venerdì 23 gennaio 2026

Quando la colazione diventa un atto d’amore verso sé stessi: a Torre a Mare torna “Colazione felice & consapevole”

Un appuntamento dedicato alla salute quotidiana che mette al centro alimentazione, consapevolezza e movimento, attraverso un percorso di educazione al benessere e alla cura di sé

C’è un momento, all’inizio di ogni giornata, che spesso passa inosservato.
Un momento che viviamo di corsa, distratti, con la mente già proiettata altrove. Eppure è proprio lì, nei primi gesti del mattino, che si gioca una parte fondamentale del nostro benessere.

Da questa consapevolezza nasce “Colazione felice & consapevole”, il ciclo di incontri promosso dall’associazione Alia Fastigia, che sabato 24 gennaio 2026, alle ore 10.30, torna a Torre a Mare, negli spazi accoglienti del ristorante Le Rune – cucina bio mediterranea.

Non una semplice colazione.
Ma un’esperienza da vivere.

Un tempo lento e condiviso, in cui il primo pasto della giornata diventa un gesto di ascolto, presenza e cura. Un’occasione per fermarsi, respirare e riscoprire che mangiare non è solo nutrirsi, ma entrare in relazione con il proprio corpo, con le proprie emozioni e con l’energia che ci accompagna per tutta la giornata.

Durante l’incontro, il dottor Domenico De Mattia, esperto di nutrizione potenziativa, e la dottoressa Manuela Delle Noci, guideranno i partecipanti in un percorso fatto di sapori, conoscenza e consapevolezza, preparando colazioni pensate per sostenere l’umore, favorire livelli di energia stabili e accompagnare l’equilibrio ormonale. Ingredienti scelti con cura, combinazioni intelligenti, pratiche nutrizionali che uniscono scienza e semplicità, tradizione e visione moderna della salute.

Ma prima ancora di sedersi a tavola, il corpo verrà invitato a risvegliarsi.
Con Aldo Grosso e la chinesiologa Maria Rosaria Campanelli, i partecipanti saranno accompagnati in un momento di movimento consapevole e risveglio muscolare, pensato per ascoltare il corpo, sciogliere le tensioni e prepararsi all’esperienza alimentare con maggiore presenza e armonia.

Poi il momento della condivisione.
La tavola diventa luogo di incontro, dialogo e convivialità. Si assaggia, si conversa, si impara. Senza fretta. Senza giudizio. Con la semplicità di chi riscopre il piacere di prendersi cura di sé insieme agli altri.

“Colazione felice & consapevole” nasce dalla volontà di Alia Fastigia di promuovere salute, benessere e cultura alimentare come patrimonio vivo, accessibile e quotidiano. Un impegno che sostiene anche la riscoperta del territorio e delle antiche tradizioni alimentari, reinterpretate in chiave moderna e salutistica, nel rispetto delle persone, dell’ambiente e della storia che il cibo porta con sé.

Un percorso che invita a ripensare il benessere non come un obiettivo lontano, ma come una pratica concreta, fatta di piccoli gesti consapevoli che, giorno dopo giorno, possono cambiare il modo in cui viviamo.

Perché a volte, per iniziare a stare meglio, basta tornare all’essenziale.
E cominciare dal primo gesto della giornata.

Per informazioni e prenotazioni
350 5135296


Economia e pace, il valore dell’impresa sostenibile al centro dell’incontro alla Banca di Credito Cooperativo di Ostuni

 Un confronto promosso dalla Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, dall’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, dal Progetto Policoro e da Federcasse per riflettere su lavoro dignitoso, microcredito e responsabilità sociale come strumenti di coesione e sviluppo dei territori


Un momento di riflessione condivisa sul significato dell’economia nei tempi complessi della contemporaneità, sul rapporto tra sviluppo e pace, e sul ruolo delle comunità locali come protagoniste dei processi di crescita. Con questo orizzonte si è svolto, presso la Sala Convegni della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, l’incontro “Economia e Pace – Impresa sostenibile”, promosso dall’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni insieme al Progetto Policoro e a Federcasse, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni ecclesiali, del credito cooperativo e del mondo dell’economia civile.

L’appuntamento ha offerto l’occasione per approfondire il valore dell’impresa sostenibile come strumento capace di generare non solo crescita economica, ma anche coesione sociale, inclusione e sviluppo umano dei territori, ponendo al centro la dignità della persona e del lavoro, in particolare in relazione alle giovani generazioni.

L’Arcivescovo di Brindisi-Ostuni, Mons. Giovanni Intini, ha ricondotto il senso dell’iniziativa al cuore della dottrina sociale della Chiesa. «Il Progetto Policoro nasce e vive dentro una rete territoriale che ha l’obiettivo di sostenere giovani, donne, immigrati e tutte quelle realtà che hanno bisogno di inclusione e accompagnamento. Il credito cooperativo si è dimostrato un partner affidabile nel promuovere un’economia che non può prescindere da un orientamento etico: come comunità cristiana non possiamo essere estranei alle relazioni sociali, ma siamo chiamati a fare la nostra parte».


Ad aprire i lavori è stato il presidente della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, Francesco Mario Zaccaria, che ha rimarcato l’importanza della collaborazione con l’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni e con il Progetto Policoro, affermando come «La convenzione sul microcredito rappresenta uno strumento concreto per offrire opportunità a giovani che non sempre dispongono di tutti i requisiti per accedere al credito tradizionale. Come banca di comunità, sentiamo forte la responsabilità di sostenere iniziative orientate allo sviluppo responsabile e alla coesione sociale».


A moderare l’incontro, don Mimmo Roma, parroco della Basilica Cattedrale di Brindisi, che ha sottolineato «Il microcredito è diventato un punto di riferimento per i cosiddetti soggetti non bancabili. È un percorso che accompagna le persone lungo tutto l’iter progettuale e rappresenta una reale opportunità per investire sul territorio, anche dopo esperienze maturate altrove».

Il tema dell’accesso al credito e delle forme di finanziamento inclusive è stato al centro dell’intervento del presidente di Federcasse, Augusto Dell’Erba, che ha richiamato la missione mutualistica del credito cooperativo, spiegando come «Il Progetto Policoro intercetta bisogni piccoli ma reali, che spesso restano fuori dai circuiti bancari tradizionali. Consentire anche a chi non è considerato bancabile di accedere a un credito, seppur di importo contenuto, significa offrire fiducia, sostenere idee e favorire la permanenza dei giovani nei propri territori».

Un quadro più ampio sul rapporto tra lavoro, democrazia e sviluppo è stato offerto dal direttore generale di Federcasse, Sergio Gatti, il quale ha fatto presente che «Il lavoro irrobustisce le democrazie solo se è dignitoso ed equamente retribuito. Oggi assistiamo alla migrazione di giovani altamente qualificati perché le condizioni economiche non sono competitive. Sostenere cooperative giovanili, se serie e sostenibili anche dal punto di vista ambientale e della governance, è una scelta strategica». Gatti ha inoltre richiamato studi recenti che evidenziano come le imprese socie e clienti delle banche di credito cooperativo presentino migliori performance in termini ambientali, sociali e di qualità della governance.

Il legame tra accompagnamento, vocazione lavorativa e speranza concreta per i giovani è stato invece approfondito da Erika Basile, animatrice di comunità del Progetto Policoro Brindisi-Ostuni, secondo la quale «Il Progetto Policoro accompagna gratuitamente i giovani non solo nella creazione di imprese, ma soprattutto nella scoperta della propria vocazione lavorativa. Sapere che esiste una possibilità concreta di restare o di tornare nei propri territori significa non dover rinunciare alle proprie radici». Basile ha inoltre ricordato la convenzione con la Banca di Credito Cooperativo di Ostuni per il microcredito diocesano, sostenuto da un fondo di garanzia messo a disposizione dall’Arcidiocesi.

L’incontro ha confermato il comune impegno dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, del Progetto Policoro, di Federcasse e della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni nel promuovere una cultura economica centrata sulla persona, sull’inclusione, sulla pace e sulla responsabilità condivisa, valorizzando il ruolo delle comunità locali come protagoniste dei processi di sviluppo e di coesione sociale.







mercoledì 21 gennaio 2026

U.N.U.C.I. Brindisi, il Gen. Luigi Del Vecchio nuovo Vice Presidente provinciale

Rinnovato il direttivo dell’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo: esperienza operativa, senso delle istituzioni e impegno civile al centro della nuova governance

Il Generale di Brigata Luigi Del Vecchio è stato nominato Vice Presidente Provinciale dell’U.N.U.C.I. – Unione Nazionale Ufficiali in Congedo, Sezione di Brindisi. La designazione è maturata a seguito del rinnovo degli organi direttivi dell’associazione, che a livello nazionale riunisce oltre 23.000 ufficiali in congedo delle Forze Armate e delle Forze di Polizia.

Alla guida della sezione brindisina è stato riconfermato per il secondo mandato l’Avv. Gianni Convertini, già Ufficiale dei Carabinieri. Il nuovo Direttivo vede inoltre la presenza dei già Capitani Bonaventura Tanzarella, Domenico Franciosa, Francesco Lisco e Mino Leone, chiamati a collaborare nel nuovo corso associativo.

La nomina di Del Vecchio valorizza un profilo professionale di assoluto rilievo. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria, è Accademico Ordinario dell’Accademia Tiberina di Roma, storica istituzione fondata nel 1813. In quarant’anni di servizio nella Guardia di Finanza ha ricoperto incarichi di comando in aree ad alta densità criminale come Puglia, Calabria e Campania, distinguendosi anche per l’attività svolta in seno alla Direzione Investigativa Antimafia. Per il percorso professionale è stato insignito della Medaglia Mauriziana al merito per dieci lustri di carriera militare.

Accanto all’attività istituzionale, Del Vecchio è impegnato da tempo nel tessuto associativo e sociale. È componente del Rotary Club Ostuni, dove ricopre incarichi direttivi, socio dell’International Police Association – VIII Delegazione dei Castelli Romani – e dell’A.N.F.I. Ostuni, mantenendo un forte legame con il territorio.

Parallelamente, Del Vecchio ha sviluppato un riconosciuto percorso letterario. Autore di thriller ambientati a Ostuni, è attualmente impegnato nel tour nazionale di presentazione del romanzo “Ostuni. Non mi cercare più…”, edito da Viola Editrice, che segue il successo dell’opera d’esordio “Ostuni. Un’insospettabile presenza”.

«L’U.N.U.C.I. è una comunità di valori, memoria e responsabilità», «un luogo in cui l’esperienza maturata negli anni può continuare a essere messa al servizio della collettività», ha evidenziato Del Vecchio, sottolineando il significato dell’incarico ricevuto.

martedì 20 gennaio 2026

Presso la Banca di Credito Cooperativo di Ostuni un incontro su “Economia e Pace – Impresa Sostenibile”

 La Sala Convegni della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni ospiterà, il 21 gennaio, un appuntamento promosso assieme a Federcasse e Progetto Policoro per approfondire il valore dell’impresa sostenibile e il ruolo delle comunità nei tempi complessi della contemporaneità

Mercoledì 21 gennaio 2026, alle ore 17:00, la Sala Convegni della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, in Largo Monsignor Italo Pignatelli 2, ospiterà l’incontro aperto al pubblico, dal titolo “Economia e Pace – Impresa sostenibile”, ideato e promosso dall’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni.

L’appuntamento, nasce dalla volontà di promuovere una riflessione ampia e condivisa sui temi dell’economia civile, della pace e della responsabilità sociale, ponendo al centro la dignità della persona, il lavoro e il ruolo delle comunità nei contesti di crescente complessità sociale ed economica.

L’iniziativa rappresenta un momento di confronto rivolto a istituzioni, imprese, giovani e comunità, con l’obiettivo di approfondire il valore dell’impresa sostenibile come strumento capace di generare non solo crescita economica, ma anche coesione sociale, inclusione e sviluppo umano dei territori.

In questo quadro si inserisce il Progetto Policoro Brindisi-Ostuni, promosso dalla Chiesa italiana per accompagnare i giovani nella costruzione di percorsi di lavoro dignitoso e di imprenditorialità responsabile, attraverso l’animazione di comunità, il sostegno alle idee imprenditoriali e la promozione di reti territoriali, con particolare attenzione all’economia sociale e al protagonismo giovanile.

In tale contesto si colloca anche la convenzione per il microcredito stipulata tra l’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni e la Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, nata all’interno del Progetto Policoro e finalizzata a sostenere l’imprenditoria giovanile, consentendo ai giovani di accedere a strumenti concreti per l’avvio di una propria attività grazie anche a un fondo di garanzia messo a disposizione dall’Arcidiocesi, favorendo percorsi di autonomia lavorativa e sviluppo responsabile in coerenza con i principi dell’economia civile e solidale.

Il programma dell’incontro prevede i saluti introduttivi del Dott. Francesco Mario Zaccaria, Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni. Seguiranno gli interventi di:

·       Avv. Augusto dell’Erba, Presidente di Federcasse;

·       Dott. Sergio Gatti, Direttore Generale di Federcasse, membro del Comitato Scientifico Organizzatore delle Settimane Sociali dei Cattolici in Italia e tra i fondatori della Scuola di Economia Civile;

·       Erika Basile, Animatrice di Comunità del Progetto Policoro Brindisi-Ostuni.

Le conclusioni saranno affidate a S.E. Rev.ma Mons. Giovanni Intini, Arcivescovo di Brindisi-Ostuni.

L’incontro del 21 gennaio si inserisce nel più ampio impegno dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, del Progetto Policoro e della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni nel promuovere una cultura economica centrata sulla persona, sull’inclusione, sulla pace e sulla responsabilità condivisa, valorizzando il ruolo delle comunità locali come protagoniste dei processi di sviluppo e di coesione sociale.




domenica 18 gennaio 2026

Il nostro modo di fare informazione: pluralità di voci, pensiero critico e libertà di giudizio.


Come ci muoviamo nell’informazione

I nostri spazi online non sono semplici raccoglitori di notizie, ma piattaforme pensate per stimolare il pensiero critico, per offrire materiali, opinioni e analisi che aprano a ulteriori riflessioni da parte di chi ci segue. Non diciamo “noi abbiamo ragione”, né pretendiamo di offrire verità assolute: riportiamo e selezioniamo argomenti, contributi e interpretazioni di altri autorevoli opinionisti, esperti, giornalisti e realtà culturali, perché riteniamo che meritino di essere ascoltati e messi in discussione.

La nostra è un’informazione di stimolo e confronto, non di imposizione. Il lettore non trova qui una linea di partito, ma spunti da cui partire per formarsi un proprio giudizio.

Ecco come abbiamo pensato i nostri principali portali:

https://www.ideanews.org è la nostra testata giornalistica più ampia e generica. Qui si pubblicano articoli di attualità, approfondimenti su eventi, cultura, società, reportage, cronache e temi di respiro civico. Si tratta di contenuti redatti o curati dalla redazione di IdeaNews con uno sguardo sul contesto sociale e culturale più vasto, spesso con riferimenti e contributi di esperti o organizzazioni coinvolte nelle varie tematiche trattate.

https://news.radioidea.it è concepito come notiziario quotidiano dove si pubblicano fatti, eventi, conferenze e aggiornamenti di varia natura relativi al territorio e alla comunità, con uno stile che facilita la lettura rapida e diretta delle informazioni. È pensato per chi vuole restare aggiornato sulle novità senza filtri inutilmente complicati.

https://www.radioeditori.it è uno spazio che funge da megafono per voci esterne e contributi di altri autori. Si legge analisi su questioni internazionali, geopolitica, economia, società, con scelte editoriali che privilegiano la pluralità di visioni e la messa in discussione delle narrazioni convenzionali. In pratica, qui trovano spazio contributi selezionati di altri autori che possono arricchire il dibattito pubblico.

In tutti e tre i portali non rivendichiamo certezze, ma piuttosto offriamo materiale e prospettive da cui partire. Il nostro obiettivo è quello di mettere in dialogo fatti, interpretazioni e punti di vista, lasciando al lettore la responsabilità e la libertà di formare il proprio giudizio critico. Questo approccio riflette la convinzione che la comunicazione sana non debba chiudere le domande ma aprirle.

Per completezza, ricordiamo che l’ecosistema informativo e culturale che ruota attorno alla nostra comunità comprende anche altri spazi complementari:

• il sito https://www.disconovita.it dedicato alla musica e agli spettacoli del Disconovità;
https://www.airplay.it il portale del circuito radiofonico omonimo;
https://www.festivalcanzoneitaliana.com progetto culturale dedicato alla musica italiana, agli autori e agli interpreti, con particolare attenzione alle produzioni e ai percorsi artistici indipendenti;
• e naturalmente https://www.radioidea.it dove si puo' ascoltare la diretta radiofonica e i podcast con programmi, musica e approfondimenti settimanali.

In sintesi: non siamo qui per dire “come stanno le cose”; siamo qui per chiedere “come possiamo capirle meglio”, condividendo idee, analisi, punti di vista rispettosi e argomentati.

Archimede, Leonardo e le conoscenze fuori tempo: quando la storia non segue una linea retta


La storia ufficiale ama raccontarsi come un percorso ordinato: dall’ignoranza alla conoscenza, dal passato al progresso tecnologico. Eppure, osservando alcune figure chiave del pensiero umano, questa narrazione lineare inizia a mostrare crepe evidenti. Esistono momenti in cui il sapere sembra anticipare il proprio tempo, per poi arrestarsi, scomparire o essere riscoperto secoli dopo.

Uno degli esempi piu’ noti e’ quello di Archimede e del presunto “raggio di fuoco”, una tecnologia attribuita al matematico siracusano durante l’assedio romano di Siracusa nel III secolo a.C. Secondo fonti successive, superfici riflettenti avrebbero concentrato la luce solare fino a incendiare le navi nemiche. Le testimonianze dirette dell’epoca non lo confermano, ma la leggenda ha continuato a riemergere nel tempo, alimentata dal fatto che Archimede possedeva conoscenze di ottica, geometria e meccanica straordinariamente avanzate.

Al di la’ dell’effettivo utilizzo militare, il caso di Archimede pone una questione piu’ ampia: quanto erano evolute alcune competenze scientifiche nel mondo antico? Non si tratta di un’eccezione isolata.

Un esempio emblematico e’ Erone di Alessandria, vissuto nel I secolo d.C., spesso dimenticato nei manuali scolastici. Nei suoi scritti descrive la eolipila, considerata una proto–macchina a vapore, ma anche porte automatiche, meccanismi programmabili, sistemi pneumatici e idraulici complessi. Non si trattava di curiosita’ teoriche o giocattoli da laboratorio, ma di applicazioni pratiche di fisica e ingegneria. La domanda, dunque, non e’ “perche’ non ci sono arrivati prima”, ma “perche’ non si e’ proseguito”.

A distanza di quasi duemila anni, un’altra figura continua a creare disagio nella ricostruzione tradizionale del progresso: Leonardo da Vinci. Nei suoi taccuini compaiono studi sull’aerodinamica, macchine volanti, sistemi idraulici, veicoli corazzati e progetti che anticipano di secoli la tecnologia moderna. Molti di questi non furono realizzati non per errori concettuali, ma per limiti materiali, tecnici ed economici del suo tempo. Leonardo non fu un visionario isolato, ma un punto di raccordo tra saperi antichi e intuizioni moderne rimaste senza una continuita’ operativa.

La storia del sapere, infatti, non procede in modo continuo. Fratture politiche, sociali e culturali hanno interrotto la trasmissione di intere conoscenze, come dimostrano la perdita dei grandi centri di studio dell’antichita’ o il collasso delle strutture educative dopo la fine dell’Impero romano. Quando queste strutture vengono meno, il sapere non evolve: si spegne.

In questo contesto, la leggenda del raggio di Archimede assume un valore simbolico piu’ che bellico. Indica un livello di comprensione della natura difficile da collocare nella cronologia scolastica del progresso. Lo stesso vale per Leonardo, le cui intuizioni risultarono troppo avanzate per un’epoca incapace di svilupparle pienamente.


Negli ultimi decenni, a questa riflessione si e’ aggiunta un’altra suggestione: l’idea che in antichita’ esistessero strumenti capaci di tagliare o dividere blocchi di pietra attraverso “raggi” o energie dirette. Su questo punto e’ necessario essere chiari: non esiste alcuna fonte antica che parli di un dispositivo in grado di tagliare la pietra come un laser. Ne’ Archimede, ne’ Erone, ne’ Vitruvio descrivono strumenti capaci di sezionare megaliti o fondere materiali duri con un fascio diretto.

Da dove nasce allora questa idea? Dalla combinazione di tre elementi reali, spesso mescolati in modo improprio. Da un lato, le lavorazioni megalitiche impressionanti presenti in luoghi come Egitto, Peru’, Baalbek o Anatolia, caratterizzate da tagli precisi, superfici lisce e giunzioni millimetriche. Dall’altro, le conoscenze antiche su suono, vibrazione e risonanza: Erone e Ctesibio studiavano pneumatica, pressione e acustica come forze fisiche reali. Oggi sappiamo che vibrazioni e ultrasuoni possono indebolire i materiali e facilitare le fratture, ma facilitare non significa sezionare come un laser.

A pesare, spesso, e’ la retroproiezione moderna: osserviamo il passato con categorie tecnologiche contemporanee e attribuiamo agli antichi strumenti e intenzioni che non potevano avere. Questo errore di prospettiva alimenta miti piu’ che chiarire i fatti.

Le ricerche archeologiche indicano che la pietra veniva lavorata con seghe, sabbia abrasiva, rame, quarzo e acqua, attraverso tempi lunghissimi e una forza lavoro enorme. Una spiegazione meno spettacolare, ma solida, documentata e verificabile.

La questione, tuttavia, non scompare. Non per l’esistenza di armi segrete perdute, ma per l’evidenza di competenze matematiche, tecniche e materiali molto piu’ raffinate di quanto si sia disposti a riconoscere. Non un raggio misterioso, dunque, ma una cultura tecnica avanzata, oggi sottovalutata.

La vera questione non e’ stabilire se Archimede incendio’ navi con il Sole o se esistesse un raggio capace di tagliare la pietra. Il punto centrale e’ un altro: quante conoscenze sono state archiviate come mito perche’ prive di continuita’, non replicabili o troppo in anticipo sui tempi?

Archimede, Erone e Leonardo non sono miracoli isolati. Sono picchi di una conoscenza che non ha avuto seguito. Il vero mistero non e’ una tecnologia segreta perduta, ma quanto sapere pratico e’ andato perso semplicemente perche’ non e’ stato trasmesso.

venerdì 16 gennaio 2026

Venerdì 16 gennaio 2026, a Velletri, Luigi Del Vecchio presenta “Ostuni. Non mi cercare più…” in un incontro dedicato al tema dell’usura e della legalità

Un appuntamento di rilievo culturale e civile che, a partire dalla letteratura, apre una riflessione ampia e condivisa sul fenomeno dell’usura, sul ruolo delle istituzioni, sulla tutela delle comunità e sul senso della responsabilità collettiva

Venerdì 16 gennaio 2026, alle ore 17.00, a Velletri, presso la Concessionaria BMW SuperAuto T, in via dei Volsci 55, si terrà la presentazione del thriller “Ostuni. Non mi cercare più…”, di Luigi Del Vecchio, edito da Viola Editrice. L’ultima fatica letteraria dell’autore sarà protagonista di un appuntamento di particolare rilievo culturale e civile, dedicato al tema della legalità e del contrasto all’usura, a partire dalla letteratura come strumento di consapevolezza e responsabilità collettiva.

L’incontro non si limiterà alla dimensione narrativa dell’opera, ma si aprirà a un confronto più ampio sul fenomeno dell’usura, sulle sue implicazioni sociali ed economiche e sul ruolo delle istituzioni nel prevenire e contrastare una piaga che continua a colpire famiglie e imprese. Un dialogo che affonda le radici nell’esperienza professionale e umana dell’autore, maturata in anni di servizio nel contrasto all’illegalità economico-finanziaria.

Dopo i saluti istituzionali di Saverio Capolupo, già Comandante Generale della Guardia di Finanza, e di Paolo Cianci, Presidente dell’VIII Delegazione Lazio dell’International Police Association, l’incontro sarà moderato da Chiara Ercoli, Vice Sindaco del Comune di Velletri. Un appuntamento che ha un valore in grado di andare oltre alla classica presentazione editoriale, configurandolo come momento pubblico di riflessione e sensibilizzazione.

Il libro

“Ostuni. Non mi cercare più…”, edito da Viola Editrice, è il secondo capitolo della saga thriller ambientata nella città di Ostuni. Al centro del romanzo torna il Commissario Vito Berlingieri, chiamato ad affrontare un nuovo e inatteso riemergere del male dopo i drammatici fatti che avevano segnato la città. In un contesto che sembra aver ritrovato un fragile equilibrio, un elemento imprevisto incrina la quiete e riapre interrogativi rimasti sospesi, costringendo il protagonista a confrontarsi ancora una volta con il peso della memoria, con le zone d’ombra della realtà e con la sottile linea che separa normalità e disgregazione.

L’autore

Luigi Del Vecchio, Generale della Guardia di Finanza in congedo, ha costruito un percorso professionale segnato dal contrasto all’illegalità economica e dalla formazione giuridica e investigativa. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria, è consulente tecnico d’ufficio presso diverse Procure. Accanto all’attività professionale, svolge un intenso impegno culturale e sociale, convinto che la narrazione possa diventare strumento di conoscenza, prevenzione e responsabilità civile.

La presentazione di Velletri si inserisce nel percorso di diffusione delle opere di Luigi Del Vecchio, un itinerario culturale che intreccia territorio, legalità e memoria, restituendo al pubblico l’incontro con una voce autoriale consapevole, capace di coniugare rigore professionale, profondità umana e immaginazione narrativa, e di aprire uno spazio di riflessione su temi che toccano il cuore della vita civile.

giovedì 15 gennaio 2026

Premio Legalità 2026, Carditello laboratorio di responsabilità pubblica

Il Centro Studi Mameli riunisce alla Real Tenuta di Carditello magistratura, forze armate ed esponenti istituzionali per riaffermare una visione della legalità fondata sull’etica del dovere, sulla coerenza dei comportamenti e sulla credibilità dello Stato nei confronti dei cittadini.

La Real Tenuta di Carditello ha ospitato l’edizione 2026 del Premio Legalità, promosso dal Centro Studi Mameli, confermandosi come uno dei luoghi simbolici in cui la riflessione sulla legalità assume una dimensione concreta e operativa. L’iniziativa ha proposto una lettura della legalità come processo vivo, che prende forma nel quotidiano esercizio delle funzioni pubbliche e nel rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità.

La cerimonia ha messo al centro l’idea che il rispetto delle regole non sia un atto formale, ma una responsabilità che si traduce in scelte, decisioni e comportamenti coerenti. In questo senso, il Premio si configura come strumento di valorizzazione dell’esempio, più che come riconoscimento celebrativo.

A imprimere autorevolezza e solennità all’evento è stata la madrina Loredana Lanna, la cui presenza ha rafforzato il legame tra società civile e istituzioni, richiamando il ruolo educativo della manifestazione. Attorno a questa cornice simbolica si è sviluppato un confronto di alto profilo sui temi della responsabilità civica e della buona amministrazione.

Tra le figure centrali dell’edizione 2026 si è distinto Michele Grillo, consigliere presso la Presidenza del Consiglio e segretario generale di APAMRI. Il suo contributo ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una governance fondata su trasparenza, prevenzione e capacità di dialogo tra istituzioni e cittadini, evidenziando come la legalità sia anche un fattore di stabilità democratica.

Di particolare rilievo anche la presenza del magistrato Nicola Graziano, Presidente nazionale di UNICEF Italia, premiato per un percorso che coniuga rigore giuridico e attenzione ai diritti fondamentali, offrendo una visione del diritto come strumento di tutela delle persone. Accanto a lui, Laura Mazza ha contribuito ad arricchire il profilo istituzionale e culturale dell’iniziativa.

Il riconoscimento è stato assegnato a esponenti di primo piano della Magistratura e delle Forze Armate, indicati come interpreti credibili di uno Stato chiamato ad affrontare sfide complesse senza arretrare sul terreno dei valori. Tra i premiati figurano il dott. Carlo Fucci, il Generale di Corpo d’Armata Rodolfo Sganga, il Generale Salvatore D’Arpa, il Colonnello Biagio Chiariello e il Colonnello Gaetano Farina.

Il confronto è stato ulteriormente arricchito dagli interventi del dott. Enrico Quaranta, della magistrata Ilaria Grimaldi e del dott. Lucio Di Nosse, che hanno offerto chiavi di lettura puntuali sul contrasto alla criminalità e sulla trasparenza amministrativa come pilastri dello Stato di diritto.

Accompagnata dalle esecuzioni della Banda Musicale della Polizia Penitenziaria, la giornata si è chiusa riaffermando un messaggio chiaro: la legalità si consolida quando le istituzioni sanno essere credibili attraverso l’esempio. In questo senso, Carditello ha confermato il proprio ruolo di spazio civico, capace di ospitare una riflessione matura sul presente e sul futuro della responsabilità pubblica.

martedì 6 gennaio 2026

Elettricità nell'aria: La Finlandia rende reale il sogno di Tesla (ma con i piedi per terra)

HELSINKI, GENNAIO 2026 – Per oltre un secolo, l’idea di trasmettere energia elettrica attraverso l’aria senza l'ausilio di cavi è rimasta confinata nei taccuini di Nikola Tesla e nelle pagine di fantascienza. Tuttavia, all'alba del 2026, la Finlandia ha ufficialmente segnato il passaggio della trasmissione di energia wireless (WPT) dal laboratorio alle prime applicazioni reali, grazie a una serie di scoperte pionieristiche presso l'Università di Aalto.

La svolta tecnologica: Oltre l'induzione classica
Il cuore del successo finlandese risiede nel superamento dei limiti della ricarica wireless tradizionale (quella che oggi usiamo per gli smartphone), che richiede un contatto quasi perfetto tra dispositivo e base.
I ricercatori, guidati dal team di Nam Ha-Van e Prasad Jayathurathnage, hanno sviluppato un sistema basato sulla "soppressione della resistenza alle radiazioni". Utilizzando antenne a telaio con correnti ad ampiezze uguali e fasi opposte, il team è riuscito a cancellare le perdite di energia che normalmente si disperdono nello spazio.
I numeri del record:
  • Efficienza: Superiore all'80%.
  • Distanza: Trasmissione efficace fino a 18-20 centimetri, ovvero circa cinque volte il diametro dell'antenna utilizzata.
  • Libertà di movimento: A differenza del passato, il sistema è onnidirezionale; il dispositivo riceve energia indipendentemente dalla sua posizione o orientamento rispetto alla fonte.
Applicazioni pratiche: Cosa cambia nel 2026
Sebbene la notizia sia stata spesso travisata sui social come la fine immediata di ogni cavo elettrico domestico, le applicazioni attuali sono mirate e rivoluzionarie per settori specifici:
  1. Internet of Things (IoT) e Sensori: La ricarica wireless a distanza permette di alimentare migliaia di sensori industriali e domestici senza dover mai sostituire le batterie.
  2. Dispositivi Medici Impiantabili: Pacemaker e protesi possono ora essere ricaricati attraverso i tessuti umani in modo più efficiente, eliminando la necessità di interventi chirurgici per la sostituzione delle pile.
  3. Domotica senza cavi: Lampade e piccoli elettrodomestici possono ora essere alimentati semplicemente posizionandoli in un'area coperta dal segnale, senza doverli "centrare" su una piastra.
Il legame con Nikola Tesla
Il sistema richiama inevitabilmente la Wardenclyffe Tower di Tesla, ma con una differenza fondamentale: la scala. Mentre Tesla sognava di trasmettere energia a livello globale usando l'atmosfera come conduttore, la tecnologia finlandese del 2026 opera su distanze controllate e sicure, utilizzando onde radio a bassa frequenza per evitare rischi per la salute umana e interferenze con altri segnali wireless.
Sfide e Futuro
Nonostante l'entusiasmo, la strada verso la "città senza fili" è ancora lunga. Il costo delle infrastrutture e la necessità di standardizzare i ricevitori rimangono ostacoli significativi. Tuttavia, con i nuovi finanziamenti da oltre 25 milioni di euro concessi dal Consiglio della Ricerca di Finlandia all'Università di Aalto per la transizione energetica, il 2026 si conferma l'anno in cui il "cordone ombelicale" elettrico ha iniziato ufficialmente a spezzarsi.
Archeologia Energetica: Un ritorno al passato?
La scoperta finlandese solleva un interrogativo inquietante: stiamo davvero inventando qualcosa di nuovo o stiamo faticosamente riscoprendo una tecnologia già esistente nei secoli passati?
Negli ultimi anni, diverse teorie di ricerca indipendente hanno iniziato a guardare alle grandi strutture del passato non solo come monumenti funebri o religiosi, ma come vere e proprie macchine energetiche.
  • Le Piramidi di Giza: Numerosi studi fisici (tra cui quelli pubblicati sulla rivista Journal of Applied Physics) hanno confermato che la Grande Piramide può concentrare energia elettromagnetica nelle sue camere interne e sotto la sua base. La struttura in granito (pietra piezoelettrica) e il rivestimento in calcare isolante suggeriscono un design paragonabile a un gigantesco trasmettitore wireless.
  • Torri e Campanili del XIX Secolo: Prima della diffusione capillare dei cavi in rame, la presenza di obelischi, cupole rivestite in metallo e campanili dalle forme geometriche precise ha alimentato l'ipotesi che fossero estrattori di energia atmosferica (etere). Molti teorici sostengono che le "antenne" poste sopra gli edifici antichi servissero a captare l'elettricità statica dall'aria per illuminare le città o alimentare i sistemi locali, una tecnologia che sarebbe stata smantellata o nascosta con l'avvento dei monopoli energetici a pagamento.
Il parere critico: Il "Sogno Proibito" e i Progetti Secretati
Oggi, nel 2026, ci rendiamo conto che i progressi della Finlandia sono solo l'inizio di un faticoso ritorno a una realtà energetica che probabilmente era già presente in passato. Tuttavia, il cammino è ostacolato. Secondo molti esperti, i progetti originali di Nikola Tesla — che si ispiravano proprio alla risonanza della Terra e delle strutture piramidali — sono tuttora secretati o protetti da segreto militare
Il sospetto è che la visione di Tesla di un'energia libera e universale, simile a quella ipotizzata per le civiltà antiche, sia stata soppressa per salvaguardare enormi interessi commerciali
Un'energia "libera nell'aria", proprio come accadeva nelle antiche torri, priva di contatori e non centralizzata, che non può essere contata, tassata o interrotta, minerebbe alle basi l'attuale sistema economico basato sulla vendita al kilowattora e sul controllo delle infrastrutture fisiche
Finché l'elettricità rimarrà un prodotto di consumo vincolato al profitto, la tecnologia wireless moderna rimarrà probabilmente "addomesticata" e limitata a piccoli dispositivi, impedendoci di riconnetterci pienamente a quella "rete globale naturale" che i nostri antenati sembravano già conoscere e utilizzare. Siamo all'inizio di una riscoperta, ma la strada per liberare l'energia dai vincoli del mercato è ancora lunga e tortuosa.
Per ulteriori dettagli scientifici, è possibile consultare le pubblicazioni recenti dell'Università di Aalto o approfondire i progetti di ricerca sulla transizione energetica.

venerdì 2 gennaio 2026

Un 2025 di successi per lo scrittore Luigi Del Vecchio, tra il suo secondo romanzo, “Ostuni. Non mi cercare più…”, premi e impegno culturale

Nuove pubblicazioni editoriali, riconoscimenti accademici, premi letterari internazionali e un forte impegno sociale che confermano un percorso culturale in costante crescita

Un anno intenso, ricco di risultati letteraririconoscimenti istituzionali e iniziative a forte impatto sociale. Il 2025 si conferma come una tappa decisiva nel percorso culturale e umano di Luigi Del Vecchio, autore che ha saputo coniugare la scrittura thriller con un profondo senso di responsabilità civile e culturale.

Il momento culminante dell’anno è stato segnato dall’uscita del suo secondo romanzo, “Ostuni. Non mi cercare più…”, pubblicato da Viola Editrice nel mese di settembre. L’opera ha dato il via a un articolato tour promozionale che, partendo dalla città bianca, ha già toccato numerose città italiane, tra cui Roma, Bari, Napoli, Viterbo e Lucera, riscuotendo attenzione e partecipazione in contesti culturali diversi e qualificati.

Il 2025 è stato però anche l’anno della definitiva consacrazione del romanzo d’esordio, “Ostuni. Un’insospettabile presenza”. Dopo il Premio Internazionale Oscar Wilde ottenuto nel 2024, l’opera ha continuato a raccogliere importanti riconoscimenti, venendo premiata al Menotti Art Festival di Spoleto e ricevendo a Roma la Menzione d’Eccellenza del Premio Letterario Internazionale intitolato a Gioacchino Belli, promosso dall’Accademia Tiberina.

Accanto all’attività editoriale e ai riconoscimenti letterari, particolare rilievo assume l’impegno sociale che accompagna il lavoro dell’autore. Anche per Ostuni. Non mi cercare più… è infatti prevista la realizzazione di un audiolibro destinato ai ciechi e agli ipovedenti della Regione Puglia, una platea che supera i 3.300 utenti. Il progetto, sviluppato in collaborazione con il Centro regionale Audiolibro di Bari, prosegue un percorso già avviato con il primo romanzo e rappresenta uno degli aspetti più significativi della produzione di Del Vecchio.

Sul piano accademico e istituzionale, il mese di novembre ha segnato un ulteriore traguardo con la nomina di Luigi Del Vecchio ad Accademico Ordinario dell’Accademia Tiberina di Roma, storica istituzione di cultura e studi universitari fondata nel 1813. Un riconoscimento che lo inserisce in una tradizione prestigiosa, condivisa nel tempo da figure centrali della storia culturale italiana, e che rafforza il legame tra la sua attività letteraria e il mondo delle istituzioni culturali.

Il 2025 ha rappresentato anche un anno di significativa attenzione mediatica nazionale, che ha visto Luigi Del Vecchio protagonista in RAI per ben due volte. L’autore ha preso parte al documentario Ostuni, città a colori, trasmesso su RAI 5 all’interno del programma Di là dal fiume e tra gli alberi. Nel corso delle riprese, Del Vecchio è stato accompagnato in una conversazione intensa e suggestiva dalla giornalista Gemma Giorgini, tra le mura e i vicoli della città bianca, in un racconto che restituisce atmosfere, identità e memoria del territorio.

A questa partecipazione si è aggiunta, a breve distanza, la partecipazione dell'autore in un servizio all'interno della rubrica Mezzogiorno Italia su RAI TGR Puglia. Un’ulteriore occasione per raccontare il proprio percorso umano e letterario, soffermandosi sul thriller “Ostuni. Un’insospettabile presenza” e sui progetti narrativi futuri, ancora una volta attraverso le strade e i luoghi simbolo del centro storico di Ostuni.

Al centro della visione dell’autore resta una concezione della cultura come fondamento di una civiltà aperta e condivisa, non riservata a pochi ma accessibile e diffondibile da chiunque ne riconosca il valore. Un’idea che attraversa tanto la sua scrittura quanto il suo impegno pubblico, e che si traduce in una narrazione capace di parlare a pubblici diversi senza rinunciare alla complessità.

Lo sguardo è ora rivolto al futuro. È già iniziata la scrittura del terzo e conclusivo capitolo della trilogia ambientata a Ostuni, che porterà a compimento un percorso narrativo costruito tra atmosfere sospese, tensione psicologica e riflessione sul presente. Accanto a questo lavoro, resta aperto un progetto ambizioso, coltivato da mesi e affidato alle prospettive del 2026, che l’autore preferisce per ora lasciare in sospeso, come promessa e come sfida.

Il libro

“Ostuni. Non mi cercare più…”, edito da Viola Editrice, è il sequel del thriller “Ostuni. Un’insospettabile presenza”. Il romanzo riporta il lettore nella città bianca, attraversata da segreti irrisolti e memorie che riaffiorano improvvisamente. Le campagne, i vicoli e le atmosfere sospese di Ostuni diventano parte integrante della narrazione, costruendo una trama tesa e stratificata, in cui il mistero si intreccia con i conflitti interiori dei protagonisti e con una riflessione sull’identità.

L’autore

Luigi Del Vecchio, Generale della Guardia di Finanza in congedo, ha maturato una lunga esperienza professionale nel contrasto all’illegalità economica, affiancata a una solida formazione giuridica e investigativa. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria, è consulente tecnico d’ufficio presso le Procure di Napoli e Torre Annunziata. Parallelamente all’attività professionale, porta avanti un intenso impegno culturale e associativo. Dal 2022 vive a Ostuni, città che continua a rappresentare una fonte costante di ispirazione per la sua produzione letteraria.

Ascolta Radio Idea
Prendimi e portami ovunque!