venerdì 15 agosto 2025

Chikungunya: tra allarmismo e realtà scientifica — cosa sappiamo veramente

Introduzione

Il dottor Martin Haditsch, microbiologo, epidemiologo e virologo specializzato in medicina delle malattie infettive e tropicali, invita la cittadinanza a non farsi prendere dal panico, nonostante i toni allarmistici usati da alcune fonti istituzionali.


Chi è Martin Haditsch e perché c’è allarmismo?

Il professor Martin Haditsch è un esperto nel suo campo, che ha spesso preso posizione in webinar internazionali—tra cui un evento del luglio 2025 organizzato dal collegio tropicale australiano—contro la tendenza a generare paura per motivi poco chiari tropmed.org. La sua presa di posizione è rivolta espressamente all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), accusata di promuovere tensione e ansia per legittimare nuove politiche sanitarie e vaccinali.


Il Chikungunya: che virus è?

Il virus Chikungunya è noto da decenni (dal 1952), trasmesso esclusivamente dalle zanzare, soprattutto Aedes aegypti e Aedes albopictus, la cosiddetta “zanzara tigre”, ormai diffusa anche in Europa PMCResearchGate. Pur causando dolori muscolari intensi che possono durare diverse settimane, almeno il 40% delle infezioni è del tutto asintomatico.


I numeri: mortalità, letalità, rischio reale

Secondo Haditsch:

  • Il tasso di mortalità del Chikungunya si attesta attorno allo 0,1%.
  • Colpisce prevalentemente persone con gravi patologie preesistenti.
  • Di conseguenza, non c’è alcuna reale emergenza pandemica, e parlare di minaccia globale è, nella visione di Haditsch, una forzatura Wikipedia.


Vaccini: due nuove terapie in rapida approvazione

Gli allarmi dell’OMS arrivano in contemporanea al lancio rapido sul mercato di due vaccini contro il Chikungunya:

Secondo Haditsch questi approvazioni avvenute in tempi ristretti – e con campioni di soggetti relativamente piccoli – potrebbero nascondere criticità, sminuendo la fiducia del pubblico nelle vaccinazioni WikipediaCDC.


Allarme, ritiri temporanei e valutazioni aggiornate

Dati reali:

  • Nel maggio 2025, FDA e CDC americani hanno consigliato una pausa per l’uso di IXCHIQ negli over 60, dopo segnalazioni di eventi avversi gravi (inclusi due decessi tra i 62 e 89 anni) New York PostWikipedia.
  • Anche l’Ema aveva limitato l’uso negli over 65, sospensione revocata nel luglio 2025. Gli eventi gravi sono risultati rari rispetto alle oltre 36.000 dosi somministrate Reuters+1.
  • In Regno Unito, l’MHRA ha seguito lo stesso percorso, sospendendo temporaneamente IXCHIQ per gli over 65 Reuters.


Tabella riassuntiva

AspettoDettagli principali
TrasmissioneZanzare Aedes (anche tigre in Europa)
Mortalità~0,1%, soprattutto in pazienti con gravi patologie
Vaccini disponibiliIXCHIQ (virus attenuato) e VIMKUNYA (virus-like particle)
ApprovazioniUSA (dal 2023), UE (2024–2025)
SospensioniUso limitato per anziani; revoche per casi gravi
Rischio pandemicoEsagerato secondo il prof. Haditsch

Conclusione

Il Chikungunya non è un nemico nuovo né sconosciuto: è noto da decenni, trasmesso da zanzare comuni e raramente letale. Il pericolo pandemico appare sproporzionato, secondo analisti come il professor Haditsch. I nuovi vaccini offrono una protezione, ma necessitano di trasparenza nelle valutazioni del rapporto rischio-beneficio, per preservare la fiducia pubblica.


Rimando alla nostra rubrica

Per approfondire con uno sguardo critico e informato, ascolta dalla voce di Roberto Nuzzo la nostra rubrica in onda su RadioIdea e Circuito Airplay interamente dedicata a questo tema: 

Qui la trascrizione completa dell’intervista al Maresciallo Roberto Nuzzo.

Roberto Nuzzo:  Salve, sono Roberto Nuzzo anche questa settimana in esclusiva per le radio del  circuito Airplay vi presento la nostra rubrica di informazione trasmessa su Telecolor  Buon Ascolto.

Presentatrice di Telecolor: Diamo il benvenuto al nostro ospite in collegamento, Roberto Nuzzo, Maresciallo dell'Aeronautica in riserva. Bentrovato, Roberto.

Roberto Nuzzo: Grazie a voi per l'invito.

Presentatrice: Oggi parliamo di quello che sembra essere un nuovo allarmismo pandemico, ovvero l'Organizzazione Mondiale della Sanità starebbe mettendo in guardia tutto il mondo in merito al virus Chikungunya.

Roberto Nuzzo: Dunque, ci risiamo. Nuovo allarmismo, pandemia. Ma di cosa si tratta? A parte i noti giornalisti-soloni dediti alla propaganda del regime farmaceutico, che hanno diramato solo allarmismo, ansia e confusione, nessuno ad oggi ne ha ancora parlato in senso compiuto, chiaro e serio. Per cui oggi lo facciamo noi.

Dunque, cominciamo col dire che il dottor Martin Haditsch, microbiologo, epidemiologo delle malattie infettive e medicina tropicale, quindi molto specializzato, e virologo – ma non da salotto televisivo come siamo abituati noi – ritiene che non vi sia alcun motivo di farsi prendere dal panico. E questo è il primo aspetto da prendere in considerazione.

Inoltre, ritiene che i timori di una minaccia mortale sono ampiamente esagerati. E anche qui in Italia non ci facciamo mancare nulla. Dovete sapere che questo patogeno virale è noto sin dal 1952 ed è trasmesso esclusivamente da zanzare. Sebbene provochi forti dolori muscolari che spesso possono durare diverse settimane, almeno il 40% delle infezioni passa completamente inosservato, silente, asintomatico, come si direbbe un tempo.

Il dottor Haditsch, virgolettato, ha detto: "Il tasso di mortalità è solo dello 0,1% circa e colpisce solo ed esclusivamente persone con gravi patologie preesistenti". Lui inoltre ha accusato l'OMS di allarmismo, giustamente, e strumentalizzazione di ogni malattia possibile, al fine di diffondere paura con lo scopo di promuovere agende di inoculazioni di ogni tipo, oltre alle politiche di restrizione dei diritti umani, e questo l'abbiamo vissuto recentemente.

La strategia dell'OMS mira a limitare gradualmente la sovranità nazionale e a trasferire i poteri decisionali a organizzazioni di livello superiore, come l'OMS stessa. Questo lo dice sempre il professor in questione. Sottolinea, lui, inoltre, la tempistica sospetta dell'avvertimento dell'OMS e del lancio sul mercato di due nuovi vaccini contro il Chikungunya. E se no perché si fa l'allarmismo? Per le punturine, no?

Quindi questi si chiamano Wimqunia e Ixchiq. Sono stati approvati in tempi brevi con un numero gestibile di soggetti testati.

Il dottor Haditsch mette in guardia da possibili effetti collaterali di queste inoculazioni e invita alla cautela. Virgolettato: "Queste procedure accelerate minano ulteriormente la fiducia, già compromessa, del pubblico nei confronti delle vaccinazioni".

Inoltre, lui ritiene che non vi sia alcun potenziale pandemico, quindi di pandemia non se ne parli perché altrimenti dicono soltanto delle eresie, sebbene la diffusione della zanzara tigre sia un fattore che potrebbe aumentare leggermente il rischio locale, regionale. Ma una pandemia globale come quella del SARS-CoV-2 non è assolutamente da temere, né da prendere in considerazione.

Nel frattempo il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie statunitense, il famigerato CDC degli Stati Uniti, ha diramato un avviso sugli americani affinché adottino maggiori precauzioni durante i viaggi... E non poteva mancare certo l'OMS, che ha lanciato l'allarme pandemia che potrebbe diffondersi in Europa.

Quindi speriamo di aver fatto un po' di chiarezza, perché se ne sta parlando tanto e a vanvera, come solito fanno i giornaloni che sono dediti soltanto a propaganda. Propaganda di Stato e farmaceutica.

Presentatrice: Cosa dobbiamo aspettarci quindi per i prossimi mesi, a suo giudizio?

Roberto Nuzzo: Mah, io dal mio punto di vista mi aspetto, dato l'esperienza che abbiamo vissuto negli ultimi cinque anni, un grande tam-tam attraverso, diciamo, i media mainstream di allarmismo, ma ci auguriamo che il contributo che abbiamo dato questa sera possa essere divulgato in lungo e in largo, perché quello che abbiamo detto è oggettivamente riportato dal professor Haditsch, ma anche da PubMed, quindi una documentazione scientifica di tutto rispetto. E stiamo parlando di un patogeno che ha oltre 70 anni, non è nato ieri. Quindi, invitiamo i cittadini italiani a stare tranquilli, sereni e non farsi prendere dal panico perché sicuramente non gioca il nostro favore.

Presentatrice: Grazie Roberto, magari prossimamente ritorneremo ancora sull'argomento. Grazie ancora Roberto Nuzzo, ricordo Maresciallo dell'Aeronautica in riserva per essere stato con noi. A presto.

Roberto Nuzzo: Grazie a voi, buonasera. 

mercoledì 13 agosto 2025

Auto elettriche 2025: incentivi “green” o regalo miliardario alle case auto? Chi incassa i profitti e chi resta con il conto in mano


Gli incentivi statali per l’acquisto di auto elettriche, come quelli previsti nel 2025 per le “zone urbane residenziali” (previsti dal Decreto Attuativo MIMIT in attuazione del PNRR e del DPCM n. 361/2024), sono presentati come una spinta verso la sostenibilità, ma i 597 milioni di euro del PNRR sono soldi pubblici: li paghiamo tutti. 
Ascolta il nostro servizio in onda su Radio Idea e le emittenti del Circuito Airplay:

Il contributo fino a 11.000 euro per privati e 20.000 euro per microimprese sembra generoso, ma alimenta un mercato ancora elitario: i prezzi restano alti e gli incentivi finiscono per gonfiare i listini. Chi possiede auto vecchie ma ancora funzionanti viene escluso per via della rottamazione obbligatoria fino a Euro 5.

I problemi non si fermano al portafoglio: l’autonomia reale spesso è inferiore a quella dichiarata, soprattutto in inverno o con aria condizionata, e la rete di ricarica è insufficiente, con colonnine lente, guaste o concentrate solo in alcune zone urbane.

Dal punto di vista ambientale, la produzione e lo smaltimento delle batterie comportano un impatto elevato: estrazione di litio e cobalto, consumo energetico e difficoltà di riciclo rendono il “zero emissioni” più uno slogan che una realtà. A ciò si aggiungono costi di manutenzione e assicurazione spesso superiori alle aspettative, che riducono i risparmi promessi.

Senza una filiera industriale nazionale e un piano di lungo periodo, l’Italia rischia di spendere miliardi per importare veicoli e componenti, sostenendo in realtà le economie straniere più che l’economia interna.

In sintesi: una misura che nasce con buone intenzioni ambientali ma si traduce in un costo collettivo, in un mercato distorto e in un beneficio reale limitato, più vicino a un sussidio alle aziende che a una vera politica di equità e sviluppo sostenibile.


domenica 10 agosto 2025

"La radio – Il suono che fa sognare": Ether Weave Project firma un inno emozionale alla libertà delle onde sonore


Dopo aver incantato con il brano manifesto "Dream Live – La libertà di sognare", il collettivo sonoro Ether Weave Project torna con una nuova produzione dal titolo potente e suggestivo: "La radio – Il suono che fa sognare". Questo brano non è solo un omaggio al medium radiofonico, ma un vero e proprio manifesto artistico che celebra il legame intimo tra ascoltatore, suono e immaginazione.
Il progetto, il cui nome unisce "ether" (l'invisibile) e "weave" (l'intreccio), guarda all’etere come uno spazio immateriale in cui si incontrano onde radio, sogni e ricordi. La musica di Ether Weave Project non è mai solo suono, ma un racconto, un'atmosfera, un tessuto emotivo che trasforma l’ascolto in un'esperienza profonda e condivisa.
"La radio – Il suono che fa sognare" si apre con un'atmosfera avvolgente e quasi onirica, che richiama le eteree trasmissioni notturne. La vocalità unica, calda e profonda è la protagonista assoluta, muovendosi in un equilibrio perfetto tra narrazione e canto per evocare un viaggio interiore e un senso di connessione. Gli arrangiamenti, essenziali ma suggestivi, lasciano spazio alla forza evocativa delle parole e alla sensibilità cantautorale del progetto, unita a raffinate sfumature elettroniche. Il risultato è un brano moderno, d'atmosfera, che conquista per la sua autenticità.
Con questa nuova produzione, Ether Weave Project conferma la propria attitudine a creare musica che non segue le mode, ma le attraversa, proponendo un'estetica personale e riconoscibile. Il brano, con una durata di circa 2 minuti e 44 secondi, è ideale per la programmazione radiofonica, specialmente per quelle emittenti che credono ancora nel potere del racconto sonoro.
Perché le radio dovrebbero trasmetterlo  
  • È un brano radio-friendly, con una durata ideale, energia controllata e testi accessibili.
  • Il sound è particolarmente adatto alla playlist del mattino o della fascia centrale (10:00 - 14:00), grazie al buon mix tra melodia e ritmo. 
  • Ha un potenziale appeal cross-generazionale sia nel pubblico giovane che adulto, grazie alla sua profondità contenutistica. 
  • È perfetto per la musica da sfondo in programmi culturali, rubriche d’attualità o prime serate leggere. Ottimo per stacchi o sigle tematiche e presta a jingle personalizzati.
Il brano è "DiscoNovità Week" in onda sulle emittenti del Circuito Airplay, 
per 6 volte al giorno dall'11 al 17 agosto 2025: 

Qui il videoclip su YouTube:

martedì 5 agosto 2025

L'Italia nel mirino: un attacco coordinato verso la recessione

Una strategia silenziosa ma efficace sta minando l'Italia dalle sue fondamenta. Gli attacchi non arrivano con i carri armati, ma con vincoli, piani economici, regole ambientali e politiche energetiche imposte dall'alto. L'obiettivo: condurre l'Italia verso una recessione sistemica, controllata e apparentemente inevitabile.

Dalla Sardegna parte l'assalto

Secondo diverse fonti, compresi analisti geopolitici e attivisti locali, la Sardegna è la regione prescelta per iniziare la demolizione del comparto agroalimentare italiano. Lì si concentrano progetti massivi di parchi eolici e fotovoltaici estesi che non si limitano a deturpare il paesaggio, ma consumano suolo fertile e modificano i microclimi. Generano riscaldamento locale, turbolenze, e rilasciano microplastiche nelle aree circostanti, effetti ambientali finora sottostimati. I territori vengono espropriati, gli alberi abbattuti, gli allevamenti – inclusi quelli di bestiame per latte e prodotti caseari – scoraggiati con normative sempre più stringenti. La Sardegna, con la sua posizione strategica e le sue risorse, è il terreno di prova perfetto.

Produzione agricola sotto attacco

Grano, olio, vino, frutta, ortaggi, latte e derivati: l’intero sistema agricolo e zootecnico nazionale è sotto pressione. L’obiettivo è chiaro: azzerare o assorbire la produzione italiana in favore di grandi gruppi multinazionali e organismi sovranazionali, già ampiamente finanziati da fondi che in passato hanno sostenuto regimi e conflitti.

Il ruolo della moneta e dei vincoli europei

L’euro, una moneta privata nelle mani di poteri sovranazionali, mantiene l’Italia ostaggio. Il sistema è progettato per collassare e ricostruirsi secondo nuovi parametri, ma il momento del crollo è quello di massimo pericolo. Da qui l'urgenza di informare, formare, resistere.

Geoingegneria e strategie climatiche sospette

Dietro le narrazioni ufficiali sul cambiamento climatico si muovono interessi economici e tecnologici. Progetti di geoingegneria, tecnologie di manipolazione atmosferica, e promozione sistematica del panico climatico sembrano giustificare l’avanzata di infrastrutture invasive come le turbine eoliche o i mega-impianti fotovoltaici. Queste tecnologie, oltre a deturpare il paesaggio, alterano i flussi d’aria, generano turbolenze, surriscaldano l’ambiente e rilasciano nell’atmosfera microplastiche dovute all’usura delle pale, con conseguenze ecologiche ancora poco studiate.

Riscaldamento globale e distorsioni dell’informazione

Anche negli Stati Uniti, il clima di disinformazione è fitto: la Climate Change and Health Initiative è stata depennata dai siti istituzionali, mentre si dedicano spazi alle teorie sulle "scie chimiche", a volte cavalcate anche da figure governative. In Italia, intanto, si legittimano operazioni che mettono in pericolo la biodiversità, l’agricoltura e la salute.

Turismo in declino e città abbandonate

Le grandi città italiane vengono svuotate dai turisti per colpa della percezione di insicurezza (borseggi, rincari, criminalità), per l'overtourism mal gestito, per il degrado delle infrastrutture, per la crescente invivibilità dovuta all’inquinamento, all’assenza di verde urbano (dovuto anche all’abbattimento sistematico degli alberi da parte dei comuni) e a una narrazione mediatica che scoraggia le visite. I problemi di trasporto, l’aumento dei prezzi, la mancanza di servizi adeguati e la difficoltà di accesso ad alcune destinazioni contribuiscono ulteriormente al declino.

Emergenza incendi e distruzione ambientale

Gli incendi, sempre più numerosi e spesso dolosi, servono da giustificazione per nuove speculazioni edilizie o per piazzare impianti energetici “green” in aree precedentemente protette. La logica è semplice: distruggi prima, ricostruisci dopo secondo un nuovo piano.

Vaccini, sanità e controllo sociale

La narrazione unica sui vaccini mRNA e i silenzi su eventi avversi contribuiscono a un clima di paura e di sfiducia crescente verso le istituzioni sanitarie. Mentre si parla di innovazione, intere filiere vengono rallentate, intere categorie di lavoratori penalizzate, spesso senza reale motivazione scientifica. La rinuncia alle cure da parte dei cittadini è in aumento, sia per motivi economici che per le lunghe liste d’attesa, mettendo a rischio la salute pubblica, specialmente nelle fasce più deboli. A ciò si aggiungono difficoltà per cittadini non UE nell’ottenere visti per cure mediche in Italia e un rafforzamento dei sistemi sanitari concorrenti all’estero.

PNRR e nuovo indebitamento mascherato

Le grandi opere finanziate dal PNRR – spesso inutili o imposte – rappresentano un nuovo indebitamento occulto. L’Italia pagherà caro queste scelte nei prossimi decenni, con tasse, austerità e svendite del patrimonio pubblico.

Italia sotto attacco commerciale e industriale

Dal 1° agosto sono entrati in vigore dazi del 15% sulle merci europee dirette negli USA. L’Italia, che considera gli USA il terzo mercato di esportazione, subirà perdite stimate fino a 22,6 miliardi di euro. Le aziende italiane, già scoraggiate da burocrazia, corruzione, incertezza normativa e assenza di meritocrazia, preferiscono investire all’estero, lasciando il Paese privo di innovazione e competitività.

L'Italia polveriera: basi NATO e instabilità geopolitica

L’Italia ospita decine di basi militari statunitensi e NATO, che la rendono un bersaglio strategico in caso di conflitto. La militarizzazione del territorio non ha portato sviluppo, ma insicurezza e dipendenza da poteri esterni. Alcuni analisti parlano apertamente di una polveriera pronta a esplodere.

Conclusione: è ora di reagire

Non è più il tempo di attendere o sperare. È il momento di agire. Informarsi, organizzarsi, condividere conoscenze. Non possiamo permetterci di delegare a chi ha già dimostrato di non volere il bene dell’Italia. È il momento di cambiare gioco e riscrivere le regole. Per noi, per i nostri figli, per il futuro.

Nota dell'autore:
Questo articolo è volutamente provocatorio e ha lo scopo di stimolare riflessioni e discussioni su temi spesso sottovalutati. Invitiamo chiunque abbia opinioni diverse o desideri portare dati alternativi a condividerli nei commenti: il confronto è il primo passo per costruire consapevolezza.

(LC)

lunedì 4 agosto 2025

"Viaggi e Destini": il romanzo d'esordio di Massimo Raciti che unisce generazioni e continenti

L'artista poliedrico, in un'intervista a Idea News Magazine, racconta in esclusiva il suo ultimo lavoro letterario, un'opera che intreccia storie di emigrazione e ricerca di sé, distribuita in cinque lingue da Amazon.

Un viaggio avvincente tra passato e presente, che attraversa oceani e generazioni, alla scoperta delle proprie radici e del potere trasformativo del partire. È questo il cuore di "Viaggi e Destini", l'ultimo romanzo di Massimo Raciti, un artista poliedrico che spazia dalla televisione alla musica, fino alla scrittura. In una recente intervista per Idea News Magazine, Raciti ha svelato i retroscena e le ispirazioni di questo suo nuovo progetto letterario, già disponibile su Amazon in versione cartacea ed ebook.

"Viaggi e Destini" si snoda attraverso due storie parallele ma profondamente connesse. Da un lato, l'incredibile avventura di Vincenzo e Luisa, una coppia di emigranti italiani di fine Ottocento che cerca fortuna in Sudamerica. Dall'altro, il percorso di Sebastian, un giovane dei nostri giorni che intraprende un viaggio in Brasile e Argentina sulle tracce della sua storia familiare. Un intreccio di lettere misteriose, sogni infranti e incontri destinati a cambiare la vita, dove i protagonisti si trovano ad affrontare scelte difficili ed emozioni intense.

Come ha raccontato lo stesso Raciti nell'intervista, l'ispirazione per il romanzo affonda le radici nella sua storia familiare: "La storia dei miei quadrisnonni è una delle tante che raccontano le migrazioni italiane verso una vita migliore. Ho voluto dare voce a questa memoria, per non disperdere il ricordo dei loro sacrifici". Una narrazione che non si limita alla ricostruzione storica, ma si arricchisce di elementi di fantasia per restituire al lettore la fedeltà degli eventi e delle dinamiche dell'epoca.

Il personaggio di Sebastian, il cui nome è anche il secondo nome dell'autore, riflette in parte la biografia stessa di Raciti. Attraverso di lui, il romanzo esplora temi universali come l'emigrazione, la forza delle radici familiari, la crescita personale e il potere del perdono. Momenti di profonda riflessione si alternano a situazioni più leggere e umoristiche, creando un equilibrio che cattura il lettore e lo coinvolge emotivamente.

Il libro ha già ottenuto un importante riconoscimento, venendo adottato come testo di narrativa in alcuni istituti di insegnamento della lingua italiana in Francia e Argentina. Un traguardo che sottolinea la valenza non solo narrativa ma anche didattica dell'opera, capace di avvicinare gli studenti stranieri alla cultura e alla lingua italiana attraverso una storia avvincente.

Massimo Raciti non è nuovo a un pubblico internazionale. La sua carriera lo ha visto protagonista in televisione come reporter di viaggi per network stranieri, un'esperienza che traspare nella sua capacità di raccontare luoghi e culture. Invita inoltre i suoi lettori a seguirlo sul suo canale YouTube e sui social media per continuare a condividere le sue avventure e i suoi racconti.

"Viaggi e Destini" si presenta quindi come una lettura affascinante e stimolante, un invito a esplorare il mondo fuori e dentro di sé. Un libro per chi ama riflettere, senza rinunciare a un pizzico di humor, e per chi crede che ogni viaggio, sia esso geografico o interiore, abbia il potere di cambiarci per sempre.

Per chi fosse interessato ad approfondire la conoscenza di Massimo Raciti e del suo ultimo romanzo, è possibile ascoltare l'intervista completa rilasciata all'Ing Mario Di Gregorio di Idea News Magazine:

Qui puoi ascoltarla su Facebook:

domenica 3 agosto 2025

Verso una Guerra Mondiale con il Consenso dell’Europa: Riarmo per le élite, Povertà per i Popoli


Il governo italiano ha chiesto un prestito da 14 miliardi per comprare armi!

Il governo italiano ha avanzato una richiesta per accedere al fondo europeo SAFE per la difesa, al fine di ricevere finanziamenti nel settore bellico. La richiesta prevedrebbe l’accesso a 14 miliardi di euro in cinque anni, con rimborsi da spalmare in 45 anni. Il fondo SAFE è una delle iniziative previste dal piano di riarmo lanciato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Esso prevede la raccolta di una somma fino a 150 miliardi di euro sui mercati, da erogare sotto forma di prestiti diretti agli Stati che ne fanno richiesta, e contempla l’avvio di procedure d’appalto comuni e semplificate. Hanno aderito al fondo altri 17 Paesi dell’UE, 12 dei quali hanno chiesto anche una deroga al Patto di Stabilità per aumentare i propri investimenti nell’industria delle armi al di fuori dei vincoli di debito da esso previsti.

La richiesta di adesione al fondo SAFE da parte dell’Italia sarebbe stata presentata nella notte di martedì 29 luglio, in seguito a un vertice tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e, tra gli altri, il ministro della Difesa Guido Crosetto. L’arrivo della domanda è stato confermato dal Commissario Europeo alla Difesa, Andrius Kubilius, che ha annunciato il «forte interesse» dei Paesi UE verso il fondo. Da quanto comunica Kubilius, le richieste di adesione mobiliterebbero un totale di «almeno 127 miliardi di euro» in potenziali appalti di difesa. «La tempestiva manifestazione di interesse consentirà alla Commissione di valutare la domanda e di prepararsi alla raccolta di fondi sui mercati dei capitali», si legge nel comunicato della Commissione, che ricorda anche che il termine per la presentazione formale delle richieste di adesione a SAFE è fissato al 30 novembre 2025. I dettagli delle richieste dei singoli Paesi non sono ancora noti, ma secondo le anticipazioni della stampa l’Italia avrebbe avanzato domanda per accedere a 14 miliardi per finanziare programmi di difesa già pianificati nel quinquennio 2026-2030.

Il fondo SAFE è una delle misure principali del piano di riarmo della Commissione Europea.

SAFE ha l’obiettivo di sostenere appalti congiunti tra gli Stati membri, incentivando la cooperazione industriale nel settore della difesa. I prestiti saranno erogati agli Stati che ne faranno richiesta sulla base di piani nazionali. Il piano si articola in due categorie principali di spese ammissibili: la prima riguarda munizioni, missili, sistemi di artiglieria e capacità di combattimento terrestre, inclusi droni e sistemi anti-drone; la seconda comprende difesa aerea e missilistica, capacità navali, trasporto aereo strategico, sistemi spaziali e tecnologie basate sull’intelligenza artificiale. Per richiedere i finanziamenti a un progetto, almeno il 65% del suo valore deve provenire da aziende del settore della difesa situate nell’UE, in Ucraina o in un Paese dello Spazio Economico Europeo o dell’Associazione Europea di Libero Scambio. La quota di componenti provenienti da Paesi terzi non potrà superare il 35%, a meno che non si tratti di subappalti inferiori al 15% del valore complessivo. In questo quadro, l’Unione ha aperto anche alla partecipazione di Paesi terzi selezionati, tra cui l’Ucraina e il Regno Unito.

Sono in tutto 18 i Paesi dell’UE che hanno chiesto l’accesso al fondo SAFE per la difesa; accanto all’Italia, figurano infatti anche Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Spagna e Ungheria. A questi si aggiungono i 16 Paesi che hanno chiesto una deroga al Patto di Stabilità per aumentare la spesa per la difesa nei prossimi anni. Tale misura, anch’essa centrale nel piano di riarmo, prevede che i Paesi aumentino la spesa per la difesa fino all’1,5% del proprio prodotto interno lordo annuo per quattro anni, ignorando i vincoli del Patto di Stabilità e ricorrendo a nuovo debito. Tale sospensione, sostiene von der Leyen, potrebbe generare fino a 650 miliardi di euro nel prossimo quadriennio che, uniti ai 150 messi a disposizione con SAFE, porterebbero il totale delle risorse mobilitate per il piano a 800 miliardi. A chiedere l’accesso a questa seconda misura sono stati, precisamente, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Ungheria.

Articolo di Dario Lucisano fonte: L'Indipendente

Chi ci guadagna da tutto questo? Di certo non i cittadini, che vedono aumentare le spese militari mentre sanità, scuola e servizi sociali arrancano. L'Europa delle élite sembra sempre più schierata con interessi estranei ai popoli, asservita a logiche belliche imposte da organismi sovranazionali.

La stampa tace, la politica obbedisce, e intanto la guerra diventa una realtà accettabile, quasi necessaria. Ma noi non ci stiamo.

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Diteci cosa ne pensate nei commenti.

Ma davvero non è arrivato il momento di chiederci — anzi, di affermare con forza:
Uscire dalla NATO. Uscire dall’Unione Europea. Uscire dall’OMS!

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