lunedì 31 agosto 2026

Dal 2017 alla “policrisi”: il Festival della Cooperazione Internazionale compie dieci anni e interroga il futuro

Crisi economiche, pandemia, emergenze ambientali e guerre hanno accompagnato la storia della manifestazione. Nel 2026 il decennale tra Ostuni, San Vito dei Normanni, Francavilla Fontana e Lucera

Quando il Festival della Cooperazione Internazionale muoveva i primi passi nel 2017, difficilmente si sarebbe potuto prevedere quanto rapidamente sarebbe cambiato il mondo nei dieci anni successivi.

Crisi economiche, pandemia, emergenze ambientali, guerre e tensioni geopolitiche hanno segnato un decennio nel quale fenomeni apparentemente differenti hanno finito sempre più spesso per intrecciarsi.

È quella che i promotori definiscono “policrisi” e dalla quale partirà la decima edizione del Festival, intitolata “Civiltà dell’amore, civiltà della terra”.

Un anniversario che non vuole guardare soltanto indietro

Il decennale sarà celebrato nell'autunno 2026 con un programma diffuso tra Ostuni, San Vito dei Normanni, Francavilla Fontana e Lucera.

Ma l'anniversario non sarà utilizzato soltanto per ripercorrere quanto realizzato nelle nove edizioni precedenti.

L'obiettivo dichiarato è interrogarsi su ciò che viene dopo, partendo da una constatazione: di fronte alla frammentazione del presente occorre tornare a individuare ciò che può unire persone e popoli.

Da qui il richiamo alla “civiltà dell’amore”, intesa come ricerca di un modello di convivenza fondato su pace, solidarietà, diritti, inclusione e custodia dell'umano.

Pensiero e azione nei “Dialoghi di civiltà”

Uno degli strumenti scelti saranno i nuovi “Dialoghi di civiltà”, che metteranno in relazione filosofia, società, geopolitica, cooperazione e responsabilità collettiva.

L'intenzione è evitare che la riflessione resti esclusivamente teorica, facendo dialogare il pensiero con esperienze e proposte concrete.

La stessa impostazione caratterizzerà gli approfondimenti sui conflitti in Ucraina, Palestina e Sud Sudan, utilizzati come punto di partenza per affrontare il tema della solidarietà internazionale e delle conseguenze delle guerre sulle persone più vulnerabili.

La custodia dell’umano

A promuovere il Festival sono la Rete Italiana Disabilità e Sviluppo e l'Associazione Italiana Amici di Follereau.

Nel 2026 particolare attenzione sarà dedicata ai vent'anni della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, attraverso il convegno nazionale “Salute e Inclusione”.

Nel programma entreranno inoltre il tema delle persone con demenza e le esperienze delle sette Comunità Amiche delle Persone con Demenza della Puglia.

Dal 7 all'11 ottobre, infine, Ostuni ospiterà il Campo studi AIFO.

Dieci anni dopo il primo appuntamento, il Festival riparte quindi dalla convinzione che le crisi del presente non possano essere affrontate soltanto separatamente, ma richiedano una nuova capacità di pensare insieme pace, ambiente, diritti e dignità della persona.

martedì 25 agosto 2026

«Non bruciamo i 300 milioni dei Giochi del Mediterraneo»: Monaco (Utelit Consum) elogia Ferrarese e rilancia periferie e riconversione dell’Ilva

Il Presidente Nazionale dell’Associazione Consumatori elogia il lavoro del Commissario Massimo Ferrarese e guarda oltre l’evento: «Il modello utilizzato per le opere diventi il punto di partenza per un progetto speciale dedicato alla città, senza dimenticare i lavoratori»

Mentre Taranto vive i XX Giochi del Mediterraneo e si trova al centro dell’attenzione nazionale e internazionale, il Presidente Nazionale di Utelit Consum, Rocco Monaco, parte dal risultato raggiunto con la realizzazione delle opere per guardare già alla sfida successiva: trasformare il grande evento sportivo in un punto di partenza per il futuro della città.

Per Monaco, il lavoro portato avanti dal Commissario Straordinario Massimo Ferrarese rappresenta un esempio concreto di capacità amministrativa e realizzativa che merita di essere riconosciuto, soprattutto alla luce dei tempi estremamente ridotti nei quali è stato necessario preparare Taranto a un appuntamento internazionale di questa portata.

«Siamo di fronte a un vero e proprio modello amministrativo ed esecutivo che merita di essere evidenziato a livello nazionale», dichiara Rocco Monaco. «Nonostante i tempi strettissimi, l’operato del Commissario Straordinario Massimo Ferrarese è stato impeccabile. È stato dimostrato che anche davanti a una sfida enorme è possibile realizzare infrastrutture di altissima qualità, rispettando le risorse pubbliche e raggiungendo gli obiettivi».

Dai Giochi alla città: «Adesso un progetto speciale per le periferie»

Secondo il Presidente Nazionale di Utelit Consum, tuttavia, proprio il successo dei Giochi deve aprire una nuova fase. Dopo gli importanti interventi realizzati per accogliere la manifestazione, l’attenzione deve progressivamente allargarsi alle altre necessità di una città che per decenni ha pagato un prezzo altissimo sul piano ambientale, sociale ed economico.

«Taranto è stata una città martoriata per troppi anni e oggi finalmente abbiamo davanti agli occhi un’immagine diversa», sottolinea Monaco. «Il lavoro realizzato per i Giochi dimostra quello che si può fare quando esistono obiettivi, responsabilità e capacità di portarli a termine. Adesso, però, bisogna continuare. Dopo gli interventi realizzati per la città in occasione dei Giochi, credo sia arrivato il momento di pensare a un progetto speciale dedicato alle periferie, perché il rilancio di Taranto deve riguardare tutto il territorio e tutti i cittadini».

L’obiettivo, secondo Utelit Consum, deve essere quello di evitare che l’eccezionale accelerazione impressa dai Giochi resti circoscritta alla manifestazione sportiva. Le infrastrutture realizzate devono continuare a vivere e, soprattutto, il metodo utilizzato per raggiungere questo risultato può rappresentare un riferimento per affrontare altre questioni strategiche della città.

«Il patrimonio realizzato continui a vivere»

Resta quindi centrale anche il futuro delle opere costruite e riqualificate per i Giochi del Mediterraneo.

«Abbiamo investito oltre 300 milioni di euro in impianti e infrastrutture che stanno regalando prestigio e visibilità a Taranto e alla Puglia. Non possiamo permettere che, una volta conclusi i Giochi, questo patrimonio perda progressivamente valore. Le strutture devono continuare a essere utilizzate per lo sport, i giovani, le associazioni e per creare nuove occasioni di sviluppo sociale ed economico», afferma Monaco.

Per il Presidente di Utelit Consum, è proprio la capacità di costruire un’eredità duratura a determinare il vero successo di un grande evento: non soltanto ciò che accade durante i giorni delle competizioni, ma soprattutto quello che rimane alla comunità negli anni successivi.

Il nodo Ilva: «Riconversione sì, ma salvando tutti i lavoratori»

Nel futuro immaginato da Monaco per Taranto entra inevitabilmente anche la grande questione industriale. Il Presidente Nazionale di Utelit Consum richiama la necessità di affrontare il tema dell’Ilva attraverso un progetto di riconversione capace di coniugare il futuro della città con la tutela dell’occupazione.

«Da decenni continuiamo a spendere risorse enormi senza riuscire a dare una soluzione definitiva. Io credo che serva un grande progetto di riconversione dell’Ilva, ma con un punto fermo: salvaguardare tutti i lavoratori», afferma Monaco. «Non possiamo pensare che la risposta sia lasciare per quindici o vent’anni delle persone in cassa integrazione. Sono lavoratori, professionalità e famiglie che devono tornare a essere protagonisti. Anche un percorso di riconversione e di eventuale smantellamento richiederebbe moltissime figure professionali: utilizziamo queste competenze, formiamo dove necessario e restituiamo a queste persone un ruolo produttivo».

L’appello di Rocco Monaco è dunque quello di non considerare i Giochi come un traguardo isolato, ma come la dimostrazione di ciò che Taranto può realizzare quando istituzioni, risorse e capacità amministrativa vengono indirizzate verso un obiettivo preciso.

«Ferrarese ha dimostrato che, anche partendo con tempi difficilissimi, i risultati possono arrivare. Adesso bisogna avere lo stesso coraggio per affrontare le altre grandi sfide di Taranto: far vivere le opere realizzate, intervenire seriamente sulle periferie e costruire una riconversione industriale che tuteli i lavoratori. I Giochi stanno mostrando al mondo una Taranto nuova: facciamo in modo che questa trasformazione continui anche quando le gare saranno finite», conclude il Presidente Nazionale di Utelit Consum.

lunedì 24 agosto 2026

Nuova Panda, Rialzi 4×4 prepara la sospensione rialzata ad aria

L’azienda di Margine Coperta lavora da circa nove mesi a una nuova soluzione dedicata all’ultima generazione della Panda


Dopo oltre trent’anni di esperienza legata alla Panda, Rialzi 4×4 guarda alla nuova generazione della vettura e lavora a un progetto di sospensioni rialzate ad aria.


L’azienda ha sede a Margine Coperta, frazione del comune di Massa e Cozzile, in provincia di Pistoia, ed è specializzata nella progettazione e realizzazione di kit di rialzo, molle, sospensioni, ammortizzatori rialzati e rinforzati e componenti per Panda e mezzi destinati all’off road.


La sua storia parte da una passione per la Panda nata nel 1992, mentre il Team Rialzi 4×4 è operativo dal 1998. Un percorso iniziato con semplici sperimentazioni e progressivamente evoluto attraverso lo sviluppo di soluzioni sempre più complesse.


L’ultima novità riguarda proprio la nuova Panda.


Da circa nove mesi Rialzi 4×4 sta infatti lavorando a una sospensione specifica basata su un sistema di sollevamento ad aria.


Il progetto punta a superare la configurazione basata esclusivamente sulla tradizionale molla, introducendo un elemento pneumatico all’interno del sistema di sospensione.


Si tratta di un nuovo passaggio nel percorso tecnico dell’azienda.


Dai primi rialzi degli anni Novanta si è arrivati alle modifiche sulla componentistica dell’avantreno, quindi alle sospensioni regolabili, filettate e maggiorate e ai più recenti kit nei quali è possibile intervenire su diversi parametri dell’assetto.


Adesso la nuova frontiera è rappresentata proprio dalla tecnologia ad aria.


Anche questa soluzione, secondo quanto indicato da Rialzi 4×4, viene sviluppata e costruita in Italia, mantenendo la filosofia produttiva seguita dall’azienda.


La nuova Panda diventa così il prossimo capitolo di un rapporto iniziato più di trent’anni fa: cambiano le generazioni dell’auto, ma Rialzi 4×4 continua a sviluppare nuove soluzioni per portarla oltre i limiti dell’utilizzo tradizionale.

venerdì 14 agosto 2026

Alessio Sundas: «Il talento va dimostrato». Nasce il Principio di Valorizzazione per cambiare il calcio

Il procuratore sportivo punta su dati, algoritmi e analisi delle performance: al centro Algorithm.Soccer e un percorso dedicato soprattutto ai giovani tra i 13 e i 17 anni

Il calcio entra sempre più nell'era dei dati e Alessio Sundas vuole trasformare questa evoluzione in un nuovo metodo per individuare e sviluppare il talento. L'imprenditore e procuratore sportivo italiano presenta il “Principio di Valorizzazione di Sundas”, un modello che integra osservazione tradizionale, analisi delle prestazioni e percorsi individuali di crescita.

Alla base c'è una convinzione precisa: avere talento non significa automaticamente riuscire a trasformarlo in una carriera.

«Un talento nascosto è come un Van Gogh o un Monet chiuso in una stanza: può avere un valore enorme, ma se nessuno riesce a vederlo quel valore rischia di rimanere sconosciuto», sostiene Sundas.

La proposta non vuole sostituire scout, allenatori e osservatori con algoritmi. Al contrario, Sundas immagina una combinazione tra esperienza umana e parametri oggettivi.

L'obiettivo è riuscire a stabilire non soltanto se un giocatore sia promettente, ma perché lo sia, quali caratteristiche possieda e quali aspetti debba migliorare.

«Non possiamo limitarci a dire che un giocatore è forte. Dobbiamo spiegare perché. Il calcio deve passare dal “secondo me” al “dimostramelo”».

Lo strumento attraverso il quale applicare questo principio è Algorithm.Soccer, piattaforma che utilizza la ASM Measurement Unit, un'unità proprietaria pensata per analizzare differenti indicatori tecnici, atletici e tattici.

La misurazione diventa quindi il punto di partenza, non quello di arrivo: individuata una carenza, il passo successivo consiste nella costruzione di un programma personalizzato per migliorarla.

Particolare attenzione viene dedicata alla fascia tra 13 e 17 anni.

Per Sundas è proprio durante questa fase che l'analisi può assumere il maggiore valore formativo.

«Il dato non deve bocciare un ragazzo. Deve aiutarlo a capire quale strada seguire per migliorare».

La sfida è utilizzare tecnologia, analisi video e intelligenza artificiale per rendere più leggibile il potenziale dei calciatori anche in un mercato internazionale.

«Il futuro appartiene alla performance misurabile. Il talento resta fondamentale, ma bisogna riuscire a dimostrarne il valore».

mercoledì 12 agosto 2026

Assistenza domiciliare: «In Puglia i pazienti fragili costretti in ospedale per una terapia che potrebbero fare a casa», la denuncia di Rocco Monaco (Utelit Consum)


Il presidente nazionale di Utelit Consum denuncia limiti orari e graduatorie dell’Assistenza Domiciliare Integrata in Puglia e chiama in causa Regione, ASL e Consiglio regionale: «Costringere un paziente al ricovero per una terapia che potrebbe ricevere a casa è uno spreco oltre che un problema di dignità»


L’Associazione Nazionale Consumatori Utelit Consum, sotto la guida del suo Presidente Nazionale Rocco Monaco, solleva una grave criticità che colpisce quotidianamente centinaia di cittadini e famiglie fragili in tutta la Regione Puglia: le inefficienze strutturali e i limiti orari dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI).

Attualmente, persone in condizioni di estrema fragilità e non autosufficienza si trovano non solo costrette ad affrontare liste d’attesa e graduatorie per accedere alle cure a casa, ma devono anche fare i conti con un servizio erogato esclusivamente nella fascia oraria tra le 07:45 e le 13:30.


Una situazione che, secondo Utelit Consum, finisce per produrre un vero e proprio paradosso: quando una terapia non può essere garantita a domicilio negli orari necessari, l’alternativa diventa il ricovero ospedaliero, con conseguenze per il paziente e costi ben più elevati per la collettività.
 

Il confronto con le altre Regioni: «E poi ci vogliamo paragonare al Nord?»


Come fermamente evidenziato dal Presidente Nazionale Rocco Monaco: «Ci riempiamo spesso la bocca di grandi proclami, ma poi ci vogliamo davvero paragonare alle Regioni del Nord?».


Mentre in diverse realtà italiane, come Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Lazio, Toscana e Piemonte, l'Assistenza Domiciliare è ampiamente strutturata fino alle ore 20:00 e prevede la copertura o pronta reperibilità H24 (24 ore su 24, 7 giorni su 7) per i pazienti ad alta complessità e per la somministrazione di terapie salvavita, in Puglia il servizio si interrompe a metà giornata.


Un'organizzazione così rigida genera, secondo l’associazione, un paradosso insostenibile per la salute dei pazienti e per la stessa organizzazione sanitaria: terapie che potrebbero essere somministrate a domicilio rischiano di trasformarsi nella necessità di un ricovero ospedaliero.


Per Monaco il problema, dunque, non riguarda soltanto l’estensione dell’orario di un servizio, ma investe direttamente il modello di assistenza riservato alle persone più fragili e il modo in cui vengono utilizzate le risorse della sanità pubblica.


Le richieste ufficiali a Regione, ASL e Consiglio Regionale


Attraverso questa nota ufficiale, il Presidente Nazionale dell'Associazione Nazionale Consumatori Utelit Consum, Rocco Monaco, invia una segnalazione formale diretta al Presidente Antonio Decaro, all'Assessore Donato Pentassuglia, a tutti i Consiglieri Regionali e ai Direttori Generali delle ASL pugliesi, chiedendo di azzerare questo divario e adeguare la sanità pugliese agli standard delle regioni più avanzate d'Italia mediante:

  • L'eliminazione delle graduatorie di blocco per le prestazioni ADI a favore dei pazienti ad alta complessità e fragilità;

  • L'estensione della copertura oraria dell'ADI alle fasce pomeridiane e serali, almeno fino alle ore 20:00 e con turnazione/reperibilità H24 per le terapie infusionali complesse;

  • L'istituzione di un servizio rapido di continuità terapeutica ospedale-territorio per la gestione dei farmaci ad uso ospedaliero a domicilio.

«Non è ammissibile che la mancanza di un turno infermieristico pomeridiano trasformi gli ospedali pugliesi in parcheggi per terapie che in altre Regioni d'Italia vengono eseguite comodamente a casa H24. Chiediamo alle autorità sanitarie e ai consiglieri regionali risposte immediate e un piano di riorganizzazione dell'ADI che metta davvero al centro la dignità del paziente e l'uso efficiente delle risorse pubbliche», dichiara con forza il Presidente Nazionale Rocco Monaco.

martedì 11 agosto 2026

“Visioni Future, dai sogni alla realtà”: inaugurata al Museo Civico di Ostuni la mostra promossa dal Gruppo Giovani Soci della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni


Fino al 31 agosto in esposizione le opere realizzate da dodici ragazzi del Villaggio SOS di Ostuni attraverso un percorso educativo dedicato all’intelligenza artificiale generativa


È stata inaugurata giovedì 7 agosto al Museo Civico di Ostuni, in Via Cattedrale, 15, la mostra “Visioni Future, dai sogni alla realtà”, progetto promosso dal Gruppo Giovani Soci della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni che ha coinvolto dodici ragazze e ragazzi del Villaggio SOS di Ostuni in un percorso educativo e creativo dedicato all’intelligenza artificiale generativa.


L’esposizione, visitabile fino al 31 agosto, rappresenta una nuova tappa di un progetto che nei mesi scorsi aveva visto le opere presentate per la prima volta negli spazi della Banca. L’iniziativa prosegue così il proprio percorso aprendosi a un pubblico ancora più ampio e confermando il valore della collaborazione tra cooperazione, realtà sociali e istituzioni culturali del territorio.


Un percorso tra tecnologia, creatività e futuro


Il progetto, curato dagli esperti di Aulab, si è sviluppato attraverso cinque incontri formativi basati sul metodo del learning by doing. I ragazzi sono stati accompagnati alla scoperta dei modelli di intelligenza artificiale generativa e delle tecniche di prompt engineering, sperimentando la realizzazione di immagini, illustrazioni, video e contenuti audio.

Il percorso si è tradotto nel progetto “Visualizza il tuo futuro con l’IA!”, durante il quale ogni ragazzo ha potuto mettere a frutto le competenze acquisite per realizzare delle bellissime rappresentazioni visive.


Le dodici opere esposte diventano così il racconto di altrettanti modi di guardare al domani. Sogni, emozioni, speranze e aspirazioni prendono forma attraverso la tecnologia, utilizzata non come fine ma come strumento creativo ed educativo capace di dare voce ai giovani.


Ad accogliere l’esposizione è il Museo Civico di Ostuni, nell’ambito di un percorso orientato a rafforzare il rapporto tra l’istituzione culturale e la comunità.


«Il Museo di Ostuni è ben lieto di ospitare questa mostra perché intercetta una direttrice di marcia del Museo: quella di aprirsi nei confronti della società e della realtà circostante, raccogliendone istanze ed esigenze. Un progetto come questo possiede una valenza sociale ed educativa particolarmente significativa», ha dichiarato il presidente dell’Istituzione Museo di Ostuni, Giuseppe Abbracciavento.


Abbracciavento ha posto l’accento anche sul rapporto tra tecnologia e persona: «Si parla spesso della necessità di conservare una “riserva di umanità” di fronte all’intelligenza artificiale. I lavori realizzati dai ragazzi dimostrano invece come possa esserci un vero riempimento di umanità, perché attraverso queste opere la tecnologia viene arricchita dalle relazioni, dall’incontro e dall’esperienza umana».


Una prospettiva che guarda anche all’evoluzione del Museo, con l’obiettivo, ha sottolineato Abbracciavento, di «restituire alla comunità un museo aperto al futuro, in grado di percorrere nuove strade».


Il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, Francesco Zaccaria, ha sottolineato il valore della prosecuzione del percorso espositivo e la capacità del progetto di creare una rete tra giovani, cooperazione e territorio.


«Siamo particolarmente soddisfatti che “Visioni Future” prosegua il proprio percorso all’interno del Museo Civico di Ostuni. Un progetto nato dalla collaborazione tra la nostra Banca, il Gruppo Giovani Soci e il Villaggio SOS continua così a incontrare la comunità e a raccontare le aspirazioni dei suoi giovani protagonisti», ha dichiarato Zaccaria.


«La cooperazione significa anche creare occasioni di crescita e costruire relazioni. Attraverso questo progetto l’intelligenza artificiale è diventata uno strumento al servizio della creatività e della capacità dei ragazzi di immaginare il proprio domani. Investire sui giovani significa investire sul futuro della comunità e accompagnarli significa offrire loro strumenti e opportunità perché possano diventarne protagonisti».

La nuova tappa espositiva conferma quindi la vocazione di “Visioni Future, dai sogni alla realtà” come progetto capace di mettere in relazione innovazione tecnologica, educazione e dimensione sociale, trasformando l’intelligenza artificiale in uno strumento attraverso il quale i giovani possono raccontarsi e dare forma alle proprie aspirazioni.