giovedì 15 gennaio 2026

Premio Legalità 2026, Carditello laboratorio di responsabilità pubblica

Il Centro Studi Mameli riunisce alla Real Tenuta di Carditello magistratura, forze armate ed esponenti istituzionali per riaffermare una visione della legalità fondata sull’etica del dovere, sulla coerenza dei comportamenti e sulla credibilità dello Stato nei confronti dei cittadini.

La Real Tenuta di Carditello ha ospitato l’edizione 2026 del Premio Legalità, promosso dal Centro Studi Mameli, confermandosi come uno dei luoghi simbolici in cui la riflessione sulla legalità assume una dimensione concreta e operativa. L’iniziativa ha proposto una lettura della legalità come processo vivo, che prende forma nel quotidiano esercizio delle funzioni pubbliche e nel rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità.

La cerimonia ha messo al centro l’idea che il rispetto delle regole non sia un atto formale, ma una responsabilità che si traduce in scelte, decisioni e comportamenti coerenti. In questo senso, il Premio si configura come strumento di valorizzazione dell’esempio, più che come riconoscimento celebrativo.

A imprimere autorevolezza e solennità all’evento è stata la madrina Loredana Lanna, la cui presenza ha rafforzato il legame tra società civile e istituzioni, richiamando il ruolo educativo della manifestazione. Attorno a questa cornice simbolica si è sviluppato un confronto di alto profilo sui temi della responsabilità civica e della buona amministrazione.

Tra le figure centrali dell’edizione 2026 si è distinto Michele Grillo, consigliere presso la Presidenza del Consiglio e segretario generale di APAMRI. Il suo contributo ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una governance fondata su trasparenza, prevenzione e capacità di dialogo tra istituzioni e cittadini, evidenziando come la legalità sia anche un fattore di stabilità democratica.

Di particolare rilievo anche la presenza del magistrato Nicola Graziano, Presidente nazionale di UNICEF Italia, premiato per un percorso che coniuga rigore giuridico e attenzione ai diritti fondamentali, offrendo una visione del diritto come strumento di tutela delle persone. Accanto a lui, Laura Mazza ha contribuito ad arricchire il profilo istituzionale e culturale dell’iniziativa.

Il riconoscimento è stato assegnato a esponenti di primo piano della Magistratura e delle Forze Armate, indicati come interpreti credibili di uno Stato chiamato ad affrontare sfide complesse senza arretrare sul terreno dei valori. Tra i premiati figurano il dott. Carlo Fucci, il Generale di Corpo d’Armata Rodolfo Sganga, il Generale Salvatore D’Arpa, il Colonnello Biagio Chiariello e il Colonnello Gaetano Farina.

Il confronto è stato ulteriormente arricchito dagli interventi del dott. Enrico Quaranta, della magistrata Ilaria Grimaldi e del dott. Lucio Di Nosse, che hanno offerto chiavi di lettura puntuali sul contrasto alla criminalità e sulla trasparenza amministrativa come pilastri dello Stato di diritto.

Accompagnata dalle esecuzioni della Banda Musicale della Polizia Penitenziaria, la giornata si è chiusa riaffermando un messaggio chiaro: la legalità si consolida quando le istituzioni sanno essere credibili attraverso l’esempio. In questo senso, Carditello ha confermato il proprio ruolo di spazio civico, capace di ospitare una riflessione matura sul presente e sul futuro della responsabilità pubblica.

martedì 6 gennaio 2026

Elettricità nell'aria: La Finlandia rende reale il sogno di Tesla (ma con i piedi per terra)

HELSINKI, GENNAIO 2026 – Per oltre un secolo, l’idea di trasmettere energia elettrica attraverso l’aria senza l'ausilio di cavi è rimasta confinata nei taccuini di Nikola Tesla e nelle pagine di fantascienza. Tuttavia, all'alba del 2026, la Finlandia ha ufficialmente segnato il passaggio della trasmissione di energia wireless (WPT) dal laboratorio alle prime applicazioni reali, grazie a una serie di scoperte pionieristiche presso l'Università di Aalto.

La svolta tecnologica: Oltre l'induzione classica
Il cuore del successo finlandese risiede nel superamento dei limiti della ricarica wireless tradizionale (quella che oggi usiamo per gli smartphone), che richiede un contatto quasi perfetto tra dispositivo e base.
I ricercatori, guidati dal team di Nam Ha-Van e Prasad Jayathurathnage, hanno sviluppato un sistema basato sulla "soppressione della resistenza alle radiazioni". Utilizzando antenne a telaio con correnti ad ampiezze uguali e fasi opposte, il team è riuscito a cancellare le perdite di energia che normalmente si disperdono nello spazio.
I numeri del record:
  • Efficienza: Superiore all'80%.
  • Distanza: Trasmissione efficace fino a 18-20 centimetri, ovvero circa cinque volte il diametro dell'antenna utilizzata.
  • Libertà di movimento: A differenza del passato, il sistema è onnidirezionale; il dispositivo riceve energia indipendentemente dalla sua posizione o orientamento rispetto alla fonte.
Applicazioni pratiche: Cosa cambia nel 2026
Sebbene la notizia sia stata spesso travisata sui social come la fine immediata di ogni cavo elettrico domestico, le applicazioni attuali sono mirate e rivoluzionarie per settori specifici:
  1. Internet of Things (IoT) e Sensori: La ricarica wireless a distanza permette di alimentare migliaia di sensori industriali e domestici senza dover mai sostituire le batterie.
  2. Dispositivi Medici Impiantabili: Pacemaker e protesi possono ora essere ricaricati attraverso i tessuti umani in modo più efficiente, eliminando la necessità di interventi chirurgici per la sostituzione delle pile.
  3. Domotica senza cavi: Lampade e piccoli elettrodomestici possono ora essere alimentati semplicemente posizionandoli in un'area coperta dal segnale, senza doverli "centrare" su una piastra.
Il legame con Nikola Tesla
Il sistema richiama inevitabilmente la Wardenclyffe Tower di Tesla, ma con una differenza fondamentale: la scala. Mentre Tesla sognava di trasmettere energia a livello globale usando l'atmosfera come conduttore, la tecnologia finlandese del 2026 opera su distanze controllate e sicure, utilizzando onde radio a bassa frequenza per evitare rischi per la salute umana e interferenze con altri segnali wireless.
Sfide e Futuro
Nonostante l'entusiasmo, la strada verso la "città senza fili" è ancora lunga. Il costo delle infrastrutture e la necessità di standardizzare i ricevitori rimangono ostacoli significativi. Tuttavia, con i nuovi finanziamenti da oltre 25 milioni di euro concessi dal Consiglio della Ricerca di Finlandia all'Università di Aalto per la transizione energetica, il 2026 si conferma l'anno in cui il "cordone ombelicale" elettrico ha iniziato ufficialmente a spezzarsi.
Archeologia Energetica: Un ritorno al passato?
La scoperta finlandese solleva un interrogativo inquietante: stiamo davvero inventando qualcosa di nuovo o stiamo faticosamente riscoprendo una tecnologia già esistente nei secoli passati?
Negli ultimi anni, diverse teorie di ricerca indipendente hanno iniziato a guardare alle grandi strutture del passato non solo come monumenti funebri o religiosi, ma come vere e proprie macchine energetiche.
  • Le Piramidi di Giza: Numerosi studi fisici (tra cui quelli pubblicati sulla rivista Journal of Applied Physics) hanno confermato che la Grande Piramide può concentrare energia elettromagnetica nelle sue camere interne e sotto la sua base. La struttura in granito (pietra piezoelettrica) e il rivestimento in calcare isolante suggeriscono un design paragonabile a un gigantesco trasmettitore wireless.
  • Torri e Campanili del XIX Secolo: Prima della diffusione capillare dei cavi in rame, la presenza di obelischi, cupole rivestite in metallo e campanili dalle forme geometriche precise ha alimentato l'ipotesi che fossero estrattori di energia atmosferica (etere). Molti teorici sostengono che le "antenne" poste sopra gli edifici antichi servissero a captare l'elettricità statica dall'aria per illuminare le città o alimentare i sistemi locali, una tecnologia che sarebbe stata smantellata o nascosta con l'avvento dei monopoli energetici a pagamento.
Il parere critico: Il "Sogno Proibito" e i Progetti Secretati
Oggi, nel 2026, ci rendiamo conto che i progressi della Finlandia sono solo l'inizio di un faticoso ritorno a una realtà energetica che probabilmente era già presente in passato. Tuttavia, il cammino è ostacolato. Secondo molti esperti, i progetti originali di Nikola Tesla — che si ispiravano proprio alla risonanza della Terra e delle strutture piramidali — sono tuttora secretati o protetti da segreto militare
Il sospetto è che la visione di Tesla di un'energia libera e universale, simile a quella ipotizzata per le civiltà antiche, sia stata soppressa per salvaguardare enormi interessi commerciali
Un'energia "libera nell'aria", proprio come accadeva nelle antiche torri, priva di contatori e non centralizzata, che non può essere contata, tassata o interrotta, minerebbe alle basi l'attuale sistema economico basato sulla vendita al kilowattora e sul controllo delle infrastrutture fisiche
Finché l'elettricità rimarrà un prodotto di consumo vincolato al profitto, la tecnologia wireless moderna rimarrà probabilmente "addomesticata" e limitata a piccoli dispositivi, impedendoci di riconnetterci pienamente a quella "rete globale naturale" che i nostri antenati sembravano già conoscere e utilizzare. Siamo all'inizio di una riscoperta, ma la strada per liberare l'energia dai vincoli del mercato è ancora lunga e tortuosa.
Per ulteriori dettagli scientifici, è possibile consultare le pubblicazioni recenti dell'Università di Aalto o approfondire i progetti di ricerca sulla transizione energetica.

venerdì 2 gennaio 2026

Un 2025 di successi per lo scrittore Luigi Del Vecchio, tra il suo secondo romanzo, “Ostuni. Non mi cercare più…”, premi e impegno culturale

Nuove pubblicazioni editoriali, riconoscimenti accademici, premi letterari internazionali e un forte impegno sociale che confermano un percorso culturale in costante crescita

Un anno intenso, ricco di risultati letteraririconoscimenti istituzionali e iniziative a forte impatto sociale. Il 2025 si conferma come una tappa decisiva nel percorso culturale e umano di Luigi Del Vecchio, autore che ha saputo coniugare la scrittura thriller con un profondo senso di responsabilità civile e culturale.

Il momento culminante dell’anno è stato segnato dall’uscita del suo secondo romanzo, “Ostuni. Non mi cercare più…”, pubblicato da Viola Editrice nel mese di settembre. L’opera ha dato il via a un articolato tour promozionale che, partendo dalla città bianca, ha già toccato numerose città italiane, tra cui Roma, Bari, Napoli, Viterbo e Lucera, riscuotendo attenzione e partecipazione in contesti culturali diversi e qualificati.

Il 2025 è stato però anche l’anno della definitiva consacrazione del romanzo d’esordio, “Ostuni. Un’insospettabile presenza”. Dopo il Premio Internazionale Oscar Wilde ottenuto nel 2024, l’opera ha continuato a raccogliere importanti riconoscimenti, venendo premiata al Menotti Art Festival di Spoleto e ricevendo a Roma la Menzione d’Eccellenza del Premio Letterario Internazionale intitolato a Gioacchino Belli, promosso dall’Accademia Tiberina.

Accanto all’attività editoriale e ai riconoscimenti letterari, particolare rilievo assume l’impegno sociale che accompagna il lavoro dell’autore. Anche per Ostuni. Non mi cercare più… è infatti prevista la realizzazione di un audiolibro destinato ai ciechi e agli ipovedenti della Regione Puglia, una platea che supera i 3.300 utenti. Il progetto, sviluppato in collaborazione con il Centro regionale Audiolibro di Bari, prosegue un percorso già avviato con il primo romanzo e rappresenta uno degli aspetti più significativi della produzione di Del Vecchio.

Sul piano accademico e istituzionale, il mese di novembre ha segnato un ulteriore traguardo con la nomina di Luigi Del Vecchio ad Accademico Ordinario dell’Accademia Tiberina di Roma, storica istituzione di cultura e studi universitari fondata nel 1813. Un riconoscimento che lo inserisce in una tradizione prestigiosa, condivisa nel tempo da figure centrali della storia culturale italiana, e che rafforza il legame tra la sua attività letteraria e il mondo delle istituzioni culturali.

Il 2025 ha rappresentato anche un anno di significativa attenzione mediatica nazionale, che ha visto Luigi Del Vecchio protagonista in RAI per ben due volte. L’autore ha preso parte al documentario Ostuni, città a colori, trasmesso su RAI 5 all’interno del programma Di là dal fiume e tra gli alberi. Nel corso delle riprese, Del Vecchio è stato accompagnato in una conversazione intensa e suggestiva dalla giornalista Gemma Giorgini, tra le mura e i vicoli della città bianca, in un racconto che restituisce atmosfere, identità e memoria del territorio.

A questa partecipazione si è aggiunta, a breve distanza, la partecipazione dell'autore in un servizio all'interno della rubrica Mezzogiorno Italia su RAI TGR Puglia. Un’ulteriore occasione per raccontare il proprio percorso umano e letterario, soffermandosi sul thriller “Ostuni. Un’insospettabile presenza” e sui progetti narrativi futuri, ancora una volta attraverso le strade e i luoghi simbolo del centro storico di Ostuni.

Al centro della visione dell’autore resta una concezione della cultura come fondamento di una civiltà aperta e condivisa, non riservata a pochi ma accessibile e diffondibile da chiunque ne riconosca il valore. Un’idea che attraversa tanto la sua scrittura quanto il suo impegno pubblico, e che si traduce in una narrazione capace di parlare a pubblici diversi senza rinunciare alla complessità.

Lo sguardo è ora rivolto al futuro. È già iniziata la scrittura del terzo e conclusivo capitolo della trilogia ambientata a Ostuni, che porterà a compimento un percorso narrativo costruito tra atmosfere sospese, tensione psicologica e riflessione sul presente. Accanto a questo lavoro, resta aperto un progetto ambizioso, coltivato da mesi e affidato alle prospettive del 2026, che l’autore preferisce per ora lasciare in sospeso, come promessa e come sfida.

Il libro

“Ostuni. Non mi cercare più…”, edito da Viola Editrice, è il sequel del thriller “Ostuni. Un’insospettabile presenza”. Il romanzo riporta il lettore nella città bianca, attraversata da segreti irrisolti e memorie che riaffiorano improvvisamente. Le campagne, i vicoli e le atmosfere sospese di Ostuni diventano parte integrante della narrazione, costruendo una trama tesa e stratificata, in cui il mistero si intreccia con i conflitti interiori dei protagonisti e con una riflessione sull’identità.

L’autore

Luigi Del Vecchio, Generale della Guardia di Finanza in congedo, ha maturato una lunga esperienza professionale nel contrasto all’illegalità economica, affiancata a una solida formazione giuridica e investigativa. Laureato in Giurisprudenza e in Scienze della Sicurezza Economico-Finanziaria, è consulente tecnico d’ufficio presso le Procure di Napoli e Torre Annunziata. Parallelamente all’attività professionale, porta avanti un intenso impegno culturale e associativo. Dal 2022 vive a Ostuni, città che continua a rappresentare una fonte costante di ispirazione per la sua produzione letteraria.

martedì 30 dicembre 2025

Emergenza e Diritti: Il Bilancio dell'Avv. Olga Milanese tra Costituzione e Libertà


A distanza di anni dalla fase acuta della pandemia, il dibattito giuridico e civile sulle misure adottate resta quanto mai attuale
. In un’intervista esclusiva rilasciata a Mario Di Gregorio per Idea News Magazine, l’Avvocato Olga Milanese analizza con occhio critico il rapporto tra norme emergenziali e garanzie costituzionali.

Ascolta il servizio in onda su Radio Idea:

Il "sacrificio" del diritto al lavoro

Secondo l’Avv. Milanese, il diritto al lavoro è stato uno dei pilastri maggiormente sacrificati in nome dell'emergenza sanitaria. Se inizialmente il pregiudizio ha riguardato le attività commerciali legate alla libera circolazione, l’introduzione dell'obbligo vaccinale ha colpito direttamente l'accesso all'impiego.

"Il diritto al lavoro ha subito un enorme sacrificio... con la giustificazione della necessità di tutelare la salute dei cittadini che però tuttavia non trovava corrispondenza alle misure adottate ai danni dei lavoratori". L'avvocato sottolinea come il lavoro sia indissolubilmente legato alla dignità e alla sussistenza: "Il diritto al lavoro implica il diritto al sostentamento, alla possibilità di affrontare le esigenze quotidiane anche di salute".

La gerarchia dei diritti e la solidarietà

Un punto centrale della riflessione riguarda la gerarchia dei valori nella Carta Costituzionale. Milanese osserva come i Padri Costituenti scelsero di inserire i diritti legati alla libertà e al lavoro tra i principi supremi, mentre il diritto alla salute fu collocato all'Articolo 32.

La critica si estende anche al clima sociale generatosi durante l'emergenza:
  • Misure restrittive: Milanese paragona alcune limitazioni coercitive a modelli di stampo fascista o nazista, citando i divieti imposti ai bambini e agli studenti universitari senza certificazione.
  • Crisi della solidarietà: Viene denunciato il fenomeno della delazione, presentata erroneamente come comportamento eroico anziché come discriminazione tra concittadini.
Riforme per il futuro: Ridare voce ai cittadini

Guardando avanti, l'Avvocato - in qualità di Presidente dell'Associazione Umanità e Ragione - propone cambiamenti radicali per evitare che il sistema ceda nuovamente in futuro.

  • Referendum accessibile: Una riforma per rendere lo strumento di democrazia diretta utilizzabile dai cittadini senza la necessità di ingenti fondi o appoggi di partito.
  • Corte Costituzionale: Una modifica alle modalità di nomina dei giudici, attualmente di estrazione politica, per eliminare potenziali conflitti di interesse.

Il caso della Giudice Susanna Zanda

In chiusura, Milanese commenta l'assoluzione della giudice Zanda da parte della Cassazione, definendo il precedente procedimento disciplinare come una "sorta di persecuzione". Il rischio evidenziato è che la magistratura possa agire sotto il "timore di un procedimento ai propri danni", limitando l'indipendenza del diritto.

Intervista esclusiva realizzata da Mario Di Gregorio per Idea News Magazine.

Spazio ai lettori

  • Ritenete che il bilanciamento tra salute pubblica e libertà individuali sia stato equo o credete, come l'Avv. Milanese, che alcuni diritti siano stati "sradicati"?
  • Quale delle riforme costituzionali proposte (referendum o nomina dei giudici) ritenete più urgente per il futuro del Paese?
  • La vostra percezione della solidarietà sociale è cambiata dopo l'esperienza dei mesi emergenziali?

lunedì 29 dicembre 2025

Radio IAY, quattro eventi speciali per salutare il 2025 tra Bari e Brindisi


Una maratona musicale tra aperitivi, cene e party anni ’90 per festeggiare il Capodanno insieme all’emittente pugliese che si prepara a celebrare i suoi due anni di attività


Ci siamo: arriva il giorno più atteso dell’anno, quello in cui lasciarsi alle spalle pensieri e problemi per accogliere il nuovo anno a ritmo di musica. Sono molte le iniziative organizzate dalle radio pugliesi, ma l’attenzione è puntata su Radio IAY, l’emittente nostrana che a gennaio 2026 spegnerà le sue due candeline e che per San Silvestro propone una serie di appuntamenti imperdibili con i propri DJ.


Tre eventi a Bari per iniziare a festeggiare già dal 31 mattina:

• KLIMT di Modugno, dalle ore 12, con l’aperitivo che è ormai una tradizione per gli ascoltatori della radio.

• Glamour Cafè in via Melo, per un brindisi tra musica e atmosfera nel cuore della città.

• ALLTO SUSHI in via Mazzitelli (Poggiofranco), dove si attenderà la mezzanotte con cena e, a seguire, una lunga notte di musica e ballo.


Gran finale a Brindisi con due location che accoglieranno il pubblico tra cenone e after party:

• Taipan, in via San Lorenzo da Brindisi, con uno speciale party anni ’90 tra cena e dopocena.

• Rendez-Vous Bistrot, in via Conserva, per continuare a festeggiare in un’atmosfera elegante e coinvolgente.


Radio IAY invita tutti a partecipare agli appuntamenti per vivere un Capodanno all’insegna della musica, della convivialità e della buona energia.


Media partner dell’evento è la testata pugliese IN PUGLIA 24, guidata dal Direttore Alessandro Nardelli.


Infoline: 340/4103577

Bari, il Petruzzelli celebra l’eredità di Battisti con Mogol: un Capodanno dedicato alla musica e ai bambini dell’Unicef

La Nuova Fiera del Levante promuove un evento speciale il 1° gennaio: un concerto–racconto con orchestra e coro per sostenere i progetti dell’organizzazione internazionale

Sarà un Capodanno dal forte valore simbolico quello che si terrà giovedì 1° gennaio, alle ore 18, sul palcoscenico del Teatro Petruzzelli di Bari. Nuova Fiera del Levante ha scelto di inaugurare l’anno con una serata che unisce arte e responsabilità sociale, proponendo lo spettacolo Mi ritorni in mente, interamente dedicato al repertorio di Lucio Battisti e con la partecipazione straordinaria del suo storico autore, Mogol.

L’evento nasce nel quadro del protocollo triennale siglato lo scorso luglio tra Nuova Fiera del Levante e Unicef, a cui sarà devoluto l’intero ricavato della serata. Una scelta che ribadisce l’impegno della società guidata dal presidente Gaetano Frulli nel sostenere iniziative culturali in grado di generare impatti concreti nella vita dei più piccoli e delle categorie più fragili.

Sul palco, l’orchestra diretta dal Maestro Angelo Valori guiderà il pubblico in un viaggio musicale attraverso alcuni dei brani che hanno segnato la storia della canzone italiana: Mi ritorni in mente, I giardini di marzo, La canzone del sole, Amarsi un po’, Con il nastro rosa. Melodie che appartengono alla memoria collettiva e che nello spettacolo troveranno una nuova veste sonora grazie a arrangiamenti orchestrali contemporanei ma rispettosi dell’identità originaria dei brani.

Accanto all’orchestra, il contributo del coro Medit Voices arricchirà l’esperienza con una tessitura vocale capace di fondere tradizione e modernità, creando atmosfere luminose, intime e allo stesso tempo solenni.

La presenza di Mogol, voce narrante e memoria diretta della straordinaria stagione creativa condivisa con Battisti, offrirà al pubblico il privilegio di ascoltare aneddoti, riflessioni e racconti dietro la genesi di canzoni che hanno fatto la storia. Le sue parole accompagneranno la musica trasformando il concerto in uno spettacolo narrativo, un racconto emotivo che collega passato e presente.

La serata vuole essere un momento di festa, certo, ma anche un invito alla partecipazione civica: attraverso la cultura, un sostegno concreto per l’infanzia più vulnerabile. Un messaggio che rafforza il ruolo sociale della Fiera del Levante e del Petruzzelli come luoghi di diffusione non solo artistica, ma anche di valori condivisi.

Con Mi ritorni in mente, Bari apre così il nuovo anno celebrando la grande musica italiana e ricordando quanto possa essere potente la solidarietà quando trova nella cultura la sua forma più alta di espressione.

Ascolta Radio Idea
Prendimi e portami ovunque!