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lunedì 4 agosto 2025

"Viaggi e Destini": il romanzo d'esordio di Massimo Raciti che unisce generazioni e continenti

L'artista poliedrico, in un'intervista a Idea News Magazine, racconta in esclusiva il suo ultimo lavoro letterario, un'opera che intreccia storie di emigrazione e ricerca di sé, distribuita in cinque lingue da Amazon.

Un viaggio avvincente tra passato e presente, che attraversa oceani e generazioni, alla scoperta delle proprie radici e del potere trasformativo del partire. È questo il cuore di "Viaggi e Destini", l'ultimo romanzo di Massimo Raciti, un artista poliedrico che spazia dalla televisione alla musica, fino alla scrittura. In una recente intervista per Idea News Magazine, Raciti ha svelato i retroscena e le ispirazioni di questo suo nuovo progetto letterario, già disponibile su Amazon in versione cartacea ed ebook.

"Viaggi e Destini" si snoda attraverso due storie parallele ma profondamente connesse. Da un lato, l'incredibile avventura di Vincenzo e Luisa, una coppia di emigranti italiani di fine Ottocento che cerca fortuna in Sudamerica. Dall'altro, il percorso di Sebastian, un giovane dei nostri giorni che intraprende un viaggio in Brasile e Argentina sulle tracce della sua storia familiare. Un intreccio di lettere misteriose, sogni infranti e incontri destinati a cambiare la vita, dove i protagonisti si trovano ad affrontare scelte difficili ed emozioni intense.

Come ha raccontato lo stesso Raciti nell'intervista, l'ispirazione per il romanzo affonda le radici nella sua storia familiare: "La storia dei miei quadrisnonni è una delle tante che raccontano le migrazioni italiane verso una vita migliore. Ho voluto dare voce a questa memoria, per non disperdere il ricordo dei loro sacrifici". Una narrazione che non si limita alla ricostruzione storica, ma si arricchisce di elementi di fantasia per restituire al lettore la fedeltà degli eventi e delle dinamiche dell'epoca.

Il personaggio di Sebastian, il cui nome è anche il secondo nome dell'autore, riflette in parte la biografia stessa di Raciti. Attraverso di lui, il romanzo esplora temi universali come l'emigrazione, la forza delle radici familiari, la crescita personale e il potere del perdono. Momenti di profonda riflessione si alternano a situazioni più leggere e umoristiche, creando un equilibrio che cattura il lettore e lo coinvolge emotivamente.

Il libro ha già ottenuto un importante riconoscimento, venendo adottato come testo di narrativa in alcuni istituti di insegnamento della lingua italiana in Francia e Argentina. Un traguardo che sottolinea la valenza non solo narrativa ma anche didattica dell'opera, capace di avvicinare gli studenti stranieri alla cultura e alla lingua italiana attraverso una storia avvincente.

Massimo Raciti non è nuovo a un pubblico internazionale. La sua carriera lo ha visto protagonista in televisione come reporter di viaggi per network stranieri, un'esperienza che traspare nella sua capacità di raccontare luoghi e culture. Invita inoltre i suoi lettori a seguirlo sul suo canale YouTube e sui social media per continuare a condividere le sue avventure e i suoi racconti.

"Viaggi e Destini" si presenta quindi come una lettura affascinante e stimolante, un invito a esplorare il mondo fuori e dentro di sé. Un libro per chi ama riflettere, senza rinunciare a un pizzico di humor, e per chi crede che ogni viaggio, sia esso geografico o interiore, abbia il potere di cambiarci per sempre.

Per chi fosse interessato ad approfondire la conoscenza di Massimo Raciti e del suo ultimo romanzo, è possibile ascoltare l'intervista completa rilasciata all'Ing Mario Di Gregorio di Idea News Magazine:

Qui puoi ascoltarla su Facebook:

venerdì 21 febbraio 2025

La Salute come Diritto: Dialogo con il Dott. Antonio Battista e la Dott.ssa Sabrina Petrella


In un periodo storico in cui l’accesso alle cure sanitarie e la giustizia sociale rappresentano questioni sempre più delicate, il confronto con esperti del settore diventa fondamentale per comprendere le sfide e le possibili soluzioni. Abbiamo avuto l’opportunità di dialogare con il Dott. Antonio Battista, dirigente sanitario, e la Dott.ssa Sabrina Petrella, referente regionale dell’associazione Contiamoci, per approfondire il tema della tutela della salute pubblica e del diritto alle cure.  

Le criticità del sistema sanitario e le soluzioni possibili  


Durante l’intervista, il Dott. Battista ha evidenziato come la sanità italiana stia attraversando un periodo complesso, caratterizzato da carenze strutturali, mancanza di personale e difficoltà nell’accesso alle cure per le fasce più deboli della popolazione. Secondo lui, è necessario un maggiore impegno istituzionale per garantire un sistema sanitario più equo ed efficiente, dove ogni cittadino possa ricevere assistenza tempestiva e di qualità.  

Il ruolo di “Contiamoci” nella tutela della salute pubblica 

La Dott.ssa Sabrina Petrella ha invece raccontato il lavoro svolto dall’associazione Contiamoci, impegnata nella difesa dei diritti dei cittadini in ambito sanitario e sociale. L’associazione si occupa di offrire supporto alle persone più fragili, promuovendo iniziative di sensibilizzazione e interventi concreti per ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure.  

Giustizia sociale e diritto alla cura: una sfida collettiva  

Entrambi gli esperti hanno sottolineato l’importanza della partecipazione attiva della società civile nel difendere il diritto alla salute, affinché nessuno venga lasciato indietro. La consapevolezza e l’informazione sono strumenti fondamentali per garantire che la sanità rimanga un servizio accessibile a tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche e sociali.  

Conclusione 

Ringraziamo il Dott. Antonio Battista e la Dott.ssa Sabrina Petrella per aver condiviso con noi la loro esperienza e le loro riflessioni su un tema di così grande impatto sociale. Il loro impegno nella promozione di un sistema sanitario più giusto ed equo rappresenta una risorsa preziosa per le comunità più fragili. Ci auguriamo che il loro lavoro continui a sensibilizzare e a ispirare azioni concrete per una sanità davvero accessibile a tutti. 

Intervista realizzata dall'ing. Mario Di Gregorio

domenica 1 dicembre 2024

Lucia Catacchio Intervista: Tony Riggi - Progetto Genoma


Lucia Catacchio per Radio Idea ed il Circuito Airplay intervista Tony Riggi, un artista poliedrico e intraprendente che ha saputo distinguersi nel panorama musicale italiano. Originario del Lazio, Tony ha un percorso artistico ricco di successi, tra cui il primo posto assoluto al Grand Prix Internazionale Sanremo Senior 2024 con il brano "Dormo in macchina".

Oltre a essere un cantautore, Tony è anche produttore e promotore di giovani talenti. Recentemente è stato protagonista di progetti innovativi, tra cui il brano "Fragole" del gruppo Progetto Genoma, che esplora il tema dell'amore e della passione con sonorità pop-rock e un linguaggio contemporaneo.

Il brano Fragole è "Disco Novità Week", in alta rotazione su Radio Idea e su tutte le emittenti del circuito Airplay dal 2 al 8 dicembre 2024:

Intervista di Lucia Catacchio

domenica 10 novembre 2024

intervista a Nabil Ayouch, il regista del sorprendente "Everybody Loves Touda" il film d’apertura della XXX edizione del MedFilm Festival a Roma

Benvenuti su IdeaNews, la rubrica che vi tiene aggiornati sugli eventi culturali più importanti del momento. Io sono Mizio Vilardi e in questi giorni ho avuto il piacere di
intervistare Nabil Ayouch, il regista di "Everybody Loves Touda". Il film (da non perdere!) è stato presentato all’ultimo Festival di Cannes ed è stato il film d’apertura della XXX edizione del MedFilm Festival a Roma.

"Everybody Loves Touda" uscirà nei cinema nei primi mesi del 2025 con Maestro Distribution.

Ecco com’è andata l’intervista.


"Touda" interpretata da Nisrin Erradi in uno dei fotogrammi del film

Ciao, Nabil, e grazie per essere qui con noi!

Ciao, grazie a te!


"Everybody Loves Touda" ha ricevuto un’ottima accoglienza sia al Festival di Cannes che come film d’apertura al MedFilm Festival qui a Roma. Come ti sei trovato al festival di Roma, e com’è stata questa prima reazione del pubblico italiano?


Conosco molto bene il Festival di Roma, è la terza volta che partecipo. Essere lì per l'inaugurazione è stato davvero emozionante, soprattutto al Maxxi, il Museo di Arte Contemporanea di Roma. L'accoglienza del pubblico italiano è stata straordinaria ed è stato un onore poter aprire il festival.


Personalmente, ho trovato questo film davvero coraggioso. "Everybody Loves Touda" tratta temi complessi, radicati nella società marocchina, come le questioni di genere e le sfide di una giovane donna in cerca di emancipazione. Come hai bilanciato il realismo di questi temi con l’esigenza di costruire una storia coinvolgente?


Quando scrivo e penso ai miei film, cerco sempre di non lasciare troppo spazio al tema centrale. Per me è fondamentale concentrarmi sulla direzione e sulla scrittura. I temi trattati sono importanti, mi toccano profondamente, ma prima di tutto viene la struttura del film. Avevo bisogno di un'attrice forte come Nisrin Erradi, che è una persona molto vulcanica e autentica. Abbiamo lavorato insieme per un anno e mezzo per prepararla a incarnare Touda e rendere il personaggio vero, credibile, sia nel suo viaggio fisico che in quello interiore.


Guardando i primi fotogrammi del film, mi sono trovato coinvolto in un’altalena emotiva, con un momento altissimo durante il canto, seguito da un evento drammatico. Il film mantiene questa dualità per tutta la narrazione, e Touda riesce incredibilmente ad andare avanti. Ci sono stati momenti sul set in cui hai sentito particolarmente forte la sfida di raccontare una storia così profonda?


Sì, il film presenta questa dualità perché riflette la vita stessa, fatta di momenti belli e brutti. Ci sono aspetti luminosi, come il rapporto che queste donne, spesso madri single, hanno con i loro figli. Yassine, il figlio di Touda nel film, rappresenta tutto per lei. Ci sono anche il loro legame con la natura e la loro arte. Ma c’è anche il lato oscuro: il modo in cui vengono trattate dagli uomini, il dover accettare compromessi per vivere. 


il regista Nabil Ayouch con Nisrin Erradi durante la prima al MedFilm Festival 



I tuoi film sembrano sempre radicati nel territorio. Sei nato e cresciuto a Parigi, ma hai mantenuto un legame viscerale con il Marocco, il tuo Paese d’origine. Pensi che esserti formato in un contesto diverso da quello marocchino abbia influenzato il tuo percorso come regista e produttore?


Non credo che il cinema sarebbe lo stesso se fossi nato in Marocco. Il fatto di essere nato in Francia mi ha permesso di avere una visione più distaccata, forse anche una certa rabbia nei confronti di alcuni temi. Questo approccio critico e oggettivo è qualcosa che traspare nei miei film. Credo anche di essere più libero nella narrazione, in un modo che forse non sarebbe stato possibile se fossi cresciuto in Marocco, dove la censura negli anni ‘80 e ‘90 era molto presente.


Touda, interpretata da Nisrin Erradi, è semplicemente straordinaria. Ho letto che non hai fatto un casting tradizionale per lei; le hai dato tempo e fiducia. E penso che i risultati siano eccezionali. La sua capacità di alternare momenti di gioia, dramma e canto, insieme alle espressioni del volto, mi ha ricordato Anna Magnani, un’attrice iconica per il cinema italiano. Com’è stato lavorare con lei?


Avevo un’idea chiara: quando ho iniziato a scrivere il film, sapevo già che Nisrin sarebbe stata perfetta per Touda. Ci conosciamo da quindici anni; l’ho vista recitare per la prima volta in una serie che avevo prodotto, e già allora mi aveva colpito. Quando mia moglie ha scritto il film "Adam" e ha fatto un casting per lei, Nisrin è stata straordinaria. Così ho ristabilito un contatto con lei. Le ho chiesto di prepararsi al ruolo con calma, e abbiamo girato il film in quattro momenti diversi, per catturare le stagioni e i cambiamenti della natura marocchina. Nisrin si è talmente immedesimata nel personaggio da rinunciare a qualsiasi altro progetto durante quel periodo. La nostra intesa è stata perfetta: bastava uno sguardo per capirci. 


Allora, non ci resta che invitare voi lettori a non perdervi l’uscita di Everybody Loves Touda nei primi mesi del 2025. È un film che promette di lasciare il segno. Grazie ancora, Nabil, e a presto!


Un augurio speciale a questo film che è stato indicato dal Marocco per rappresentare il paese ai premi Oscar del 2025!


Un ringraziamento speciale va a Virginia Fontana, che ha curato l’interpretazione e la traduzione.


Si ringraziano Reggi&Spizzichino Communication (ufficio stampa) e Giulia Lucchini (Redazione e Press del Festival)



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