martedì 12 maggio 2026

“Qualsiasi cosa accada”, nell’incontro della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, il racconto di sogni e impresa dell’imprenditore visionario Fabrizio Bernini

Grande partecipazione per l’incontro dedicato al libro “Qualsiasi cosa accada”, una testimonianza di vita e resilienza che ha intrecciato impresa, territorio, umanità e cultura del Credito Cooperativo


Un incontro intenso, partecipato e carico di significati, capace di unire il racconto imprenditoriale alla dimensione più profonda dell’esperienza umana. Presso la Sala Convegni della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, si è svolta la presentazione del libro “Qualsiasi cosa accada”, dedicato alla storia di Fabrizio Bernini, imprenditore visionario, Cavaliere del Lavoro e Vicepresidente della BCC Banca Valdarno.


L’iniziativa, promossa dalla Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, in collaborazione con Taberna Libraria e Unitre Ostuni, ha rappresentato un momento di riflessione sul significato dell’impresa, sul rapporto tra innovazione e comunità e sul valore della perseveranza nei percorsi di vita e professionali.

A dialogare con il pubblico, Fabrizio Bernini e il giornalista e scrittore Filippo Boni, autore del volume, insieme alla Prof.ssa Milena D’Amore, Presidente Unitre Ostuni, e al Prof. Paolo Legrottaglie, Responsabile area eventi Taberna Libraria.


Nel corso dell’incontro è emersa con forza la figura di Bernini come esempio emblematico di imprenditoria legata ai valori del Credito Cooperativo, capace di coniugare innovazione tecnologica, attenzione al territorio e profonda umanità.


Fondatore della Zucchetti Centro Sistemi S.p.A., azienda leader nei settori software, robotica, automazione ed energie rinnovabili, Bernini ha ripercorso le tappe della propria esperienza personale e professionale, sottolineando il ruolo fondamentale dei sogni, della volontà e della capacità di rialzarsi dopo le difficoltà.


«L’idea del libro era quella di aiutare i giovani a provarci, a credere nei propri sogni», ha spiegato Bernini, ricordando come il proprio percorso sia nato in un piccolo garage e sia stato costruito attraverso sacrifici, intuizioni e determinazione. «Se ce l’ho fatta io, ce la può fare chiunque abbia volontà e voglia di inseguire i propri obiettivi».


Particolarmente significativo il passaggio dedicato al rapporto con il sistema del Credito Cooperativo, che Bernini ha definito decisivo in uno dei momenti più difficili della sua esperienza imprenditoriale. L’imprenditore ha raccontato di come, durante una complessa vicenda giudiziaria internazionale che rischiava di compromettere il futuro della propria azienda, sia stata proprio una BCC del territorio a sostenerlo concretamente.


«Nelle Banche di Credito Cooperativo c’è ancora la conoscenza della persona che hai davanti, non c’è soltanto un algoritmo», ha affermato Bernini, evidenziando il valore umano e mutualistico del credito cooperativo e il rapporto di fiducia costruito nel tempo con il territorio e con le persone.

Un tema, quello dell’economia attenta alle comunità e all’inclusione, richiamato anche nel corso dell’incontro attraverso una riflessione sul ruolo delle BCC nel sostenere giovani, famiglie e piccole imprese, soprattutto in una fase storica segnata da difficoltà economiche e dalla crescente emigrazione giovanile dai territori del Sud.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla dimensione umana della vicenda narrata nel libro. Filippo Boni ha sottolineato come “Qualsiasi cosa accada” non sia soltanto il racconto del successo di un imprenditore, ma soprattutto la storia di una famiglia segnata da sofferenze, sacrifici e grande dignità.

«Ada, la madre di Fabrizio, gli ha trasmesso per tutta la vita questa frase: “Qualsiasi cosa accada”. È diventata una lezione di forza, coraggio e speranza», ha spiegato Boni, mettendo in evidenza il valore universale della narrazione.


Nel corso del dialogo è emersa anche la scelta di Bernini di rifiutare importanti offerte economiche da parte di fondi internazionali pur di tutelare i propri lavoratori e mantenere il legame dell’azienda con il territorio.


«Non mi interessava diventare più ricco. Volevo poter continuare a guardare in faccia i miei dipendenti», ha raccontato Bernini, richiamando un modello imprenditoriale fondato non soltanto sul profitto, ma sulla responsabilità verso le persone e la comunità.


L’incontro ha rappresentato per la comunità un’importante occasione di confronto su un modello di impresa fondato su innovazione, responsabilità sociale, legame con il territorio e centralità della persona, valori che da sempre caratterizzano l’identità della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni.

lunedì 11 maggio 2026

Dipendenza da smartphone, a Bisceglie il confronto sul ruolo educativo dei genitori


Nella storica sala “Roma Intangibile” di Bisceglie si è svolto un incontro destinato a far discutere famiglie, educatori e mondo della scuola: il tema della dipendenza da smartphone e del recupero del primato educativo dei genitori. Un fenomeno ormai sempre più diffuso, che non riguarda soltanto il tempo trascorso davanti a uno schermo, ma il rapporto stesso tra giovani, relazioni sociali e realtà quotidiana.

L’iniziativa, promossa dal Comitato Progetto Uomo di Bisceglie guidato da Girolamo “Mimmo” Quatela, ha visto la partecipazione dell’avvocato Gianfranco Amato, presidente nazionale di Giuristi per la Vita, intervistato dall’ingegner Mario Di Gregorio per IdeaNews.


Nel corso dell’incontro è emerso un quadro preoccupante: ragazzi sempre più esposti ai rischi della rete, famiglie spesso impreparate e una tecnologia che, da strumento utile, rischia di trasformarsi in una vera dipendenza. L’avvocato Amato ha parlato apertamente di “giungla digitale”, sottolineando come i minori siano vulnerabili non solo ai contenuti inadatti, ma anche a fenomeni molto più gravi come il cyberadescamento e la pedopornografia.

Particolarmente significativo il richiamo alla responsabilità educativa dei genitori. Secondo Amato, molti adulti delegano inconsapevolmente agli algoritmi il compito di intrattenere o educare i figli, perdendo progressivamente autorevolezza all’interno della famiglia. Un passaggio che, secondo il relatore, rischia di creare generazioni sempre più isolate, fragili e dipendenti dalla validazione digitale.

Durante l’intervista realizzata da Mario Di Gregorio è stato affrontato anche il tema delle regole pratiche. L’avvocato ha ricordato come alcuni dei protagonisti della rivoluzione tecnologica — da Bill Gates a Steve Jobs — abbiano imposto forti limiti all’uso degli smartphone ai propri figli, evitando l’accesso precoce ai dispositivi e regolando rigidamente tempi e modalità di utilizzo.

Secondo Amato, il problema principale resta la scarsa consapevolezza. Molti genitori comprendono i rischi soltanto quando si manifestano conseguenze concrete sul piano psicologico, sociale o scolastico. Da qui l’importanza di incontri pubblici, percorsi formativi e del coinvolgimento delle scuole, chiamate sempre più spesso a collaborare con le famiglie per affrontare quella che è stata definita una vera emergenza educativa.

Molto forte anche il passaggio finale dedicato al valore dei limiti. Citando il filosofo francese Gustave Thibon, l’avvocato Amato ha paragonato le regole educative alle arterie del corpo umano: non una prigione, ma una struttura indispensabile per dare vita e direzione. Un’immagine che ha colpito il pubblico presente e che sintetizza bene il senso dell’intera serata.

Il servizio integrale con l’intervista realizzata dall’ingegner Mario Di Gregorio è disponibile sul canale YouTube di Radio Idea:

sabato 9 maggio 2026

Molfetta, maggio 1945: quel filo mai spezzato con la memoria delle sorelle De Bari

Le sorelle De Bari in una foto genrata con AI

Ci sono storie che non si lasciano archiviare. Restano lì, sospese nel tempo, sospinte dai racconti bisbigliati nelle cucine, dai ricordi custoditi con gelosia nelle famiglie e da quelle domande che una comunità continua a porsi, quasi per istinto, anche a distanza di ottantun'anni. La tragedia di Antonia e Giacomina De Bari appartiene esattamente a questo tipo di memoria: una ferita che Molfetta non ha mai smesso del tutto di sentire.

Era il 7 maggio del 1945. L’Italia si stiracchiava fuori dall'incubo della guerra, cercando un equilibrio precario tra la gioia della libertà e le macerie materiali e morali. In quei giorni carichi di un'elettricità strana, fatta di speranze ma anche di povertà e tensioni sotterranee, si consumò il dramma. Un attentato cruento che strappò la vita a due ragazze innocenti, finite nel tritacarne di una stagione spietata. Una vicenda che per troppo tempo è scivolata ai margini del dibattito pubblico, sopravvivendo quasi esclusivamente nella dimensione del racconto popolare.

Proprio per questo, l’incontro ospitato venerdì 8 maggio tra le mura di Palazzo Turtur ha assunto un peso specifico che va oltre la semplice commemorazione. L’associazione Eredi della Storia, sotto l'instancabile spinta del suo presidente Sergio Ragno, ha voluto fare qualcosa di più: ha cercato di restituire a questa pagina di cronaca la sua reale dignità storica.


Il lavoro di Ragno e dei suoi collaboratori emerge qui in tutta la sua concretezza. Non parliamo di una semplice associazione di appassionati, ma di un presidio che ha saputo trasformare la sede in un museo vivo, un luogo dove la storia "si fa" con le mani. È la cura quasi artigianale nel restaurare cimeli, nel catalogare documenti e nel tenere aperti spazi di riflessione che permette a Molfetta di non smarrire la propria identità. La forza del gruppo guidato da Sergio Ragno sta proprio in questa capacità operativa: saper aggregare competenze diverse per proteggere fisicamente i frammenti del passato prima che il tempo li riduca in polvere. 

Un impegno che ha portato a un risultato tangibile già nel giugno 2022, quando, proprio su forte impulso dell'associazione e dopo anni di ricerche avviate dal compianto Michele Spadavecchia, è stata finalmente inaugurata una strada dedicata alla memoria delle due sorelle. Quel tratto di via, che oggi congiunge il prolungamento di via don Samarelli con via Canonico de Beatis, non è solo toponomastica: è il segno visibile di una giustizia storica finalmente resa.

Accanto a questo impegno è risuonata la voce della professoressa Marta Pisani, figura di spicco della vita civile e culturale molfettese. Oggi Presidente della Commissione Comunale Pari Opportunità e storica anima della Consulta Femminile, la Pisani porta nella sua ricerca la stessa passione che ha caratterizzato i suoi incarichi istituzionali, tra cui quello di Vicesindaco e Assessore alle Politiche Sociali. Da sempre attenta ai diritti — come dimostra il suo impegno nel Tribunale del Malato — e autrice di romanzi incentrati sulla condizione femminile, la studiosa ha setacciato archivi e raccolto testimonianze per ridare voce a chi non l'ha avuta.

Con estrema delicatezza, la Pisani ha scelto di non svelare i segreti del suo prossimo lavoro, "Due fiori recisi al tramonto", di imminente uscita. Ha preferito invece raccontare il "dietro le quinte" di una ricerca durata oltre un anno, fatta di silenzi da interpretare e di lunghe ore passate ad ascoltare chi c’era. È stato forse il momento più intenso della serata: il richiamo alle memorie dei cittadini più anziani, ultimi ponti diretti con quel 1945. Alcuni di loro hanno portato con sé per una vita intera immagini nitide di quei giorni; testimonianze preziose che, se non raccolte oggi, rischierebbero di svanire con la scomparsa dei protagonisti.


È stato forse il momento più intenso della serata: il richiamo alle memorie dei cittadini più anziani. Alcuni di loro hanno portato con sé, per una vita intera, le immagini nitide di quei giorni di maggio. Sono loro gli ultimi ponti diretti con quel 1945; testimonianze preziose che, se non raccolte oggi, rischierebbero di svanire con la scomparsa dei protagonisti.

L’incontro ha così innescato una riflessione necessaria. Il pericolo, oggi, non è solo dimenticare i nomi o le date, ma perdere di vista il contesto umano, quel "clima" in cui certe tragedie maturano. È qui che l’impegno di figure come Ragno e la ricerca della Pisani si fondono: aiutare una città a guardarsi allo specchio, riconoscendo anche le proprie cicatrici per poter camminare con passo più sicuro verso il futuro.

In attesa di leggere il volume della Pisani, Palazzo Turtur ci ha lasciato una certezza: quella di una storia che non urla per avere attenzione, ma che aspetta solo di essere ascoltata con il rispetto che merita.

giovedì 7 maggio 2026

La Prima Pagina, il progetto editoriale nato nel web quando il digitale era una scommessa

Antonio Nesci ripercorre in radio le tappe che hanno portato alla costruzione di una rete editoriale diffusa in Italia e all’estero

Perugia – Trentatré anni di giornalismo, iniziati tra i banchi di scuola e arrivati fino alla costruzione di un network editoriale digitale diffuso in tutta Italia e all’estero. È il percorso raccontato da Antonio Nesci, editore de La Prima Pagina, protagonista di una lunga intervista andata in onda su WGBB Radio e condotta da Attilio Carbone.

Un racconto che parte dagli anni ’90, quando ancora adolescente Nesci muoveva i primi passi nella scrittura collaborando con testate locali e giornali scolastici. Dalle prime firme sulla carta stampata all’iscrizione all’Ordine dei Giornalisti nel 2002, il suo percorso professionale si è sviluppato tra radio, televisione e nuove piattaforme digitali.

Nel 2009 nasce La Prima Pagina, progetto editoriale interamente online nato in un periodo in cui il giornalismo digitale in Italia era ancora agli inizi. Una scelta innovativa che negli anni ha permesso alla testata di crescere fino all’ingresso nel circuito Google News e alla costruzione di una rete editoriale diffusa in numerose città italiane.

Nel corso dell’intervista, Nesci ha sottolineato il valore della credibilità nell’informazione moderna, ricordando come il giornalismo debba continuare a mantenere al centro il rispetto dei fatti e dei lettori.

Ampio spazio anche all’apertura internazionale del progetto, con iniziative dedicate alle comunità italiane all’estero, soprattutto negli Stati Uniti e in Canada, e alla riflessione sulle trasformazioni del mondo dell’informazione.

L’intervento radiofonico si è trasformato così in un racconto umano e professionale che attraversa oltre tre decenni di cambiamenti nel settore editoriale, mantenendo come filo conduttore la passione per il giornalismo e il rapporto con le persone incontrate lungo il cammino professionale.

Italia-Cina, imprese, al via la Missione Business 2026 con il “Giardino di Eccellenze Italiane”

 

Dal 21 giugno al 3 luglio un percorso tra Nanchino, Shanghai e Zhejiang per favorire l’accesso delle aziende italiane al mercato cinese 

 

Un ponte operativo tra Italia e Cina per sostenere l’internazionalizzazione delle imprese. È questo l’obiettivo della Missione Business Italia-Cina 2026, un’iniziativa che punta a creare opportunità concrete di sviluppo commerciale attraverso un programma strutturato di incontri istituzionali, relazioni strategiche e attività progettuali.

Il progetto “Giardino di Eccellenze Italiane”

Cuore dell’iniziativa è il progetto “Giardino di Eccellenze Italiane”, una piattaforma permanente dedicata alla promozione e alla rappresentanza delle aziende italiane nella Repubblica Popolare Cinese.

Il progetto prevede diverse linee operative:

·       Spazi di coworking e incubatore attrezzato a Shanghai, disponibili da marzo 2026, per supportare le imprese nell’ingresso nel mercato cinese

·       Uno showroom espositivo di circa 23 mila metri quadrati nella città di Wuhan, attivo da ottobre 2026, pensato come vetrina per il Made in Italy

·       Una piattaforma commerciale online, pronta da luglio 2026, per promuovere e vendere prodotti italiani direttamente sul mercato cinese

La missione: tappe e programma

La missione si svolgerà dal 21 giugno al 3 luglio 2026 e accompagnerà le aziende partecipanti in un percorso articolato tra le principali aree economiche del Paese.

Nanchino | 21-27 giugno

La prima tappa sarà dedicata a:

·       Incontri istituzionali con enti locali

·       Sessioni B2B con importatori e distributori

·       Attività di networking con operatori del mercato cinese

·       Approfondimenti commerciali

Shanghai | 27-30 giugno

A Shanghai si entrerà nel vivo del progetto:

·       Incontri istituzionali e commerciali

·       Attività legate al “Giardino di Eccellenze Italiane”

·       Analisi delle opportunità di sviluppo e collaborazione

Zhejiang | 1-2 luglio

La missione proseguirà con:

·       Visite operative aziendali

·       Incontri per collaborazioni progettuali

·       Approfondimenti industriali e strategici

Il rientro in Italia è previsto per il 3 luglio, con partenza da Shanghai.

Opportunità per le imprese

La partecipazione alla missione è gratuita, con le aziende chiamate a sostenere esclusivamente le spese di viaggio, vitto e alloggio.

L’iniziativa rappresenta un’occasione concreta per:

·       Conoscere direttamente il mercato cinese

·       Valutare opportunità commerciali

·       Avviare relazioni con interlocutori istituzionali e imprenditoriali

Il ruolo di EPROGECT

A supporto del progetto, la società EPROGECT si occupa delle iscrizioni, favorendo connessioni e relazioni tra il sistema imprenditoriale italiano e quello cinese.

L’obiettivo è trasformare la partecipazione delle imprese in presenza stabile e opportunità di business nel mercato asiatico, sempre più centrale negli equilibri economici globali.

Per adesioni:

Cell: 3488066418
Cell: 3343878796
E-mail: 
eprogect@libero.it

La Banca di Credito Cooperativo di Ostuni ospita l’incontro con Fabrizio Bernini, simbolo di imprenditoria e innovazione


Un appuntamento di alto profilo culturale e valoriale che intreccia impresa, umanità e visione del futuro nel segno del Credito Cooperativo


Venerdì 8 maggio 2026, alle ore 18.00, presso la Sala Convegni della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, in Largo Mons. Italo Pignatelli, 2, si terrà la presentazione del libro “Qualsiasi cosa accada”, autobiografia di una delle figure più rappresentative dell’imprenditoria italiana legata al mondo del Credito Cooperativo: Fabrizio Bernini.

L’incontro, promosso dalla Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, in collaborazione con Taberna Libraria e Unitre Ostuni, si inserisce nel percorso di promozione culturale e sociale della Banca, confermando il ruolo dell’istituto come spazio di confronto e riflessione sui grandi temi contemporanei, con particolare attenzione ai valori del movimento cooperativo.


Dopo i saluti del Dott. Francesco Mario Zaccaria, Presidente della Banca di Credito Cooperativo di Ostuni, l’incontro vedrà la partecipazione dell’autore Filippo Boni, che dialogherà con Fabrizio Bernini insieme alla Prof.ssa Milena D’Amore, Presidente Unitre Ostuni, e al Prof. Paolo Legrottaglie, Responsabile area eventi Taberna Libraria, offrendo al pubblico una lettura articolata tra esperienza imprenditoriale e dimensione umana.


Il libro


“Qualsiasi cosa accada”
 racconta la storia personale e professionale di Fabrizio Bernini, imprenditore visionario che, partendo da un’infanzia segnata da difficoltà e sofferenze, è riuscito a costruire un percorso straordinario fatto di riscatto, determinazione e innovazione.


Il racconto prende avvio da un episodio simbolico: l’incontro con un motorino rosso degli anni Sessanta, capace di riportare alla memoria i luoghi e le esperienze della giovinezza. Da qui prende forma un viaggio interiore che conduce l’autore a ripercorrere la storia della propria famiglia, segnata da sacrifici, fragilità e resilienza.


Ne emerge una narrazione intensa, che restituisce il senso più autentico della vita e del fare impresa, trasformando una vicenda personale in un messaggio universale rivolto soprattutto ai giovani: non arrendersi mai, inseguire i propri sogni e saper trasformare anche le difficoltà in opportunità.


L’autore


Fabrizio Bernini
, imprenditore e Cavaliere del Lavoro, è fondatore della Zucchetti Centro Sistemi SpA, realtà leader nei settori software, automazione, robotica e innovazione energetica. Figura di riferimento nel panorama nazionale, rappresenta un esempio concreto di imprenditoria capace di coniugare sviluppo tecnologico e responsabilità sociale.


Vicepresidente della BCC Banca Valdarno
, Bernini incarna pienamente i valori del movimento cooperativo: spirito imprenditoriale, visione, tenacia, attenzione alla comunità e capacità di trasformare la sofferenza in opportunità.


Accanto a lui, Filippo Boni, giornalista e scrittore, autore del volume, noto per i suoi studi sul Novecento e per le sue pubblicazioni dedicate alla memoria storica, che contribuisce a dare profondità e forza narrativa a una storia che diventa testimonianza civile.


L’iniziativa rappresenta un momento di particolare rilievo per la comunità, offrendo ai soci e ai cittadini un’occasione di confronto su modelli virtuosi di impresa e su un’idea di economia che pone al centro la persona, la responsabilità e il legame con il territorio.

La cittadinanza è invitata a partecipare.

mercoledì 6 maggio 2026

Taekwondo, Molfetta sul podio: tre ori e un argento per l’A.S.D. All-In guidata da Giuseppe Sannicandro

Taekwondo Molfetta, tre ori e un argento per All-In di Sannicandro

A Molfetta il taekwondo continua a dare segnali concreti, fatti di risultati e non di parole. E quando questi arrivano fuori regione, significa che dietro c’è lavoro vero.

Grande prova per l’A.S.D. Taekwondo All-In, guidata dal maestro Giuseppe Sannicandro, che il 2 maggio ha partecipato al campionato interregionale di combattimento disputato a Corigliano-Rossano, tornando a casa con un risultato netto: quattro atleti in gara, quattro finali conquistate, tre medaglie d’oro e una d’argento.

Sul gradino più alto del podio sono saliti Massimiliano Squeo, Salvatore Spagnoletta e Mimmo Lamantea, mentre Margherita Brattoli ha ottenuto una medaglia d’argento, completando un bilancio di assoluto rilievo.

Non è un exploit casuale. È il frutto di metodo, costanza e disciplina.

Il taekwondo, disciplina olimpica di origine coreana, è molto più di uno sport da combattimento: è controllo, strategia, rispetto delle regole e crescita personale. Ogni incontro è il risultato di ore di allenamento, concentrazione e capacità di gestire pressione e avversario. Non si improvvisa nulla.

Ed è proprio su questa linea che si muove il lavoro del maestro Sannicandro, che a Molfetta porta avanti un percorso serio, costruendo atleti nel tempo. Senza scorciatoie. Il fatto che tutti i suoi allievi siano arrivati in finale in una competizione interregionale è un segnale chiaro della qualità del lavoro svolto.

La società ha sede a Nova Academy, punto di riferimento per chi vuole avvicinarsi al taekwondo con un approccio concreto e strutturato.

A fine gara, lo stesso Sannicandro ha evidenziato i progressi del gruppo: esperienza, sicurezza e capacità di gestione del combattimento stanno crescendo gara dopo gara. Ed è proprio questa evoluzione che trasforma una squadra promettente in una realtà competitiva stabile.

Un risultato che non è un traguardo, ma una conferma: a Molfetta esiste una scuola che funziona e che può continuare a crescere.

E allora la domanda è semplice: quanti giovani potrebbero trovare nello sport – e in discipline come il taekwondo – una strada fatta di regole, rispetto e obiettivi concreti?

giovedì 30 aprile 2026

Cacciatori di talenti nel cuore del Salento: Aperte le selezioni per il Sansinae Song Contest 2026


Dalla Direzione Artistica di Lele Spedicato (Negramaro) e la Presidenza di Giuria di Rory Di Benedetto al palco del MEI di Faenza: un’opportunità unica per i giovani artisti di farsi notare dai grandi nomi della musica italiana. Iscrizioni entro il 9 maggio.

PORTO CESAREO (LE) – La musica torna ad essere il ponte universale tra i popoli nel cuore del Salento. MediterraneaMente APS annuncia ufficialmente l’apertura delle iscrizioni per la 3ª edizione del Sasinae Song Contest – Suoni dal Mediterraneo, un evento che non è solo una competizione canora, ma un manifesto di pace, integrazione e valorizzazione del territorio.

Abbinato alla prestigiosa X edizione dell’Alto Riconoscimento VIRTÙ E CONOSCENZA, il contest si propone di trasformare la creatività in un messaggio sociale potente. Come dichiarato dal Presidente Cosimo Damiano Arnesano: "La musica favorisce la crescita culturale, sollecita le riflessioni e le emozioni, l’amicizia e la solidarietà. Con questo contest vogliamo promuovere la pace, la tutela dell’ambiente e il rispetto dei diritti umani."

L’edizione 2026 e vanta un team di esperti di altissimo profilo, confermandosi come uno dei trampolini più seri del Sud Italia:

Direttore Artistico: Lele Spedicato (Chitarrista e co-fondatore dei Negramaro).

Presidente di Giuria: Rory Di Benedetto (Autore multiplatino e talent scout per major come Warner, Sony, Universal).

Vice Presidente: Alessandra Alemanno (Vocal Coach e Talent Scout).

Direttore Musicale: Joele Micelli (Violinista e compositore, collaboratore di Marco Mengoni).

Vincere il Sasinae Song Contest significa ottenere visibilità reale nel panorama discografico nazionale. I primi classificati riceveranno:

Il Trofeo "Sasinae Song Contest".

Interviste live su Gold TV Italia (Roma) e sui canali radio partner.

L’invito ufficiale al MEI Festival di Faenza (RA), la vetrina più importante per la musica indipendente in Italia.

L’invito al Gran Galà “Disconovità” di Molfetta (BA)

Un’esibizione dal vivo a dicembre 2026, accompagnati dall’ Orchestra Euphonic, durante la cerimonia ufficiale del "Virtù e Conoscenza" a Lecce.

Il contest è aperto a Interpreti e Cantautori (solisti o band) nati prima del 2011. È possibile presentare brani editi o inediti in qualsiasi lingua, purché portatori di messaggi positivi: il regolamento esclude categoricamente ogni forma di hate speech, premiando invece l’originalità e la qualità artistica.

Le iscrizioni devono pervenire entro e non oltre il 9 maggio 2026. Le audizioni in presenza si terranno il 30 maggio 2026 presso il Teatro F.lli Lumière di Carmiano (LE).

I materiali (modulo, brano, curriculum e foto) devono essere inviati tramite WeTransfer all'indirizzo: sasinae.festival@gmail.com.

Per scaricare il regolamento completo e il modulo di iscrizione, visitare il sito:

🌐 www.virtueconoscenza.com/sasinae-song-contest/

Contatti: 📧 Email: sasinae.festival@gmail.com

📞 WhatsApp: +39 349.1045425 / 328.7679725

📱 Social: www.instagram.com/sasinaefestival/ - www.facebook.com/altoriconoscimentovirtueconoscenza/
- www.youtube.com/watch?v=xEdZiTevowk

mercoledì 29 aprile 2026

TRIBUTO OMAGGIO AD ALEX BARONI: LA GRANDE MUSICA D'AUTORE A GRAVINA IN PUGLIA


Il 3 maggio 2026 Gravina in Puglia celebra Alex Baroni con un grande tributo al Teatro Vi.DA. Sotto la direzione di Marco Rinalduzzi, grandi voci della musica italiana si alternano per un viaggio emozionante tra musica e ricordi. Un evento imperdibile tra cultura e territorio.


L'EVENTO E L'ISTITUZIONE

La Dott.ssa Rosanna Lovaglio, in prestigiosa collaborazione con il Comune di Gravina in Puglia, organizza un incomparabile TRIBUTO OMAGGIO ad ALEX BARONI. La S.V. è caldamente invitata a partecipare e a offrire la massima diffusione a questa iniziativa di alto profilo.

Lo spettacolo, previsto per il 3 maggio 2026 presso il Teatro Vi.DA. (Via Giardini, Gravina) a partire dalle ore 20:30, non sarà una semplice celebrazione del passato, ma un evento vibrante capace di accendere il presente di chi lo ascolterà. Alla serata parteciperanno esimi rappresentanti istituzionali, a testimonianza dell'importanza del progetto per la crescita civile e sociale della comunità.

LA DIREZIONE ARTISTICA DI MARCO RINALDUZZI

L’eccezionalità dell’evento risiede nella presenza del suo ideatore, MARCO RINALDUZZI, storico produttore artistico ed esecutivo di Alex Baroni insieme a Massimo Calabrese e Marco D’Angelo. Rinalduzzi, arrangiatore magistrale di tutto il repertorio baroniao, condurrà il pubblico in un viaggio profondo nel cuore di una musica immortale, arricchendo l'esecuzione con aneddoti preziosi e suoni ricercati.

UN CAST VOCALE E STRUMENTALE D'ECCELLENZA

Sul palco si alterneranno voci straordinarie e di comprovata caratura nazionale:

  • RICCARDO RINAUDO: Celebre voce di programmi RAI e Mediaset, già corista per icone come Renato Zero e Gigi D’Alessio.
  • DANIELE VIT: Stimato interprete per le maggiori produzioni televisive nazionali.
  • GIULIO TODRANI: Fondatore del leggendario gruppo “Io vorrei la pelle nera”, protagonista di The Voice Senior e papà della celebre artista Giorgia.
  • FRANCESCA CIRASOLA: Raffinata artista che vanta collaborazioni di livello nazionale; ha avuto l'onore di cantare in Vaticano per Papa Francesco.
  • MARCO D’ANGELO: Storico vocalist RAI e Mediaset (per Ramazzotti, Giorgia e Zero) e rinomato vocal coach televisivo.

La sezione ritmica, impeccabile e solida, sarà composta da:

  • MARCO RINALDUZZI: Chitarre, arrangiamenti e cori.
  • MASSIMO IDA’: Pianoforte e tastiere.
  • MARCELLO SURACE: Batteria.
  • ALESSANDRO SANNA: Basso.

VALORE CULTURALE E TERRITORIALE

Questo evento rappresenta un’eredità preziosa per la città di Gravina, un mezzo potente per stimolare la partecipazione attiva della comunità e promuovere il territorio pugliese. Scegliere di custodire e regalare questo valore aggiunto significa creare un connubio vincente tra cultura d'eccellenza e turismo di qualità.

Ufficio Stampa

Dott.ssa Rosanna Lovaglio

Phone: 349 1797592