Il regolamento può essere scaricato dal seguente link: https://virtueconoscenza.com/sasinae-festival/ o potrà essere richiesto alla Segreteria tramite email: sasinae.festival@gmail.com 

WeAreInPuglia: La Nuova Campagna Turistica che Racconta l'Accoglienza come Patrimonio Immateriale


Il 15 settembre 2024 prende il via la nuova campagna di comunicazione turistica della Regione Puglia, che durerà fino al 15 gennaio 2025. Il focus principale è l'accoglienza, definita come un patrimonio immateriale della regione, valorizzata attraverso uno spot pubblicitario che sarà trasmesso sulle principali reti italiane e internazionali.
Realizzato da Maga Productions, lo spot racconta l'accoglienza pugliese attraverso sei gesti simbolici, ambientati in luoghi caratteristici della regione, come la Valle d'Itria, Bari, Lecce e Taranto. La promozione non si limita solo allo spot sull'accoglienza, ma include anche contenuti legati a wedding, sport, enogastronomia, borghi e siti UNESCO. L'obiettivo è diversificare l'offerta turistica pugliese, estendendo la stagione oltre i mesi estivi.
La campagna si svilupperà in Italia e in tutto il mondo, con un focus particolare su mercati come Stati Uniti, Canada, Brasile, Giappone e Corea. "La Puglia si racconta al mondo come una destinazione di accoglienza unica", ha dichiarato l'assessore al Turismo, Gianfranco Lopane. Anche il Presidente Michele Emiliano ha sottolineato l'importanza di formare professionisti per migliorare la qualità dei servizi turistici.
Con un investimento di oltre 2,6 milioni di euro, la campagna punta a consolidare il brand Puglia come una destinazione autentica e sostenibile, capace di attrarre turisti 365 giorni l'anno.
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venerdì 13 settembre 2024

Cinema: 'Vakhim' di Francesca Pirani in concorso al Salina Doc Festival


Dopo il successo di pubblico e critica riscosso all’ultima Mostra di Venezia, dove è stato presentato alle Notti Veneziane, spazio off delle Giornate degli Autori, VAKHIM, film documentario di Francesca Pirani, sarà presentato in concorso alla 18° edizione del Salina Doc Fest – Festival Internazionale del Documentario Narrativo, diretto da Giovanna Taviani e Antonio Pezzuto.
In programma venerdì 13 settembre, quando verrà proiettato alle 11.30 presso il Centro Congressi di Malfa, il film, prodotto da Luca Criscenti per Land Comunicazioni, in collaborazione con Valeria Adilardi, è un racconto potente che affronta una storia intima e personale in cui risuonano temi universali: il dramma delle separazioni, la perdita degli affetti, il rapporto genitori figli, la difesa della memoria e dell’identità culturale.
SINOSSI
Adottato in Cambogia a quattro anni, Vakhim arriva in Italia nel 2008. Parla solo khmer e tutto intorno a lui è sconosciuto è un bambino solare e per adattarsi rimuove le tracce della sua breve vita che però non scompare del tutto.
In Italia c’è Maklin, la sorella maggiore e dopo qualche anno arriva una lettera: è la madre naturale di Vakhim che chiede del figlio. Francesca e Simone, i genitori adottivi, decidono di andarla a cercare.

NOTE DI REGIA La scelta stilistica è nata spontaneamente, assecondando la qualità intima del materiale filmato e le sue potenzialità. Quelli che dovevano essere semplici filmati di famiglia, diventano lo sguardo partecipe e la testimonianza di un distacco imposto, drammatico, dal mondo di Vakhim. Il film ha la mia voce narrante – come madre e regista del film – a fare da contrappunto alle immagini. Una commistione di repertorio privato e nuove riprese, cui è affidato il compito di dar corpo alla vita nascosta nella mente di Vakhim. Il linguaggio si destruttura con l'avanzare della storia, abbandonando la costruzione strettamente realistica, grazie alle riprese realizzate ex novo in Cambogia. Il viaggio di ritorno nella zona d’origine, il rapporto con i bambini e i contadini che interpretano i ricordi di Vakhim e di sua sorella Maklin, le loro emozioni nel ritrovarsi in quel mondo, l’incontro con la madre naturale, sono caratterizzati da un linguaggio visivo che alterna al realismo del tempo presente quello più libero della memoria. Per questa ragione ho utilizzato linguaggi visivi differenti, a cui corrispondono anche mezzi tecnici di ripresa diversi. Le ricostruzioni dei ricordi di Vakhim e Maklin in Cambogia hanno un carattere più cinematografico, il diario di viaggio,invece, uno stile totalmente realistico cui è affidata anche la narrazione del clima delle riprese, gli stati d’animo di Vakhim e Maklin, le notizie che arrivano sulla madre naturale, i primi contatti, sino allo sconvolgente incontro con lei. Questi due piani narrativi scivolano senza soluzione di continuità dalla finzione alla realtà, dal passato cambogiano al presente italiano, conferendo così verità ma anche livelli differenti di interpretazione alle immagini. Un linguaggio non centrato sulla narrazione lineare, ma che si adegua alla flessibilità del mondo interno, nel quale il tempo si dilata e si contrae. Rimescolando continuamente sensazioni, ricordi e associazioni improvvise, per restituire un'immagine di quella realtà invisibile, racchiusa ora nella memoria del bambino ora in quella dello stesso divenuto adulto. Lasciarlo affiorare, talvolta irrompere, fra le maglie del racconto, cercando nella memoria intermittente di un ragazzo il punto di vista di un bambino: per scorci, dettagli, suoni, voci. Uno sguardo che si muove nel perimetro circoscritto della sua minuscola capanna, dei campi adiacenti, nelle piantagioni di alberi di caucciù dove lavorava sua madre.(Francesca Pirani) NOTE DI PRODUZIONE Vakhim affronta, con la forza di una storia vera, un tema poco esplorato, quello delle adozioni. In realtà è molto di più di un documentario sulle adozioni: è un film sulle separazioni, sulla memoria, sulla ricerca delle proprie origini e del proprio passato. La storia sentimentale di un mondo perduto e ritrovato. La sfida produttiva è stata quella di accompagnare Francesca nell’originale lavoro di commistione fra materiale di repertorio e girato.
Un vero e proprio ponte tra passato e presente,tra il 2008, l’anno in cui Vakhim è stato adottato, e il 2023, l’anno del ritorno in Cambogia, quando Vakhim ha potuto finalmente specchiarsi nella propria infanzia. Intorno a questi due elementi visuali si muove il senso stesso del film. Le straordinarie immagini di repertorio girate dalla regista sono immagini “oggettive”, spina dorsale del racconto “diaristico” di un bambino che cresce. Ma sono anche la testimonianza di un passato che proprio quando sembra stia per perdersi, improvvisamente riaffiora, in modo inaspettato: prima con il ritrovamento della sorella maggiore, Maklin, e di altri due fratelli, tutti adottati in Italia; poi, col riapparire della madre biologica dei ragazzi, attraverso l’arrivo di alcune lettere.
#radioidea #ideanews #cinema
Trailer
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