lunedì 31 marzo 2025

Il Grande Risveglio: liberarsi dalla Matrix, un documentario per cambiare il mondo

Introduzione (Mario Di Gregorio):

Benvenuti su IdeaNews. Oggi abbiamo il piacere di ospitare due importanti protagonisti del film-documentario “Il Grande Risveglio”, un progetto che esplora nuove prospettive di vita in un mondo in continua trasformazione. Con noi ci sono la giornalista e scrittrice Tiziana Alterio e il regista Paolo Cassina, che con il loro lavoro stanno dando voce a realtà spesso trascurate dai media mainstream.

"Il Grande Risveglio" non è solo un film-documentario, ma un vero e proprio viaggio alla scoperta di comunità e individui che stanno costruendo alternative sostenibili nei settori dell'educazione, dell'agricoltura, della medicina e dell'impresa. Un'opera che, attraverso il racconto di storie di coraggio e le esperienze di individui e comunità che stanno tracciando percorsi alternativi al modello capitalista tradizionale, evidenzia la necessità di una riconnessione più profonda e autentica con sé stessi, gli altri e la natura, promuovendo una visione di localizzazione contrapposta alla globalizzazione. Un viaggio che mette in discussione il modello dominante e propone una nuova consapevolezza. Grazie Tiziana e Paolo per essere qui con noi oggi, benvenuti.

Idea News Magazine (sigla).

Tiziana Alterio:

Grazie, grazie a voi per questo invito! E un saluto a tutti gli amici pugliesi a questo punto.

Paolo Cassina:

Grazie! Grazie mille per l'invito e saluti a tutti gli ascoltatori.

Domanda (Mario Di Gregorio):

Iniziamo con te Tiziana. Nel film parlate di un necessario ritorno alla consapevolezza e alla riconnessione con valori autentici, distanti dalle logiche imposte dal sistema attuale. Quali sono, secondo voi, i primi passi concreti che ciascuno di noi può compiere per avviare questo processo di risveglio?

Tiziana Alterio:

domenica 30 marzo 2025

Pensiero Critico: La Bussola per Orientarsi nel Mare dell'Incertezza delle Informazioni


Introduzione:
Quanto conosciamo veramente della realtà che ci circonda? Il nostro sapere è spesso parziale, fluido e soggettivo. Non possiamo pretendere di sapere tutto, ma possiamo migliorare la qualità del nostro pensiero. Oggi, con l'enorme quantità di informazioni che circolano, molte delle quali distorte o manipolate, sviluppare un forte spirito critico è fondamentale.

Come Orientarsi in un Mondo di Incertezze: Il progresso scientifico e tecnologico coesiste con paure antiche e teorie complottiste. In un simile contesto, la nostra capacità di fare scelte consapevoli e responsabili diventa cruciale. Ogni nostra decisione ha delle conseguenze e, se guidata dall’etica, può contribuire al bene comune. La qualità delle nostre scelte è il fondamento su cui costruire una società equa e informata.

Le Fondamenta del Pensiero Critico: Il pensiero critico ci permette di andare oltre le apparenze e le informazioni superficiali. In un mondo in cui le fonti sono molteplici, ma non sempre veritiere, è importante sviluppare la capacità di analizzare e discernere ciò che è utile. La verità non si trova in un'unica voce, ma in un insieme di punti di vista che bisogna essere capaci di valutare.

Le Professioni del Futuro e l'Intelligenza Collettiva: Il futuro richiederà professionisti in grado di lavorare insieme, non più come individui isolati ma come parte di un'intelligenza collettiva. È necessario avere una visione d'insieme, che permetta di capire le connessioni tra le diverse informazioni, senza rimanere bloccati in un pensiero limitato. La vera innovazione non deve disprezzare la saggezza del passato, ma usarla per trovare nuove soluzioni.

Il Ruolo del Potere e la Responsabilità Sociale: In un mondo che cambia velocemente, il potere deve essere usato con responsabilità. Coloro che occupano posizioni di influenza hanno il compito di guidare il progresso con etica, per evitare che il potere si trasformi in manipolazione o sfruttamento. Le scelte politiche, scientifiche e sociali devono essere orientate al bene comune, per evitare che la società cada in un circolo vizioso di disuguaglianza e ingiustizia.

La Sfida dell'Incertezza e la Necessità di Domande: Viviamo in un mondo dove il futuro è incerto, ma possiamo comunque fare delle scelte consapevoli. La nostra responsabilità è quella di chiedere: “Chi sono?”, “Dove vado?” e “Con chi cammino nella vita?” Queste domande non sono ingenuità, ma precondizioni per vivere in modo responsabile e consapevole. Non possiamo essere spettatori della vita, ma attori responsabili del nostro destino.

Rielaborare le Credenze e Lavorare per un Bene Comune: Un altro aspetto fondamentale è rielaborare le nostre credenze e il nostro modo di pensare. Non dobbiamo limitare la nostra creatività a fini egoistici, ma usarla per il bene comune. Anche nei contesti più difficili, dobbiamo cercare di valorizzare ciò che di buono c'è in ogni situazione, senza lasciarci sopraffare dalle difficoltà. La nostra forza risiede nel saper dare il meglio di noi per la collettività.

Conclusioni: Per costruire una società più equilibrata, è importante concentrarsi su ciò che possiamo controllare: il nostro modo di pensare e agire. Se coltiviamo uno spirito critico, riusciremo a difenderci meglio dalle manipolazioni e a prendere decisioni più giuste e consapevoli. Solo così potremo affrontare le sfide future e realizzare un futuro migliore per tutti. 

La consapevolezza è la chiave per trasformare l’incertezza in un’opportunità di crescita.

Effetti Avversi: Rompiamo il Silenzio" – Un Convegno Coraggioso che Illumina le Verità Nascoste


Il 29 marzo 2025, la Sala Xenia di Trieste ha ospitato il convegno "Effetti Avversi: Rompiamo il Silenzio!", un evento significativo dedicato all'analisi delle conseguenze sociali e sanitarie legate alla pandemia. Organizzato dal Comitato di Mutuo Appoggio Lavoratori Radio-TV (https://www.comitatoradiotv.it/) in collaborazione con Vento di Nord Est, (https://ventodinordest.com/l'incontro ha offerto una piattaforma per testimonianze spesso trascurate, promuovendo una maggiore consapevolezza collettiva.
  • Temi trattati: Isolamento sociale e discriminazione subiti durante la pandemia.​ 
  • Perdita del lavoro e rottura di rapporti personali.​ 
  • Testimonianze di persone colpite da effetti avversi post-vaccinazione.​
Relatori principali: 
  • Federica Angelini, presidente del comitato "Ascoltami"(https://comitatoascoltami.it/)
  • Gaia Bernabovi, segretaria del comitato "Ascoltami".​
  • Marianna Canè, giornalista d’inchiesta per "Fuori dal Coro" e autrice del libro "Effetto Avverso".
  • ​ Tania Bertelli, danneggiata da vaccino (in collegamento).​
  • Simonetta Filippini Galli, familiare di una vittima ospedaliera (in collegamento).​
Desideriamo esprimere la nostra più profonda gratitudine agli organizzatori del convegno "Effetti Avversi: Rompiamo il Silenzio!" per il loro impegno e coraggio nell'affrontare tematiche di grande rilevanza sociale. In particolare, il Dott. Biagio Mannino ha moderato l'evento con equilibrio e professionalità, facilitando un dialogo aperto tra i relatori e il pubblico presente, stimolando una riflessione profonda e necessaria.​

Le testimonianze condivise hanno illuminato aspetti cruciali legati agli effetti avversi, stimolando una riflessione profonda e necessaria.​

La decisione di dare voce a testimonianze spesso trascurate ha permesso di accendere i riflettori su realtà che meritano attenzione e comprensione. Eventi come questo sono fondamentali per promuovere una società più informata e consapevole, capace di affrontare le sfide attuali con empatia e solidarietà. 

​Invitiamo tutti a visionare la registrazione per approfondire le tematiche trattate e unirsi a questa importante conversazione:
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Riflessioni sull'uso dell'Intelligenza Artificiale: tra Benefici e Rischi

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L'episodio del 29 marzo 2025 di "Striscia la Notizia" ha sollevato un tema cruciale: i rischi legati all'uso eccessivo di ChatGPT, in particolare la tendenza a preferire l'interazione con l'IA alle relazioni umane, con possibili conseguenze sulla socialità e dipendenza tecnologica.

Questo ci spinge a riflettere sull'impatto dell'intelligenza artificiale sulle capacità cognitive, soprattutto nei più giovani. Strumenti come ChatGPT, se utilizzati in modo sconsiderato, rischiano di indebolire il pensiero critico e la capacità di risolvere problemi, come già accaduto con la diffusione delle calcolatrici che ha ridotto le abilità di calcolo mentale.

Promuovere un uso consapevole dell'IA, che potenzi le capacità individuali anziché sostituirle, è quindi fondamentale per preservare le competenze cognitive e le interazioni sociali autentiche.

L'IA offre indubbi vantaggi nella semplificazione di attività quotidiane, tra cui scrittura e organizzazione di testi. Tuttavia, studi recenti dimostrano che l'uso massiccio dell'IA può compromettere il pensiero critico, specialmente nelle nuove generazioni, se non si mantiene un equilibrio con lo sviluppo del pensiero autonomo e con una corretta educazione.

Nell'ambito educativo, l'integrazione dell'IA genera la preoccupazione di una dipendenza eccessiva dalla tecnologia. Studenti ed educatori, affidandosi troppo a strumenti digitali per l'apprendimento, rischiano di ridurre le capacità di analisi, problem solving, la creatività. Un approccio equilibrato che incoraggi l'uso consapevole dell'IA è quindi essenziale per preservare l'autonomia cognitiva.

Per affrontare queste sfide, è importante adottare strategie educative che affianchino l'IA allo sviluppo delle competenze tradizionali, incoraggiando gli studenti a utilizzare la tecnologia come supporto e non come sostituto del pensiero critico.

In sintesi, pur riconoscendo le grandi opportunità offerte dall'IA, è cruciale promuoverne un uso equilibrato e consapevole che potenzi, anziché sostituire, le nostre capacità cognitive, formando pensatori critici e indipendenti nell'era digitale.

Per approfondire questi temi, Guarda la puntata di Striscia la Notizia del 29 marzo 2025

sabato 29 marzo 2025

Wassily B3 / Effetto Lazarus: la danza di Fredy Franzutti al Teatro Piccinni di Bari


La stagione teatrale e di danza del Comune di Bari, in collaborazione con Puglia Culture, prosegue con un doppio appuntamento imperdibile firmato dal coreografo pugliese Fredy Franzutti. Sabato 5 aprile, alle ore 20.00, il Teatro Piccinni ospiterà "Wassily B3 / Effetto Lazarus", una produzione del Balletto del Sud che promette di affascinare il pubblico con la sua fusione di arte, storia e sperimentazione coreografica.

Un viaggio nel Bauhaus con "Wassily B3"

"Wassily B3" si ispira al movimento Bauhaus e celebra i 150 anni dalla nascita di un grande compositore. Il titolo richiama la celebre sedia progettata da Marcel Breuer e dedicata a Wassily Kandinskij, simbolo di un'estetica innovativa e razionale. La coreografia di Franzutti ripercorre, attraverso dieci quadri, i principi del Razionalismo, esplorando temi come la creazione della vita, l'evoluzione delle specie e le dinamiche sociali. L'uso della celebre poltrona Wassily B3 diviene elemento scenografico e simbolico, evocando la modernità e la spinta verso il futuro, in un rimando visivo che richiama il monolite di "2001: Odissea nello spazio". La rappresentazione gioca con le distorsioni delle proporzioni umane e le influenze del surrealismo, regalando al pubblico un'esperienza visiva e concettuale coinvolgente.

"Effetto Lazarus": la danza e il confine tra vita e morte

Il secondo spettacolo, "Effetto Lazarus", trae ispirazione dagli studi di Robert Cornish, lo scienziato che tentò di riportare in vita i morti. Ambientata in un obitorio post-catastrofe, la coreografia racconta il tentativo di rianimare giovani vittime attraverso il siero Lazarus, in una narrazione che unisce tensione e drammaticità. Il tutto è accompagnato dalle evocative note della "Danza Macabra" di Camille Saint-Saëns, che sottolineano il contrasto tra speranza e incubo.

Il Balletto del Sud e Fredy Franzutti

Fondata nel 1995 e diretta da Fredy Franzutti, la compagnia "Balletto del Sud" si distingue per il suo eclettismo e l'alta qualità artistica. Con un repertorio che spazia dai classici alle creazioni contemporanee, il gruppo ha calcato palcoscenici prestigiosi in Italia e all'estero, collaborando con artisti di fama internazionale come Carla Fracci, Luciana Savignano e Lindsay Kemp. Franzutti, considerato uno dei coreografi più versatili del panorama italiano, ha lavorato per teatri di fama mondiale, tra cui il Teatro Bolshoi di Mosca e il Teatro dell'Opera di Roma, oltre a numerose produzioni televisive.

Un evento da non perdere

"Wassily B3 / Effetto Lazarus" rappresenta un'occasione unica per immergersi in due performance dal forte impatto visivo ed emotivo, che intrecciano danza, storia e riflessione filosofica. L'appuntamento è fissato per il 5 aprile alle ore 20.00 presso il Teatro Piccinni di Bari.

Per maggiori informazioni e prenotazioni: Puglia Culture

venerdì 28 marzo 2025

Polizze Catastrofali: Proroga dell'Obbligo al 31 Ottobre 2025, ma Resta una Beffa per le Imprese Italiane.


Ancora una volta, il governo italiano dimostra la propria incapacità nel gestire le emergenze economiche e legislative con lucidità e pragmatismo. L’obbligo di stipulare una polizza assicurativa contro le catastrofi naturali, inizialmente previsto per il 31 marzo, slitta ora al 31 ottobre 2025. Un rinvio che non risolve il problema ma lo trascina nel tempo, aumentando l’incertezza per oltre 4 milioni di imprese italiane già alle prese con una crisi senza precedenti.

Un'Imposizione Mascherata da Protezione

La misura, prevista dall’articolo 22 del Decreto-Legge n. 104/2023, che avrebbe dovuto offrire una maggiore sicurezza economica alle aziende in caso di calamità naturali, si è rivelata fin da subito un’imposizione sconsiderata e mal calibrata. Il costo delle polizze, che può raggiungere i 12.000 euro annui, si trasforma in un vero e proprio salasso per le piccole e medie imprese, già schiacciate da un’inflazione galoppante, dall’aumento dei costi energetici e dalla crescente difficoltà di accesso al credito.

Non solo. La normativa presenta lacune clamorose: non chiarisce quali fenomeni siano coperti, non prevede alcun rimborso per le merci danneggiate e, ciliegina sulla torta, impone una tassa occulta del 22% sui premi assicurativi, incassata direttamente dallo Stato. Una manovra che, piuttosto che tutelare le aziende, le trasforma in bancomat per l’erario.

Un Rinvio che Non Risolve Nulla

L’emendamento presentato da Fratelli d’Italia per posticipare l’obbligo al 31 ottobre 2025 è stato accolto con un sospiro di sollievo dalle associazioni di categoria, ma la verità è che si tratta solo di un palliativo. Le criticità strutturali della norma restano inalterate: l’obbligo non viene eliminato, ma semplicemente rinviato, senza alcuna garanzia che nel frattempo vengano introdotte misure di sostegno o agevolazioni per le imprese.

Matteo Ricci, europarlamentare del PD, ha definito la misura una "tassa occulta" e ha evidenziato come essa penalizzi soprattutto le imprese localizzate in aree ad alto rischio, come le Marche, l’Emilia-Romagna e la Toscana, già colpite da alluvioni devastanti. A peggiorare il quadro, l’incoerenza del governo, che da un lato nega il cambiamento climatico e dall’altro impone polizze obbligatorie per proteggersi da eventi estremi. 

Ma la questione è più complessa di quanto si voglia far credere. Molte di queste catastrofi, più che da fenomeni naturali incontrollabili, derivano dall’incuria e dalla mancata manutenzione di infrastrutture come viadotti e argini fluviali.

 Ad esempio, in Emilia-Romagna, le esondazioni di fiumi e torrenti sono state attribuite non solo alle intense precipitazioni, ma anche alla scarsa manutenzione degli argini fluviali (https://www.teleambiente.it/alluvione-emilia-romagna-report/). In Sicilia, la combinazione di siccità e alluvioni ha colpito gli stessi territori in tempi successivi, evidenziando la vulnerabilità legata alla gestione del territorio. (https://indicatoriambientali.isprambiente.it/it/pericolosita-da-alluvione/eventi-alluvionali)

Il tessuto imprenditoriale italiano, composto in larga parte da piccole e medie imprese, viene nuovamente messo alla prova con una politica che favorisce le compagnie assicurative a discapito dell’economia reale. Il governo avrebbe potuto adottare un approccio più equo, introducendo incentivi fiscali o creando un fondo pubblico per sostenere le imprese nelle aree più vulnerabili. Invece, ha scelto la via più semplice: obbligare gli imprenditori a pagare, senza offrire alcuna contropartita. 

Conclusione: Un Governo che Gioca d’Azzardo con l’Economia

Il rinvio dell’obbligo delle polizze catastrofali è solo una tregua temporanea in una battaglia che, senza soluzioni concrete, rischia di penalizzare gravemente l’intero comparto produttivo del Paese. Invece di scaricare costi e responsabilità sulle aziende, il governo dovrebbe investire in un piano strutturale per la prevenzione e la gestione dei disastri naturali. Ma, come sempre, si preferisce la strada della burocrazia inefficace e delle imposizioni fiscali mascherate da misure di tutela. Le imprese italiane meritano di meglio.

È davvero questa la strada giusta per il nostro Paese? Non sarebbe più sensato puntare su una manutenzione adeguata delle infrastrutture e una gestione più responsabile del territorio per ridurre i danni? E fino a che punto le sperimentazioni di geoingegneria stanno aggravando la situazione anziché risolverla? Spunti su cui riflettere.

Ecco l'ntervento di Paolo Zabeo coordinatore ufficio studi CGIA Mestre

lunedì 24 marzo 2025

Export pugliese sotto pressione: tra dazi USA e competitività internazionale

 L’export pugliese, trainato da settori chiave come l’aerospazio, l’industria farmaceutica, il comparto agricolo e l’alta tecnologia, sta affrontando nuove sfide nel contesto economico globale. Secondo i dati forniti dal Centro Studi CGIa – Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre, la Puglia non primeggia in nessun settore specifico ma mantiene un ruolo di rilievo in comparti strategici che contribuiscono significativamente all’economia regionale e nazionale.

A pesare sulle prospettive future ci sono le recenti dinamiche commerciali internazionali, in particolare le politiche protezionistiche adottate dagli Stati Uniti e da altri paesi partner. I nuovi dazi potrebbero colpire proprio alcune delle eccellenze pugliesi, riducendo la competitività dei prodotti locali sui mercati esteri.

Il ruolo della siderurgia in Puglia: un settore in trasformazione

Storicamente, la Puglia ha avuto un ruolo di primo piano nella siderurgia grazie alla presenza dell’Ilva di Taranto (ex Italsider, oggi Acciaierie d’Italia), uno dei più grandi impianti siderurgici d’Europa. Per decenni, la produzione di acciaio è stata un pilastro dell’export regionale e dell’economia locale. Tuttavia, negli ultimi anni, il settore ha subito un forte ridimensionamento a causa di crisi aziendali, problematiche ambientali e incertezze gestionali, riducendo il peso della siderurgia nell’export pugliese. Sebbene l’industria dell’acciaio rimanga una realtà strategica, oggi altri comparti come aerospazio, farmaceutica e agroalimentare stanno emergendo come motori principali dell’economia regionale.

I settori di forza della Puglia nell'export

Dall’analisi dei dati emerge che la Puglia si distingue per le sue esportazioni in comparti ad alto valore aggiunto, tra cui:

  • Aerospazio: Il settore rappresenta una delle eccellenze pugliesi, con una filiera ben strutturata che comprende grandi aziende e distretti industriali.
  • Industria chimica e farmaceutica: La regione ha consolidato un ruolo importante, grazie alla presenza di stabilimenti produttivi di rilevanza internazionale.
  • Macchinari e apparecchiature: Un comparto che mantiene stabilità nelle esportazioni, con un buon contributo all’economia locale.
  • Prodotti agricoli e alimentari: L’olio extravergine di oliva, i vini e altri prodotti tipici pugliesi continuano a essere richiesti sui mercati esteri, nonostante la concorrenza e le difficoltà logistiche.
  • Moda e tessile: La Puglia è nota per la produzione di abbigliamento, calzature e accessori, grazie alla presenza di aziende manifatturiere che esportano in Europa e nel mondo
  • Vini e bevande: Il settore vitivinicolo pugliese ha registrato una crescita costante nell’export, con etichette di prim'ordine apprezzate nei mercati internazionali.
  • Nautica da diporto: La regione ospita importanti cantieri navali specializzati nella produzione di yacht e imbarcazioni di lusso, un settore in espansione sul fronte internazionale.


(Andamento dell’export pugliese nei settori chiave rispetto alle altre regioni)

L’impatto delle nuove politiche economiche

L’introduzione di nuovi dazi da parte degli Stati Uniti e le tensioni commerciali tra Europa e altre potenze economiche potrebbero avere conseguenze dirette sull’export pugliese. La necessità di diversificare i mercati di sbocco diventa quindi una priorità per le imprese del territorio, che dovranno puntare su strategie innovative per mantenere la competitività.

Un’analisi approfondita dei dati permette di cogliere il quadro generale e di individuare possibili soluzioni per affrontare il contesto attuale. L’adozione di tecnologie avanzate, il potenziamento della rete commerciale e la valorizzazione dei marchi territoriali potrebbero rappresentare la chiave per una crescita sostenibile dell’export pugliese.


(Incidenza della Puglia nell’export nazionale per i settori principali)

Dati e metodologia

I dati sull'export sono stati forniti dal Centro Studi CGIa e da noi analizzati con software avanzati di elaborazione statistica. Per rendere più chiara la posizione della Puglia rispetto alle altre regioni italiane, abbiamo realizzato due grafici che evidenziano i comparti in cui la regione mostra una maggiore incidenza. Questi strumenti visivi aiutano a comprendere meglio il peso della Puglia nell’export nazionale e l’impatto delle attuali politiche economiche sul settore.

Conclusione

L’export pugliese si trova in una fase cruciale. Se da un lato la regione può vantare un sistema produttivo articolato e competitivo, dall’altro deve affrontare sfide globali sempre più complesse. Il futuro dipenderà dalla capacità delle imprese e delle istituzioni di adattarsi ai cambiamenti in atto, puntando su innovazione e strategie di internazionalizzazione più efficaci.

Per approfondimenti e ulteriori dati, è possibile consultare il Centro Studi CGIa – Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre  www.cgiamestre.com

Dichiarazione di Paolo Zabeo coordinatore ufficio studi CGIA

La lingua italiana sotto attacco: tra simboli bizzarri e anglicismi invadenti, il Ministero dice basta


Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha recentemente inviato una circolare a tutte le scuole per ribadire un principio tanto semplice quanto ormai rivoluzionario: nelle comunicazioni ufficiali bisogna rispettare le regole della lingua italiana. Sembra ovvio, eppure negli ultimi anni la nostra lingua è stata travolta da una serie di pratiche discutibili, tra cui l’uso di asterischi, schwa, distorsioni grammaticali e, naturalmente, un diluvio di anglicismi spesso usati a sproposito.

Asterischi, schwa e professioni al femminile: la grammatica in crisi

Diciamocelo, non si può più leggere un testo senza inciampare in un "car* tutt*", un "benvenutə" o peggio ancora in orrori come "avvocata", "sindaca" e "senatora". Qualcuno, per evitare il problema, ha pensato di sostituire tutto con un bel punto interrogativo: "Benvenut?!" — come a dire "ciascuno interpreti come meglio crede". Ma perché complicare una lingua meravigliosa come l’italiano con soluzioni che sembrano uscite da un bug di un software?

L’Accademia della Crusca si è già espressa più volte contro queste forzature, spiegando che non sono grammaticalmente corrette e che rendono i testi meno leggibili. Eppure, c’è chi insiste nell’usare questi espedienti con l’illusione di rendere il linguaggio più inclusivo, senza accorgersi che, paradossalmente, stanno solo creando ulteriore confusione.

Anglicismi: l’italiano ormai è "outdated"

Se da un lato giochiamo a stravolgere la grammatica con asterischi e segni grafici senza senso, dall’altro siamo travolti da un’invasione di termini anglosassoni che stanno erodendo l’identità della nostra lingua. Ormai, non si fa in tempo a impararne uno che ne arriva subito un altro: prima ci hanno propinato il brainstorming, poi il fact-checking, e ora spuntano fuori il quiet quitting, il reskilling, il job hopping e il mitico blue sky thinking (che, detto tra noi, pare una trovata per far sembrare profonda un’ovvietà).

Si può ancora dire "fare il punto della situazione" o dobbiamo per forza "fare un debriefing"? Possiamo ancora organizzare una riunione o dobbiamo per forza chiamarla "call"? E perché mai un artigiano oggi diventa un "maker" e un bagnino un "lifeguard"?

Il Ministero interviene: basta confusione

Con questa circolare, il Ministero dell’Istruzione e del Merito prova a riportare un po’ d’ordine, ribadendo che nelle comunicazioni ufficiali si deve scrivere in un italiano corretto, senza strane invenzioni. Ma la domanda sorge spontanea: basterà questa raccomandazione a fermare la deriva linguistica in corso?

L’italiano è una lingua ricca, musicale e straordinaria, e invece di valorizzarla, sembriamo fare di tutto per frammentarla e renderla incomprensibile. Voi cosa ne pensate? Preferite un bel "brainstorming" o una semplice "riunione di idee"? Meglio "inviare un’email" o "shootare una mail"? E soprattutto, la prossima volta che sentite parlare di "quiet quitting" o "gender-neutral language", avrete la forza di resistere?

Scriveteci nei commenti, rigorosamente in italiano!

BIF&ST 2025. L’Ultima Sfida: Un Viaggio nel Cuore dello Sport e dei Dilemmi Morali


“L’ULTIMA SFIDA” 
IN CONCORSO al BIF&ST 2025
BARI INTERNATIONAL FILM&TV FESTIVAL

L’Ultima Sfida, il nuovo film che sta conquistando il pubblico, non è solo un racconto sportivo, ma una riflessione sui valori, i conflitti e le scelte che accompagnano la vita di un calciatore al tramonto della sua carriera. Un’opera che fonde emozione, sport e dilemmi morali, con la regia di Antonio Silvestre e protagonisti come Gilles Rocca e Michela Quattrociocche, che ci portano nel cuore della storia.

Abbiamo avuto il piacere di intervistare i protagonisti del film: la regista, l’attore Gilles Rocca, che interpreta Massimo De Core, e la sua moglie nel film, Michela Quattrociocche. Ecco cosa ci hanno raccontato.
La Regista: Un Dilemma Universale, Oltre lo Sport

La regista del film, Antonio Silvestre, ci ha parlato della genesi del progetto e delle motivazioni dietro la scelta di trattare temi complessi come la corruzione nello sport. “Il film non vuole concentrarsi solo sulla parte sportiva del calcio, ma vuole esplorare il dilemma umano che il protagonista vive”, spiega Silvestre. “Massimo De Core è un calciatore che deve scegliere tra la carriera e la sua famiglia, tra la vittoria e la protezione dei suoi cari. Quella di Massimo è una lotta che va oltre il calcio, un conflitto che molti potrebbero riconoscere nella propria vita.”

Un aspetto importante del film è la rappresentazione di una mafia che non è legata al tradizionale stereotipo, ma che si riflette in una minaccia per la carriera di Massimo, rendendo il tema della corruzione ancora più interessante e attuale. “Volevamo parlare di come la pressione esterna può influenzare le scelte di una persona, anche quando si tratta di uno sport che è visto come un riflesso della meritocrazia”, aggiunge il regista. “Il film non si concentra tanto sul gioco, ma sul cuore di ciò che significa essere un calciatore, e le difficoltà che si affrontano dietro le quinte.”

Gilles Rocca: Un Calciatore nella Vita e sul Set

Massimo De Core è interpretato da Gilles Rocca, un attore con un passato da calciatore che ha portato una profonda connessione con il personaggio. “Mi sono immediatamente innamorato di questo ruolo”, racconta Gilles. “Il mio personaggio è molto simile a me, soprattutto nel fatto che anch’io sono stato un calciatore. Quando ho smesso di giocare, avevo il sogno di fare una carriera come quella di Massimo De Core.”

Gilles ci ha parlato anche del suo processo di preparazione: “Per interpretare il ruolo, mi sono chiuso in casa e ho passato molto tempo a leggere e rileggere il copione. Il personaggio aveva molte sfumature che dovevo interiorizzare, e visto che c’era molto di me in lui, è stato un lavoro che mi ha coinvolto a livello personale.”

Quando gli è stato chiesto quale scelta farebbe nella realtà, tra la carriera e la famiglia, Gilles non ha avuto dubbi: “La famiglia, senza ombra di dubbio. Questo è un messaggio che volevo trasmettere anche nel film.”

Michela Quattrociocche: La Donna Dietro la Scelta Cruciale

Michela Quattrociocche, che nel film interpreta la moglie di Massimo De Core, ha parlato del ruolo che la sua figura gioca nella vita di Massimo. “La mia parte nel film è quella di una donna che sta accanto al suo uomo in un momento delicato. Il mio personaggio cerca di aiutarlo a prendere la decisione giusta”, spiega Michela. “Massimo si trova a dover scegliere tra la sua carriera e la sua famiglia, ed è una decisione che non è facile, soprattutto quando ci sono minacce che incombono sulla sua vita.”

Michela ha rivelato di essersi sentita molto vicina al suo personaggio, perché la storia della sua famiglia nel film rispecchia in parte quella di molti altri, che affrontano il peso delle scelte difficili. “Interpretare la moglie di Massimo, una figura che sostiene e ama, è stato emozionante. È stato come vivere una storia che riguarda tutti, dove l’amore e il sacrificio si intrecciano”, ha detto Michela.
Un Film che Racconta la Vita oltre lo Sport

L’Ultima Sfida non è solo una storia di calcio, ma un racconto di vita, di scelte difficili e di come le passioni, le paure e i sogni possano trasformare il destino di una persona. Con una regia sensibile di Antonio Silvestre e una performance potente di Gilles Rocca e Michela Quattrociocche, il film offre uno spunto di riflessione su cosa significhi davvero vincere e perdere nella vita.

Se cercate un film che tocchi corde emozionali profonde, L’Ultima Sfida è un’opera da non perdere, capace di andare oltre lo sport e di immergersi nei dilemmi universali dell’animo umano.
Aya Aouichaoui
Qui il trailer:

domenica 23 marzo 2025

L'AI e la corsa alla velocità: quando l’automazione diventa un problema


L’Intelligenza Artificiale sta rivoluzionando il nostro modo di lavorare, rendendo le operazioni più rapide ed efficienti. Tuttavia, se la velocità è un vantaggio, può diventare anche un pericolo quando supera la nostra capacità di controllo. Ecco quattro esempi concreti di come l’AI potrebbe trasformare un semplice errore in un disastro globale.

1. Farmaci sviluppati troppo in fretta: un rischio per la salute

Nel settore farmaceutico, l’AI permette di testare nuove formulazioni in tempi record, riducendo il processo di sviluppo da anni a pochi mesi. Ma cosa succede se un farmaco viene immesso sul mercato troppo velocemente? Senza un adeguato controllo sugli effetti a lungo termine, potrebbero emergere gravi reazioni avverse, con conseguenze devastanti per i pazienti e l’industria stessa.

2. Auto prodotte senza controlli: un errore si moltiplica all’istante

Un’AI gestisce l’intera produzione di veicoli a guida autonoma, eliminando ritardi e ottimizzando la catena di montaggio. Tuttavia, un piccolo errore nel software dei freni passa inosservato e, in poche ore, migliaia di auto difettose vengono distribuite sul mercato. Il risultato? Incidenti a catena, richiami di massa e un danno economico incalcolabile per l’azienda.

3. Agricoltura ottimizzata... fino al collasso dell’ecosistema

Un’AI analizza in tempo reale il terreno, suggerendo la combinazione perfetta di fertilizzanti e pesticidi per massimizzare il raccolto. Il sistema viene applicato su larga scala senza test adeguati, ma dopo pochi mesi il suolo risulta impoverito e interi ecosistemi vengono compromessi. Un'ottimizzazione troppo rapida ha portato a un danno irreversibile.

4. Un bug nella borsa: il crollo di un’economia in pochi secondi

Un’AI avanzata viene incaricata di gestire la borsa valori 📈. Tradizionalmente, gli analisti impiegano giorni per valutare le tendenze di mercato, ma questa AI può processare miliardi di transazioni al secondo.

Un giorno, rileva un’anomalia e vende in massa le azioni di una grande azienda per evitare perdite. Altre AI di trading, programmate per reagire istantaneamente, fanno lo stesso. In pochi secondi, il valore dell’azienda crolla a zero, mandando in crisi l’intero sistema finanziario.

Il problema? L’anomalia era solo un errore temporaneo nei dati, che un essere umano avrebbe potuto correggere in pochi minuti. Ma l’AI ha agito troppo in fretta, senza che nessuno potesse fermarla in tempo.



Quando la velocità dell’AI diventa un problema per l’uomo

La velocità è un vantaggio straordinario, ma può diventare pericolosa in diversi scenari:

🔴 Perdita di controllo – Se l’AI esegue miliardi di operazioni in un istante senza supervisione umana, potremmo perdere il controllo su decisioni critiche in ambiti come la finanza, la sicurezza e la gestione di infrastrutture.

🤯 Mancanza di adattamento umano – L’essere umano ha bisogno di tempo per riflettere. Se l’AI prende decisioni istantanee senza darci il tempo di valutarle, il rischio di errori aumenta.

Collasso dei sistemi tradizionali – Settori abituati a ritmi più lenti (giustizia, ricerca scientifica, burocrazia) potrebbero essere travolti dall’iper-efficienza dell’AI, senza il tempo di adattarsi.

💼 Impatti economici e sociali – Se l’AI automatizza processi che prima richiedevano anni di lavoro, interi settori potrebbero essere stravolti, generando disoccupazione o la necessità di riqualificazioni troppo rapide.

🔥 Sicurezza e imprevisti – Se un’AI prende decisioni critiche in medicina o difesa in frazioni di secondo, senza che un essere umano possa intervenire in tempo, le conseguenze potrebbero essere irreparabili.


La velocità è un’arma a doppio taglio

L’Intelligenza Artificiale ha il potenziale per migliorare il mondo, ma senza freni adeguati, il rischio di perdere il controllo è altissimo. La soluzione? Mantenere sempre un controllo umano sulle decisioni più critiche, evitando che l’efficienza diventi un pericolo.

🔍 E tu cosa ne pensi? Hai altri esempi di processi automatizzati che potrebbero sfuggire di mano? Commenta qui sotto e tagga chi potrebbe essere interessato! #AI #Tecnologia #Innovazione #RischiDellaVelocità

mercoledì 19 marzo 2025

90 Anni di Don Tonino Bello: Un Mandorleto per Ricordare il Suo Messaggio di Speranza


Il 18 marzo 2025, nel giorno del 90° anniversario della nascita di Don Tonino Bello, la comunità si è riunita presso la Comunità C.A.S.A. di Ruvo di Puglia per rendere omaggio a un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia della Diocesi e nel cuore di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo.

Un gesto simbolico ma ricco di significato: la piantumazione di 90 mandorli, donati dall’Associazione "Con Don Tonino per la Solidarietà", un tributo al suo messaggio di speranza, cura e vicinanza agli ultimi.

Don Tonino e Radio Idea: una voce che continua a parlare

L’evento è stato anche l’occasione per riscoprire il forte legame tra Don Tonino e Radio Idea, emittente che nel 1985 lo ospitò in collegamento con la storica trasmissione "Chiamate Roma 3131" di Radio RAI.

Un momento che oggi rivive attraverso gli archivi della radio, permettendoci di riascoltare la sua voce, il suo pensiero e la sua straordinaria capacità di trasmettere speranza. Un dono prezioso per le nuove generazioni, che possono così conoscere e lasciarsi ispirare dal suo messaggio.

Una grande partecipazione per un’eredità che vive

A celebrare la Santa Messa è stato S.E. Mons. Domenico Cornacchia, accompagnato dai Sindaci delle città della DiocesiTommaso Minervini (Molfetta), Pasquale Chieco (Ruvo di Puglia), Michele Sollecito (Giovinazzo) e Michelangelo De Chirico (Terlizzi) – oltre a numerose autorità civili e militari.

Tra gli interventi più emozionanti, quello di Trifone Bello, fratello di Don Tonino, che ha raccontato alcuni episodi della sua vita, rivelando ancora una volta la sua grande umanità. Giancarlo Piccinni, presidente della Fondazione Don Tonino Bello, ha invece sottolineato il valore attuale del suo pensiero e della sua missione.

90 mandorli, un simbolo di speranza e rinascita

Il mandorlo è il primo albero a fiorire dopo l’inverno, segno di rinascita e di fiducia nel futuro. Piantarne 90 nella Comunità C.A.S.A. non è stato solo un omaggio, ma un impegno concreto per proseguire il cammino tracciato da Don Tonino: prendersi cura della terra, delle persone, della comunità.

La presidente della Cooperativa Sociale Oasi 2 San Francesco, che gestisce la struttura, ha spiegato il valore di questo progetto di agricoltura sociale, che offre una possibilità di riscatto e reinserimento a chi sta affrontando percorsi di difficoltà.

Un ricordo che diventa azione

Don Tonino Bello non è stato solo un pastore, ma un esempio vivente di impegno per la pace, la giustizia sociale e la fratellanza. Questo evento, più che un semplice anniversario, è stato un invito a portare avanti il suo insegnamento con gesti concreti.

📺 GUARDA IL SERVIZIO COMPLETO SU YOUTUBE
Per rivivere i momenti più toccanti della giornata e ascoltare le testimonianze raccolte, ti invitiamo a guardare il nostro speciale su YouTube.

#DonToninoBello #MemoriaCheVive #90AnniDiSperanza #ComunitàCASA #Solidarietà #RadioIdea #GiustiziaEPace #MandorliDiFuturo

Happiness On Tour: il più grande evento formativo per la felicità arriva al Forum di Assago

Il 20 marzo 2025, in occasione della Giornata Mondiale della Felicità dell’ONU, il Forum di Assago ospiterà Happiness On Tour, il più grande evento formativo mai realizzato in Italia contro bullismo, depressione e dipendenza dai social. Un’iniziativa senza precedenti, che vedrà la partecipazione di 20.000 persone, tra studenti, insegnanti e pubblico, in un’esperienza coinvolgente e trasformativa.

Organizzato dalla Fondazione della Felicità ETS, l’evento punta a portare un cambiamento concreto nella vita dei giovani e delle loro famiglie, fornendo strumenti pratici per affrontare le sfide della società moderna. "Non è il successo a portare la felicità, ma è la felicità a portare al successo", afferma Walter Rolfo, ideatore del progetto e presidente della Fondazione. Un principio confermato dagli studi dell’Università di Harvard, che dimostrano come la qualità delle relazioni e il benessere emotivo siano fattori determinanti per il futuro di ogni individuo.

Un percorso oltre l’evento

Happiness On Tour non sarà un semplice appuntamento di un giorno, ma l’inizio di un percorso formativo lungo due mesi, che coinvolgerà scuole in tutta Italia. Oltre 120.000 studenti saranno parte attiva del progetto, partecipando a laboratori interattivi, letture guidate e attività esperienziali.

A rendere speciale l’evento sarà la presenza di ospiti di rilievo, tra cui Paolo Borzacchiello, esperto di comunicazione persuasiva, Oscar Farinetti, imprenditore visionario, e Sebastiano Gravina (Videociecato), influencer simbolo di resilienza. Tutti uniti per un obiettivo comune: insegnare la felicità come una competenza da sviluppare e coltivare ogni giorno.

Il concorso: alla ricerca della classe più felice d’Italia

Uno dei momenti clou sarà il concorso "La classe più felice d’Italia", che premierà la scuola capace di diffondere maggiore benessere all’interno della propria comunità. Un’iniziativa che nella scorsa edizione ha coinvolto oltre 300.000 studenti, con un impatto profondo e duraturo.

Un evento necessario per il presente e il futuro

I dati parlano chiaro: secondo le più recenti ricerche, il 24% dei giovani della Generazione Z ha sofferto di depressione, mentre oltre il 30% manifesta segnali di isolamento dovuti all’uso eccessivo dei social. Numeri allarmanti, che evidenziano l’urgenza di agire.

Con il patrocinio del Comune di Milano, della Città Metropolitana di Milano e del Comune di Assago, il supporto della UN SDG Action Campaign e il partenariato con la Regione Lombardia, Happiness On Tour si presenta come una risposta concreta a questa emergenza sociale. 

🌐 Per maggiori informazioni: fondazionedellafelicita.org

📽 Guarda il video promozionale e scopri l’energia di Happiness On Tour:


domenica 16 marzo 2025

Narrazione e percezione: le strategie che influenzano il pensiero collettivo


Il confine sottile tra informazione, propaganda e percezione della realtà

Negli ultimi anni, la società ha vissuto una serie di eventi globali che hanno stravolto la vita quotidiana, ma soprattutto hanno mostrato quanto sia facile manipolare l’opinione pubblica. Dall’emergenza sanitaria alla crisi energetica, dal cambiamento climatico alla guerra, ogni crisi è stata accompagnata da una narrazione dominante, accettata senza riserve da molti e imposta dai media mainstream senza spazio per il dissenso. (Fonte: Esempio di Studio)

Chiunque cercasse di analizzare criticamente questi fenomeni veniva tacciato di essere un complottista, un negazionista o un disinformato. Questo non è casuale: si tratta di un meccanismo ben preciso, che possiamo definire ipnosi collettiva. Analizziamo alcuni degli esempi più eclatanti degli ultimi cinque anni.

  1. L'emergenza Covid e la narrazione unica

La pandemia è stata il primo grande esperimento su larga scala di controllo totale della popolazione attraverso la paura. Restrizioni, lockdown, pass sanitari: tutto imposto come unica soluzione possibile, mentre ogni opinione contraria veniva censurata. (Fonte: Rapporto OMS) La pressione psicologica e sociale ha portato alla divisione netta tra “buoni” e “cattivi”, vaccinati e non vaccinati. Inoltre, una massiccia campagna di persuasione ha indotto la popolazione a vaccinarsi con sieri che si sono poi dimostrati farmaci non adeguatamente testati. (Fonte: Studio Lancet) Le conseguenze sono state drammatiche: un aumento significativo di malori improvvisi, effetti avversi gravi e perfino morti improvvise. Nonostante emergessero studi e testimonianze su questi effetti collaterali, ogni tentativo di discuterne apertamente è stato bollato come disinformazione o sistematicamente censurato. (Fonte: Database EudraVigilance)

  1. La crisi climatica e il senso di colpa indotto

Da Greta Thunberg all’eco-ansia, la narrativa mediatica ha trasformato il cambiamento climatico in una questione morale più che scientifica. Soluzioni drastiche imposte senza dibattito: eliminazione delle auto a combustione, case “green”, restrizioni sui consumi. (Fonte: IPCC) Si colpevolizzano i cittadini mentre le grandi multinazionali continuano indisturbate a inquinare. Inoltre, il concetto di emergenza globale viene utilizzato per giustificare politiche restrittive senza una reale alternativa sostenibile per i cittadini comuni. Anche qui, chi solleva dubbi viene ridicolizzato o accusato di negazionismo. (Fonte: Rapporto Greenpeace)


  1. Guerra in Ucraina: la narrazione a senso unico

Una delle manipolazioni più evidenti degli ultimi anni: ogni informazione che non rientrava nello schema ufficiale “Russia cattiva – Ucraina vittima” veniva bollata come propaganda. (Fonte: BBC) Zelensky trasformato in eroe mediatico, mentre il dibattito su negoziati e pace veniva soffocato. Gli effetti della guerra sulle economie europee erano prevedibili, ma sono stati nascosti o minimizzati fino a quando non è stato troppo tardi. (Fonte: Financial Times) Il sostegno finanziario e militare senza limiti, giustificato dalla narrativa imposta, ha portato a un'escalation continua senza spazio per una vera discussione su soluzioni diplomatiche. (Fonte: The Economist)

  1. Inflazione e crisi economica: colpa tua, non del sistema

Aumento incontrollato dei prezzi, crisi energetica, aumento delle tasse: il costo della vita è esploso, ma la colpa è sempre attribuita a fattori esterni (guerra, cambiamento climatico, speculazioni). (Fonte: BCE) L’Europa si impoverisce, le piccole imprese chiudono, ma la priorità politica è spendere miliardi in armamenti. Chi mette in discussione le politiche economiche viene accusato di essere anti-europeista o populista. (Fonte: Eurostat)

  1. Il futuro: cibo sintetico e controllo digitale?

Le nuove battaglie sono già in corso: la sostituzione della carne con insetti e prodotti artificiali viene spinta con la scusa della sostenibilità. (Fonte: FAO) Il controllo finanziario attraverso la digitalizzazione completa del denaro (euro digitale, eliminazione del contante) rischia di limitare ulteriormente la libertà economica. (Fonte: Banca Mondiale) Intelligenza artificiale e censura: la gestione dell’informazione sarà sempre più filtrata dagli algoritmi e da chi li controlla. (Fonte: MIT Technology Review)

  1. Il Conflitto nella Striscia di Gaza: Informazione o Propaganda?

Un altro esempio lampante di manipolazione mediatica riguarda il conflitto nella Striscia di Gaza. (Fonte: Al Jazeera) Da un lato, le immagini di distruzione e sofferenza vengono usate per spingere l’opinione pubblica in una direzione ben precisa, mentre dall’altro si censurano o minimizzano notizie che non si allineano alla narrazione dominante. (Fonte: The Guardian)

  1. Identità Digitale e Controllo Sociale

Un aspetto fondamentale del futuro controllo sociale è la digitalizzazione dell’identità. (Fonte: World Economic Forum) L’introduzione di sistemi di identità digitale, associati a valute elettroniche e sistemi di credito sociale, rischia di portare a una perdita di autonomia senza precedenti. (Fonte: IMF)

Conclusione: svegliarsi dall’ipnosi collettiva

Questi esempi mostrano chiaramente un meccanismo ricorrente: creare una crisi, fornire un’unica soluzione, impedire ogni dibattito. Il problema non è credere o meno a ogni singola narrazione, ma capire il pattern ripetitivo di manipolazione che viene applicato ogni volta. (Fonte: Harvard Business Review)

Il primo passo per uscire dall’ipnosi collettiva è porsi delle domande: chi ci guadagna? Perché le alternative non vengono mai discusse? Perché chi dissente viene immediatamente etichettato come pericoloso?

Finché continueremo a subire queste dinamiche senza consapevolezza, saremo spettatori di una realtà costruita da altri. Ma se iniziamo a vedere i fili che muovono il teatrino, possiamo almeno decidere di non essere più marionette.

Disclaimer: Tutte le informazioni riportate in questo articolo non rappresentano opinioni personali, ma sono il risultato di un'approfondita ricerca. Su richiesta, siamo disponibili a fornire le fonti utilizzate.

Dopo aver letto questo articolo, vi sentite più consapevoli delle strategie di influenza che ci circondano? Quali sono gli strumenti che utilizzate per distinguere tra informazione e manipolazione?

Qui un messaggio di Lucia Giovannini:

 

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