mercoledì 30 luglio 2025

30 Luglio – Giornata Mondiale dell’Amicizia: un ponte tra cuori e popoli

Ci sono valori che resistono al tempo, alle crisi, alle differenze culturali e persino alle guerre. L’amicizia è uno di questi. Non un concetto astratto, ma un legame concreto e quotidiano che può cambiare le sorti di una persona, di una comunità, di una nazione.

La Giornata Mondiale dell’Amicizia, istituita ufficialmente il 30 luglio 2011 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nasce proprio con questo spirito: promuovere la cultura della pace attraverso i legami umani. In un mondo attraversato da conflitti, incertezze e tensioni crescenti, la forza dell’amicizia può rappresentare un motore silenzioso ma potentissimo di cambiamento.

Un'origine spontanea, una celebrazione globale

Prima di diventare una ricorrenza internazionale, la Giornata dell’Amicizia è stata celebrata in diversi Paesi in modo spontaneo. Le prime iniziative risalgono agli anni ’30 negli Stati Uniti, grazie all’intuizione di Joyce Hall, fondatore della Hallmark Cards, che vedeva nell’amicizia un valore da onorare come la maternità o la famiglia.

Ma è solo nel XXI secolo che le Nazioni Unite ne hanno compreso la portata universale, elevandola a strumento di diplomazia culturale e coesione tra popoli. Un messaggio forte: l’amicizia è un diritto di tutti, non un privilegio di pochi.

Il messaggio del 2025: amicizia nei tempi difficili

Il tema della Giornata Mondiale dell'Amicizia nel 2025 è quanto mai attuale: "Coltivare relazioni di sostegno reciproco nei periodi difficili". Un invito ad andare oltre le differenze politiche, religiose e culturali, per riscoprire il potere dell’ascolto, della gentilezza e dell’empatia. Elementi che oggi, nell’era dell’iperconnessione ma anche dell’iperpolarizzazione, sembrano spesso smarriti.

Siamo abituati a parlare di amicizia in termini personali, ma l’ONU ci ricorda che l’amicizia può diventare una scelta politica, un atto rivoluzionario. Se imparassimo a costruire rapporti fondati sul rispetto e sul dialogo, molte barriere – mentali e materiali – crollerebbero.

L’amicizia come strumento di pace

La dichiarazione dell’ONU la definisce «un sentimento nobile e prezioso nella vita degli esseri umani». Non è retorica: la storia ci mostra come molte iniziative di pace e cooperazione siano nate da relazioni personali tra leader, intellettuali, cittadini comuni.

Pensiamo alla distensione tra USA e URSS nei momenti più tesi della Guerra Fredda, facilitata da rapporti personali tra mediatori; o alle comunità religiose che in tante parti del mondo dialogano a livello locale, costruendo ponti invisibili ma solidi, grazie all’amicizia tra singoli esponenti.

Il nostro tempo ha bisogno di amicizia vera

In tempi di isolamento sociale, disagio giovanile e diffidenza generalizzata, educare all’amicizia è un’urgenza. Le scuole, i media, le famiglie dovrebbero riscoprire questo valore non come un’utopia, ma come un’abilità relazionale da coltivare con cura. L’amicizia autentica, fatta di verità e rispetto, è la migliore forma di prevenzione contro l’odio, l’indifferenza e l’egoismo.

L’impegno di ognuno di noi

Le Nazioni Unite invitano istituzioni, scuole, associazioni e cittadini a promuovere attività e iniziative che diffondano i valori dell’amicizia, della solidarietà e della comprensione reciproca. Radio Idea e il nostro portale ideanews.org si uniscono a questo appello, rinnovando l’impegno a diffondere contenuti che uniscano, che creino legami, che costruiscano ponti tra persone e territori.

In conclusione: l’amicizia è un dovere umano

Non è solo un sentimento da celebrare con una frase fatta o un abbraccio virtuale. È un dovere umano. Non si tratta di essere amici di tutti, ma di coltivare uno sguardo amichevole verso il mondo. In un’epoca in cui tutto spinge alla divisione, l’amicizia resta uno degli atti più coraggiosi e rivoluzionari che possiamo compiere.

lunedì 28 luglio 2025

Il Tuo 5x1000 per Ridare Ali alla Speranza: Sostieni la Ricerca, Sostieni ALI APS

In un’Italia sempre più schiacciata tra burocrazia e tagli alla sanità, c’è chi non resta a guardare. C’è chi, con passione e determinazione, ha scelto di agire: è il caso di ALI APS – Associazione di Promozione Sanitaria, nata per amore e cresciuta per missione.

Una scelta che vale. Un gesto che cambia.
Destinare il proprio 5x1000 ad ALI APS non è solo una firma: è un’azione concreta che contribuisce ogni giorno alla ricerca sulle malattie genetiche rare, all’assistenza domiciliare dei più fragili e al potenziamento della sanità di prossimità, troppo spesso trascurata.


✅ Come destinare il tuo 5x1000 ad ALI APS?

È semplicissimo. Quando compili la tua dichiarazione dei redditi:

  1. Cerca la sezione “Scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF”.
  2. Firma nel riquadro dedicato al sostegno degli enti del Terzo Settore.
  3. Inserisci il Codice Fiscale 92080800623.


Una missione nata dall’amore

A raccontarla è il dottor Alessandro Fucci, presidente dell’associazione: "ALI è nata per amore, per una mia cara amica con disabilità. Non potevo più restare a guardare."

Da allora ALI Onlus – oggi ALI APS – è in prima linea:

  • per assistere chi non ha accesso alle cure;
  • per sostenere la medicina domiciliare, garantendo cure tra le mura di casa;
  • per lottare affinché i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) siano davvero garantiti.


Progetti concreti

Tra le azioni già intraprese:

  • Sviluppo di una piattaforma digitale per prenotazioni e consulti medici specialistici a distanza.
  • Convenzioni con strutture come CMR Spa di Sant’Agata dei Goti.
  • Supporto diretto a pazienti dimenticati dalle istituzioni.

E ancora: battaglie legali, iniziative pubbliche, eventi come Sulfurea Jazz a Telese Terme, e collaborazioni con personalità istituzionali come l’Onorevole Aldo Patriciello.


Ma che fine ha fatto l’assistenza domiciliare?

ALI APS denuncia da anni il crollo del sistema di cure domiciliari, previsto dai LEA ma spesso negato nella realtà. Nel 2021, solo il 2,9% degli over 65 ha ricevuto cure domiciliari: e gli altri? E i giovani malati cronici?

Uno Stato civile si misura da come tratta i più fragili. ALI APS lavora ogni giorno per ricordarlo.


Con ALI APS la trasparenza è totale. Le testimonianze, gli interventi e i risultati sono documentati. 

🔵 Codice Fiscale ALI APS: 92080800623

🖊 Firma per il sociale. Firma per la salute. Firma per chi non ha altra voce.

💙 Il tuo 5x1000 per ALI APS si trasformerà in azioni concrete a favore della ricerca, dell’informazione e dell’assistenza.

domenica 27 luglio 2025

Siamo davvero andati sulla Luna? Una missione tra gloria, misteri e verità non dette

Nel luglio del 1969 il mondo intero assistette col fiato sospeso a un evento che avrebbe segnato l'immaginario collettivo per generazioni: Neil Armstrong posava il piede sulla Luna. O almeno così ci è stato raccontato. Ma a distanza di oltre 50 anni, con l'accesso a nuove tecnologie e strumenti di analisi, cresce una domanda: possiamo davvero essere certi che sia andata così?

In questo articolo, ci addentriamo nella narrazione ufficiale, smontandola punto per punto. Non per negare, ma per analizzare con spirito critico. Perché la scienza non è dogma, e la storia, spesso, la scrivono i vincitori.


1. Una tecnologia “miracolosa” o semplicemente… troppo avanti per essere vera?

Il computer dell’Apollo, l’AGC, viene spesso definito un gioiello d’ingegneria. Lo era. Ma parliamo di 2 kB di RAM. Una calcolatrice moderna ha più potenza. Eppure con quello strumento avremmo gestito decolli, orbite e allunaggi senza margine d’errore?
La specializzazione non cancella l’arretratezza rispetto alla complessità del compito.
Possibile che, con così pochi mezzi, si sia realizzata un’impresa così perfetta, alla prima prova, e con un margine di successo quasi assoluto?


2. Le Fasce di Van Allen: un “ostacolo superabile” o un rischio ignorato?

La NASA afferma che le traiettorie furono studiate per ridurre al minimo l’esposizione. Tuttavia, nessuno fino ad allora aveva mai mandato esseri umani in quelle zone, e le stime di esposizione si basavano su dati incompleti.
Le dosi ricevute, confrontate a una TAC, possono sembrare innocue, ma si dimentica che quelle radiazioni erano assorbite in ambiente spaziale, privo di protezione naturale.
Perché non ci si torna da 50 anni, se il passaggio era così facile e sicuro?


3. Comunicazioni radio dalla Luna: realizzabili o orchestrate?

Trasmettere segnali radio dalla Luna era possibile, in teoria. Ma negli anni ’60? La qualità delle immagini e dell’audio ricevuto è sospettosamente pulita.
Il fatto che la NASA avesse una rete come il DSN non dimostra che il segnale provenisse dalla Luna. Chi lo ha verificato in modo indipendente? E perché non ci sono tracciamenti sovietici dettagliati pubblicati all’epoca?
L’URSS aveva i mezzi e l’interesse a smascherare un’eventuale farsa, ma il silenzio potrebbe anche essere stato frutto di convenienze geopolitiche.


4. Le “prove schiaccianti” sono davvero inconfutabili?

  • I retroriflettori esistono, certo. Ma anche l’URSS ha inviato sonde automatiche. Chi ci garantisce che non siano stati installati da questi dispositivi robotici?
  • Le rocce lunari sono uniche, ma esistono anche meteoriti lunari caduti sulla Terra. La loro distribuzione controllata e la mancanza di accesso libero da parte di enti terzi limita la verifica indipendente.
  • Le immagini satellitari mostrano qualcosa, ma non oggetti nitidi. Il LRO ha fotografato sagome compatibili con il sito di atterraggio, ma non c’è una sola foto ad altissima risoluzione che mostri chiaramente un modulo lunare o un’impronta. Oggi con l’AI possiamo ricreare immagini verosimili: chi garantisce che non sia accaduto anche allora?


5. La Guerra Fredda: un incentivo alla trasparenza o al teatro?

L’argomento più usato è: “se fosse stata una farsa, l’URSS lo avrebbe denunciato”.
Ma davvero? In piena Guerra Fredda, le due superpotenze erano più connesse di quanto si dica.
C’era il rischio nucleare, c’erano trattative diplomatiche sotterranee. Il silenzio sovietico non è necessariamente una conferma, può anche essere un calcolo politico.

E infine: davvero crediamo che in un sistema dove tutto è compartimentato, 400.000 persone avessero accesso alla verità complessiva? No: ognuno faceva il suo pezzo. Bastavano pochi uomini nei punti chiave per “coreografare” l’evento.


Conclusione: tutto vero… o semplicemente perfetto?

Che lo sbarco sulla Luna sia accaduto è possibile. Ma che sia accaduto esattamente come ci è stato raccontato, senza propaganda, esagerazioni, occultamenti e silenzi strategici… è molto meno certo.

Oggi, grazie anche all’Intelligenza Artificiale, possiamo analizzare testi, immagini e dati con una precisione inedita. E quello che emerge è che non esistono certezze assolute: né nel negare, né nel credere.

L’invito ai lettori è questo: non accettate nulla “perché lo dicono tutti”.
Studiate, confrontate, dubitate. Fate come noi di IdeaNews.org: analizziamo le fonti, smontiamo le versioni ufficiali e le alternative, cercando verità, non consolazioni.


Domande ai lettori:

  • Se la missione è stata tanto semplice e sicura, perché non si è più tornati sulla Luna dal 1972 ad oggi?
  • Perché nessuna agenzia spaziale cinese o russa ha ancora ripetuto l’impresa con esseri umani?
  • Cosa pensate dei retroriflettori e delle rocce? Prova definitiva o oggetto di fede tecnologica?

Scriveteci, commentate, seguiteci. Il dubbio è la forma più alta di rispetto per l’intelligenza umana.

sabato 26 luglio 2025

"Sotto un Cielo di Solidarietà": a Molfetta una serata di musica e cabaret per chi ha più bisogno

Domenica 27 luglio, sul palco dell'Anfiteatro di Ponente, i comici Franco Todisco ed Enzo Altomare e la storica band "La Strana Sensazione" si esibiscono per sostenere il Gruppo di Volontariato Vincenziano e il Social Market Solidale.

Molfetta si prepara a vivere una serata speciale all'insegna della musica, del cabaret e della solidarietà con l'evento benefico "Sotto un cielo di solidarietà". L'appuntamento è fissato per domenica 27 luglio 2025 presso l'Anfiteatro di Ponente, con l'apertura dei cancelli alle ore 20:00 e l'inizio dello spettacolo alle 20:45.

La serata, organizzata dal Gruppo di Volontariato Vincenziano di Molfetta in collaborazione con il Social Market Solidale "RegAliamo un Sorriso – OdV", vedrà la partecipazione di noti artisti locali e non solo. A regalare momenti di puro divertimento ci penseranno i comici Franco Todisco ed Enzo Altomare, mentre l'energia e il talento della band La Strana Sensazione accompagnerà il pubblico con musica e performance coinvolgenti. La conduzione della serata è affidata alla brillante Lucia Catacchio, con la partecipazione della scuola Dance Studio ASD.

L'intero ricavato dell'evento sarà devoluto a sostegno delle attività del Social Market Solidale e dei gruppi di Volontariato Vincenziano di Molfetta, realtà impegnate quotidianamente a favore delle famiglie più fragili del territorio.

Un impegno sociale che parte da lontano

Il Gruppo di Volontariato Vincenziano, presente a Molfetta con una sede in Via Giuseppe Muscati, è parte di un'associazione internazionale che lotta contro ogni forma di povertà e marginalità. Sul territorio, si adopera per fornire un sostegno concreto alle persone in difficoltà, non solo dal punto di vista economico ma anche promuovendo soluzioni per risolvere diverse problematiche. Tra le varie iniziative, il gruppo ricerca volontari per offrire supporto scolastico ai ragazzi.

Il Social Market Solidale "RegAliamo un Sorriso – OdV" rappresenta un'altra importante realtà di sostegno per la comunità molfettese, collaborando attivamente con altre organizzazioni di volontariato per amplificare l'impatto delle proprie azioni.

La Strana Sensazione: musica e solidarietà da 50 anni

"La Strana Sensazione" non è solo uno storico gruppo musicale di Molfetta, attivo fin dal 1974, ma è anche un esempio di come la musica possa essere un potente strumento di impegno sociale. Nel corso degli anni, la band ha legato il proprio nome a numerosi eventi benefici e iniziative a favore della comunità.

Già nel 2016, il gruppo si esibì in un concerto di beneficenza per raccogliere fondi destinati all'installazione di un servoscala elettrico per facilitare l'accesso al Consultorio Familiare. In quell'occasione, Antonio Sciancalepore, batterista del gruppo e presidente dell'Associazione Musica e Tradizioni, sottolineò come l'attività concertistica della band fosse ormai quasi esclusivamente a scopo benefico.

Questa vocazione alla solidarietà è una costante nella storia del gruppo. In collaborazione con l'associazione culturale "Musica e Tradizioni", "La Strana Sensazione" ha organizzato numerosi eventi, spesso con il patrocinio del Comune di Molfetta, per sostenere diverse cause. Tra queste, la raccolta fondi per l'Oratorio della Parrocchia San Gennaro e il sostegno a Telethon.

Nel 2023, la band ha celebrato il suo 50° anniversario con una serie di eventi, tra cui una tournée che ha toccato anche Monaco di Baviera, a testimonianza di un percorso artistico e umano di grande valore.

Un'occasione per unire divertimento e solidarietà

"Sotto un cielo di solidarietà" si preannuncia quindi come un'occasione imperdibile per trascorrere una piacevole serata estiva, godendo di ottima musica e di momenti di allegria, ma soprattutto per contribuire a una causa importante. Partecipare significa sostenere concretamente chi opera ogni giorno per il bene della comunità e donare un sorriso a chi ne ha più bisogno.

Gli inviti per la serata sono disponibili presso il Cin Cin Bar in Corso Dante 30, la sede del Social Market Solidale e contattando i numeri 347 2934017 o 353 311 0136.

venerdì 25 luglio 2025

Molfetta ha marciato per la pace: “Sì alla pace. No al riarmo. Stop al genocidio”

Una folla composta e determinata, ha attraversato ieri sera, 25 luglio 2025, Corso Umberto a Molfetta per chiedere con forza: pace, giustizia e dignità, per il popolo palestinese. Un corteo silenzioso, ma denso di significato, ha preso il via alle ore 19:00, dalla Galleria Patrioti Molfettesi, per concludersi in Piazza Municipio, dopo aver sostato davanti al monumento dedicato a don Tonino Bello, simbolo profetico di nonviolenza.

L’iniziativa è stata promossa dal Coordinamento Molfetta per la Palestina, con l’adesione di oltre trenta tra associazioni civiche, ecclesiali, sindacali e realtà politiche del territorio. Un momento di mobilitazione popolare che ha unito credenti e non credenti, giovani e adulti, cittadini comuni e operatori del mondo sociale e culturale.

Qui il nostro servizio audio in onda su Radio Idea e Circuito Airplay:

A rendere il corteo ancora più toccante è stato il gesto simbolico richiesto agli stessi partecipanti:    portare con sé il nome di una persona palestinese – vittima, sopravvissuta o resistente – da scrivere sulla pelle, su un cartello, su un pezzo di stoffa. Tanti i volti commossi, tante le storie raccontate lungo il cammino, tra silenzi rispettosi e cartelli carichi di umanità.

I dati raccontati sono tragicamente noti ma non possono lasciare indifferenti:    oltre 62.000 morti a Gaza dal 7 ottobre 2023,   16.800 bambini uccisi, 28.000 donne e ragazze eliminate dai bombardamenti, operatori umanitari, giornalisti, civili senza difese, tutti schiacciati da un conflitto che ha assunto proporzioni genocidarie. Alcuni rapporti delle Nazioni Unite parlano chiaramente di crimini contro l’umanità.

La marcia ha voluto dare voce a queste vittime, ma anche denunciare le responsabilità internazionali: le ambiguità di molti governi occidentali, i profitti dell’industria bellica, il silenzio complice di chi potrebbe intervenire e non lo fa. In particolare, il corteo ha condannato l’atteggiamento del governo israeliano e l’impunità garantita a figure come Netanyahu e Gallant, destinatari di mandati d’arresto da parte della Corte Penale Internazionale, tuttora ignorati.

La manifestazione ha mostrato il volto migliore di una città che non resta indifferente. Molfetta ha confermato la propria vocazione pacifista, la propria adesione a valori universali di solidarietà e giustizia, con una partecipazione trasversale e consapevole. Presenti numerose associazioni – tra cui Amnesty International, ANPI, CGIL, Libera, Legambiente, gruppi parrocchiali e laici – e moltissimi cittadini.

Particolarmente significativo il messaggio inviato alla comunità dal vescovo Domenico Cornacchia, che ha invitato tutte le parrocchie a unirsi all’iniziativa, sottolineando che “la pace va costruita con coraggio, responsabilità e impegno quotidiano”.

Un corteo che non è stato solo protesta, ma proposta.

Proposta di memoria, di coscienza, di rifiuto della guerra come strumento. Proposta di umanità in un tempo disumano. Un segnale forte e necessario in un Paese e in un’Europa che spesso sembrano incapaci di prendere posizione.

Free Palestine.La marcia è finita, ma la voce resta.

In Piazza Municipio, i tre interventi centrali hanno scandito il significato profondo dell’iniziativa:

Voce di spicco è stata quella di Michela Arricale, avvocata e co-presidente del Centro di Ricerca ed Elaborazione per la Democrazia (CRED). Arricale ha lanciato un allarme sulla "decostituzionalizzazione" del diritto internazionale, sottolineando come principi fondamentali quali, l'autodeterminazione dei popoli e il divieto della guerra siano a rischio. Ha denunciato la complicità del governo italiano nel genocidio in corso, citando la vendita di armi a Israele, e la copertura diplomatica offerta. La sua associazione, ha depositato denunce contro l'esecutivo, per complicità in genocidio e ha diffidato il governo dal rinnovare gli accordi militari con Israele. Arricale ha concluso con un appello all'azione concreta: dal boicottaggio di aziende come la Leonardo, coinvolta secondo report internazionali, al sostegno per i portuali che bloccano le navi cariche di armi.

Un forte richiamo spirituale è giunto da Sua eccellenza Monsignor Giovanni Ricchiuti, presidente nazionale di Pax Christi. Ispirandosi alla figura profetica di Don Tonino Bello, ha espresso un sogno potente: "Basta parlare di Gaza, dobbiamo andare a Gaza". Con le sue parole, ha invitato a superare la sola denuncia, per intraprendere un cammino di interposizione nonviolenta, come "viandanti di pace", per testimoniare una vicinanza concreta al popolo sofferente.

La testimonianza più toccante è arrivata da Yousef Salman, medico e delegato in Italia della Mezza Luna Rossa Palestinese. Con voce commossa, ha descritto l'orrore di un conflitto,  che dura da oltre 77 anni, ribadendo con forza che la lotta palestinese non è mai stata religiosa, ma una resistenza contro "l'ideologia sionista", definita un progetto colonialista, sostenuto dall'Occidente per i propri interessi strategici in Medio Oriente. Ha denunciato l'ipocrisia della comunità internazionale e delle reti televisive nazionali, che non danno spazio alla voce palestinese. Salman ha raccontato la determinazione del suo popolo, a non abbandonare la propria terra, concludendo con un parallelismo con la storia italiana: "Anche voi avete combattuto l'occupazione nazifascista, voi siete i nostri maestri.  E come voi, anche il popolo palestinese festeggerà il suo 25 aprile".

Le voci che avete ascoltato da Molfetta in provincia di Bari, sono un invito per ciascuno di noi. Un invito ad andare oltre la narrazione ufficiale, spesso sbilanciata, che dimentica decenni di storia e finisce per colpevolizzare chi subisce l'occupazione.

Informarsi è un atto di responsabilità. Significa cercare attivamente le testimonianze dirette, i report delle organizzazioni per i diritti umani e le analisi che il mainstream ignora. È il primo passo per rompere il muro dell'indifferenza, e comprendere una verità fondamentale: non ci potrà mai essere pace per nessuno, senza giustizia e dignità per il popolo palestinese.


Garda il nostro servizio su Youtube:
Qui ascolta la rubrica della nostra Mary Tuosto:

lunedì 21 luglio 2025

Emozione, talento e verità: successo per la 24ª edizione del Galà Disconovità

Il Galà Disconovità ha ricucito il passato e il presente della musica emergente, in uno spettacolo che è già memoria condivisa.

Molfetta, 17 luglio 2025 – Anfiteatro di Ponente gremito e atmosfera carica di entusiasmo per la 24ª edizione del Galà Disconovità, l’evento musicale ideato e promosso da Radio Idea, che ancora una volta ha saputo coniugare passione, spettacolo e impegno nella valorizzazione dei talenti emergenti. Una serata ad ingresso libero, diventata ormai un appuntamento fisso per il pubblico di Molfetta e non solo.

A guidare il pubblico tra esibizioni, racconti e sorprese, Lucia Catacchio, direttrice artistica e anima storica della manifestazione, che ha ricordato – con forza e passione – uno dei principi fondanti dell’evento:

“Il palco è un onore, non un diritto. Richiede coerenza, impegno e rispetto”.

Una dichiarazione che non è rimasta solo retorica, ma si è tradotta in scelte artistiche chiare: tutte le esibizioni sono state rigorosamente dal vivo, senza filtri né autotune, per premiare chi crede nella verità dell’arte, nella preparazione, nel sacrificio.

Il cuore della serata: musica, danza e moda

Il palco ha visto alternarsi artisti emergenti, ospiti da festival di rilievo come il Sasinae Festival International di Porto Cesareo, e le scuole di danza del territorio con coreografie curate da Le Mille e Una Passione di Trani, in uno spettacolo variegato, intenso, sincero.

I cantanti che si sono esibiti sono stati apprezzati dal pubblico: dalle voci storiche come Ale Di Frenza, Anna Carone, Deva, Effemme, Frain, Gabriella Aruanno, Graziano Calculli, Libera Del Rosso, Lorè, Vincenzo Cipriani, alle giovani promesse come Maria Francesca Tammacco e Nausica Speranzini, fino alle new entry Damiano Loconsolo e Mariagrazia Cervone.

In particolare, il pubblico ha tributato un caloroso applauso a Sofia Sgura, giovane e promettente voce di Porto Cesareo, vincitrice della sezione inediti del Sasinae Festival con il brano “A Song for You”. Un’interpretazione intensa, elegante, accompagnata alla tromba dal padre Franco, figura fondamentale nella sua formazione musicale. La sua partecipazione è stata un premio speciale assegnato dalla giuria di cui facevano parte Lucia e Luigi Catacchio.

Un omaggio speciale alla moda e al territorio

La serata ha celebrato anche i 35 anni di attività del Centro Moda Mastropierro, eccellenza imprenditoriale nel settore dell’alta moda cerimonia, che a breve riceverà il Premio Fedeltà al Lavoro e al Progresso Economico dalla Camera di Commercio di Bari.

Teodora Mastropierro, imprenditrice, donna di eleganza e passione, ha firmato una straordinaria sfilata con le collezioni 2026: abiti sofisticati e sensuali provenienti da Rome Fashion Week, Mad Dress Italy di Napoli e dai marchi top come Musani, Bianca Brandy, Impero, Yada Couture.

Sul palco, un momento toccante e totalmente inaspettato: una dedica della sua famiglia.

“Teodora Mastropiero è da 35 anni un punto di riferimento nell’alta moda. Una storia fatta di passione, accoglienza e autenticità. I tuoi figli Silvio e Arianna, e il marito Giuliano, ti celebrano e ti ringraziano. Sei la loro ispirazione quotidiana.”

Un tributo commovente, coronato da un applauso corale dell’intero Anfiteatro di Ponente, in piedi, in onore della sua lunga e luminosa carriera. Il pubblico ha riconosciuto non solo il valore estetico, ma anche umano e culturale del suo contributo.

Le parole dell’Assessora Anna Capurso

Abbiamo avuto il piacere di avere sul palco l’Assessora alla Socialità, Anna Capurso, che con parole sincere e sentite ha dato valore alla nostra 24ª edizione del DiscoNovità, sottolineando l’importanza di un evento capace di celebrare non solo la musica, ma anche il talento e le emozioni che la nostra città sa offrire.
Emozionanti le sue parole di apprezzamento per tutti gli artisti e per Radio Idea.
Grazie di cuore per l’attenzione, per aver colto il senso profondo della serata: momenti così ci ripagano di tutto.
Lunga vita alla musica, a chi la ama… e a chi la sostiene davvero.

Uno sguardo al futuro: 31 agosto si festeggiano i 20 anni di Radio Idea

E non finisce qui. L’Anfiteatro di Ponente tornerà a risuonare di musica e festa sabato 31 agosto con un evento speciale che celebra i 20 anni dell’Associazione Culturale Radio Idea, nata dall’esperienza di Radio Idea, storica emittente che quest’anno ha compiuto 41 anni di attività. Un doppio anniversario che testimonia un percorso coerente e appassionato: da voce locale a realtà culturale radicata, capace di produrre spettacoli, laboratori, incontri e occasioni di crescita collettiva.

Quest’anno, inoltre, lo spettacolo assume una valenza nazionale: ricorrono infatti anche i 20 anni del Circuito Airplay, rete che ha accompagnato e promosso artisti emergenti in tutta Italia, condividendo gli stessi valori di promozione, passione e sostegno al talento.

Sarà una grande festa aperta a tutti, per dire grazie a chi ha sostenuto questo lungo viaggio fatto di musica, idee e comunità. Radio Idea e il Galà Disconovità continueranno ad essere un laboratorio permanente di voci, storie e sogni.
Perché sì, il palco è un onore. E quando è vissuto con verità, diventa bellezza.

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Il servizio su Telesveva:

Rivivi lo spettacolo completo su YouTube:


Foto di PH Mauro De Musso:
 
Foto di PH Michele Allegretti:
 
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