lunedì 8 giugno 2026

Ulivi, agrivoltaico e politica: l'Italia che discute mentre il mondo corre

Il partito “Io Voto” interviene dopo la sentenza del TAR e accende il dibattito sulle energie rinnovabili. Al centro della polemica il rapporto tra tutela del territorio, innovazione e sviluppo economico.

C'è qualcosa di profondamente italiano nella vicenda degli ulivi, dell'agrivoltaico e della recente sentenza del TAR.

Non tanto per il contenuto della decisione, che appartiene alla sfera del diritto e che come tale va rispettata. Quanto per ciò che questa storia racconta del nostro Paese: una nazione che spesso riesce a trasformare ogni questione economica, industriale o tecnologica in una disputa ideologica senza fine.

Da una parte ci sono gli ulivi. Simbolo della Puglia, della sua storia e del suo paesaggio. Dall'altra ci sono gli impianti energetici, le esigenze delle imprese agricole, il costo dell'energia e la necessità di produrne di nuova.

Nel mezzo, come spesso accade, c'è la politica.

Il partito “Io Voto” ha scelto di intervenire nel dibattito sostenendo una tesi semplice: il problema non è soltanto una sentenza. Il problema è la difficoltà dell'Italia a decidere cosa vuole essere da grande.

«L'agricoltura del 2026 non è quella del 1951», osserva il movimento, ricordando come gli imprenditori agricoli siano oggi chiamati a confrontarsi con sfide che settant'anni fa semplicemente non esistevano: costi energetici elevati, competizione internazionale, innovazione tecnologica e nuovi modelli produttivi.

Il partito punta il dito contro quelle che definisce le contraddizioni trasversali degli schieramenti politici.

Da una parte ci sono forze che criticano il nucleare ma ostacolano numerosi progetti legati alle fonti rinnovabili. Dall'altra ci sono partiti che denunciano i costi della transizione ecologica ma rallentano le autorizzazioni per nuovi impianti energetici.

Alla fine tutti parlano di energia, ma gli impianti continuano a rimanere sulla carta.

«Il risultato è una paralisi che danneggia l'intero Paese», sostiene “Io Voto”.

Nel ragionamento del movimento trovano spazio anche alcuni esempi considerati virtuosi.

La Sardegna viene indicata come un territorio nel quale le energie rinnovabili potrebbero generare occupazione e investimenti significativi. La Toscana, invece, viene citata per il percorso avviato nell'individuazione delle aree idonee agli impianti fotovoltaici e per il rilancio della geotermia.

Programmare prima, discutere dopo. Una pratica che in Italia appare ancora rivoluzionaria.

C'è poi un altro aspetto che il partito ritiene sia stato poco considerato nella vicenda pugliese.

L'agricoltura moderna non è più quella dei racconti romantici e delle cartoline. È un settore economico che deve fare i conti con produttività, sostenibilità e redditività.

«Nessuno mette in discussione il valore storico, culturale e paesaggistico dell'olivicoltura pugliese», precisano da “Io Voto”. «Tuttavia la tutela del patrimonio agricolo non può trasformarsi in immobilismo».

Anche qui il punto non è eliminare il passato, ma evitare che diventi un ostacolo al futuro.

Alla fine il tema vero non riguarda gli ulivi, il fotovoltaico o una sentenza.

Riguarda la capacità di un Paese di prendere decisioni.

L'Italia può certamente scegliere di rallentare la diffusione delle energie rinnovabili, limitare l'agrivoltaico e mantenere procedure sempre più lunghe e complesse.

Può farlo.

Ma dovrebbe almeno avere l'onestà di spiegare ai cittadini che ogni rinvio ha un costo. Lo pagano le imprese. Lo pagano i lavoratori. Lo pagano le famiglie attraverso bollette più alte e minore competitività del sistema produttivo.

Per questo la riflessione lanciata da “Io Voto” va oltre la singola vicenda giudiziaria.

«L'Italia non può permettersi di bloccare innovazione, investimenti e agricoltura moderna», conclude il partito.

Resta però una domanda alla quale prima o poi qualcuno dovrà rispondere: mentre noi continuiamo a discutere se il futuro debba arrivare o meno, il resto del mondo cosa sta facendo?

mercoledì 3 giugno 2026

Industria Felix: analizzati 10mila bilanci per premiare le imprese più competitive di Basilicata, Calabria, Molise e Puglia

 


ACAYA (LE), mer 03 GIU 2026
- Sarà l’Acaya Golf Resort di Acaya, in provincia di Lecce, ad ospitare nel pomeriggio di venerdì 5 giugno il 72° evento di Industria Felix - L’Italia che compete, dedicato alle imprese più performanti delle regioni Basilicata, Calabria, Molise e Puglia. L’iniziativa rappresenta uno dei più importanti appuntamenti nazionali dedicati alla valorizzazione delle imprese più competitive del Mezzogiorno, basata su un’inchiesta giornalistica che ha analizzato circa 10mila bilanci di società con fatturati sopra i 2 milioni di euro e vedrà la partecipazione di imprenditori, manager, professionisti, rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico.

Il 72° evento (ingresso su invito) moderato dal giornalista Gianmarco Sansolino, è organizzato da Industria Felix Magazine, fondato e diretto da Michele Montemurro, in collaborazione con Cerved, con il patrocinio di Confindustria Puglia, del Politecnico di Bari, Università degli Studi della Basilicata, dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, dell’Università degli Studi di Foggia, del Tecnopolo del Mediterraneo per lo sviluppo sostenibile, con la media partnership di Askanews, con le partnership di Banca Mediolanum, Mediolanum Private Banking, ELITE (Euronext Group), M&L Consulting Group, EpyonVivida. IFM supporta “Sustainable development GOALS”.

I lavori prenderanno il via nel pomeriggio con i saluti di Nicola Delle Donne, presidente di Confindustria Puglia. Seguirà un confronto dedicato alle prospettive di crescita e sviluppo delle imprese del Sud, con il contributo di Valerio Locatelli, dottore commercialista e co-founder di M&L Consulting Group; Manlio Guadagnuolo, segretario generale del Tecnopolo del Mediterraneo per lo sviluppo sostenibile; Angelo Conte, socio di EpyonVivida; Stefano Giordano, wealth & estate Planning di Banca Mediolanum; Antonio Pellè, Relationship Manager di ELITE (Euronext Group); e Giovanni Reale, responsabile Equity capital markets di Banca Mediolanum.

Nel corso dell’evento saranno presentati approfondimenti economici e giornalistici sui principali trend dell’economia meridionale. Interverranno Giulio Isaia, area manager di Cerved Group, con una relazione dedicata all’andamento delle imprese del Sud e Michele Montemurro, fondatore e direttore responsabile di Industria Felix Magazine, che illustrerà i risultati dell’inchiesta sui bilanci delle società di capitali del Mezzogiorno.

Particolare rilievo sarà riservato alla cerimonia di conferimento delle menzioni di merito ai neo Cavalieri del Lavoro nominati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il riconoscimento sarà attribuito a Sergio Fontana, presidente di Farmalabor s.r.l. e a Giancarlo Negro, presidente di Links Management and Technology s.p.a., protagonisti di percorsi imprenditoriali distintisi per risultati, responsabilità sociale e capacità di innovazione.

A seguire si svolgerà la cerimonia di premiazione delle 75 imprese selezionate nell’ambito dell’inchiesta di Industria Felix Magazine, con la consegna delle Alte Onorificenze di Bilancio e la proiezione dello storytelling aziendale delle realtà premiate. Le conclusioni saranno affidate a Sebastiano Leo, assessore al Bilancio, Personale, Affari Generali e Finanze della Regione Puglia e a Cesare Pozzi, docente dell’Università Luiss Guido Carli, presidente di Dri d’Italia s.p.a. e portavoce del Comitato Scientifico di Industria Felix.

Nel corso della serata interverranno inoltre Marco Gabbiani e Ugo Lombardi e Piero Laterza di Banca Mediolanum, Michele Chieffi, dottore commercialista, Filippo Liverini, imprenditore, Francesco Lenoci, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Luigi Snichelotto, imprenditore.

L’appuntamento conferma il ruolo di Industria Felix come osservatorio privilegiato sulla competitività del sistema produttivo italiano e come occasione di confronto sulle strategie di sviluppo e crescita delle imprese del Mezzogiorno.

Qui di seguito i nomi delle 75 società che riceveranno le Alte onorificenze di bilancio tramite imprenditori e manager, distinte per sedi legali. 

BASILICATA (16): Matera (9): Alex S.p.a., Cave e Cantieri S.r.l., Clemente S.r.l., Datacontact S.r.l., Istituto di Vigilanza "L'aquila" Società Cooperativa, Organizzazione di Produttori Athena S.C.A R.L., Progetto Popolare Cooperativa Sociale Onlus, Sacel S.r.l., Tescom S.r.l.. Potenza (7): Autolinee Liscio S.p.a., Azzurra Società Semplificata a R.L., Edil Bradanica Calcestruzzi S.r.l., Felc S.r.l., Fiore S.r.l., Gda S.p.a., Spix Italia S.r.l.. 

CALABRIA (18): Catanzaro (6): Cal.Me. S.p.a., Camas Energy S.r.l., Lamezia Multiservizi S.p.a., Raffaele S.p.a., Scamar S.r.l., Tutto Calabria di A. Celli S.r.l.. Cosenza (5): Anmi Siss S.r.l., Cps S.r.l., Greco Ecology S.r.l., No.Do. e Servizi S.r.l., Sila S.p.a.. Crotone (3): Cantine Vincenzo Ippolito S.r.l. Agricola, Gruppo Oleario Portaro S.r.l., I.C.G. S.r.l.. Reggio Calabria (3): International Juices S.r.l., Tec.Al.Co. S.r.l., Vitasì Società Cooperativa Sociale - Impresa Sociale. Vibo Valentia (1): Vivisol Calabria S.r.l.. 

MOLISE (14): Campobasso (11): C.U.S. Consorzio Utilità Sociale Società Cooperativa Sociale, D.R. Multiservice S.r.l., Delta Impianti Industriali di Caposiena R. & C. S.r.l., Di Ciero S.r.l., La Molisana S.p.a., Laboratorio Niro S.r.l., M.B.C. S.r.l., Molisedea S.r.l., Ortofrutta Sol Sud Società Cooperativa Agricola Organizzazione di Produttori, Panificio Azzurro S.r.l., S.E.A. - Servizi e Ambiente S.p.a.. Isernia (3): Grafica Isernina S.r.l., Nej Donadio S.r.l., Teniamoci per mano Società Cooperativa Sociale. 

PUGLIA (27): Bari (9): Acquedotto Pugliese S.p.a., Autolinee Dover di Veccaro Cosimo S.r.l., Delizia S.p.a., Dicosola S.r.l., Domar S.p.a., Ifac S.p.a., Master Italy S.r.l., Non Solo Strade S.r.l., Sita Sud S.r.l.. Barletta Andria Trani (4): Cofra S.r.l., Idcert S.r.l. Società Benefit, Il Pastaio di Maffei Savino & C. S.r.l., Inart3 S.r.l.. Brindisi (1): Scaff System S.r.l.. Foggia (2): Garganica Residence S.r.l., Guardia Locale S.r.l.. Lecce (2): Affreschi & Affreschi S.r.l., Pellegrino Vending S.r.l.. Taranto (9): Castiglia S.r.l., Feni Gioielli di Marzano Maria Rosaria & C. S.r.l., Ilstudio Engineering & Consulting Studio S.r.l., Nuova Luce Società Cooperativa Sociale a R.L., Progeva S.r.l., Società Autotrasporti Eccezionali S.r.l., T & D S.r.l., Tecnology Project S.r.l., Zanzar S.p.a..


martedì 2 giugno 2026

Molfetta celebra l’80° della Repubblica: il messaggio del Commissario Gradone tra memoria storica, impegno civico e futuro


MOLFETTA 2 giugno 2026– In una Villa Comunale gremita e animata da un forte sentimento di partecipazione civile, la città di Molfetta ha celebrato solennemente l’80° anniversario della fondazione della Repubblica Italiana. Una ricorrenza che quest'anno assume un significato di transizione per la comunità locale: la cerimonia coincide infatti con gli ultimi giorni del mandato del Commissario Prefettizio, il dott. Armando Gradone, che passerà ufficialmente le consegne all'atto dell'insediamento del nuovo sindaco eletto, previsto nei giorni successivi al turno di ballottaggio del 7 e 8 giugno 2026.

La manifestazione, svoltasi alla presenza del Commissario Gradone, del nuovo Vescovo della Diocesi di Molfetta, Ruvo, Giovinazzo e Terlizzi, monsignor Domenico Basile, delle massime autorità civili e militari e di una fitta cittadinanza, si è aperta con la solenne Cerimonia dell'Alzabandiera. A fare da cornice sono state le rappresentanze delle Associazioni Combattentistiche e d'Arma con i loro vessilli, insieme all'Associazione Nazionale Carabinieri, all'ANPI, l'associazione Eredi Della Storia e l'Associaizone Nazionale Invalidi Mutilati di Guerra.

Il momento della deposizione della corona d'alloro al Monumento ai Caduti ha rinnovato la profonda gratitudine verso chi ha sacrificato la vita per la libertà e i principi democratici.

Il riscatto storico e il tributo alle donne del 1946

Nel suo articolato intervento, il Commissario Gradone ha offerto una profonda rilettura storica del 2 giugno, ricordando un Paese capace di risorgere dalle macerie della dittatura e di due conflitti disastrosi. Il passaggio più toccante della prima parte del discorso è stato dedicato al debutto del suffragio universale, citando le parole della staffetta partigiana Teresa Vergalli (scomparsa nel maggio 2025):

«Il voto femminile fu vera rivoluzione culturale. Le donne avevano paura di sbagliare, di stropicciare la scheda... perché avevano mani forti da contadine, mani callose abituate alla vanca e alla zappa più che ai manufatti di carta... A loro dicevo: andate tranquille e siate libere di scegliere. La scelta questa volta è solo vostra».

A quella generazione, capace di generare il "miracolo economico" descritto da Giorgio Ruffolo come un formicaio brulicante di vitalità, e al sacrificio dei tanti emigranti – inclusi moltissimi molfettesi che hanno cercato fortuna all'estero – il Commissario ha espresso il più alto debito di riconoscenza della Repubblica.

La Costituzione e la difesa della democrazia dai "nuovi demoni"

Richiamando le definizioni di Roberto Benigni («la Costituzione più bella del mondo») e le storiche riflessioni di Piero Calamandrei sulla cooperazione internazionale come preludio agli «Stati Uniti d’Europa e del mondo», il dott. Gradone ha collegato i valori fondanti del 1948 alla complessa attualità geopolitica. Ha citato lo storico Tony Judt per ricordare che l’Europa post-nazionale è nata per «tenere a bada il passato» e per scongiurare il ritorno degli antichi demoni nazionalisti. Una lezione che purtroppo non è bastata: da oltre quattro anni, ha evidenziato il Commissario, un nuovo ottuso nazionalismo sta generando lutti e devastazioni nel cuore dell'Europa, così come le cronache quotidiane testimoniano ininterrotte violenze in Medio Oriente. Da qui il monito: celebrare il 2 giugno serve a dare alle giovani generazioni gli strumenti per difendere libertà, uguaglianza e giustizia.

Le sfide del presente: lavoro, welfare e legalità

Il cuore del messaggio si è poi concentrato sulle linee d'azione necessarie per "attuare la Costituzione" oggi, prendendo le mosse anche dall'ultimo rapporto annuale dell'Istat, che proprio quest'anno compie un secolo di vita. Gradone ha elencato le priorità per rinsaldare la fiducia dei cittadini:

  • Occupazione di qualità: La creazione di lavoro sicuro e ben retribuito per giovani e donne è la via maestra contro la desertificazione delle aree interne e la fuga dei cervelli all'estero.
  • Sostegno sociale e welfare: L'urgenza di migliorare le condizioni del ceto medio, ridurre la forbice tra ricchi e poveri e superare le storiche asimmetrie tra Nord e Sud.
  • Investimenti in istruzione: Esattamente come nel secondo dopoguerra, lo sviluppo esige robusti investimenti in scuola, sanità, ricerca e infrastrutture.
  • Rigore e legalità: L'azione pubblica deve essere presidio credibile di trasparenza e imparzialità, combattendo senza cedimenti ogni forma di illegalità.

Citando un monito di Papa Francesco legato all'insegnamento di Alcide De Gasperi, il Commissario ha ricordato che la bussola della politica non deve essere la polarizzazione tra destra e sinistra, bensì la capacità di «andare avanti, e andare avanti vuol dire andare verso la giustizia sociale».

Il coro dei bambini e il patto costituzionale

A incarnare visivamente il futuro della Repubblica sono stati i bambini e le bambine del Coro dell'Istituto Comprensivo "Scardigno-Savio", che, accompagnati dall'Associazione Musicale "Santa Cecilia" e con la coccarda tricolore appuntata sul petto, hanno arricchito la cerimonia. Le celebrazioni si sono chiuse sulle note dell'"Inno alla Gioia", un messaggio universale di pace e solidarietà.

Il Commissario Straordinario ha concluso il suo alto mandato molfettese affidando alla piazza le parole pronunciate da Norberto Bobbio nel trentennale della Repubblica:

«Se la cerimonia del 2 giugno ha un significato, questo non può essere altro che quello di riconfermare il patto costituzionale. Soprattutto, occorre non accontentarsi del già fatto. Bisogna essere sempre scontenti, aprire nuovi varchi alla partecipazione dei cittadini».

Abbattimento alberi a Bisceglie, i movimenti ambientalisti: «Manca la trasparenza, la presunta emergenza non giustifica il silenzio»

 

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

Verde pubblico: dichiarazioni del sindaco lacunose. Pretendiamo documenti e dati richiesti

Le dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa sul verde pubblico dal sindaco non sono una risposta alle nostre richieste formali di accesso civico a documenti, dati, informazioni.

Movimenti e associazioni invocano il rispetto del Codice della trasparenza e l'esposizione degli atti, perché si possano comprendere i criteri adottati per l’abbattimento negli ultimi due mesi di tantissimi alberi.

Le dichiarazioni del Sindaco sono irricevibili, non chiariscono i criteri agronomici adottati, i costi sostenuti per attuare l’eliminazione degli esemplari, le modalità con cui si è proceduto, la programmazione di altri interventi.

Ci asteniamo da giudizi tecnici sull’operato dei professionisti, ma riteniamo che il diritto di accedere a documenti, dati e informazioni sia inderogabile. Abbiamo la netta sensazione che la superficie verde scomparsa a Bisceglie potrebbe essere superiore a quella del Palazzuolo e della Villa comunale in quanto i numeri esibiti sono riferiti ad un periodo limitato.

Ancor più inquietante è la “natura emergenziale” degli interventi, della quale non si conoscono la motivazione e la fine. È insoddisfacente anche la promessa di realizzare il censimento del verde, in quanto non si conoscono tempi e costi. Noi lo chiediamo da anni: servivano le drammatiche vicende di aprile per trovare le risorse per finanziarlo, dopo venti lunghissimi anni dall'ultimo censimento?

Manca il bilancio arboreo, obbligatorio per Legge: se oggi vegetano alberi che a memoria d’uomo non hanno mai beneficiato di una manutenzione, ci domandiamo quale possa essere il futuro del patrimonio verde. Inoltre, dovrebbero spiegare, carte alla mano, come si compenserà la mattanza degli alberi, perché fino ad oggi abbiamo visto la messa a dimora di una decina di lecci, di dimensioni inferiori agli alberi abbattuti.

Questa presunta fase emergenziale non giustifica la sospensione dei diritti di trasparenza. Le barriere, ormai altissime, con movimenti e associazioni ambientaliste vanno abbattute per superare tutte le criticità in essere. Ma ci vorrebbe una volontà politica e amministrativa che nei fatti manca.

Bisceglie,01 giugno 2026

AMBIENTE GIUSTIZIA LAVORO

ITALIA NOSTRA sez. di Bisceglie

LEGAMBIENTE Bisceglie

LIBERA IL FUTURO Bisceglie

LIFE 9.41

PRO NATURA Bisceglie

lunedì 1 giugno 2026

La forza delle donne tra sacrificio e riscatto: Maria Pia Perrino racconta “La trattoria delle stelle comete”

Nel nuovo romanzo della scrittrice di Ceglie Messapica una storia ambientata in Puglia che intreccia povertà, amicizia, resilienza e solidarietà femminile, trasformando una trattoria in un luogo di rinascita e dignità.

La Puglia delle campagne, delle masserie e dei legami autentici fa da sfondo a “La trattoria delle stelle comete”, il nuovo romanzo della scrittrice pugliese Maria Pia Perrino, un racconto intenso che mette al centro la forza delle donne e la loro capacità di trasformare il dolore in opportunità di rinascita.

L’autrice, originaria di Ceglie Messapica, costruisce una narrazione che attraversa diverse stagioni della vita della protagonista, Rita, accompagnando il lettore in un percorso fatto di privazioni, affetti, perdite e conquiste personali. Un romanzo che trova nella dimensione umana e nei rapporti femminili il proprio nucleo più profondo.

Una bambina cresciuta tra la terra e la solitudine

La storia prende avvio in una campagna pugliese dove Rita cresce quasi da sola, in un piccolo campetto accanto a una masseria. I genitori, impegnati duramente nel lavoro dei campi, non possono dedicarle il tempo e le attenzioni di cui avrebbe bisogno. Quel luogo, tuttavia, diventa per la bambina molto più di uno spazio fisico: rappresenta una vera e propria casa dell’anima.

Come spiega la stessa autrice, il rapporto di Rita con la terra assume un significato identitario profondo. Quel campetto è rifugio, appartenenza, libertà e sicurezza. Quando la bambina viene affidata a un istituto per orfani, il distacco da quel mondo provoca una sofferenza devastante che si manifesta persino sul piano fisico. Rita smette di mangiare e si ammala gravemente, quasi incapace di sopravvivere lontano dalle proprie radici.

L’incontro con Riccardo e la scoperta della solidarietà

Nel periodo trascorso in ospedale, Rita incontra Riccardo, un bambino che condivide la sua stessa fragilità. Tra i due nasce un legame sincero e spontaneo che permette a entrambi di affrontare la malattia e ritrovare la forza per guarire.

Secondo Maria Pia Perrino, questo rapporto rappresenta la prima autentica esperienza di solidarietà vissuta dalla protagonista al di fuori della famiglia. Un incontro che insegna a Rita il valore dell’affetto, della fiducia e della vicinanza umana, elementi destinati a segnare profondamente il suo percorso di crescita.

La nascita della trattoria e il riscatto delle donne

Il cuore del romanzo arriva quando Rita entra in contatto con Clelia, una sarta del paese che diventa per lei una figura fondamentale. Da questo incontro prende forma una rete di relazioni femminili costruita attorno alla necessità di sopravvivere economicamente ma anche al bisogno di trovare uno spazio di libertà e autodeterminazione.

Nasce così “La trattoria delle stelle comete”, un’attività che inizialmente rappresenta una semplice opportunità lavorativa ma che, con il tempo, si trasforma in qualcosa di molto più grande. La trattoria diventa infatti un luogo di condivisione, sorellanza e crescita collettiva, capace di restituire dignità e consapevolezza a donne che la vita aveva spesso messo ai margini.

Per Rita, quel progetto rappresenta la possibilità di ricostruire se stessa, di scoprire nuove capacità e di trovare finalmente una forma di realizzazione personale che nemmeno il matrimonio era riuscito a garantirle.

Un romanzo che celebra la forza femminile

Tra colpi di scena, incontri e vicende che accompagnano la protagonista lungo tutta la sua esistenza, il romanzo mantiene sempre al centro il tema della solidarietà tra donne. È proprio questa rete di relazioni a diventare il motore del riscatto individuale e collettivo delle protagoniste.

Maria Pia Perrino racconta così una storia che parla di resilienza, amicizia, dignità e coraggio, dimostrando come anche nelle situazioni più difficili la condivisione possa trasformarsi in una straordinaria occasione di rinascita.

L’autrice

Maria Pia Perrino è nata a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi. Laureata in Giurisprudenza, ha lavorato per molti anni nella Regione Toscana occupandosi di diritti dei detenuti, minori e difesa civica. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo romanzo, “Finché vola l’aquilone”, segnalato al Premio Internazionale Mario Luzi. Successivamente ha dato alle stampe “Una famiglia leggera”, finalista allo stesso premio letterario, oltre a numerosi racconti pubblicati con diverse case editrici.

Luigi Zeno testimonial di “Cenando sotto un Cielo Diverso”: il giovane attore protagonista dell’edizione 2026

Il volto emergente del cinema e della televisione italiana sarà il testimonial ufficiale della manifestazione benefica ideata da Alfonsina Longobardi, in programma il 7 luglio a Ercolano

Luigi Zeno sarà il testimonial ufficiale dell’edizione 2026 di “Cenando sotto un Cielo Diverso”, uno degli appuntamenti charity più attesi del panorama campano, in programma il prossimo 7 luglio nella suggestiva cornice di Villa Tony – Complesso Zeno di Ercolano.

La scelta del giovane attore rappresenta un ulteriore passo nel percorso di crescita della manifestazione ideata da Alfonsina Longobardi, che da anni coniuga solidarietà, inclusione sociale, cultura e valorizzazione delle eccellenze territoriali, coinvolgendo personalità del mondo dello spettacolo, della cucina, delle istituzioni e dell’imprenditoria.

Un volto giovane per un messaggio di inclusione

La presenza di Luigi Zeno rafforza il legame dell’evento con le nuove generazioni e contribuisce a dare ulteriore visibilità a un progetto che ha fatto della beneficenza e della sensibilizzazione sociale i propri pilastri.

L’attore si è distinto negli ultimi anni per un percorso artistico in costante crescita, conquistando l’attenzione del pubblico grazie alla partecipazione a produzioni di rilievo nazionale come “Minerva – La Scuola” per Netflix e “La Promessa di Patrizio” trasmessa dalla Rai.

La sua immagine, sempre più riconoscibile nel panorama audiovisivo italiano, si affianca perfettamente ai valori promossi dalla manifestazione, che punta a utilizzare il linguaggio della cultura e dello spettacolo per sostenere iniziative solidali e progetti dedicati alle persone più fragili.

I riconoscimenti conquistati

Nonostante la giovane età, Luigi Zeno può già vantare un curriculum ricco di riconoscimenti che testimoniano il talento e la qualità del lavoro svolto.

Tra i premi più significativi figurano il riconoscimento come Miglior Giovane Attore al Picentia Short Film Festival per il cortometraggio “La Linea Sottile”, il premio di Miglior Giovane Attore al Capri Hollywood International Film Festival, il titolo di Miglior Attore all’Hallelujah Film Festival di Castel Gandolfo e il Premio Giovani Talenti conferito dal Vesuvius Film Festival.

A questi si aggiungono importanti attestazioni ricevute presso il Senato della Repubblica e il Parlamento Europeo, riconoscimenti che hanno valorizzato non solo il percorso artistico del giovane interprete ma anche il suo impegno verso il mondo giovanile e le iniziative di carattere sociale.

Una manifestazione che unisce solidarietà e territorio

Nel corso degli anni “Cenando sotto un Cielo Diverso” è diventata un punto di riferimento per il mondo del volontariato e della beneficenza in Campania, grazie alla capacità di coinvolgere realtà diverse in un unico grande progetto solidale.

L’evento riunisce chef, artisti, professionisti, rappresentanti istituzionali e ospiti del mondo dello spettacolo con l’obiettivo di raccogliere fondi e promuovere iniziative a sostegno delle persone più vulnerabili, valorizzando al tempo stesso il patrimonio culturale e gastronomico del territorio.

Un percorso artistico in continua crescita

Con il ruolo di testimonial dell’edizione 2026, Luigi Zeno consolida ulteriormente la propria presenza nel panorama nazionale, confermandosi tra i giovani attori più promettenti della nuova generazione.

Cinema, televisione, premi e impegno sociale si intrecciano così in un percorso che guarda al futuro, dimostrando come la visibilità pubblica possa diventare uno strumento concreto per sostenere progetti di solidarietà e diffondere messaggi positivi di inclusione e partecipazione.