lunedì 24 marzo 2025

La lingua italiana sotto attacco: tra simboli bizzarri e anglicismi invadenti, il Ministero dice basta


Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha recentemente inviato una circolare a tutte le scuole per ribadire un principio tanto semplice quanto ormai rivoluzionario: nelle comunicazioni ufficiali bisogna rispettare le regole della lingua italiana. Sembra ovvio, eppure negli ultimi anni la nostra lingua è stata travolta da una serie di pratiche discutibili, tra cui l’uso di asterischi, schwa, distorsioni grammaticali e, naturalmente, un diluvio di anglicismi spesso usati a sproposito.

Asterischi, schwa e professioni al femminile: la grammatica in crisi

Diciamocelo, non si può più leggere un testo senza inciampare in un "car* tutt*", un "benvenutə" o peggio ancora in orrori come "avvocata", "sindaca" e "senatora". Qualcuno, per evitare il problema, ha pensato di sostituire tutto con un bel punto interrogativo: "Benvenut?!" — come a dire "ciascuno interpreti come meglio crede". Ma perché complicare una lingua meravigliosa come l’italiano con soluzioni che sembrano uscite da un bug di un software?

L’Accademia della Crusca si è già espressa più volte contro queste forzature, spiegando che non sono grammaticalmente corrette e che rendono i testi meno leggibili. Eppure, c’è chi insiste nell’usare questi espedienti con l’illusione di rendere il linguaggio più inclusivo, senza accorgersi che, paradossalmente, stanno solo creando ulteriore confusione.

Anglicismi: l’italiano ormai è "outdated"

Se da un lato giochiamo a stravolgere la grammatica con asterischi e segni grafici senza senso, dall’altro siamo travolti da un’invasione di termini anglosassoni che stanno erodendo l’identità della nostra lingua. Ormai, non si fa in tempo a impararne uno che ne arriva subito un altro: prima ci hanno propinato il brainstorming, poi il fact-checking, e ora spuntano fuori il quiet quitting, il reskilling, il job hopping e il mitico blue sky thinking (che, detto tra noi, pare una trovata per far sembrare profonda un’ovvietà).

Si può ancora dire "fare il punto della situazione" o dobbiamo per forza "fare un debriefing"? Possiamo ancora organizzare una riunione o dobbiamo per forza chiamarla "call"? E perché mai un artigiano oggi diventa un "maker" e un bagnino un "lifeguard"?

Il Ministero interviene: basta confusione

Con questa circolare, il Ministero dell’Istruzione e del Merito prova a riportare un po’ d’ordine, ribadendo che nelle comunicazioni ufficiali si deve scrivere in un italiano corretto, senza strane invenzioni. Ma la domanda sorge spontanea: basterà questa raccomandazione a fermare la deriva linguistica in corso?

L’italiano è una lingua ricca, musicale e straordinaria, e invece di valorizzarla, sembriamo fare di tutto per frammentarla e renderla incomprensibile. Voi cosa ne pensate? Preferite un bel "brainstorming" o una semplice "riunione di idee"? Meglio "inviare un’email" o "shootare una mail"? E soprattutto, la prossima volta che sentite parlare di "quiet quitting" o "gender-neutral language", avrete la forza di resistere?

Scriveteci nei commenti, rigorosamente in italiano!

BIF&ST 2025. L’Ultima Sfida: Un Viaggio nel Cuore dello Sport e dei Dilemmi Morali


“L’ULTIMA SFIDA” 
IN CONCORSO al BIF&ST 2025
BARI INTERNATIONAL FILM&TV FESTIVAL

L’Ultima Sfida, il nuovo film che sta conquistando il pubblico, non è solo un racconto sportivo, ma una riflessione sui valori, i conflitti e le scelte che accompagnano la vita di un calciatore al tramonto della sua carriera. Un’opera che fonde emozione, sport e dilemmi morali, con la regia di Antonio Silvestre e protagonisti come Gilles Rocca e Michela Quattrociocche, che ci portano nel cuore della storia.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare i protagonisti del film: la regista, l’attore Gilles Rocca, che interpreta Massimo De Core, e la sua moglie nel film, Michela Quattrociocche. Ecco cosa ci hanno raccontato.
La Regista: Un Dilemma Universale, Oltre lo Sport

La regista del film, Antonio Silvestre, ci ha parlato della genesi del progetto e delle motivazioni dietro la scelta di trattare temi complessi come la corruzione nello sport. “Il film non vuole concentrarsi solo sulla parte sportiva del calcio, ma vuole esplorare il dilemma umano che il protagonista vive”, spiega Silvestre. “Massimo De Core è un calciatore che deve scegliere tra la carriera e la sua famiglia, tra la vittoria e la protezione dei suoi cari. Quella di Massimo è una lotta che va oltre il calcio, un conflitto che molti potrebbero riconoscere nella propria vita.”

Un aspetto importante del film è la rappresentazione di una mafia che non è legata al tradizionale stereotipo, ma che si riflette in una minaccia per la carriera di Massimo, rendendo il tema della corruzione ancora più interessante e attuale. “Volevamo parlare di come la pressione esterna può influenzare le scelte di una persona, anche quando si tratta di uno sport che è visto come un riflesso della meritocrazia”, aggiunge il regista. “Il film non si concentra tanto sul gioco, ma sul cuore di ciò che significa essere un calciatore, e le difficoltà che si affrontano dietro le quinte.”

Gilles Rocca: Un Calciatore nella Vita e sul Set

Massimo De Core è interpretato da Gilles Rocca, un attore con un passato da calciatore che ha portato una profonda connessione con il personaggio. “Mi sono immediatamente innamorato di questo ruolo”, racconta Gilles. “Il mio personaggio è molto simile a me, soprattutto nel fatto che anch’io sono stato un calciatore. Quando ho smesso di giocare, avevo il sogno di fare una carriera come quella di Massimo De Core.”

Gilles ci ha parlato anche del suo processo di preparazione: “Per interpretare il ruolo, mi sono chiuso in casa e ho passato molto tempo a leggere e rileggere il copione. Il personaggio aveva molte sfumature che dovevo interiorizzare, e visto che c’era molto di me in lui, è stato un lavoro che mi ha coinvolto a livello personale.”

Quando gli è stato chiesto quale scelta farebbe nella realtà, tra la carriera e la famiglia, Gilles non ha avuto dubbi: “La famiglia, senza ombra di dubbio. Questo è un messaggio che volevo trasmettere anche nel film.”

Michela Quattrociocche: La Donna Dietro la Scelta Cruciale

Michela Quattrociocche, che nel film interpreta la moglie di Massimo De Core, ha parlato del ruolo che la sua figura gioca nella vita di Massimo. “La mia parte nel film è quella di una donna che sta accanto al suo uomo in un momento delicato. Il mio personaggio cerca di aiutarlo a prendere la decisione giusta”, spiega Michela. “Massimo si trova a dover scegliere tra la sua carriera e la sua famiglia, ed è una decisione che non è facile, soprattutto quando ci sono minacce che incombono sulla sua vita.”

Michela ha rivelato di essersi sentita molto vicina al suo personaggio, perché la storia della sua famiglia nel film rispecchia in parte quella di molti altri, che affrontano il peso delle scelte difficili. “Interpretare la moglie di Massimo, una figura che sostiene e ama, è stato emozionante. È stato come vivere una storia che riguarda tutti, dove l’amore e il sacrificio si intrecciano”, ha detto Michela.
Un Film che Racconta la Vita oltre lo Sport

L’Ultima Sfida non è solo una storia di calcio, ma un racconto di vita, di scelte difficili e di come le passioni, le paure e i sogni possano trasformare il destino di una persona. Con una regia sensibile di Antonio Silvestre e una performance potente di Gilles Rocca e Michela Quattrociocche, il film offre uno spunto di riflessione su cosa significhi davvero vincere e perdere nella vita.

Se cercate un film che tocchi corde emozionali profonde, L’Ultima Sfida è un’opera da non perdere, capace di andare oltre lo sport e di immergersi nei dilemmi universali dell’animo umano.
Aya Aouichaoui
Qui il trailer:

domenica 23 marzo 2025

L'AI e la corsa alla velocità: quando l’automazione diventa un problema


L’Intelligenza Artificiale sta rivoluzionando il nostro modo di lavorare, rendendo le operazioni più rapide ed efficienti. Tuttavia, se la velocità è un vantaggio, può diventare anche un pericolo quando supera la nostra capacità di controllo. Ecco quattro esempi concreti di come l’AI potrebbe trasformare un semplice errore in un disastro globale.

1. Farmaci sviluppati troppo in fretta: un rischio per la salute

Nel settore farmaceutico, l’AI permette di testare nuove formulazioni in tempi record, riducendo il processo di sviluppo da anni a pochi mesi. Ma cosa succede se un farmaco viene immesso sul mercato troppo velocemente? Senza un adeguato controllo sugli effetti a lungo termine, potrebbero emergere gravi reazioni avverse, con conseguenze devastanti per i pazienti e l’industria stessa.

2. Auto prodotte senza controlli: un errore si moltiplica all’istante

Un’AI gestisce l’intera produzione di veicoli a guida autonoma, eliminando ritardi e ottimizzando la catena di montaggio. Tuttavia, un piccolo errore nel software dei freni passa inosservato e, in poche ore, migliaia di auto difettose vengono distribuite sul mercato. Il risultato? Incidenti a catena, richiami di massa e un danno economico incalcolabile per l’azienda.

3. Agricoltura ottimizzata... fino al collasso dell’ecosistema

Un’AI analizza in tempo reale il terreno, suggerendo la combinazione perfetta di fertilizzanti e pesticidi per massimizzare il raccolto. Il sistema viene applicato su larga scala senza test adeguati, ma dopo pochi mesi il suolo risulta impoverito e interi ecosistemi vengono compromessi. Un'ottimizzazione troppo rapida ha portato a un danno irreversibile.

4. Un bug nella borsa: il crollo di un’economia in pochi secondi

Un’AI avanzata viene incaricata di gestire la borsa valori 📈. Tradizionalmente, gli analisti impiegano giorni per valutare le tendenze di mercato, ma questa AI può processare miliardi di transazioni al secondo.

Un giorno, rileva un’anomalia e vende in massa le azioni di una grande azienda per evitare perdite. Altre AI di trading, programmate per reagire istantaneamente, fanno lo stesso. In pochi secondi, il valore dell’azienda crolla a zero, mandando in crisi l’intero sistema finanziario.

Il problema? L’anomalia era solo un errore temporaneo nei dati, che un essere umano avrebbe potuto correggere in pochi minuti. Ma l’AI ha agito troppo in fretta, senza che nessuno potesse fermarla in tempo.



Quando la velocità dell’AI diventa un problema per l’uomo

La velocità è un vantaggio straordinario, ma può diventare pericolosa in diversi scenari:

🔴 Perdita di controllo – Se l’AI esegue miliardi di operazioni in un istante senza supervisione umana, potremmo perdere il controllo su decisioni critiche in ambiti come la finanza, la sicurezza e la gestione di infrastrutture.

🤯 Mancanza di adattamento umano – L’essere umano ha bisogno di tempo per riflettere. Se l’AI prende decisioni istantanee senza darci il tempo di valutarle, il rischio di errori aumenta.

Collasso dei sistemi tradizionali – Settori abituati a ritmi più lenti (giustizia, ricerca scientifica, burocrazia) potrebbero essere travolti dall’iper-efficienza dell’AI, senza il tempo di adattarsi.

💼 Impatti economici e sociali – Se l’AI automatizza processi che prima richiedevano anni di lavoro, interi settori potrebbero essere stravolti, generando disoccupazione o la necessità di riqualificazioni troppo rapide.

🔥 Sicurezza e imprevisti – Se un’AI prende decisioni critiche in medicina o difesa in frazioni di secondo, senza che un essere umano possa intervenire in tempo, le conseguenze potrebbero essere irreparabili.


La velocità è un’arma a doppio taglio

L’Intelligenza Artificiale ha il potenziale per migliorare il mondo, ma senza freni adeguati, il rischio di perdere il controllo è altissimo. La soluzione? Mantenere sempre un controllo umano sulle decisioni più critiche, evitando che l’efficienza diventi un pericolo.

🔍 E tu cosa ne pensi? Hai altri esempi di processi automatizzati che potrebbero sfuggire di mano? Commenta qui sotto e tagga chi potrebbe essere interessato! #AI #Tecnologia #Innovazione #RischiDellaVelocità

mercoledì 19 marzo 2025

90 Anni di Don Tonino Bello: Un Mandorleto per Ricordare il Suo Messaggio di Speranza


Il 18 marzo 2025, nel giorno del 90° anniversario della nascita di Don Tonino Bello, la comunità si è riunita presso la Comunità C.A.S.A. di Ruvo di Puglia per rendere omaggio a un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia della Diocesi e nel cuore di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo.

Un gesto simbolico ma ricco di significato: la piantumazione di 90 mandorli, donati dall’Associazione "Con Don Tonino per la Solidarietà", un tributo al suo messaggio di speranza, cura e vicinanza agli ultimi.

Don Tonino e Radio Idea: una voce che continua a parlare

L’evento è stato anche l’occasione per riscoprire il forte legame tra Don Tonino e Radio Idea, emittente che nel 1985 lo ospitò in collegamento con la storica trasmissione "Chiamate Roma 3131" di Radio RAI.

Un momento che oggi rivive attraverso gli archivi della radio, permettendoci di riascoltare la sua voce, il suo pensiero e la sua straordinaria capacità di trasmettere speranza. Un dono prezioso per le nuove generazioni, che possono così conoscere e lasciarsi ispirare dal suo messaggio.

Una grande partecipazione per un’eredità che vive

A celebrare la Santa Messa è stato S.E. Mons. Domenico Cornacchia, accompagnato dai Sindaci delle città della DiocesiTommaso Minervini (Molfetta), Pasquale Chieco (Ruvo di Puglia), Michele Sollecito (Giovinazzo) e Michelangelo De Chirico (Terlizzi) – oltre a numerose autorità civili e militari.

Tra gli interventi più emozionanti, quello di Trifone Bello, fratello di Don Tonino, che ha raccontato alcuni episodi della sua vita, rivelando ancora una volta la sua grande umanità. Giancarlo Piccinni, presidente della Fondazione Don Tonino Bello, ha invece sottolineato il valore attuale del suo pensiero e della sua missione.

90 mandorli, un simbolo di speranza e rinascita

Il mandorlo è il primo albero a fiorire dopo l’inverno, segno di rinascita e di fiducia nel futuro. Piantarne 90 nella Comunità C.A.S.A. non è stato solo un omaggio, ma un impegno concreto per proseguire il cammino tracciato da Don Tonino: prendersi cura della terra, delle persone, della comunità.

La presidente della Cooperativa Sociale Oasi 2 San Francesco, che gestisce la struttura, ha spiegato il valore di questo progetto di agricoltura sociale, che offre una possibilità di riscatto e reinserimento a chi sta affrontando percorsi di difficoltà.

Un ricordo che diventa azione

Don Tonino Bello non è stato solo un pastore, ma un esempio vivente di impegno per la pace, la giustizia sociale e la fratellanza. Questo evento, più che un semplice anniversario, è stato un invito a portare avanti il suo insegnamento con gesti concreti.

📺 GUARDA IL SERVIZIO COMPLETO SU YOUTUBE
Per rivivere i momenti più toccanti della giornata e ascoltare le testimonianze raccolte, ti invitiamo a guardare il nostro speciale su YouTube.

#DonToninoBello #MemoriaCheVive #90AnniDiSperanza #ComunitàCASA #Solidarietà #RadioIdea #GiustiziaEPace #MandorliDiFuturo

Happiness On Tour: il più grande evento formativo per la felicità arriva al Forum di Assago

Il 20 marzo 2025, in occasione della Giornata Mondiale della Felicità dell’ONU, il Forum di Assago ospiterà Happiness On Tour, il più grande evento formativo mai realizzato in Italia contro bullismo, depressione e dipendenza dai social. Un’iniziativa senza precedenti, che vedrà la partecipazione di 20.000 persone, tra studenti, insegnanti e pubblico, in un’esperienza coinvolgente e trasformativa.

Organizzato dalla Fondazione della Felicità ETS, l’evento punta a portare un cambiamento concreto nella vita dei giovani e delle loro famiglie, fornendo strumenti pratici per affrontare le sfide della società moderna. "Non è il successo a portare la felicità, ma è la felicità a portare al successo", afferma Walter Rolfo, ideatore del progetto e presidente della Fondazione. Un principio confermato dagli studi dell’Università di Harvard, che dimostrano come la qualità delle relazioni e il benessere emotivo siano fattori determinanti per il futuro di ogni individuo.

Un percorso oltre l’evento

Happiness On Tour non sarà un semplice appuntamento di un giorno, ma l’inizio di un percorso formativo lungo due mesi, che coinvolgerà scuole in tutta Italia. Oltre 120.000 studenti saranno parte attiva del progetto, partecipando a laboratori interattivi, letture guidate e attività esperienziali.

A rendere speciale l’evento sarà la presenza di ospiti di rilievo, tra cui Paolo Borzacchiello, esperto di comunicazione persuasiva, Oscar Farinetti, imprenditore visionario, e Sebastiano Gravina (Videociecato), influencer simbolo di resilienza. Tutti uniti per un obiettivo comune: insegnare la felicità come una competenza da sviluppare e coltivare ogni giorno.

Il concorso: alla ricerca della classe più felice d’Italia

Uno dei momenti clou sarà il concorso "La classe più felice d’Italia", che premierà la scuola capace di diffondere maggiore benessere all’interno della propria comunità. Un’iniziativa che nella scorsa edizione ha coinvolto oltre 300.000 studenti, con un impatto profondo e duraturo.

Un evento necessario per il presente e il futuro

I dati parlano chiaro: secondo le più recenti ricerche, il 24% dei giovani della Generazione Z ha sofferto di depressione, mentre oltre il 30% manifesta segnali di isolamento dovuti all’uso eccessivo dei social. Numeri allarmanti, che evidenziano l’urgenza di agire.

Con il patrocinio del Comune di Milano, della Città Metropolitana di Milano e del Comune di Assago, il supporto della UN SDG Action Campaign e il partenariato con la Regione Lombardia, Happiness On Tour si presenta come una risposta concreta a questa emergenza sociale. 

🌐 Per maggiori informazioni: fondazionedellafelicita.org

📽 Guarda il video promozionale e scopri l’energia di Happiness On Tour:


domenica 16 marzo 2025

Narrazione e percezione: le strategie che influenzano il pensiero collettivo


Il confine sottile tra informazione, propaganda e percezione della realtà

Negli ultimi anni, la società ha vissuto una serie di eventi globali che hanno stravolto la vita quotidiana, ma soprattutto hanno mostrato quanto sia facile manipolare l’opinione pubblica. Dall’emergenza sanitaria alla crisi energetica, dal cambiamento climatico alla guerra, ogni crisi è stata accompagnata da una narrazione dominante, accettata senza riserve da molti e imposta dai media mainstream senza spazio per il dissenso. (Fonte: Esempio di Studio)

Chiunque cercasse di analizzare criticamente questi fenomeni veniva tacciato di essere un complottista, un negazionista o un disinformato. Questo non è casuale: si tratta di un meccanismo ben preciso, che possiamo definire ipnosi collettiva. Analizziamo alcuni degli esempi più eclatanti degli ultimi cinque anni.

  1. L'emergenza Covid e la narrazione unica

La pandemia è stata il primo grande esperimento su larga scala di controllo totale della popolazione attraverso la paura. Restrizioni, lockdown, pass sanitari: tutto imposto come unica soluzione possibile, mentre ogni opinione contraria veniva censurata. (Fonte: Rapporto OMS) La pressione psicologica e sociale ha portato alla divisione netta tra “buoni” e “cattivi”, vaccinati e non vaccinati. Inoltre, una massiccia campagna di persuasione ha indotto la popolazione a vaccinarsi con sieri che si sono poi dimostrati farmaci non adeguatamente testati. (Fonte: Studio Lancet) Le conseguenze sono state drammatiche: un aumento significativo di malori improvvisi, effetti avversi gravi e perfino morti improvvise. Nonostante emergessero studi e testimonianze su questi effetti collaterali, ogni tentativo di discuterne apertamente è stato bollato come disinformazione o sistematicamente censurato. (Fonte: Database EudraVigilance)

  1. La crisi climatica e il senso di colpa indotto

Da Greta Thunberg all’eco-ansia, la narrativa mediatica ha trasformato il cambiamento climatico in una questione morale più che scientifica. Soluzioni drastiche imposte senza dibattito: eliminazione delle auto a combustione, case “green”, restrizioni sui consumi. (Fonte: IPCC) Si colpevolizzano i cittadini mentre le grandi multinazionali continuano indisturbate a inquinare. Inoltre, il concetto di emergenza globale viene utilizzato per giustificare politiche restrittive senza una reale alternativa sostenibile per i cittadini comuni. Anche qui, chi solleva dubbi viene ridicolizzato o accusato di negazionismo. (Fonte: Rapporto Greenpeace)


  1. Guerra in Ucraina: la narrazione a senso unico

Una delle manipolazioni più evidenti degli ultimi anni: ogni informazione che non rientrava nello schema ufficiale “Russia cattiva – Ucraina vittima” veniva bollata come propaganda. (Fonte: BBC) Zelensky trasformato in eroe mediatico, mentre il dibattito su negoziati e pace veniva soffocato. Gli effetti della guerra sulle economie europee erano prevedibili, ma sono stati nascosti o minimizzati fino a quando non è stato troppo tardi. (Fonte: Financial Times) Il sostegno finanziario e militare senza limiti, giustificato dalla narrativa imposta, ha portato a un'escalation continua senza spazio per una vera discussione su soluzioni diplomatiche. (Fonte: The Economist)

  1. Inflazione e crisi economica: colpa tua, non del sistema

Aumento incontrollato dei prezzi, crisi energetica, aumento delle tasse: il costo della vita è esploso, ma la colpa è sempre attribuita a fattori esterni (guerra, cambiamento climatico, speculazioni). (Fonte: BCE) L’Europa si impoverisce, le piccole imprese chiudono, ma la priorità politica è spendere miliardi in armamenti. Chi mette in discussione le politiche economiche viene accusato di essere anti-europeista o populista. (Fonte: Eurostat)

  1. Il futuro: cibo sintetico e controllo digitale?

Le nuove battaglie sono già in corso: la sostituzione della carne con insetti e prodotti artificiali viene spinta con la scusa della sostenibilità. (Fonte: FAO) Il controllo finanziario attraverso la digitalizzazione completa del denaro (euro digitale, eliminazione del contante) rischia di limitare ulteriormente la libertà economica. (Fonte: Banca Mondiale) Intelligenza artificiale e censura: la gestione dell’informazione sarà sempre più filtrata dagli algoritmi e da chi li controlla. (Fonte: MIT Technology Review)

  1. Il Conflitto nella Striscia di Gaza: Informazione o Propaganda?

Un altro esempio lampante di manipolazione mediatica riguarda il conflitto nella Striscia di Gaza. (Fonte: Al Jazeera) Da un lato, le immagini di distruzione e sofferenza vengono usate per spingere l’opinione pubblica in una direzione ben precisa, mentre dall’altro si censurano o minimizzano notizie che non si allineano alla narrazione dominante. (Fonte: The Guardian)

  1. Identità Digitale e Controllo Sociale

Un aspetto fondamentale del futuro controllo sociale è la digitalizzazione dell’identità. (Fonte: World Economic Forum) L’introduzione di sistemi di identità digitale, associati a valute elettroniche e sistemi di credito sociale, rischia di portare a una perdita di autonomia senza precedenti. (Fonte: IMF)

Conclusione: svegliarsi dall’ipnosi collettiva

Questi esempi mostrano chiaramente un meccanismo ricorrente: creare una crisi, fornire un’unica soluzione, impedire ogni dibattito. Il problema non è credere o meno a ogni singola narrazione, ma capire il pattern ripetitivo di manipolazione che viene applicato ogni volta. (Fonte: Harvard Business Review)

Il primo passo per uscire dall’ipnosi collettiva è porsi delle domande: chi ci guadagna? Perché le alternative non vengono mai discusse? Perché chi dissente viene immediatamente etichettato come pericoloso?

Finché continueremo a subire queste dinamiche senza consapevolezza, saremo spettatori di una realtà costruita da altri. Ma se iniziamo a vedere i fili che muovono il teatrino, possiamo almeno decidere di non essere più marionette.

Disclaimer: Tutte le informazioni riportate in questo articolo non rappresentano opinioni personali, ma sono il risultato di un'approfondita ricerca. Su richiesta, siamo disponibili a fornire le fonti utilizzate.

Dopo aver letto questo articolo, vi sentite più consapevoli delle strategie di influenza che ci circondano? Quali sono gli strumenti che utilizzate per distinguere tra informazione e manipolazione?

Qui un messaggio di Lucia Giovannini:

 

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